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Intolleranza alle statine, necessario definire target e dosaggio

ROMA (ITALPRESS) – “Intolleranza alle statine: come gestire al meglio un problema”. E’ questo il tema al centro del dibattito organizzato in occasione del 37° Congresso Nazionale SIMG, la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. L’incontro online dal titolo “Mmg e le problematiche cardiovascolari” era inserito nel programma “Live session” del congresso, per approfondire il tema con un confronto tra esperti e con l’interazione dei partecipanti attraverso domande e risposte. Hanno preso parte al dibattito alcuni esponenti del gruppo dirigente della Simg.
“I sintomi muscolari associati all’assunzione di statine – ha spiegato Damiano Parretti, responsabile dell’area progettuale nazionale che si occupa dei problemi cardiovascolari – rappresentano la principale ragione di non aderenza, discontinuità terapeutica o di sospensione al trattamento”.
“Possiamo dire che l’intolleranza alle statine è l’incapacità di tollerare la dose di statina necessaria per ridurre efficacemente il rischio cardiovascolare di una persona”, ha detto Parretti sottolineando come sia “importante definire chiaramente il target di una persona”. Per uno specifico “target è prevista – ha continuato – una statina con un determinato dosaggio e dobbiamo tenere in considerazione quel dosaggio per ottenere quel tipo di risposta”. Per Ignazio Grattagliano, collaboratore delle aree scientifiche del gruppo dirigente nazionale, “il discorso del posizionamento della statina nell’ambito delle interazioni con altri farmaci, alimenti e altre sostanze, tra cui l’alcool, ci deve far riflettere sul fatto che la statina spesso viene prescritta in politerapia a soggetti anziani o comunque soggetti politrattati e quindi è facile che ci si imbatta in qualche forma di interazione metabolica. La maggior parte delle volte fortunatamente queste interazioni sono di scarsa rilevanza clinica e farmacologica, altre volte sono capaci di indurre danni talmente seri da condizionare un ricovero in reparto ospedaliero”.
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ADDIO MARADONA, 60 ANNI DI PRODEZZE ED ERRORI UMANI

Quando se ne va uno come Maradona, si resta stupefatti. Non solo per il campione, ma soprattutto per l’uomo. Crisi respiratoria, abbiamo letto. Diego Armando Maradona è stato un asso del calcio, ma un uomo controverso perchè ha accompagnato la propria carriera con errori che hanno fatto il giro del mondo, sicchè non si sa quali sentimenti coltivare. Per noi è stato il personaggio da ammirare quando eravamo negli stadi a raccontare le sue gesta pedatorie. Era impossibile tornare a casa con un servizio televisivo senza una sua prodezza in campo e senza una sua smorfia, una sua parola, un suo sorriso. A Brescia, in una delle sue prime apparizioni in Italia, prima della partita i suoi tifosi intonarono quella canzone che è rimasta celebre: “Maradona è meglio ‘e Pelè” che ha fatto il giro del mondo. Epperò a 80 anni appena compiuti, Pelè è rimasto vivo, lui se n’è andato. Diego ha sempre ammesso le proprie debolezze. Personalmente non abbiamo mai assistito alle sue tragedie umane: le abbiamo lette. Lo ricorderemo trionfante a Città del Messico, quando aveva vinto i Mondiali e baciava la Coppa del Mondo, lo abbiano visto vincere due scudetti col Napoli, città cui è rimasto molto legato e che lo sta piangendo come un figlio. Lo ricordiamo ballerino che improvvisava sulle scene televisive, scherzoso, autentico personaggio. Il suo lato oscuro lo ricordiamo meno: abbiamo visto le immagini del suo volto devastato dalla droga, quelle delle sue saltuarie frequentazioni degli ospedali, compresa l’ultima uscita con la testa incerottata. In Argentina hanno indetto tre giorni di lutto. Nella Plaza de Maio, davanti alla Casa Rosada, c’era una insegna luminosa che parlava dei più grandi argentini: Papa Francesco, Gardel l’inventore del tango e i calciatori Messi e Maradona. Dicono che non sia stata l’ultima operazione alla testa ad averlo ucciso. E’ stata una crisi improvvisa, che ne ha troncato la vita. Maradona era un generoso sul campo, dove talvolta vinceva da solo. Era un generoso anche fuori, per i suoi gesti a favore dei poveri come lui, che era aveva origini umili e, nonostante la sua fama, le sue ricchezze, è rimasto sempre umile, a suo modo.

