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Una filiale americana per l’Oleificio Zucchi

CREMONA (ITALPRESS) – Oleificio Zucchi scommette sul mercato statunitense, primo mercato estero per l’export dell’azienda, e apre una filiale a New York: Zucchi 1810.
Zucchi intende partire dalla nuova filiale per dare avvio a una articolata strategia di sviluppo con l’obiettivo di aumentare la presenza e il posizionamento del marchio negli Stati Uniti
“Investendo nella diffusione della cultura dell’olio, l’azienda ha fatto della trasparenza e della sostenibilità i suoi capisaldi, e si è posta da subito come partner affidabile ed esperto”, commenta Franco Denari, Executive Chairman di Zucchi 1810.
“Il territorio è da sempre strategico per Oleificio Zucchi e il crescente interesse per i temi di sostenibilità e di qualità del prodotto ci hanno spinto a investire su nuove relazioni e nuovi approcci con i player locali”, aggiunge Alessia Zucchi, Amministratore Delegato di Oleificio Zucchi.
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Hera, ripartire mettendo al centro le persone, i valori e il pianeta

BOLOGNA (ITALPRESS) – Per ripartire, al termine della durissima crisi causata dal Coronavirus, “occorre mettere al centro le persone e lo scopo per cui si fa impresa, tenendo presente in modo trasversale e continuativo l’attenzione al pianeta”. E’ nelle parole dell’amministratore delegato del Gruppo Hera, Stefano Venier, la sintesi dei temi emersi nel corso del convegno “Ritorno al futuro: le nuove frontiere per persone, imprese e sistemi industriali”, in occasione dell’appuntamento annuale della corporate university HerAcademy. Per la prima volta in modalità digitale, imprese, istituzioni e mondo accademico si sono confrontate con l’obiettivo di tracciare le linee guida per ridisegnare il domani ragionale insieme su cosa significhi oggi essere un’organizzazione con un preciso scopo di business e sociale, alla luce dei forti sconvolgimenti che hanno caratterizzato l’anno 2020.
“La crisi ha cambiato il nostro futuro e il Gruppo Hera è in prima linea per disegnare questo nuovo mondo, perchè proprio al futuro dobbiamo puntare – ha commentato Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo del Gruppo Hera -. Il 2020 è stato indubbiamente un anno che ci ha messo alla prova sotto il profilo sanitario, economico e sociale. Il Gruppo Hera gestisce attività essenziali per le comunità e questa responsabilità è rimasta centrale per noi anche durante l’emergenza. Per questo non abbiamo mai smesso di lavorare per garantire continuità e qualità dei servizi e continuando quindi a generare valore per tutti gli stakeholder. Abbiamo dimostrato di sapere affrontare le difficoltà, anche ripensando le nostre modalità di lavoro”.
“Inoltre, da sempre – ha aggiunto -, siamo convinti che rispondere ai bisogni dei cittadini significhi anche intercettare le necessità delle fasce più deboli, un’attenzione che abbiamo mantenuto e consolidato anche durante i momenti più difficili, attivando iniziative di supporto mirate, oltre che per i nostri dipendenti, anche per clienti e fornitori. Visto il nostro ruolo sui territori, è da sempre centrale per noi la relazione e la collaborazione con le istituzioni, che anche in questa situazione di emergenza non è venuta meno e si è al contrario rafforzata. Questa emergenza è stata e continua ad essere, un forte banco di prova, ma ci fornirà preziose indicazioni per il domani”. Rinnovare il modello di business è l’imperativo emerso e ribadito nel corso dei tanti interventi che si sono succeduti nel corso del convegno.
“L’emergenza sanitaria ha mostrato quanto sia importante per le imprese farsi trovare pronte davanti a possibili rischi – ha sottolineato Venier -. Per farlo è necessario adottare uno sguardo sistemico capace di anticipare future criticità. Questo è il senso più profondo del termine resilienza. Paradigmi come quelli del valore condiviso, già consolidati all’interno del Gruppo Hera, sono stati fondamentali per consentire al mondo del business di ritrovare le ragioni sociali della propria esistenza. Nonostante questo, l’emergenza sanitaria ha messo tutti di fronte a nuove consapevolezze sul condizionamento reciproco tra organizzazioni e ambienti esterni. Sono innegabili, ad esempio, i punti in comune fra la crisi sanitaria e quella ambientale:così numerosi da averci consentito di mettere alla prova quei modelli di risk management dai quali l’impresa stessa dipende. Entrambi, infatti, hanno conseguenze su larga scala, che richiedono azioni congiunte a livello nazionale e internazionale”.
Venier ha inoltre fatto un appello al governo, affinchè realizzi un unico Piano Nazionale della Tecnologia-Ambiente-Energia, “cercando di trovare, una volta tanto, un unico documento in cui le sfide e le soluzioni si parlino tra di loro. E’ un’assoluta necessità. Ci aiuterebbe a disegnare i prossimi dieci anni”.
Uno sguardo al futuro del nostro Paese è stato invece dato da Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, il quale si è detto “relativamente ottimista, nonostante questo secondo lockdown avrà conseguenze sui conti del quarto trimestre”.
“Se si trovano soluzioni sul piano sanitario, quindi la diffusione dei vaccini, il rimbalzo sarà abbastanza rapido, sia perchè storicamente le crisi pandemiche non hanno effetti permanenti e poi perchè le politiche monetarie e fiscali messe in atto daranno effetti positivi e si potrà arrivare ad un livello di Pil pre-crisi anche prima del previsto – ha detto -. Nel medio periodo rimane l’eredità del debito pubblico, che ora costa poco, ma non è detto che sia così per sempre. Soprattutto se dovesse aumentare il tasso di inflazione non c’è un pericolo imminente, ma un rischio nel medio e lungo termine”.
