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Zarco il più veloce nelle libere di Portimao, Rossi in ritardo

PORTIMAO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Johann Zarco vola sulla pista di Portimao e trova il miglior tempo al termine delle prime due prove libere che vanno a chiudere la giornata di venerdì. Il Gran Premio di Portogallo, ultimo atto stagionale, vede il pilota francese della Ducati chiudere davanti a Maverick Vinales e Aleix Espargaro con il crono di 1’39″417 fatto registrare durante le FP2. Prove libere 1 e prove libere 2 che esclusivamente per oggi sono durate ben 70 minuti a testa: questo per dare più tempo a piloti e team di prendere la mano su un tracciato inedito nel calendario di MotoGP. Per il fresco campione del mondo Joan Mir, capace di chiudere i giochi a Valencia, si tratta soltanto di una passerella: comunque un buon sesto tempo quello fatto registrare dal pilota Suzuki. Il francese Fabio Quartararo trova il quarto crono nelle seconde libere dopo la prima sessione di ambientamento ad una pista ricca di saliscendi. Valentino Rossi è penultimo nella classifica combinata con tanto di caduta senza conseguenze: il ‘Dottorè conferma la mancanza di feeling con la sua Yamaha. In top-10 sia Andrea Dovizioso – secondo tra le Ducati e settimo complessivamente – che Franco Morbidelli (decimo), voglioso di proseguire sull’onda dell’entusiasmo dopo il successo a Valencia. Domani di nuovo in pista alle ore 10:55 per le prove libere 3.
(ITALPRESS).

Covid, 6,6 milioni di lavoratori coperti dalla cassa integrazione

ROMA (ITALPRESS) – Inps ha aggiornato la comunicazione quindicinale relativa ai pagamenti di cassa integrazione (CIG) effettuati direttamente da parte dell’Istituto nel periodo di emergenza Covid.
Al 18 novembre 2020, su 14.292.139 domande di pagamento (SR41) sono 14.198.594 le prestazioni erogate direttamente dall’Istituto a 3.500.295 lavoratori, pari al 99,7% delle richieste. Tra il 3 e il 18 novembre sono state erogate direttamente 594.061 integrazioni salariali.
“L’impegno dell’Istituto per l’accelerazione e la soluzione dei problemi legati alle erogazioni in sospeso ha portato a ridurre ulteriormente il numero di coloro che devono percepire un primo pagamento, oggi pari allo 0,3% dei lavoratori interessati, le cui domande hanno problematiche che impattano su processi esterni all’Istituto e su cui è concentrata l’azione della task force Inps per risolvere ciascun caso contattando le aziende”, si legge in una nota.
Su domande anteriori a ottobre, sono 3.448 lavoratori (erano oltre 6mila il 3 novembre) cui deve essere erogato un pagamento, mentre sono 2.626 su domande recenti, giunte tra ottobre e il 18 novembre.
Includendo anche le richieste di ulteriori mensilità per lavoratori che hanno già ricevuto precedenti erogazioni di CIG, le domande di pagamento diretto che risultano oggi in lavorazione sono complessivamente 93.545, di cui 24.675 riferite al periodo maggio-settembre (26%), mentre 68.870 sono quelle più recenti e relative a ottobre-novembre (74%). Tali insiemi non corrispondono al numero dei lavoratori, essendoci più domande/trattamenti CIG per ognuno di essi.
Da inizio emergenza Covid, la cassa integrazione ha coperto oltre 6,6 milioni di lavoratori (3,5 con pagamenti diretti e 3,1 a conguaglio su anticipo aziende) per 3,4 miliardi di ore e 24,8 milioni di indennità totali erogate. Nell’intero 2019 i lavoratori che avevano usufruito di CIG erano stati 577mila.
Si rammenta infine che le prestazioni gestite dall’INPS non riguardano gli artigiani e i cosiddetti lavoratori “somministrati”, la cui platea potenziale è di circa 1,4-1,5 milioni di lavoratori in Italia.
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La didattica eTwinning entra negli atenei Ue per formare i docenti

