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Spadafora “C’è la riforma dello sport, Coni problema da risolvere”

ROMA (ITALPRESS) – “La riforma c’è ed è molto importante, di sicuro non è una riformina: sono convinto che queste norme avranno un impatto enorme”. Vincenzo Spadafora presenta così il testo unico di riforma dello sport approvato dal Consiglio dei ministri, con norme importanti a partire dal riconoscimento del lavoro sportivo per cui sono stati stanziati 100 milioni di euro nei prossimi due anni: “Voglio trovare le risorse per ulteriori sgravi fino almeno al 2023 – ha precisato il ministro per le politiche giovanili e lo sport – ma intanto queste nuove norme entreranno in vigore dal primo settembre 2021 per poter avere quattro mesi di sperimentazione e capire di quali numeri stiamo parlando”. L’attesa riforma lascia “un problema aperto”, ha riconosciuto Spadafora: “Resta un problema da risolvere: va attribuita al Coni la piena autonomia come merita, una questione sulla quale più volte il Cio ci ha richiamato. Noi abbiamo dato rassicurazioni ma non siamo riusciti a trovare un accordo tra le forze politiche. Ora sono certo che il presidente Malagò e il presidente Cozzoli non vedranno l’ora di vedersi per rinnovare il contratto di servizio che consentirà al Coni di poter portare avanti la propria attività”, ha dichiarato il ministro. “I tempi per risolvere il problema? Non spetta a me trovare altre soluzioni, che peraltro auspico perchè è un impegno che ho preso col Cio”, ha aggiunto Spadafora mandando poi un messaggio a Sport e Salute. “Non deve incorrere nella tentazione di diventare un nuovo centro di potere e interessi, ma deve perseguire la missione per cui è stata creata. E’ iniziata una nuova era, ma ancora non è iniziato il vero cambiamento che io auspicavo. Spero di vedere presto i risultati della rivoluzione altrimenti resteremo nel limbo”, ha concluso Spadafora.
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Fecondazione assistita, nasce il gruppo di centri Pma GeneraLife

ROMA (ITALPRESS) – Fecondazione assistita di tipo eterologo, cioè con l’utilizzo di gameti esterni alla coppia, messi a disposizione da donatori o donatrici: dopo le note sentenze della Corte costituzionale, che hanno aperto a questa tecnica dal 2014 anche in Italia, sembra continuino a permanere le difficoltà delle coppie con problemi di infertilità del nostro Paese.
Ma oggi il panorama della Pma (Procreazione mediamente assistita) nel nostro Paese cambia: nasce GeneraLife, il primo gruppo europeo di centri specializzati a guida italiana, che garantirà un percorso di piena sicurezza tutto all’interno del network. “Secondo i dati del registro del ministero della Salute iberico – evidenzia Filippo Maria Ubaldi, direttore scientifico di GeneraLife – circa 3350 coppie italiane nel 2017 si sono recate in Spagna per inseguire il sogno di un figlio. In realtà, il nostro Paese è assolutamente all’avanguardia in questo settore”. In 5 centri GeneraLife in Italia (Roma, Torino, Napoli, Marostica e Umbertide), ad agosto 2020 è stato registrato un aumento di 8 volte dei trattamenti di Pma rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A settembre, il trend negli ormai 7 centri italiani (si sono unite al gruppo Firenze e Grosseto) sembra non essersi fermato: 409 ‘pick up’, ovvero il prelievo degli ovociti (+64% rispetto ad agosto), che è la prima fase di un percorso di Pma omologa, oltre a 702 prime visite (numero record rispetto a tutti gli altri mesi dell’anno) e a 78 procedure eterologhe. Numeri in aumento anche ad ottobre (481 i pick up, in crescita del 18%). Ma è proprio l’eterologa la tecnica per la quale le coppie italiane sono a volte convinte di poter trovare un’offerta più agevole in altri Paesi come la Spagna. “Il livello dei trattamenti nel nostro Paese è invece altissimo – spiega Ubaldi – nonostante questo, alcuni pazienti scelgono di investire tempo e denaro per viaggiare altrove. Oltre a essere una scelta difficile, soprattutto in questo periodo, dove i contagi da Sars-Cov-2 rendono molto difficile spostarsi all’estero, bisogna far sapere che in Italia ci sono tutte le tecnologie e l’expertise adatte ad assicurare un’assistenza ai massimi livelli. Il nostro gruppo peraltro garantirà l’accesso anche attraverso il Servizio sanitario nazionale, grazie al centro convenzionato Demetra di Firenze che è entrato a far parte di GeneraLife. Infine, i nostri centri sono oggi dotati di una banca donatrici interna al gruppo, per garantire un percorso