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Accordo in Consiglio Europeo su bilancio e Recovery Fund

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – C’è l’accordo sul Recovery Fund e il Bilancio Ue in Consiglio Europeo. Lo annuncia su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel. Superato quindi il veto di Ungheria e Polonia. “Ora possiamo iniziare con l’implementazione delle politiche per ricostruire le nostre economie. Il pacchetto di misure porterà avanti la transizione verde e digitale”, scrive Michel.
“L’Europa va avanti! Accordo in Consiglio UE sul prossimo bilancio Next Generation EU. 1,8 trilioni di euro per alimentare la nostra ripresa e costruire un’UE più resiliente, verde e digitale. Congratulazioni alla Presidenza tedesca del Consiglio Europeo”, commenta la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.
“Veti superati, accordo raggiunto al Consiglio Europeo. Si conferma la condizionalità sullo stato di diritto – spiega il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola -. Adesso acceleriamo ancora di più, perchè le risorse del Quadro Finanziario Pluriennale e del Next Generation EU diventino progetti per cambiare e far ripartire Italia ed Europa”.
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Coronavirus, Arcuri “Servono ancora pazienza e sacrificio”

ROMA (ITALPRESS) – “Il virus fatica a farsi annientare, continua a combattere, quindi prudenza, responsabilità e cautela devono essere ancora le parole d’ordine. Aggiungerei anche le parole pazienza e sacrificio, ora e soprattutto nei giorni delle feste, lo dico soprattutto ai più giovani. Non dobbiamo ripiombare nel buio proprio ora che si comincia a intravedere la luce”. Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa.
“Ieri sono scaduti i termini del bando per le siringhe per i vaccini. Sono in corso le valutazioni, alcune imprese si sono dette pronte a iniziare le consegne già a dicembre – ha spiegato Arcuri -. Abbiamo chiesto 158 milioni di siringhe e ce ne sono state proposte 1,5 miliardi circa, 10 volte di più”.
“Auspichiamo che l’inizio della vaccinazione possa avvenire lo stesso giorno in tutti i Paesi europei, sarebbe un bel giorno. Penso che nessun Paese in Europa inizierà prima di noi”, ha proseguito.
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Avvocato Specialista, 4 associazioni chiedono modifica del regolamento