ROMA (ITALPRESS) – Dal 24 al 26 novembre è in programma la Conferenza tematica online “Empowering future Teachers With eTwinning”, il primo appuntamento europeo per fare il punto sugli sviluppi del progetto “eTwinning For Future Teachers – Initial Teachers Education (ITE)” che ha lo scopo di inserire eTwinning nella formazione iniziale dei futuri docenti, presso i piani di studio nelle Università dei paesi aderenti all’azione.
Alla Conferenza parteciperanno 300 tra docenti di Università ed Enti che fanno parte del progetto ITE, studenti universitari, rappresentanti di istituzioni comunitarie (Commissione europea, European Schoolnet) e nazionali (MUR, MI, INDIRE).
L’Unità nazionale eTwinning INDIRE aderisce dal 2012 all’iniziativa europea eTwinning Initial Teachers Education (ITE) che vede il coinvolgimento di oltre 100 Istituti / Università europei.
L’Italia rappresenta il paese capofila del progetto, con il coinvolgimento delle facoltà di Scienze della Formazione di 20 Atenei universitari (Università di Firenze, Università Cattolica di Milano, Università di Genova, Università di Palermo, Università degli Studi dell’Aquila, Università di Bologna, Università di Cagliari, Università di Foggia, Università di Salerno, Università di Torino, Università di Padova, Università di Perugia, Università Roma Tre, Università della Calabria, Università Mediterranea della Calabria, Università di Verona, Libera Università di Bolzano, Università Europea di Roma, Università di Enna, Università della Basilicata), per un totale di quasi 2.000 studenti formati.
L’obiettivo della sperimentazione è quello di far diventare eTwinning un veicolo per introdurre in maniera semplice e naturale un modo diverso di fare scuola, attraverso l’uso regolare delle nuove tecnologie, la comunicazione in lingua straniera e l’apprendimento in contesto multiculturale.
La Conferenza ha l’obiettivo di espandere l’iniziativa a nuove Università europee, aumentando il numero di docenti universitari negli istituti ITE aderenti; creare un livello più alto nella gestione del progetto nei sistemi nazionali e coinvolgere e formare ulteriormente tutte le Unità nazionali eTwinning e i rispettivi paesi nel progetto.
Tra le principali attività previste nella Conferenza, condivisione e valutazione di buone pratiche del progetto ITE; diffusione dei risultati agli stakeholder e possibili nuove Università interessate; discussione sugli sviluppi futuri.
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Sicurezza stradale, Anas punta a dimezzare incidenti entro 2030

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“L’Anas ha un ruolo di primo piano nella gestione di strade e autostrade, ruolo che ci vede impegnati nel migliorare gli standard di sicurezza per i nostri automobilisti. Tra le principali cause incidentali ci sono una guida distratta, l’eccesso di velocità, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Anas, Massimo Simonini, intervenendo al webinar ” Sicurezza stradale: zero vittime. Un obiettivo da raggiungere con informazione e comunicazione”. “L’uso degli smartphone quando si è alla guida genera conseguenze pericolose con incidenze mortali, Anas con queste criticità, dal punto di vista umano e sociale, cerca di ridurre gli incidenti stradali – ha aggiunto -. L’obiettivo che si è data è quello di ridurre gli incidenti stradali del 50% entro il 2030, per raggiugerlo abbiamo un piano strategico che prevede un piano di investimenti per la manutenzione programmata e una campagna sulla sicurezza stradale”.

L’ad di Anas ha ricordato che, nel contratto di programma “15,9 miliardi, circa il 53% del piano complessivo, vanno alla manutenzione, all’adeguamento e alla messa in sicurezza della rete. Si tratta di una significativa iniezione di risorse. Nell’ambito del piano di investimento il 52% delle risorse interessa le regioni del Sud Italia, una grossa missione anche per il Mezzogiorno. La nostra strategia di investimento è focalizzata sull’obiettivo di sviluppare la competitività, la sicurezza di viaggio, una grande attenzione alla sostenibilità ambientale: siamo passati da una logica di interventi emergenziali ad una logica di interventi di programmazioni, in questo contesto si inserisce il progetto delle nuove barriere spartitraffico e della barriera salva motociclisti, elementi fondamentali del processo di sicurezza, stiamo lavorando anche per migliorare l’illuminazione delle gallerie, per rendere più sicure le nostre strade, tutto questo dovrebbe portare ad un abbattimento considerevole dell’incidentalità”.

Simonini riconosce che “tutto questo non basta perché sappiamo che molto dipende dal comportamento degli automobilisti, oltre il 93% degli incidenti dipende proprio da questo, per questo servono anche campagne di informazione, di comunicazione. Il nostro secondo fronte è quello di incentivare le campagne sulla sicurezza stradale”.