della massima sicurezza possibile, dall’inizio alla fine del trattamento di ovodonazione”.E’ dunque un’eccellenza italiana al timone del nuovo gruppo di cliniche GeneraLife, presente in 4 Paesi europei (Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Svezia, con 12 centri in totale), e presto anche in altre nazioni: il nuovo network ha infatti una direzione scientifica e un modello di lavoro frutto dei 25 anni di lavoro ed esperienza dei fondatori del centro Genera a Roma, Filippo Maria Ubaldi, ginecologo, e Laura Rienzi, embriologa. “Ciò che si fa a Roma – commenta Laura Rienzi, direttore scientifico di GeneraLife insieme a Filippo Maria Ubaldi – non può essere uguale a ciò che è necessario fare in Spagna o in Svezia. Per questo, il nostro board garantirà che il meglio possa essere offerto a ogni singolo paziente, ovunque si trovi, basando il nostro lavoro sulla continua ricerca e aggiornamento scientifici. E in Italia avremo la possibilità di garantire assistenza non solo privata ma anche pubblica, grazie all’accesso in convenzione con il Ssn che il nostro centro in Toscana garantisce ormai da anni”. “La nascita del gruppo europeo GeneraLife – commenta Claudia Livi, direttore medico del centro Demetra by GeneraLife – ci consentirà di condividere i più avanzati protocolli di diagnosi e trattamento dell’infertilità e di garantire alle coppie un percorso sicuro nella procreazione medicalmente assistita”. “La criticità principale dell’ovodonazione in Italia – fa notare Francesca Bongioanni, direttore medico del centro Livet by GeneraLife di Torino – è sempre stata la necessità dei centri di rivolgersi a banche di ovociti estere, a causa del divieto di poter ricompensare economicamente le donatrici in Italia”. “Sappiamo che le coppie di aspiranti genitori in questo momento possono essere impaurite per l’aumento di contagi da Sars-Cov-2 – commentano infine Ubaldi e Rienzi – e per la possibilità che possa essere imposto uno ‘stop’ ai trattamenti di fecondazione assistita. In ogni eventualità, grazie alle tecnologie disponibili nei centri di Pma, così come suggerito anche dalle nuove linee guida dell’Eshre (European Society of Human Reproduction and Embryology), i trattamenti potranno essere gestiti dando priorità ai prelievi dei gameti e valutando la possibilità di procedere alla crioconservazione degli stessi, per ‘fermarè il tempo”.
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Aperte le iscrizioni a 7^ edizione progetto Refugee Teams

ROMA (ITAPRESS) – Nell’ambito delle attività di carattere sociale sviluppate in questi anni, nel pieno rispetto delle norme e dei protocolli di sicurezza per la tutela della salute, per il 2021, tenendo presente l’evolversi dell’attuale momento di emergenza, nonostante le difficoltà, anche per il 2021, la Figc, attraverso il Settore Giovanile e Scolastico, intende dare seguito a quanto avviato con i centri di accoglienza del Sistema Sai-Siproimi, al fine di promuovere e favorire l’interazione tra pari e i processi di inclusione sociale ed interculturale attraverso il calcio. A poche settimane di distanza dalla Fase Nazionale 2020, disputata lo scorso ottobre a Roma e conclusasi con la vittoria di Trento (vedi la news), la Federazione lancia ufficialmente la settima edizione di un’iniziativa, in continua crescita, sia in termini di partecipazione che di risultati, e diventata un modello anche a livello internazionale, che ha portato ad ampliare il raggio d’azione sul tema della responsabilità sociale. In quest’ottica, con l’introduzione di diverse implementazioni e aggiornamenti di carattere innovativo, di opportunità e di identità, il concetto di Rete andrà pertanto a rappresentare il macro progetto di riferimento delle attività di inclusione sociale istituite dal Settore Giovanile e Scolastico, che andranno a costituire una vera e propria area dedicata al Social Football. Punto cardine della mission federale per quanto attiene tali iniziative, il progetto rivolto ai minori stranieri non accompagnati accolti in Italia, sviluppato in collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’Anci, e grazie al supporto di Eni e Puma, rinominato REfugee TEams. Un’attività, che dal 2015 ha coinvolto in modo diretto circa 3.000 giovani, articolata secondo un format tecnico-formativo in continua evoluzione, che, come prima novità, per il 2020-2021 avrà a disposizione un portale web dedicato (www.figc-rete.it) attraverso il quale formulare le iscrizioni e reperire le informazioni utili inerenti il progetto. Come