ROMA (ITALPRESS) – Sono 1.392 i nuovi contagi da Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, e 14 i decessi che portano il totale delle vittime a 35.738. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 87.303 tamponi, per un totale di 10.575.979 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute e della Protezione Civile di oggi. Il totale dei dimessi/guariti è di 219.670 (+967), mentre gli attuali positivi sono 45.489(+410). Ad oggi sono 2.604 i ricoverati con sintomi, di questi 239 si trovano in terapia intensiva, mentre in isolamento domiciliare ci sono 42.646 persone. Le regioni dove è stato registrato il maggior numero di nuovi casi, nelle ultime 24 ore, sono Lazio (238), Lombardia (182), Campania (156), Veneto (119) e Sicilia (108).
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Coronavirus, 1.392 nuovi casi in 24 ore
Pensioni, Corte dei Conti “Verificare la sostenibilità di Quota 100”
ROMA (ITALPRESS) – “Mentre nel 2018 il quadro normativo che fa da sfondo alla gestione dell’Inps ha registrato una sostanziale stabilità, significativi elementi di novità hanno caratterizzato il 2019 sia nel settore previdenziale che in quello assistenziale avuto riguardo principalmente all’introduzione con d.l. 28 gennaio 2019 n. 4 della cosiddetta Quota 100 e del cosiddetto Reddito di cittadinanza”. E’ quanto emerge dalla relazione della Corte dei Conti sul controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’INPS.
“In un sistema pensionistico a ripartizione ed in cui la maturazione del diritto a pensione prescinde dal regolare versamento dei contributi nel corso della vita lavorativa – sottolinea la Corte dei Conti -, va verificata la sostenibilità della spesa nel lungo periodo e agli effetti che sulla adeguatezza delle prestazioni produrranno le azioni normative poste in essere nel presente, vanno altresì considerate le conseguenze di dette azioni sulla sostenibilità del modello da parte del sistema produttivo, sia con riguardo al contributo richiesto alla fiscalità generale, che nei confronti dei soggetti tenuti al versamento della contribuzione”.
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Palenzona “Recovery Fund può essere chiave della rigenerazione urbana”
MILANO (ITALPRESS) – “In un periodo complicato come quello che stiamo vivendo è fondamentale ricreare una cultura d’impresa e di rispetto dell’impresa privata, anche nell’immobiliare in quanto settore che crea lavoro e opportunità di crescita”. Lo ha detto Fabrizio Palenzona, presidente del Gruppo Prelios, concludendo il terzo “Real Estate & Finance Summit” de Il Sole 24 Ore.
“Il real estate è un settore strategico che incanala ingenti investimenti per lo sviluppo di un’infrastruttura vitale e, ancora di più in questo momento storico, risponde prima di tutto a un’esigenza sociale: basti pensare all’impatto positivo delle rigenerazioni urbane e, in particolare, delle periferie – ha aggiunto -. Il Recovery Fund può essere la chiave, se le risorse saranno allocate correttamente. In questo contesto il ruolo dello Stato è infatti fondamentale, deve creare le condizioni necessarie per realizzare quello che serve alle persone e al rilancio del Paese, coinvolgendo sia gli operatori privati, che hanno le competenze per realizzarlo al meglio, sia gli investitori che hanno la volontà e le risorse per accelerare il processo. La politica nazionale deve essere capace di creare un contesto favorevole per far lavorare le imprese al servizio dello sviluppo del nostro Paese”.
Per Palenzona “lo Stato deve fornire regole certe per poter attrarre investimenti e contribuire a colmare la domanda che nasce anche da esigenze sociali. Per investire, per creare rigenerazione urbana, vita e sviluppo, abbiamo bisogno di infrastrutture, scuole, università, ricerca, la capacità di inserire reti digitali nel nostro sistema e di connettere i territori”.
