ROMA (ITALPRESS) – “Spero proprio di no, però temo di sì”.
Così Matteo Renzi, intervistato dal Tg2, risponde alla domanda su un rischio di rottura con il premier Giuseppe Conte.
“Insiste su una misura che sostituisce il Governo con una task force, sostituisce la seduta del Parlamento con una diretta Facebook e addirittura pretende di sostituire i servizi segreti con una fondazione privata voluta dal premier. E’ una
follia. Abbiamo mandato a casa Salvini per non dargli pieni poteri e sicuramente non li vogliamo dare a Conte. Recovery? Se le cose rimangono come sono, noi voteremo contro”.
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Renzi “No pieni poteri a Conte, temo rottura”
Boschi “Governo rischia rottura? Spero di no, ma temo di sì”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo chiesto da mesi di discutere in Parlamento del Recovery fund. E abbiamo promosso una discussione interna alla maggioranza. Italia viva chiede, pubblicamente, un dibattito alla luce del sole. Il premier ha fatto un’intervista sabato per dire che aveva già deciso tutto, che si sarebbe creata una governance con trecento consulenti, che i progetti erano già stati predisposti con commissari in grado di avere poteri sostitutivi rispetto ai ministeri. Noi non stiamo sfidando il premier, stiamo solo difendendo le istituzioni di questo Paese: non abbiamo voluto dare i pieni poteri a Salvini, non intendiamo darli a Conte».
Così Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati, in una intervista al Corriere della Sera.
Sul riscjio di una rottura al Governo dice: «Spero di no, ma temo di sì. Non stiamo alzando i toni, noi: siamo in presenza di un fatto gravissimo. Non è possibile che il premier sostituisca il governo con una task force, i servizi segreti con una fondazione, le sedute parlamentari con le dirette Facebook”.
«Ci sono centinaia di morti ogni giorno e il Pil è a meno 10%. Davanti a questa emergenza la maggioranza di governo ha il dovere di proporre un piano serio al Paese”.
“Noi abbiamo chiesto trasparenza e se vediamo che c’è un progetto scritto nottetempo, senza consultazione nè dentro al governo, nè in Parlamento, nè nella società, nè con le categorie, significa che abbiamo un problema. Non vogliamo esautorare il governo, il Parlamento, i servizi segreti, le istituzioni continua Boschi che sulla discussione sul Mes afferma: «Non ci siamo dissociati. Aspettiamo di capire che cosa dirà il premier. Se, come speriamo, riconfermerà una posizione europeista, noi saremo con lui. Non pensiamo che i parlamentari grillini facciano scherzi sulla riforma del Mes perchè hanno troppa paura di andare a casa per mettersi contro, ma anche su questo ci aspettiamo parole di chiarezza. Il vero problema però è che il governo continua a dire no ai 36 miliardi del Mes per la sanità che oggi, almeno in parte, avrebbero già potuto essere spesi».
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Finale per cuori forti, pareggio fra Fiorentina e Genoa
FIRENZE (ITALPRESS) – Un primo tempo bloccato e senza occasioni. Una ripresa rocambolesca e piena di emozioni. Alla fine al “Franchi” Fiorentina e Genoa impattato per 1-1, un pareggio che lascia rimpianti ad entrambe. La squadra di Prandelli domina e pareggia solamente all’ultimo secondo con un gol di Milenkovic. Il Genoa soffre, passa in vantaggio a sorpresa con Pjaca e subisce il pari nel finale. Maran si presenta contro i viola con quattro difensori centrali di ruolo in campo (Goldaniga, Zapata, Bani, Masiello) oltre ad un terzino come Luca Pellegrini schierato sulla corsia laterale in un 4-4-2 conservativo. Eppure la prima occasione pericolosa della partita è di stampo rossoblù: Scamacca attacca la profondità e col tacco premia l’inserimento di Sturaro che viene murato al momento della conclusione a botta sicura. La Fiorentina si affaccia dalle parti di Marchetti al 31′ con un tentativo a lato di Ribery e al 40′ con un colpo di testa di Vlahovic terminato fuori. A complicare ulteriormente i piani di due squadre già in emergenza ci pensano gli infortuni: uno a testa nei primi 45′. Maran è costretto a sostituire Zapata con Ghiglione, Prandelli deve fare a meno di Castrovilli e si gioca la carta Bonaventura. Per la Fiorentina c’è la scossa ed è proprio l’ex Milan a siglare il gol dell’1-0 ma la rete è annullata col Var per un fallo ad inizio azione del centrocampista. Nel finale c’è la beffa per i viola: Destro serve Pjaca che si libera della marcatura e mette in rete per il definitivo 1-0. Partita finita? Neanche per sogno. La Fiorentina dà vita all’assedio e trova il gol dopo una mischia in area che vede uscire vincitore Milenkovic, autore dell’1-1 con un destro sotto la traversa.
