La Terra delle Marche ha ospitato il Baja Adriatico-Marche, terzo round stagionale per i protagonisti del Campionato Italiano Cross Country e gli sfidanti della 21^ edizione del Suzuki Challenge, in scena in provincia di Macerata, nella giornata di domenica 27 settembre. Una gara che si è rivelata sfortunata per il più atteso della corsa al titolo tricolore Cross Country: Lorenzo Codecà. Vincitore dei primi due round, al Valtiberina e al San Marino, il pilota brianzolo e la sua Suzuki Gran Vitara ufficiale sono usciti di scena anticipatamente. Il pilota ufficiale di casa Suzuki con Mauro Toffoli sulla prova numero 2 è infatti rimasto coinvolto in un cappottamento che non gli ha permesso di proseguire la lotta per il Cross Country. Una bella lotta tra i sei equipaggi presenti per il Suzuki Challenge. L’arrivo della pioggia già pronosticata alla vigilia della gara non ha comunque limitato le corse delle New Grand Vitara in versione DDiS 1.9 di Gruppo T2, tutte dotate di pneumatici BFGoodrich. A dominare e quindi vincere l’appuntamento dell’Adriatico è stato Andrea Luchini, insieme a Piero Bosco. Il toscano ha corso una bella gara ottenendo lo scratch sulla prova finale, la vittoria in gara nel Suzuki Challenge e il massimo dei punti per la classifica di Campionato Italiano Veicoli di serie T2-T2N. Sotto i riflettori della gara marchigiana è stato Alfio Bordonaro, che resta leader del monomarca Suzuki per un solo punto, insieme a Marcello Bono. Il catanese, alla guida della New Grand Vitara Gruppo T2, ha accumulato un gap pesante ad inizio gara per la rottura del manicotto del turbo sulla prima prova della giornata, ma è poi riuscito a risalire fino alle spalle di Luchini nel Challenge e sul terzo gradino del podio del campionato. Soddisfazione anche per Alessandro Trivini Bellini, con Marco alla destra. Ai piedi del podio all’Adriatico, ottiene i punti del terzo nel trofeo, consolidando la sua terza posizione nella classifica di trofeo. Sugli sterrati marchigiani, una bella prova anche per il messinese Chinti Marino Gambazza affiancato da Paolo Manfredin, che questo risultato sorpassa l’avversario Mirko Emanuele affiancato da Sandra Castellani nella classifica del Suzuki Challenge. Chiude la classifica di gara tra gli sfidanti delle T2 il veneto Mauro Cantarello navigato da Francesco Facile ora dietro a Marino di un solo punto. Dopo aver archiviato questo terzo round per i giganti del fuoristrada, non sono cambiati gli equilibri della classifica riservata alla serie tricolore “Costruttori”, dove Suzuki è ancora nettamente leader.
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Andrea Luchini si aggiudica il Suzuki Challenge
Smart working, entro settembre solo 30% lavoratori rientrerà in ufficio
VIMODRONE (MILANO) (ITALPRESS) – Solo il 30% degli oltre 8 milioni di lavoratori agili nati durante la pandemia rientrerà in ufficio entro la fine di settembre e si stima che potrebbe restare in modalità agile circa il 50% di essi.
Superata la fase di lockdown ci si appresta quindi ad affrontare una sorta di Fase 2 del lavoro agile, in cui sarà necessario per le organizzazioni integrare il lavoro da remoto come soluzione stabile, pianificandolo per tempo e con una visione di lungo periodo, che prevenga i possibili rischi attraverso delle specifiche soluzioni di cybersecurity.
E’ per questo che Maticmind, società leader nel settore ICT, ha pubblicato un Paper in collaborazione con Fortinet, di cui è Expert Partner da svariati anni, con l’obiettivo di creare una guida pratica per le organizzazioni verso un lavoro agile in piena sicurezza.
Consigli e buone pratiche per proteggere la propria organizzazione anche nei prossimi mesi di lavoro agile: Il Paper è consultabile al link https://bit.ly/33XpeGm
Nel periodo di emergenza, infatti, in parallelo alla crescita dell’allarme sanitario e alla conseguente adozione dello smart working, sono aumentati anche gli attacchi informatici ed è stato spesso utilizzato lo stesso COVID-19 come esca: tra febbraio e aprile, sono state registrate nel mondo oltre 200.000 campagne malevoli a tema “Coronavirus”, di cui il 6% verso l’Italia.
Maticmind ha accompagnato durante il periodo di emergenza centinaia di aziende private e della PA nel passaggio allo smart working in sicurezza. Durante il lockdown, infatti, il 52% delle PMI ha acquistato software per garantire l’operatività aziendale anche da remoto. L’87% dei decision maker ha affermato che l’adozione di questi software è stata indispensabile per la continuità operativa del business e il 71% dei lavoratori agili ha promosso tale modalità di lavoro.
