Home Senza categoria Pagina 3382

Senza categoria

Tisci “Aprire confronto urgente con istituzioni”

ROMA (ITALPRESS) – A seguito delle disposizioni previste dal Dpcm di ieri in materia di attività dilettantistica e giovanile, il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC manifesta l’urgenza di un Tavolo tecnico per affrontare le criticità operative che le 9.000 società che svolgono attività di Settore Giovanile e Scolastico si trovano ad affrontare. “Voglio innanzitutto fare un plauso a tutte le società di Settore Giovanile e Scolastico che con grande passione e professionalità hanno riavviato l’attività sospesa da oltre 5 mesi adottando e rispettando i protocolli predisposti dalla FIGC per la tutela della salute dei propri tesserati – ha dichiarato Vito Tisci, Presidente del Settore Giovanile e Scolastico – Una situazione complessa alla quale con grande senso di responsabilità hanno saputo far fronte, dando continuità a un’attività sportiva dal notevole risvolto sociale, che riguarda un movimento di circa 800mila tesserati, contenendo al massimo i rischi in uno stato d’emergenza come quello attuale e dei mesi passati”.

L’attuazione delle disposizioni per la ripresa dell’attività in piena sicurezza ha rappresentato un segnale di compattezza di sistema e un esempio su come fronteggiare un’emergenza di carattere nazionale, proseguendo al tempo stesso a offrire un servizio fondamentale per la salute di migliaia di bambine e bambini. Un approccio, prosegue Tisci “fondato sulla completa sinergia tra istituzioni e società, tra vertice e base del sistema che grazie al lavoro di queste ultime settimane di tecnici e dirigenti in collaborazione con le strutture federali e agli investimenti delle stesse società ha consentito, nonostante le tante difficoltà, la ripartenza della pratica sportiva, favorendo il benessere psicofisico dei più giovani, essenziale al completamento della loro formazione scolastica. Per non disperdere tutto questo è fondamentale aprire urgentemente un tavolo tecnico con le istituzioni governative per risolvere nel dettaglio le criticità emerse”.

Per il Settore Giovanile e Scolastico risulta necessario consentire, nel pieno rispetto delle norme di tutela sanitaria, il diritto al gioco dei bambini e delle bambine più piccole, così come proseguire nella formazione tecnica di base dei più giovani, seppure in maniera non competitiva, all’interno dei propri centri sportivi e nel pieno rispetto dei protocolli federali e governativi, così come attualmente consentito per tanti altri sport senza essere costretti a snaturare l’essenza tecnica della disciplina. Purtroppo le criticità delle società che svolgono attività di scuola calcio si ripercuotono sull’intero sistema giovanile e dilettantistico di cui di fatto sono il principale sostenitore. Il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Vito Tisci è intervenuto a margine dell’incontro programmato con i responsabili di Settore Giovanile delle società professionistiche di Serie A e B nel quale tra l’altro è stato evidenziato l’importante sforzo di natura economica ed organizzativa nel dare continuità alla formazione sportiva di interesse nazionale.
Nel rispetto delle disposizioni del Governo, il Settore Giovanile e Scolastico, continuerà a fornire, come sempre, il supporto necessario per il corretto svolgimento dell’attività calcistica giovanile e di base, affiancando le società in un percorso non semplice, in attesa di un ritorno alla normalità e di una pianificazione sportiva a pieno regime.
(ITALPRESS).

