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La Formula Uno torna a Imola, l’1 novembre il Gp dell’Emilia Romagna

ROMA (ITALPRESS) – Il calendario 2020 del Mondiale di Formula Uno si arricchisce di altri tre gran premi: ufficiale l’inserimento dei circuiti del Nurburgring, Portimao e Imola. Il circus tornerà dunque in Portogallo per la prima volta dal 1996 e farà il suo debutto assoluto sul circuito di Algarve nel weekend del 23-25 ottobre. Una settimana dopo toccherà all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per quello che sarà il Gran Premio dell’Emilia Romagna. Il format del weekend a Imola deve essere ancora definito ma si correrà in due giorni – il 31 ottobre e l’1 novembre – probabilmente con una sola sessione di libere a precedere qualifiche e gara. Era dal 2006 che la F1 non faceva tappa a Imola, mentre risale al 2013 l’ultimo appuntamento al Nurburgring, che quest’anno ospiterà il Gp dell’Eifel nella finestra del 9-11 ottobre, due settimane prima di Portimao. A questo punto il Mondiale passa a 13 gare, compreso il Mugello che permetterà così all’Italia di ospitare ben tre Gran Premi. L’obiettivo degli organizzatori è arrivare a 15-18 Gp, provando a chiudere la stagione a metà dicembre nel Golfo arabo. Definitivamente saltata, infine, la possibilità di correre in Brasile, Stati Uniti, Messico e Canada a causa dell’evolversi della pandemia in questi Paesi. “Non vediamo l’ora di tornarci nella prossima stagione”, l’auspicio del presidente e Ceo della Formula Uno, Chase Carey.
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Speranza “Quarantena per chi proviene da Romania e Bulgaria”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha incontrato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per una verifica del quadro epidemiologico a livello internazionale.
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Zanardi instabile, in terapia intensiva al San Raffaele di Milano

ROMA (ITALPRESS) – “Con la presente la scrivente Direzione Sanitaria dell’Ospedale Valduce di Como, rende noto che, in data odierna, a fronte di intercorsa instabilità delle condizioni cliniche del paziente Alex Zanardi, dopo opportune consultazioni con il Dr. Franco Molteni, Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione Specialistica Villa Beretta, struttura afferente all’Ospedale Valduce, dove il paziente era degente dal 21.07.2020, e gli specialisti di riferimento, è stato disposto il trasferimento dello stesso, con adeguati mezzi e adeguata assistenza, presso il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano”. Così, in una nota, il dottor Claudio Zanon, direttore sanitario Aziendale Ospedale Valduce, che fa sapere che “fin d’ora si precisa che non verranno rilasciate ulteriori informazioni sul caso”.
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In rialzo l’export extra Ue a giugno

ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2020 l’Istat stima, per l’interscambio con i paesi extra Ue27, un marcato aumento su base mensile per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+20%) meno per le esportazioni (+14,9%).
Il forte incremento su base mensile dell’export è dovuto soprattutto agli aumenti delle vendite di beni di consumo durevoli (+43,3%), beni strumentali (+24,9%) e beni intermedi (+11,1%). Per quanto riguarda l’import, l’incremento è determinato principalmente da energia (+41,5%), beni strumentali (+32,1%) e beni di consumo non durevoli (+16,6%). Elevato l’aumento per beni di consumo durevoli (+59,2%), che, tuttavia, spiega solo per 1,5 punti percentuali il rialzo congiunturale dell’import.
Nel secondo trimestre 2020, nonostante la crescita a maggio e a giugno, la dinamica congiunturale dell’export è ampiamente negativa (-28,1%), per il forte calo registrato ad aprile ed è sintesi di flessioni che interessano tutti i raggruppamenti principali di industrie, le piu accentuate per energia (-56,0%), beni di consumo durevoli (-46,5%) e beni strumentali (-33,5%). Nello stesso periodo, il calo congiunturale dell’import (-20,3%) riguarda quasi tutti i raggruppamenti ed è più ampio per energia (-50,5%), beni di consumo durevoli (-38,1%). In lieve aumento gli acquisti di beni di consumo non durevoli (+2%).
L’export segna una flessione su base annua ancora marcata (-15,6%) ma in decisa e progressiva attenuazione (-31,5% a maggio; -44,0% ad aprile). La contrazione, generalizzata, è più ampia per energia (-53,5%), beni di consumo durevoli (-24,6%) e beni di consumo non durevoli (-17,1%). Rispetto alle esportazioni, le importazioni registrano una flessione tendenziale (-17%), lievemente più accentuata, con forti cali per quasi tutti i raggruppamenti, i maggiori per energia (-52,4%) e beni di consumo durevoli (-22,9%). Aumentano su base annua gli acquisti di beni di consumo non durevoli (+9,9%).
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Simest, nuovi investimenti Venture Capital sotto l’egida della Farnesina