“In questi mesi di pandemia Maticmind è rimasta al fianco dell’Italia – sottolinea Alessandro Frizzi, Security Competence Center Manager di Maticmind – Il nostro Cyber Defence Center ha lavorato ininterrottamente per garantire ai clienti – sia aziende private che della Pubblica Amministrazione – protocolli e procedure idonee per la gestione dei flussi informativi, anche da remoto. Un modello operativo efficace ed efficiente, che portiamo avanti da sempre e che ci è stato attestato anche dalla certificazione internazionale ISO/IEC 20000, da poco ricevuta. Con questo Paper contiamo di poter guidare i nostri attuali e futuri clienti in un’adesione allo smart working sempre più consapevole e sicura”.
Recentemente, infatti, Maticmind è stata certificata in conformità allo standard ISO/IEC 20000, a conferma degli elevati indicatori di qualità nell’erogazione dei suoi servizi IT. La prestigiosa certificazione internazionale è conferita alle sole aziende che rappresentano eccellenze del mercato e riveste un ruolo molto importante per i clienti, in quanto garantisce l’utilizzo dei più efficienti protocolli di erogazione per i servizi informatici.
In uno scenario che prevede, nell’immediato futuro, che almeno quattro milioni di lavoratori restino in smart working, è fondamentale che le aziende si strutturino, garantendo la massima continuità del business al riparo dai possibili rischi, così come messo in pratica da Maticmind per i suoi clienti nella Fase 1 dell’emergenza.
Maticmind, nel Paper in collaborazione con Fortinet, sottolinea come non vi sia differenza nei rischi che si corrono tra lavorare in smart working o dall’ufficio: il pericolo non dipende dalla locazione della persona, bensì dagli strumenti, dalla cultura e dalla consapevolezza delle minacce e da come gli operatori interagiscono con tali rischi.
L’azienda descrive perciò nel Paper 5 consigli per la gestione sicura dell’IT da parte delle aziende e 4 consigli per i dipendenti, per uno smart working in piena sicurezza: da come proteggere i propri asset all’utilizzo delle password; dalla descrizione dei più frequenti attacchi informatici alle raccomandazioni per l’utilizzo delle reti pubbliche. I consigli di un System Integrator leader del settore al servizio delle aziende.
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Reddito di Cittadinanza a mafiosi, sequestrate 11 social card
AGRIGENTO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Agrigento ha sequestrato 11 social card a illegittimi percettori del reddito di cittadinanza. Gli inquirenti hanno accertato che gli indagati, tutti con precedenti per reati di tipo mafioso, avevano avanzato e ottenuto, senza averne titolo, l’istanza per ottenere il reddito. Sono stati quindi tutti segnalati all’Inps per la revoca dell’erogazione del contributo. Il danno accertato per le casse pubbliche è di 300 mila euro. Sono in corso altre indagini e al momento gli indagati sono 69.
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I tentacoli della Camorra a Roma, 13 aresti
ROMA (ITALPRESS) I carabinieri hanno eseguito nelle province di Roma e Napoli un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 persone, accusate di estorsione e fittizia intestazione di beni, aggravati dal metodo mafioso, nonchè esercizio abusivo del credito. Tra i destinatari dell’ordinanza anche i capi del clan camorristico. Moccia.
L’indagine dei Carabinieri ha permesso di documentare gli interessi economici del clan nella Capitale ed, in particolare, la gestione sotto diverso nome di varie attività commerciali, un’estorsione con metodo mafioso ed il reimpiego di capitali illeciti in investimenti immobiliari ed in macchine di lusso, sempre attraverso fittizie intestazioni volte ad evitare che i beni in questione finissero sotto la scure delle misure di prevenzione disposte dopo le pesanti condanne di parte degli indagati. I Carabinieri hanno anche eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, di parte del patrimonio del clan, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini.
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Recovery Fund, Amendola “A rischio per i veti incrociati tra Stati”
ROMA (ITALPRESS) – C’è il rischio che il Recovery Fund venga bloccato. A lanciare l’allarme, in un’intervista a Repubblica, è il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola. «Se la discussione continua così, con questi toni e con minacce di veto – dal mio punto di vista al di fuori della logica comunitaria – si potrebbe bloccare tutto – spiega il ministro – Lavoriamo con la Germania per una via d’uscita». «Per noi – aggiunge – gli accordi di luglio vanno implementati subito. Si è aperto però uno scontro tra Paesi come la Polonia e l’Ungheria che non vogliono interferenze o condizionalità sullo Stato di diritto, e i cosiddetti “frugali” che spingono perchè lo stato di diritto sia irrinunciabile per accedere ai fondi. L’Italia ha detto la sua: l’articolo 7 e le procedure sullo Stato di diritto sono fondamentali. La Germania ha un ruolo determinante in questo, sta lavorando ad una mediazione. Al contempo bisogna negoziare con il Parlamento Ue”.
