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Dai droni nuove frontiere per la previsione delle eruzioni vulcaniche

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Un team internazionale guidato dall’UCL (UK), e che include il gruppo di ricerca di Vulcanologia del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare – DiSTeM dell’Università di Palermo, ha sviluppato e utilizzato una nuova tecnologia basata sull’uso dei droni per la misura dei gas vulcanici emessi dai vulcani attivi.
La ricerca è stata condotta sul vulcano Manam in Papua Nuova Guinea, e i risultati conseguiti consentiranno alle comunità locali di prevedere meglio le future eruzioni, e alla comunità scientifica internazionale di meglio comprendere come i vulcani contribuiscono al ciclo globale del carbonio, che gioca un ruolo chiave nel sostenere la vita sulla Terra.
I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Science Advances dell’AAAS – American Association for the Advancement of Science, dimostrano per la prima volta come l’uso combinato di misurazioni aeree, da terra e satellitari permetta di esplorare i vulcani più inaccessibili e attivi del pianeta.
La ricerca è stata condotta nell’ambito del progetto ABOVE del Deep Carbon Observatory una comunità globale di scienziati impegnati in una ricerca decennale (finanziata dalla Alfred P. Sloan Foundation di Washington) finalizzata a una migliore comprensione del ciclo naturale terreste del carbonio. Il progetto ABOVE ha coinvolto specialisti dal Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Italia, Svezia, Germania, Costa Rica, Nuova Zelanda e Papua Nuova Guinea, le cui expertise spaziano dalla vulcanologia all’ingegneria aerospaziale.
I ricercatori hanno ideato nuove soluzioni tecnologiche per la misurazione delle emissioni di gas rilasciate in atmosfera dai vulcani attivi, utilizzando droni a lungo raggio. Tali innovative tecniche sono state messe alla prova durante una campagna di terreno nella remota isola vulcanica di Manam.
Con un diametro di 10 km e un’elevazione di 1800 m sul livello del mare, il vulcano Manam si trova su un’isola a 13 km dalla costa nord-orientale della Papua Nuova Guinea. Studi precedenti avevano individuato nel Manam uno tra i maggiori emettitori di anidride solforosa (SO2) al mondo. Tuttavia, nulla era noto (prima di questo studio) sulla sua produzione di CO2 vulcanica.
Le emissioni di CO2 vulcanica sono difficili da misurare a causa delle alte concentrazioni nell’atmosfera di background, che impongono la necessità di eseguire le misurazioni in prossimità delle aree crateriche sommitali. Nei vulcani attivi e pericolosi come il Manam, i droni rappresentano l’unico modo per realizzare le misure in condizioni in sicurezza. Tuttavia, fino a oggi, i voli con droni “oltre la linea di vista” erano raramente stati tentati in ambienti vulcanici, in considerazione delle sfide tecnologiche che questi richiedono.
Utilizzando nuovi sensori di gas e spettrometri miniaturizzati, e progettando innovativi dispositivi di campionamento attivabili in maniera automatica, il team è stato in grado di far volare il drone fino a 2 km di altezza e 6 km di distanza, e di raggiungere la cima del Manam ove eseguire le misurazioni.
