FOLGARIA (TRENTO) (ITALPRESS) – La campionessa italiana 2020 è Milena Baldassarri. Questo il verdetto della cinquantesima edizione dei Campionati Italiani Assoluti di Ginnastica Ritmica, celebrata oggi al Palaghiaccio di Folgaria. Il primo atto di questa due giorni è stato il concorso generale nel quale tredici ginnaste si sono affrontate sul programma olimpico – cerchio, palla, clavette e nastro – per la conquista del titolo 2020, alle quali si sono aggiunte otto individualiste che si sono presentate nei loro attrezzi preferiti per centrare la qualificazione alle finali di specialità di domani, dalle ore 12.30. A vincere, come detto, è Milena Baldassarri. L’Aviere dell’Aeronautica Militare, con il complessivo di 92.050 punti (CE 23.950 – PA 23.850 – CV 23.600 – NA 20.650), vince il campionato assoluto – e il Memorial Franco Ruffa – davanti alla sua compagna di Gruppo Sportivo, Alexandra Agiurgiuculese, campionessa uscente, con 90.050 punti (CE 24.450 – PA 24.050 – CV 24.500 – NA 17.050). Due punti persi nell’ultimo attrezzo le sono costati il secondo titolo consecutivo.
Le due ètoile si erano già affrontate, lo scorso fine settimana, a Torino, nella Final Six del campionato di serie A1, che ha visto prevalere la Faber Fabriano di Julieta Cantaluppi – vincitrice di sette titoli italiani assoluti tra il 2005 e il 2012 e oggi allenatrice di Milena – sull’Asu Udinese di Alexandra e della sua tecnica, Spela Dragas. La sfida, quindi, tra l’argento iridato al nastro e il bronzo alla palla dei Mondiali di Sofia, si è rinnovato sulla montagna dei campioni, nell’ultima “discesa nazionale”, prima di spiccare il volo per gli Europei di Kiev, in programma in Ucraina a fine novembre, pandemia permettendo. Il derby azzurro, però, si è allargato all’outsider e talento marchigiano Sofia Raffaeli, individualista alla corte della Cantaluppi. L’astro nascente ai campionati del Mondo juniores dello scorso luglio, a Mosca, al suo primo campionato da senior, conquista il bronzo con 84 punti netti (CE 23.350 – PA 23.700 – CV 21.750 – NA 15.200). Ai piedi del podio Eleonora Tagliabue (San Giorgio ’79) a quota 82.550. Domani, dalle 11.30 (diretta su DAZN) le final eight dei gruppi Open. Grande attesa per le esibizioni delle Farfalle della squadra nazionale. Alessia Maurelli e compagne porteranno in pedana gli esercizi con le 5 palle e il misto con 3 cerchi e 4 clavette.
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Agiurgiuculese spreca, tricolore ritmica alla Baldassarri
Il Bologna batte 3-2 il Cagliari in rimonta, doppietta di Barrow
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna ritrova la vittoria dopo tre sconfitte consecutive. Nell’anticipo della sesta giornata, al Dall’Ara gli uomini di Mihajlovic recuperano per due volte una rete di svantaggio e piegano il Cagliari con un rocambolesco 3-2. Tra i protagonisti della festa rossoblu ci sono un ritrovato Barrow (autore di una doppietta) e il prezioso Soriano, pur con le preoccupanti lacune difensive che restano irrisolte. Bastano quindici minuti ai sardi, infatti, per bucare la porta dei felsinei per la trentanovesima partita di campionato consecutiva. Joao Pedro sfugge alla marcatura di Tomiyasu, attacca il primo palo e insacca alle spalle di Skorupski sull’assist di Sottil per l’1-0. Il Bologna, dopo un buon avvio, riprende ad attaccare ma deve fare i conti con un Cragno in grande serata. Il portiere ospite vola sulle conclusioni dal limite di Svanberg ma soprattutto Palacio, ma al tramonto del primo tempo può solo guardare il destro a giro di Barrow che si infila nel sette e rende meno agitato l’intervallo del Bologna.