“L’interesse degli investitori per l’Italia è tuttora vivo perchè il Paese continua ad avere dei fondamentali molto solidi. La direttrice di numerosi investimenti in diversi settori, non solo immobiliare, è quella dell’ESG: pertanto si privilegiano aziende che tutelano l’ambiente, il sociale e la governance perchè restituiscono una garanzia di una solidità di lungo periodo”, ha detto Luigi Aiello, Chief Corporate & Business Development del Gruppo Prelios, intervenendo alla stessa iniziativa.
“A seguito dell’emergenza Covid-19 si è registrata una crescente attenzione degli investitori sul sociale anche nel settore immobiliare, con un focus sulle classi più deboli che non sono solo quelle con una minore capacità finanziaria ma anche giovani coppie, studenti e anziani. Creare progetti a tutela delle diseguaglianze: questa è la carta vincente per i nuovi progetti di rigenerazione urbana – ha concluso Aiello -. Il Recovery Fund è un’occasione unica e irripetibile che vede lo Stato come partner istituzionale: auspico che ci sia l’intenzione di affidarsi, come avvenuto già durante l’emergenza sanitaria, agli esperti e ai professionisti anche del real estate per capire come investire al meglio le risorse che arriveranno dall’Europa, per rilanciare il nostro Paese anche attraverso quell’ondata di investimenti che contribuirà a cambiare il volto delle nostre città”.
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Ghirelli “Sciopero Aic errore micidiale, rischiamo crac”
ROMA (ITALPRESS) – Lo sciopero proclamato dall’Associazione italiana calciatori per la prima giornata del campionato di Serie C è “un errore micidiale. La sensazione è che manchi la consapevolezza della situazione attuale, visto che si indice uno sciopero su temi che possono portare al crac del calcio italiano: lavoreremo per riannodare i fili della situazione e per far capire la necessità della sostenibilità complessiva del sistema in un momento difficile”. Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, commenta così all’ITALPRESS la decisione dell’Aic di indire lo sciopero per la prima giornata in programma nel weekend. In una nota l’Assocalciatori sottolinea: “preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Lega Pro sul regolamento del minutaggio dei giovani e l’abolizione delle liste dei giocatori utilizzabili nel Campionato di Serie C, l’Aic conferma che i calciatori non scenderanno in campo nella prima
giornata di campionato fissata per sabato 26 e domenica 27
settembre prossimi”. “Senza voler alzare i toni della polemica – osserva il numero uno della terza lega professionistica – voglio ricordare che il mondo è cambiato. Bisogna capire che c’è il rischio crac: tutto va ridiscusso, non possiamo fare riferimento alla situazione di un anno fa, al mondo pre-Covid, perchè dalla fine dell’inverno le squadre non hanno incassi da botteghino e gli sponsor sono ai minimi. Al riguardo la nostra azione è tesa a ridurre i costi delle società e a far giocare i giovani: non abbiamo niente contro i giocatori ma dobbiamo avere la consapevolezza di non poter mantenere gli stessi livelli economici pre-Covid visti i ricavi attuali. Capisco alcuni malumori, anche io non sono sereno, ma ho la consapevolezza di dover affrontare questa difficile situazione uscendo dalla logica sindacale, facendo un ragionamento di sistema e ponendo il problema della sostenibilità, altrimenti il giocattolo si rompe e i club vanno in default”.
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Alfonso (Simest) “Obiettivo creare un ecosistema favorevole per aziende”
ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro ruolo è quello di supportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero, quindi aiutarle ad approcciare nuovi mercati. Siamo parte del gruppo Cdp e insieme con Sace rappresentiamo il polo per l’export e per l’internazionalizzazione”. Così l’amministratore delegato di Simest, Mauro Alfonso, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di stampa Italpress.