Simone Inzaghi “Tornare in Champions League una grande emozione”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ sempre una bellissima emozione tornare in Champions. Incontriamo subito una delle otto migliori squadre in Europa perchè lavora da tanto con lo stesso tecnico e ha dei giocatori di qualità. E’ un esordio tosto contro una squadra molto forte”. Lo ha dichiarato il tecnico della Lazio Simone Inzaghi alla vigilia del match di Champions League contro il Borussia Dortmund, in programma domani alle 21 allo stadio Olimpico. “Avremmo voluto l’esordio in Champions davanti ai nostri tifosi perchè sappiamo quanto hanno aspettato questo giorno. Cercheremo di fare una grande gara soprattutto per loro -ha proseguito l’allenatore biancoceleste in conferenza stampa -Veniamo da una brutta prestazione e domani dovremo avere un altro atteggiamento. In questi anni abbiamo dimostrato grande cattiveria e dovremo metterla in campo”. “In difesa abbiamo delle problematiche a livello numerico e dovrà valutare bene Luiz Felipe – ha proseguito il mister piacentino – L’ho visto bene ieri, dopo questi due giorni vedrò chi scegliere. Senza Radu, Vavro e Bastos le rotazioni sono limitate. Circa la partita di sabato ne abbiamo parlato con i ragazzi: sappiamo dove abbiamo sbagliato e domani voglio vedere una grande risposta. Pereira? Sono cinque giorni che è indisponibile, ha una sindrome influenzale. Non ci sarà con il Borussia. Anche Cataldi oggi ha accusato problemi intestinali e speriamo di recuperarlo”. Infine, sul rinnovo del suo contratto: “Sono abituato a vedere nomi, è normale tra gli allenatori. Se con il presidente ci fosse qualche malessere me lo avrebbe detto”.
(ITALPRESS).

Consulta presidenti regionali, la scherma vuole ripartire

0

La scherma vuole ripartire. L’intento è stato ribadito questa domenica nel corso dell’incontro della Consulta dei Presidenti dei Comitati regionali svoltosi a Roma e che ha avuto per oggetto la programmazione della ripresa dell’attività agonistica. Come deciso dal Consiglio federale, la “stagione di transizione 2020-2021” vivrà di una prima fase regionale, per poi completare con la fase nazionale nel corso della primavera del prossimo anno. Grazie alla costante interlocuzione istituzionale ed ai chiarimenti forniti agli organismi competenti da parte della Federazione Italiana Scherma, il ministero dello Sport non ha annoverato la scherma olimpica e paralimpica tra le discipline “da contatto”. Ciò, a fronte dei Dpcm emanati in questi giorni, permette alle società schermistiche di proseguire la regolare attività di sala, nel rispetto dei rigorosi protocolli per l’attività addestrativa stilati dalla Federazione Italiana Scherma. La ripresa dell’attività agonistica risulta però particolarmente complessa, a motivo della classificazione della disciplina in “classe 8” nella scala di rischio, così come riportato nello studio condotto dal Politecnico di Torino e consegnato al Governo per il tramite del Comitato Tecnico Scientifico. Ciò impone una serie di doverosi atti propedeutici e misure di prevenzione, che sono state recepite nel protocollo per l’attività agonistica elaborato dall’apposito gruppo di lavoro della Federazione Italiana Scherma e che – così come è emerso nel corso della riunione della Consulta dei Presidenti dei Comitati regionali – rendono assai difficoltosa l’organizzazione di un evento agonistico schermistico. E’ per questa ragione che, come assicurato durante l’incontro dei vertici regionali con il presidente federale, Giorgio Scarso, i vice-presidenti Paolo Azzi e Giampiero Pastore ed il consigliere federale Vincenzo De Bartolomeo, la Fis ha chiesto già oggi alle autorità istituzionali competenti, di rivalutare la classificazione della pratica agonistica schermistica, nella scala di rischio, alla luce del protocollo redatto dalla FederScherma e che garantirerebbe il rispetto di quanto richiesto dalle normative vigenti in termini di contrasto alla diffusione dei contagi da Covid-19. A livello territoriale, intanto, i singoli Comitati regionali, di concerto con le realtà schermistiche locali, predisporranno un calendario di allenamenti inter-sala e di iniziative non agonistiche, per permettere, nel rispetto dei protocolli e delle misure di contenimento previste, la pratica schermistica in questo particolare periodo. “Sono fortemente convinto – è il commento del presidente della Federscherma, Giorgio Scarso – che quello che stiamo vivendo, è un periodo in cui bisognerà essere capaci di trovare ogni tipo di soluzione per fare fronte da una parte alla ‘voglia di scherma’ che si registra nei tanti atleti, tecnici e dirigenti, e dall’altra alle inevitabili e doverose prescrizioni, obblighi ed indicazioni che giungono dal Governo e che sono utili a contrastare l’evoluzione della pandemia. E’ uno dei momenti più difficili della storia recente e lo sport, che non è un ambito secondario ad alcuno, deve ancora una volta dimostrare di essere non solo agenzia valoriale ed educativa, ma anche e soprattutto leva morale e motivazionale per l’intero Paese. Noi proviamo a fare la nostra parte, lavorando per tornare presto ad una nuova normalità”.
(ITALPRESS).

