PLOUAY (FRANCIA) (ITALPRESS) – Giacomo Nizzolo si aggiudica la medaglia d’oro al termine della prova in linea Elite maschile ai campionati europei di ciclismo di Plouay, in Francia. Il corridore brianzolo, al termine di una volata tiratissima, taglia per primo il traguardo nell’arrivo a ranghi compatti dopo 177,4 km – pari a tredici giri del circuito cittadino – e precede per un soffio il francese Arnaud Demare, che conquista la medaglia d’argento. Bronzo per il tedesco Pascal Ackermann. Dopo una serie di scatti non andati a buon fine, nel finale a provarci è stato il norvegese Hoelgaard, ma viene ripreso a tre km dalla conclusione e l’arrivo è in volata. Gli italiani di Davide Cassani sono protagonisti così un ottimo lavoro di gruppo, tirando il gruppo nel finale e gestendo alla perfezione l’ultimo chilometro: il fresco campione tricolore si conferma anche a livello continentale e regala la medaglia più prestigiosa all’Italia, al suo terzo titolo continentale di fila nella prova su strada Elite dopo quelli di Matteo Trentin (2018) e Elia Viviani (2019). Per l’Italbici è il secondo titolo continentale in Bretagna dopo quello conquistato questa mattina da Elisa Balsamo nella gara in linea delle under 23, il quarto podio tricolore con gli argenti a cronometro vinti dagli juniores Carlotta Cipressi e Lorenzo Milesi.
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Nizzolo si laurea campione europeo a Plouay, battuto Demare
Tpl, De Micheli “Pronte proposte per aumentare la capienza in sicurezza”
ROMA (ITALPRESS) – Definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe e di lavoro, e dei tempi di permanenza a bordo per derogare al distanziamento di un metro, certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio dei mezzi, obbligo di mascherina chirurgica e differenziazione degli orari per diluire i flussi di passeggeri.
Sono le proposte relative al trasporto pubblico locale spiegate dalla Ministra Paola De Micheli, durante la riunione in videoconferenza con le Regioni, per l’incremento della capienza in condizioni di sicurezza sui mezzi in vista della riapertura delle scuole.
Nel corso del confronto, la Ministra ha fatto il punto sulle proposte condivise con le Regioni e inviate a partire da maggio e sul monitoraggio costante attivato in questi mesi dei flussi di viaggiatori sui mezzi di trasporto pubblico, sottolineando “i pochi problemi emersi e la grande capacità di adattamento delle aziende locali”. Alle proposte elencate, si aggiungono per le percorrenze più lunghe anche l’adozione a bordo dei mezzi di separatori morbidi coerenti con le prescrizioni di sicurezza e la differenziazione degli orari di apertura e di chiusura delle scuole, che permetterà di diluire nel tempo i flussi di accesso.
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Autopsia su resti Gioele, “difficile stabilire se morto vicino madre”
MESSINA (ITALPRESS) – “Oggi non è possibile capire se il bambino sia morto vicino alla madre Viviana…”. Lo ha detto, parlando con i cronisti, Stefano Vanin, l’entomologo forense nominato come perito dalla Procura di Patti, al termine dell’autopsia sui resti di Gioele, il bimbo di 4 anni trovato morto nei boschi di Caronia, nel messinese, ad una certa distanza dal cadavere della madre, la dj di origini torinesi, Viviana Parisi.
“Sono stati raccolti – ha aggiunto – un sacco di elementi sia per quanto riguarda la componente medica che veterinaria e entomologica. Quindi di elementi ce ne sono. Come ogni corpo ha dato delle informazioni, quanto è ‘informativò lo vedremo. Adesso come nel caso della madre è tutto da analizzare in laboratorio”.
Per il professor Vanin si tratta “di un caso difficilissimo perchè ci sono un clima e un ambiente particolare, anche se qualche elemento informativo è stato estratto. Sul terreno ci sono dei ‘segni di giacitura del corpò. Il terreno non è compromesso, ma è un ambiente su cui sono passare delle persone”.
“L’unico elemento certo – ha sottolineato Giuseppina Certo, il consulente nominato dalla famiglia di Daniele Mondello – è che il bambino è stato aggredito dalla macro-fauna presente nei boschi di Caronia”.