ROMA (ITALPRESS) – Riparte con un nutrito gruppo di operazioni di investimento il Fondo di Venture Capital (FVC), strumento agevolato gestito da SIMEST la cui vigilanza è recentemente passata al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Si è infatti riunito il nuovo Comitato di Indirizzo e Rendicontazione (CIR), l’organo presieduto dal MAECI che delibera l’intervento FVC al fianco di progetti di internazionalizzazione già partecipati da SIMEST attraverso risorse proprie. Il Comitato ha approvato 12 operazioni in cui il Fondo si andrà ad affiancare alla partecipazione di SIMEST, per un impegno di circa 19 milioni di euro, il più grande importo finora stanziato in un’unica riunione.
La seduta di luglio è stata, inoltre, l’occasione per introdurre alcune novità nel funzionamento del Fondo: un ampliamento sia dell’area di intervento, finora limitata a delle regioni strategiche di interesse definite, che da oggi viene ampliata a tutti i Paesi Extra UE, sia dell’operatività, che viene estesa anche ad operazioni di finanziamento soci, andandosi ad allineare, di fatto, alla nuova e più flessibile operatività di investimento diretto da parte di SIMEST.
I progetti di investimento sono localizzati sia in aree di tradizionale impiego del Fondo, come Brasile, India e Cina, sia in aree introdotte con l’attuale ampliamento dell’operatività, come USA (quattro operazioni) e Canada. Diversi i settori delle aziende supportate: dall’energia rinnovabile all’agroalimentare, dall’estrazione mineraria alla farmaceutica, dall’informatica all’edilizia e arredo.
Il Fondo di Venture Capital è un fondo pubblico le cui risorse sono gestite da SIMEST per intervenire, in aggiunta alla propria partecipazione e sempre in misura minoritaria rispetto all’intervento del partner italiano, in investimenti di sviluppo in Paesi extra-UE promossi da aziende italiane. La partecipazione del FVC ha delle condizioni agevolative favorevoli (un corrispettivo fisso e pari al tasso BCE alla data della delibera più uno spread tra lo 0,50% e l’1% a seconda della classe dimensionale dell’azienda italiana proponente) che permettono alle imprese richiedenti di ottimizzare il funding dei propri investimenti. A deliberare le operazioni del Fondo è il Comitato di Indirizzo e Rendicontazione, presieduto dal MAECI e formato da rappresentanti del MAECI, del MISE e del MEF.
Il Fondo opera anche a supporto delle operazioni partecipate da Finest: nel CIR di luglio sono state infatti deliberate anche due operazioni associate a investimenti della finanziaria regionale attiva nel Nord Est Italia, per un importo complessivo di 1,5 milioni di euro.
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Open Fiber e Postepay insieme per la connettività ultraveloce

ROMA (ITALPRESS) – Open Fiber e PostePay, la controllata del Gruppo Poste Italiane che commercializza i servizi di telecomunicazioni con il brand Poste Mobile, hanno siglato un accordo strategico per la rivendita delle connessioni in fibra ottica della rete FTTH (Fiber To The Home, l’infrastruttura che arriva direttamente all’interno delle unità immobiliari) di Open Fiber. La partnership si estende su tutto il territorio nazionale e dunque, in prospettiva, su oltre 19 milioni di unità immobiliari in Italia: 271 città cablate con investimento diretto e circa 7.000 comuni di piccole e medie dimensioni – nelle cosiddette aree bianche – su cui OF opera come concessionario Infratel.
Con PostePay si completa il quadro dei principali Operatori italiani che hanno scelto la soluzione interamente in fibra ottica di Open Fiber per offrire i propri servizi Ultra Broadband. I cittadini delle grandi città e dei piccoli comuni avranno, quindi, un nuovo operatore a cui rivolgersi per richiedere una connessione in fibra ottica attraverso i canali di vendita di Poste, diffusi in maniera capillare su tutto il territorio nazionale.
La capillarità di Poste unita alla mission di Open Fiber chiamata a portare la fibra ottica nelle aree interne del Paese, consentiranno l’accelerazione della diffusione dei servizi Ultra Broadband e il recupero del digital divide in Italia.
“La possibilità di commercializzare il servizio UBB nei 13.000 Uffici Postali presenti in tutti i comuni Italiani rappresenta una opportunità strategica e una collaborazione naturale per portare la fibra ottica in maniera diffusa nel nostro Paese. Come operatore wholesale only, Open Fiber mette a disposizione di tutti gli operatori interessati un’infrastruttura interamente in fibra ottica, priva di tratte in rame, in grado di raggiungere e superare 1 Gbps di velocità, con minima latenza e un elevato grado di sicurezza e affidabilità”, si legge in una nota.
“L’emergenza COVID ha reso ancora più chiara la necessità di accelerare lo sviluppo digitale dell’Italia e in particolare il passaggio a una rete di accesso interamente in fibra – ha commentato Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber -. L’accordo strategico con Poste conferma l’apprezzamento del mercato per una un’infrastruttura ad altissime performance, in grado abilitare i servizi di cui il nostro Paese ha bisogno, facendo leva sulla capillarità del network degli Uffici Postali per portare ovunque i servizi, con particolare riguardo ai piccoli centri che maggiormente soffrono il digital divide”.
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Vino, Cia “Blindare i disciplinari della produzione Doc e Docg”