Gli emiliani partono forte nella ripresa portando al tiro ancora Svanberg ma al 47′ tornano in svantaggio: il classe 1999 Zappa dribbla proprio lo svedese e serve a rimorchio Simeone, Skorupski tocca ma non evita il 2-1 degli avversari. La risposta dei padroni di casa, questa volta, non si fa attendere e in quattro minuti il risultato si ribalta. Al 52′ Soriano sfrutta il buco difensivo lasciato dal Cagliari e trova l’angolino, al 56′ è poi Barrow a firmare la doppietta con un altro bolide dal limite. Di Francesco gioca la carta Pavoletti, il trentunenne centravanti si rende immediatamente pericoloso in un paio di occasioni create da un pimpante Ounas, ma il 3-2 dei felsinei resiste sino al triplice fischio dell’arbitro Fabbri: il Bologna sale a quota 6 punti e allontana le ultime tre posizioni, il Cagliari resta invece inchiodato a 7.
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Johnson annuncia il lockdown in Gran Bretagna fino a inizio dicembre
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Anche la Gran Bretagna risponde all’ondata di contagi da Coronavirus attuando il lockdown da giovedì e fino a inizio dicembre. “E’ il momento di agire – ha detto il premier, Boris Johnson, rivolgendosi alla cittadinanza nel corso di una conferenza stampa -: da giovedì e fino all’inizio di dicembre dovete restare a casa a meno di non andare a scuola, a lavoro, se non c’è la possibilità dello smart working, e potrete fare esercizio fisico ma da soli. I negozi e le attività di intrattenimento saranno chiusi ma potranno fare domicilio e asporto. Aperti i negozi di alimentari”.
Secondo Johnson è il momento “di essere umili” perchè “il virus si sta diffondendo ancora più velocemente dello scenario peggiore ipotizzato dagli scienziati mesi fa”. “Se non facciamo qualcosa subito – ha spiegato – il tasso di mortalità supererà quello di aprile”.
“Vista la crescita esponenziale del numero di pazienti negli ospedali, e non sono tutti anziani, significa che dottori e infermieri dovrebbero scegliere chi curare, chi vive e chi muore – ha aggiunto Johnson -. I medici e gli infermieri dovrebbero scegliere tra pazienti Covid e non Covid. E inoltre, migliaia di pazienti non Covid rischierebbero di non essere curati”.
Nel pomeriggio, intanto, anche l’Austria – attraverso il cancelliere Sebastian Kurz – ha annunciato il ritorno in lockdown per contenere la pandemia dal 3 al 30 novembre.
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Covid, l’autocompiacimento è stato il nostro peggior nemico…
Il nostro paese, per mille ragioni, da dimostrazione spesso di non possedere a sufficienza la dote preziosissima del buon senso, della costanza nel perseguire obiettivi importanti da tutti attesi, della capacità di riconoscere nella collaborazione il primo requisito per ottenere buoni risultati e coesione sociale. Anche in questa triste esperienza di prevedibile riesplosione della pandemia, abbiamo dimostrato che siamo stati capaci di essere formiche, ma di più ci piace essere cicala. Ci siamo crogiolati per lungo tempo per qualche risultato ottenuto, perdendo il senso della realtà a descriverne in ogni modo le qualità avute, che il tempo dedicato. Solo in questa chiave si spiega la frustrazione che stiamo subendo in questi giorni nell’assistere alla crescita a proiezione geometrica del Covid 19. Tutto incomincia i primi di maggio: ci siamo autoproclamati i più capaci del mondo a domare l’infezione, ma nel contempo oppositori e governanti hanno iniziato una competizione a chi era stato più disposto a riaprire ogni attività all’insegna della liberazione dalla segregazione domestica. Anche alcuni dei cosiddetti ‘scienziati’ si erano prodigati a rassicurare urbi et orbi che ormai la ‘bestia’ risultava morta o comunque priva di ogni forza. Va ricordato che qualcuno aveva pur messo in guardia a non abbassare gli scudi, e che in autunno avremmo potuto subire altre conseguenze negative; ma questa opinione non è stata considerata in nessun modo, subito bollata al servizio di un non meglio precisato interesse. Poi sappiamo quello che è successo d’estate e come le difese sono state progressivamente sguarnite nella ignoranza più accentuata riguarda a come funziona la psicologia di massa. Va ricordato che gran parte dei 7 miliardi di Euro destinati in emergenza per la sanità non sono ancora spesi per fortificare il sistema di difesa dei servizi territoriali e presidi sanitari, e non si è riprogrammato a sufficienza ogni servizio di trasporto, della scuola, dei servizi alla persona e dei servizi pubblici in generale. Non si sono previsti in tempo nemmeno approvvigionamenti di congrue forniture di vaccini antinfluenzali, al fine di diminuire il più possibile il numero di persone che in stato influenzale, potenzialmente, potrebbe intasare