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Ibrahimovic positivo al Covid “Virus ha il coraggio di sfidarmi”

MILANO (ITALPRESS) – Zlatan Ibrahimovic è risultato positivo al coronavirus. L’attaccante svedese del Milan salterà la sfida di stasera di Europa League contro il Bodo/Glimt. E’ il secondo caso di Covid in due giorni fra i rossoneri dopo quello di Duarte.
La positività di Ibra è emersa in occasione del “tampone effettuato per la partita odierna – fa sapere la società rossonera – Informate le autorità sanitarie competenti, il giocatore è stato prontamente posto in quarantena a domicilio. Tutti gli altri tamponi effettuati sul gruppo squadra sono risultati negativi”. “Ieri ero risultato negativo al test per il coronavirus – ha scritto Ibrahimovic in un tweet – oggi sono positivo. Non ho sintomi. Il Covid ha avuto il coraggio di sfidarmi: cattiva idea”.

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Covid, Commissione Ue “Momento decisivo, preoccupano alcuni Stati”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “In alcuni Stati la situazione si sta avvicinando a quella di marzo, e per noi è preoccupante. Questa potrebbe essere la nostra ultima occasione di evitare di ripetere ciò che è successo in primavera”. Lo ha detto Stella Kyriakides, commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare, nella conferenza stampa di presentazione della nuova valutazione del rischio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).
“Siamo a un momento decisivo, e ognuno di noi deve agire usando gli strumenti che ha a disposizione”, ha continuato Kyriakides, presentando i dati che mostrano come i contagi da coronavirus siano tornati a crescere da agosto in poi, in particolare in alcuni Stati membri dell’Unione. La Commissione ha sottolineato come sia fondamentale il ruolo proprio degli Stati, che devono migliorare il tracciamento dei contatti, le modalità e i numeri dei test effettuati, e infine garantire un adeguato accesso agli strumenti richiesti dal personale sanitario. “Non possiamo abbassare la guardia: non abbiamo superato la crisi, lo dicono i numeri”, ha concluso Kyriakides.
Sulla stessa linea d’onda anche Andrea Ammon, direttrice dell’ECDC: “Stiamo monitorando una preoccupante crescita dei casi di persone infettate in Europa. La pandemia non è affatto finita, e tutti quanti devono sforzarsi di mantenere il distanziamento, lavarsi le mani e stare a casa se si sentono poco bene”, ha specificato Ammon.
L’ECDC ha chiarito che la situazione non è uguale per tutti i Paesi dell’Unione: alcuni sono stati capaci finora di tenere sotto controllo la crescita dei casi, altri hanno visto infettarsi principalmente i giovani, in altri ancora invece a preoccupare sono le morti delle persone più anziane.
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Azione, Calenda punta al 10% “Sarà lavoro lungo”

ROMA (ITALPRESS) – Tra l’8 e il 10% alle prossime elezioni politiche. E’ l’obiettivo che fissa Carlo Calenda, fondatore e leader di Azione, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia di stampa Italpress.
“Puntiamo ad è arrivare per le elezioni intorno all’8-10%, al momento i sondaggi ci danno intorno al 4 e ci abbiamo messo dieci mesi – ha spiegato -. Per dare un parametro, partendo da zero per arrivare dove siamo noi Meloni ci ha messo cinque anni. Il lavoro è molto lungo e faticoso perchè devi fare politica, che non è quella in cui ti allei col tuo contrario per dire che resti al governo, ma andare in giro per l’Italia, spiegare le proprie idee e convincere gli italiani di un voto utile perchè sentito, non perchè serve a far perdere l’altro”.
Secondo Calenda non ci saranno elezioni anticipate. “Tanto più perchè hanno tagliato i parlamentari, e quindi nessuno vuole andare al voto, tanto più perchè l’attuale maggioranza di governo sa che il rischio di perdere è molto alto, credo arriveranno a fine legislatura. Da un lato, per noi di Azione, c’è il tempo di fare un lavoro faticoso e lungo e dall’altro lato misurare il governo”, ha spiegato l’ex ministro.
Per Calenda la nuova legge elettorale deve dare “la possibilità agli elettori di scegliere esattamente chi votano, anche per togliere alibi. Il proporzionale puro – ha continuato – può andare bene se metti la preferenza, dopodichè purtroppo non c’è alternativa. Se rimaniamo con la legge attuale, il Senato ha uno sbarramento effettivo del 20%, che è inaccettabile. Penso che faranno un proporzionale, spero con una soglia di sbarramento al 5% e le preferenze”.
“In questi mesi di Covid – ha evidenziato -, ogni volta che c’era un provvedimento che non funzionava ho sempre criticato ma proponendo un’alternativa. Il governo non ha mai ascoltato”. “Abbiamo speso – ha aggiunto – 105 miliardi di euro malissimo. C’è un fondo da 4 miliardi per la ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese impossibile da usare perchè è complicatissimo”. Per Calenda occorre “non stare a fare gli incentivi, i click day, il fondo perduto”, ma ridare “a tutte le imprese l’anticipo di 20 miliardi di euro dato a novembre sulle tasse Ires e Irap di quest’anno”. “La semplificazione – ha sottolineato Calenda – nasce dalla buona gestione”.
“Dobbiamo prendere il Mes e i fondi del Recovery fund”, ha affermato il leader di Azione, ma con un’avvertenza: “E’ debito, quindi va speso bene”.
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Progressi per Zanardi ma il quadro clinico resta complesso