L’autopsia di Gioele è stata eseguita al Policlinico di Messina. Da quanto si apprende non “si può ancora stabilire se è stato
aggredito prima o dopo la morte” e “se il bambino è morto lì”.
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Scaroni “Tifosi sugli spalti? Sono ottimista ma solo con vaccino”
MILANO (ITALPRESS) – “Credo che gli stadi riapriranno solo quando ci sarà il vaccino”. Questa la previsione del presidente del Milan Paolo Scaroni sulla nuova stagione della Serie A, che dovrebbe partire il 19 settembre. Il mondo del calcio spera di poter rivedere presto i tifosi sugli spalti, ma l’andamento della pandemia non lascia presagire novità positive nel breve periodo. “Nessuno ha mai vissuto una situazione come quella provocata dal Covid-19 – ha osservato il presidente rossonero in’intervista a Milan Tv – Fin quando non ci sarà il vaccino si potranno trovare delle mezze soluzioni, ma non avremo il pubblico sugli spalti in modo compatto. Ma penso che prima della fine dell’anno il vaccino ci sarà e dunque sono ottimista sul fatto che gli stadi torneranno a riempirsi presto”. Scaroni ha toccato poi il tema del nuovo stadio. “Io sono fiducioso – ha spiegato il presidente del Milan – Con l’amministrazione comunale abbiamo raggiunto un’intesa sui metri cubi assegnati: non è esattamente quello che speravamo, ma lo abbiamo accettato. Il sindaco e la maggioranza sono d’accordo sul progetto e anche le opposizioni si sono espresse positivamente: mi sembra che la stragrande maggioranza delle forze politiche siano favorevoli al nuovo stadio. Immaginare un Milan con 60-70 milioni di ricavi in più ogni anno apre nuovi orizzonti”. Infine una battuta sugli obiettivi della prossima stagione: “Mi accontenterei di vedere il Milan giocare come nel periodo post Covid – ha spiegato Scaroni – In estate abbiamo fatto vedere un calcio divertente, con risultati molto positivi. Se ripartiamo come abbiamo terminato l’ultimo campionato faremo benissimo”.
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Per i giovani concretezza e valori, “la voce dei 20 anni” in una ricerca
MILANO (ITALPRESS) – Parola chiave: futuro. Il primo desiderio dei ventenni di oggi è essere indipendenti economicamente (per il 32% degli intervistati), seguito dall’avere una famiglia felice (28%), comprare casa (26%) e viaggiare (25%). E’ quanto emerge dalla ricerca “La voce dei vent’anni” realizzata da McDonald’s Italia in collaborazione con Annalect in occasione del 20° anniversario del Crispy McBacon, “uno dei panini più amati”, come sottolinea McDonald’s in una nota.
I ventenni italiani oggi risultano dunque molto attenti alla costruzione del loro futuro e di una vita che desiderano serena e gratificante, e che relegano agli ultimi posti il raggiungimento della fama (4%) e il desiderio di cambiare completamente vita (2%).
Il lavoro prima di tutto, dunque: in un momento storico segnato da fragilità e incertezza in tutti i settori economici, i giovani aspirano a un impiego che dia loro la possibilità di crescere (83%), più che ben remunerato (75%), e che dia la possibilità di stringere nuovi legami (65%).
Molto rilevanti anche l’attenzione all’ambiente (84%) e all’inclusione sociale (71%), elementi che pongono i ventenni in forte discontinuità con le generazioni precedenti.
Realizzata ad agosto 2020, la ricerca di McDonald’s mette in evidenza come i ventenni italiani siano una generazione pragmatica e concreta, desiderosa di costruire il proprio futuro economico e sociale e attenta a tematiche rilevanti per la società del futuro che vogliono plasmare.
