ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Lewis Hamilton vince il GP di Turchia e si laurea campione del mondo di Formula 1 per la settima volta in carriera eguagliando il record di Michael Schumacher. Il pilota inglese della Mercedes, in una gara bagnata caratterizzata da incidenti e colpi di scena, è riuscito a mettersi tutti alle spalle precedendo sul traguardo il messicano Sergio Perez su Racing Point e il tedesco Sebastian Vettel con la Ferrari che completano il podio. Quarto posto, invece, per la ‘Rossà di Charles Leclerc che conferma l’ottima prova delle due vetture di Maranello, con il monegasco a precedere la McLaren di Carlos Sainz e le due Red Bull di Max Verstappen e Alexander Albon. A completare la zona punti, poi, la McLaren di Lando Norris, la Racing Point di Lance Stroll e la Renault di Daniel Ricciardo.
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Hamilton trionfa al Gp di Turchia, settimo titolo mondiale in carriera
Gentiloni “fiducioso che non ci saranno veti sul Recovery fund”
ROMA (ITALPRESS) – Quella dei veti “è una questione aperta ma rispetto alla quale credo che le istituzioni europee abbiano le idee molto chiare, sono fiducioso che queste ipotesi non si tradurranno sul serio in un veto. Naturalmente ci sarà un negoziato complicato, ma ho fiducia che la presidenza tedesca lo svolga nel migliore dei modi”. Lo ha detto il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, intervenendo a “Futura: lavoro, ambiente, innovazione”, la tre giorni promossa dalla Cgil.
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I 70 anni di Carlo Verdone, regista e attore “troppo forte”
ROMA (ITALPRESS) – Dietro quel faccione affabile, dal sorriso sornione e gentile, si nasconde una maschera a volte leggera, altre inquieta. Mille volti, mille smorfie, mille personaggi da raccontare e vite da sviscerare. Lui che comico è sempre stato, da vero genio creativo ha intuito che non poteva restare incatenato ai soggetti che ha reso mitici, con il rischio di trovarsi condannato al tormentone, alla banalità della ripetizione ossessiva della battuta, al pericolo di regredire alla macchietta. Carlo Verdone, 70 anni il prossimo 17 novembre, è l’archetipo perfetto dell’attore innovativo, capace di reinventarsi ogni giorno. Perchè se oggi si celebra il grande attore lo si deve anche a film come “Borotalco”, “Acqua e sapone”, “Al lupo al lupo”, “Maledetto il giorno che t’ho incontrato”, in cui più che alla commedia all’italiana strizza l’occhio al cinema americano. Gli esordi negli anni ’70. Maturità classica al Liceo Tasso, laurea in Lettere alla Sapienza, si accosta al cinema con sperimentazioni quasi di avanguardia, armato di una cinepresa Bolex Paillard vendutagli da Isabella Rossellini. Ma la sua grande dote è stata quella di imitare e rappresentare personaggi; dal salotto di casa finirà sul palco di un teatro sperimentale con l’Alberichino, dove metterà in scena il suo primo spettacolo “Tali e quali”. Enzo Trapani attirato da quella nomea crescente lo volle in “No stop”, il programma Rai che lancerà i più grandi comici di quella generazione. Quei personaggi fecero appassionare Sergio Leone che intuì il potenziale dell’attore, capendo che quel successo in tv avrebbe avuto un seguito anche nelle sale. Nacque con Leone il Verdone attore e regista. Il primo fu un “Sacco bello”, film cult per eccellenza, poi arrivò “Bianco, rosso e verdone”. Dopo le due pellicole, che furono un successo, Verdone fu davanti ad un bivio: proseguire sulla strada della comicità, puntare sul refrain dei personaggi con il rischio di stancare e diventarne ostaggio, oppure dare una svolta. Optò per la seconda soluzione, complice la sponda di Mario Cecchi Gori azzardò, si giocò la carta della comicità matura priva di macchiette. “Borotalco” è il film che ha dato una sterzata alla sua carriera; poi arriveranno “Acqua e sapone”, “Io e mia sorella”, “Compagni di scuola”, film corale che va annoverato tra le prove più difficili e ben riuscite di Verdone, considerato “Il grande freddo” italiano. Ed ancora titoli come “Stasera a casa di Alice”, “Al lupo al lupo”, “Perdiamoci di vista”. Non mancherà di invasioni nel campo della comicità pura, non disdegnerà le sue maschere che rispolvererà con successo rendendoli sempre attuali come in “Viaggi di nozze” o in “Grande, grosso e Verdone”. Tra i film più difficili e travagliati va di sicuro annoverato l’ultimo, “Si vive una volta sola”, uscito nei giorni in cui è esplosa la pandemia da Covid. Nonostante il ritiro, Verdone cultore entusiasta delle sale, ha declinato la via delle pay tv, dello streaming, ma ha chiesto una nuova ridistribuzione nelle sale la prossima primavera, sicuro che i teatri e i cinema torneranno a essere pieni, perchè – dirà in un’intervista- “c’è voglia di condividere ed aggregare”.
