ROMA (ITALPRESS) – E’ di almeno quattro morti il bilancio delle vittime dell’attentato avvenuto ieri sera a Vienna. Una quindicina sono i feriti. Ucciso un attentatore, che sarebbe stato simpatizzante dell’Isis, secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer. Un commando terroristico ha preso di mira passanti e avventori dei locali nel centro della capitale austriaca, non lontano da una sinagoga. Gli assalitori hanno sparato sulla folla con fucili. I primi spari sono stati esplosi intorno alle 20 nella Seitenstettengasse, poi il commando terrorista avrebbe iniziato a fuggire sparando in sei punti diversi della città.
Il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer ha invitato i viennesi a rimanere a casa ed evitare il centro città.
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Vienna sotto attacco terroristico, il bilancio è di 4 morti
Maradona in ospedale, il medico “E’ triste, utili degli accertamenti”
LA PLATA (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Niente di grave, solo accertamenti dovuti a una situazione di disidratazione e anemia derivante da problemi di alimentazione e legata a un fattore emotivo. Leopoldo Luque, medico di Diego Armando Maradona, rassicura tutti sulle condizioni dell’ex Pibe de Oro, ricoverato ieri in una clinica di La Plata, l’Instituto Ipensa. Niente coronavirus nè ictus, solo dei controlli. “Ho detto io stesso a Diego di ricoverarsi, all’inizio non voleva ma poi ha accettato. E’ un paziente complicato, non è ubbidiente come altri. Con gli altri pazienti è più facile, perchè dai loro delle indicazioni e le seguono. Ma se si trova qui è perchè lo vuole anche lui”, ha spiegato Luque, improvvisando una conferenza stampa poco fuori dalla clinica. “E’ molto difficile essere Maradona – ha proseguito – Diego è una persona che alterna momenti eccellenti ad altri che non lo sono e credo che portarlo qui possa aiutarlo. Ha la sua età, molte pressioni”. L’ex Pibe de Oro dovrebbe restare in clinica “almeno tre giorni” e non è da escludere che già nel fine settimana possa essere in panchina per guidare il Gimnasia nella Coppa di Lega. Prima, però, deve rimettersi in sesto. “Psicologicamente sta male e questo si ripercuote sull’alimentazione e sul corpo – ha sottolineato ancora il medico – L’ho visto triste, non mi piaceva”.
Secondo i media argentini, dietro questo malessere del Diez ci sarebbe una crisi depressiva: “E’ ferito, senza voglia di mangiare, di parlare. Il compleanno ha smosso molte cose, ha il cuore a pezzi”, raccontano a “Olè” fonti vicine all’ex calciatore. Maradona avrebbe infatti voluto tutti i figli vicini a sè in occasione del suo 60esimo compleanno, festeggiato venerdì scorso, ma causa pandemia non è stato possibile.
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Covid, San Marino: Pedini Amati “Nuove misure se contagi ancora su”
SAN MARINO (ITALPRESS) – Peggiorano anche nella Repubblica di San Marino i dati sui contagi da coronavirus.
“Purtroppo il contagio da Covid-19 non tende a diminuire – afferma Federico Pedini Amati, segretario di Stato per il Turismo -. Se gli ospedalizzati dovessero aumentare troppo di numero nelle Regioni limitrofe e in Repubblica, inevitabili nuove misure restrittive anche a San Marino. Eventi e mondo del Turismo, dopo la salute che rimane al primo posto, a forte rischio default”.
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Terrorismo, Vienna colpita al cuore da un commando
ROMA (ITALPRESS) – Un attacco terroristico è stato messo a segno stasera nel centro di Vienna, vicino alla sinagoga.
Intorno alle 20, secondo le prime ricostruzioni, un commando avrebbe colpito nel cuore della capitale austriaca. Un poliziotto sarebbe stato ucciso. I componenti del commando si sarebbero poi sparpagliati in altre zone della città, esplodendo colpi di arma da fuoco contro clienti dei locali pubblici e passanti.
Non è ancora noto quanti sono i feriti e quante le vittime.
