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Anita “Garantire il ristoro agli autisti dei Tir fuori dalle autostrade”

ROMA (ITALPRESS) – ANITA rinnova al Governo italiano la richiesta già avanzata a fine ottobre di adottare misure che mettano i conducenti dei TIR, durante lo svolgimento della propria attività lavorativa, nelle condizioni di poter accedere senza difficoltà e restrizioni di alcun genere ai servizi igienici e di somministrazione di cibi o bevande nelle aree di sosta attrezzate per i veicoli industriali, in quelle interportuali e di scambio intermodale, nelle stazioni di servizio e rifornimento carburante lungo le strade di grande comunicazione e sulle strade statali dei territori non raggiunti dalla rete autostradale.
“Gestire in modo efficace l’emergenza sanitaria da COVID-19 vuol dire anche occuparsi delle necessità degli autisti dei mezzi pesanti che continuano incessantemente, con estrema dedizione al lavoro e impegno, a rifornire la collettività intera. Speravamo che la nostra richiesta fosse accolta nell’ultimo DPCM, ma con grande delusione abbiamo constatato che l’unica eccezione all’obbligo di chiusura anticipata alle ore 18 degli esercizi di somministrazione di cibi e bevande, è stato prevista nelle aree di servizio poste lungo il sedime autostradale. Evidentemente ciò non basta ad assicurare condizioni di lavoro accettabili, anche in termini di sicurezza, agli autisti”, spiega il presidente di ANITA, Thomas Baumgartner.
L’Associazione sottolinea inoltre che “i conducenti di TIR non percorrono solo le autostrade e che sono impegnati in attività lunghe e faticose tali da richiedere un adeguato riposo e ristoro, non solo in nome di un trattamento dignitoso ma in osservanza alla stessa normativa di settore. Il Governo non può non tenerne conto”.
(ITALPRESS).

Tg News – 13/11/2020

In questa edizione:

– Bce, la pandemia frena la ripresa
– Nel 2019 agriturismi in crescita del 4,1%
– Bankitalia, ok stop licenziamenti ma rischi per futuro
– DL ristori, erogato un miliardo alle imprese

Intesa-Ubi, accordo integrativo sulla cessione di filiali a Bper

MILANO (ITALPRESS) – In relazione all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Intesa Sanpaolo sulle azioni ordinarie di UBI Banca e sfociata nell’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo del controllo totalitario di UBI Banca il 5 ottobre scorso, oggi è stato concluso un accordo integrativo di quello vincolante, reso noto il 17 febbraio 2020, sottoscritto da Intesa Sanpaolo con BPER Banca per la cessione di un ramo d’azienda costituito da un insieme di filiali del Gruppo risultante dall’operazione e dai rispettivi dipendenti e rapporti con la clientela.
“Con tale accordo integrativo, è stata completata l’identificazione delle filiali e sono state individuate le persone da includere nel ramo – spiega Intesa Sanpaolo in una nota -. Il perimetro del ramo comprende 486 filiali dotate di autonomia contabile e radicamento dei rapporti giuridici con la clientela (7 in più rispetto a quanto precedentemente concordato) e 134 punti operativi (come ad esempio gli sportelli distaccati) funzionali al presidio commerciale della clientela delle filiali, privi di autonomia contabile. Le persone da includere nel ramo risultano pari a 5.107 e sono riferibili prevalentemente alla rete di filiali e punti operativi e alle aree di business Private e Corporate, cui si aggiungono quelle riferibili alle aree di governo di “semi-centro” a supporto dei presidi regionali e territoriali di coordinamento della rete del ramo e di “centro” per il rafforzamento delle funzioni centrali, di controllo e IT”.
“Allo stato, si confermano pienamente le prudenziali stime economiche relative all’apporto del Ramo alla Combined Entity (Gruppo BPER + Ramo) in coerenza con quanto già comunicato al mercato – spiega BPER in una nota -. Si conferma, altresì, il razionale strategico ed industriale dell’Operazione, in linea con gli obiettivi di crescita dimensionale e consolidamento del posizionamento competitivo del Gruppo BPER, rafforzandone sia la base di clientela che le quote di mercato in regioni di grande rilevanza economica dove attualmente BPER ha una presenza limitata”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Conte “Garantire distribuzione equa dei vaccini”