ROMA (ITALPRESS) – Un decreto ministeriale che modifichi il regolamento per il titolo di avvocato specialista. E’ questa la richiesta di quattro fra le maggiori associazioni forensi specialistiche – l’Unione nazionale Camere avvocati tributaristi, gli Avvocati giuslavoristi italiani, l’Unione delle Camere penali italiane e l’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori – che hanno inviato una lettera al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, proprio per sollecitare la promulgazione del decreto. Le associazioni, come spiegato nella missiva, in queste settimane sono impegnate nella pubblicazione dei bandi di ammissione alle Scuole biennali di Alta formazione e qualificazione professionale, per il conseguimento del titolo di avvocato specialista. “La piena operatività del Regolamento”, secondo i rappresentanti delle associazioni, consentirà “sia di operare per il futuro sia di onorare gli impegni nei confronti di una intera generazione di avvocati specialisti”.
“Abbiamo sollecitato il ministro – ha detto all’Italpress l’avvocato Michele Di Fiore, direttore della scuola di specializzazione di Uncat e presidente di Gnosis Forense – a promulgare il decreto che integra la disciplina, finora non completa, per l’attuazione del percorso della specializzazione forense. Finchè non viene promulgata questa ulteriore parte di disciplina attuativa non è possibile portare a termine il percorso della specializzazione. Se si arriva al traguardo con la promulgazione di questo decreto, vediamo finalmente realizzato un nuovo scenario per l’avvocatura”.
Per Di Fiore in futuro bisognerà scegliere il proprio avvocato come si fa con il medico: “Per farsi curare una frattura – ha spiegato – si va dall’ortopedico e così dovrà avvenire per l’avvocato”. “Il cittadino, grazie a questa specializzazione – ha aggiunto -, potrà veder tutelati meglio i propri diritti di difesa”.
A giugno, le stesse associazioni forensi specialistiche, in un’altra missiva indirizzata al ministro della Giustizia, avevano espresso alcune osservazioni sul parere pronunciato dalla commissione Giustizia della Camera. Tali rilievi, tra l’altro, riguardavano la “inopportunità di estendere il riconoscimento della specializzazione ai Master universitari di II livello e ai corsi organizzati dalle associazioni forensi rappresentative ma non specialistiche”.
“Ci opponiamo alla possibilità che le scuole di specializzazione vengano gestite da associazioni forensi non specialistiche perchè è un ossimoro”, ha sottolineato Di Fiore. “Non potrebbero farlo le associazioni forensi generaliste – continua Di Fiore -, così come non lo potrebbe fare da sola l’università, atteso che nell’accademia si insegna il sapere invece noi miriamo a trasferire il saper fare professionale”, ha aggiunto. Quelle proposte potrebbero essere superate ma, tra le tre ipotesi, potrebbe “essere riconosciuto il dottore di ricerca come titolo equipollente a quello dello specialista”.
“Appare particolarmente urgente in questo momento – ha detto all’Italpress Angelo Cuva, vicepresidente Uncat e docente di diritto tributario dell’Università di Palermo – l’adozione, da parte del ministro, del nuovo decreto che disciplina il titolo di avvocato specialista, in considerazione della sempre maggiore esigenza di una figura legale che sia altamente specializzata. In particolare – ha continuato -, per quanto riguarda la materia fiscale, questa esigenza è fortemente sentita in considerazione dell’iperproduzione legislativa che caratterizza questo settore e dell’estremo tecnicismo della disciplina, che impone un continuo aggiornamento da parte dei professionisti che si occupano del diritto tributario. In questa direzione – ha aggiunto – la Scuola di alta formazione dell’Uncat svolge da tempo un compito di grande importanza”.
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Hamilton guarito dal coronavirus, sarà in pista ad Abu Dhabi

YAS MARINA (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Lewis Hamilton tornerà al volante della sua Mercedes per il Gran Premio di Abu Dhabi che chiuderà la stagione di Formula Uno. Positivo al coronavirus e costretto a saltare il secondo dei due appuntamenti sul circuito di Sakhir domenica scorsa, il sette volte campione del mondo si è negativizzato e avendo completato la quarantena di dieci giorni in Bahrain potrà correre nel weekend. Il tampone a cui si era sottoposto ieri Hamilton aveva dato esito negativo, risultato confermato dal test effettuato al suo arrivo oggi pomeriggio ad Abu Dhabi. A lasciargli il volante sarà George Russell, che lo aveva sostituito nell’ultima gara “in prestito” dalla Williams e che nell’ultimo weekend della stagione riprenderà il suo posto sulla FW43.
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ADDIO A PAOLINO ROSSI, EROE DEL MUNDIAL 1982