Maradona non è stato uno qualsiasi, nel mondo del calcio. Dici Maradona e ti sovviene il sogno, l’asso più bravo dell’orbe terraqueo nel periodo in cui giocava, quello che vinceva la Coppa del Mondo, lo scudetto, la Coppa Uefa quasi da solo con le sue prodezze, con le sue punizioni millimetriche, con la forza che soltanto un vero campione può dare a una squadra che si riflette nella sua classe. Dici Maradona e ti vengono alla mente anche i Mondiali del 1990, i “nostri” Mondiali, quelli che non abbiamo vinto perchè “El Pibe de oro” decise, con l’appoggio dei tifosi napoletani (che tifarono per lui) al San Paolo, la qualificazione dell’Argentina segnando l’ultimo rigore, quello che seguì il tiro di Donadoni e precedette quello di Serena, entrambi parati da Goycoechea.

 

Dici Maradona e vedi, nel dopocarriera, le sue immagini di uomo ammalato, ingrassato, che entra ed esce dagli ospedali. L’avevamo incontrato a Pechino, al seguito dell’olimpica argentina (studiava da ct della Nazionale), vittoriosa grazie anche ai gol di quello che sarebbe diventato il suo genero Kun Aguero. Scendeva qualche volta in campo per “allenarsi” con i gauchos di Batista, suo vecchio compagno di squadra, rubando la scena alla squadra. La sua vita è stata piena di prodezze e nefandezze, vissuta fra i gol stupendi e l’idolatria dei tifosi e il fastidio del “Palazzo” a causa dell’alcol e della droga che lo hanno devastato e portato più volte a un passo dalla morte. A Napoli dicono che nel suo contratto ci fosse scritto solo che doveva presentarsi sul campo, la domenica, all’ora della partita, in divisa di gioco. Nessun altro obbligo. E lui se ne approfittava un pò. Lo chiamavano anche “l’artista”, perchè dal suo straordinario sinistro poteva venir fuori qualsiasi prodezza. Una volta, al Verona, segnò quasi da centrocampo, con un pallonetto imprendibile che lasciò di stucco tutti; al Mondiale messicano, nel 1986, fece all’Inghilterra un gol di mano (“La mano de Dios”) che fece scoppiare polemiche terrificanti, ma rifilò ai britannici anche una rete incredibile, partendo da centrocampo e dribblando cinque o sei avversari, prima di depositare la palla nella porta.
Era difficilissimo intervistarlo. Ed era necessario farlo perchè la sua faccia era come una calamita e attraeva il pubblico. Bastava un sospiro, per dare importanza a un servizio televisivo.
Una volta se ne andò (dissero per un miliardo di lire) a dare un saggio della sua arte pedatoria al figlio di uno sceicco. La domenica successiva giocò a San Siro, non toccò quasi palla e il Napoli perse con l’Inter. Con un montaggio sofisticato lo rappresentammo su un cammello nel deserto mentre in sottofondo la canzonetta di Carosone faceva: “Comme sì bello, a cavallo a ‘stu cammello, cò binocolo a tracolla, cò turbante e ‘o narghilè…”. Tre giorni dopo a Zurigo c’era un’amichevole fra Italia e Argentina. E seguimmo la squadra sudamericana. Ci vide dalla finestra dell’hotel e fece cenno con la manina di andar su: “Pss, pss…giornalista, sali in camera mia che ti devo parlare. Porta il cammello…”. Pregammo l’operatore di accompagnarci: temevamo che ci tirasse un cazzotto. Invece a quattr’occhi disse: “Senti, le mie bambine hanno visto il papà sul cammello e vorrebbero il filmato. Se non me lo fai avere non ti parlo più”. Lo accontentammo. Tutto quello che riguardava Maradona (cose belle e cose brutte) attirava le attenzioni della gente. Un grande che se ne va. Un lutto che colpisce un pò tutti quelli che lavorarono accanto a lui nei suoi anni ruggenti. Un lutto che colpisce un campione che ci ha fatto scrivere ed emozionare. In cielo speriamo che continui a fare prodezze, come in terra.