E’ intervenuto anche l’ex consigliere per l’Innovazione di Barack Obama, Alec Ross. “Dobbiamo superare la cultura della paura del fallimento in Italia: non si può innovare quando c’è questa paura del fallimento – ha spiegato -. Bisogna inoltre dare più opportunità alle prossime generazioni, che spesso non trovano in questo Paese non trovano le opportunità per realizzarsi”.
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Coronavirus, 12.756 nuovi casi e 499 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Calano a 12.756 i nuovi contagiati da coronavirus in Italia. Un numero in flessione rispetto ai 14.482 registrati ieri. Bisogna però considerare la riduzione dei tamponi, 118.457 (24 ore prima ne erano stati processati 149.232.) E’ quanto riporta il bollettino del Ministero della Salute. I decessi sono stati 499, in flessione rispetto ai 634 di ieri. Intanto è boom di guariti, 39.266, mentre si registra un forte calo degli attualmente positivi, -27.010, che porta il totale a 710.515. Il rapporto tra nuovi casi e positivi risale sopra il 10%, attestandosi esattamente al 10,7%.
Sul fronte ospedaliero, cala ancora la pressione, con il numero dei ricoverati che scende sotto quota 30 mila: sono esattamente 29.653 (-428), di questi 3.320 (-25) si trovano nelle terapie intensive. Terapie intensive che vedono 152 nuovi ingressi in 24 ore. Le persone in isolamento domiciliare sono invece 677.542. La regione che registra il maggiore incremento di casi è il Veneto (2.427), seguita da Campania (1.361) e Lazio (1.297). Le due regioni dove l’incremento è minore sono Molise (14) e Valle d’Aosta (17).
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Ue, Donato “Italia penalizzata dai negoziati sui fondi regionali”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’esito dei negoziati sul regolamento Fesr-Fse+ segna il trionfo dei nazionalismi dei Paesi dell’Est da un lato e delle istanze politiche degli estremisti Verdi e forze di sinistra dall’altro”. Così in una nota Francesca Donato, europarlamentare della Lega, relatrice ombra del provvedimento.
“A uscirne profondamente penalizzata è l’Italia, ma anche altri Paesi come Francia e Spagna, ingabbiati negli obiettivi climatici dell’accordo di Parigi, in un forzato e accelerato percorso di transizione energetica, con limitatissimi margini di finanziamento per strumenti-ponte come infrastrutture per la produzione, trasporto, distribuzione, trattamento e stoccaggio del gas naturale, unica vera alternativa di breve termine ai combustibili fossili, con impatto ambientale e climatico già enormemente ridotto e quindi compatibile con un obiettivo di transizione energetica, che punta all’utilizzo dell’idrogeno liquido come risorsa ‘green’ finale”, aggiunge.
“Un risultato frutto del compromesso tra Parlamento e Consiglio, in cui si è deciso di escludere totalmente ogni finanziamento a progetti riguardanti il gas naturale dal Just Transition Fund per concentrarli unicamente nel Fesr – spiega Donato -. Qui però si è decisa una ripartizione delle risorse per i vari Paesi basata su una suddivisione in tre categorie, con un favore estremo per i Paesi maggiormente dipendenti dai combustibili fossili, ovvero quelli dell’est Europa: a questi sarà consentito l’utilizzo delle risorse Fesr fino a un massimo dell’1,55% del totale; per quelli con RNL pro-capite più alto – facendo peraltro riferimento ai dati del 2015-2017, non a quelli attuali – come l’Italia, la soglia massima utilizzabile sarà appena dello 0,2%”.
“Rimangono escluse altresì dai finanziamenti opere di smantellamento e di costruzione di centrali nucleari, infrastrutture aeroportuali e imprese in difficoltà. La presidenza tedesca è riuscita a ottenere l’inserimento della connettività tecnologica regionale e la ‘mobilità urbana sostenibile’, cioè i finanziamenti ad auto e altri mezzi di trasporto elettrici, di cui la Germania è il principale produttore – conclude l’esponente della Lega -. Ingenti risorse andranno all’integrazione socioeconomica dei cittadini dei Paesi terzi, migranti inclusi, attraverso azioni integrate che ricomprendono alloggi e servizi sociali: anche la lobby delle Ong ha dunque portato a casa un bel risultato. La Lega è stata l’unica forza politica a battersi duramente per gli interessi italiani: tutti gli altri gruppi, con il consenso dei partiti italiani che ne fanno parte, hanno appoggiato convintamente il compromesso raggiunto ai danni dell’Italia”.
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Fonseca “L’Europa League è come una mini Champions”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono soddisfatto del nostro percorso europeo ma non abbiamo finito. E’ vero che siamo primi nel girone ma vogliamo giocare la prossima partita per vincerla. Dopo la fase a gironi incontreremo squadre molto forti, la competizione diventa più avvincente. Sarà come una mini Champions League: tanti club importanti, vediamo cosa succederà”. Queste le dichiarazioni del tecnico della Roma Paulo Fonseca ai microfoni di Sky Sport alla vigilia del match dell’ultima giornata della fase a gironi di Europa League contro il Cska Sofia. La Roma, già qualificata da prima del girone, ha la possibilità di far giocare seconde linee e Primavera e di risparmiare i titolarissimi in vista del match di campionato contro il Bologna. E sull’infermeria: “Penso che Veretout sarà pronto per domenica, Mancini è più difficile”. Da valutare anche le condizioni di Lorenzo Pellegrini, uscito malconcio dal match contro il Sassuolo e reduce dallo sfogo su instagram all’indirizzo di alcuni tifosi: “Deve pensare solo al campo. Domenica ha fatto una grande partita, dobbiamo avere la consapevolezza di quello che sta facendo”. Infine, il tecnico giallorosso è tornato sulle polemiche legate alla sua espulsione nel precedente turno e alla direzione arbitrale di Maresca: “Sono concentrato solo sulla partita, è tutto passato”.
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Covid, un sondaggio: solo 15% italiani vorrebbe Natale senza restrizioni