ROMA (ITALPRESS) – La sanità globale sarà in cima all’agenda della prossima presidenza italiana del G20. Ad annunciarlo il premier Giuseppe Conte intervenendo al Forum sulla pace di Parigi. Nell’illustrare i piani della prossima presidenza, Conte ha assicurato che l’Italia sarà “impegnata a sostenere il lavoro dell’Act Accelerator”, annunciando che assieme alla Commissione Europea “l’Italia ospiterà un ‘Global Health Summit’ nel 2021”, un importante vertice il cui scopo sarà concentrarsi “sulla risposta alla pandemia e sulla realizzazione di sistemi sanitari nazionali resilienti”. Conte nel suo intervento ha espresso fiducia: “L’Italia è pronta a contribuire nell’obiettivo di sconfiggere il virus, trasformando un destino collettivo migliore per noi e i nostri figli”.
Il premier ha poi ragionato sul fatto che “la seconda ondata della pandemia richiede che i governi prendano decisioni difficili chiedendo ai nostri cittadini sacrifici importanti”. Sul tema dei vaccini, ancora più centrale in questi giorni, Conte sottolinea che è “una volta disponibile” sarà “nostra responsabilità” garantire una distribuzione “in maniera sicura, tempestiva e ed equa nel mondo”.
(ITALPRESS).

Comitato insularità scrive a capigruppo Senato “Tenere alta l’attenzione”

CAGLIARI (ITALPRESS) – Tenere alta l’attenzione sul tema insularità, strumento per guardare con ottimismo al futuro e per consentire alla Sardegna di ripartire. E’ questo il messaggio che il presidente del Comitato per l’insularità, Roberto Frongia, e il Presidente del Comitato scientifico Maria Antonietta Mongiu lanciano ai Presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato in una lettera che pone l’accento sullo straordinario risultato fin qui ottenuto (l’approvazione della modifica dell’Articolo 119 della Costituzione da parte della Commissione Affari Costituzionali e la conseguente discussione che ne scaturirà) e sulle sfide future. “Pur nella consapevolezza del difficile momento che stiamo vivendo e dell’incertezza che il Covid 19 comporta – scrivono Frongia e Mongiu – dobbiamo prepararci al dopo, alla necessaria rinascita, nell’auspicio che il tempo, le decisioni della politica, e soprattutto i comportamenti responsabili di ciascuno di noi siano gli strumenti con cui il virus venga battuto e si faccia diventare l’attuale drammatica crisi un’insperata opportunità per ridisegnare il futuro, collettivo e individuale. Per far questo non possiamo che ripartire dagli eccezionali passi che, grazie al contributo di voi parlamentari della Sardegna, sono stati compiuti nel percorso che tutti i Sardi insieme stiamo costruendo perchè il principio di insularità rientri nella nostra Costituzione”. Per Frongia e Mongiu il momento storico impone decisione nelle scelte e attenzione verso i temi cruciali, quello dell’insularità in primis per il futuro dell’Isola. I rappresentanti del Comitato Scientifico ripercorrono il lavoro svolto, specialmente dal punto di vista economico, dato che il riequilibrio dei costi dell’insularità si quantifica in 5.700 euro annui a cittadino sardo per tutta la sua vita, esortando i parlamentari a tenere alta l’attenzione su un tema che ormai ha superato i confini della Sardegna e che ha avuto il merito di mobilitare, a tutti i livelli, la società sarda. La svolta di cui l’Isola ha necessità per intraprendere pienamente il percorso di riequilibrio della condizione di svantaggio che fino a ora ha caratterizzato i sardi e la Sardegna non può che essere la sostanza di quella battaglia, ovvero il riconoscimento del principio di insularità da parte dello Stato italiano.
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Marche, Latini “Rivedere obbligo mascherine in classe per i bambini”