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Morto a 60 anno Diego Armando Maradona

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – E’ morto Diego Armando Maradona. L’ex Pibe de Oro è deceduto all’età di 60 anni, stroncato da un arresto cardiaco secondo quanto riferito dalla stampa argentina. L’ex fuoriclasse del Napoli e della nazionale Albiceleste, campione del mondo nel 1986 in Messico, 60 anni lo scorso ottobre, era stato dimesso lo scorso 11 novembre dalla Clinica Olivos di Buenos Aires dove era stato operato alla testa per rimuovere un ematoma subdurale.
Maradona era nato a Lanus il 30 ottobre 1960, quinto di otto figli. Cresciuto a Villa Fiorito, sin da bambino mostra tutto il suo talento al punto da finire appena a 10 anni sulle pagine del “Clarin”. Entra nel settore giovanile dell’Argentinos Juniors dove debutta nel massimo campionato il 20 ottobre 1976, dieci giorni prima di compiere 15 anni. Nel 1981 il passaggio al Boca Juniors ma già un anno dopo ecco l’arrivo in Europa: se lo assicura il Barcellona per 1,2 miliardi di pesetas. Debutterà in blaugrana nell’agosto 1982 ma l’avventura in Catalogna è contrassegnata da vari problemi fisici e nell’estate del 1984 passa al Napoli per 13 miliardi e mezzo di lire. Il Pibe de Oro diventa un idolo del pubblico partenopeo: con lui arrivano due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa. La sua esperienza italiana si chiude il 17 marzo 1991, quando risulta positivo alla cocaina e viene squalificato un anno e mezzo. Riparte dal Siviglia, poi Newell’s Old Boys e il ritorno al Boca Juniors fino al ritiro: la sua ultima partita è datata 25 ottobre 1997. Con la nazionale argentina debutta nel febbraio del 1977, non viene convocato per i Mondiali che si giocano l’anno dopo proprio in patria ma disputa quelli del 1982 e soprattutto quelli del 1986, quando trascina la Seleccion al titolo: memorabile la sfida con l’Inghilterra dove prima segna un gol di mano (“la mano de Dios” la ribattezzerà lui stesso) e poi una rete che verrà eletta come la più bella nella storia dei Mondiali in un sondaggio indetto dalla Fifa nel 2002. Con la Seleccion arriva in finale anche a Italia ’90, sconfitto dalla Germania, poi è presente a Usa ’94 ma gioca appena due partite prima di essere squalificato perchè positivo all’efedrina. Proprio durante la squalifica intraprende la carriera di allenatore (Deportivo Mandiyu e Racing), che riprenderà molto più avanti, diventando ct della nazionale che guida ai Mondiali del 2010, fino all’eliminazione ai quarti. Allena anche l’Al Wasl a Dubai, l’Al-Fujairah negli Emirati e quindi il Dorados in Messico prima di accettare lo scorso anno la panchina del Gimnasia. Una vita di eccessi, fra droga e alcol, Maradona si era liberato delle sue dipendenze grazie a lunghi soggiorni in centri di disintossicazione. Qualche giorno dopo il suo 60esimo compleanno è stato operato per rimuovere l’ematoma subdurale che gli era stato trovato nel lato sinistro della testa. Tornato a casa per proseguire il recupero, è stato stroncato da un arresto cardiaco.
