ROMA (ITALPRESS) – Il Corecom Lazio e il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio hanno deciso di sostenere il Concorso nazionale “Rileggiamo l’articolo 34 della Costituzione” promosso per l’anno scolastico 2020/2021 dal Ministero dell’Istruzione, dall’Associazione Articolo21, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dalla Rai -Radiotelevisione Italiana, dall’Associazione Italiana Costituzionalisti e l’Ordine dei Giornalisti.
Lo scopo del concorso è favorire la conoscenza della Costituzione con una particolare attenzione, in questa edizione, all’Articolo 34 che sancisce il diritto all’istruzione per tutti,a prescindere dalla condizione economica.
“L’emergenza COVID sta facendo emergere difficoltà ad assicurare il diritto allo studio per tutti, a prescindere dalla condizione economica, espressamente previsto dalla Dichiarazione dei diritti umani dell’ONU e dagli articoli 3 e 34 della nostra Costituzione.
Per questo ci stiamo adoperando per diffondere nelle scuole secondarie di secondo grado della nostra regione l’iniziativa per sensibilizzare il maggior numero di classi e di studenti al tema del diritto all’istruzione per tutti che riteniamo di vitale importanza”.
“Il Concorso, rivolto a scuole secondarie di secondo grado che si trovano nelle cinque province laziali (Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti), oltre ad approfondire il tema del diritto all’istruzione si propone di suggerire proposte per riformare una scuola che offra a tutti pari opportunità, senza disparità economiche, sociali e culturali.
I partecipanti dovranno produrre un elaborato scritto che sarà valutato da una autorevole giuria composta da giuristi, filosofi e personalità della cultura, oltre ad alcuni rappresentanti delle istituzioni. Più in particolare si richiede agli studenti, che dovranno lavorare collegialmente, di elaborare un testo di 2.500 caratteri, spazi esclusi, che metta in luce lo scarto che tuttora sussiste tra il diritto-dovere all’istruzione, sancito dalla Costituzione, e fenomeni come l’abbandono scolastico, l’analfabetismo funzionale, la scarsa qualità dell’apprendimento, il crescente numero di NEET (Not engaged in Education, Employment or Training).
Tutti i dettagli del Concorso e le modalità di iscrizione on line fino al 9 febbraio 2021 sono disponibili sulla piattaforma web: www.rileggiamolarticolo34.it”, hanno spiegato il Presidente del Corecom Lazio Maria Cristina Cafini ed il Garante dell’Infanzia Jacopo Marzetti.
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Corecom-Garante Infanzia insieme per concorso “Rileggiamo art.34”
Lavoro agile, Confintesa: “Posizione Cgil, Cisl e Uil ci dà ragione”
ROMA (ITALPRESS) – “Meglio tardi che mai potrebbe essere la sintesi della posizione assunta da Cgil, Cisl e Uil in merito all’ultimo Decreto Ministeriale firmato dalla Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, che regolamenta lo smart working”. Lo dichiara il Segretario Generale di Confintesa, Francesco Prudenzano, in ordine allo stato di agitazione proclamato da Cgil, Cisl e Uil contro il Decreto della Ministra.
“Confintesa – continua Prudenzano – già nella prima riunione in video del 25 aveva chiesto che il problema del lavoro agile fosse oggetto di un atto di indirizzo della Ministra della P.A. da inviare all’Aran per aprire una coda contrattuale. Purtroppo, siamo stati lasciati soli a portare avanti questa tesi e anzi siamo stati accusati di avere un atteggiamento intransigente anche quando abbiamo fatto ricorso al TAR ribadendo la nostra richiesta e chiedendo l’annullamento del protocollo firmato da tutte le organizzazioni sindacali tranne Confintesa.
Oggi la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil, che però ha sempre avallato le posizioni del Governo in merito al lavoro agile, ci dà ragione e dimostra che la nostra opposizione alla linea assunta dalla Ministra Dadone era ed è sostanzialmente corretta. Riteniamo – conclude Prudenzano – comunque strumentale e tardivo l’intervento di chi oggi chiede le stesse cose che si potevano e si dovevano chiedere quattro mesi fa. La Ministra Dadone prenda, invece, atto di questa situazione e cerchi di disinnescare una nascente e dannosa conflittualità trasformando i suoi Decreti in atto di indirizzo da inviare all’Aran per aprire le code contrattuali e regolamentare nel contratto il lavoro agile”.
