PALERMO (ITALPRESS) – “Se è vero quanto denunciato oggi dai media, circa la mancanza di strumenti fondamentali per la cura dei malati e circa la saturazione dei posti letto, rischiamo che a Palermo e in tutta la Sicilia si vada verso una strage annunciata. Se è vero che nei Pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere “quali pazienti provare a salvare e quali no”, si prefigurano scenari da “medicina di guerra” che, quali che ne siano i risultati e per quanto possa essere mastodontico l’impegno degli operatori medici e sanitari, porteranno comunque una lunga lista di lutti e tragedie umane e sociali”. Sono questi i due passaggi più “pesanti” di una lettera che il Sindaco Leoluca Orlando ha inviato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Regione Nello Musumeci, informandone il Prefetto Giuseppe Forlani. Il sindaco sottolinea di essere convinto che “la tutela della vita sia la priorità assoluta da parte di tutti”, ma allo stesso tempo che vi sono “messaggi a volte contraddittori che stanno arrivando, ancora in queste ore, e che rischiano di diventare un ostacolo al rispetto delle fondamentali norme di prevenzione. Ultimi fra i tanti, devo citare l’annuncio dato alla stampa dal competente assessorato regionale secondo cui “in Sicilia i negozi restano aperti la domenica” e i continui richiami ad una situazione che sarebbe “sotto controllo” rispetto alla capacità del sistema sanitario regionale di reggere all’impatto dei ricoveri in atto e previsti”. Quindi la richiesta formale a “chi ne ha competenza formale” di valutare “in tempi strettissimi l’adozione di provvedimenti tali da garantire controlli capillari e stringenti e strumenti per potenziare in tempi rapidissimi il sistema ospedaliero anche con soluzioni di emergenza”. E poi un appello alla responsabilità istituzionale che porti a “scelte importanti e significative con tempi sganciati da logiche burocratiche e di appartenenza politica” per dare “messaggi chiari ed univoci alla popolazione, che ha il diritto di conoscere la reale gravità della situazione e che noi rappresentanti istituzionali abbiamo il dovere di informare e indirizzare verso le scelte più giuste per il bene della collettività”.
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Coronavirus, Orlando “Verso strage annunciata in Sicilia”
Roglic vince la Vuelta, ultima tappa premia Ackermann
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Pascal Ackermann vince la
diciottesima e ultima tappa della Vuelta di Spagna 2020. Nella
passerella dall’Ippodromo della Zarzuela a Madrid, per un totale
di 139.6 km, il tedesco di Bora Hansgrohe si aggiudica la volata
conclusiva precedendo Sam Bennett (Deceuninck-Quick Step) e Max
Kanter (Team Sunweb). La capitale iberica incorona ufficialmente
Primoz Roglic per il secondo anno consecutivo maglia rossa: lo
sloveno della Jumbo-Visma trionfa davanti a Richard Carapaz.
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Coronavirus, 32.616 nuovi casi e 331 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Coronavirus in Italia sono 32.616. E’ quanto riporta il consueto bollettino del Ministero della Salute. Sul territorio nazionale sono stati effettuati 191.144 tamponi per un totale di 17.374.713 da inizio emergenza. Sono 331, invece, i decessi che portano il totale delle vittime a 41.394. Gli attuali positivi sono 558.636, mentre i casi totali dall’inizio della pandemia toccano oggi quota 935.104. Salgono a 335.074 i guariti. I ricoverati con sintomi sono 26.440 dei quali 2.749 sono ospitati nelle terapie intensive. Le persone che attualmente si trovano in isolamento domiciliare, invece, sono 529.447. Le regioni con la maggiore crescita di positivi sono Lombardia (6.318), Campania (4.601), Piemonte (3.884), Veneto (3.362) e Lazio (2.489).
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Tripletta di Mkhitaryan, la Roma vince 3-1 in casa Genoa
GENOVA (ITALPRESS) – La Roma passa 3-1 al Ferraris contro il Genoa e vola in classifica nel segno di Mkhitaryan. Dopo i primi 20′ di studio e l’uscita forzata di Spinazzola per problemi fisici ecco la fiammata dei giallorossi che mettono paura con il potente mancino di Mkhitaryan deviato sulla traversa da un ottimo intervento di Perin. La Roma è padrona del gioco, ma la manovra offensiva di Fonseca soffre l’assenza di Edin Dzeko, in isolamento per la positività al Coronavirus. Proprio quando sembra che il primo tempo stia per finire in parità, sull’ultimo pallone disponibile, i giallorossi passano in vantaggio: sul calcio d’angolo battuto da Veretout, Mkhitaryan anticipa tutti e da pochi passi batte di testa Perin. Nella ripresa sembra ripetersi il copione del primo tempo, e la prima occasione giallorossa arriva subito, in avvio, con un’incursione di Bruno Peres, il cui tiro impegna Perin. Ma improvvisamente il Genoa segna, al primo affondo. Scamacca imbuca Pjaca che lanciato in porta supera Lopez per il pareggio del “Grifone”. La partita cambia. La scelta di Maran di alzare gli esterni ha pagato e ora è il Genoa a tenere in mano il gioco. Ma la Roma al momento ha in Mkhitaryan l’uomo in più e così ancora l’armeno, messo davanti a Perin da un bell’assist di Bruno Peres, aggiusta le cose riportando in vantaggio i suoi al 61′. Anche per chiudere la gara, è Mkhitaryan a pensarci con una grande girata al volo al centro dell’area di rigore, a cinque minuti dalla fine. Nel finale gol dell’ex annullato a Destro per fuorigioco. Finisce 3-1 per i giallorossi, Mkhitaryan si traveste da Dzeko e regala la vittoria a Fonseca: è il sesto risultato utile consecutivo in campionato per la Roma.