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Violenza donne, consiglio Lazio rilancia le iniziative della regione

ROMA (ITALPRESS) – Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), ha approvato la mozione numero 370, che vede come primo firmatario il capogruppo del Pd, Marco Vincenzi, che impegna il presidente e la Giunta, per quanto di loro competenza, a continuare a promuovere le iniziative volte al contrasto della violenza sulle donne e dei femminicidi, avvalendosi delle associazioni presenti sul territorio regionale, a coinvolgere maggiormente gli enti locali nel rilancio della strategia della Regione contro la violenza di genere, a sostenere sul piano nazionale la necessità di istituire un osservatorio e un sistema di monitoraggio, concertato con i centri antiviolenza, e a rappresentare in sede di Conferenza delle Regioni e della Conferenza Stato-Regioni la necessità di “un impegno di pianificazione e finanziario adeguato alla sfida strategica di superare la violenza contro le donne, a valere sulle risorse del Recovery fund”.
“Questa mozione – ha dichiarato Vincenzi nel presentare l’atto d’indirizzo – ribadisce l’impegno dell’istituzione Regione nella lotta contro la violenza sulle donne, sempre di grandissima e drammatica attualità, tenuto conto che è necessario mantenere sempre altissima l’attenzione e aumentare sempre gli sforzi su questo tema”. Vincenzi ha ricordato alcune iniziative messe in campo su questo tema. La Regione: ha implementato la rete dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio nel nostro territorio; ha istituito un contributo di libertà per le donne che hanno subito violenza; ha istituito un premio annuale rivolto alle studentesse e agli studenti dedicato alla memoria di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, vittime nel 1975 di un brutale e barbaro eccidio; ha istituito il progetto “Io non odio”; ha approvato il protocollo d’intesa per definire le modalità di accesso al patrocinio legale; ha istituito il finanziamento per iniziative pubbliche volte alla valorizzazione dei luoghi della memoria delle donne.
Il dispositivo della mozione è stato votato per parti separate su richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera, il quale si è dichiarato contrario su due punti, “perchè si parla di genere trasversale o di gender mainstreaming, chiaramente temi che nulla hanno a che fare con la violenza sulle donne, tema questo che invece ci trova totalmente concordi”.
Hanno dunque ottenuto tre voti contrari l’impegno della mozione volto “ad approvare quanto prima ogni provvedimento necessario a completare il quadro legislativo regionale con una prospettiva di genere trasversale” e quello finalizzato “ad adottare, a partire dalla legge di bilancio regionale, lo strumento del bilancio di genere che, nell’ottica del gender mainstreaming, consente di determinare l’impatto delle politiche pubbliche su donne e uomini e persegue obiettivi di equità, efficienza, trasparenza e partecipazione”.
Presente in sala Etruschi il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori (Pd), il Consiglio regionale, riunito in modalità telematica “mista” (ufficio di presidenza in sede, consiglieri in remoto), oltre alla mozione Vincenzi ha approvato altri dieci atti di prerogativa dei consiglieri, volti a concorrere all’indirizzo politico, sociale ed economico della Regione, così come previsto dalla Statuto regionale.
Le mozioni in campo sanitario.
La prima mozione approvata dopo il question time, è stata la numero 355, illustrata all’Aula virtuale dalla consigliera Laura Cartaginese (Lega), che impegna la Giunta ad autorizzare i medici del lavoro a effettuare i test antigenici rapidi contro il Covid-19. In campo sanitario è anche la mozione 364, che vede come primo firmatario il consigliere Loreto Marcelli (M5s), volta ad avviare la procedura di manifestazione di interesse e acquisizione di disponibilità da parte di pediatri (o altri specialisti in pediatria) e infermieri, “al fine di costituire unità speciali di pediatria distrettuale che possano alleviare le strutture ospedaliere già in affanno, dai ricoveri dei minori alleviando altresì questi ultimi dalle delicate implicazioni psicologiche connesse con la degenza”.
