ROMA (ITALPRESS) – “Il caso scuole va letto con serenità. Siamo riusciti a costruire modello di sicurezza alto all’interno delle classi, ma il movimento dei 10 milioni di persone che gli gravitano intorno produce effetti. Pur nelle zone rosse le abbiamo tenute aperte perchè il diritto all’istruzione è un diritto fondamentale. Non dobbiamo mettere in contraddizione diritti che sono tutti fondamentali. Vogliamo che le scuole riaprano nel più breve tempo possibile”. Così Roberto Speranza, ministro della Salute, ospite della trasmissione Sky “L’ospite” Live In Courmayeur. “In questi mesi abbiamo costruito un modello per zone decidendo di lasciare aperte le scuole primarie e medie perchè hanno una funziona primaria nel sistema Paese. Ogni attività è importante, anche cinema e teatri sono un pezzo fondamentale della nostra società. Stiamo facendo scelte che sono sacrifici molto alti. Quando abbiamo chiesto a queste attività di fermarsi, non lo abbiamo di certo fatto a cuor leggero”, ha concluso Speranza.
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Speranza “Vogliamo che le scuole riaprano presto”
Pioli “Milan nuovo Leicester? Mancano ancora tante gare”
MILANO (ITALPRESS) – “Il Milan come il Leicester? Quella è stata una situazione irripetibile o quasi, perchè casi come Verona e Sampdoria dimostrano che può succedere che una squadra non pronosticata possa vincere qualcosa di importante. Ma come continuo a ripetere, siamo a inizio campionato, domani è la decima giornata e dobbiamo pensare alle difficoltà della partita di domani e ad affrontarle nel miglior modo possibile per trarre il massimo”. Stefano Pioli, alla vigilia della gara contro la Sampdoria, continua a non sbilanciarsi sulle ambizioni scudetto del suo Milan. “Ai miei calciatori chiedo di giocare bene, da squadra, di essere una squadra decisa, determinata, di avere un buon approccio alle gare, di prepararsi bene. Tutte le squadre vogliono vincere e la differenza la fa la preparazione – continua Pioli – Siamo sottovalutati? Non so cosa pensano gli altri e mi interessa fino a un certo punto. Nel calcio non ci sono vie di mezzo, sei un fenomeno il giorno prima e sei da buttare il giorno dopo. Ma noi abbiamo fatto dell’equilibrio, dell’attenzione al quotidiano, alla voglia di crescere, di migliorare i nostri punti di forza”. Ibrahimovic, out domani come Kjaer e Leao, ha confessato di aver pensato di smettere durante la scorsa stagione prima che Pioli lo convincesse ad andare avanti. “Cerco di essere molto diretto con tutti, perchè se sei diretto e parli col cuore vieni ascoltato – rivela il tecnico rossonero – Ho detto a Zlatan che per quello che aveva dimostrato e per il percorso cominciato insieme non sarebbe stato giusto interromperlo, nè per lui a livello personale, nè per il contributo che ha dato alla squadra. Gli ho detto di pensarci bene e che avremmo fatto di tutto per fargli cambiare idea. Siamo contenti che lo abbia fatto e credo che lo sia anche lui, è contento di essere qua”.
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Frassica compie 70 anni “Ho conquistato il pubblico con la comicità surreale”
“A casa ho una stanza che chiamo della sofferenza, dopo uno spettacolo a teatro mi ci rinchiudo dentro e piango. E poi esco per ritornare in teatro”. Nino Frassica usa la sua principale arma, l’ironia, per smentire il più noto tra i luoghi comuni che sembrano condannare chi ha fatto dell’arte del ridere la propria: che i comici nel privato sono tristi. All’Italpress, in questa intervista che celebra i suoi 70 anni (è nato a Messina l’11 dicembre del 1950), si racconta, sfatando alcuni miti, come quello che vorrebbe certi artisti divertenti sotto i riflettori ma malinconici quando le luci si spengono. “E’ una diceria, quando sei in scena ricopri un ruolo, nel privato ci sono momenti in cui devi essere serio, questo è normale, se fai la persona divertente sempre poi c’è il dubbio che sei un po’ scemo. Quelli che vogliono fare gli spassosi 24 ore su 24 hanno qualcosa che non va”.
