ROMA (ITALPRESS) – “Vinceremo noi”. Roberto Mancini non sembra avere dubbi dopo il sorteggio delle semifinali di Nations League che ha visto l’Italia pescare la Spagna, mentre nell’altra sfida si affronteranno Francia e Belgio. “Sarà una bella Final Four – ha aggiunto il ct in conferenza stampa – Giocheranno le quattro nazionali migliori in Europa in questo momento, quindi sarà divertente. La Spagna? Va bene, ma sarebbero andate bene anche Francia e Belgio: non avevo preferenze, sono tutte nazionali molto forti. La Spagna ha tenuto qualche giocatore esperto e forte come Sergio Ramos ed è riuscita a mettere in piedi una nazionale molto forte, con un gioco più verticale rispetto al passato ma comunque molto tecnico, con esterni veloci che danno imprevedibilità. Sarà una partita molto bella”. L’obiettivo di Mancini “è migliorare ancora perchè sono tanti anni che non siamo più la prima o seconda nazionale al mondo e lì vogliamo tornare. Francia e Belgio sono più avanti: una ha vinto il Mondiale, l’altra è in testa al ranking Fifa – ha osservato il commissario tecnico dell’Italia parlando delle avversarie del prossimo ottobre – Noi e la Spagna siamo le nazionali che hanno cambiato di più ma in un paio di anni siamo tornati a essere molto forti. Che sensazione hanno gli altri dell’Italia? Penso la stessa avuta dall’Olanda, che è venuta a giocare contro di noi facendo contropiede”. Poi, pensando agli Europei dell’estate prossima, un auspicio. “Spero di poter rivedere gli spettatori negli stadi già dalle partite di marzo, perchè lo sport senza pubblico è un’altra cosa. E poi a giugno avremo gli Europei a Roma: sarebbe bello giocare all’Olimpico con lo stadio pieno”.
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Mancini sicuro “Vinceremo noi la Nations League”
Coronavirus, Fontana “Lombardia zona gialla dall’11 dicembre”
MILANO (ITALPRESS) – “Dovremmo entrare in zona gialla dall’11 dicembre”. annuncia il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, nel punto stampa organizzato questa sera a Palazzo Lombardia. Il passaggio dall’attuale zona arancione a zona gialla, spiega Fontana, “dovrebbe essere automatico se i numeri continuano a essere così nei prossimi giorni” e dopo la firma dell’ordinanza da parte del ministro alla Salute Speranza. (ITALPRESS).
Coronavirus, record di decessi, 993 in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Continuano a crescere i casi di coronavirus in Italia. Sono infatti 23.225 i nuovi positivi, in aumento rispetto ai 20.709 registrati ieri. Ma il dato più grave riguarda il numero dei decessi che oggi tocca un nuovo record: 993 morti. Continua comunque a decrescere il numero degli attualmente positivi, con una flessione di 1.248 persone e che porta il numero totale a 759.982. Sono invece 23.474 i guariti. E’ quanto si apprende dalla lettura del consueto bollettino del Ministero della Salute.
L’aumento dei casi è anche attribuibile all’aumento dei tamponi, 226.779 quelli processati. Il rapporto tamponi/positivi è al 10,2%. Sul fronte ospedaliero prosegue il calo dei ricoverati con sintomi (-682) determinando un totale di 32.454. Più contenuto il calo nelle terapie intensive (-19) e che porta il totale a 3.597. Sul dato assoluto dei nuovi ingressi nelle rianimazioni si registra un dato pari a 217 pazienti. La Lombardia continua ad essere la regione con il maggiore numero di nuovi contagiati (3.751), seguita da Veneto (3.581) e Piemonte (2.230). La regione dove si registrano meno contagi è la Valle D’Aosta (42). (ITALPRESS).
Dpcm, Regioni “Stupore e rammarico per il metodo seguito dal Governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Stupore e rammarico per il metodo seguito dal Governo” è stato manifestato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
L’esecutivo – si sottolinea in una posizione inviata al presidente del Consiglio – ha approvato, nella serata di ieri, il decreto-legge 2 dicembre 2020, n.158 in assenza di un preventivo confronto con le Regioni”.
E’ un “metodo” – sottolineano le Regioni – che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza”. Proprio “il mancato confronto interistituzionale non ha consentito di portare alla individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”.