Fra i vari parametri osservati, è stato determinato il rapporto di abbondanza fra CO2 e SO2 nei gas vulcanici. La conoscenza di questo parametro è fondamentale per determinare la probabilità del verificarsi di un’eruzione, poiché aiuta i vulcanologi a stabilire la profondità alla quale il magma risiede. Queste nuove conoscenze sono pertanto preziose per aiutare i programmi di monitoraggio e mitigazione della pericolosità vulcanica sull’isola di Manam che, sebbene remota, conta una consistente popolazione locale. Le ultime grandi eruzioni del Manam, tra il 2004 e il 2006, hanno devastato vaste porzioni dell’isola, e hanno costretto una popolazione di circa 4.000 persone a spostarsi verso la terraferma; i loro raccolti sono stati distrutti, e le risorse idriche contaminate.
Emma Liu (UCL Earth Sciences), responsabile del progetto, ha dichiarato che “il vulcano Manam non era stato studiato nel dettaglio in passato, ma i dati satellitari confermavano le sue consistenti emissioni di gas. L’osservatorio vulcanologico locale (Rabaul Volcanological Observatory), nonostante le modeste risorse disponibili, svolge un carico di lavoro incredibile, e ha favorito i contatti con la comunità che vive sull’isola di Manam, indispensabili per la buona riuscita della campagna”.
A seguito del lavoro sul campo, svolto nel maggio 2019, i ricercatori hanno raccolto fondi per acquistare computer, pannelli solari e altre tecnologie per consentire alla comunità locale – che da allora ha messo insieme un gruppo di emergenza per la mitigazione delle catastrofi naturali – di comunicare via satellite dall’isola, e di coadiuvare le azioni di monitoraggio del Rabaul Volcanological Observatory.
Le emissioni vulcaniche rappresentano la principale sorgente naturale al ciclo naturale del carbonio sulla Terra – il movimento del carbonio tra interno della terra, atmosfera e oceano. Tuttavia, le conoscenze attuali sulle emissioni globali di CO2 dai vulcani sono incomplete e frammentarie – a oggi, le misurazioni del flusso di CO2 sono state limitate a un numero relativamente piccolo dei 500 vulcani in degassamento sul Terra. La comprensione dei fattori che controllano le emissioni di carbonio vulcanico oggi aiuterà a comprendere l’evoluzione del clima nel passato geologico, e quindi come questo potrebbe rispondere in futuro in risposta alla continua e massiccia iniezione di CO2 ad opera del’uomo.
Uno dei co-autori dello studio, Alessandro Aiuppa (Università di Palermo), ha descritto i risultati dello studio come “un vero progresso in campo vulcanologico”, aggiungendo: “Dieci anni fa, i vulcanologi si sarebbero dovuti limitare a osservare a distanza le emissioni di un gigante in attività come il Manam, e immaginare quanto intense fossero le sue emissioni di CO2. Oggi, possiamo utilizzare i droni per volare attraverso i gas craterici, e misurane la composizione”.
“Il carbonio rilasciato dal vulcanismo globale rappresenta oggi meno dell’uno per cento del bilancio totale delle emissioni totali, che è dominato dalle attività umane”, afferma Aiuppa. “In pochi secoli, gli esseri umani si sono sostituiti ai vulcani nel determinare il bilancio della CO2 nell’atmosfera”.
Tobias Fischer (Università del New Mexico), co-autore della ricerca, ha aggiunto che “per comprendere i fattori trainanti del cambiamento climatico, è necessario comprendere il ciclo del carbonio nella terra. Volevamo quantificare l’emissione di carbonio dal Manam perché questo rappresenta uno dei principali emettitori di anidride carbonica vulcanica. Volevamo inoltre stabilire l’origine del carbonio emesso, e a tal fine abbiamo misurato la sua composizione isotopica per risolvere i rispettivi contributi dal mantello terrestre, dalla crosta e dai sedimenti subdotti sotto il vulcano”.
Lo studio apre nuove prospettive per il monitoraggio dei vulcani attivi, e per una migliore comprensione del flusso di anidride carbonica (CO2) rilasciata dai vulcani a livello globale.
(ITALPRESS).

