Home Senza categoria Pagina 3624

Senza categoria

In Italia emergenza abitativa per 1,5 milioni di famiglie

ROMA (ITALPRESS) – Una famiglia italiana su quattro ha avuto difficoltà a pagare l’affitto e – complessivamente – oltre il 40% prevede di non riuscire a pagarlo nei prossimi 12 mesi.
A soffrire sono state anche le famiglie con un mutuo le quali, a causa delle difficoltà nel far fronte alle rate, hanno generato un ammontare di crediti deteriorati in pancia alle banche di 15,6 miliardi. Ad aggravare il quadro generale si aggiunge il fatto che poco meno di centomila famiglie rischiano di diventare inadempienti, anche dopo l’emergenza, mentre 160mila hanno la casa pignorata. Sono questi i dati principali diffusi da Federcasa, in occasione dell’assemblea nazionale, contenuti in uno studio commissionato a Nomisma. In Italia l’emergenza abitativa riguarda 1 milione e 475mila famiglie italiane, il 5,6% del totale. Chi è in affitto paga un canone medio mensile compreso tra i 380 e i 450 euro, mentre chi vive in un’abitazione di proprietà ha mutui tra 530 e 580 euro. La voce affitti incide per oltre il 64,5% sulla spesa per l’abitazione delle famiglie. In caso di un abbattimento del canone medio da locazione a 200 euro, il disagio abitativo passerebbe dall’attuale milione di famiglie a circa 363mila. Con un’ulteriore riduzione a 110 euro, 288.000 famiglie, uscirebbero dal disagio 712mila famiglie.
“E’ necessario un piano d’investimenti a medio termine su più fronti – ha detto il presidente di Federcasa, Luca Talluri. -. Occorre un piano di edilizia residenziale pubblica che porti ad avere almeno 200mila alloggi in più in 15/20 anni rispetto agli attuali 800mila, attraverso demolizione e successiva ricostruzione di alloggi esistenti. Inoltre occorre intervenire sulla riqualificazione del patrimonio esistente, dove con un piano di investimenti di circa 300 milioni all’anno si potrebbero mettere a disposizione circa 12mila alloggi, ogni anno, per nuove assegnazioni”, conclude.
(ITALPRESS).

“Capi, colleghi carriere. Questi sconosciuti”, il nuovo libro di Morelli

ROMA (ITALPRESS) – C’è il visionario, l’arrogante, il coccodrillo, il protagonista, l’enigmatico, l’amicone, l’agonista, lo chef stellato, l’eternauta e, ovviamente, l’incapace. E poi ancora lo splendido, il meteorologo, il cinghiale, il tappetino, il predestinato, il complottista, il mutante, il vulcano, l’altruista, il vampiro e il petardo. Sono queste alcune delle categorie che Marco Morelli individua e descrive nel suo libro “Capi, colleghi, carriere, questi sconosciuti” (ed. Gribaudo).
Morelli è un manager del settore bancario che nonostante i suoi 59 anni ha già una lunga carriera alle spalle nel settore del credito: dal ruolo di vicedirettore generale vicario di Intesa San Paolo alla guida del Monte Paschi dal 2016 a poco più di un mese fa, passando per Ubs, Samuel Montagu, Merrill Lynch e Kpmg. Pochi avrebbero mai pensato che dietro alla facciata necessariamente impegnata e talvolta austera di top banker si nasconde anche un osservatore acuto e ironico delle dinamiche aziendali e soprattutto dei tipi umani che popolano le imprese e i luoghi di lavoro: eppure è quanto si trova con dovizia di particolari e di utili e spesso folgoranti catalogazioni nel suo libro che è appena arrivato in libreria.
Morelli durante la sua carriera ha molto osservato, con sguardo tanto ironico quanto insospettato, e ha fissato nel volume le caratteristiche peculiari dell’universo umano che popola le aziende. “Avere successo nel lavoro – scrive nel suo libro – non vuol dire arrivare davanti a tutti, prima degli altri e comunque primeggiare a ogni costo. Vuol dire essere contenti di noi stessi e di quanto proviamo a fare ogni giorno”.
E ciò vale anche per le donne, cui Morelli, si rivela un accorto fan: “spesso camminano più velocemente di molti uomini. Sono più affidabili, preparate, pronte, coinvolgenti. Arrivano quasi sempre prima, anche se nel tempo, purtroppo, molte perdono fiducia”.
(ITALPRESS).