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Per rilanciare l’Italia serve una presa di coscienza collettiva
Il nostro Paese deve ritrovare il senso della propria storia e i punti principali della sua forza morale e spirituale. Negli ultimi anni è sembrato rifugiarsi in sentimenti e risentimenti negativi, tutti sintomi di decadenza e di abbandono, tuttavia deve saper di nuovo reagire come nei migliori tempi passati attingendo a ogni energia presenti nella Nazione. Le forze più coscienti e consapevoli della partita in atto, devono unirsi per dare origine a una condizione virtuosa in grado di sconfiggere ogni attuale spinta verso l’autodistruzione, in modo tale da garantirci la salvezza. Da bambino, in campagna dove vivevo, sono rimasto impressionato dalla capacità dei muli e dei cavalli a rialzarsi dopo essere inciampati e caduti a terra. Assistere a questi eventi accennati, mi hanno insegnato come sia decisivo coordinare perfettamente ogni muscolo del proprio corpo per sprigionare la forza necessaria per tornare sui propri piedi.
Si sa, muli e cavalli sono corpulenti e gli arti inferiori, anche se snelli e muscolosi, fanno fatica a pareggiare la forza necessaria per far fronte alla sproporzione del loro peso, nell’atto di rialzarsi. Infatti, questi quadrupedi, coordinando istintivamente la spinta della contrazione di ogni muscolo nel medesimo istante, riescono con eleganza e sicurezza a riassicurarsi la propria posizione naturale in piedi. Anche l’Italia in questa epoca è a terra e ha la pressante necessità di rialzarsi per riassicurarsi il suo posto nel novero delle maggiori potenze industriali, garantendo al suo popolo la prosecuzione della propria prosperità e coesione sociale. Ma ha bisogno che tutte le proprie energie si esprimano come fossero una sola. Prendiamo ad esempio la produttività del nostro sistema che si è fermata già prima del lockdown. Dal 2014 al 2019, la produttività In Italia si è espressa a +0,2% contro una media dell’1,3% della Unione Europea. Nel periodo 1995-2019 la crescita italiana è stata dello 0,9% rispetto alla media europea che si è attestata all’1,9%.
Si potrebbe continuare ancora con la lettura di altri indicatori riguardo la nostra salute economica, ma già questi elementi bastano e avanzano a segnalare che le cose non vanno. Dietro questi due dati si appalesano il malfunzionamento dei fattori più importanti dello sviluppo come le tasse eccessive, il costo alto dell’energia, scuola e università largamente insufficienti, infrastrutture materiali e immateriali deboli, pubblica amministrazione disastrosa, sistema istituzionale e politico in grande confusione ed affanno, il Mezzogiorno tagliato fuori da ogni processo economico, così anche la disastrosa condizione della demografia. Anche i fatti relativi della crisi sanitaria che stiamo vivendo, denunciano gravemente la crisi del nostro sistema politico e amministrativo. Insomma, le accentuate difficoltà a governare le vicissitudini economiche e persino quelle relative alla pandemia, hanno origine da tempo da una unica matrice: la incapacità della società italiana a prendere sul serio ogni sfida, frastornata e incapsulata com’è nelle certezze passate, incapace di comprendere le sfide che questo tempo ci chiama ad affrontare.
Se non fosse così, non si giustificherebbero molte fughe dalle proprie responsabilità di governanti e oppositori, di un sistema di informazione in gran parte impegnata a produrre confusione, di una società civile senza profeti. Ecco, chiunque abbia coscienza della situazione di degrado galoppante, dovrà unirsi per far crescere ogni profezia di speranza per non morire. L’unione di ogni energia consapevole e responsabile del paese dovrà unificare gli sforzi. Ritardare ancora l’iniziativa coraggiosa e indispensabile nel voler risalire la china, sarà pagata con costi altissimi dagli italiani.