ROMA (ITALPRESS) – Con l’8 dicembre siamo entrati ufficialmente nel periodo natalizio.
Quest’anno, però, vivremo un Natale insolito in un periodo di restrizioni e limitazioni dovute alla diffusione del Covid 19. La paura di una terza ondata scatenata da una ipotetica rilassatezza durante i giorni di festa porta un terzo degli italiani a desiderare un Natale con restrizioni e lockdown mirati, pur di non ripetere l’esperienza dopo le vacanze estive. Solo il 15,7% vorrebbe un Natale “libero”, con negozi, bar e ristoranti aperti e con il classico shopping accompagnato da pranzi e cene con amici e parenti. Sono alcuni dati di un sondaggio di Euromedia Research.
La paura del contagio è ancora alta e per questo il 65% degli intervistati è disposto a ulteriori sacrifici, festeggiando, per quest’anno, il Natale con i soli familiari conviventi. Inoltre, più della metà del campione si ritiene favorevole ad anticipare di qualche ora la messa di Natale, in modo da poter rispettare il coprifuoco delle 22 senza rinunciare alle tradizioni. Una condivisione ancora più alta tra gli abitanti delle zone gialle, dove le limitazioni sono minori e non si vuole correre il rischio di un “cambio di colore”.
Dati Euromedia Research per La Stampa – Realizzato l’1/12/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Natale, 71% italiani rinuncerà ai cenoni. I parenti? Solo on line