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Ministro Boccia positivo al Covid, è asintomatico e in isolamento
ROMA (ITALPRESS) – Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, è risultato positivo al test per il Sars-CoV-2. Il ministro è asintomatico ed era già da giorni in isolamento fiduciario a casa da dove prosegue regolarmente il suo lavoro”. Lo rende noto l’ufficio stampa del ministro, sottolineando che il ministro “segue le procedure stabilite dalle linee guida del ministero della Salute; l’attività ministeriale non subirà nessuna variazione di programma”.
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M5S, Di Battista “Se non condivido progetto me ne vado”
ROMA (ITALPRESS) – Se il M5S dovesse decidere per un terzo mandato anche ai parlamentari, Alessandro Di Battista lo lascerebbe. “Non sarebbe più il Movimento in cui mi ritroverei. Restare fermi a due mandati non è un’opzione, ma una regola fondativa del Movimento”, dice nell libro di Bruno Vespa.
Poi, dice che “il Movimento si sta indebolendo perchè sta tornando al bipolarismo. Il M5S è nato per ostacolare il bipolarismo che è il sistema più gradito all’establishment grazie al principio della finta alternanza e della spartizione di potere con le nomine”. Pensa di lasciare il Movimento chiede Vespa? “Se ne condivido il progetto resto, se non lo condivido me ne vado. E’ evidente che se il Movimento Cinque Stelle diventasse un partito come gli altri come quelli denunciati nel 1981 da Berlinguer che occupavano le istituzioni io non mi ci riconoscerei e me ne andrei”. Ma in caso condividesse il progetto del Movimento sarebbe pronto a ricandidarsi? “Oggi mi candiderei per un Movimento estraneo alle coalizioni di destra e di sinistra che si presenti da solo con un programma preciso”.
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Antonio Conte “Le assenze non mi preoccupano, avanti così”
MILANO (ITALPRESS) – “Non sono preoccupato per le varie assenze causa Covid-19. Dobbiamo affrontare tutto a testa alta, senza dare troppo peso alle assenze, a quello che ci è successo e a quello che ci sta succedendo. Stiamo giocando bene. Stiamo facendo un buon calcio. Raccogliamo meno di quanto meritiamo. A volte ci siamo ‘punitì da soli, con nostre disattenzioni. Credo nel lavoro che stiamo facendo e andiamo avanti con convinzione”. Così, in conferenza stampa, il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, alla vigilia della gara in trasferta contro il Genoa.
“Anche sul piano dell’intensità di gioco, siamo sulla strada giusta. Non dobbiamo farci influenzare troppo dai risultati. Il contenuto delle varie prestazioni è stato sempre positivo, secondo me, e mi ha soddisfatto. Vedo soddisfazione anche da parte dei miei giocatori nel fare questo tipo di calcio e ciò mi gratifica. Sono convinto che stiamo costruendo qualche cosa di importante e sono felice di quello che mi stanno dando i miei giocatori”, ha detto ancora l’allenatore del team nerazzurro.
“E’ sbagliato cercare di minare quello che stiamo facendo, con critiche dall’esterno. Il club è dalla nostra parte e la pensa come me e come il team. Abbiamo fatto tanti gol e ne avremmo potuti fare molti di più. Poi, ripeto, abbiamo incassato qualche rete per nostre disattenzioni. Dobbiamo continuare così, cercando di fare sempre noi la partita: questa è la strada giusta per tornare a essere grandi e solidi in futuro”, ha spiegato infine Conte.
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Da Fondazione Cariplo 1.5 mln per la lettura, giovani in testa
MILANO (ITALPRESS) – Un bando da 1,5 milioni di euro per promuovere la lettura fra tutte le fasce della popolazione, in particolare tra i giovani, che oggi leggono sempre meno. L’iniziativa è di Fondazione Cariplo che questa mattina ha presentato a Milano il bando “Per il libro e la lettura”. L’obiettivo è duplice: facilitare l’accesso alla cultura e, al contempo, supportare chi opera in ambito culturale, settore di cui l’emergenza pandemica ha aggravato la crisi.
“Lavorare sulla lettura e sulla cultura, significa investire nelle persone, che equivale a investire nella crescita del Paese”, esordisce Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo, oggi nel corso della conferenza stampa di lancio dell’iniziativa. Spiegando come è nato il progetto, Fosti racconta che Fondazione Cariplo si è chiesta “se in questo momento di difficoltà sanitaria e economica avesse senso investire in cultura”.