“Gestiamo il Fondo 394/81 creato per supportare con finanziamenti agevolati una serie di misure per l’accesso ai mercati esteri. Abbiamo avuto due mesi straordinariamente rilevanti, abbiamo ricevuto a luglio e agosto 2.300 richieste per una quantità di denaro superiore ai 700 milioni, un quarto in più rispetto all’intero 2019. L’aver avuto così tante richieste – ha spiegato Alfonso – risiede nel fatto che c’è la possibilità di avere fino al 50% di finanziamenti a fondo perduto e il restante 50% a un tasso molto basso che in questo momento è dello 0,08%. Inoltre non vengono richieste garanzie bancarie, si è deciso di non volere questa garanzia fino al 31 dicembre e questo significa una pratica è più veloce, normalmente in 30-40 giorni dalla presentazione dell’istanza noi siamo in grado di erogare il corrispettivo del finanziamento, infine i nostri finanziamenti non vengono conteggiati dalla cosiddetta centrale rischi”. Alfonso ha poi parlato del Patto per l’Export lanciato nei mesi scorsi dal Governo: si tratta di uno “sforzo straordinario senza precedenti fatto dalle nostre istituzioni per supportare le attività di export e internazionalizzazione delle imprese. In questo Patto – ha aggiunto – sono state messe a disposizione risorse ingenti e noi siamo una delle colonne più importanti di questa operazione, c’è stato assegnato un ammontare significativo di risorse, circa 1,3 miliardi, da erogare per l’accesso ai mercati esteri per l’internazionalizzazione e per l’export. Credo si sia rotto il tabù della presenza dello Stato nelle aziende, noi siamo obbligate a farlo, lo stanno facendo gli altri e non possiamo lasciare le nostre aziende scoperte rispetto alla concorrenza estera, l’importante è essere selettivi. L’intervento pubblico viene fatto utilizzando soldi dei contribuenti, quindi – ha evidenziato l’Ad di Simest – non bisogna spendere soldi mantenendo situazioni che di per sè non stanno economicamente in piedi, ma bisogna utilizzare le risorse al meglio entrando nel capitale di aziende che siano in grado di produrre valore”.
Alfonso ha infine ricordato i 7 strumenti con cui Simest sostiene il processo di internazionalizzazione: patrimonializzazione; partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema; inserimento nei mercati esteri; temporary export manager; e-commerce; studi di fattibilità; programmi di assistenza tecnica.
“Il nostro ruolo deve essere quello di creare un ecosistema per le aziende affinchè il germe possa dare il frutto migliore possibile”, ha concluso Alfonso.
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Acri, nel 2019 boom proventi delle Fondazioni +140,4%
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Acri ha approvato il venticinquesimo Rapporto Annuale, che presenta i dati aggregati dai bilanci 2019 delle Fondazioni di origine bancaria. La pubblicazione, che solitamente veniva licenziata prima dell’estate, quest’anno è stata posticipata in seguito alla proroga del termine di approvazione dei bilanci a fine giugno.