Frate Antonio da Scasazza di “Quelli della notte”, il maresciallo Cecchini di “Don Matteo”, l’ultimo il giudice Alfonso Giordano protagonista della docufiction trasmessa nei giorni scorsi da Raiuno “Io, un giudice popolare al maxiprocesso”. Molti i personaggi che ha interpretato negli anni, gran parte divertenti ma non tutti. Sta qui forse la sua forza, la sua cifra stilistica, quella di riuscire a interpretare ruoli differenti e renderli tutti credibili?
“Il ruolo di Giordano è stato un ruolo drammatico, ma essendo Giordano una persona simpatica e alla mano mi è stato facile interpretarlo. Da comico mi è venuto facile rappresentare un personaggio dalla grande umanità. D’altronde raramente faccio ruoli drammatici. Anche il maresciallo Cecchini, ad esempio, è uno di noi, è il vicino di casa che ha momenti di allegria e di divertimento ma che però vive un dramma”.
Altro mito da sfatare, quello dei comici morti di fame che vivono non riuscendo a mettere insieme il pranzo con la cena.
“Sono un emigrante partito dalla provincia, ma rispetto a una generazione precedente la mia non ha patito la fame. La mia storia è di uno che ha vissuto di economie, ma non scappavo dagli alberghi o dai ristoranti per non pagare il conto come racconta una certa leggenda di teatranti”.
Il suo successo, almeno il principio della sua carriera, dipende da un bizzarro messaggio lasciato sulla segreteria telefonica di Renzo Arbore.
“Praticamente non essendoci la possibilità di fare provini decisi di lasciare quei messaggi, corti, divertenti, dove neppure facevo il mio nome. Da lì è cominciato tutto: ho fatto la radio, poi nell”85 arrivò ‘Quelli della notte'”.
Come erano quegli anni per la tv ma anche per lei.
“Erano anni molto interessanti, importanti, e sapevo che dovevo giocare bene le mie carte, in caso contrario avrei pregiudicato la carriera. Mi sono impegnato molto”.
La sua comicità nella sua carriera non sembra essere mai cambiata.
“La mia è una comicità surreale, che è anche abbastanza difficile da fare, ma credo che al pubblico piaccia”.
Da poco ha scoperto anche i social, ottenendo un successo sempre crescente, e caso quasi unico sembra immune dalla gratuità dei messaggi degli haters.
“E’ un mezzo che debbo dire ho scoperto da poco, un mezzo che mi permette di proporre nuovi e vecchi sketch. Sui commenti positivi credo che dipenda dal fatto che fortunatamente sono trasversale, piaccio agli anziani, magari grazie a Don Matteo, ma vengo apprezzato dai giovani per via delle cose che faccio con Maccio Capatonda”.
Trasversale anche nel senso che non ha mai voluto schierarsi apertamente in politica. A differenza di qualche suo collega, c’è pure chi ha fondato un movimento. Lei è rimasto sempre distante, anche dalla satira politica.
“Alla fine tutto è politica. Io ho fatto il mio modesto mestiere, ho sempre pensato che fare del qualunquismo non mi andava e ho preferito il surrealismo, il nonsense. E’ stata forse una scelta di comodità. E poi se devi fare satira devi essere sempre informato, aggiornato, devi studiare. Credo che il surrealismo sia più vicino alla poesia che alla satira”.
Però un personaggio politico lo ha interpretato, Giacomo Bartolotta, il consigliere comunale di “Baaria” che chiede maggiori attenzioni agli avversari.
“Quello è un personaggio modernissimo, è uno che aveva capito l’importanza dei media, diceva al protagonista parla di me anche se ne parli male. Parlane male ma parlane”.
Nino Frassica come trascorre i suoi giorni nell’epoca della pandemia?
“Ogni giorno attendo il bollettino alle 18, sono attento a quel diminuire e aumentare dei numeri, mi serve davvero per cercare di capire che sta succedendo, sto a vedere i numeri perché i numeri non sono chiacchiere”.