RONALDO SALVA PIRLO, SASSUOLO NUOVA ATALANTA, IBRA COME MATTHEWS

Cattiveria del giorno: entra Ronaldo, segna, la Juve vince, Pirlo sembra (sembra) sollevato, il tifoso juventino (moderato) commenta: “Con uno così potrei allenare anch’io”. Sì, c’è anche Morata-gol, ma CR7 non va in fuorigioco come lui. Colpisce e uccide (metaforicamente) con quel sorriso da re dei cinici gli avversari che non hanno un campione o non sanno servirsene. Vincenzo Italiano è bravo e ha anche un bel nome, ma dovrà battersi per la salvezza, altri traguardi credo siano vietati. Vedi poi il Torino, che il campione c’è l’ha, Belotti, ma non ha l’allenatore: anche Cairo (auguri a parte) sta perdendo la scommessa Giampaolo; mentre la Lazio, che ha contato sulle punte delle dita i giocatori lasciatele dal Covid, ha un Inzaghi “sanitario” che guarisce anche Immobile (chissà se a Torino se lo ricordano, Ciro).
E il Napoli? Applausi, fischi, esaltazione, depressione, qualità tante ma un fastidioso senso d’immaturità che affligge una squadra degna di battersi con la Juve in cantiere (l’immagine piace a Gattuso che a sua volta ha però lavori in corso) e l’Inter mai nata. (Bravo comunque Gennaro che rifiuta, dopo la batosta, di parlare del contratto; c’è gente che chiederebbe a un uomo in lutto che film si vedrà la sera in tivù…).

Il Napoli perde al San Paolo col Sassuolo come un tempo si faceva sorprendere dall’Atalanta. E il Sassuolo è l’Atalanta di questo campionato. E De Zerbi – che tengo amabilmente sottocchio dai tempi di Benevento, purtroppo ignorato dal Napoli – è il nuovo Gasperini, pensatore, masticatore e produttore di un calcio vero che parte dalla banale (anche rara) costruzione di una squadra. Il Sassuolo è giustamente secondo in classifica, mi vien da pensare che peso politico avrebbe se non fosse il club di un piccolo ricco centro operoso dell’Emilia dei miracoli. E il Milan – finalmente, se non altro per il recupero di una grande alla sfida vinta fino alla noia dalla Juve solitaria – è giustamente primo, nonostante l’avversione (oggi silente) della critica intellettuale alle scelte tecniche del giovane Maldini: Pioli al posto di Giampaolo (il presunto Guardiola de noantri massacrato dalla Lazio), Pioli al posto di Rangnick, una sorta di mago Otelma senza verifiche definitive. Pioli è il mister dei giovani, di Saelemaekers, Leao, Bennacer, Dalot, Brahim, Tonali, Calabria, Hernandez. E di Ibrahimovic, il più giovane (quasi) quarantenne del calcio mondiale. Pensando a Stanley Matthews (che giocò fino a cinquant’anni) lo chiamerei già Sir Ibra.
(ITALPRESS).

Divisione insurance Intesa Sanpaolo gestirà fondi sanitari Fca e Cnh

MILANO (ITALPRESS) – La Divisione Assicurativa di Intesa Sanpaolo, attraverso Intesa Sanpaolo RBM Salute, si è aggiudicata la gestione dei fondi sanitari integrativi contrattuali dei Gruppi Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e CNH Industrial. In totale i fondi Fasif e Fisdaf assistono circa 170 mila persone.
Il fondo FASIF, che si rivolge ai dipendenti (operai, impiegati e quadri) dei Gruppi FCA e CNH Industrial e delle altre società aderenti al fondo, garantendo assistenza anche ai loro nuclei familiari e ai prosecutori volontari, sarà coperto integralmente dalla nostra Compagnia.
Per il fondo Fisdaf, che si rivolge ai dirigenti in servizio e in quiescenza dei Gruppi FCA e CNH Industrial e delle altre società aderenti, inclusi i loro nuclei familiari, la compagnia gestirà la copertura integrativa contrattuale, ampliandone la portata su gran parte delle prestazioni previste fino a concorrenza della spesa sostenuta presso le strutture sanitarie convenzionate con il network messo a disposizione da Intesa Sanpaolo RBM Salute.
La durata dell’accordo è quadriennale con facoltà di rinnovo differenziate per i due Fondi.
“Grazie a questo accordo – dichiara Nicola Maria Fioravanti, AD di Intesa Sanpaolo Vita e Responsabile della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo – si rafforza ulteriormente una partnership con un grande gruppo internazionale come FCA, mettendo a disposizione le nuove competenze specialistiche, acquisite con l’integrazione di RBM Salute nel nostro Gruppo. Come Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo, in particolare, siamo onorati di poter offrire al personale e ai pensionati dei Gruppi FCA e CNH Industrial le nostre proposte assicurative a protezione della salute. Soluzioni che si caratterizzano per un alto livello di servizio, in linea con l’attenzione che il Gruppo Intesa Sanpaolo rivolge da sempre a tutti i propri clienti, famiglie e imprese”.
(ITALPRESS).

