MILANO (ITALPRESS) – Le imprese di pubblica utilità investire 50 miliardi di euro nei prossimi cinque anni (30 nel settore idrico, 12 in quello energetico e 8 in quello ambientale). Uno sforzo che avrebbe un impatto del 3,6% sul Pil e potrebbe creare 400mila posti di lavoro, soprattutto al Sud, ma occorre che il governo crei le giuste condizioni affinchè questi obiettivi ambiziosi possano realizzarsi. Utilitalia, la federazione che riunisce le utilities impegnate nel settore idrico, energetico e ambientale, ha presentato oggi il documento “Il contributo delle Utilities al rilancio economico del Paese”, in collaborazione con la Fondazione Utilitatis e con il contributo di Svimez e PwC, che delinea le proposte del settore per il rilancio italiano. “Non è stato dato abbastanza risalto a quanto le nostre aziende hanno fatto nel periodo di lockdown. Ci siamo guadagnati sul campo una credibilità tale che il governo dovrebbe ascoltare le nostre proposte – ha spiegato Alessandro Russo, vice presidente di Utilitalia -. Possiamo dare un contributo al rilancio economico del Paese. Le nostre aziende possono offrire anche hub di qualità alle imprese estere che vogliono intervenire nel nostro Paese e quindi il nostro volano si può triplicare. Non chiediamo soldi, ma norme e questo è un valore aggiunto”.
Per Utilitalia è necessario che il governo garantisca l’operatività dei servizi essenziali e snellisca i procedimenti autorizzativi per interventi urgenti, avviando poi le azioni necessarie a favorire il percorso di rilancio tramite la realizzazione di nuove opere infrastrutturali. In particolare, serve un’iniezione straordinaria di liquidità a supporto delle imprese, e anche di sostegno all’attuazione dei piani di investimento programmati. Sarebbe inoltre necessario rilanciare il mercato dei contratti pubblici e garantire la tempestività degli approvvigionamenti, nonchè semplificare i procedimenti e ridurre di un terzo i termini delle procedure autorizzative. Da un punto di vista fiscale si propone di incentivare fiscalmente le aggregazioni tra imprese e di introdurre l’agevolazione fiscale del superammortamento, limitata agli investimenti non inferiori ai 10 milioni di euro effettuati fino al 2023. “Il recovery plan italiano avrà bisogno anche di investimenti privati. I 50 miliardi di investimenti prospettati dal settore delle utilities, senza richiedere risorse pubbliche, ma una facilitazione da parte governo, sono importanti per il sostegno dell’economa del Paese. Faremo un testo in tal senso”, ha commentato in un convegno con i principali player del settore, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani.
“Gli investimenti che facciamo, li facciamo per rendere servizi migliori ai nostri clienti, oltre che per rilanciare il Paese”, ha specificato Massimiliano Bianco, amministratore delegato di Iren. Per Giuseppe Gola, amministratore delegato di Acea, “dei 30 miliardi di cui parla il piano di Utilitalia nel settore idrico, 3 verranno utilizzati dal gruppo Acea. Sentiamo di avere un ruolo fondamentale in questo settore. Questi investimenti possono però essere anche aumentati se si creano le giuste condizioni di contorno”. “Abbiamo bisogno di una strategia che sia un grado di rilanciare degli investimenti nel settore idrico. Oggi ci sono bonus per chi adotta delle soluzioni migliori dal punto di vista energetico, ma non per chi investe in campo ibrido”, ha detto Renato Mazzoncini, ad di A2a. Un’idea sposata da Stefano Venier, ad di Hera, che ha chiesto l’introduzione di “certificati blu per chi porta avanti investimenti e progetti in materia di efficenza idrica”.
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Utilitalia “Possiamo dare un contributo importante al rilancio”
In calo nuovi casi di coronavirus, in aumento i decessi
ROMA (ITALPRESS) – Prosegue la discesa dei nuovi casi di coronavirus in Italia. Secondo i dati diramati dal Ministero della Salute, sono 114 i nuovi contagiati (ieri erano 169). Il numero totale dei contagiati sale a 243.433 da inizio pandemia. In aumento i decessi: nelle ultime 24 ore sono stati 17, ieri 13. Ora il numero totale dei morti si avvicina a 35 mila, per l’esattezza il totale delle vittime raggiunge quota 34.984. In crescita i guariti, nelle ultime 24 ore sono stati 335, portando il totale a 195.441. Per quanto riguarda il dato degli attualmente positivi sono 12.919, con un decremento di 238 unità rispetto a ieri. In aumento di 9 i ricoverati: oggi sono 777, 60 dei quali sono in terapia intensiva (5 in meno rispetto a ieri). Infine in calo coloro che si trovano in isolamento: in tutto sono 12.082 -242 rispetto a ieri.