pericolosamente l’afflusso presso gli ospedali, per il timore di aver contratto il Covid 19. Ed intanto continua la stucchevole querelle tra maggioranza e opposizione sulle collaborazioni negate. Ma la cooperazione non può che essere silente diuturna ed incondizionate, al riparo dai fragori mediatici. Ed invece si ha più che la sensazione che ciascuno va alla ricerca, più che la fatica della responsabilità di fronte al comprensibile malessere dei cittadini, un ennesimo podio per la perenne campagna elettorale. Ed invece dobbiamo tutti remare dalla stessa parte per superare la prova pandemica. Per farlo efficacemente dobbiamo convincere ogni cittadino, che il Covid 19 è una cosa seria e va sconfitto alla sola condizione di utilizzare ogni possibilità per ridurre il rischio di altre infezioni e morti. Le polemiche e le differenziazioni in questo caso sono drammaticamente pagate dalla economia e con la vita e la salute delle persone. Dunque ognuno faccia la sua parte nelle comunità locali regionali e nazionali. Lo scarica barile da parte della politica nel gioco di maggioranza ed opposizione, continuerà a screditare la classe dirigente, per il solo fatto che esistono più poteri istituzionali nel paese, ed i pesi di questi poteri sono ben distribuiti tra i loro schieramenti. D’altronde i cittadini questo lo hanno già da tempo capito. Dunque nessuna agitazione, a screditare gli altri oltre che a perderci i cittadini, ci perdono anche i denigratori.
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Rimonta Inter a San Siro, da 0-2 a 2-2 col Parma
MILANO (ITALPRESS) – L’Inter raccoglie un pareggio in extremis contro il Parma. Gervinho punisce i nerazzurri con una doppietta flash, poi il gol di Brozovic e la rete allo scadere di Perisic a salvare in parte Conte. Gli uomini di Liverani si confermano una vera e propria bestia nera per la Beneamata, pur non riuscendo a portare a termine l’impresa. I nerazzurri provano a innescare qualche azione di rilievo nel primo tempo, non trovando il più delle volte il pertugio per andare alla conclusione: la migliore occasione dei primi 45′ ce l’ha sui piedi proprio Perisic che al 2′ spara alto a tu per tu con Sepe. Al 28′ Kolarov va vicino all’eurogol con una rasoiata mancina dai 35 metri, mentre al 42′ Hakimi si divora la rete del vantaggio: cross coi giri giusti dello stesso Kolarov con l’ex Real Madrid che arriva in corsa e non inquadra lo specchio di testa. L’Inter fa la partita ma non sfonda. Avvio di ripresa shock per i nerazzurri: Hernani taglia la difesa avversaria e serve Gervinho che con un piattone di sinistro la mette sotto l’incrocio per lo 0-1 al 46′. Colui che in estate sarebbe dovuto approdare a Milano punge ancora Conte, suo grande estimatore: Gervinho si inserisce e beffa Handanovic a tu per tu per il raddoppio al 62′. Brozovic, appena entrato, riapre i giochi con un tiro preciso da fuori area al 64′. Riprende fiducia l’Inter che poco dopo recrimina un calcio di rigore non dato dall’arbitro Piccinini per una trattenuta vistosa di Balogh su Perisic. Allo scadere proprio Perisic trova la spizzata vincente che vale il 2-2 in pieno recupero.
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Sei Nazioni, Inghilterra batte 34-5 l’Italia all’Olimpico
ROMA (ITALPRESS) – In un match valido per la 5a e ultima giornata del Sei Nazioni 2020, all’Olimpico l’Inghilterra ha battuto l’Italia 34-5. Cinque a uno il conto delle mete. Per la squadra di Franco Smith si tratta del quinto cucchiaio di legno consecutivo. Ma, soprattutto, si tratta della 27esima sconfitta di fila: dal 28 febbraio 2015 (Scozia-Italia 19-22) la nazionale italiana non vince un match in questo torneo. Il pronostico di oggi non era in discussione, l’Inghilterra aveva sempre battuto l’Italia nei 26 precedenti, ma la squadra azzurra ha chiuso con onore. Eddie Jones, il ct australiano degli inglesi, ha schierato la migliore formazione possibile vista l’alta posta in palio per la squadra ospite che però non giocava da marzo. E le difficoltà si sono viste soprattutto nel primo tempo malgrado Youngs sia andato in meta già al 5′. La gara sembrava essersi incanalata verso i binari congeniali agli ospiti, complice anche il calcio di punizione di Farrell che porta il punteggio sullo 0-10 al 13′, ma gli azzurri non ci stanno. Al 18′ meta di Polledri non trasformata da Garbisi per il 5-10 con cui si chiude la prima frazione, anche perchè nella restante metà di tempo il match sembra incredibilmente in equilibrio. La scena cambia in avvio di ripresa: neppure 1′ e Youngs vola in meta e dopo altri 5′ George lo imita. Farrell è implacabile nelle trasformazioni e l’Inghilterra si porta sul 5-24. La meta del bonus arriva al 67′ grazie a Curry, poi gli inglesi dilagano con Slade chiudendo sul 34-5 finale.