Purtroppo “rischiamo di finire in una strettoia che allunga i tempi del Recovery. La Presidenza tedesca deve portare a casa questa mediazione».
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Scherma in lutto, morto il maestro Antonio Di Ciolo
La scherma italiana è in lutto. È morto nella notte, per l’aggravarsi delle condizioni di salute, il maestro Antonio Di Ciolo. Pisano, classe 1934, è stato tra i maestri protagonisti della scherma moderna. Caposcuola e capostipite della scherma pisana, ha formato in pedana intere generazioni di atleti che gli hanno regalato gioie ed emozioni, dai trionfi ai Gran Premi Giovanissimi sino alle medaglie iridate ed olimpiche: su tutte quelle di Alessandro Puccini, Simone Vanni e Salvatore Sanzo. Ha insegnato la “sua” scherma, originale, innovativa ed unica. Ha soprattutto portato tra le pedane il “suo” modo di essere e di interpretare la vita. Coloro i quali hanno avuto l’onore di essere suoi allievi, sin da piccoli, sono stati cresciuti a suon di “vita e scherma”. Ha interpretato infatti il ruolo di maestro, forgiando uomini prim’ancora che atleti. Istrionico, ribelle ed anarchico, è stata presenza fissa tra le pedane di scherma sin dagli anni Cinquanta. Dopo il titolo di Maestro di scherma conseguito nel 1960, ha insegnato sino al 1994 al CUS Pisa, spostandosi poi sino al 1997 al Fides Livorno e dal 1994 al 2005 al Pisascherma, prima di far nascere, nel settembre del 2005 il Club Scherma Pisa “Antonio Di Ciolo”. Ha seguito a lungo i suoi atleti anche come maestro della Nazionale di scherma, festeggiando titoli continentali, allori iridati e medaglie olimpiche. Tra i primi a comprendere la valenza culturale prim’ancora che sportiva e tecnica della scherma paralimpica, è stato maestro dell’allora Nazionale Disabili dal 1985 sino al 2000. Diversi sono stati anche i libri che ha pubblicato. Dal “Pronti a voi…” con Paolo Macchia Piccini, nel 1996, a “Il Gioco della scherma”; scritto nel 1996 con Lio Bastianini e Mario Gori, ma anche “La Scuola Di Ciolo” edito nel 2007 e scritto con la collaborazione del figlio Enrico, di Simone Piccini e Sabrina Balestracci. Nel 2010 da alle stampe il suo “Manuale di Scherma”, presentato anche nel corso dei Campionati del Mondo Catania2011. Infine, a dicembre 2019, pubblica “Non perdo nemmeno se mi battono”, scritto con Roberto Scarpa e volto ad esprimere la sua “teoria anarchica del combattimento”. Al di là dei numeri delle medaglie conquistate dai suoi atleti, l’apporto alla scherma italiana del maestro Antonio Di Ciolo sta nella rivoluzione dei metodi d’allenamento e di insegnamento della scherma. Ma anche, e soprattutto, nel suo modo di interpretare la scherma. “Se qualcuno mi chiedesse se la scherma ha influenzato la mia vita – scrisse lo scorso mese di giugno in un messaggio rivolto alla Federazione Italiana Scherma in occasione dei festeggiamenti per il 111esimo anno di vita federale – gli risponderei che la mia vita è totalmente ammessa e connessa alla Scherma. Ne ho assorbito l’essenza da sempre”. “Con oggi scompare un pezzo di storia della scherma italiana – è il commento commosso del presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso – La scherma di Antonio Di Ciolo è stata innovativa e questo gli ha permesso di farsi conoscere, apprezzare e seguire in tutto il mondo. I suoi metodi pedagogici, fuori dagli schemi, hanno condensato non solo sport e tecnica schermistica, ma una grande dote di umanità: una miscela che lo ha reso unico nel panorama mondiale. Con la perdita di Antonio Di Ciolo, perdiamo uno dei capisaldi della scherma italiana alla quale, oltre ai grandi campioni forgiati, ha dato una linfa nuova ed un impulso innovatore alla classe magistrale. In lui, ogni maestro di scherma, ha visto un esempio da seguire ed imitare, ma il suo estro lo ha reso sempre unico ed irraggiungibile. Il suo slancio e la sua intuizione ne ha fatto uno dei primi maestri a dedicarsi con impegno e dedizione all’insegnamento della scherma paralimpica. Oggi – continua il massimo rappresentante della scherma italiana – piangiamo tutti la perdita di una figura simbolo del nostro mondo. Il mio pensiero commosso, anche a nome dell’intero Consiglio federale, va al figlio Enrico ed a tutta la famiglia, al Club Scherma Pisa “Antonio Di Ciolo” che, con l’inaugurazione della nuova sede ha realizzato uno dei suoi più grandi sogni, ed un abbraccio sincero va anche ai suoi tanti allievi che in Antonio Di Ciolo non hanno visto solo un maestro di scherma ma un punto di riferimento nel percorso di crescita e formazione umana. La scherma italiana lo ricorderà come una delle figure simbolo che ha contribuito a portare in alto l’onore dello sport italiano e dell’Italia nel mondo”.
