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Brasile, Bolsonaro positivo al coronavirus

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, è risultato positivo al coronavirus: lo riferisce la Cnn Brasil.
Il Brasile nelle ultime 24 ore attendeva il responso sulla sua possibile positività. Era stato lo stesso presidente ad annunciare di avvertire i sintomi tipici del Covid: la tosse e qualche linea di febbre. I risultati degli esami hanno confermato i suoi sospetti e Jair Bolsonaro dinanzi alle telecamere di tre tv ha annunciato la sua positività, assicurando i connazionali delle sue condizioni di salute. “Sto perfettamente bene” ha spiegato ai giornalisti. Già qualche ora prima, quando ancora gli esiti non erano chiari, si era affrettato a rassicurare sulle sue condizioni di salute, chiarendo di avvertire i sintomi sempre in maniera più blanda. Ma il responso arrivato ha confermato i timori dello staff presidenziale.
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Coronavirus, 138 nuovi contagi e 30 decessi

ROMA (ITALPRESS) – In Italia si registrano nelle ultime 24 ore 138 nuovi positivi (53 nella sola Lombardia) in calo rispetto a ieri. Aumentano invece i decessi: 30 i morti che porta il numero complessivo a 34.899 Sono questi i numeri del bollettino reso noto oggi dal Ministero della Salute. In totale i contagiati da inizio Covid-19 sono stati 241.956. Il numero di guariti oggi è di 574, per un totale di 192.815. Cala di 6 il numero di ricoverati (940), mentre scendono di 2 i ricoverati nelle terapie intensive, ora sono 70. Il numero delle persone in isolamento domiciliare è di 13.232, con un calo di 459 rispetto a ieri. Sei le regioni italiane che non hanno registrato nuovi positivi oggi: si tratta di Puglia, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Molise e Basilicata.
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Fonseca “Voci su altri allenatori alla Roma? Nessun fastidio”

ROMA (ITALPRESS) – “Se mi dà fastidio leggere di altri allenatori al mio posto sulla panchina della Roma? Nessuno”. Nonostante le tre sconfitte consecutive, la Champions ormai sfumata e il rischio di perdere anche la qualificazione diretta in Europa League, il tecnico giallorosso Paulo Fonseca è concentrato sul finale di stagione e non si sente in bilico. “Il Napoli ha avuto molto merito, ma devo far capire alla squadra che una sconfitta è solo una sconfitta – ha spiegato il portoghese tornando, alla vigilia della sfida contro il Parma, sul ko contro la squadra di Gattuso – Non siamo soddisfatti quando non vinciamo, ma la sconfitta non può influenzarci così tanto. Dobbiamo cambiare questa mentalità e ci stiamo lavorando”. Domani sera all’Olimpico la Roma deve tornare a fare punti. “Il Parma è una squadra molto aggressiva ed è una delle migliori in contropiede. E’ molto pericolosa e ha dei giocatori forti in attacco – ha avvertito Fonseca – Non credo che cambierò molto nel modulo: Smalling non può giocare, Zappacosta è stato molto tempo infortunato e ha qualche fastidio”. Infine una battuta su Zaniolo, tornato in campo a Napoli dopo mesi di stop per l’infortunio al ginocchio: “Se l’ho inserito al San Paolo vuol dire che era pronto per giocare, ma non dall’inizio – ha osservato Fonseca – Non può restare in campo per molto tempo, ma trenta minuti andavano bene. Non è nella migliore condizione, ma contro il Napoli ha giocato bene: dobbiamo avere attenzione per la sua situazione visto che è stato fermo molto tempo”.
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Dl Semplificazioni, Conte “Trampolino di lancio Italia, ok a 130 opere”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un decreto che semplifica, velocizza e sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti. Questa riforma è il trampolino di lancio di cui l’Italia in questo momento ha bisogno”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, presentando il decreto semplificazioni, che aveva definito “la madre di tutte le riforme” e approvato in nottata dal Consiglio dei ministri con la formula “salvo intese”. “Abbiamo approvato l’elenco di 130 opere strategiche di ‘Italia Velocè, che sono state individuate dal Mit. A queste aggiungiamo le opere per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri”.
“Siamo in una emergenza – aggiunge – e questo decreto è la premessa necessaria per il rilancio del paese. Oggi il rapporto tra cittadini, imprese e Pa è un percorso a ostacoli, una strada tortuosa in cui finiscono per impantanarsi anche i migliori progetto di sviluppo, le migliore idee dei nostri giovani. Con questo decreto – ha assicurato – offriamo una strada, un percorso a scorrimento veloce per tutte queste opere. Alziamo il limite di velocità per l’Italia che deve correre, al contempo rafforziamo i presidi di legalità, non vogliamo assolutamente offrire spazio agli appetiti criminali che alterano la concorrenza e conseguono guadagni indebiti. Questo provvedimento rappresenta la base per il nostro recovery plan, che contiene riforme e interventi sui quali andremo a chiedere finanziamenti all’Europa”.
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Peugeot Competition 208 Rally Cup. Straffi di nuovo leader al Casentino