Realizzata ad agosto 2020, in un momento storico fortemente di rottura, la ricerca evidenzia una generazione Z che dimostra una forte attenzione verso i temi valoriali legati all’attualità: prioritario è il lavoro (86% degli intervistati), proprio per raggiugere quegli obiettivi di indipendenza e serenità tanto auspicati. Segue il tema ambientale (84%), che ben riflette il sentiment nei confronti della tutela e del rispetto del pianeta anche alla luce dei recenti movimenti globali a difesa dell’ambiente. Allo stesso modo anche parità di genere (74%) e inclusione/accettazione delle diversità (71%) risultano cruciali per il futuro dei ventenni italiani pronti a far sentire la propria voce e sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’uguaglianza e le pari opportunità tanto sul mondo del lavoro, quanto nella società. Emerge poi un ulteriore valore importante, il supporto della comunità locale, che entra tra le priorità dei ragazzi italiani nel 65% dei casi, probabilmente influenzato dai segni e dalle conseguenze che la pandemia di Covid-19 ha avuto e continua ad avere sul nostro Paese.
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Immigrazione, Musumeci “La diffida è un atto normale, no speculazioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Perchè questo scontro istituzionale nei confronti di un presidente di Regione che finora ha avuto un comportamento improntato al grande spirito di collaborazione?”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ospite di Omnibus su La7 dopo la nota di diffida alle autorità competenti per l’esecuzione della propria ordinanza emanata lo scorso 22 agosto.
“Come si può dire – ha continuato – che da parte del governo regionale non ci sia stata finora collaborazione? Stiamo solo dicendo di prendere atto che questi hotspot, questi centri di accoglienza sono inadeguati e inadatti in una condizione di epidemia. In queste condizioni sono io dalla parte del torto che sollevo un problema serio?”, si è chiesto il governatore siciliano.
“Non sono candidato a niente – ha precisato -, quindi da parte mia non ci possono essere condizionamenti di carattere elettorale. Sono una persona seria e nella mia storia politica non c’è mai stato un solo tentativo di speculazione. Sono convintissimo che il problema non sia l’equazione migranti uguale Covid-19, sarei un disonesto se dicessi una cosa del genere. Sui positivi che abbiamo oggi in Sicilia abbiamo un terzo di migranti. Molto spesso non vengono intercettati all’inizio. Il problema è che se chiedo il rispetto delle norme alla popolazione indigena o ai turisti, come faccio a non chiederlo ai migranti?”.
Per Musumeci “la diffida è l’atto normale. Essendo organo dello stato chiedo a un altro organo dello Stato perchè non abbia dato seguito alla mia ordinanza come invece ha fatto nei mesi precedenti”. Il presidente siciliano, rispondendo a una domanda sull’eventualità che non arrivino risposte, ha infine aggiunto: “Siamo di fronte e una grave omissione da parte di prefettura e ministero. Nel frattempo mi arriva voce – ha evidenziato – che il ministero dell’interno vorrebbe impugnare la mia ordinanza. Ma perchè non l’ha fatto entro le 48 ore? Perchè sta perdendo tanto tempo? Lo faccia, andremo davanti alla magistratura. Anche noi abbiamo chiesto opinione ai costituzionalisti: loro faranno sentire le loro trombe, noi suoneremo le nostre campane”.
Musumeci punta il dito sull’Europa, definita “cinica ed egoista”. “E’ convinta che soltanto l’Italia, e in particolare la Sicilia, debba affrontare questo dramma che è umano, prima di essere di carattere sociale ed economico” afferma il governatore della Sicilia”.