MILANO (ITALPRESS) – Dopo mesi che li hanno portati ad affrontare paura, stress e scoraggiamento, ma che li hanno anche visti uniti nelle difficoltà, come si apprestano gli italiani a vivere questo Natale? Anche se sarà un 25 dicembre diverso da tutti quelli che abbiamo vissuto sinora, si dedicheranno anche quest’anno ai regali? Cosa cambierà negli acquisti natalizi e nelle cene di famiglia?
Groupon ha voluto indagare, attraverso una survey, il rapporto degli italiani con questo “Natale in epoca di Covid” per capire quanta sia la voglia di festeggiare e di guardare con un pizzico di ottimismo all’anno che verrà.

Il Natale come “antidoto” al 2020
Sebbene quasi la metà degli italiani (49%) dichiara che il 2020 è stato l’anno peggiore della propria vita, la voglia di celebrare il Natale non si è certo attenuata, anzi, la grandissima maggioranza (89%) festeggerà il giorno più atteso dell’anno.
Sotto Natale, gli italiani riscoprono la voglia di guardare in modo positivo al futuro: il 64% vede nello spirito natalizio il mezzo migliore per diffondere un pò di ottimismo e lasciarsi alle spalle questo 2020.
Per esorcizzare i mesi passati, il 54% è assolutamente determinato a trovare il regalo perfetto per le persone più importanti; infatti il 71% ha dichiarato che questo periodo difficile ha dato modo di apprezzare ancora di più amici e famigliari. Non più quindi il Natale vissuto come momento “obbligato” da passare con i parenti ma anzi come piacevole e desiderata parentesi, in un anno di isolamento, da vivere proprio con le persone più care, di cui si è sentita la mancanza e il bisogno.

Un Natale “a distanza” da festeggiare “a casa”
Il 71% degli italiani è perfettamente consapevole che dovrà rinunciare ai classici cenoni con tavolate infinite di parenti e pianifica di incontrarli sul web, insieme agli amici, grazie a vari tool che sono ormai parte della quotidianità.
Anche la tanto attesa consegna della letterina sarà diversa: il 76% dei genitori con figli sotto i 18 anni non ha intenzione di portarli a trovare Santa Claus, sebbene un super tecnologico 40% ha affermato che, per non deludere i più piccoli, acquisterà un incontro virtuale con Babbo Natale.

Gli italiani non si sono scoraggiati di fronte alla necessità di restare a casa, ma stanno vivendo questa restrizione per riscoprire il piacere di ritrovarsi con i famigliari più stretti (45%), passare molto tempo a cucinare e mangiare (42%) o decorare la propria abitazione con addobbi a tema Natale (40%).

Regali 2020: cura di sè, idee covid-friendly e voglia di programmare il futuro
I regali restano sempre una delle passioni degli italiani e sebbene ci sia un 38% che quest’anno si vedrà costretto a dedicarvi un budget più contenuto, oltre un terzo degli intervistati (37%) dichiara che lo scambio dei regali è il momento più atteso delle feste.
Che sia stato un anno complesso per tutti emerge anche dal fatto che questo Natale i nostri connazionali hanno deciso di meritarsi uno (o più) regali e penseranno quindi prima a “se stessi”: il 57% gli italiani, senza distinzioni tra uomini (58%) e donne (57%), dopo questo lungo periodo difficile, ha una grande voglia di prendersi cura di sè, concedendosi una media di 3 “auto-regali”, scelti tra capi d’abbigliamento (dal 43%), tecno-gadget (dal 36%) e profumi/prodotti beauty (dal 26%). I mesi difficili che abbiamo vissuto hanno portato i nostri connazionali a pensare di meritarsi regali e attenzioni, ed è giusto che ciascuno doni a sè stesso qualche momento di felicità. La pensano così anche in altri Paesi Europei, rispetto ai quali ci posizioniamo a metà classifica. La percentuale di persone che si faranno “auto-regali” si attesta infatti rispettivamente al 77% in Francia, 67% in Spagna, 38% in Germania e 37% in Inghilterra.
Quando invece si tratta di pensare agli altri, una tendenza di questo Natale sono i regali “covid-friendly”, quelli che si possono godere nella sicurezza della propria abitazione, preferiti dal 50% degli intervistati, che regaleranno attività o giochi da fare “a casa” (26%), attrezzature per l’allenamento (18%) e lezioni virtuali (11%).
Altro trend è ricominciare a programmare il futuro, con un 41% che sta pensando di regalare anche esperienze da vivere quando ci saremo lasciati alle spalle questo periodo, come un viaggio, un ingresso in una Spa o un concerto.
Per i più tradizionalisti, la classifica delle merceologie più gettonate rispecchia i regali che gli italiani faranno a sè stessi: in testa abbigliamento (40%), seguito da elettronica (32%) e profumi/prodotti beauty (31%).

