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Garante infanzia e adolescenza Toscana, servono test più rapidi e meno invasivi

“Test diagnostici diversi dal tampone nasofaringeo per certificare la salute dei bambini che devono rientrare a scuola dopo una malattia”. Così Camilla Bianchi, garante toscana per l’infanzia e l’adolescenza accoglie l’appello lanciatole da alcuni genitori che chiedono test più rapidi e meno invasivi per i loro figli.
“Ho evidenziato alle competenti autorità regionali e nazionali la stringente necessità di valutare, fermo il rispetto della sicurezza e della salute pubblica – risponde Bianchi in una lettera inviata alle famiglie – l’opportunità di adottare specifiche misure che prevedano per le persone di minore età forme di verifica dell’infezione da Covid-19 alternative al tampone quali i test salivari, più rapidi e meno invasivi e traumatici per i bambini, oppure l’esame delle feci, che risulterebbe utile anche in termini di prevenzione”. Bianchi si sofferma anche sulla “necessità di non trattare in modo uniforme molteplici fattispecie che abbisognano di una regolamentazione differenziata in ragione dalla specifica situazione sanitaria del singolo bambino, nonché di valutare la possibilità di ritenere sufficienteun’autocertificazione del genitore per il rientro a scuola per ridurre i tempi di assenza”.
Bianchi esprime così la sua vicinanza a bambini e ragazzi, e ai loro genitori e si impegna con le istituzioni: “Mi sono sentita non solo di condividere le loro istanze, ma anche di sensibilizzare le autorità competenti regionali e quindi la presidenza della Regione, gli assessorati alla sanità e all’istruzione”. Bianchi ha, inoltre, inviato una nota al Ministro dell’Istruzione. “È necessario pur nel rispetto della salute e sicurezza pubblica – conclude la garante – che non si venga ad incidere su taluni diritti fondamentali delle persone di minore età tra cui il diritto allo studio”.

Tg News – 2/10/2020

In questa edizione:

– Ad agosto crescono occupati ma lontani da livelli pre-covid
– Eurozona, Pil in ripresa nel terzo trimestre
– Arriva una nuova ondata di crediti deteriorati
– La contraffazione affonda il settore orafo

Bancarotta, due misure cautelari per fallimento Ischia Thermae

NAPOLI (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito
delle indagini sul fallimento della Ischia Thermae, ha eseguito
due misure cautelari personali e sequestrato beni per 342.000
euro. Le Fiamme gialle hanno dato esecuzione, tra Napoli, Ischia,
Forio e Casamicciola Terme, ad un’ordinanza emessa dal gip del
Tribunale partenopeo con la quale è stata applicata una misura
cautelare degli arresti domiciliari e un divieto di esercitare
imprese a carico di altrettanti imprenditori coinvolti nel
fallimento della società. I reati ipotizzati sono bancarotta e
sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Eseguito anche il
sequestro finalizzato alla confisca in via diretta e per
equivalente di beni per l’importo di 342.000 euro, quale profitto
dell’evasione fiscale nonchè quello preventivo di tutte le quote
del capitale sociale delle quattro società utilizzate per le
operazioni distrattive.
In particolare, le indagini sono state condotte dai finanzieri
della Tenenza di Ischia ed hanno permesso di fare luce sul
dissesto finanziario della nota società operante nel settore della
fabbricazione e commercializzazione dei cosmetici dichiarata
fallita nel luglio 2016 dal Tribunale di Napoli.
Sono stati disposti gli arresti domiciliari per l’amministratore
di fatto della società, mentre alla sorella dell’imprenditore, che
sarebbe stata utilizzata quale prestanome, è stata applicata la
misura interdittiva del divieto di esercitare imprese per 6 mesi.
Il complesso meccanismo “architettato” dagli indagati, secondo
l’ipotesi degli inquirenti, consisteva nell’utilizzo di una serie
di società collegate intestate a prestanome compiacenti e
riconducibili all’arrestato, che avevano quale unico scopo la
massimizzazione dei profitti e la sistematica sottrazione degli
utili aziendali all’Erario, accumulando nel tempo un debito
tributario di oltre 1 milione di euro.
In particolare, le Fiamme Gialle, mediante acquisizioni
documentali, audizioni di persone informate sui fatti e
ricognizioni dei luoghi, hanno ricostruito come gli indagati
avrebbero distratto beni facenti parte del patrimonio della nota
azienda nei confronti di altre quattro società riconducibili
sempre ai medesimi, sottraendo, anche beni aziendali alla garanzia
patrimoniale dei creditori. Il meccanismo fraudolento posto in
essere sarebbe consistito, anche, nel distruggere scritture
contabili obbligatorie della società in modo tale da impedire la
ricostruzione del patrimonio fallimentare.
Le società tuttora operanti saranno ora gestite da un
Amministratore giudiziario nominato dal Tribunale per assicurarne
la continuità aziendale e la tutela dei posti di lavoro.
(ITALPRESS).