MILANO (ITALPRESS) – A otto mesi di distanza dallo splendido tris di successi che gli aveva garantito il titolo nella scorsa stagione del Peugeot Competition 208 Rally Cup PRO, il 26enne empolese Mirco Straffi si è ripetuto sfoggiando il quarto asso consecutivo con la vittoria al Rally del Casentino, la gara che ha riaperto l’attività rallistica nazionale inaugurando anche la stagione 2020 del trofeo promozionale del Leone. In effetti, gran parte dei protagonisti della serie 208 Rally Cup PRO, legata a quella nazionale IRCup Pirelli, hanno offerto prestazioni notevoli, dimostrando ancora una volta la straordinaria competitività e affidabilità delle loro Peugeot 208 R2B, vettura che sta continuando a dominare fra le due ruote motrici a livello nazionale (e non solo) ormai da sette stagioni: al Casentino hanno occupato i primi due posti della graduatoria delle “tutto-avanti” e tutti e 13 gli esemplari al via sono arrivati al traguardo.
Straffi è stato al comando sin dall’inizio, ma per tutto il rally ha dovuto guardarsi dall’altrettanto scatenato reggiano Alessandro Zorra: al traguardo i due – unici dei trofeisti presenti anche lo scorso anno – erano divisi da soli 20″ e hanno concluso entrambi nella Top 20 assoluta.
Terzo posto per Paolo Oriella, molto efficace e costante, che ha preceduto il giovane Cristopher Lucchesi jr. – al via soprattutto per preparare il debutto di fine mese nella 208 Rally Cup TOP legata al CIR così come Davide Nicelli e Fabio Farina.
Proprio il trentino Farina l’ha spuntata per meno di 6″ nel duello per il quinto posto sull’alessandrino Mario Cecchini. Buon rodaggio, infine, per il romagnolo Franco Ricciardi e per l’emiliano Giovanni Giaquinto. Prossimo appuntamento per il Peugeot Competition 208 Rally Cup PRO sarà a fine settembre al Rally di Bassano.
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Libri, esce il ‘Diario al tempo del coronavirus’ di Italo Cucci

ROMA (ITALPRESS) – E’ un ‘racconto quotidianò di vita in un ‘Paese che ha paura di morirè il nuovo libro di Italo Cucci ‘Diario al tempo del Coronavirus, lo sport e la vità edito da Nfc. Nel suo diario, ogni giorno, Italo Cucci ha raccontato il maturare degli eventi. Un diario fatto di articoli, non solo sportivi, pubblicati quotidianamente durante il lockdown dall’agenzia di stampa Italpress, della quale è direttore editoriale.
“Storicamente – scrive Cucci – l’Italia scopre la tragica realtà del contagio non dai primi morti che muovono interventi sanitari e i primi provvedimenti governativi ancora in clima di scetticismo. Le prime dispute calcistiche – giocate a porte chiuse e tirare avanti o fermare il campionato – provocano l’attenzione del presidente cinese dell’Inter Zhang che ordina ai suoi: ‘Prima la salutè. E dopo il Derby d’Italia Juventus-Inter il campionato si ferma, una decisione clamorosa che contagia il Paese: vengono sospesi tutti gli sport, presto sarà chiusa l’Italia. Tocca all’Europa: Valencia-Atalanta e Liverpool-Atletico Madrid sono le ultime partite di Champions. Poi l’Europa ci segue, il calcio e lo sport sono sospesi ovunque. Saltano gli Europei, salteranno le Olimpiadi…”
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Parkinson e Levodopa, uno studio ne dimostra l’efficacia di lunga durata