Riguarda i turni ad alta intensità dell’assistenza domiciliare integrata la mozione della consigliera Chiara Colosimo (FdI) che impegna la Giunta ad attuare “un tempestivo intervento a garanzia della continuità di cura domiciliare mirata a salvaguardare la vita dei pazienti ad alta complessità” e a supportare le famiglie “che nonostante siano state colpite dalla malattia e dal dolore continuano ad andare avanti ogni giorno con forza, tenacia, amore e una grande, grande dignità nell’assistere con amore i loro cari”.
Sempre in campo sanitario è la mozione 356 – primo firmatario Emiliano Minnucci (Pd) e con un emendamento della consigliera Gaia Pernarella (M5s) – che impegna la Giunta a supportare i comuni nell’identificare strutture adeguate per effettuare test diagnostici rapidi da parte di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
L’emergenza sanitaria Covid-19 nelle carceri è il tema della mozione 372 del consigliere Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) e della consigliera Marta Bonafoni (Lista Zingaretti), finalizzata alla piena attuazione delle disposizioni contenute nel decreto legge 137/2020, per ridurre il sovraffollamento negli istituti di pena del Lazio, attraverso la concessione di pene alternative a coloro ai quali restano da scontare pene inferiori ai diciotto mesi. “La prima ondata -ha detto Capriccioli – aveva in qualche modo risparmiato quei luoghi, nella seconda ondata i contagi sia fra il personale della polizia penitenziaria che fra i detenuti sono in aumento, fra l’altro in una situazione in cui non c’è scampo e non c’è possibilità di fare quello che facciamo noi, cioè di isolarsi in casa e di mettersi al riparo dalla possibilità di contagio”.
Cultura, sport, piano paesistico.
La mozione numero 366 del consigliere Paolo Ciani (Centro solidale Demos) impegna la Giunta a prevedere nuove misure per sostenere gli operatori culturali e “a porre in essere, per quanto di competenza, ogni più utile azione e/o attività volta a ristorare le ingenti perdite subite dagli operatori e associazioni culturali presenti sul territorio”.
La mozione numero 365 del vicepresidente Giuseppe Cangemi (Lega), poi sottoscritta da diversi consiglieri, “è un invito alla Giunta e al presidente della Regione – come ha spiegato Cangemi – a un’attenzione un pò più concentrata su una serie di attività legate al sostegno del comparto dello sport che, come tanti, ha subìto, in questo periodo drammatico che stiamo vivendo, una serie di chiusure, riaperture e poi ancora chiusure nonostante le strutture, le tante strutture, si erano un pò adeguate per il rispetto delle disposizioni”.
La consigliera Bonafoni è anche la prima firmataria della mozione 374, finalizzata al riconoscimento dell’Agro romano quale paesaggio rurale storico, da iscrivere nell’apposito Registro nazionale istituito presso il ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali. Porta la firma di tutti e sei i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia la mozione 359, approvata all’unanimità, che impegna il presidente della Regione Lazio e la Giunta “a porre in essere i necessari provvedimenti affinchè l’Associazione teatri comunali del Lazio sia intitolata alla memoria del maestro Gigi Proietti”. La mozione numero 368 della consigliera Gaia Pernarella (M5s) impegna la Giunta ad “avviare nel minor tempo possibile tutti gli atti e le azioni necessarie a dotare la Regione Lazio di un Piano territoriale paesistico”.
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CIAO DIEGO AMICO RITROVATO, MI HAI PRESO IN CONTROPIEDE

Ciao Diego. Se dovessi parlare del calciatore dovrei dire che mi hai preso in contropiede. Non è da te. Ero lì che mi rallegravo per l’operazione alla testa andata bene, dicevo fra me e me finalmente un pò di fortuna per Diego. E invece no. Sei fuggito. Ho raccontato i tuoi gol piu’ belli, il superbello a Città del Messico, il 22 giugno dell’86, quando hai fregato gli inglesi delle Falkland non con la mano de Diós ma con quell’incontenibile slalom-gol – fors’anche in contropiede – che ancora vien cantato come un inno da Victor Hugo Morales E tu alla fine, raggiante, cantavi (ero con te, io potevo, a scrivere insieme il pezzo del giorno che ti pagavo alla grande) “Las Malvinas son Argentinas”.