La polizia a tarda serata su Twitter conferma: “intorno alle 20 sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco, a cominciare dalla Seitenstettengasse. Diversi sospetti armati di fucili hanno esploso dei colpi in sei diversi zone. Una persona è deceduta, diversi i feriti (un ufficiale incluso. Un sospetto è stato colpito e ucciso da agenti di polizia”.
L’impressione che si ha dalle prime notizie è che l’attacco sia stato condotto da un commando ben organizzato con un piano definito.
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Barak trascina il Verona, 3-1 contro il Benevento
VERONA (ITALPRESS) – La doppietta di Barak e il punto esclamativo di Lazovic fanno volare il Verona. Il Benevento cede per 3-1 al Bentegodi tra le proteste mentre l’Hellas raggiunge, dopo sei giornate di campionato, squadre dal calibro di Inter, Roma e Napoli a quota 11 punti. Gli scaligeri impiegano 17′ per sbloccare il punteggio, segnando per la prima volta in campionato nella prima metà di gara. Kalinic libera col tacco Zaccagni sulla sinistra, palla al centro per Barak che batte da pochi passi Montipò. La reazione del Benevento c’è ma sbatte sui guantoni di Silvestri. Il portiere dell’Hellas dice di no a Insigne in un paio di occasioni e alla conclusione da fuori di Caprari, mentre Dabo su calcio d’angolo stacca più in alto di tutti ma non inquadra lo specchio. Il meritato pareggio per il Benevento arriva al 56′: Caprari illumina con un filtrante per Lapadula, l’ex centravanti del Milan sorprende Silvestri sul primo palo e mette fine all’imbattibilità casalinga dell’Hellas. Le Streghe, a segno per la prima volta nella propria storia per sei gare di fila in Serie A, devono però inchinarsi ancora una volta a Barak: il ceco, a differenza del primo gol siglato, pesca il jolly con un esterno che si infila nel sette e non lascia scampo a Montipò. Il Benevento accusa il colpo, il Verona è sfortunato con il legno colpito da Kalinic ma la partita cambia al 73′ con il rosso a Caprari. Il giocatore del Benevento reclama per un contatto sospetto in area con Tameze, Sacchi non è richiamato dal Var e il numero 17 viene espulso per proteste. In superiorità numerica è dunque il colpo di testa di Lazovic al 77′ a regalare agli uomini di Juric un finale in gestione.
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Conte “Rispettiamo il Real ma ci giochiamo le nostre carte”
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Firmare per un pari? Non posso firmare per un risultato ancora prima di giocare. E’ una partita molto importante, abbiamo grande rispetto del Real Madrid ma vogliamo giocarci le nostre carte e che vinca il migliore”. Antonio Conte e la sua Inter sono sbarcati in Spagna senza timori, per quanto la sfida di domani contro i blancos possa diventare decisiva per il cammino in Champions. Zidane non ha esitato a definirla come una finale. “E’ una partita della fase a gironi, importante sia per noi che per il Real, due squadre che ambiscono ad andare avanti – replica Conte – Sappiamo che sarà una partita dura, difficile, contro una squadra attrezzata per vincere questa competizione: lo dimostra la storia, quello che hanno fatto, quello che sono tutt’ora. Noi veniamo però a giocarci la nostra partita, con le nostre armi, cercando di dare seguito alle buone prestazioni che stiamo facendo”. Conte non si sbilancia sull’impiego di Sanchez (“oggi è tornato ad allenarsi per la prima volta”) mentre su Zidane, suo compagno di squadra ai tempi della Juve, racconta: “Io da calciatore ho sempre pensato al dopo, che sarebbe stato fare l’allenatore. Zizou non so, ma è stato un piacere giocare al suo fianco e correre per lui, anche se in allenamento – dove si lavorava tanto – era sempre in prima fila. Come persona, poi, era eccezionale, si è sempre fatto volere bene”.