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Salvini “no al Mes, prevale la linea della Lega”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo mesi di resistenza l’establishment europeo riconosce la validità delle nostre proposte: smantellare il Mes, utilizzando gli 80 miliardi del suo capitale per garantire i prestiti della BEI alle piccole e medie imprese, e cancellare i debiti Covid, coperti dalla BCE coi 1350 miliardi del programma Pepp”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, che aggiunge: “Ora voltiamo pagina e affrontiamo l’emergenza trovando i fondi necessari sui mercati, con la copertura della Banca centrale, invece di rivolgerci a una istituzione fallimentare e nata per altri scopi come il Mes. Ulteriori esitazioni non sono giustificabili: si voti subito un ulteriore scostamento di 100 miliardi per intervenire con indennizzi efficaci e un grande piano di investimenti, riavviando l’economia prima che scadano gli ammortizzatori sociali Covid e riprendano i licenziamenti”.
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Casellati “maggioranza e opposizione devono collaborare”
ROMA (ITALPRESS) – “Maggioranza e opposizione devono collaborare”. Così, in un’intervista al Sole 24 ore, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, spiegando che “se la legge di Bilancio è il primo passo per la costruzione del futuro del Paese, non può che essere scritta insieme da maggioranza e opposizione perchè in un momento così drammatico le decisioni di finanza pubblica non possono che essere condivise con l’opposizione”. “Salute ed economia – sottolinea – non sono due problemi distinti, l’errore strategico commesso fino ad oggi è stato quello di non essere riusciti a tutelare la salute senza compromettere l’economia”.
“Bisogna stabilire a monte il metodo, le regole, il perimetro e il punto di caduta di questa collaborazione – aggiunge -. Trovare cioè l’accordo sul peso specifico che l’opposizione avrà nel processo decisionale e nelle scelte della maggioranza”. “In questo senso, il lavoro delle Commissioni – sottolinea la presidente del Senato – può essere un banco di prova. A tal fine, ho già incontrato tutti i Presidenti. Il Paese pretende una collaborazione vera, concreta e agile. Non scatole vuote o organismi elefantiaci”.
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Berlusconi “la situazione è grave, ora unità e fatti concreti”
ROMA (ITALPRESS) – La disponibilità a lavorare sull’emergenza Covid resta. Anzi, il grido si fa sempre più accorato, perchè “la situazione non è mai stata così grave”. Ed è il momento “dei fatti concreti”. Così, al Corriere della Sera, Silvio Berlusconi, che, pur mantenendo spalancata la porta all’esecutivo, non lascia spazio a fraintendimenti: “Non faremo mai un governo con forze a noi incompatibili”. E nessuno pensi a scambio di favori: “Su Mediaset il governo si è mosso in totale autonomia”.
“La situazione sanitaria forse non è mai stata così grave, la seconda ondata – un pericolo sul quale avevo messo in guardia – ci ha investito in pieno – spiega il leader di Forza Italia -. Le conseguenze sono drammatiche anche perchè non ci hanno dato ascolto, per esempio rifiutando di utilizzare i fondi che l’Europa ci mette a disposizione con il Mes per rinforzare il sistema sanitario”.