ANCONA (ITALPRESS) – Fortissima preoccupazione per le conseguenze che potrebbe avere sui bambini l’obbligo di indossare le mascherine per tutto il tempo trascorso a scuola, anche se vengono rispettate le norme sul distanziamento. E’ quanto ha espresso l’assessore regionale all’Istruzione, Giorgia Latini, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e ai ministri Francesco Boccia (Affari regionali), Roberto Speranza (Salute), Lucia Azzolina (Istruzione). L’assessore condivide le osservazioni dei 21 sindaci marchigiani che hanno già inviato una nota – al Governo, alla Regione, all’Anci Marche, all’Ufficio scolastico regionale e al Garante per l’infanzia – per sottolineare i dubbi sull’obbligo di costringere i più piccoli a indossare i dispositivi di protezione per 5 – 8 ore giornaliere, anche se viene garantita la corretta applicazione delle disposizioni di prevenzione.
“Come mamma di due bambini – ha evidenziato l’assessore – sono preoccupata per questo utilizzo obbligatorio della mascherina e ringrazio i sindaci che hanno sottoscritto la lettera trasmessa alle istituzioni per sottolineare le preoccupazioni che l’ultimo Dpcm ha inevitabilmente innescato nei genitori, negli insegnanti e nelle amministrazioni locali”. Nella lettera inviata al Governo, Latini evidenzia la criticità di un provvedimento che impone l’obbligo “a partire dalla scuola primaria, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalla condizione di distanza”. Così come nello svolgimento dell’attività fisica in palestra, anche in presenza di un’adeguata aerazione e di un distanziamento interpersonale di almeno due metri. “In questi mesi, nelle scuole marchigiane – ricorda l’assessore – sono stati realizzati interventi di adeguamento delle aule e di ampliamento degli spazi, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza che hanno reso le scuole dei posti sufficientemente sicuri. Ora la misura in questione, aggiunta a tutte le altre già adottate, rischia di penalizzare fortemente i bambini ancora nel pieno della crescita fisica e psicologica. Confido in un autorevole intervento affinchè il Governo possa rivedere tale misura e renderla sostenibile” per la fascia più giovane della popolazione scolastica.
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Coronavirus, 37.978 nuovi casi e 636 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Tornano a salire i nuovi casi di coronavirus in Italia. Sono infatti 37.978 i nuovi contagiati contro i 32.961 di ieri. Aumentato anche il numero dei tamponi, 234.672 a fronte dei 225 mila di ieri. In aumento anche i decessi, 636 contro i 623 del giorno precedente. E’ quanto risulta dal bollettino del Ministero della Salute. Le persone attualmente positive nel Paese sono 635.054 con un incremento di 21.694. I dimessi/guariti oggi sono 15.645. I ricoverati con sintomi sono 29.873 (circa 400 in più rispetto al giorno precedente) dei quali 3.170 (+189) nelle terapie intensive. In isolamento domiciliare si trovano in 602.011 (+21.478). La regione con il maggiore incremento di positivi anche oggi è la Lombardia (9.291), seguita da Piemonte (4.787) e Campania (4.065).
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Doppio tampone negativo, Rossi sarà in pista a Valencia

VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Valentino Rossi sarà in pista nel weekend per il Gran Premio della Comunitat Valenciana. Il Dottore era risultato nuovamente positivo al coronavirus in un test a cui si era sottoposto martedì, ma i successivi due tamponi – eseguiti fra ieri e oggi – hanno dato esito negativo e dunque Rossi potrà salire in sella alla sua M1 già dalle libere di domani.
(ITALPRESS).