La risposta è stata: “‘Sì’, ha senso, particolarmente in questo momento in cui dobbiamo cercare i dare un significato a quello che sta succedendo e la cultura è un mezzo per farlo”. L’emergenza Covid-19 ha esasperato i preesistenti divari sociali e culturali (il 31% della popolazione italiana che non usa la rete è rimasto completamente escluso dai circuiti culturali), quindi oggi è ancora più necessario un incremento di attività culturali, puntando su mezzi moderni ma anche sul territorio. Destinatari del bando sono Comuni, sistemi bibliotecari, organizzazioni no profit private e associazioni che si occupano di cultura. L’intento è creare una rete sul territorio capace promuovere la lettura, con particolare attenzione alle aree fragili del territorio, come le periferie dei grandi centri urbani.
“Lavorare sull’accesso alla cultura, significa lavorare sull’uguaglianza e sulla cittadinanza”, aggiunge Fosti auspicando, fra l’altro, un maggiore ruolo delle istituzioni “a partire dall’ investimento sulla scuola”.
Oggi in Italia sono sempre meno coloro che leggono: stando all’ultimo rapporto annuale Istat nell’ultimo decennio la quota di lettori è drammaticamente scesa da 45,2% al 38,4% della popolazione, un calo che riguarda in particolare bambini, adolescenti e la fascia di età tra i 35 e i 64 anni.
“L’Italia è uno dei Paesi in cui si legge di meno in Europa”, osserva Andrea Mascetti, coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, un segnale che “il Paese si sta disgregando da un punto di vista culturale”. “Le nuove tecnologie hanno alterato il rapporto con la lettura e con i libri”, come testimonia anche “la scomparsa delle librerie nelle nostre case, un danno enorme”. Con la conseguenza che “le nuove generazioni hanno perso un approccio di interesse verso quel grande mondo della cultura che c’è stato nelle università, ma anche nel mondo della politica”. Con questo bando, conclude Mascetti, “abbiamo voluto alzare una bandiera, ma speriamo che nascano molte altre iniziative analoghe”.
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Rifiuti, Utilitalia “Mancano gli impianti nel Mezzogiorno”
NAPOLI (ITALPRESS) – Nel 2018 sono partiti dalle regioni del Sud 25mila camion carichi di rifiuti verso quelle del Centro-Nord, a causa dell’insufficienza numerica e della cattiva dislocazione degli impianti di trattamento. Ciò comporta gravi costi economici e ambientali, nonchè un eccessivo ricorso alla discarica: nel Mezzogiorno il 41% dei rifiuti viene ancora smaltito in questo modo (mentre l’UE impone di scendere al di sotto del 10% entro il 2035), e al contempo la vita residua delle discariche in esercizio si stima che arrivi solo fino al 2022. E’ quanto emerge dalla ricerca “I fabbisogni di trattamento dei rifiuti urbani nel Sud” realizzata da Utilitalia. Nel 2018 nelle 8 regioni del Sud erano operativi 69 impianti di trattamento del rifiuto organico, 51 impianti di trattamento meccanico biologico (TMB), 6 inceneritori, 2 co-inceneritori e 46 discariche. Il Mezzogiorno ha esportato verso le regioni del Centro-Nord 420mila tonnellate di organico (il 30% della produzione), mentre altre 80mila sono state movimentate all’interno del Sud stesso; per quanto riguarda il rifiuto indifferenziato e trattato nei TMB ai fini del recupero energetico, sono state esportate 190mila tonnellate (il 18% di quanto è stato trattato nei termovalorizzatori del Mezzogiorno), mentre altre 70mila tonnellate si sono mosse all’interno della macroregione. Tutto ciò si traduce nei cosiddetti “viaggi dei rifiuti”: nel 2018 sono stati 25mila i tir a partire verso gli impianti del Nord, e altri 10mila si sono mossi tra regioni del Sud. Ciò si è tradotto in 22 milioni di chilometri percorsi, con importanti costi: dal punto di vista ambientale, con l’emissione di 14mila tonnellate di CO2 equivalente, ed economico, con 75 milioni aggiuntivi sulla Tari pagata dai cittadini. “La carenza e la non equilibrata dislocazione degli impianti – spiega il vicepresidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – è la prima causa dei viaggi dei rifiuti lungo la Penisola. Il paradosso è che i cittadini dei territori nei quali non ci sono sufficienti impianti sono costretti a pagare le tariffe dei rifiuti più alte e hanno una qualità ambientale più bassa”. Secondo l’analisi di Utilitalia, considerando la capacità attualmente installata, se si vuole annullare entro il 2035 l’export dei rifiuti, servono investimenti pari a 2,2 miliardi, oltre a quelli per lo sviluppo delle raccolte differenziate e dell’applicazione della tariffa puntuale.