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Migranti, a giugno più arrivi da Balcani e Mediterraneo occidentale
ROMA (ITALPRESS) – Nella prima metà del 2019 il numero di ingressi illegali nell’Unione Europea è diminuito di quasi un quinto rispetto all’anno precedente a 36.400, principalmente a causa degli effetti della pandemia di COVID. Il calo è stato particolarmente pronunciato sulle rotte migratorie del Mediterraneo occidentale e orientale. A giugno, il numero di attraversamenti illegali delle frontiere era approssimativamente in linea con il mese precedente a circa 4.500. Lo rende noto Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne.
I Balcani occidentali sono diventati la rotta migratoria più attiva a giugno con 2.050 rilevamenti di valichi di frontiera illegali, il 70% in più rispetto a maggio e quasi il triplo rispetto a un anno fa. Il numero di migranti che attraversano i Balcani occidentali è aumentato a causa del maggior numero di persone che erano originariamente sbarcate in Grecia e all’allentamento delle misure COVID da parte delle autorità nazionali della regione.
Nella prima metà di quest’anno, quasi 9.300 migranti sono stati rilevati alle frontiere dell’UE nella regione, il 73% in più rispetto ai primi sei mesi del 2019.
Secondo i dati più recenti, ci sono stati circa 200 rilevamenti di attraversamenti illegali segnalati a giugno sulla rotta del Mediterraneo orientale, anche se si prevede che questo numero sarà più elevato in base al calcolo dei dati definitivi.
Il numero di migranti che hanno raggiunto l’Europa utilizzando la rotta del Mediterraneo centrale il mese scorso è diminuito di quasi il 50% a poco più di 900.
Nel mese di giugno sono stati rilevati circa 750 rilevamenti di valichi di frontiera illegali nel Mediterraneo occidentale, l’8% in più rispetto al mese precedente.
Il totale per i primi sei mesi del 2020 si è dimezzato a 4.500, con gli algerini che rappresentano uno su due arrivi. I marocchini erano la seconda nazionalità più rappresentata su questa rotta.
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Infrastrutture, Salini: “Necessario un piano da 150 miliardi”
GENOVA (ITALPRESS) – “Il Modello Genova interpreta la concretezza dei genovesi, quella concretezza del parlare poco e realizzare le cose. Questo modello dobbiamo traslare in Italia, in modo tale che tutte le parti coinvolte lavorino insieme per la realizzazione di un’opera. L’Italia non deve più essere il Paese dei blocchi e delle opposizioni. Davanti all’emergenza economica e sociale che ci obbliga a pensare ad una ricostruzione paragonabile a quella post-bellica, dobbiamo creare fiducia nel futuro ed evitare il peggiore dei mali: l’immobilismo e l’inerzia”. Lo ha detto Pietro Salini, Amministratore Delegato Webuild, intervenendo alla tavola rotonda “Il modello Genova per il rilancio del Sistema-Paese”, nell’ambito della quarta edizione del Forum “Liguria 2022” promosso da The European House – Ambrosetti.
“In tutte le regioni italiane dove le opere non esistono o sono bloccate, a partire dalla Liguria, dobbiamo replicare il modello efficiente applicato per la costruzione del nuovo Ponte di Genova – ha proseguito Salini -, unendo tutte le parti in uno sforzo congiunto tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali per progettare e realizzare infrastrutture strategiche a medio-lungo termine, per irrobustire la struttura economica e produttiva del paese e permettere alle nuove generazioni di poter finalmente intravedere un paese motore di opportunità. L’esperienza che abbiamo fatto con questo progetto e con il Commissario Bucci e il Governatore Toti ha dimostrato che le opere si possono fare, seguendo sempre la normativa, sia essa italiana o europea. Stiamo vivendo la più grande emergenza nazionale dal dopoguerra, sono a rischio 400-500 miliardi di PIL da oggi al 2021, e con il PIL sono a rischio milioni di posti di lavoro, con conseguente continuo crollo della domanda sul mercato. Per poter far ripartire il Paese in sicurezza – ha aggiunto Salini – dobbiamo puntare su un sistema infrastrutturale articolato orientato ad un futuro più sostenibile, con un piano da almeno 100-150 miliardi di euro”.