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Ue, Meloni eletta presidente del partito conservatori e riformisti
ROMA (ITALPRESS) – Il Partito dei Conservatori e Riformisti europei (ECR) ha eletto Giorgia Meloni nuovo Presidente. La sua indicazione è stata approvata all’unanimità nella riunione del Consiglio del partito ECR lunedì 28 settembre dopo le elezioni. La Meloni è anche la leader del Partito Fratelli d’Italia in Italia ed è attualmente l’unica donna leader sia di un partito politico europeo che di un importante partito italiano. Oltre all’elezione di Giorgia Meloni, è stata rieletta Segretario generale Anna Fotyga, europarlamentare polacca, e Tesoriere l’eurodeputato spagnolo Jorge Buxadè.
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Roma, nuova illuminazione a led ai giardini di San Basilio
ROMA (ITALPRESS) – Una nuova illuminazione e riqualificazione dei giardini di San Basilio a Roma. L’inaugurazione alla presenza del sindaco di Roma, Virginia Raggi, dell’Amministratore Delegato di ACEA, Giuseppe Gola, del prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, del questore di Roma, Carmine Esposito, e di Don Antonio Coluccia, fondatore dell’Opera Don Giustino.
Ottantotto i nuovi lampioni collocati nei giardini di Via Recanati, Via Tranfo, Via Mechelli e Via Folchi; recuperati la Fontana della Balena, illuminata da 6 proiettori e il labirinto per bambini, nel quartiere di San Basilio. Una festa per il quartiere con l’esibizione della Banda musicale del Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale, dell’attore Maurizio Mattioli e Simonetta Benincasa che hanno intrattenuto gli abitanti.
Le aree verdi per il quartiere del IV Municipio rappresentano infatti importanti luoghi di aggregazione. Tutti i nuovi lampioni sono con luci a led a basso consumo energetico, 70 sono stati posizionati nei giardini di Via Tranfo, Via Mechelli e Via Folchi mentre i restanti 18 sono stati installati nella piazza-giardino di Via Recanati. Nel Giardino della Balena sono state eseguite potature di alberi, utili a dare visibilità alla nuova illuminazione, potatura di siepi, sfalcio dell’erba, pulizia e sistemazione delle panchine. Le attività hanno riguardato anche l’area verde posta tra via Sirolo e via Loreto con la potatura alberi e siepi, sfalcio e pulizia.
“Prosegue la nostra azione per restituire ai cittadini luoghi di aggregazione da vivere in sicurezza – ha dichiarato Virginia Raggi -. Gli interventi di riqualificazione delle aree verdi di San Basilio, nella periferia est di Roma, sono il frutto di un lavoro di squadra. Questi spazi hanno adesso un nuovo volto. Decoro e luce – ha proseguito – sono il primo deterrente contro chi preferisce il buio per le proprie attività illegali. Per questo gli interventi di riqualificazione proseguiranno, anche in collaborazione con i cittadini e le associazioni che vogliono costruire nuovi spazi di aggregazione per le famiglie, a misura dei bambini e aperti allo sviluppo delle attività commerciali”. “La realizzazione di questi interventi – ha spiegato l’amministratore delegato di Acea, Giuseppe Gola – si inserisce in un percorso di recupero e riqualificazione di aree urbane e di spazi verdi in cui l’illuminazione svolge un ruolo molto importante nel rendere questi luoghi più fruibili ai residenti. Da un punto di vista tecnico poi, il progetto è stato realizzato con criteri innovativi e sostenibili, riuscendo a coniugare, sempre grazie all’uso delle luci a led, risparmio energetico e decoro urbano, un principio che è alla base degli interventi di riqualificazione dell’illuminazione pubblica che Acea ha realizzato e sta realizzando su tutta l’area metropolitana di Roma, come quelli effettuati ad esempio al Parco Don Cadmo Biavati di Centocelle e, per citare i più recenti, quelli di Piazza Verdi e Piazza Mazzini”.
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