MILANO (ITALPRESS) – Alex Zanardi migliora ma la situazione resta complessa. A oltre un mese dall’ultimo bollettino medico, ecco arrivare un aggiornamento da parte del San Raffaele di Milano sulle condizioni del 53enne campione bolognese, in lotta per la vita dal 19 giugno quando, nei pressi di Pienza, perse il controllo della sua handbike e finì contro un camion. Trasferito a Milano il 24 luglio scorso, Zanardi – si legge – “sta affrontando un percorso di cure sub-intensive, predisposto da una equipe multidisciplinare coordinata dai professori Luigi Beretta, direttore della Neurorianimazione, Mario Bussi, direttore di Otorinolaringoiatria, Sandro Iannaccone, direttore della Neuroriabilitazione, e Pietro Mortini, direttore della Neurochirurgia. Contemporaneamente è iniziato un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio facciale. Un primo intervento è già stato eseguito con successo, alcuni giorni fa, dal professor Mario Bussi ed è già in programmazione per le prossime settimane un secondo intervento che sarà eseguito dal professor Pietro Mortini. Inoltre, da diversi giorni Alex Zanardi è sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, con somministrazione di stimoli visivi e acustici, ai quali il paziente risponde con transitori e iniziali segni di interazione con l’ambiente. A fronte di questi progressi significativi – si conclude il bollettino – i medici ribadiscono, comunque, il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi”.
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Commercio, Confimprese: “Il settore è nelle sabbie mobili”

MILANO (ITALPRESS) – “Il commercio è nelle sabbie mobili. A 7 mesi dall’inizio del lockdown i consumi languono e della ripresa economica non vi è traccia. Come pensa il governo di aiutare il nostro settore? Non c’è industria senza distribuzione e non c’è distribuzione senza l’impegno dei nostri imprenditori e dei nostri collaboratori, ma le risposte non ci sono. Siamo pronti a pronti a forme inedite di protesta per far valere le nostre ragioni nell’interesse del Paese”. E’ la denuncia di Mario Resca, presidente di Confimprese, in occasione dell’Assemblea generale dell’associazione tenutasi oggi a Milano.
A certificare lo stallo gli ultimi dati dell’Osservatorio Confimprese-EY nel periodo gennaio-agosto: il progressivo sull’anno registra -37,3%, l’abbigliamento/accessori -37,8%, la ristorazione -40,2%, altro non food -29%. Il travel precipita a -62,1%. I consumi sono fermi al minimo indispensabile, con il prevedibile effetto boomerang sui segni di movimento che aveva cominciato a dare la produzione, immaginando una ripresa che tarda a venire.
“E’ un’intera filiera che rischia il collasso, lo smart working sta generando un mostro che vive di staticità, determina la desertificazione di aeroporti e stazioni e la mancanza di indotto nel commercio, nei bar, nei ristoranti – sottolinea Confimprese -. Il Ministero dei trasporti deve intervenire sulla mobilità e destinare fondi al comparto per permettere alle aziende di ristrutturarsi una volta finita la cassa integrazione”.
“Il governo ha annunciato che lavorerà a ridurre il cuneo fiscale e le tasse ma, tempi a parte – incalza Resca – per noi resta una grande incognita: quali sono le intenzioni del Governo verso il commercio? E’ un settore labour intensive, nel dettaglio impiega 2,1 milioni di persone totali ma è in ginocchio. Rischia di perdere 400mila posti di lavoro e di chiudere il 30% di negozi in tutta Italia. Quanti altri numeri negativi dobbiamo ancora registrare affinchè le istituzioni, che ringrazio per l’impegno profuso nelle fasi più difficili della pandemia, pensino a un piano tagliato su misura del commercio, che sinora è stato sacrificato a favore dell’helicopter money? Tutto ciò è un formidabile assist all’online che con il lockdown ha semplicemente abbreviato il suo percorso di crescita. Nelle linee guida indicate finora dal Governo – dice Resca – non c’è un progetto che riguardi il commercio e che possa traghettarci, per chi di noi potrà farlo, nell’e-commerce senza per questo essere solo tributari dei pochissimi grandi monopolisti internazionali del settore. Non c’è un progetto nazionale di tutela del ruolo sociale dei negozi fisici, delle catene di distribuzione come le
nostre che hanno accompagnato lo sviluppo del Paese e che ora rischiano la pelle. Per questo dobbiamo adoperarci, in accordo con Confcommercio, Confindustria e con le altre associazioni datoriali, affinchè nei grandi filoni di intervento che il governo proporrà all’Europa ci siano davvero progetti importanti e validi per tutti i settori industriali. Ecco quello che per noi è fondamentale”.
In occasione dell’Assemblea, Confimprese ha avanzato quattro proposte: riduzione del cuneo fiscale e mobilità dei dipendenti per la chiusura di unità produttive; credito d’imposta per immobili commerciali, con stessi benefici per tutti gli operatori; fondo perduto per la ristorazione; estensione del sostegno al commercio, “a tutti i canali, non solo per il centro storico”.
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Bce “Rimbalza Pil nel 3^ trimestre, ma ancora incertezze per pandemia”