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Sarri “Scudetto non è scontato, c’è ancora da lottare”
TORINO (ITALPRESS) – “Questo scudetto non è scontato, c’è ancora da lottare, soffrire e combattere, abbiamo la fortuna di avere tra le mani il nostro destino, sappiamo che dobbiamo fare 11 punti nelle prossime 6 partite per centrare l’obiettivo”. Lo ha dichiarato il tecnico della Juventus, Maurizio Sarri, alla vigilia del match di domani sera in casa del Sassuolo. “Non penso che ci sia qualcuno così superficiale da dare per scontato lo scudetto, nello sport non esiste nella maniera più assoluta un risultato scontato, non so cosa ne pensi la critica perchè cerco di tenermi lontano da tutto e da tutti, non frequento e non frequenterò mai i social, ma posso dire che la gente che incontro per strada ci dà appoggio e affetto”, ha aggiunto Sarri che tiene in grande considerazione gli avversari di domani. “Al di là dell’entusiasmo che ha, il Sassuolo è una delle squadre che ha preso la strada dell’Atalanta, sta dando continuità a un progetto, è organizzatissima e ha un allenatore di alto livello, è un’avversaria pericolosa con una qualità offensiva fuori dal normale – dice il tecnico bianconero -. L’entusiasmo, però, c’è anche da parte nostra, ci giochiamo roba importante e dobbiamo essere alla pari a livello di determinazione e di motivazioni”.
Rimanendo al paragone con i nerazzurri di Gasperini, Sarri spiega: “L’Atalanta è una squadra che è cambiata durante il percorso che ha fatto, negli ultimi anni è diventata molto più offensiva e ha un livello di aggressività nella fase difensiva che può metterti in difficoltà. Il Sassuolo ha una propensione al palleggio fuori dal normale, riesce a prendere in mano le partite e anche domani ci sarà questa difficoltà, non hanno remore nell’affrontare le grandi squadre, si affidano sempre alle qualità del loro palleggio, a tratti ci sarà da soffrire, lo sappiamo e dobbiamo farci trovare pronti”.
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Coronavirus, Speranza “Sulla strada giusta, ma non abbassare la guardia”
ROMA (ITALPRESS) – “Non possiamo abbassare la guardia, non dividiamoci su questo, vi prego. Anche nella comunità scientifica si dibatte, ma nessuno dice che non bisogna mettere le mascherine, che non bisogna rispettare la distanza e non bisogna effettuare il frequente lavaggio delle mani”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso delle comunicazioni al Senato sull’emergenza coronavirus.
“In Italia siamo sulla strada giusta, conosciamo sempre di più il virus e abbiamo adottato misure di prevenzione territoriale, ma non facciamoci illusioni, non esiste il rischio zero senza il vaccino”, ha proseguito.
“Discuteremo nuovamente sia alla Camera che al Senato della eventuale proroga dello stato di emergenza. Al momento nessuna decisione è stata assunta, dovrà riunirsi il Consiglio dei Ministri e sono convinto che il Parlamento debba essere protagonista del percorso decisionale”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che “il nostro Paese è pienamente in campo per
assicurare al più preso il vaccino a tutti i cittadini. Un
vaccino che è per l’Italia un diritto di tutti, un bene globale e
non un privilegio di pochi”.
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Intesa-Ubi, Capaldo “Operazione importante che va conclusa”
MILANO (ITALPRESS) – “Non voglio entrare nello specifico dell’operazione. Dico solo che l’aggregazione tra Intesa Sanpaolo e Ubi credo sia un’operazione importante da portare a termine”. Lo afferma in un’intervista al Sole 24 Ore Pellegrino Capaldo, professore emerito dell’Università La Sapienza, già presidente della Banca di Roma e di organismi no-profit, che ha appena fondato una nuova Scuola di Politica che scaturisce dalla Fondazione Nuovo Millennio da lui presieduta.
“Intesa è una grande ed importante banca e può essere un ottimo polo aggregante in chiave sia nazionale che europea – prosegue Capaldo -. E l’a.d. Messina, molto preparato, sono certo saprà concludere la fusione evitando di essere schiacciato dalla grande dimensione, senza offuscare le caratteristiche dei due istituti e conservando la peculiarità di attenzione alla clientela. Ricordiamo che Intesa nasce dall’aggregazione della Cariplo, che aveva un fortissimo legame con il territorio e i piccoli risparmiatori”. Capaldo crede che “Ubi debba trovare alla fine un accordo favorevole. Il prezzo offerta da Intesa lo trovo onesto e anche le assicurazioni sui dividendi sono congrue”, aggiunge.
Da presidente della Banca di Roma aveva guidato la prima grande aggregazione bancaria italiana, che ha messo insieme in pochi anni Banco di Santo Spirito, Cassa di risparmio di Roma e il Banco di Roma. “In quell’operazione siamo riusciti nell’obiettivo di razionalizzare tre banche presenti nella città di Roma, assieme alla collaborazione dei dipendenti, creando un grande gruppo e mantenendo un forte collegamento con la clientela al dettaglio – sottolinea Capaldo -. Auspico dunque questa soluzione per il bene del Paese, delle famiglie e delle imprese”.
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