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Presidente Emilia Romagna Bonaccini negativo al tampone di controllo

Il Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini è risultato negativo al Covid-19 dopo il tampone di controllo. “Questa mattina ho ricevuto una bella notizia: sono risultato negativo all’ultimo tampone di controllo. Ancora per qualche tempo dovrò proseguire a casa le cure per la polmonite, che migliora ma non può certo essere trascurata, ma il ritorno alla normalità è oggi più vicino” scrive su Facebook Bonaccini.
“Per il momento continuo a lavorare da qui, ma certo oggi il cuore è più leggero. Mi raccomando, continuiamo tutti a seguire le regole di sicurezza, per proteggere noi stessi, chi ci è vicino e gli altri”.
“Nei prossimi giorni presenteremo la manovra di bilancio triennale, poi lanceremo il Patto regionale per il Lavoro e per il Clima che stiamo discutendo con tutte le parti sociali, infine la programmazione dei fondi europei 2021/2027. Per tornare prima possibile competitivi coi territori più avanzati del mondo, recuperare lavoro e creare una nuova crescita sostenibile, attraverso investimenti su conoscenza, lavoro, ambiente e welfare” rivela il presidente della Regione Emilia Romagna.
“Grazie ai medici, agli infermieri ed a tutti gli operatori sanitari, e grazie ancora a tutti voi per i tantissimi messaggi che continuate ad inviarmi. Lo ripeto: insieme ce la faremo – conclude -. Perchè siamo l’Emilia-Romagna”.
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Totti guarito dal Coronavirus “Non una passeggiata ma ora sto bene”

ROMA (ITALPRESS) – “Ciao a tutti! Come avete saputo in queste ultime settimane non sono stato bene. Ora mi sono ripreso e posso dirvi con un certo sollievo che ho avuto il Covid e che non è stata una passeggiata: la febbre che non scendeva, la saturazione dell’ossigeno bassa e le forze che se ne andavano”. Così, su Instagram, Francesco Totti.
“La diagnosi è stata un colpo al cuore: polmonite bilaterale per infezione da Sars Cov 2! Vista la tempestività della diagnosi sono riuscito a curarmi da casa: 15 lunghi giorni ma adesso che tutto è passato voglio ringraziare coloro che mi sono stati più vicini e quindi un grazie speciale al professor Alberto Zangrillo alle professoresse Monica Rocco e Silvia Angeletti”, ha aggiunto l’ex capitano della Roma.
“Il Covid si può battere con le giuste precauzioni e indicazioni”, ha concluso Totti. Per corredare il post lo storico capitano della Roma ha pubblicato una foto dove è ritratto in buona salute, affacciato su una terrazza, con un arcobaleno sullo sfondo.
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Engie Green Friday, migliora la sensibilità ambientale degli italiani