ROMA (ITALPRESS) – Il Dl Semplificazioni al vaglio in Senato permette con l’articolo 43 comma 3 di imbottigliare ovunque, fuori zona di produzione, tutti i vini Doc e Docg, quando è dichiarato lo stato di emergenza con misure sanitarie o fitosanitarie. Per la Cia-Agricoltori Italiani “è una norma sproporzionata, mentre i disciplinari di produzione per quanto riguarda i vincoli delle aree geografiche, andrebbero blindati a tutela della qualità”. L’associazione di categoria chiede subito “un intervento risolutivo in sede di conversione della legge”.
Nel frattempo, Cia sollecita il Governo “affinchè da qui al relativo iter parlamentare, si limiti il danno sul mercato di tale norma che è di fatto valida dal 16 luglio scorso. E’ in assoluto contrasto con i regolamenti europei e con l’operato dell’Italia a salvaguardia dei vini d’origine”.
Per Cia, infatti, “è inammissibile una deroga ai disciplinari perchè tende a legittimare pratiche sleali combattute da sempre e arginate con grande impegno. Si rischia, inoltre, di compromettere irreparabilmente il valore delle produzioni territoriali e di snaturare caratteristiche che fanno del vino regionale Made in Italy, un modello nel mondo”.
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Il settore privato in campo per ridurre le liste d’attesa

ROMA (ITALPRESS) – Il fenomeno delle liste d’attesa in fase pre-Covid, tra il 2018 e il 2019, ha fatto registrare un incremento tale da portare 20 milioni di cittadini in attesa per analisi di laboratorio, accertamenti diagnostici, visite specialistiche o piccoli interventi ambulatoriali e quasi 8 milioni in attesa per un ricovero. Dati che sono andati peggiorando a causa della sospensione delle prestazioni programmate durante il lockdown. Le strutture della componente di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale sarebbero in grado da subito di incrementare i ricoveri da un minimo del 40% a un massimo del 60% e le prestazioni di carattere ambulatoriale da un minimo del 45% a un massimo del 90% rispetto agli attuali livelli di erogazione.
“Sin da prima della tragedia Covid-19 noi abbiamo denunciato che il nostro Sistema Sanitario Nazionale registrava tempi di attesa molto lunghi e che questo determinava un uso distorto del Servizio Sanitario Nazionale come per esempio un uso improprio di pronto soccorso, una mobilità passiva, in cui la gente non trovava risposta alla propria domanda di salute nella propria regione”, ha spiegato all’Italpress la presidente nazionale di Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), Barbara Cittadini.
“La situazione è molto differenziata da regione a regione – ha proseguito -. Tanti anni di spesa bloccata, abbiamo una spesa sanitaria rispetto al Pil tra le più basse rispetto ai paesi dell’Ocse. Questo significa che l’offerta delle prestazioni sanitarie già prima del lockdown era in sofferenza. Gli effetti del lungo lockdown si sono fatte sentire soprattutto per le prestazioni differibili o non considerate urgenti”. Poi la presidente ha sottolineato che “ora bisognerà trasmettere ai cittadini che gli ospedali sono dei luoghi sicuri e in questo è necessaria una riprogrammazione dell’offerta sanitaria. Ci sono tante risorse e vanno investite. Noi siamo disponibili ad aumentare anche del 50% la componente del diritto privato e un’offerta maggiore rispetto alle prestazioni ambulatoriali di cui il paese ha grande bisogno. Sino ad oggi questi nostri appelli non sono state accolte. Noi ci siamo, potremmo risolvere in maniera tempestiva, urgente e soprattutto economicamente quantificabile anticipatamente il problema degli italiani”.
“La programmazione non dipende da noi, l’approvazione la fanno le regioni e su questo c’è stata molta disinformazione – ha specificato – perchè si è detto che la componente di diritto privato fa quello che più gli interessa economicamente, ma non è così. Noi siamo disponibili a fare tutto quello che la regione ci chiede in relazione alle branche autorizzate, anche a modificarle. Non è vero che non siamo disponibili a gestire terapie intensive e pronti soccorsi, molti di noi lo hanno già chiesto”.
“In termini di quantità delle prestazioni gli uffici statistici dell’Aiop hanno visto che noi abbiamo una potenzialità inespressa rispetto ai ricoveri del 50% circa, a seconda delle regioni, e ancor più alta per quanto riguarda le prestazioni di natura ambulatoriale”, ha concluso Cittadini.
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