Corruzione, arrestato ex direttore Cimitero dei Rotoli a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Arrestato l’ex direttore del cimitero dei
Rotoli, a Palermo. Su delega della Procura, i carabinieri del
Nucleo Investigativo del Capoluogo hanno eseguito un’ordinanza di
applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a
carico dell’ex direttore dei cimiteri cittadini, Cosimo De
Roberto, che dovrà rispondere dei reati di corruzione e
concussione. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale
di Palermo.
L’attività investigativa, coordinata dalla locale Procura, si è
sviluppata dopo che, lo scorso mese di febbraio, erano stati
notificati 10 avvisi di garanzia e, contestualmente, eseguite
diverse perquisizioni, sia all’interno del Cimitero di Santa Maria
dei Rotoli che presso alcune abitazioni dei soggetti indagati.
All’esito di tale articolata attività d’indagine, caratterizzata,
fra l’altro, dagli approfondimenti investigativi conseguenti al
rinvenimento di pratiche anomale all’interno degli uffici del
Cimitero, i carabinieri hanno documentato il verificarsi di
condotte concussive e corruttive a carico dell’indagato.
In particolare, è stato accertato che l’uomo, dietro il pagamento
di somme di denaro non dovute (fino ad 800 euro), si sarebbe
adoperato per reperire illecitamente delle sistemazioni per le
sepolture, senza osservare il rigoroso ordine cronologico imposto
dai regolamenti cimiteriali.
Nel corso delle indagini, inoltre, è stata evidenziata la
gravissima situazione di degrado del cimitero cittadino, al cui
interno le salme in attesa di sepoltura rimangono in giacenza per
diversi mesi, causando problemi sotto il profilo
igienico-sanitario.
(ITALPRESS).

Trump e la moglie Melania positivi al coronavirus

WASHINGTON (USA) (ITALPRESS) – Il presidente americano Donald Trump e la First Lady Melania sono entrambi positivi al coronavirus. Lo annuncia lo stesso Trump su twitter: “La First Lady ed io siamo risultati positivi al Covid-19. Iniziamo subito la quarantena e il processo di guarigione. Insieme ce la faremo!”. La coppia presidenziale si era ritirata in quarantena alcune ore fa, dopo che Hope Hicks, una delle più strette consigliere del presidente, è risultata positiva.
(ITALPRESS).

Il Milan conquista l’Europa ai rigori, Rio Ave eliminato

VILA DO CONDE (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Incredibile a Vila Do Conde, ma alla fine un brutto Milan approda alla fase a gironi di Europa League grazie ad una rocambolesca e infinita sequenza ai calci di rigore. Anche in emergenza di formazione, faticando più del dovuto e con un pareggio raggiunto solo all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare su rigore, la squadra rossonera fa quello che negli ultimi cinque mesi gli è riuscito meglio: vincere. Due successi su due in campionato, tre su tre in Europa League in questo avvio di stagione. A farne le spese stavolta è il Rio Ave sconfitto ai calci di rigore dopo un 2-2 maturato nei 120′ con un penalty allo scadere di Calhanoglu. Senza Zlatan Ibrahimovic, Stefano Pioli inventa Daniel Maldini al centro dell’attacco in un 4-2-3-1 ancora più imprevedibile sulla carta ma che nella pratica nel primo tempo causa pochi grattacapi al portiere avversario Kieszek. Anzi la prima mezz’ora di gioco è scandita dal continuo possesso palla dei portoghesi che però riescono ad affacciarsi dalle parti di Donnarumma solamente con alcuni calci piazzati letti facilmente dal portiere rossonero. La prima conclusione nello specchio della porta si registra al 40′ ed è del Rio Ave: Carlos Mane intercetta un passaggio di Theo Hernandez e tenta un destro a giro dal limite dell’area: Donnarumma blocca senza problemi.
Nella ripresa Pioli ricorre subito ad un cambio per trovare la chiave che sblocchi il match. E la chiave si chiama Brahim Diaz, nuovo acquisto in estate e sostituto di Castillejo sulla corsia di destra. E il primo guizzo è proprio il suo con un dribbling al centro per Saelemaekers bravo a restituire all’ex City che in area guadagna un calcio d’angolo. E sugli sviluppi dello stesso corner c’è il gol dell’1-0 rossonero: la palla calciata da Bennacer, viene rinviata sui piedi di Saelemaekers che controlla e fulmina Kieszek con un destro preciso all’angolino dal limite dell’area. Al 70′ il Milan va vicino al raddoppio: il neo entrato Leao guadagna un calcio di punizione dal limite, Calhanoglu si incarica della battuta e sfiora il palo con una deviazione della barriera. Ma al 72′ c’è il pareggio: Piazon guida una ripartenza e scarica per Geraldes che lascia partire un destro che non lascia scampo a Donnarumma. Al 91′ un brivido per il Milan prima dei supplementari: Santos ha la palla del 2-1 ma sbaglia e calcia di poco fuori da posizione favorevolissima. Ma il gol del Rio Ave è solo rimandato all’extra time: dopo venti secondi, Kessiè serve un assist involontario per Gelson che col diagonale fredda Donnarumma. Ma l’assedio rossonero porta i suoi frutti e al 121′ il Milan trova il pareggio: Borevkovic colpisce col braccio dopo un campanile in area, riceve la seconda ammonizione e concede il rigore poi trasformato da Calhanoglu che trascina la gara ai rigori. Dal dischetto succede di tutto a arrivano a calciare anche i portieri dopo una sequenza infinita di 12 tentativi per parte: per il Milan sbagliano Colombo, Donnarumma e Bennacer. Ma alla fine passano i rossoneri grazie all’errore di Aderlan al secondo penalty battuto.
(ITALPRESS).