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Coronavirus, 366 nuovi casi e 8 decessi in Sardegna
CAGLIARI (ITALPRESS) – In Sardegna sono 24.552 i casi di
positività al Covid-19 complessivamente accertati dall’inizio
dell’emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi
regionale sono stati rilevati 366 nuovi casi. Si registrano anche
8 decessi (539 in tutto). In totale sono stati eseguiti 400.260
tamponi con un incremento di 2.639 test. Sono invece 619 i
pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non
intensivi (+3 rispetto al dato di ieri), mentre è di 64
(invariato) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le
persone in isolamento domiciliare sono 14.459. Il dato progressivo
dei casi positivi comprende 8.766 (+169) pazienti guariti, più
altri 105 guariti clinicamente.
Sul territorio, di 24.552 casi positivi
complessivamente accertati, 5.290 (+139) sono stati rilevati nella
Città Metropolitana di Cagliari, 3.888 (+61) nel Sud Sardegna,
1.976 (+15) a Oristano, 4.613 (+76) a Nuoro, 8.785 (+75) a
Sassari.
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Brexit, per von der Leyen e Johnson no condizioni per accordo
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Con Boris Johnson abbiamo fatto il punto delle trattative. Le condizioni per un accordo non sussistono a causa di persistenti divergenze sulle criticità”. Così il presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, su Twitter, in merito alla Brexit. “Come concordato sabato, oggi abbiamo fatto il punto sui negoziati in corso. Abbiamo convenuto che le condizioni per la conclusione di un accordo non sussistono a causa delle restanti differenze significative su tre questioni critiche: parità di condizioni, governance e pesca”, sottolineano in una nota von der Leyen e il premier Johnson rilasciata a seguito della telefonata che hanno avuto oggi pomeriggio. “Abbiamo chiesto ai nostri capi negoziatori e ai loro team di preparare una panoramica delle restanti differenze da discutere in una riunione fisica a Bruxelles nei prossimi giorni”.
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Pirlo “Sfida al Barça importante per crescita e autostima”
BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Questa partita è importante soprattutto per la nostra crescita e autostima. Arrivare primi è importante, ma lo è ancor di più quello che avremo messo in campo”. Andrea Pirlo va già oltre il risultato di domani al Camp Nou. La Juve deve ribaltare lo 0-2 di Torino per chiudere il girone di Champions in testa e assicurarsi un sorteggio migliore agli ottavi ma il tecnico bianconero vuole soprattutto risposte a livello di prestazione dopo le ultime gare sottotono. “Sappiamo che ci sarà da soffrire, ma siamo sereni e vogliamo giocarcela a viso aperto, consapevoli dei nostri errori nella gara d’andata – insiste Pirlo – Rispetto a quella partita dobbiamo migliorare la fase di non possesso, essere più stretti con le linee di centrocampo e difesa”. Detto che Pirlo non crede a un Barcellona in crisi (“sono una grande squadra”), il tecnico spera di rivedere anche l’approccio mostrato nel secondo tempo col Torino. “Nel derby abbiamo avuto un atteggiamento completamente diverso tra primo e secondo tempo, vincendo tutti i duelli. E’ l’atteggiamento che fa parte del Dna della Juve e non deve mai mancare”, avverte ancora Pirlo, ricordando però che “è un periodo dove tante grandi fanno fatica. E’ normale, i grandi giocatori hanno avuto poco tempo per riposare e sono stati subito impegnati con le Nazionali. Si regolarizzerà tutto dopo Natale”. Possibile l’impiego di Buffon (“sta bene e potrebbe giocare, si meriterebbe questo palcoscenico”), sull’atteso confronto fra Messi e Ronaldo Pirlo si schiera con Koeman: “Ha ragione. Sarebbe sbagliato dire chi è più bravo. Sono due fenomeni, che danno spettacolo a milioni di tifosi. Bisogna solo ringraziarli”.