Di Francisca ancora mamma “Guarderò Tokyo in tv”

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Elisa Di Francisca appende definitivamente il fioretto al chiodo. “Aspetto un figlio, scelgo la vita”, l’annuncio in un’intervista esclusiva a ‘Il Corriere della Sera’ con cui saluta le pedane per dedicarsi al ruolo di mamma. La fiorettista jesina, in forza alle Fiamme Oro, che ha al collo le due medaglie d’oro olimpiche conquistate ai Giochi di Londra2012, l’argento olimpico individuale vinto a Rio2016, ben 7 titoli mondiali e 13 medaglie d’oro continentali, ha reso pubblica la sua seconda gravidanza e, quindi, la scelta di “guardare Tokyo dalla tv”. “Di fronte all’incertezza di un’Olimpiade ancora in bilico – ha dichiarato la fiorettista classe 1982 – ho deciso di aggrapparmi al valore che mi hanno trasmesso i miei genitori, la famiglia, e di credere in un mondo migliore. Ho sempre desiderato una famiglia numerosa. Appena partorito Ettore non vedevo l’ora di rimanere di nuovo incinta. Ma avevo ricominciato con il fioretto, avevo deciso di arrivare fino a Tokyo: con mio marito Ivan si era detto di aspettare. Con il rinvio dei Giochi, lo scorso marzo in pieno lockdown, ero caduta in una specie di oblio mentale. Ero divisa tra la voglia di fermarmi e la promessa che avevo fatto di continuare, con tutti i sacrifici che avrebbe comportato”. Di Francisca, nei giorni scorsi, prima di rendere pubblica la gravidanza e la decisione sulla sua attività agonistica, aveva informato in maniera riservata sia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che il numero uno della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso. “Entrambi – ha confessato l’olimpionica di Londra2012 – hanno avuto una reazione che me li ha fatti stimare ancora di più: mi hanno capita come donna, benché per loro io sia innanzitutto un’atleta e la possibilità di una medaglia in più in Giappone contasse molto per tutti e due”. “Con la scelta di Elisa Di Francisca si chiude un ciclo – commenta il presidente della Fis, Scarso – Elisa è stata per anni un’atleta di punta della nostra Nazionale ed ha portato la scherma azzurra e l’Italia sui podii di tutto il mondo. Ho grande rispetto per la sua scelta che la vede dare priorità al suo essere donna e madre rispetto all’essere atleta agonista. Ho anche molto apprezzato il suo stile: comunicare questa decisione in via riservata ed in anticipo rispetto all’esposizione pubblica sia a me che al presidente del Coni, attesta sia il rispetto istituzionale ma anche quel senso di ‘famiglia’ che ha avvertito nei confronti della Federscherma. Personalmente l’ho ringraziata, senza voler celare la sincera commozione, per tutto quello che ha dato alla scherma ed allo sport, sia in pedana e sia in termini di riconoscibilità mediatica e promozione. Elisa – conclude Scarso – è e rimarrà donna di scherma e soprattutto straordinaria risorsa quale testimonial dei valori sportivi”.
(ITALPRESS).