Per l’Istat primi segni di ripresa con allentamento lockdown

ROMA (ITALPRESS) – Nelle ultime settimane, i dati disponibili sull’andamento dell’economia mondiale hanno iniziato a registrare i primi segnali di ripresa dell’attività produttiva legati al progressivo allentamento del lockdown. Permangono limitazioni agli spostamenti internazionali che producono effetti negativi su trasporti aerei e turismo. Lo rileva l’Istat nella nota sull’andamento dell’economia italiana. Anche gli indicatori congiunturali italiani di maggio – osserva l’Istituto di statistica – catturano i primi segni di ripresa dei ritmi produttivi dopo le marcate contrazioni registrate a marzo e aprile. A maggio, rispetto ad aprile, sono aumentate le esportazioni extra-Ue mentre a giugno il miglioramento della fiducia appare generalizzato tra i settori economici.
I dati su redditi, consumi e mercato del lavoro sembrano riflettere gli effetti delle politiche di contrasto alla crisi segnando, nel primo trimestre, un calo del reddito disponibile delle famiglie nettamente meno ampio rispetto a quello del Pil nominale e un deciso aumento della propensione al risparmio.
A maggio, si rileva una significativa crescita congiunturale delle vendite al dettaglio, con un parziale recupero degli acquisti di prodotti non alimentari. Prosegue invece la progressiva erosione dell’occupazione, seppure a ritmi moderati, mentre aumentano congiunturalmente le ore lavorate e il numero di persone in cerca di lavoro. Per i prezzi al consumo si è confermata la fase deflativa iniziata a maggio.
(ITALPRESS).

Il Consiglio dei Ministri approva il Dl Semplificazioni

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. Il decreto interviene, in particolare, in quattro ambiti principali: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; miisure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale; semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.
Tra le principali misure in materia di contratti pubblici, si introduce in via transitoria, fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture. L’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro; una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria. In ambito edilizio, si provvede alla semplificazione degli interventi di demolizione e ricostruzione e delle procedure di modifica dei prospetti degli edifici.
Per quanto riguarda la semplificazioni dei procedimenti si prevede che, per la maggior parte degli adempimenti burocratici, scaduti i termini previsti dalla legge, valga la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti tardivamente intervenuti. Si introduce per il periodo 2020-2023, l’Agenda della semplificazione amministrativa. Sul fronte della responsabilità degli amministratori pubblici, si prevede, fino al 31 luglio 2021, la limitazione della responsabilità per danno erariale al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per quanto riguarda le omissioni. Si prevede l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite Spid, Carta d’identità digitale e tramite AppIO su smartphone. Per le imprese, si prevede, in particolare, la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga.
(ITALPRESS).

Covid, le imprese italiane alla ricerca di soluzioni per la fase 2

ROMA (ITALPRESS) – Ci sono aziende che stanno scommettendo sulla svolta green come Snam, altre che investono sull’energia “blu” come Eni. C’è chi punta a supportare in maniera massiccia le piccole medie imprese come Intesa Sanpaolo e chi infine ha messo a punto prodotti per permettere ai risparmiatori di investire e sostenere l’economia reale italiana. Sono le diverse ricette messe in campo da molti Ceo di Piazza Affari, che all’inizio sono stati in prima linea per arginare gli effetti del Covid-19 e ora puntano su strumenti e strategie innovative per accelerare la ripresa del Paese.

Tutto sul verde… Per Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, sarà la svolta “green” della sua società a offrire un’occasione per la ripresa economica post coronavirus. Il ruolo centrale, per il Ceo, sarà riservato alle infrastrutture, volano di sviluppo e occupazione. Il focus di Snam è quello relativo a settori come energia, trasporti, idrico e sanità. “Ci sono 100 miliardi di investimenti, in gran parte privati, che si potrebbero sbloccare nei prossimi cinque anni che hanno un effetto moltiplicatore di circa tre volte, possono generare non meno di 300 miliardi di pil aggiuntivo, che si tradurrebbero in una crescita del 3% all’anno per 5 anni”, ha detto Alverà a DigitEconomy.24.