La prima condanna – quella che gli stolti chiamano male incurabile – l’aveva schivata; la seconda, praticamente un infortunio, è stata decisiva. Così se n’è andato Paolino in una intimità tragica raccontata da Federica, la moglie con la quale aveva vissuto una festa estiva alle Maldive prima di piombare in un incubo. Conosco lei – giornalista che ha lavorato a lungo con me – conoscevo bene lui, eroe della mia storia più bella, il Mundial del 1982. Ecco, so che “eroe” non gli sarebbe piaciuto. Non scomodiamo Achille e compagni. Quando gli fui alleato nel momento più difficile della sua vita – quell’infame chiamata di correo nel calcioscommesse – eppoi vincemmo alla faccia di tutti i critici detrattori, mi raccomandò di non eccedere, di godere il successo come faceva lui, recuperando un bel sorriso e il cuore generoso. Non accolsi il suo invito perchè eravamo sodali ma su fronti diversi. Lui aveva sofferto e era guarito, tornava, invitato, sui suoi passi e sui suoi gol con lo spirito del vincitore che non sa farsi gradasso, disse che era “carino” anche il critico che l’aveva coinvolto nella pochade con Cabrini, finita in Italia con una risata grassoccia, in Spagna e Brasile come un motivo in più per ridicolizzare la Nazionale di Bearzot sgradita – si fa per dire – ai criticonzi nostrani. Quando fece fuori il Brasile di Zico e Falcao il popolo oroverde soffrì quasi come per il maracanazo del Cinquanta. Com’era stato possibile che quegli italianuzzi fossero diventati così grandi, forti, superiori? Zico rifiutò energicamente la superiorità azzurra, ci accusò di essere i soliti catenacciari. E quei sei gol assassini del Paolino diventato Pablito a furor di popolo donde venivano? Forse lo capirono quando vincendo quella finale e il Mundial con la potente Germania risuonò l’urlo prodigioso di Tardelli, degno accompagnamento anche del gol del ragazzo di Prato, del talento di Vicenza, del prodigio di Perugia e del professionista juventino valutato più di due miliardi, maturato giocoliere nel vero senso della parola: rivedete i suoi sorrisi che riempiono i teleschermi e ve ne farete una ragione. Si divertiva perchè il calcio era il suo gioco come gliel’aveva proposto e insegnato Gibì Fabbri al Lanerossi, cercando di sfruttare al meglio il suo spirito rapinoso, le sue leve che assecondavano il dondolio del bacino scaricando il peso di un’apparente leggerezza sulle ginocchia che infatti soffrirono sempre fino ad abbreviargli la carriera.
Paolino poteva continuare a vivere sereno dopo tanto successo impedendo a Pablito di sentirsi superiore perchè il mondo intero l’aveva osannato. Non l’ho mai visto irato, e voi? Non l’ho mai sentito aggressivo, e voi? Qualcuno lo riteneva un opinionista leggero, troppo buono, lui sapeva cosa voleva dire essere ferito dalla critica – quante bastonate aveva preso – e non aveva alcuna intenzione di farsi picchiatore. Neanche a parole. Come quando se n’è andato Maradona sento dire che il calcio ha perso tantissimo. Nel mio piccolo so che abbiamo perso un uomo in gamba legato alla famiglia, un atleta esemplare legato alla squadra e a tanti ricordi di gioco e di vita. L’ho sempre raccontato umile ma forse lo era perchè alle spalle aveva una storia da re. Il mio re Paolino cui dedicherò una sommessa preghiera.

Consiglio regionale, rinnovate le commissioni consiliari

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Si sono completate le procedure per il rinnovo delle Commissioni consiliari permanenti e speciali, convocate dal Presidente Alessandro Fermi secondo quanto previsto dal Regolamento del Consiglio regionale che all’articolo 25 fissa tale adempimento per la metà legislatura.
Nella seduta dello scorso 17 novembre, il Consiglio regionale aveva già provveduto a confermare il numero e le competenze delle otto Commissioni permanenti: Bilancio e Programmazione; Affari istituzionali; Sanità e politiche sociali; Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione; Territorio e infrastrutture; Ambiente e Protezione civile; Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione; Agricoltura, montagna, foreste e parchi.
Contestuale via libera era stata data anche alla riconferma delle cinque Commissioni speciali: Autonomia e Riordino autonomie locali; Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome; Montagna; Situazione carceraria in Lombardia; Antimafia, Anticorruzione, Trasparenza e Legalità.
Nella giornata di oggi sono state convocate le ultime tre Commissioni speciali rimanenti, dopo che ieri si era proceduto con il rinnovo di tutte le Commissioni permanenti e di due speciali.
Presidente della Commissione speciale Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome è stato eletto Roberto Mura (Lega) che ha ottenuto 58 voti, Vice Presidente Fabio Altitonante (Forza Italia) e Consigliere Segretario Angelo Orsenigo (PD).
La Commissione speciale Montagna ha riconfermato Gigliola Spelzini nella carica di Presidente (57 i voti ottenuti), con Vice Presidente Claudia Carzeri (Forza Italia) e Consigliere Segretario Roberto Cenci (M5Stelle).
Monica Forte (M5Stelle) con 33 voti è stata infine rieletta Presidente della Commissione speciale Antimafia, Anticorruzione, Trasparenza e Legalità: sarà affiancata dal Vice Presidente Alex Galizzi (Lega) e dal Consigliere Segretario Selene Pravettoni (Lega).
Questo il riepilogo della composizione degli Uffici di Presidenza delle altre Commissioni rinnovate nella giornata di ieri.