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Marsilio “Abruzzo in zona arancione? Siamo nella media”
L’AQUILA (ITALPRESS) – “L’Abruzzo ha ampiamente raggiunto una condizione di relativa sicurezza, di equilibrio a livello sanitario. Non era necessario insistere su una posizione così restrittiva che sul piano economico e sociale, a fronte di un modestissimo beneficio sanitario, creava un rilevante danno alla nostra economia con ulteriori penalizzazioni. Rientriamo esattamente nella media nazionale. La cura è durata a sufficienza. Chiediamo equità di trattamento e di adesione ai dati reali”. Così in conferenza stampa, oggi pomeriggio, a L’Aquila, il governatore Marco Marsilio, alla presenza dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, ha spiegato la decisione di emettere un’ordinanza che sancisce per l’Abruzzo il rientro in zona arancione. La riapertura delle scuole, dopo esattamente 21 giorni di zona rossa, è prevista per mercoledì 9 dicembre. “Noi dobbiamo tutelare questa regione – ha aggiunto Marsilio – in particolare le famiglie e le imprese, sotto il profilo sanitario ma anche guardando all’aspetto economico che ci interessa con altrettante premura. Il trend in miglioramento è stato confermato anche nel week end. Per questo chiedevo una rivalutazione della nostra posizione. L’obiettivo era anticipare l’uscita dalla zona rossa in tempo per riaprire le attività commerciali l’8 dicembre”. “Il ministro Speranza – ha precisato – la scorsa settimana mi aveva comunicato la proroga di una settimana della zona rossa per l’Abruzzo, dopo che la cabina di regia aveva registrato dati confortanti. Lo stesso Ministro, con il quale sono in stretto contatto, mi aveva anticipato che nel report della Cabina di Regia si dava comunque atto positivamente del fatto che l’Abruzzo ha autonomamente anticipato di alcuni giorni l’adozione delle misure maggiormente restrittive con la zona rossa. Posso dire oggi che questa mia tempestiva decisione ha contribuito ad accelerare il percorso di rientro prima delle festività con indubbi vantaggi sul piano sanitario”.
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Pallamano, Loria confermato presidente Figh “Grande soddisfazione”
ROMA (ITALPRESS) – Secondo mandato per Pasquale Loria alla guida della Federazione Italiana Giuoco Handball. La XXI assemblea nazionale straordinaria e ordinaria elettiva, riunita nella Sala delle Armi del Foro Italico, a Roma, ha confermato la fiducia al presidente uscente, in carica dal 2017: Loria ha ottenuto il 73,41 per cento dei voti complessivi, mentre i rivali Stanislao Rubinetti e Massimo Dovere si sono fermati rispettivamente al 25,32% e all’1,27% delle preferenze. “Si tratta di una grande soddisfazione – ha dichiarato il confermato presidente della Figh (nella foto Mezzelani/GMT) – avvalorata da un risultato di questo tipo perchè, come ho ribadito nell’intervento successivo alla proclamazione, il movimento della pallamano italiana ha dimostrato grande partecipazione, superiore al 90% degli aventi diritto (per la precisione nell’assemblea nazionale hanno votato, in presenza o per delega, il 94,36 per cento degli aventi diritto, ndr). La percentuale con la quale mi è stata confermata la fiducia per il prossimo quadriennio è veramente impegnativa. Sento molto la responsabilità di questo mandato e quindi dovrò lavorare insieme alla squadra in maniera ancora più forte, con entusiasmo e con grande determinazione”. Eletti anche i membri del consiglio federale, che sarà composto da Flavio Bientinesi, Vincenza Fanelli, Onofrio Fiorino, Massimo Petazzi, Stefano Podini, Giovanni Sorrenti e Lucia Verticelli per gli affiliati; Gianni Cenzi per i tecnici, Giuseppa Napoletano e Marcello Visconti per gli atleti. Confermato Michele Turato alla presidenza del Collegio Revisori dei Conti, eletto con il 90,89% delle preferenze.
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