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Messi-Barcellona ai titoli di coda, dall’Argentina “Sarà addio”
ROMA (ITALPRESS) – Quello che sembrava impossibile adesso è più di un’ipotesi: Lionel Messi è pronto a lasciare il Barcellona. Un divorzio che dall’Argentina danno per certo, citando un fax inviato al club dal numero 10 blaugrana, e che comincia a trovare riscontri anche in Spagna. La situazione sarebbe precipitata dopo l’umiliante 2-8 in Champions col Bayern Monaco: Messi, già in passato critico nei confronti dell’attuale dirigenza, avrebbe iniziato lì a meditare il possibile addio. Nemmeno il confronto col nuovo allenatore Ronald Koeman avrebbe cambiato le cose e anzi la scelta del tecnico olandese di scaricare Luis Suarez, grande amico dell’argentino, avrebbe spinto la Pulce verso la clamorosa decisione annunciata dall’emittente “Tnt Sports”. Messi avrebbe fatto sapere al club di volersi avvalere di quella clausola che gli consente di risolvere unilateralmente il contratto al termine di ogni stagione. Una clausola diventata però già una questione legale: per il club è scaduta a giugno e dunque fa fede l’attuale contratto, in scadenza nel 2021 e con rescissione fissata a 700 milioni di euro, per l’entourage dell’attaccante – data l’atipicità di una stagione contrassegnata dal lungo stop causa coronavirus e dunque allungata fino a fine mese – Messi sarebbe ancora in tempo per esercitare quella clausola, anche se con molta probabilità si tratterebbe di una manovra per obbligare il Barcellona a trattare la sua cessione. Ora nel suo futuro potrebbe esserci altro: dall’Inter di Suning che potrebbe riportare in Italia il dualismo con Ronaldo al Manchester City del mentore Guardiola, passando per potenze economiche come Manchester United o Psg, senza escludere un esilio dorato nella Mls o un romantico finale di carriera nella sua Rosario, vestendo la maglia del Newell’s Old Boys.
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Coronavirus, linee guida scuolabus “Pieni per non più di 15 minuti”
ROMA (ITALPRESS) – Dall’obbligo della mascherina per conducente e alunni alla sanificazione dei mezzi di trasporto almeno una volta al giorno, fino alla deroga del distanziamento di un metro nel caso in cui la permanenza degli alunni non sia superiore ai 15 minuti. Queste alcune delle linee guida, emanate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che definiscono le “misure omogenee di sicurezza per il trasporto degli alunni” che frequentano fino alla scuola secondaria di primo grado, in vista della ripresa dell’attività didattica su tutto il territorio nazionale. Una prima parte riguarda le misure di prevenzione generale di competenza dei genitori: tra queste la misurazione della febbre a casa degli studenti prima della salita sul mezzo di trasporto; il divieto di far salire sul mezzo di trasporto per raggiungere la scuola gli studenti in caso di febbre o nel caso in cui gli stessi siano stati a contatto con persone affette covid-19 nei quattordici giorni precedenti. Una seconda parte, più corposa, si riferisce alle misure specifiche per il trasporto scolastico: ad esempio è prevista l’igienizzazione, la sanificazione e la disinfezione dei mezzi di trasporto almeno una volta al giorno; l’areazione, possibilmente naturale e continua dei mezzi di trasporto, e la presenza dei detergenti per la sanificazione delle mani degli alunni.
Alle fermate è richiesto il distanziamento di un metro alla salita degli alunni, facendo entrare il secondo passeggero dopo che il primo si sia seduto. Vanno evitati, inoltre, contatti ravvicinati anche alla discesa dal mezzo: i ragazzi avranno cura di non alzarsi dal proprio posto se non quando il passeggero precedente sia sceso. Inoltre, non va occupato il posto disponibile vicino al conducente, ove esistente. Obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale per il conducente, al quale non è consentito avvicinarsi o di chiedere informazioni, e per gli alunni trasportati, per la protezione del naso e della bocca: disposizione che non si applica agli alunni di età inferiore ai sei anni, nonchè agli studenti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo dei dispositivi di protezione delle vie aeree. Agli operatori del trasporto scolastico addetti all’assistenza degli alunni disabili è raccomandato l’utilizzo di ulteriori dispositivi (oltre alla mascherina chirurgica, guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose) qualora non sia sempre possibile garantire il distanziamento fisico dallo studente. La distribuzione degli alunni a bordo viene definita mediante marker segnaposto, per garantire il distanziamento di un metro all’interno dei mezzi, limitando così la capienza massima.
Sono previste deroghe al distanziamento di un metro nei seguenti casi: in caso sia possibile l’allineamento verticale degli alunni su posti singoli e sia escluso il posizionamento faccia a faccia; consentita la capienza massima del mezzo di trasporto scolastico nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo nella predetta modalità di riempimento non sia superiore ai 15 minuti; nel caso di alunni che vivono nella medesima unità abitativa. Il comune, infine, può determinare sulla base delle necessità una differenziazione delle fasce orarie del trasporto, non oltre le due ore antecedenti l’ingresso usuale a scuola e un’ora successiva all’orario di uscita previsto.
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