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Gp Emilia Romagna, Isola “Varie opzioni con pista in evoluzione”
IMOLA (ITALPRESS) – “I Team sono riusciti ad acquisire i dati sui pneumatici di cui avevano bisogno dall’unica sessione di prove libere da 90 minuti, a volte facendo programmi differenziati tra le due vetture. Ci sono ancora molti meno dati rispetto a quelli di un fine settimana “tradizionale”, il che lascia alcuni punti interrogativi sulla strategia in vista della gara e lascia aperte alcune opzioni in più per domani, soprattutto con la pista in continua evoluzione”. Lo ha dichiarato Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli, al termine delle qualifiche del Gp di Emilia Romagna. “I Team avranno un sabato sera più impegnativo del solito per analizzare i gap prestazionali tra le mescole e cercare di capire come questo possa tradursi in una strategia di gara ottimale. Per quanto riguarda i pneumatici, abbiamo visto un pò di graining durante la prima parte della giornata, ma la situazione, come previsto, è migliorata col passare dei giri. Tutte e tre le mescole sembrano destinate a svolgere un ruolo importante in gara e siamo soddisfatti delle loro prestazioni”.
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“L’Italia che si muove”, arriva manifesto per futuro sport base
ROMA (ITALPRESS) – Un manifesto per lo sport di base. E’
l’iniziativa portata avanti da “Cultura Italiae”, che attraverso
il tavolo di lavoro coordinato dal segretario generale della Fidal Fabio Pagliara, affida a “Sportivi – L’Italia che si muove” il compito di rappresentare lo sport e la cultura del movimento come bene essenziale e come risorsa per la lotta alla pandemia. Il documento, redatto da Mauro Berruto, indica 13 azioni per garantire la sopravvivenza del movimento e, soprattutto, per orientare la riflessione verso un nuovo modello di sport del futuro. A dare un proprio contributo alla redazione del manifesto Andrea Abodi, Carmen Bizzarri, Juri Chechi, Edoardo Colombo, Fabiana Cutrano, Luigi De Siervo, Margherita Granbassi, Fiona May, Pierluigi Pardo, Silvia Salis, Gian Marco Sandri, Marta Sannito, Massimiliano Tale e Ruben Voci, ma non va dimenticato il coinvolgimento di oltre cento grandi personaggi del mondo dello sport, tra cui un elevato numero di medaglie olimpiche e mondiali, che hanno sottoscritto, quali primi firmatari, il manifesto. Fra i firmatari del manifesto figurano:
Demetrio Albertini, Massimiliano Allegri, Stefano Baldini,
Federico Balzaretti, Beppe Bergomi, Livio Berruti, Gian Lorenzo Blengini, Antonio Cabrini, Maurizia Cacciatori, Tania Cagnotto, Roberto Cammarelle, Alessandro Campagna, Antonio Cassano, Davide Cassani, Elena Cecchini, Jury Chechi, Laura Coccia, Bruno Conti, Maurizio Damilano, Gigi Datome, Alessandro De Marchi, Manuela Di Centa, Gabriella Dorio, Maurizio Felugo, Ciro Ferrara, Andrea Giani, Margherita Granbassi, Josefa Idem, Osmany Juantorena, Andrea Lo Cicero, Andrea Lucchetta, Claudio Marchisio, Raffaella Masciadri, Fiona May, Davide Mazzanti, Ettore Messina, Carlo Molfetta, Daniele Molmenti, Gian Paolo Montali, Mauro Nespoli, Adriano Panatta, Giovanni Pellielo, Kelum Asanka Perera, Matteo Piano, Giulia Quintavalle, Giorgio Rocca, Paolo Rossi, Romeo Sacchetti, Silvia Salis, Sara Simeoni, Mara Santangelo, Salvatore Sanzo, Cristian Savani, Alessandra Sensini, Giovanni Soldini, Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu, Matteo Trentin, Julio Velasco, Luca Vettori, Andrea Zorzi.
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