La svolta Blu
Il futuro per Eni invece ha un altro colore, quello blu. Lo ha spiegato in una recente intervista al Corriere della Sera il Ceo Claudio Descalzi sottolineando come l’azienda del Cane a sei zampe già nel 2015 abbia avviato la costruzione di impianti in grado di assorbire rifiuti organici. Sono i cosiddetti prodotti blu: elettricità blu, idrogeno blu, o il gas che Eni sarà in grado di produrre catturando la C02 e stoccandola in giacimenti esauriti. Il futuro più sostenibile sarà garantito dalla fornitura di prodotti come il biometano decarbonizzato che arriva dai biogas dell’agricoltura o dalle biomasse, non dal petrolio. Investimenti, quelli sull’eco-sostenibilità, alla portata di grandi aziende come Snam o Eni, ma più faticosi da fare per aziende di dimensioni inferiori, soprattutto nella complessa fase di ripartenza post coronavirus.

Denaro alle aziende
In questo contesto si inserisce l’iniziativa di sostegno di Intesa Sanpaolo, che ha messo a disposizione 50 miliardi di euro di credito per l’emergenza. Risorse che includono sia nuove linee di credito della durata di 18 mesi, sia linee di credito già deliberate e rese disponibili come liquidità per cassa per affrontare la gestione dei pagamenti urgenti. “Oggi siamo in grado di aumentare ancora la liquidità a disposizione delle pmi, per superare l’emergenza e rilanciare il Paese”, ha commentato Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo in merito agli stanziamenti dell’istituto.

Il sostegno all’economia reale
C’è chi punta a sostenere l’economia reale, avvicinando le imprese italiane a nuove fonti di finanziamento ma allo stesso tempo garantire alle famiglie e ai risparmiatori l’opportunità di rivolgersi a strumenti che proteggano gli investimenti dalle oscillazioni di mercato, generando al contempo benefici di lungo periodo che derivano dall’investimento nell’economia del proprio paese. E’ il caso di Banca Generali che ha lanciato una serie di nuovi prodotti per famiglie e pmi, tra cui ad esempio BG4Real (proposto in sinergia con la società di gestione indipendente 8A+ Sgr), definito dal Ceo di Banca Generali, Gian Maria Mossa, “un vero e proprio ponte tra le esigenze delle famiglie di ricerca di valore nel lungo termine e la crescente domanda di credito”.
BG4Real è un programma di investimento che consente al risparmio privato di investire in strumenti a supporto dell’economia reale, con benefici di protezione e decorrelazione dai mercati per i risparmiatori e opportunità di finanziamento per le imprese.

(ITALPRESS).

Simest, crescono finanziamenti per internazionalizzazione delle imprese

ROMA (ITALPRESS) – Salgono – e in qualche caso raddoppiano – i nuovi importi massimi dei finanziamenti per l’internazionalizzazione che Simest eroga su risorse pubbliche gestite per conto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. I nuovi importi massimi consentiranno alle aziende di beneficiare di maggiore liquidità per i propri investimenti oltreconfine, sia in termini assoluti che in proporzione ai propri limiti dimensionali, rendendo i finanziamenti agevolati più allettanti anche per le MidCap e le grandi imprese. Entro l’estate, l’ampia gamma di novità introdotte dal “Decreto Rilancio” in risposta alla crisi post Covid-19 verrà integrata dall’estensione dell’operatività dei finanziamenti anche a progetti intra Ue e dall’ampliamento delle spese e della tipologia di imprese finanziabili.
Patrimonializzazione: raddoppia da 400 mila a 800 mila euro il tetto di questo finanziamento dedicato alle imprese che esportano e che, rispetto agli altri, non ha una destinazione d’uso specifico. Inserimento mercati esteri: 4 milioni – rispetto ai precedenti 2,5 milioni – è l’importo massimo che Simest può concedere alle aziende relativamente alle spese di apertura di un negozio, corner, show room, ufficio o centro assistenza post vendita all’estero. Studi di fattibilità: l’importo massimo sale da 150 mila a 200 mila euro per studi collegati a investimenti commerciali, e da 300 mila a 350 mila euro per studi collegati a investimenti produttivi. E-Commerce: le imprese che vogliono sfruttare le potenzialità del commercio elettronico possono accedere a un finanziamento che sale da 300mila a 450 mila euro per la realizzazione di una propria piattaforma on-line e da 200 mila a 300 mila euro per l’adesione ad un marketplace fornito da soggetti terzi. Fiere, Mostre e Missioni di Sistema: sale da 100 a 150 mila euro il massimale per coprire fino al 100% le spese preventivate per area espositiva, logistiche, promozionali e per consulenze connesse alla partecipazione a fiere/mostre internazionali, incluse le missioni di sistema promosse da Mise e Maeci e organizzate da Ice Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria.
(ITALPRESS).