ROMA (ITALPRESS) – La levodopa è da più di 50 anni il trattamento sintomatico d’elezione della malattia di Parkinson: la sua efficacia sui sintomi motori ha tuttavia oscurato la capacità di comprendere appieno gli aspetti relativi al suo meccanismo d’azione, l’efficacia differenziale sui sintomi motori, l’evoluzione delle complicanze motorie e, paradossalmente, anche la durata del suo effetto. Proprio quest’ultimo è stato oggetto dello studio sulla popolazione africana appena pubblicato sulla prestigiosa Rivista scientifica “Brain”, realizzato dai Ricercatori della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e del Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’ASST Gaetano Pini-CTO in collaborazione con neurologi e altri medici locali.
“Questo studio nasce da un’attività che stiamo sostenendo da quasi 15 anni nell’Africa subsahariana. Attualmente La Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson segue circa 800 pazienti fra Ghana e Zambia. Quest’impegno ci ha permesso di osservare l’evoluzione naturale della malattia e la sua interazione con la terapia in pazienti non trattati anche per più di 20 anni – dichiara Gianni Pezzoli, Presidente Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson -. Il modello naturale di progressione della malattia di Parkinson è infatti fino a oggi in gran parte sconosciuto perchè i pazienti, nel mondo occidentale, sono sempre trattati farmacologicamente; così come è rimasta sconosciuta la vera ampiezza della risposta di lunga durata alla levodopa, perchè poteva essere stimata solo indirettamente nei pazienti trattati”.
Lo Studio ha coinvolto 30 pazienti con Malattia di Parkinson dell’Africa subsahariana (con un’età media di circa 60 anni e in uno stato molto avanzato di malattia) trattati con levodopa dopo circa 7 anni dall’insorgenza della patologia. L’osservazione è durata 2 anni (in un sottogruppo fino a 4 anni) dopo l’inizio della terapia durante i quali i pazienti sono stati sottoposti a visite di controllo a cadenza annuale per indagare gli effetti della levodopa sulla progressione della disabilità motoria nello stato di terapia OFF naturale (vale a dire durante lo stato di non efficacia della levodopa) e per confrontare le condizioni di malattia e il corso naturale dei sintomi senza trattamento farmacologico in pazienti mai trattati prima.
“Con questo studio abbiamo potuto osservare che il trattamento farmacologico determina un beneficio persistente, anche a distanza di 12 ore dall’ultima dose (definito ‘overnight-OFF’), anche nelle fasi più avanzate di malattia – dichiara Roberto Cilia, Neurologo presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e Principale investigatore -. Conseguentemente, grazie a quella che nel nostro studio definiamo risposta di lunga durata alla levodopa (long duration response), la disabilità motoria era risultata notevolmente meno grave rispetto al naturale decorso della malattia. Abbiamo inoltre notato che l’entità della risposta di lunga durata della levodopa nel periodo di off varia tra il 60 e il 65 per cento il beneficio motorio totale fornito dal trattamento giornaliero con levodopa indipendentemente dalla durata della malattia”.
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ALLA RICERCA DELL’INTENSITA’