Dove compreranno i regali di Natale gli italiani?
Babbo Natale sarà digital: più di un terzo degli intervistati (38%) dichiara che acquisterà molto di più online rispetto agli anni precedenti, sia per comodità sia per evitare i grandi negozi affollati.
Un 31% quest’anno ha in programma di acquistare molto di più presso negozi indipendenti. Negli altri Paesi Europei, al 22% la Germania e al 29% la Francia, mentre in Inghilterra la percentuale sale al 36%. I più propensi ad acquistare da piccoli negozi sono risultati, invece, gli spagnoli (50%).
“In Groupon sappiamo molto bene quali difficoltà abbiano dovuto affrontare i piccoli commercianti durante questo periodo molto difficile – ha dichiarato Valentina Manfredi, Managing Director di Groupon Italia – Le PMI sono i nostri principali partner nonchè il tessuto del commercio territoriale; per questo li abbiamo sempre sostenuti con attività mirate, mettendo loro a disposizione la nostra esperienza, la nostra piattaforma, e strumenti dedicati, per aiutarli sia a livello di continuità del business sia di visibilità. I risultati di questa ricerca ci rincuorano, perchè appare chiaro che una buona fetta degli italiani è vicina a questi fondamentali attori della nostra economia; il 31% dei nostri connazionali ha deciso di acquistare i regali di Natale presso piccoli negozi locali, un chiaro segnale che gli italiani sono sensibili verso chi è in difficoltà e desiderano mettere in atto azioni concrete”.

Dati Opinium Research
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Covid, Mattarella-Governo “Azione europea contro la terza ondata”

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto in video conferenza l’incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte e i ministri degli Esteri, dell’Economia e degli Affari Europei, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola, alla vigilia del Consiglio Europeo.
Secondo quanto si apprende, in merito alla lotta al Covid è emersa la necessità di un segnale europeo per misure comuni per scongiurare la terza ondata, anche dal punto di vista del coordinamento delle misure, ad esempio sulle quarantene per chi va all’estero. Riguardo al cambiamento climatico, alcuni Paesi europei vedono con fatica l’obiettivo della riduzione del 55% delle emissioni entro 2030. La linea emersa dalla riunione è quella di contemperare le loro esigenze con quella di non penalizzare chi invece come l’Italia è andata avanti.
Sull’ipotesi di veto e Ungheria e Polonia sul bilancio, dopo qualche segnale positivo apparso nella tarda mattinata, si aspetta di conoscere le reali intenzioni nei due Paesi e lo stato delle trattative condotte dalla presidenza tedesca.
Per i problemi della sicurezza è emersa l’esigenza, per quanto riguarda il terrorismo fondamentalista di avviare un’azione comune contro la diffusione dell’odio sul web, di lavorare perchè l’insegnamento religioso sia compatibili con il rispetto dei valori europei e per favorire scambio di informazioni tra i Paesi membri.
Sulla Turchia è stata ribadita la linea espressa dal premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera, ossia il sostegno a un quadro di sanzioni, ma evitando di provocare un’escalation e un maggiore isolamento di Ankara.
Sulla Brexit infine è stata ribadita la posizione italiana, che è quella di guardare con grande attenzione alla fondamentale collaborazione con un Paese amico e alleato come la Gran Bretagna, senza però creare il precedente di un Paese che abbia tutti i vantaggi di un membro Ue senza essere soggetto ai vincoli e alle regole interne.
Non si è parlato di maggioranza, rimpasti, crisi di governo, elezioni, e argomenti simili, trattandosi di una riunione con all’ordine del giorno esclusivamente i temi del Consiglio europeo.
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