per le precedenti edizioni, con particolare attenzione all’evolversi dell’emergenza sanitaria e prevedendo pertanto una rimodulazione a seconda delle esigenze, l’attività si svilupperà attraverso le sedute di allenamento da svolgere presso le sedi delle realtà partecipanti, sotto la guida dei Coordinamenti Regionali SGS, e le successive fasi di gioco regionali, laddove possibile, territoriali e interregionali che determineranno l’accesso alla fase nazionale prevista per giugno-luglio 2021. Parte integrante dell’edizione 2021 di REfugee TEams, due percorsi formativi distinti, sviluppati in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, attraverso il Centro di ricerca universitario Health Human Care and Social Intercultural Assessment – He.R.A., rispettivamente riservati agli operatori sociali dei centri Sai-Siporimi e ai collaboratori territoriali SGS e ai ragazzi accolti nelle strutture che prenderanno parte al progetto. Per gli operatori e gli staff SGS verrà attivato, a partire da gennaio 2021, un Corso I Level su Sport e Integrazione di sette mesi (link a formazione), con l’obiettivo di trasmettere gli strumenti necessari per ottimizzare la gestione dei flussi migratori nel nostro paese; formare professionalità in grado di creare, anche attraverso attività sportive come il gioco del calcio, una rete di accoglienza e favorire l’integrazione e la corretta gestione del fenomeno migratorio con particolare riguardo ai Minori Stranieri non Accompagnati. Per i giovani accolti nei centri Sai-Siproimi, è stato invece previsto un percorso educativo che, sempre dal mese di gennaio 2021, attraverso uno strumento ludico-formativo specifico per ogni partecipante avvierà un costante e graduale avanzamento formativo su tematiche istruttive quali alfabetizzazione, alimentazione, corretto stile di vita, educazione civica e regola del gioco.
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Engie Italia, una campagna contro la violenza di genere

MILANO (ITALPRESS) – Un fenomeno insostenibile, quello della violenza – fisica e/o psicologica – contro le donne, che si è aggravato con la pandemia e non può essere in alcun modo tollerato.
Per questo, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita dall’ONU, ENGIE Italia, player globale dell’energia con l’ambizione di accelerare un’economia carbon neutral, conferma e rinnova il proprio impegno contro ogni tipo di abuso nei confronti del genere femminile attraverso la campagna identificata dall’hashtag #insostenibile. ENGIE vuole unire collaboratori, partner e cittadini in iniziative di sensibilizzazione collettive contro questo crimine. Questo l’obiettivo della campagna che veicola quanto più possibile il numero Anti Violenza e Anti Stalking 1522, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In Italia, l’Istat (che ha preso in esame le chiamate al numero antiviolenza 1522) ha rilevato un incremento della richiesta d’aiuto del 119% da marzo a giugno di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dal VII rapporto Eures sul femminicidio in Italia emerge che nei primi dieci mesi del 2020 le donne vittime di omicidio sono state 91, una ogni 3 giorni.
La campagna di ENGIE, che coinvolge non solo le persone della propria organizzazione, a partire dal Comitato Esecutivo dell’azienda, ma anche partner e clienti, si sviluppa anche sui propri social network. Ogni dipendente è inoltre stimolato a postare lo slogan: “Dell’energia sostenibile a casa ce ne occupiamo noi di ENGIE. Delle questioni insostenibili ce ne dobbiamo occupare tutti insieme”, personalizzando i contenuti a testimonianza del proprio impegno.
Anche la Community di Freeda, che conta, a livello globale, 7 milioni di utenti e racconta storie di donne che ispirano un cambiamento positivo verso la parità di genere, amplifica la campagna di ENGIE condividendo, sui suoi canali proprietari, l’hashtag #insostenibile e dandone spazio nei propri contenuti.
L’iniziativa di ENGIE Italia si articola su più fronti. Il numero 1522 è veicolato: sul sito engie.it – ai clienti domestici attraverso una DEM dedicata; alle aziende e amministrazioni pubbliche clienti invitandole a supportare, a loro volta, la campagna di sensibilizzazione e a promuovere il numero dedicato.
Il 1522 garantisce l’anonimato, offre informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale. Il numero, gratuito, è raggiungibile da rete fissa e mobile ed è attivo 7 giorni su 7, h24, con operatrici specializzate in lingua italiana, inglese, francese, spagnola e araba.