Raffaele Bonanni
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Torino-Crotone termina a reti inviolate
TORINO (ITALPRESS) – Finisce senza reti lo scontro tra Torino e Crotone. Allo stadio Olimpico Grande Torino, gara poco emozionante, che ha premiato la solidità e la determinazione mostrata dalla squadra calabrese. Tanto da rivedere, invece, per i padroni di casa, che non sono mai sembrati in grado di incidere in modo concreto sul risultato del match. L’inizio di gara è “bloccato” e per assistere alla prima azione da gol bisogna attendere sino al 24′: direttamente da calcio di punizione, Cigarini tenta la conclusione a giro dai trenta metri; la mira dell’ex Cagliari lascia però a desiderare e il pallone finisce alto sopra la traversa difesa da Sirigu. Il match stenta a decollare ma in pieno recupero, al 46′, il Crotone di Stroppa scuote le fondamenta del bunker difensivo granata con Pereira che, da fuori area, calcia un diagonale velenosissimo; il pallone sembra inevitabilmente diretto verso la porta avversaria, ma Sirigu manda in angolo. Al ritorno sul campo, il Crotone preme e il Torino, in difficoltà, ma al 70′ è il Torino a metter paura agli squali con Lukic che, in progressione offensiva, dal limite dell’area manca l’assist vincente per Belotti che, tutto solo, si dispera per l’occasione mancata. La risposta dei calabresi non tarda ad arrivare e, al 75′, Messias si libera in area granata e in diagonale calcia forte col sinistro di prima intenzione ma Sirigu, ancora una volta, dice di no. Gli ultimi minuti di gara sono tutti a favore dei padroni di casa che all’83’ sfiorano la rete con Gojak che, dalla destra, crossa al centro dell’area ma il pallone, deviato da Luperto (espulso nel finale per doppia ammonizione), s’infrange sul palo e per poco non beffa Cordaz.
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Landini “La pandemia ha fatto emergere le disuguaglianze”
ROMA (ITALPRESS) -“Questa pandemia ha fatto emergere anche il livello delle disuguaglianze. Fino all’estate dei risultati erano stati raggiunti, poi c’è stato un elemento di sottovalutazione di quello che stava avvenendo; si è dato il senso di aver risolto i problemi”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a “Mezz’ora in più” su Rai3.
“Abbiamo posto il tema, e per questo i lavoratori hanno anche scioperato, di poter lavorare garantendo la salute delle persone – aggiunge -. Si è fatto un protocollo sulla sicurezza che è diventato legge sancendo che si doveva lavorare a determinate condizioni fino ad arrivare a dire che si poteva utilizzare la cassa integrazione non pagata dalle imprese per mettersi in regola e questo ha prodotto una copertura di ammortizzatori sociale a tutte le varie forme di lavoro. E poi si è arrivato al blocco dei licenziamenti e questo non è successo in altri Paesi d’Europa. Oggi il punto che io vedo è che dobbiamo affrontare la situazione non per tornare a come eravamo prima della pandemia”, ha concluso Landini.
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Miranchuk risponde a Lautaro, Atalanta-Inter 1-1
BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce in parità tra Atalanta e Inter. All’iniziale vantaggio di Lautaro Martinez risponde Miranchuk. Gli uomini di Conte, dopo la sconfitta in Champions League contro il Real Madrid, subiscono una mezza battuta d’arresto, mentre i bergamaschi, reduci dal pesantissimo ko contro il Liverpool, mancano il sorpasso sulla Juventus e rimangono al quinto posto in classifica. Avvio guardingo e a ritmi bassi da parte di entrambe le formazioni che cercano di prendere le misure e gestire il pallone. Il primo vero squillo del match arriva solo al 18′ con Freuler che fa partire un tiro-cross che per poco non sorprende Handanovic. L’estremo difensore nerazzurro riesce in qualche modo a togliere la sfera sulla linea. La risposta degli uomini di Conte arriva al 25′ con il bel colpo di testa di Vidal che di un soffio termina alto. Nella ripresa gli ospiti aumentano i giri e centrano la rete del vantaggio al 58′: cross al bacio di Young dalla sinistra, fantastica la girata di testa di Lautaro che supera Sportiello. Sulle ali dell’entusiasmo l’Inter prova a chiudere definitivamente la partita ma un grande Sportiello salva prima su Vidal e dopo su Barella, mantenendo il risultato sull’1-0. A dieci minuti dalla fine arriva il pareggio degli uomini di Gasperini che con un’azione prolungata liberano Miranchuk al limite dell’area. Il mancino del centrocampista russo, al suo esordio in Serie A, passa sotto le gambe di Bastoni e si infila all’angolino.
(ITALPRESS).