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Fontana Giusti “Sempre più verso una mobilità elettrificata”
Il Gruppo Renault Italia è sempre più impegnato nella direzione di una mobilità “green” e, i risultati che provengono dalle vendite sembrano dargli ragione. “Abbiamo lanciato una piattaforma che si chiama ‘Electric Mobility for Yoù per rispondere a tutte le esigenze del mercato per quanto riguarda l’elettrificazione del prodotti. Nel segmento delle utilitarie noi offriamo il maggior numero di soluzioni elettrificate, dalla Clio Full Hybrid fino alla Captur Plug-in Hybrid, alla Zoe 100% elettrica. La Clio Full Hybrid è scelta da chi ha capito che ci sono tanti benefici legati all’elettrico, ma non vuole spenderci troppo”. Spiega all’Agenzia ITALPRESS, Francesco Fontana Giusti, direttore della comunicazione di Renault Italia. “E poi Clio è E-Tech, sfrutta i 10 anni di esperienza dell’elettrico e i 40 in Formula 1, perchè parte sempre in elettrico, ha una accelerazione come sull’elettrico e grazie al sistema ‘B-Modè rafforza il recupero di energia. Quando diciamo dalla pista alla strada non lo facciamo per fare uno slogan pubblicitario, ma lo facciamo veramente come nel caso della trasmissione che arriva dalle nostre monoposto” afferma Fontana Giusti.
“Tutto questo fa sì che con una batteria piccola la Clio E-Tech riesce a fare l’80% in elettrico in città e questo è molto interessante. Poi c’è lo step successivo che è il Plug-in Hybrid che è l’alternativa ideale per chi vuole guidare in 100% elettrico senza aver paura di non trovare la colonnina e quindi di non poter ricaricare. In questo caso può guidare sempre in elettrico e, qualora finisse, continuare in benzina. Infine c’è il 100% elettrico, la Zoe, con un’autonomia di 400 km che permette una ricarica a settimana, tempi di ricarica scesi moltissimo, visto che in 30 minuti si recuperano 150 km e si ricarica sia in corrente alternata che continua. Abbiamo anche una App che permette di pianificare un viaggio semplificando la vita di chi guida al 100% elettrico. Per quanto riguarda il prezzo, abbiamo visto che con gli incentivi le vendite sono schizzate per tutto quello che è elettrificato. L’infrastruttura invece, oggi non è ancora sufficientemente sul territorio”.
Sul bilancio in crescita rispetto agli altri marchi per il Gruppo nonostante il lockdown, il Direttore della Comunicazione di Renault Italia, aggiunge: “I motivi sono vari. Intanto l’offensiva ‘green’. Il fatto che ci sono gli incentivi in questo momento ha aiutato: parliamo del 6% del mercato che era elettrificato, mentre ad agosto siamo passati al 13%. si vede un incremento molto rapido. Poi nel segmento delle utilitarie abbiamo il maggior numero di alimentazioni, tra cui il GPL, che è uno degli strumenti che ci ha fatto fare tanti volumi.
Siamo il primo marchio con Dacia come vendite sul GPL e al secondo posto con Renault. Poi chiaramente prodotti di successo, come Captur, appena rinnovato, Clio e Dacia Duster e Sandero. Durante il lockdown abbiamo dovuto accelerare il concetto di digitalizzazione dei concessionari, allargando la possibilità di trattativa commerciale con il concessionario. Infine, visto che le fabbriche sono state chiuse durante il lockdown e la produzione si è rallentata, puntiamo più su delle vendite che fanno profitto piuttosto che quote di mercato”.
Dacia, poi, ha presentato in questi giorni una grande novità: Dacia Spring. “Sarà una grande rivoluzione nel mondo dell’elettrico perchè Dacia offre sempre il miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato. Con Spring puntiamo sull’accessibilità della mobilità elettrica. Arriverà per i privati entro la fine del 2021 e poi in una versione per il car sharing e una versione cargo con uno spazio da 800 litri, quindi con una capienza interessante” illustra Francesco Fontana Giusti. “Da poco è stata presentata anche la Megane E-Vision, che è una versione elettrificata della Megane. A breve arriverà anche la Twingo Electric che si aggiungerà ad una gamma ampia che conta sette modelli a livello mondiale”.
(ITALPRESS).