Fra il Tikitaka e l’Intensità, ultime tendenze del calcio europeo, ho preferito la sublimazione del Sergente di Ferro a Manipolatore di Spiriti, voluta da Conte alla Juve, agli automatismi di Guardiola al Barca non solo noiosissimi ma strettamente legati ai protagonisti. Shakespeare è Shakespeare – come il calcio è il calcio – ma l’Amleto di Gassman è ben diverso dall’Amleto di Albertazzi (che ho preferito per intensità di sentimento più che di mente, di cuore più che di voce). Le formule da enciclopedia s’azzerano senza Messi o Iniesta, la sostanza tecnica può essere elaborata da una intelligenza. Per dire, l’ultimo grande tecnico straniero approdato in Italia, Josè Mourinho, è stato osannato per aver esaltato il contropiede grazie a un gruppo di campioni, come mezzo secolo prima Helenio Herrera, e non ha preteso di avere reinventato il calcio, ha solo vinto, alla faccia di chi canta “bisogna saper perdere” per giustificare proprie carenze.
Immagino che qualche opinionista alfabeta – voglio dire lettore – possa contestare l’assenza da questa nota del Sarrismo ma sono sicuro che di questa passioncella resterà traccia solo nella Treccani visto che l’ex Comandante è diventato a pieno titolo l’Allenatore della Juve solo da poco, da quando ha accettato l’esistenza di Ronaldo, di Dybala, di Douglas Costa, di Cuadrado e esaltato le qualità di Bentancur che non era certo nato per diventare il cuore della Signora; per aver fatto il suo dovere, risultando il creatore dell’Amalgama che si chiama squadra, a Sarri dopo le sviolinate gli han dato dell’inutile. Ma si sa, a volte certe critiche sono attestati di stima.
Dicevo dell’Intensità: a Milano non s’è vista, forse è stata una libera scelta per non juventinizzare vieppiù un’Inter già costretta a consegnare la guida tecnica e aziendale a due “nemici”; forse per liberarsi dell’ironia di quei critici che si sono ridotti a celebrare Conte solo per i successi conseguiti a Torino e a Londra chiedendogli una terza via che l’Inter non frequenta, abituata agli altari o alla polvere. L’Intensità – intesa come laboratorio dove si riaccendono le vocazioni spente – avrebbe certo giovato a Gagliardini, oggi infamato dai suoi supporters instupiditi dal virus, ma soprattutto ai due Scandalosi, l’Eriksen mai acceso e il Lautaro Innamorato. Non dell’Inter.
C’è anche un’altra spiegazione più intima alla sparizione dell’Intensità: forse l’inventore si è sentito cresciuto al punto di non aver bisogno di gherminelle, “io sò io” eccetera: seppoffà. Ma il così radicale ripudio mi ha fatto ricordare una storia antica: il Fulvio Bernardini che giocando sui ruoli di Magnini, Chiappella, Segato e soprattutto di Prini, reinventato ala tornante, fece vincere lo scudetto alla Fiorentina e entusiasmò Brera che lo chiamò Dottor Pedata e gli propose di schematizzare quell’escamotage fiorentino restando poi deluso dal “no” dell’interessato al quale non garbava essere istruito da chicchessia, neanche dal Gioànn; tant’è che ott’anni dopo s’inventò il terzino Capra ala sinistra nello spareggio con l’Inter e beffò il Mago monostile. Me ne parlava sempre, fino a pochi mesi fa, Mariolino Corso, vittima di quel trucco, per infierire su Herrera che ogni anno ne chiedeva la cessione. Voglio dire che con un tocco di modestia e ironia l’attuale leader tecnico dell’Inter potrebbe ripristinare il regime dell’Intensità in una squadra che spesso si perde – fateci caso – dopo l’intervallo, al contrario di quanto succedeva alla Juventus.
C’è chi di questo spirito che aiuta psicologicamente il recupero delle energie fisiche sta facendo mostra: è Gasperini, non più attratto dalle formule numeriche che spiacquero all’Inter ma dal cocktail di tecnica e sentimento che suggerisce battute sull’Intervallo Bergamasco, laboratorio di volontà e generosità per calciatori che esprimono in particolare il talento della modestia e dell’ubbidienza. Non è imitazione dell’intensità, questa, è qualcosa di più: è Atalanta. L’attendo, curioso, alla prova Champions. Chissà…