FRANCOFORTE (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre del 2020 il PIL in termini reali dell’area dell’euro ha subito una contrazione dell’11,8 per cento sul periodo precedente. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico.
“I dati più recenti e i risultati delle indagini congiunturali indicano il procedere della ripresa economica dell’area dell’euro, nonchè un rimbalzo del PIL nel terzo trimestre, seppure verso livelli più bassi rispetto a quelli antecedenti la crisi – sottolinea la Bce -. Oltre al significativo rafforzamento della produzione nel settore industriale e in quello dei servizi, vi sono segnali di una netta ripresa dei consumi. Di recente il comparto dei servizi ha fatto osservare un rallentamento rispetto a quello manifatturiero, come emerge anche dai risultati delle indagini congiunturali per il mese di agosto. Gli incrementi dei tassi di contagio da coronavirus nei mesi estivi rappresentano un fattore sfavorevole per le prospettive a breve termine. Guardando al futuro, un’ulteriore e durevole ripresa continua a dipendere in larga misura dall’evoluzione della pandemia e dal buon esito delle politiche di contenimento”.
“L’incertezza riguardo l’evoluzione della pandemia attenuerà verosimilmente il vigore della ripresa nel mercato del lavoro, nonchè nei consumi e negli investimenti; d’altro canto, l’economia dell’area dell’euro dovrebbe ricevere sostegno dalle favorevoli condizioni di finanziamento, dall’orientamento espansivo delle politiche di bilancio e dal rafforzamento dell’attività e della domanda a livello mondiale – spiega ancora la Banca Centrale Europea -. Questa valutazione trova sostanzialmente riscontro nelle proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti della BCE per l’area dell’euro a settembre 2020. Le proiezioni indicano una crescita annua del PIL in termini reali pari al -8 per cento nel 2020, al 5,0 per cento nel 2021 e al 3,2 per cento nel 2022”.
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Regione Piemonte e Confindustria insieme per gestire 15 mld post-Covid