Tre linee strategiche per il Programma nazionale di riforme

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha illustrato al Consiglio dei ministri lo schema del Programma Nazionale di Riforma 2020 (PNR).
Il Piano delinea le politiche che il Governo intende adottare nel triennio 2021-23 per il rilancio della crescita, l’innovazione, la sostenibilità, l’inclusione sociale e la coesione territoriale, nel nuovo scenario determinato dal Coronavirus.
Il documento traccia le linee essenziali del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) che il Governo metterà a punto dopo l’adozione dello Strumento Europeo per la Ripresa (“Next Generation EU”). Lo schema è costruito intorno a tre linee strategiche: modernizzazione del Paese; transizione ecologica; inclusione sociale e territoriale e parità di genere.
Per il perseguimento di questi obiettivi, il Governo intende fare leva su una serie di strumenti da dispiegare nel corso del prossimo triennio, tra i quali: il rilancio degli investimenti pubblici, con l’obiettivo di portarli stabilmente sopra il 3% del Pil. L’aumento delle spese per l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo; il rilancio degli investimenti privati, con diversi obiettivi; interventi per il rilancio di importanti filiere e settori produttivi; riforme volte a rafforzare la competitività dell’economia e a migliorare l’equità, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale. Tra queste: una amministrazione della giustizia più moderna e più efficiente; interventi sul sistema dell’istruzione; una riforma tributaria che migliori l’equità e l’efficienza, riduca le aliquote effettive sui redditi da lavoro e aumenti la propensione delle imprese a investire e a creare reddito e occupazione.
(ITALPRESS).

Iliad sbarca sulla rete fissa, accordo con Open Fiber

MILANO (ITALPRESS) – Iliad sigla un accordo con Open Fiber per lo sbarco sulla rete fissa. L’operatore utilizzerà infatti la rete interamente in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home), con cui Open Fiber sta cablando il Paese, per fornire ai suoi clienti la più elevata velocità di connessione in circolazione.
La partnership strategica con iliad, presente in Italia con una base utenti di oltre 5 milioni e mezzo di persone, comprende l’intero perimetro del piano che Open Fiber sta realizzando con investimento diretto. Iliad ha da sempre espresso interesse verso il segmento della rete fissa in Italia, in ottica di convergenza tra fisso e mobile, e ha recentemente confermato la volontà di accelerare in tale direzione. L’accordo siglato con Open Fiber è il primo passo verso il raggiungimento di tali obiettivi.
“La collaborazione con iliad, che ha scelto Open Fiber per il suo ingresso nel mercato fisso, è un’ulteriore conferma della validità del modello neutrale di Open Fiber”, ha commentato Elisabetta Ripa, Ad di Open Fiber. “La nostra rete interamente in fibra ottica è l’unica in grado di abilitare con la migliore tecnologia disponibile lo sviluppo di servizi che portano benefici a cittadini e imprese, contribuendo a colmare il divario digitale che l’Italia ancora sconta rispetto alla media europea a causa di decenni di mancati investimenti nella rete fissa”, ha aggiunto. Per Benedetto Levi, Ad di iliad, “la domanda crescente di connettività degli ultimi mesi ci ha spinto ad accelerare i tempi per l’ingresso nel segmento del fisso e la partnership con Open Fiber costituisce il primo passo in questa direzione”.
(ITALPRESS).