MILANO (ITALPRESS) – “Più per meno CO2”, ovvero dobbiamo agire, tutti insieme, per invertire la rotta, ridurre le CO2, fermare il surriscaldamento globale e migliorare la qualità della vita nelle nostre città.
Questo il tema centrale dell’Engie Green Friday dello scorso anno. Un anno dopo, e con la pandemia in corso, questo intento non ha perso valore, anzi. Lo studio Euromedia Research commissionato da Engie Italia ha indagato se e come l’emergenza Covid-19 ha cambiato percepito e sensibilità di cittadini e aziende rispetto ai cambiamenti climatici e ambientali.
Un dibattito tra esperti, opinion leader e scienziati per affrontare una doppia sfida: ambientale e sociale.
Lo studio Euromedia evidenzia una maggiore presa di coscienza rispetto alla sostenibilità da parte di cittadini: ben il 68% ha infatti dichiarato di aver modificato i propri comportamenti, cercando di ridurre le proprie emissioni inquinanti, dopo l’arrivo della pandemia. Un incremento del +12,4% rispetto ai riscontri ricevuti un anno fa, prima del Covid. Il 40% delle aziende (soprattutto nel manifatturiero), nonostante l’impatto economico dovuto all’emergenza, ha continuato nei propri programmi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, dato rilevato su un campione (43%) che aveva intrapreso una green roadmap pre pandemia. Il 48% delle Aziende, inoltre, è consapevole che i cambiamenti climatici influenzeranno significativamente la propria attività e il proprio settore nei prossimi 5 anni.
“Il modo con cui il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e abitudini ha evidentemente portato una riflessione collettiva sulla fragilità dell’uomo e del pianeta e sull’importanza delle nostre scelte – sottolinea Alessandra Ghisleri, Direttrice di Euromedia Research – a seguito della pandemia le persone sono più consapevoli dell’impatto negativo delle attività dell’uomo sull’ambiente, e quasi la totalità degli italiani (92,7%) ha deciso di modificare in modo virtuoso i propri comportamenti”.
“Dieci mesi fa la più grande sfida di fronte all’umanità era la stessa di oggi: contrastare i cambiamenti climatici e salvaguardare il pianeta. Vedevamo però le cose con occhi diversi, sembravano problemi molto più lontani di quanto non lo fossero davvero – afferma Barbara Gallavotti, Biologa e autrice -. L’emergenza del Covid ci ha fatto toccare con mano quanto la nostra specie continui ad essere fragile, ma ci ha anche costretti a sperimentare soluzioni che avremmo detto quasi impraticabili, ci ha dimostrato quanto rapidamente possono cambiare le nostre abitudini, e non ultimo ha messo in luce l’importanza di discutere dei temi di scienza sulla base di informazioni corrette”.
Dalle risposte emergono, quindi, le azioni concrete adottate dai cittadini e aziende per ridurre l’impatto sul pianeta. Le più diffuse: per il 30% degli intervistati la scelta di prodotti ecosostenibili (km zero, marchi che garantiscono il rispetto dell’ambiente), per il 29% interventi in casa volti a una maggiore efficienza energetica (infissi, cappotto termico, sostituzione caldaia, termostato intelligente) e infine la scelta di mezzi di trasporto non inquinanti (come bici, mezzi elettrici o pubblici) per il 24% degli intervistati. Vi è anche un 9% che ha installato pannelli fotovoltaici e un 7% che sceglie un fornitore di energia che garantisca la produzione da fonti rinnovabili.
La leva principale, però, nonostante il maggiore interesse per la sostenibilità sia lato cittadini che aziende, rimane l’aspetto economico. Le aziende chiedono infatti in maggioranza contributi a fondo perduto (33,5%) e sgravi fiscali (22%), seguiti (19%) da incentivi statali e un quadro normativo più chiaro.
Anche i cittadini sono più propensi ad agire se possono mettere in campo azioni a costo zero o che prevedano un risparmio o un incentivo. Per la maggior parte degli intervistati, infatti, fare scelte sostenibili comporta costi maggiori: ad esempio, seppure nella realtà non sia così, per più della metà degli intervistati (52,8%) costa di più scegliere energia proveniente da fonti rinnovabili.
Un altro aspetto che la pandemia ha reso evidente e sul quale ha portato una forte accelerazione è certamente l’adozione di tecnologie digitali, divenute in molti casi improvvisamente indispensabili per permettere la continuità aziendale. Del ruolo fondamentale delle tecnologie digitali per una maggiore sostenibilità sono convinte il 69,2% delle aziende (con una quota maggiore, al 72,2% se guardiamo al solo settore dei servizi). Il digitale è considerato ancora più importante per il monitoraggio delle attività in ottica di rispetto dell’ambiente (79%, che raggiunge l’81,3% nei servizi).
“Le città sono i principali motori della nostra aggressione all’ambiente – dichiara Stefano Mancuso, botanico, accademico e saggista -. Attualmente intorno al 70% del consumo globale di energia e oltre il 75% del consumo mondiale di risorse naturali sono a carico dei centri urbani, i quali producono il 75% delle emissioni di carbonio e il 70% dei rifiuti. Abbiamo urgente necessità di cambiare la nostra idea di città e questa pandemia è un’opportunità per ripensare la convivenza con la natura. Dobbiamo puntare a una smart city che in realtà sarà una città giungla, intesa non come un luogo pericoloso, al contrario: un luogo partecipe dell’ambiente naturale che, consapevolmente e attraverso gli alberi, contribuisce a trasformare i nostri centri urbani altamente tecnologizzati e connessi in una nicchia ecologica duratura”.
Secondo il parere degli intervistati il maggior potere nel rallentare il riscaldamento globale è in mano a istituzioni e aziende. I cittadini vedono la possibilità di un cambiamento a favore della sostenibilità grazie all’intervento del Governo (41%), istituzioni locali (25%) e aziende (15%). Significativo come solo l’8% ritenga che la pubblica istruzione possa avere un ruolo importante in questo senso.
“Già nel Piano Strategico triennale per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia – spiega il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala – è stata individuata la sostenibilità ambientale come uno degli ambiti principali che incidono sullo sviluppo del nostro territorio. Tema trattato anche nella recente consultazione pubblica sulla prossima Strategia di Specializzazione Intelligente svolta sulla Piattaforma Open Innovation, a cui hanno partecipato oltre 650 soggetti. Ne è emerso che, negli ambiti trattati, la sostenibilità ambientale è considerata tra i primi fabbisogni in termini di innovazione che diventeranno prioritari nel periodo post Covid e post emergenza – ha aggiunto il Vicepresidente – Con le nostre politiche regionali ci stiamo sempre più muovendo verso un modello di innovazione responsabile anche attraverso misure come la nostra recente Call Hub per la Ricerca e l’innovazione, che vede finanziati 8 progetti nell’ambito della sostenibilità che intervengono su numerosi problemi ambientali che coinvolgono il mondo occidentale”, ha concluso Sala.
“Ogni anno noi di ENGIE realizziamo un evento che ha l’obiettivo di sollevare e alimentare la riflessione sulla riduzione delle emissioni di CO2 e più in generale sulla sostenibilità – sottolinea Damien Terouanne, CEO di ENGIE Italia -. In questo anno difficile, la sostenibilità rimarca la sua centralità. Lo confermano: i risultati della ricerca da noi commissionata a Euromedia, la destinazione del 37% del Recovery Fund a investimenti green e Il Green New Deal europeo che punta a elevare il proprio impegno di riduzione dei gas serra almeno al 55% entro il 2030. L’ambizione di ENGIE – prosegue Damien Tèrouanne – è accelerare la transizione verso un’economia carbon neutral. Ritengo che l’attuale momento storico ed economico evidenzi chiaramente come la transizione energetica sia una scelta obbligata e urgente. E’ necessario quindi ripensare al nostro sviluppo futuro: uno sviluppo più resiliente, durevole e sostenibile. Raggiungeremo l’obiettivo solo grazie alla combinazione di tutti gli sforzi: globali, dei singoli paesi, ma anche delle citta, delle aziende così come a livello residenzialè.
A moderare l’Engie Green Friday Forum Tessa Gelisio, esempio di cittadino attivo che agisce con consapevolezza per la diffusione dell’educazione ambientale. Gelisio è Presidente della Onlus ForPlanet.
Nell’ambito dell’Engie Green Friday, un ulteriore iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità è stata lanciata da Engie: la campagna social “Quattro campioni dello sport su Tik Tok contro il cambiamento climatico”. I nuotatori Marco Orsi e Arianna Talamona, la kitesurfer Francesca Bagnoli e il mountain runner Francesco Puppi, a partire dal 20 novembre, informeranno i giovanissimi attraverso la loro piattaforma social di riferimento Tik Tok creando contenuti video sui propri canali. Questi quattro atleti in qualità di Engie Planet Ambassador, con il loro impegno, incarnano i valori dello sport naturalmente connessi con la sostenibilità, il benessere, la natura, il rispetto e la visione. Essi sono stati scelti per raggiungere e sensibilizzare la GenZ attraverso una piattaforma estremamente efficacie per raggiungere coloro che del futuro del pianeta ne trarranno maggior beneficio.
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Zone rosse, Conflavoro “Permettere di raggiungere i negozi extra-Comune”