“Siamo orgogliosi di impegnarci anche quest’anno contro la violenza di genere. Aver sottoscritto il ‘Manifesto dell’Occupazione Femminilè di Valore D conferma quanto
ENGIE consideri la diversità di genere una risorsa essenziale per lo sviluppo dell’organizzazione e della società. Anche la composizione del nostro Comitato Esecutivo in Italia, equamente costituito da uomini e donne, è una prova ulteriore del
nostro agire in tal senso”, dichiara Damien Tèrouanne CEO di ENGIE Italia. “In particolare, sono molto felice di annunciare che i risultati degli ultimi due anni, in termini di abolizione del gender pay gap, vedono l’Italia ai primi posti tra i paesi del Gruppo con un indice di equità pari a 98 su 100”.
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Di Maio “E’ il momento di superare anche gli steccati ideologici”

ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia ha causato sofferenze umane e prodotto effetti drammatici sull’economia e sulla società. E la prima lezione che abbiamo appreso riguarda proprio il valore del multilateralismo. Un strumento spesso sottovalutato, ma forse l’unico in grado di fronteggiare le presenti e future crisi globali. Il multilateralismo non è un concetto astratto, non è qualcosa di sfuggente, bensì costituisce un rilevante elemento di concretezza che ha immediate ripercussioni sia sulla nostra sicurezza, sia sull’economia e sulla vita di ogni singolo cittadino”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in una lettera a la Repubblica. “Il primo dicembre l’Italia assumerà la Presidenza di turno del G20 con l’obiettivo non solo di rafforzare la cooperazione internazionale per far fronte all’emergenza sanitaria, ma anche di guardare al futuro, promuovendo una ripresa sostenibile e inclusiva”, osserva il ministro. “Abbiamo il dovere morale non solo di ricostruire, ma di ‘ricostruire megliò e questo sarà possibile solo se il nesso tra cambiamento climatico, salute globale e crescita economica guiderà la ripresa post-pandemia. Il mondo è cambiato, bisogna superare i vecchi steccati ideologici e capire in che direzione andrà. Le etichette contano poco: ciò che conta è cercare di influenzare i mutamenti in atto. Stiamo lavorando per questo e, se ci riusciremo, l’Italia sarà sempre più protagonista sullo scenario globale”, conclude Di Maio.
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Luce blu, la luteina e la zeaxantina possono salvaguardare gli occhi

ROMA (ITALPRESS) – In media, trascorriamo 3 ore e 15 minuti al giorno a guardare i nostri telefoni o altri schermi, ovvero l’equivalente di 49,5 giorni all’anno. I device, per essere più efficienti, emettono luce blu, più intensa da un punto di vista energetico. Ma la maggiore intensità energetica della luce blu può essere dannosa per i nostri occhi. Ad affrontare il tema del danno che la luce blu può arrecare alla salute degli occhi è un recente report elaborato da IADSA (International Alliance of Dietary/Food Supplement Associations) dal titolo “The Dark Side of Blue Light” (https://www.iadsa.org/mind-the-gap/english/lutein#intro).
L’intensità energetica della luce blu, riporta lo studio, penetra in profondità nell’occhio, fino alla macula lutea al centro della retina, che fornisce una visione dettagliata. La macchia gialla è ricca di due carotenoidi, luteina e zeaxantina. Sono antiossidanti e aiutano a filtrare la luce nociva. Dove la presenza di luteina e zeaxantina è bassa, la luce blu può danneggiare le cellule del nervo retinico e causare un accumulo di placca negli occhi, causando nel tempo condizioni degenerative e conseguente visione offuscata.
Per questa ragione l’Osservatorio Integratori Italia – che aderisce alla International Alliance of Dietary/Supplement Associations tramite Unione Italiana Food – suggerisce l’importanza della supplementazione per la salute degli occhi. Studi hanno infatti dimostrato che 10 mg di luteina e 2 mg di zeaxantina sono i livelli richiesti ogni giorno per aiutare a mantenere la salute maculare. Questi livelli si possono ottenere mangiando 83 g di spinaci o 125 g di cavolo riccio ogni giorno, ma spinaci o cavolo riccio non sono sempre nel menu e altri alimenti contenenti luteina e zeaxantina devono essere consumati quotidianamente in quantità molto elevate per ottenere livelli adeguati. L’integrazione alimentare può venire in nostro aiuto: la maggior parte della luteina e della zeaxantina utilizzate negli integratori proviene da calendule, fiori gialli ricchi di entrambe le sostanze.