Covid, Tar respinge i ricorsi contro le scuole chiuse in Campania

NAPOLI (ITALPRESS) – Con i decreti 1921 e 1922 il TAR Campania ha respinto i ricorsi promossi contro l’Ordinanza regionale numero 79/2020 con la quale è stato disposto l’obbligo di svolgimento dell’attività didattica a distanza.
Il Tar ha rilevato che la Regione ha “esaurientemente documentato l’istruttoria sulla base della quale ha inteso emanare la gravosa misura sospensiva; dando conto, in particolare, quanto alla idoneità della misura adottata, della correlazione tra aumento dei casi di positività al COVID-19 e frequenza scolastica (verificata non solo limitatamente alla sede intrascolastica, ma anche con riguardo ai contatti sociali necessariamente ‘indottì dalla didattica in presenza), nonchè della diffusività esponenziale del contagio medesimo”.
(ITALPRESS).

Superbonus, associazioni involucro edilizio “Proroga al 2024”

ROMA (ITALPRESS) – “Prorogare a dicembre 2024 il superbonus, il bonus facciate, l’ecobonus e il bonus casa nella Legge di Bilancio 2021. Le attuali scadenze temporali rischiano di vanificare un processo virtuoso avviato dal Governo che necessita di un periodo adeguato per affermarsi e per produrre i risultati auspicati”. A chiederlo all’esecutivo sono le associazioni italiane che rappresentano il comparto italiano dell’involucro edilizio (serramenti, facciate continue e schermature solari) ribadendo il loro convinto “sostegno al Governo per aver introdotto una misura straordinariamente innovativa come il superbonus del 110%, grazie al quale potrà essere riqualificato il patrimonio immobiliare italiano e spingere l’affermazione dei prodotti, dei sistemi e delle installazioni di qualità nel mercato delle costruzioni”. “Purtroppo però – spiegano le associazioni – a causa dell’emergenza Covid 19 il superbonus rischia un avvio lento e tormentato, mentre ecobonus, bonus facciate e bonus casa rischiano una rapida frenata. Basti pensare come l’emergenza sanitaria stia rallentando e frenando i processi decisionali dei condomini e delle famiglie”. “Programmare da subito un arco temporale ampio per la fruibilità dei bonus edilizi, supportato da una quota di risorse del Recovery Fund, significherebbe – sottolineano le associazioni – fornire certezze e programmazione strategica a tutte le attività e la concreta affermazione degli intenti del Governo in termini di green economy. Per questo confidiamo nella sensibilità finora manifestata dall’esecutivo su questi temi così importanti per lo sviluppo del Paese, per la tenuta del sistema industriale del settore delle costruzioni e per un futuro ambientale sostenibile da consegnare alle nuove generazioni. Il superbonus del 110%, insieme al bonus facciate del 90%, all’ecobonus (50-65%) e al bonus casa (50%) sono un combinato virtuoso imprescindibile che rappresenta una lungimirante peculiarità italiana in grado di tradurre in fatti concreti il principio della green economy e la strategia di contenimento del global warming attraverso una massiccia riqualificazione energetica di un patrimonio immobiliare in grande quota antico ed energivoro”.
(ITALPRESS).