Bilancio e Programmazione
Presidente Marco Alparone (Forza Italia) eletto con 59 voti, Vice Presidente Marco Colombo (Lega), Consigliere Segretario Ferdinando Alberti (M5Stelle)
Affari istituzionali
Presidente Alessandra Cappellari (Lega) eletta con 52 voti, Vice Presidente Marco Fumagalli (M5Stelle), Consigliere Segretario Francesca Ceruti (Lega)
Sanità e politiche sociali
Presidente Emanuele Monti (Lega) eletto con 52 voti, Vice Presidente Simona Tironi (Forza Italia), Consigliere Segretario Gregorio Mammì (M5Stelle)
Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione
Presidente Gianmarco Senna (Lega) eletto con 57 voti, Vice Presidente Paola Romeo (Forza Italia), Consigliere Segretario Samuele Astuti (PD)
Territorio e infrastrutture
Presidente Claudia Carzeri (Forza Italia) eletta con 58 voti, Vice Presidente Andrea Monti (Lega), Consigliere Segretario Nicola Di Marco (M5Stelle)
Ambiente e Protezione civile
Presidente Riccardo Pase (Lega) eletto con 50 voti, Vice Presidente Gabriele Barucco (Forza Italia), Consigliere Segretario Giuseppe Villani (PD)
Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione
Presidente Curzio Trezzani (Lega) eletto con 57 voti, Vice Presidente Federico Romani (FdI), Consigliere Segretario Paola Bocci (PD)
Agricoltura, montagna, foreste e parchi
Presidente Ruggero Invernizzi (Forza Italia) eletto con 64 voti, Vice Presidente Floriano Massardi (Lega), Consigliere Segretario Simone Verni (M5Stelle).
Speciale “Autonomia e Riordino autonomie locali”
Presidente Mauro Piazza (Forza Italia) eletto con 53 voti, Vice Presidente Alessandro Corbetta (Lega), Consigliere Segretario Pietro Luigi Ponti (PD)
Speciale “Situazione carceraria in Lombardia”
Presidente Antonella Forattini (PD) eletta con 71 voti, Vice Presidente Federica Epis (Lega), Consigliere Segretario Massimiliano Bastoni (Lega)
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Coronavirus, 16.999 nuovi casi e 887 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Ricrescono i contagi ma ancora di più aumentano notevolmente i morti da coronavirus. E’ quanto si evince dal bollettino del Ministero della Salute che monitora la pandemia. I nuovi positivi sono 16.999, in crescita rispetto ai 12.756 di ieri. Ancora più significativo l’aumento dei decessi: 887 (ieri erano stati 499). Sono invece 30.099 i guariti mentre gli attualmente positivi sono in flessione di 13.998 toccando quota 696.527.
Il numero dei tamponi effettuati è pari a 171.586, con un rapporto tamponi/positivi che torna sotto il 10%, esattamente a 9,9. Se da un lato aumentano i decessi dall’altro prosegue la frenata dei ricoveri: i pazienti nei reparti ordinari sono 29.088, con un calo di 565, mentre le terapie intensive si riducono di 29 unità toccando il numero complessivo di 3.291 anche se si registrano 251 nuovi ingressi (in controtendenza rispetto ai giorni precedenti). Le persone in isolamento domiciliare sono 664.148. Sul fronte delle regioni il Veneto si conferma la regione con più contagi (4.197), seguita da Lombardia (2.093) e Lazio (1.488).
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Nasce a Bologna il Philip Morris Institute per l’alta formazione