TORINO (ITALPRESS) – Regione e Confindustria Piemonte si alleano, con l’obiettivo di attingere al meglio ai circa 15 miliardi che sono in arrivo grazie a Recovery plan Mes e fondi comunitari. “Questa concertazione può porre le basi per una svolta della nostra regione, c’è un’opportunità straordinaria, e noi dobbiamo proporre gli investimenti giusti”, ha spiegato Alberto Cirio, governatore piemontese, al termine di un vertice con le territoriali degli industriali.
“Per il Piemonte, dal Recovery plan arriveranno tra 8 e 9 miliardi, di cui almeno la metà a fondo perduto, se poi il Governo decidesse di attivare il Mes ci sarebbero altri 2,6 miliardi. Infine con la nuova programmazione europea 2021-2027, ci aspettiamo ulteriori 4 miliardi”, ha spiegato Cirio. “Ora dobbiamo mettere a terra queste risorse disegnando l’abito migliore, ovvero attingendo e finanziando le misure utili con fondi da cui le imprese attingano, generando un unico programma che unisca fondi e misure differenti, come avviene a Bruxelles nell’agricoltura, dove i finanziamenti sono orizzontali e non verticali su singole istanze”, ha concluso Cirio, annunciando a breve il primo Piano di sviluppo industriale di una regione.
Un tassello fondamentale, che a Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, consente di sottolineare come ora ci sia una visione strategica: “Lavoreremo su 5 direttrici: industria, digitalizzazione, infrastrutture materiali e immateriali, internazionalizzazione e giovani. L’incontro è un punto di svolta, dopo un periodo difficile”, spiega ancora Gay.
Tra i primi interventi finanziabili il piano per l’edilizia scolastica 2021-2023 e la linea 2 della metropolitana di Torino. “Il tempo di esecuzione è fondamentale, servono misure subito riscontrabili per ridare fiducia alle imprese in un mercato che è cambiato. Ma sono sicuro che gli imprenditori risponderanno”, ha assicurato il leader degli industriali piemontesi.
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Suzuki presente ai Mondiali di ciclismo a Imola

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Suzuki scende in pista ai Mondiali di ciclismo che scattano oggi a Imola. La manifestazione iridata vedrà infatti la Casa di Hamamatsu mettere in campo un importante spiegamento di forze. Suzuki fornirà all’organizzazione una flotta di cinquanta auto e dieci moto che verranno impiegate lungo il percorso di gara. Sul fronte a quattro ruote ci sarà una rappresentanza di tutti i modelli della gamma, mentre per quanto riguarda le moto è stata scelta V-Strom 1050XT come mezzo ideale per spostarsi in modo comodo e rapido su percorsi del Mondiale, anche in coppia. Suzuki animerà inoltre l’Expo Village che sorgerà all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, punto di partenza e di arrivo sia delle prove in linea sia di quelle a cronometro. Qui sarà possibile osservare da vicino l’inconfondibile e performante SUV Vitara Hybrid e la mitica e iconica Suzuki Katana.
Suzuki sarà presente anche sul petto e sulla schiena della maglia che gli azzurri porteranno anche durante le competizioni successive nel corso della stagione. Il rapporto tra la Casa di Hamamatsu e la Fci prosegue dal 2016 e si fonda su una comunanza di valori che fanno parte del Dna dello splendido sport delle due ruote e della storia ultracentenaria di Suzuki.
Il ciclismo è uno sport che premia la volontà, la preparazione, la resistenza e la determinazione nell’affrontare i propri limiti per superare gli avversari rispettando le regole, e raggiungere nuovi traguardi. Suzuki condivide pienamente lo spirito e i valori che animano il ciclismo. Chi pratica questo sport deve allenarsi con costanza per superare i propri limiti e migliorare le prestazioni via via, rispettando le regole e gli avversari. Allo stesso modo, i tecnici di Hamamatsu si impegnano ogni giorno con costanza per vincere le sfide tecnologiche che hanno come obiettivo la realizzazione di auto, moto e motori marini affidabili, piacevoli da utilizzare e rispettosi di quell’ambiente in cui i ciclisti sono liberi di muoversi senza vincoli. Il legame tra Suzuki e il ciclismo è visibile anche attraverso la campagna pubblicitaria che accompagna il lancio sul mercato di Suzuki Swift Hybrid. Il suo protagonista è Davide Cassani, direttore tecnico delle Squadre Nazionali di ciclismo e ct della selezione azzurra Strada Professionisti. All’interno dello spot, la geniale tecnologia Suzuki Hybrid viene paragonata a quella impiegata dalle biciclette a pedalata assistita. Ad accomunare i due sistemi sono la semplicità e l’efficacia nel raggiungere un obiettivo simile: nei rispettivi contesti, permettono di sfruttare al meglio l’energia necessaria ad avanzare. Entrambe le tecnologie aiutano a vincere l’inerzia in partenza, danno vigore negli scatti e rendono brillanti gli allunghi, consentendo di percorrere più strada con meno fatica, da una parte, e consumando meno carburante, dall’altra. La campagna di Swift Hybrid si chiude con un importante messaggio di Suzuki affidato Cassani: ciclisti e automobilisti devono rispettarsi reciprocamente, su una strada che il ct ricorda essere di tutti.
(ITALPRESS).