Se la degenerazione maculare aumenta dopo i 50 anni, un numero crescente di persone pare ne soffra già a partire dai 40 anni. Si teme che la colpa sia proprio della nostra maggiore esposizione alla luce blu dei dispositivi intelligenti e dell’illuminazione efficiente dal punto di vista energetico, in aumento sicuramente in questo periodo di lockdown e smart working.
La salute degli occhi non è più un problema solo per le persone della terza età: oggi l’esposizione alla luce blu è aumentata per tutte le fasce d’età e, dato il continuo crescere dell’utilizzo di questi strumenti, dovuto anche al particolare momento storico in cui ci troviamo, è necessario avere un’alimentazione varia ed equilibrata ricca di frutta e verdura e, quando opportuno, ricorrere anche all’aiuto di specifici integratori per mantenere il benessere di uno dei nostri più importanti organi di senso.
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Nel 2020 femminicidi in aumento del 7.3%, fascia più colpita over 65

ROMA (ITALPRESS) – Se il trend è in diminuzione per gli omicidi di donne nel 2019 (111) rispetto al 2018 (141), in linea con la diminuzione generale degli omicidi durante il lockdown, una controtendenza si registra nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un aumento del 7,3% (88 donne uccise nel 2020 a fronte di 82 del 2019). Stesso trend in aumento analizzando le vittime in ambito familiare/affettivo che passano dal 68 a 77 (con un aumento del 13,2%), uccise in prevalenza da partner o ex partner (e solo per il 28% nel 2020 per mano di genitori o figli). E’ quanto emerge dal report ‘Un anno di Codice Rosso. Reati spia e femminicidi” realizzato dalla Direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
I moventi più frequenti dei femminicidi sono la lite e i motivi passionali. Sia nei primi nove mesi del 2020 che nello stesso periodo del 2019, l’omicida ha fatto in prevalenza uso di un’arma impropria, come un coltello o un utensile da lavoro (martello, cacciavite, ecc), seguono l’uso di un’arma da fuoco, l’asfissia/soffocamento/strangolamento, le percosse e l’avvelenamento.
Come per i reati spia, anche per gli omicidi volontari di donne, la fascia di età più colpita nei primi 9 mesi del 2019 è quella tra i 31 e 44 anni, che è la stessa più frequente anche per gli autori. Mentre nei primi nove mesi del 2020 la fascia più colpita è quella delle donne over 65 che rappresentano il 30% del totale delle vittime.
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Ronaldo e Morata trascinano la Juve agli ottavi di Champions

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus stacca in extremis ma con due turni d’anticipo il biglietto per gli ottavi di finale di Champions League. All’Allianz Stadium di Torino, i bianconeri allenati da Andrea Pirlo hanno superato il Ferencvaros per 2-1. La Juventus, infatti, era partita con il freno a mano tirato, incapace di andare a far male dalle parti del portiere Dibusz, forse memore del 4-1 dell’andata e convinta di affondare facilmente nella metà campo neroverde. E invece ad affondare per primo è stato il Ferencvaros al 19′ con l’albanese Uzuni che su cross dalla destra del norvegese Nguen alzato da una deviazione involontaria di Alex Sandro si è trovato la palla sui piedi e anticipando Cuadrado ha insaccato da distanza ravvicinata. Al 35′ la Juventus ha trovato il pareggio con il solito Cristiano Ronaldo: al quarto gol consecutivo dopo quelli contro Lazio e Cagliari, l’asso portoghese ha ricevuto a pochi passi da Cuadrado, ha saltato secco Dvali e ha infilato il portiere con un sinistro all’angolino basso. Secondo tempo decisamente più “in spinta” per la Juve, grande occasione al quarto d’ora sul sinistro da fuori di Bernardeschi con grande deviazione sul palo del portiere Dibusz. Poco dopo la mezzora nuovamente Juve vicinissima al gol del raddoppio e ancora un palo a salvare il Ferencvaros, stavolta colpito di sinistro da Morata su palla servita dall’altro neo entrato Chiesa. A togliere le castagne dal fuoco alla Juve ci ha pensato proprio Alvaro Morata quando al 47′, in pieno recupero, ha messo di testa un pallone alle spalle del portiere, sul cross dalla destra di Cuadrado. Una rete che oltre a regalare il successo permette ai bianconeri di poter restare in scia al Barcellona nella corsa al primo posto del girone.
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