Si prende dunque “atto delle scelte operate con l’adozione del decreto-legge che, intervenendo con forti limitazioni agli spostamenti e alle relazioni sociali nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, rende di fatto pleonastico il pronunciamento su parti essenziali del DPCM”.
Infine si “evidenzia che non si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle Regioni e dalle Province autonome”.
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Garante detenuti “Stabile il dato sui positivi al Covid”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo ringraziare gli operatori sanitari e penitenziari per la cura e l’attenzione con cui hanno gestito la fase più aggressiva del virus in carcere. Da tre settimane il numero dei positivi nelle carceri della regione è sostanzialmente stabile e attualmente non ci sono focolai incontrollati in atto. Ciò nonostante, è bene tenere alta la guardia, ma senza panico e senza misure ingiustificate di restrizione delle attività e dei colloqui”. E’ quanto ha dichiarato il Garante dei detenuti, Stefano Anastasìa. Al primo dicembre risultano 40 persone positive, un solo ospedalizzato. Buona parte di esse si trovano nel carcere femminile di Rebibbia, dove il numero di positive è stabile da settimane, a conferma del fatto che il cluster è stato confinato. Altri carceri interessati dal contagio tra i detenuti, seppure in forma minore, sono attualmente gli altri istituti di Rebibbia, Regina Coeli e Cassino e Rieti.
Modesti gli effetti del cosiddetto “decreto Ristori”: calano di appena 29 unità le presenze negli istituti di pena del Lazio rispetto al mese di ottobre. I detenuti presenti erano 5839 a fine ottobre, mentre al 30 novembre sono 5810. Entrato in vigore il 28 ottobre, il decreto-legge 137/2020, prevede licenze premio straordinarie per i semiliberi, durata straordinaria dei permessi per i lavoranti all’esterno e il rinnovo di misure per incentivare la detenzione domiciliare dei detenuti a fine pena, ma si tratta di una variazione davvero poco significativa e del tutto inadeguata rispetto alla situazione.
A fine novembre il tasso di affollamento complessivo negli istituti di pena del Lazio calcolato sulla base della capienza regolamentare dichiarata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sarebbe del 113 per cento mentre in tutta Italia, dove, peraltro, si è registrato un consistente aumento del numero di detenuti nel mese di novembre, è del 109 per cento.
Va però considerato che rispetto ai dati delle capienze “regolamentari” in parecchi istituti di pena della nostra regione i posti effettivamente disponibili sono più ridotti a causa dello stato di degrado di alcuni reparti, di lavori di ristrutturazione e di adeguamento degli edifici in corso e di altre misure di sicurezza. Conseguentemente, se si analizza la situazione dei singoli istituti sulla base delle valutazioni delle schede di trasparenza disponibili sul sito del ministero della Giustizia, il tasso di affollamento negli Istituti di pena del Lazio sale al 128 per cento e nella metà delle carceri della regione risulta superiore al 130 per cento.
“Come più volte ribadito – ha commentato Anastasìa – riteniamo quanto mai necessario che vengano adottate tutte le possibili misure per consentire a chi ne ha i requisiti di scontare la pena detentiva al di fuori delle mura carcerarie, in considerazione anche sia del numero significativo di persone che devono scontare pene inferiori ai due anni sia della notevole percentuale di detenuti in attesa di primo giudizio, vicina al 20 per cento del totale dei detenuti presenti in regione. Questa percentuale – ha concluso Anastasìa – risulta da due anni costantemente superiore a quella che si riscontra a livello nazionale”.
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Dal riciclo benefici diretti per un miliardo di euro
MILANO (ITALPRESS) – I benefici diretti del riciclo in Italia, nel 2019, hanno superato il miliardo di euro in valore economico. A renderlo noto è CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi che, in partnership con la Fondazione Sviluppo Sostenibile, ha presentato oggi i risultati generati dall’attività del sistema consortile attraverso il suo Green Economy Report.
A raccontarlo, il presidente CONAI Luca Ruini e il presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi insieme a Filomena Maggino, presidente Cabina di regia “Benessere Italia” (Presidenza del Consiglio dei Ministri), e a Maria Cristina Piovesana, vice presidente Confindustria con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura.
Il valore economico della materia recuperata grazie al riciclo è di 402 milioni di euro. Quello dell’energia prodotta da recupero energetico raggiunge i 27 milioni di euro. L’indotto economico generato dalla filiera è invece di 592 milioni di euro.
Il risparmio di materia prima vergine nel 2019 è stato pari al peso di 440 torri Eiffel: 4 milioni e 469mila tonnellate.