“Gli effetti economici dei provvedimenti di chiusura sono gravissimi per molte categorie – aggiunge -. Cos’altro occorre per far capire a tutti che questa deve essere la stagione dell’unità e della responsabilità? Fermo restando che il Pd e Forza Italia sono alternativi per valori, programmi e cultura politica e che la nostra collocazione all’opposizione non cambia”.
“Con il presidente Conte, non da oggi, i rapporti sono molto cortesi – aggiunge -. Questo però è il momento di passare dalla cortesia formale, che è un fatto personale apprezzabile, alla disponibilità politica”. In merito agli alleati, sottolinea “se noi e i nostri alleati avessimo sempre la stessa opinione su ogni argomento, non saremmo un’alleanza, saremmo un partito unico. L’alleanza di centrodestra è salda e non è in discussione. Però noi ovviamente operiamo secondo la nostra cultura e i nostri principi, che sono quelli liberali, cristiani, europeisti, garantisti, del resto essenziali per un centrodestra di governo”.
“Oggi quello che conta – prosegue Berlusconi – è lavorare, con il governo che c’è, anche se non è quello che vorremmo”. “Quello che posso escludere è la nostra partecipazione a un esecutivo con forze politiche incompatibili con noi – sottolinea -. Altra cosa è che l’opposizione sia coinvolta. In verità io ho chiesto più volte che siano invitate a collaborare tutte le migliori energie del Paese, non solo della politica, ma della cultura, dell’ impresa, della scienza, del lavoro, in un grande sforzo collettivo per rispondere all’ emergenza”. In merito al prossimo scostamento di Bilancio, “siamo disponibili, ma naturalmente a certe condizioni. Voteremo lo scostamento se servirà per esempio a dare immediato indennizzo a chi ha dovuto chiudere la propria attività, a pagare finalmente i debiti della pubblica amministrazione, a coprire un semestre bianco fiscale, sospendendo tutti i pagamenti verso lo Stato almeno per chi è in difficoltà”.
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Sassoli “l’Europa deve cancellare i debiti per il Covid”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Cancellazione dei debiti accumulati dai governi per rispondere al Covid, Eurobond permanenti, nuovo Mes gestito direttamente dalle istituzioni europee e riforma dei trattati per eliminare il diritto di veto in tutti gli ambiti della politica dell’Unione. E’ questa la ricetta che David Sassoli ritiene indispensabile per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. Proposte che il presidente del Parlamento europeo – in costante contatto con i leader nazionali e con i vertici delle altre istituzioni Ue – lancia dalle pagine del quotidiano la Repubblica, a pochi giorni dalla chiusura del negoziato tra la sua istituzione e i governi sul Recovery Fund. “Ci sono disperazione e miseria, iniziano ad aprirsi crepe sociali: quanto deciso fin qui – afferma Sassoli aprendo un squarcio sul dibattito che probabilmente occuperà le cancellerie nel 2021 – è di estrema importanza e caratterizzerà l’Europa nei prossimi anni. Adesso però dobbiamo avviare una grande riforma per dare più governo e più sovranità all’Unione”.
“Ha ragione Paolo Gentiloni quando sostiene che è inutile pensare di riattivare il Patto di Stabilità prima del 2023 – sottolinea -. Non possiamo permetterci un ritorno brusco di quelle regole prima che i paesi abbiano recuperato la crescita persa durante il Covid”. “Abbiamo bisogno che tutti gli Stati membri s’impegnino in riforme fiscali coordinate a livello europeo, in modo da sviluppare politiche redistributive – aggiunge -. Molti combattono con la povertà, ma altri hanno guadagnato dalla crisi. Il contributo dei privilegiati è importante per ridurre le diseguaglianze”.
“Dobbiamo prendere sul serio il richiamo della presidente Lagarde e rendere definitivo l’indebitamento comune – sottolinea -. E’ necessario rendere permanenti le emissioni di debito comune e creare un Tesoro a livello europeo. Abbiamo avuto un grande successo con i bond di Sure e avremo un grande successo con quelli del Recovery. E’ un modello da rendere definitivo. Con bond europei potremmo impegnare la Bce nel finanziamento della transizione ecologica, che è anche uno strumento della ripresa. Si tratta di un tema decisivo che potrebbe consolidare davvero l’Unione”.