ROMA (ITALPRESS) – Conflavoro Pmi ha inviato nei giorni scorsi una richiesta formale al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, affinchè fornisca una interpretazione estensiva dell’ultimo Dpcm così da permettere alle persone di recarsi, in zona rossa, fuori dal proprio comune al fine di raggiungere tutti gli esercizi commerciali limitrofi e non solo quelli di generi alimentari.
“Parrucchieri, ferramenta, meccanici – spiega il presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco – sono solo alcuni degli esempi più lampanti di attività che vengono colpite sotto il profilo economico da un provvedimento non del tutto chiaramente esplicito. L’ultimo Dpcm, e così i prossimi, secondo noi ha bisogno urgente di una interpretazione in senso uniforme e permissivo, su tutto il territorio nazionale, relativa agli spostamenti concessi per raggiungere qualsivoglia attività commerciale”.
“Conflavoro ha ribadito al ministro la situazione di migliaia di imprese, spesso site in territori molto circoscritti, le quali, formalmente aperte anche nelle zone rosse, si ritrovano senza aiuti dallo Stato proprio perchè aperte ma, paradossalmente, senza clientela e quindi con incassi vicino alle zero poichè le persone non possono muoversi dal proprio comune limitrofo”, sottolinea Capobianco.
“Il punto, come ormai noto, è che alcuni prefetti stanno già optando per una interpretazione estensiva del Dpcm. Questo, lo ribadiamo, ci trova d’accordo, ma ora urge che sia lo stesso ministro a fornire indicazioni univoche in tal senso per tutta Italia. Non va assolutamente creata ulteriore disarmonia di alcun genere nel Paese – conclude il presidente di Conflavoro Pmi – ma l’assenza di una interpretazione uniforme ed estensiva degli spostamenti previsti dal decreto sta andando proprio in questa ottica, cioè verso nuovi problemi di diritto e sostanziali i quali, in un momento delicato come il presente, riterremmo opportuno voler scongiurare. L’economia e la libera concorrenza si tutelano anche e soprattutto così in un periodo drammatico del genere”.
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