Nel dettaglio, 270mila tonnellate di acciaio, pari a quello usato per 702 treni Frecciarossa. Oltre 19mila tonnellate di alluminio, che corrispondono a 1,8 miliardi di lattine. Un milione e 80mila tonnellate di carta, ossia più di 433 milioni di risme di fogli A4. 907mila tonnellate di legno, l’equivalente di 41 milioni di pallet. 433mila tonnellate di plastica, pari a 9 miliardi di flaconi in PET per detersivi da un litro. E un milione e 760mila tonnellate di vetro, il corrispettivo di quasi 5 miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri.
Il riciclo degli imballaggi derivato dalla gestione CONAI ha permesso di risparmiare anche quasi 23 terawattora di energia primaria (l’anno precedente il risparmio era stato di 21 terawattora). Ossia il consumo elettrico medio annuo di 6 milioni di famiglie italiane.
E’ stata così evitata l’emissione di oltre 4 milioni e 300mila tonnellate di CO2: corrispondono al quantitativo di emissioni generate da circa 10mila tratte aeree Roma-New York andata e ritorno.
Il beneficio indiretto di questa quantità di CO2 risparmiata è pari a 124 milioni di euro, calcolato secondo quanto definito dalla Direttiva 2009/33 del Parlamento Europeo.
Un dato significativo è anche quello relativo alle discariche, vere e proprie cicatrici sul territorio. Il Green Economy Report ne stima il numero evitato. Tra il 1998 e il 2019 il sistema CONAI ha garantito l’avvio a riciclo di quasi 32 milioni di tonnellate di imballaggi: significa che in ventidue anni è stato evitato il riempimento di 160 nuove discariche di medie dimensioni (calcolo effettuato considerando per ciascuna frazione merceologica un dato di densità apparente da fonte ERICA con uno specifico grado di compattazione).
«Sono numeri che fanno riflettere – commenta Luca Ruini -. Come ricordo spesso, l’Italia in Europa è seconda solo alla Germania per riciclo pro-capite dei rifiuti di imballaggio. Abbiamo praticamente già raggiunto gli obiettivi europei di riciclo richiesti entro il 2025, e il nostro sistema Paese continua a fare scuola in Europa. Anche perchè ha uno dei sistemi di responsabilità estesa del produttore meno costosi e più efficienti. Ora dobbiamo continuare a lavorare per incentivare l’eco-design e per sviluppare e potenziare le tecnologie per il riciclo, auspicando al più presto incentivi fiscali per chi usa materia prima seconda: la sua domanda sta purtroppo calando, e non possiamo permetterci di lasciare inutilizzati gli enormi quantitativi di materiale che il Paese ricicla. Ci auguriamo per questo si arrivi presto anche a una concreta attuazione del Green Public Procurement e alla chiusura di nuovi provvedimenti sull’End of Waste».
«Nel 2020, l’anno della pandemia, la domanda e i prezzi di mercato delle materie prime vergini sono fortemente calati, per il calo delle attività produttive e dei consumi, in particolare delle plastiche e della carta», dichiara Edo Ronchi. «Di conseguenza sono calati in modo consistente anche domanda e prezzi di mercato delle materie prime seconde ricavate dal riciclo dei rifiuti – aggiunge -. Se il nostro sistema non fosse stato adeguatamente organizzato e fosse dipeso solo dal mercato, avremmo corso il serio rischio di avere i rifiuti per strada perchè il loro riciclo – che attualmente è la loro principale forma di gestione – non era conveniente dato il forte calo dei prezzi di mercato delle materie prime seconde ricavate dal riciclo. Questa crisi è stata evitata grazie al sistema CONAI che, col contributo ambientale pagato, con bassissima elusione, dai produttori e utilizzatori di imballaggi, ha assicurato il ritiro dei rifiuti d’imballaggio della raccolta differenziata sull’intero territorio nazionale, di tutti i tipi compresi quelli meno convenienti, a prescindere dalle condizioni di mercato delle MPS, ha consentito ai Comuni di continuare ad incassare un corrispettivo economico e ai riciclatori, in particolare difficoltà, di beneficiare di un sostegno dei prezzi, mantenendo in funzione la filiera e evitando la chiusura degli impianti di riciclo».