L’appassiona il dibattito sul Natale, sugli spostamenti, sulle messe?
“Credo che se si chiudono i teatri allo stesso modo si dovrebbero chiudere le chiese. Se si decide di chiudere tutto bisogna farlo totalmente. Perché teatri si e altro no?”.
Come prevede che sarà il futuro del teatro, del cinema e del mondo dello spettacolo quando supereremo la pandemia?
“Credo che si stia accumulando una grande voglia di andare al cinema e al teatro, penso che dopo questa lunga astinenza ci sarà il boom”.
Lei è siciliano trapiantato oramai da tanto tempo a Roma, che giudizio dà dell’Isola?
“Torno spesso e tornerò il prima possibile se mi faranno tornare. Vedo una Sicilia che cresce, e una Sicilia che si è italianizzata, non è un mondo a parte, un corpo estraneo, e come il resto del Paese vive le crisi, i dolori dell’Italia e si adegua”.
Come sarà il 2021 di Nino Frassica?
“L’anno nuovo apre bene, ho pronto un libro, che si chiamerà Vipp, con 2 p. E’ un libro che ho scritto molto comodamente, non è un instant book e racconta festa e festini ma alla mia maniera”.
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Pecoraro Scanio “Anticipare al 2040 stop ai fossili”
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, ha incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Programmazione economica e investimenti), Mario Turco, rilanciando l’appello #climateFirst per investire le risorse del Next Generation della UE su transizione energetica e bioeconomia circolare e guidare il G20 verso la priorità dell’emergenza clima.
Pecoraro Scanio, già ministro dell’Ambiente ha dichiarato: “Apprezzo l’impegno del sottosegretario Turco perchè ci sia un monitoraggio degli investimenti, in particolare ora che i fondi del Next Generation dovremmo essere indirizzati verso Green Deal e digitalizzazione. Occorre davvero puntare su emergenza climatica. #climateFirst vuol dire valutare di anticipare dal 2050 al 2040 lo stop ai fossili, capire che abbiamo poco tempo per evitare l’estinzione dell’homo sapiens”.
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Governo, Franceschini “Alleanza con M5S inesorabile”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo affrontato l’epidemia con strumenti di solidarietà con un governo che ha messo insieme forze di sinistra e forze che non appartengono alla sinistra, eppure siamo arrivati a portare l’intero governo su politiche che appartengono al nostro campo con attenzione per le fasce più deboli e sull’uguaglianza. Non solo abbiamo fermato la destra, ma abbiamo fatto di più, perchè questa alleanza è inesorabile se vogliamo continuare a governare. Bisogna solo decidere se fare l’alleanza prima o dopo le elezioni. I cambiamenti portano grandi paure, la destra le alimenta e offre protezione verso quelle paure, che è quello che la gente cerca e dopo il Covid saranno ancora più grandi. La sfida per la sinistra è costruire regole per un tempo nuovo”. Così Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali, durante l’evento “Il cantiere della sinistra”, organizzato dalla Fondazione Italianieuropei. “Stiamo per affrontare una stagione nuova. L’epidemia è entrata nelle vite individuali e collettive in un modo talmente dirompente da far immaginare difficile che tutto tornerà come prima. Abbiamo di fronte cambiamenti che dobbiamo analizzare. Abbiamo viaggiato su dei binari decidendo la velocità, ma adesso siamo in mare aperto e abbiamo grandi rischi ma anche grandi opportunità per la politica. In un tempo nuovo si deve avere il coraggio di cambiare tutto”, ha concluso Franceschini.