Questi i dati principali contenuti nel Rapporto, riferiti al complesso dei bilanci 2019 delle 86 Fondazioni di origine bancaria italiane: patrimonio contabile pari a 40,3 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 39,6 miliardi dell’esercizio precedente (+1,6%); significativo aumento dei proventi complessivi, che si attestano a 2.601 milioni di euro, contro i 1.082 del 2018 (+140,4%); conseguente più che proporzionale aumento dell’Avanzo di esercizio, che passa da 575 milioni di euro del 2018 a 1.909 milioni di euro del 2019 (+232%), considerata la quasi stabilità degli oneri complessivi, pari a 261 milioni di euro (+4,6%); significativo incremento degli oneri fiscali che, considerando anche le ritenute sui proventi finanziari, non rilevati in bilancio, passano dai 323 milioni di euro del 2018 ai 510 milioni di euro del 2019; nonostante il forte incremento dell’Avanzo d’esercizio 2019, si registra una diminuzione delle erogazioni, essendo queste oramai in prevalenza effettuate sulla base dell’Avanzo dell’esercizio precedente. Le erogazioni passano, infatti, dai 1.025 milioni di euro del 2018 a 911 milioni di euro del 2019 (-11,1%); attestandosi su un dato sostanzialmente in linea con la media degli ultimi anni. «Sul piano dei risultati gestionali delle Fondazioni di origine bancaria – ha affermato Francesco Profumo, presidente di Acri – il 2019 ha registrato risultati estremamente positivi. Il recupero dei mercati finanziari, rispetto a un 2018 particolarmente difficile, ha fatto registrare un significativo
incremento dei proventi complessivi, che si è riflesso nell’Avanzo di gestione, più che triplicato rispetto all’esercizio precedente. Sul fronte delle erogazioni, considerate le modalità di determinazione delle risorse da destinare all’Attività istituzionale basate prevalentemente sugli
Avanzi di gestione generati nell’esercizio precedente, si registra invece una lieve flessione, mentre aumenta l’ammontare di risorse accantonate ai Fondi di stabilizzazione per le erogazioni future. Le Fondazioni confermano, quindi, il loro impegno al fianco delle comunità e del Terzo settore, nel
campo del welfare e non solo, con l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze, a partire dalla povertà educativa minorile. Questo loro impegno è stato ulteriormente confermato nel primo semestre del 2020, quando le Fondazioni hanno messo in campo uno sforzo straordinario per rispondere alla pandemia e supportare il rilancio del Paese».
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Esame di Suarez a Perugia, irregolarità nella prova di italiano
PERUGIA (ITALPRESS) – La pista che portava Luis Suarez in Italia, magari alla Juventus o all’Inter, tramonta definitivamente anche per questioni extra-calcistiche che coinvolgono l’attuale attaccante del Barcellona. Durante le indagini delegate fin dal febbraio 2020 al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Perugia, per fatti diversi e maturati nel contesto dell’Università per Stranieri, “sono emerse irregolarità nella prova di certificazione della lingua italiana, svolta il 17 settembre scorso dal calciatore uruguaiano Luis Alberto Suarez Diaz, necessaria all’ottenimento della cittadinanza italiana”. Secondo quanto riportato dal comunicato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, Suarez avrebbe concordato preventivamente le domande oggetto di esame, con relativo punteggio attribuito prima ancora dello svolgimento della prova nonostante sia stata riscontrata, “nel corso delle lezioni a distanza svolte dai docenti dell’Ateneo, una conoscenza elementare della lingua italiana”. I militari della Guardia di Finanza stanno procedendo ad acquisizioni documentali presso gli uffici dell’Università, “finalizzate al riscontro delle condotte sopra descritte”, nonchè “alla notifica di informazioni di garanzia per i reati di rivelazione di segreti di ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici ed altro”.
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Comunali: proiezioni, a Venezia vince Brugnaro,centrosinistra a Mantova
ROMA (ITALPRESS) – Alle 9 è iniziato lo spoglio delle elezioni comunali.
Stando alla proiezione del consorzio Opinio Italia per la Rai alle comunali di Venezia Luigi Brugnaro del centrodestra è al 51,3%, Pierpaolo Baretta del centrosinistra al 28,9%, Sara Visman (M5S) 5,1%.
Alle comunali di Reggio Calabria è testa a testa tra il sindaco uscente Giuseppe Falcomatà del centrosinistra al 35,8% e lo sfidante Nino Minicuci del centrodestra al 34,8%.
Alle comunali di Matera Rocco Sassone del centrodestra è al 31,6%, Domenico Bennardi del M5s al 26,2%, Giovanni Schiuma (centrosinistra) al 18,6%.
Alle comunali di Mantova il candidato del centrosinistra Mattia Palazzi è al 65,5%, Stefano Rossi del centrodestra al 26,1%, Gloria Costani è data al 6,4%. Alle comunali di Mantova il candidato del centrosinistra Mattia Palazzi è al 65,5%, Stefano Rossi del centrodestra al 26,1%, Gloria Costani è data al 6,4%.
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