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Sorge e la ventata nuova della “Primavera” di Palermo
di Raffaele Bonanni
È tornato alla Casa del Padre Bartolomeo Sorge, Sacerdote della Compagnia di Gesù. Instancabile formatore e pensatore, acuto politologo e teologo. Il suo pensiero e le sue opere hanno hanno sensibilmente influenzato molti cattolici italiani e formato giovani di diverse generazioni. Anche io personalmente ho potuto conoscerlo appena trentenne a Palermo presso il Centro di Formazione Politica Pedro Arrupe nel corso degli anni 80. Ancora ricordo l’emozione quando con molti giovani lo accogliemmo nel ‘Centro’ di via Franz Lehar, luogo privilegiato dei giovani cattolici siciliani per i propri convegni, seminari, corsi di preparazione al sociale e alla politica.
Il suo atteso arrivo, nel pieno delle nostre attività di sensibilizzazione, venne vissuto come una grande conferma per l’azione costante che stavamo esercitando in Città per il rinnovamento della politica e delle istituzioni palermitane. Era il tempo di un grande protagonismo giovanile per rivitalizzare speranze e impegni, e il suo incondizionato e immediato aiuto, insieme alla benevola considerazione del carismatico Cardinale Salvatore Pappalardo, produsse una forte ventata nuova che si trasformò nella ‘primavera di Palermo’. In ogni assemblea mensile presso il Centro Arrupe, che lo vedeva sempre presente ad incoraggiare all’impegno, campeggiava sempre ‘Rinnovare Palermo nel segno della vita e della speranza’, che divento’ lo slogan che accompagnò quella stagione straordinaria. Lo incontrai di nuovo verso la metà degli anni Novanta invitandolo a stare con giovani sindacalisti per tre giorni in un seminario per cercare di scrutare i tempi nuovi dopo la cosiddetta ‘tangentopoli’ che aveva sconquassato il sistema politico.
Nella società italiana, in quegli anni, il bipolarismo aveva già radicalizzato lo scontro politico, e volevamo approfondire, impazienti come eravamo, di come e quando si potesse ritornare alla ordinarietà di un sistema politico più equilibrato e rassicurante per il mondo del lavoro. Puntuale e profondo come sempre, preparò un lavoro proprio per quella occasione. Sosteneva che progressivamente si sarebbe giunti a un sistema politico diverso da quello dominante in quegli anni, arrivando con il tempo a realtà di sinistra e di destra sempre più moderate, nella considerazione che gli italiani non amano gli eccessi e dunque ci attendeva una realtà più rassicurante. La sua analisi era circostanziata e densa di precisazioni e avvinse ciascuno nella discussione. Alla domanda di quanto tempo dovevamo aspettare secondo lui perché potesse finire ‘il bipolarismo distruttivo’, rispose con un sorriso appena accennato, che sarebbero stati necessari decenni, nella considerazione che per svariate situazioni, il processo di mutazione avrebbe richiesto molto tempo.
In effetti quella risposta ci meraviglio’ ed ebbe l’effetto di una doccia gelata. Ma aveva ragione: siamo qui ancora ad aspettare che qualcosa muti.
Coronavirus, Boccia “Con regioni ed enti locali massima collaborazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Il quadro epidemiologico vede una diffusione del contagio in tutto il Paese con alcuni territori che necessitano di interventi di maggior restrizione, a tutela massima delle reti sanitarie. Alle misure nazionali unitarie si sommeranno misure territoriali correlate alla condizione epidemiologica della singola regione. Da parte del governo c’è la totale disponibilità nel garantire ristori in tempi immediati per le attività dei territori che attueranno misure ulteriormente restrittive”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine del confronto con le Regioni e gli Enti locali sulle nuove misure di contenimento del virus. “La salute e la difesa della vita hanno per il governo la priorità assoluta e così come avvenuto nella prima fase, ogni esigenza economica sarà oggetto di interventi immediati che hanno dimostrato di essere poi in grado di far ripartire il Paese come è già accaduto nel terzo trimestre”.
“Anche questa seconda ondata di contagio che ha toccato tutti i Paesi europei, va affrontata con rigore massimo e con la leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali alla quale ci richiama la Costituzione e che ci ricorda continuamente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella” conclude il ministro Boccia.
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