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Isola “Ridotto il divario tra le mescole”
ROMA (ITALPRESS) – “Con un giro così corto e i piloti tutti molto vicini, i distacchi sono meno significativi rispetto al solito: di conseguenza, anche il divario tra le tre mescole è ridotto”. Questo il commento di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing di Pirelli, al termine delle prime due sessioni di prove libere del Gran Premio di Sakhir. “Dato che questo layout rappresenta in effetti una novità, oggi per i team era particolarmente importante raccogliere quanti più dati possibili, per confrontare le prestazioni di tutte e tre le mescole e formulare la strategia ottimale – sottolinea Isola – Abbiamo visto dei livelli di degrado inferiori rispetto allo scorso fine settimana qui in Bahrain. Di conseguenza, la mescola C4 soft può essere utilizzata maggiormente rispetto a quanto fatto lo scorso weekend, su un tracciato più lungo. In Formula 2 la nomination è cambiata, con la mescola soft scelta insieme alla hard. La differenza di velocità e durabilità tra queste due mescole influirà pesantemente sulla strategia di gara. Come abbiamo visto oggi, il traffico è da considerarsi a tutti gli effetti un problema – conclude Isola – e potrà incidere sulla qualifica di domani”.
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Coronavirus, 24.099 nuovi casi e 814 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Aumentano, anche se di poco, i casi di coronavirus in Italia. Secondo il bollettino del Ministero della Salute sono 24.099 i nuovi positivi, in crescita rispetto ai 23.225 casi di ieri. I tamponi sono stati 212.741. Sul fronte dei decessi si registra un calo ma il numero è sempre altissimo: 814. I dimessi nelle ultime 24 ore sono 25.576 mentre il numero degli attualmente positivi si riduce di 2.280 portando ad un totale pari a 757.702.
Il rapporto tamponi/positivi risale però all’11,3%. Tra le buone notizie prosegue il trend di alleggerimento della pressione negli ospedali. I ricoverati con sintomi sono 31.200 (-572), 3.567 (-30) si trovano nelle terapie intensive. Sul dato assoluto dei nuovi ingressi nelle rianimazioni si registrano 201 pazienti (ieri erano stati 217). La Lombardia si conferma la regione con il maggiore numero di nuovi contagiati (4.535), seguita da Veneto (3.708) e Piemonte (2.132). La regione dove si registrano meno contagi è la Valle D’Aosta (27).
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Carceri, Anastasia “bene istituzione del Garante dei detenuti a Viterbo”
ROMA (ITALPRESS) – “L’istituzione del Garante dei detenuti da parte del comune di Viterbo è un importante segno di attenzione dell’amministrazione viterbese al mondo del carcere cittadino, ai detenuti, al personale, alla polizia penitenziaria. La garanzia dei diritti dei detenuti è garanzia di un buon funzionamento dell’istituzione penitenziaria e di valorizzazione delle professionalità e delle competenze del personale amministrativo, di polizia, sanitario e pedagogico che in essa opera”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Lazio e Umbria e Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà, Stefano Anastasia, commenta la delibera con la quale il Consiglio comunale di Viterbo ha istituito la nuova figura di garanzia. Nella casa circondariale “Mammagialla” di Viterbo si trovano 530 detenuti, a fronte di una capienza effettiva di 404 posti, con un tasso di affollamento del 130 per cento.
“L’ente locale – prosegue Anastasia – ha importanti attribuzioni nell’esecuzione penale e nel perseguimento delle finalità che la Costituzione assegna alla pena, dall’accesso ai diritti civili al sostegno sociale e all’inserimento lavorativo. Tutte condizioni per una efficace politica di sicurezza, che si misura sulla inclusione sociale degli autori di reato a fine pena in condizioni di sicurezza e legalità. Per questa ragione, a partire dal 2003, ben 54 comuni, oltre a 18 regioni, una provincia autonoma, nove province e tre aree metropolitane hanno istituito il Garante dei detenuti o delle persone private della libertà, e lo Stato ha riconosciuto l’importanza di questa funzione riconoscendo per legge ai Garanti territoriali la facoltà di visita degli istituti e di colloquio con i detenuti che possono rivolgerci reclami e doglianze”.
“Sono certo – conclude Anastasia – che i detenuti, il personale penitenziario e l’intera comunità viterbese non potranno che trarre giovamento da questa nuova presenza istituzionale del comune di Viterbo nella vita della casa circondariale di Mammagialla una delle più importanti – per funzioni e dimensioni – dell’intero territorio regionale”.
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