Ciao Diego. Se dovessi parlare del calciatore vitaiolo mi farei una bella risata – e tu la tua – dicendoti che Pelè stavolta ti ha fregato. Lui ha fatto gli ottanta l’altro giorno, un pò decadente, come me, Diego, che ho i suoi anni: ma è lì, impavido, e all’anagrafe di Très Coraçoès cantano “Pelè è meglio ‘e Maradona”. Tu sessanta, subito rovinati dal cervello ferito, dal ricovero, dalla paura che quest’anno di m…ti portasse via. Hai avuto un rinvio.
Con te, Diego, ho avuto una fortuna che adesso pago il doppio, perchè in realtà del calcio chissenefrega, di Pelè tantomeno, perdio ho perso un amico; peggio, un amico ritrovato. Perchè dopo quella storia della droga avevamo rotto: tu mi davi dell’ipocrita perchè avrei dovuto rimproverare anche quel mitico industriale del Nord che tirava di coca e io no, io ti dicevo che quello non era un ambasciatore dell’Unicef come te. Dopo due giorni sparivano i cartelli pubblicitari della nobile società benefica. E sparivi anche tu. In Argentina, dove ci odiavano perchè – dicevano – noi Italiani ti avevamo rovinato. Mica Gentile, mordendoti i garretti al Sarrià, no: noi italiani che ti avevamo consentito tutto. Anche di distruggerti. Chiudemmo ogni rapporto, negli Usa, nel ’94, quando quell’infermiera ti portò fuori dal campo e tu sparavi al mondo due occhiacci da far paura. E io ti dissi ch’eri Pinocchio imbrogliato dal Gatto e la Volpe. Mi tirasti una scarpa, feci la fine del grillo parlante. Tacqui per 12 anni. Poi una sera, a Monaco di Baviera, alla vigilia di Italia-Germania, un collega della Rai mi dice che sei al “Calabrone”, il ristorante del mio albergo. “Vieni a dargli un saluto…Poi una bella intervista…”. “Non ci parliamo da anni…”. “Uno deve cedere…provaci tu…”. Era passata la mezzanotte. Entrai, ti vidi a capotavola, c’era anche Batigol. Mi fermai sulla porta, pronto a ritirarmi, poi sentii la tua voce, una cantatina sfottente e amica insieme:”Forsa Bolonia”, proprio come il Petisso, ricordi? Ti sei alzato, mi sei venuto incontro con un bel sorriso, ci siamo abbracciati e ci siam messi a piangere come due ubriachi. Ti abbraccio anche oggi, e piango, Diego mio. Ma poi sorrido. Sarai vivo per sempre.

Nella foto: Italo Cucci con Maradona a Reggiolo il 15 agosto1984 nella prima intervista italiana di Diego al Guerin Sportivo per il quale scrisse nel 1986.

Snam, Alverà “Piano 2020-2024 apre fase nuova”

ROMA (ITALPRESS) – “Il piano 2020-2024 apre una nuova fase della storia di Snam, che nella sfida climatica è ben posizionata per avere un ruolo di abilitatore della transizione energetica, con una visione di lungo termine coerente con il proprio purpose e gli obiettivi europei. Snam sarà una delle prime società energetiche a raggiungere la neutralità carbonica nel 2040 e darà un ampio contributo alla decarbonizzazione del sistema attraverso lo sviluppo dei gas verdi e in particolare dell’idrogeno”. Così l’Ad di Snam, Marco Alverà, presentando il piano strategico 2020-2024. “Il riposizionamento dell’azienda avvenuto in questi ultimi anni e le azioni previste nel nuovo piano, anche grazie alle competenze delle nostre persone e alla sempre maggiore digitalizzazione, ci mettono nella giusta condizione per cogliere le opportunità derivanti dalla transizione energetica. Abbiamo visibilità sulle nostre infrastrutture ‘future proof’, siamo tra i pionieri nello sviluppo dell’idrogeno e cresciamo rapidamente negli altri business che stanno rafforzando tutta la catena del valore dei gas verdi”, ha aggiunto.