Alla domanda se pensa sia anche necessario e possibile cancellare i debiti contratti dai governi per rispondere al Covid, risponde: “E’ un’ipotesi di lavoro interessante, da conciliare con il principio cardine della sostenibilità del debito. Nella riforma del patto di stabilità dovremo concentrarci sull’evoluzione a medio termine di deficit e spesa pubblica in condizioni di crisi e non solo ossessivamente sul debito”.
“Se la linea di credito sanitaria del Mes fosse stata usata subito sarebbe stata utile – prosegue Sassoli -. Ma dobbiamo prendere atto che su quello strumento pesa il ricordo della crisi del 2008 e che ormai è anacronistico. Oggi quale paese con il Recovery, l’allentamento del Patto, Sure ed Eurobond si avvarrà del Mes? Nessuno. Dobbiamo essere pragmatici, ma dobbiamo anche dire che di fronte alla sofferenza che vediamo in tutti i paesi lasciare nel congelatore 400 miliardi sarebbe intollerabile. Per rendere utile il Mes serve discontinuità: è necessario riformarlo e renderlo uno strumento comunitario, non più intergovernativo”.
“Dobbiamo ragionare con una mentalità nuova – spiega -. Non solo sul Mes, ma più in generale sulla governance dell’Unione, che va riformata”. “Per cambiare il governo dell’Europa bisogna mettere mano ai trattati – aggiunge -. Innanzitutto per eliminare il diritto di veto in capo ai singoli governi, uno strumento anacronistico in quanto al giorno d’oggi servono decisioni rapide, anche a beneficio dei cittadini e degli stessi governi.
Servono nuovi trasferimenti di competenze, ovvero di poteri, dagli Stati nazionali all’Unione”.
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Coronavirus, Magrini “per i vaccini non serviranno troppi freezer”
ROMA (ITALPRESS) – Le fabbriche dei vaccini sono già al lavoro. “Aspettiamo la pubblicazione dei dati finali delle aziende farmaceutiche. Poi partiremo con approvazione e distribuzione”. Così Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, spiega in un’intervista a la Repubblica, come arriveremo di qui a un anno a vaccinare gli italiani contro il coronavirus.
“Pfizer ha predisposto contenitori ad hoc per il trasporto delle fiale. Sono pieni di ghiaccio secco e conservano i vaccini per 10 giorni. Lo stabilimento è in Belgio, a una giornata di camion da noi. Potremmo cercare di avere consegne periodiche frequenti e non avere bisogno di troppi freezer”.
In merito a quando avverrà la distribuzione “E’ solo un termine orientativo, ma Pfizer potrebbe consegnare all’Italia 3,4 milioni di dosi tra fine gennaio e metà febbraio – dice -. Poichè serve un richiamo, parliamo di 1,7 milioni di persone. I vaccini verrebbero consegnati in modo scaglionato per ridurre i problemi di stoccaggio. Il commissario Arcuri coordinerà la distribuzione alle regioni in base a un documento di programmazione del dipartimento prevenzione”. “L’ordine di vaccinazione per le prime dosi è già fissato – sottolinea -. Si parte con le persone più a rischio: operatori sanitari, forze dell’ordine, grandi anziani e ospiti delle Rsa. Parliamo di circa 10 milioni di persone. Ci vorrà qualche mese, a partire dalle prime consegne”. “Oltre all’età, via via decrescente – aggiunge -, l’ordine verrà deciso in base alla presenza di fattori di rischio”.
Sulla possibilità di altri vaccini in arrivo, annuncia. “Ne aspettiamo tre per la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo.
Sono Pfizer con BionTech, AstraZeneca con Oxford e Irbm, e l’americana Moderna. Altri dovrebbero arrivare all’inizio del 2021: Johnson&Johnson, Sanofi e, poco più avanti, l’italiana Reithera, che ha completato i test di fase uno con dati molto buoni. Nel mondo ci sono 45 vaccini in sperimentazione sull’uomo, 6 o 7 a circa sei mesi dal traguardo. E’ questione di tempo, ma non ci mancheranno le dosi per una copertura di oltre il 75%, per una immunità di gregge capace di frenare la circolazione del virus. Non vedo un rischio di accaparramento come è avvenuto da parte degli Usa con il farmaco remdesivir”.
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