Shock settore assicurazioni con pandemia, Conte “Esempio di resilienza”

ROMA (ITALPRESS) – Da marzo a maggio i premi rami vita hanno subito una flessione del 35%, i premi rami danni del 9%. Nella RC Auto si è registrato un calo dell’11,5%. Nei primi 8 mesi del 2020 un calo del 5% della raccolta premi Rc auto e premio medio per veicolo. Sono i dati presentati nel corso dell’assemblea annuale di Ania, l’associazione che rappresenta le imprese di assicurazione che operano in Italia. “Il settore delle assicurazioni ha subìto uno shock con il Covid-19: la raccolta dei premi è stata oltre i 140 miliardi nel 2019, ma l’iniziale trend positivo del 2020 si è interrotto nel trimestre del lockdown” ha detto la presidente di Ania, Maria Bianca Farina, aprendo l’assemblea 2020 “a fine 2019 le imprese assicuratrici italiane detenevano investimenti per circa 950 mld, corrispondenti al 53% del Pil, di questi, 335 mld erano rappresentati da titoli di Stato (il 15% del totale dei titoli governativi italiani in circolazione)”. Per la presidente Farina è necessario avere “un quadro di regole più flessibili affinchè le assicurazioni possano continuare attività di investitori istituzionali, offrendo prodotti di medio-lungo termine preziosi per il rilancio Paese. Procedere speditamente verso una generalizzata opera di semplificazione e proporzionalità delle regole è indispensabile. A tal proposito, la stipula dei contratti assicurativi in modalità digitale deve essere resa al più presto strutturale”. Dal palco dell’Auditorium della Conciliazione sono intervenuti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. “Sono grato alle assicurazioni per l’impegno durante la crisi: siete un grande esempio della resilienza della nostra Italia” ha detto il premier Conte “ci troviamo in una congiuntura economica avversa, nonostante il nostro sistema produttivo, finanziario stia mostrando una grande resilienza, contenendo la caduta del nostro Pil e anche dell’occupazione”. Patuanelli ha riconosciuto la capacità di resilienza del settore assicurativo: “in questo frangente l’Italia ha dato prova di grande capacità di resilienza, in molti ambiti, incluso anche quello assicurativo.Il settore ha reagito immediatamente allo choc cominciando dalla grande attenzione riservata alla tutela dei dipendenti: sono state date risposte concrete al sistema sanitario, alla protezione civile, alle diverse comunità”.
(ITALPRESS).