E’ morto Gigi Proietti, mattatore al teatro, cinema e tv

ROMA (ITALPRESS) – Nel giorno del suo 80esimo compleanno ci lascia Gigi Proietti. Istrionico, brillante, un portento sul palcoscenico, capace di riuscire a portare a un suo spettacolo, come con “A me gli occhi”, in tour nei teatri di mezza Italia, centinaia di migliaia di spettatori. “Il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tute le sere”, diceva. L’anno della svolta arriva nel 1970, quando viene chiamato a sostituire niente di meno che Domenico Modugno, ritiratosi (pare per dissapori con gli autori) dalla produzione del musical “Alleluja brava gente” di Garinei e Giovannini. Una “botta di fortuna” come avrà modo di dire in seguito, che rappresenterà il suo trampolino di lancio.
E’ anche quello l’anno in cui Monicelli lo chiama per “Brancaleone alle crociate” ad interpretare Pattume, reietto colpevole di un peccato tanto ripugnante che non può essere rivelato ad orecchie umane. Della sua spiccata romanità ne trarrà beneficio al momento in cui interpreterà un ruolo che sembra disegnato su sua misura: “Meo Patacca” di Ciorciolini. Ma la vera consacrazione arriva qualche anno più tardi, quando Steno gli affida il ruolo di Mandrake in “Febbre da cavallo”. All’inizio il film non sembra sfondare, poi con il tempo, sostenuto da generosi passaggi televisivi, è diventato un cult movie. Dalla metà degli anni ’70 ad oggi saranno molte le pellicole che ne accresceranno la fama, con deliziosi ruoli come in “Casotto” di Citti, “Mi faccia causa” dove ritroverà Steno, o il remake di “Febbre da cavallo”, stavolta diretto da Carlo Vanzina. Sempre di Vanzina è da ricordare un’altra commedia, “Un’estate al mare”, dove l’episodio finale in cui Proietti è un attore mezzo sordo impegnato a mettere in scena La signora delle camelie, si rivelerà così spassoso da riscattare l’intera pellicola nel complesso un pò deboluccia. Proprio da doppiatore ha prestato la voce a Robert De Niro, Dustin Hoffman, Charlton Heaston, Kirk Douglas, Paul Newman, Marlon Brando, Gregory Peck. Ma forse sono tre i personaggi che gli daranno più fama: Gatto Silvestro, il Genio in Aladdin e il Sylvester Stallone del primo Rocky. E poi c’è la tv. Accrescerà fama e popolarità vestendo la divisa del “Maresciallo Rocca”, una serie che macinerà ascolti da record. Ma è anche da conduttore che ha dimostrato la sua bravura: “Cavalli di battaglia”, il suo one man show del 2017 targato Rai lo ha consacrato dinanzi il pubblico del sabato sera. Da uomo generoso ha voluto però dedicare parte della sua carriera ad insegnare la nobile arte della recitazione.
(ITALPRESS)

Sileri “Non sottovalutare il problema della tenuta sociale”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è un problema di tenuta sociale in Europa e nel mondo. E non va sottostimato, perchè trae origini da un disagio diffuso di cui qualcuno cerca di approfittare”. Lo dice in un’intervista al Corriere dele Sera il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. Ora “dobbiamo adoperarci tutti insieme per scongiurare un secondo lockdown nazionale”. “Sarebbe stato facile, alle prime avvisaglie della recrudescenza del virus, annunciare una nuova chiusura generalizzata. Altri Paesi europei lo hanno fatto e lo stanno facendo in questi giorni” mentre “i decreti che il governo ha varato nelle ultime settimane adattano invece le misure all’andamento della circolazione del virus sul territorio”. “Siamo in una situazione diversa rispetto a marzo quando la chiusura totale preservò la nazione” mentre “ora possiamo gestire, proteggendo salute ed economia insieme, valutando per aree”.
(ITALPRESS).