Assobibe, Pierini nuovo presidente “Con sugar tax rischio chiusura pmi”

MILANO (ITALPRESS) – Giangiacomo Pierini è stato eletto nuovo presidente per i prossimo 4 anni di Assobibe, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia. Pierini, che succede a Vittorio Cino, assume la guida dell’Associazione in un periodo critico per l’intero comparto delle bevande, con volumi in contrazione del 25% negli ultimi 10 anni e che ha registrato cali anche del 65% nel secondo trimestre dell’anno (dati Formid) a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19 e della conseguente chiusura dell’intero canale HO.RE.CA. (bar, ristoranti, hotellerie) che stima perdite fino al 26% del fatturato rispetto allo scorso anno (dati Progettistica). In uno scenario drammatico per l’intera filiera, si aggiunge lo spettro delle nuove Sugar e Plastic Tax che penalizzerebbero fiscalmente il comparto che già deve affrontare gli effetti della pandemia. “In un momento in cui le imprese del settore, in particolare le piccole e medie aziende italiane, fanno fatica a rimettersi in piedi, introdurre nuove imposte come la Sugar tax, che si aggiunge alla Plastic Tax, significa mettere a rischio l’occupazione degli 80mila lavoratori diretti ed indiretti della filiera, con aumenti dei prezzi che si ripercuoteranno con maggior forza su bar e ristoranti prima e poi sui consumatori – ha dichiarato il neo Presidente di Assobibe Giangiacomo Pierini – La Sugar Tax, voluta dal Governo prima dell’emergenza COVID-19, colpisce il 100% dei nostri prodotti, anche le bevande senza zucchero e non è sostenibile in uno scenario economico e commerciale completamente mutato. Per questo chiediamo al Governo di ripensare alla tassa e aprire un tavolo di confronto per definire misure a supporto del comparto, in questa fase di lento ritorno ad una nuova normalità. E’ il momento di collaborare tutti insieme per un rilancio del tessuto produttivo e distributivo nel Paese, forti anche dei fondi riconosciuti dall’Europa”.
(ITALPRESS).

Brexit, procedura d’infrazione Ue contro la Gran Bretagna

MILANO (ITALPRESS) – Altro che accordo. La Brexit è diventata l’occasione per un grande scontro legale fra l’Unione europea e il governo britannico. La Commissione europea, infatti, ha aperto una procedura d’infrazione contro il Regno Unito per aver violato gli obblighi connessi all’accordo di recesso stipulato lo scorso anno. “Londra ha un mese per rispondere”, ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
A Londra hanno replicato che non faranno passi indietro. Tattica negoziale, ovviamente, che tuttavia rende possibile l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza alcun accordo. Una soluzione non certo priva di conseguenze sul piano economico e proprio per questo ritenuta, nonostante tutto, poco probabile. I danni sarebbero enormi per tutti. Al centro del nuovo scontro con la Ue c’è la legge approvata il 9 settembre dal Parlamento di Westmister, che modifica in maniera unilaterale l’accordo sul divorzio siglato a inizio anno. Un ripensamento grave non solo per la sostanza, ma anche per la forma. Cambiare un trattato internazionale senza l’approvazione dell’altro contraente non è una pratica usuale. Il ripensamento riguarda il ruolo dell’Irlanda del Nord. Secondo l’accordo che ora viene rimesso in discussione, l’Ulster si sarebbe allineato alle norme del mercato unico europeo in modo da non ricreare una frontiera fisica con la Repubblica d’Irlanda, che potrebbe far saltare la pace del “Venerdì santo”. Allineare Belfast alle regole Ue, significa evitare che tra le due Irlande torni il confine e al contempo che passino prodotti e merci che non rispettano gli standard europei su salute, contraffazione e quant’altro. Insomma, la ragione era di evitare un enorme buco nel mercato unico europeo.
(ITALPRESS).