‘NONNO’ IBRA RISORGE DAL COVID E REGALA IL DERBY AL MILAN

Capita che mentre i tremebondi anti-calcio – ispirati dal tremendismo dei virologi – chiedono la sospensione del “pericoloso” campionato, proprio da questo intermezzo giocoso di un’esistenza impaurita parta un messaggio positivo (nel senso buono…): il Milan e Ibrahimovic offrono una prova di vita durante l’incalzante ritorno del Covid. Il Milan è stato letteralmente ricostruito da Stefano Pioli durante il lockdown, senza lamenti per i contagiati finiti in quarantena, in silenzio, dando inizio a una mirabile sequenza di successi che hanno portato sabato alla clamorosa vittoria sull’Inter nel derby che ormai da tempo aveva perduto tracce rossonere. E con due gol di Ibrahimovic, un “nonno” del campionato (come Buffon) anche se preferisce l’immagine più sfiziosa di Benjamin Button. Ibra ch’è risorto dal Covid, dalla quarantena, dalla paura (altrui) più bello e più forte che pria, alla Petrolini.
Non è un miracolo, sia ben chiaro, anzi una mera rappresentazione di ciò che vuol dire curarsi e seguire una vita quotidiana corretta; una lezione – ammesso che l’intendano – per tutti quei tifosi che sabato sera, fuori San Siro, hanno esibito tutta la perniciosa stupidità che li nutre, pari a quella degli webeti che infuriano sui social.
D’altra parte è giusto sapere che se il nostro calcio conta una ventina di “positivi” si tratta di un nonnulla rispetto al numero di tesserati impegnati nel gioco del pallone, in tutto 12.343 così suddivisi: 1284 in A, 569 in B, 1075 in C, più i relativi giovani delle tre serie (2355+2091+4967). E non parliamo dei dilettanti (347.294) e del settore giovanile e scolastico (675.513) che portano i praticanti calcio a oltre un milione. Questi numeri sono indirizzati all’attenzione dei ministri Speranza e Spadafora perchè capiscano che si tratta di un’impresa produttiva di primo piano e non di un’attività dopolavoristica.
Poi c’è il gioco che invece vorrei sempre trattar prima. C’è il Napoli che strabatte l’Atalanta e adesso ce l’ha con l’Asl napoletana che gli ha impedito di andare a Torino a battere la Juve, ipotesi non campata in aria se la Juve fosse stata quella di Crotone, frutto di velleità di rinnovamento e di improvvisazione. Da Pirlo m’aspettavo scelte più logiche, meno avventurose, e Stroppa ne ha approfittato (come avrebbe fatto, in ipotesi, Gattuso).
A parte l’ottimo stato di salute (anche tecnica) del Milan, anche Conte ha commesso qualche errore per leggerezza, mandando in campo un’Inter che prende gol per gravi scompensi difensivi. Lukaku è grande, non manca mai, il gol lo fa sempre e cerca anche di aiutare la squadra, alla grande quando c’è disponibile il contropiede; ma Romelu non è Zlatan, la cui personalità vale da sola a ipotizzare un Milan da scudetto, lo stesso Milan che Rangnick voleva senza Ibrahimovic. Al quale indirizzo un applauso e un incoraggiamento: uno dei più grandi calciatori d’Inghilterra, sir Stanley Matthews, ha giocato fino a quarant’anni in nazionale e fino a cinquanta in Premier, fra Blackpool e Stoke City (nell’intervallo di guerra, sei anni caporale della Royal Air Force). Coraggio, ragazzi…