IBRAHIMOVIC, RONALDO E DE ZERBI GLI EROI DEL GIORNO

Il Milan ha ripreso a vincere a Udine con una rovesciata di del quasi quarantenne Ibrahimovic, rafforzando il proprio primato. Il redivivo Ronaldo ha rilanciato la Juve che pareggiava con lo Spezia, ricostruendone il morale. De Zerbi, con un Sassuolo privo di parecchi big, ha sbancato Napoli conservando il secondo posto. Arbitri sulla graticola. Questi i fatti salienti, mentre all’orizzonte si profilano i guai, per il calcio. A parte i problemi di soldi (che scarseggiano) e di salute (il Covid incalza), le parole di Marotta (condivise da altri) non son suonate bene alle orecchie di Mancini per la Nazionale, visto che il dirigente interista ha parlato di riduzione dell’attività e dei troppi impegni delle varie selezioni che potrebbero portare a qualche “no” alle convocazioni. Se ne sta parlando e se ne riparlerà, insieme con i programmi di una Superlega organizzata dalla Fifa, che “svuoterebbe” di fatto la Champions. Per l’Italia ci sarebbe forse posto solo per Juve, Inter e Milan. Prepariamoci alle barricate.

Tornando al campionato, l’Udinese ha avuto qualche buon momento di gioco, ma il Milan è in stato di grazia e per la 26esima partita è andato in gol. Ci riuscirà anche contro il Lille in coppa? Gigio Donnarumma, al rientro, ha tenuto a bada gli attaccanti friulani che pure si son dati da fare. Dopo il gol di Kessie e il pareggio ru rigore (che rarità, per l’Udinese!) di De Paul, Ibra (7 gol) con una rovesciata ha acciuffato i tre punti, così il Milan è sempre a +2 sul Sassuolo che ha l’attacco più forte con 18 gol. La squadra di De Zerbi, pur rimaneggiata, ha tenuto testa bene al Napoli; Gattuso ha ammesso gli errori commessi dai suoi, senza cercare scuse. Gli azzurri ora andranno sul campo del Rijeka in Coppa. La Juve aveva giocato un primo tempo bislacco, Morata tuttavia aveva segnato e lo Spezia aveva pareggiato. Nella ripresa Pirlo ha calato l’asso Cristiano Ronaldo e ha vinto facilmente. “Cristiano is back” (Cristiano è tornato) ha detto alla fine CR7 e in effetti Pirlo e la Juve hanno tirato un respiro di sollievo, dopo un periodo poco esaltante. Ora la squadra bianconera può forse sperare nello scudetto numero 10 consecutivo (il Milan non è lontano) e nel passaggio del turno di Champions. Ma il gioco della Juve è migliorato, Ronaldo a parte?

L’Atalanta ha ripreso fiato a Crotone. Contro i calabresi hanno vinto tutti tranne la Juventus. Non è stata una prova eccezionale, quella dei bergamaschi allo “Scida”, ma a Gasperini mancavano parecchi titolari, alcuni fatti riposare in vista del Liverpool. E’ stato Muriel il mattatore dei nerazzurri che hanno corso qualche pericolo. L’Inter ha ripreso a subire (e segnare) gol. L’aver mancato la vittoria contro un Parma acciaccato non incoraggia i nerazzurri nè per la Champions (a Madrid col Real), nè per il campionato. In campo internazionale non ha ancora vinto e la sua difesa ha beccato in serie A già dieci gol. Non è quello che in casa nerazzurra speravano. Si fa affidamento sul ritorno di Lukaku, che ha risolto finora molti problemi. A San Siro l’arbitro Pairetto ha dovuto rinunciare ad arbitrare per infortunio. Ha fischiato il suo collega Piccinini, che era quarto uomo. Un rigore non dato ha fatto infuriare il club nerazzurro. Il Derby della Lanterna, dopo i bei gol di Jankto e Scamacca, si è un pò appiattito. Il palo ha negato il gol a Keita e la vittoria alla Samp che comunque è sempre nelle posizioni di alta classifica. Il Genoa è rimasto nelle zone basse. L’Inter è stata raggiunta dalla Roma che, superando la Fiorentina si è diretta verso l’alta classifica. E’ stato Spinazzola a sbloccare la partita. I giallorossi non hanno mai perso sul campo. Viola in altalena: bene e male. La squadra di Fonseca in coppa affronterà il Cluj.