BOLOGNA (ITALPRESS) – Al via i dei lavori per la costruzione del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (IMC), il nuovo centro di Philip Morris per l’alta formazione delle competenze legate a Industria 4.0.
Obiettivo del progetto è realizzare un centro di sviluppo delle competenze per la formazione continua e il trasferimento tecnologico: un progetto innovativo che si propone di rappresentare un punto di riferimento, a livello regionale e nazionale, a supporto dello sviluppo delle competenze avanzate per le professioni del futuro nel mondo manifatturiero. Il centro sorgerà accanto allo stabilimento produttivo di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, a Crespellano (BO) e i lavori si concluderanno nell’estate del 2021. Il progetto per la nuova struttura, che sarà realizzata secondo i più avanzati standard di sostenibilità ambientale, in linea con i requisiti identificati per la certificazione LEED del Green Building Council Italia e la certificazione WELL livello Gold, diventerebbe uno dei primi casi in Italia a ottenere tali certificazioni, mirate a premiare gli edifici pensati per soddisfare il benessere delle persone, con un’attenzione particolare all’efficienza energetica, all’utilizzo di risorse rinnovabili, alla sostenibilità ambientale e alla tutela del paesaggio. L’edificio sarà inoltre munito di un parco fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.
Il progetto è stato presentato durante l’evento digitale ‘Competenze e innovazione: le chiavi per la ripartenza dell’Italià, organizzato da Formiche con la collaborazione di Philip Morris Italia, che ha visto la partecipazione di importanti esponenti delle istituzioni, del mondo accademico ed esperti di innovazione.
Per Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia, “celebrare l’avvio di un progetto per lo sviluppo delle competenze e del capitale umano è motivo di grandissimo orgoglio per me e per le oltre 30.000 persone che lavorano nella filiera di Philip Morris in Italia. La manifattura e le competenze digitali sono il presente, ma soprattutto il futuro dell’Italia e pertanto siamo fieri di poter contribuire allo sviluppo del tessuto produttivo del nostro Paese, anche grazie al coinvolgimento di Istituzioni, Università, Politecnici, Istituti tecnici, start-up e imprese. Inauguriamo oggi due cantieri: uno fisico, per la costruzione del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences; e uno di idee, per definire nei prossimi mesi, insieme a tutti i soggetti ad oggi coinvolti in questa importante iniziativa e agli altri che vorranno aderirvi, il Piano di attività del nuovo PM IMC”.
La realizzazione del Philip Morris IMC vede il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e di importanti realtà del mondo accademico e della formazione, tra cui l’Università di Bologna, il Politecnico di Bari e ITS Maker, e dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo delle competenze, tra cui il consorzio BI-Rex e ART-ER.
“La Philip Morris ha dimostrato una grande capacità di innovare – hanno commentato il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l’Assessore Vincenzo Colla – e con la nascita del Philip Morris IMC il gruppo consolida il suo impegno in ricerca e sviluppo, nell’ottica di dare un futuro sostenibile alla filiera italiana e al settore, con l’obiettivo di promuovere produzioni e consumi che possano avere anche un minore impatto sulla salute”.
“Il progetto tuttavia, non sarà dedicata solo alle esigenze del Gruppo”, aggiungono Bonaccini e Colla, “grazie alla disponibilità di Philip Morris, l’Istituto sarà una grande opportunità per tutto l’ecosistema manifatturiero del nostro territorio, perchè accoglierà sperimentazioni nella formazione, da quella terziaria alle lauree”.
(ITALPRESS).