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Sarà Italia-Spagna in semifinale di Nations League
NYON (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Sarà la Spagna l’avversario dell’Italia in una delle due semifinali della Nations League 2021. Questo l’esito del sorteggio effettuato oggi. Azzurri e Furie Rosse si affronteranno a San Siro il 6 ottobre mentre il giorno dopo l’Allianz Stadium di Torino ospiterà l’altra semifinale che metterà di fronte Belgio e Francia.
Le finali si giocheranno il 10 ottobre: quella per il terzo posto allo Stadium, al Meazza quella che decreterà la vincitrice della manifestazione.
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Per Nestlè obiettivo zero emissioni entro il 2050
ASSAGO (MILANO) (ITALPRESS) – In qualità di firmataria dell’impegno “Business Ambition for 1,5°C” delle Nazioni Unite, Nestlè è una delle prime aziende a condividere il suo piano contro i cambiamenti climatici, dettagliato e con scadenze ben definite, in anticipo rispetto a quanto programmato. L’azienda – nonostante continui a crescere – sta infatti adottando misure volte a dimezzare le sue emissioni entro il 2030 e raggiungere quota zero entro il 2050.
Le azioni si concentrano sul sostegno agli agricoltori e fornitori per accelerare il passaggio verso l’agricoltura rigenerativa, ma anche sul rimboschimento di centinaia di milioni di alberi nei prossimi 10 anni e sul completamento della transizione dell’azienda verso l’utilizzo del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2025.
Inoltre, Nestlè sta costantemente incrementando il numero di marche “carbon neutral”.
“Il Board riconosce quanto sia strategicamente importante adottare misure decisive per affrontare il cambiamento climatico. Il Board supporta anche l’accelerazione e il potenziamento del nostro impegno per garantire il successo a lungo termine dell’azienda e contribuire a creare un futuro sostenibile per le generazioni a venire”, afferma il presidente del Consiglio di Amministrazione di Nestlè, Paul Bulcke.
Nel 2018 l’azienda ha generato 92 milioni di tonnellate di emissioni di gas a effetto serra, questo dato sarà il punto di partenza per misurare i progressi compiuti.
“La lotta al cambiamento climatico non può aspettare e nemmeno noi possiamo. Si tratta di un elemento fondamentale per il successo a lungo termine del nostro business”, ha commentato il CEO di Nestlè Mark Schneider. “Abbiamo un’opportunità unica per fronteggiare il cambiamento climatico poichè siamo presenti in quasi tutti i Paesi del mondo e abbiamo le capacità, le dimensioni e la portata per fare la differenza. Lavoreremo insieme ad agricoltori, partner industriali, governi, organizzazioni non governative e con i nostri consumatori per ridurre la nostra impronta ambientale”, ha aggiunto.
L’azienda sta già lavorando con i suoi 500.000 agricoltori e 150.000 fornitori per sostenerli nell’attuazione di pratiche agricole rigenerative. Nestlè sta anche potenziando il suo programma di riforestazione che prevede di piantare 20 milioni di alberi ogni anno per i prossimi 10 anni nelle aree in cui l’azienda acquista le proprie materie prime.
Per quanto riguarda le sue attività, nei prossimi cinque anni Nestlè prevede di completare la transizione verso il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili nei suoi 800 siti presenti in 187 Paesi.
All’interno della sua gamma di prodotti, Nestlè sta ampliando continuamente la sua offerta di alimenti e bevande a base vegetale e riformulando i prodotti per renderli più rispettosi dell’ambiente.
Magdi Batato, Executive Vice President e Head of Operations, ha commentato: “Considerando che quasi due terzi delle nostre emissioni provengono dall’agricoltura, è chiaro che l’agricoltura rigenerativa e la riforestazione rappresentino i punti focali del nostro percorso verso l’obiettivo delle zero emissioni nette. Questi sforzi ridurranno le emissioni e miglioreranno la biodiversità su larga scala. Continueremo inoltre a eliminare le emissioni dalle nostre attività e a migliorare la nostra gamma di prodotti. Si tratta di un lavoro molto articolato e noi ci impegniamo a realizzarlo”.
L’azienda prevede di investire complessivamente 3,2 miliardi di CHF nei prossimi cinque anni per accelerare gli sforzi, inclusi 1.2 miliardi di CHF per stimolare l’agricoltura rigenerativa lungo tutta la filiera. Questi investimenti saranno finanziati principalmente attraverso efficienze operative e strutturali, per mantenere neutrali i profitti generati da questa iniziativa.
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