Il Bologna è tornato a vincere contro un buon Cagliari. E’ stata una doppietta di Barrow a decidere. La squadra di Mihajlovic si è ripresa dopo tre sconfitte consecutive. I sardi segnano sempre con Joao Pedro e Simeone, ma la loro difesa – nonostante Cragno – prende troppi gol (già 15). La vittoria della Lazio sul campo del Torino, in una gara rocambolesca, caratterizzata da sette gol ed episodi discussi, ha permesso ai biancocelesti un salto in alto in classifica. Hanno segnato Belotti e Immobile, rivali in azzurro, ma Caicedo ha risolto la partita all’ottavo minuto del recupero: all’87’ la Lazio perdeva 3-2…Il Torino è rimasto melanconicamente all’ultimo posto con una difesa disastrosa (la penultima con 15 gol subiti). Ora la Lazio è attesa sul campo dello Zenit, in Russia. Il Verona, con molte assenze, nel Monday Night se la vedrà con un Benevento che segna, ma subisce molto (14 gol). Gli scaligeri sul campo hanno fatto solo due gol con Favilli, infortunato, e ne hanno subito altrettanti: ben più ricco il bilancio sannita. Con tre punti la squadra di Juric raggiungerebbe le grandi. Arbitro Sacchi. Mercoledì si recupererà Genoa-Torino. Le Coppe ci diranno già se molti possono andare avanti o se tanti solidi voleranno via…
(ITALPRESS).

Termina 1-1 il derby della Lanterna, Scamacca risponde a Jankto

GENOVA (ITALPRESS) – Il derby della Lanterna numero 121 termina senza vincitori nè vinti. Anche se chi ha più motivi per sorridere è la Sampdoria, che continua con la sua striscia di imbattibilità, portandola a quattro giornate, e che resta nei piani alti della classifica. Al Ferraris la squadra di Ranieri non va oltre l’1-1 contro un Genoa a secco di vittorie da quattro turni (condizionata da vari casi di Covid-19). Decidono le reti di Jankto e Scamacca in una partita dominata dalla tensione e dal nervosismo. Lo dimostra al 5′ l’intervento durissimo di Quagliarella su Goldaniga: l’arbitro La Penna estrae un cartellino giallo che in una fase più inoltrata del match avrebbe potuto assumere tinte più scure. La partita si sblocca al 23′ quando Jankto rientrando sul mancino lascia partire una conclusione che coglie di sorpresa Perin. La reazione del Genoa però è immediata contro una Sampdoria che ha tenuto inviolata la porta in cinque degli ultimi sette incroci coi rossoblù in campionato. E al 27′ serve uno strepitoso intervento di Audero per negare a Thorsby la beffa dell’autogol di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Un minuto dopo però l’ex portiere del Venezia non può nulla sul destro di Scamacca che sfrutta un assist di testa di Lerager per depositare in rete il suo primo gol in Serie A. Nella ripresa è la Sampdoria a fare la partita e Ranieri sceglie di mandare in campo Adrien Silva, Verre e Keita Balde. L’ex Lazio si sveglia al 71′: stop al limite e destro secco, Perin si salva con l’aiuto del palo e a porta sguarnita Damsgaard sbaglia tutto. La risposta del Genoa è affidata all’altro neo entrato Pjaca che all’84’ lascia partire un mancino dalla distanza che non impensierisce Audero e che rappresenta l’ultima vera chance del match.
(ITALPRESS).