MILAN E SASSUOLO-BOOM, LE “GRANDI” ORA PIU’ PICCOLE

Il Milan, dopo il derby vittorioso, è primo a punteggio pieno ed erano anni che questo non succedeva (otto). Al secondo posto il Sassuolo che ha vinto il derby di Bologna passando dall’3-1 al 3-4. Il Napoli forse sarebbe primo, se avesse giocato (e vinto) sul campo della Juve. Altre “grandi” hanno segnato il passo, diventando più piccole. Alla Juve a Crotone è andato tutto storto contro i vivaci rossoblù. L’Atalanta è crollata a Napoli e la Lazio, senza Immobile, è stata travolta dalla Sampdoria. E’ una situazione provvisoria. Ma quanto influiranno le coppe sulla prossima giornata ? Certe strategie sono andate a male come i prodotti scaduti, ma forse le scatolette sono uscite già avariate dalla fabbrica dei sogni. Il derby milanese ha messo in evidenza la capacità dei rossoneri di attaccare (24 partite a segno) e di vincere (quarto successo consecutivo). Un risultato che, legato a quelli dello scorso campionato, dicono che i rossoneri non perdono da marzo (sconfitta col Genoa: 1-2). Ovviamente molto si deve all’apporto di “nonno” Ibrahimovic (già 4 gol a 39 anni e rotti), ma anche al gioco che Pioli ha dato alla squadra. Già si parla di scudetto: forse è troppo, ma la partenza è stata ottima. La partita di San Siro ha messo in risalto anche che la difesa di Conte fa acqua (otto gol subiti) e ha già cinque punti meno del Milan. Certi errori come quelli di Kolarov in difesa e di Lukaku sotto porta, inducono a pensare che ci sia qualcosa che non va, anche con tutte le attenuanti delle assenze per Covid ecc. Continuano le imprese del Sassuolo (13 gol, Caputo 4) che a Bologna ha fatto un’altra impresa vincendo una partita che sembrava persa. Male la squadra del ballerino Mihajlovic, al terzo ko e con evidenti problemi nella difesa che…balla. I neroverdi di De Zerbi ne avrebbero potuti far di più. Si avvicina il momento della verità per tutti. Non avevamo mai visto un’Atalanta così remissiva contro un Napoli apparso irresistibile: la Dea ha preso quattro gol in 45′ e ci domandiamo come mai sia avvenuto questo passo indietro: tanti nazionali stanchi, ha risposto qualcuno. Può darsi, ma anche altre squadre hanno avuto questi problemi. Psicologicamente i napoletani forse sono stati “caricati” dallo 0-3 a tavolino della non-partita con la Juve e son partiti a mille travolgendo un avversario che non ha tratto vantaggi dal ritorno di Ilicic (che si è reinserito, ma non ancora al meglio) e dall’esordio di Depaoli. In campo c’è stata una squadra sola, il Napoli. E Lozano (doppietta: in tutto 4 gol) ha colpito duro. Si è visto anche il primo gol di Osimhen. L’innesto di Bakayoko e la gran prova di Fabian Ruiz hanno dato forza al centrocampo di Gattuso, mentre l’Atalanta ha forse pagato, come altri, stanchezza (o la presunzione ?). La squadra di Gasp si è svegliata nella ripresa: gol di Lammers. Troppo tardi. Alla Juve a Crotone ne son capitate di tutti i colori: Ronaldo contagiato ed assente, il rigore contestato e segnato da Simy, il pareggio di Morata (su assist di Chiesa), un palo e un gol annullato a Morata per una questione di millimetri, l’espulsione dell’esordiente Chiesa. I calabresi hanno giocato una bella partita e si è distinto Messias, calato dal cielo policromo delle divisioni inferiori. Gli infedeli cominciano a dubitare di Pirlo (una vittoria sul campo in tre partite e scelte a sorpresa) e degli arbitri. Ma il calcio è così. La Juve adesso è ben lontana (-4) dal Milan capolista. E questa è una cosa insopportabile per i bianconeri. La Roma, con doppietta di Dzeko, ha battuto un bel Benevento che le ha tenuto testa sino a metà ripresa. Inizialmente non è stata la miglior Roma, poi tutto è finito in gloria: la prima vittoria interna sarà di buon auspicio per i giallorossi. E’ stata la giornata delle rimonte: la Fiorentina vinceva per 2-0 con lo Spezia che l’ha raggiunta ed ha recuperato in classifica. Si è parlato già di Sarri. Peggio ha fatto il Torino, nonostante la doppietta di Belotti (in tutto quattro gol: ha segnato solo lui in granata) contro il Cagliari. Il Toro (una gara in meno) è rimasto a quota zero in classifica, sul fondo, sconfitto dai sardi che hanno avuto in Simeone, il goleador (due reti) insieme con Joao Pedro. E’ un problema di squadra, di società, cosa ? Sardi in ripresa. Udinese finalmente a segno, battuto il rimaneggiato Parma: ha deciso il ritrovato Pussetto e i friulani han conquistato fiducia con una buona prestazione. Grandinata di gol: quarantuno in nove partite. Solo la Lazio a secco. Nel Monday Night Verona-Genoa, due squadre (specie il Grifone) colpite dal Covid. I rossoblù hanno segnato un solo gol in campo. Forse vedremo Shomudorov, venuto dall’Uzbekistan. Arbitro il vigile urbano Antonio Rapuano di Rimini. E adesso le coppe. Stando alle premesse, turno difficile, ma non si sa mai…