Snam ha previsto un incremento degli investimenti portandoli a circa 7,4 miliardi nel periodo 2020-2024. Rispetto al piano precedente, la crescita è riconducibile sia al core business delle infrastrutture regolate (6,7 miliardi di investimenti) sia alle nuove attività della transizione energetica (oltre 0,7 miliardi di investimenti, quasi raddoppiati rispetto al precedente piano). Il 50% degli investimenti previsti a piano è dedicato all’infrastruttura “hydrogen ready”. Gran parte degli investimenti previsti a piano è finalizzata alla decarbonizzazione per raggiungere l’obiettivo di neutralità carbonica al 2040 e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica.
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Coronavirus, 25.853 nuovi contagi e 722 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Decessi in discesa con 722 morti nelle ultime 24 ore a fronte degli 853 di ieri. Il totale delle vittime sale così a 52.028. Sono 25.853 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 23.232), per un totale di 1.455.022 da inizio emergenza. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano sull’emergenza Coronavirus, diffuso dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 230.007 (ieri erano stati 188.659), per un totale da inizio epidemia di 20.956.187.
Attualmente i positivi in Italia sono 791.697, dei quali 753.536 in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 34.313 (-264 rispetto a ieri), di questi 3.848 in terapia intensiva (+32). La regione con il maggior numero di nuovi casi è la Lombardia con 5.173, seguita da Piemonte (2.878), Campania (2.815), Veneto (2.660). Le Regioni con minore incremento di contagi sono Valle d’Aosta (27) e Molise (106).
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Conte “Coordinamento con l’Ue sulle misure per il Natale”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo lavorando, ho avuto dei colloqui con i rappresentanti delle istituzioni europee per ottenere un coordinamento con quelle che sono alcune misure restrittive in particolare per gli impianti sciistici e tutto ciò che ruota intorno alle vacanze di Natale. Abbiamo già avuto positivi riscontri, c’è una comune preoccupazione, non possiamo nel pieno di una seconda ondata vivere delle vacanze natalizie come abbiamo fatto negli altri anni. Auspico una risposta coordinata europea”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa congiunta con il presidente spagnolo Pedro Sanchez a Palma di Maiorca. “Nel caso in cui si vada all’estero a passare le vacanze in modo massiccio” vogliamo evitare che “poi si possa rientrare senza nessun controllo, come test, tamponi o misure che possano offrire una garanzia. Non vogliamo limitare i trasferimento trasfrontalieri”. Parlando di una possibile riapertura delle scuole prima delle vacanze natalizie Conte ha spiegato: “Abbiamo un indirizzo politico molto chiaro, la scuola va riaperta appena possibile, non dobbiamo procurare disagi ai nostri giovani. I nostri studenti devono poter tornare a scuola, non appena riusciremo a riportare sotto controllo la curva pensiamo di ritornare con la didattica in presenza”. Sul Next Generation Eu ha sottolineato la forte sintonia con Sanchez “nell’approccio europeo solidale in questa crisi, da li è nato un saldo legame, abbiamo condiviso la necessità che l’Ue si mettesse alle spalle le visioni tradizionali, che potesse offrire uno slancio e sguardo sul futuro consapevole della drammaticità del momento. Siamo riusciti a coinvolgere tanti altri colleghi, anche chi all’inizio ci aveva prospettato l’impossibilità di perseguire questo traguardo. Ne è nata una grande sensibilità comune. Non ci siamo nascosti le difficoltà che abbiamo davanti, il consiglio Ue del prossimo dicembre sarà risolutivo per rendere operativi gli impegni già assunti, ma siamo fiduciosi che lavorando insieme, con coraggio e determinazione ma anche visione, anche i Paesi che esprimono posizioni che portano una frenata si convinceranno che i cittadini europei non possono aspettare”.
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