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Di Maio “Non alimentare tensioni sociali”

ROMA (ITALPRESS) – “Grazie di cuore a tutti per l’affetto e la solidarietà mostrata ieri. E’ evidente a tutti, l’Italia sta attraversando un momento difficile. Siamo in una crisi economica senza precedenti, a seguito di una pandemia – ancora in corso – che ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere.
Questo ci obbliga ad agire con intelligenza, dando risposte concrete agli italiani. Non bisogna lasciare spazi a chi, quotidianamente, tenta di alimentare tensioni sociali nel Paese. Anche per questo serve responsabilità, da parte di tutta la classe politica”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in merito ai messaggi di sostegno ricevuti dopo le minacce subite nei giorni scorsi.
“Chi rappresenta le istituzioni deve poter dare il buon esempio. Il dibattito è sempre motivo di confronto ed è giusto che ognuno esprima le proprie idee, ma c’è anche un come che va considerato. Oggi più che mai dobbiamo guardare tutti alle prossime generazioni, mettere sul tavolo modelli di sviluppo da qui ai prossimi dieci anni, lavorare in sinergia e giocare da squadra per tutelare la competitività del nostro Paese ed aiutare imprese, famiglie e lavoratori – aggiunge Di Maio -. I prossimi Stati generali saranno un importante momento di dibattito e pianificazione. Un nuovo inizio, da cui ripartire, insieme, puntando alla crescita del nostro Paese”.
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Lombardia, al via progetto per efficienza energetica e rinnovabili

MILANO (ITALPRESS) – Dalla collaborazione tra Regione Lombardia, ENEA e GSE (Gestore dei servizi energetici) nasce il “Punto Energia e Clima per i Comuni” (PECC), uno sportello operativo per promuovere e supportare la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico locale e l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Per assicurare un approccio integrato nel supporto ai Comuni, il PECC vedrà il coinvolgimento costante anche di Anci Lombardia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), punto di riferimento essenziale per il network dei Comuni lombardi.
Il PECC prende avvio con un’iniziativa di supporto ai Comuni nell’attivare progetti subito cantierabili finanziabili con i circa 350 milioni di euro di fondi regionali per il biennio 2020-2021 introdotti dalla legge n.9 della Regione Lombardia del 4/5/2020 (“Interventi per la ripresa economica”) e resi integrabili con le risorse del Conto Termico gestito dal GSE per assicurare il massimo risultato di investimento per i Comuni.
Le attività del PECC partono oggi con il primo di quattro webinar che mirano in particolare a fornire a tutti i Comuni della Lombardia regole e procedure sull’utilizzo degli incentivi del Conto Termico sulla base del cofinanziamento previsto dalla legge regionale. Questo primo ciclo di incontri prevede anche un focus su linee guida per la scelta degli interventi, strumenti esistenti di diagnosi e valutazione dei benefici energetici possibili e utilizzo degli strumenti nazionali per gli acquisti in rete.
L’incontro di oggi è rivolto ai 67 Comuni lombardi con popolazione superiore ai 20mila abitanti; a seguire venerdì 12 giugno il webinar dedicato ai 397 Comuni con popolazione tra 5mila e 20mila abitanti e infine mercoledì 17 e giovedì 18 giugno gli ultimi due incontri per i 521 Comuni lombardi sotto i 5mila abitanti.
Dopo questo ciclo di webinar il PECC diventerà una struttura stabile negli spazi regionali per l’assistenza ai Comuni negli interventi in materia di efficienza energetica territoriale che saranno delineate dalla nuova programmazione regionale su energia e clima nell’ambito dei fondi strutturali europei 2021-2027.
“Lo stanziamento straordinario dei fondi regionali per la ripresa economica destinati agli enti locali vede negli interventi di efficientamento energetico dell’edilizia pubblica e nello sviluppo di impianti a energia rinnovabile una spinta verso lo sviluppo sostenibile dei territori. L’avvio dei Punti Energia e clima ha proprio l’obiettivo di dare un supporto operativo e concreto agli amministratori del territorio in stretta collaborazione con i soggetti nazionali più autorevoli quali ENEA e GSE e in sintonia ANCI Lombardia”, dichiara l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo.
Attraverso questa struttura operativa ENEA mette a disposizione le proprie competenze tecnico-scientifiche nel settore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per promuovere e facilitare l’utilizzo degli incentivi statali e dei fondi regionali da parte delle amministrazioni locali lombarde. Il nostro obiettivo è di ottimizzare l’efficacia degli interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare affinchè i Comuni possano massimizzare i risparmi economici derivanti da minori consumi di energia”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa.
“Siamo certi che l’unità di intenti che guida questa valida iniziativa rafforzerà dialogo e interconnessioni a beneficio dei cittadini e delle comunità locali. Risorse regionali e incentivi possono e devono essere usati in sinergia per accelerare gli interventi utili a rigenerare il patrimonio pubblico e massimizzare l’investimento in modo efficace e tempestivo. Le competenze del GSE sono a disposizione per accompagnare il nostro Paese nella transizione energetica e portare la sostenibilità nella quotidianità territoriale”, spiega l’amministratore delegato del GSE Roberto Moneta.
“Il supporto di Anci Lombardia si configura non solo come facilitatore e sostenitore dell’accordo per la realizzazione del PECC, ma anche come supporto operativo alle amministrazioni comunali per la presentazione di progetti che rispondano agli obiettivi della LR 9/2020 in merito alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico locale. La partecipazione diretta di Anci Lombardia al gruppo di lavoro istituito dalla Regione Lombardia per il coordinamento e attuazione delle disposizioni dei fondi regionali per la ripresa economica, offre quindi ai Comuni la possibilità di esprimere le proprie progettualità”, sottolinea il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra.
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Iren, entro il 2024 investimenti sostenibili per 2 miliardi

TORINO (ITALPRESS) – “Confermiamo la sostenibilità come un pilastro strategico del piano industriale del Gruppo al 2024 e ben 2 miliardi di investimenti su 3,3 complessivi previsti in arco piano, saranno indirizzati a investimenti che porteranno al 35% la percentuale di veicoli elettrici sul totale della flotta, a una riduzione di 5 punti percentuali delle perdite idriche, a un aumento dell’8% della percentuale della raccolta differenziata pro-capite”. E’ quanto annuncia Renato Boero, presidente di Iren, presentando il bilancio di sostenibilità della multiutility, che oggi può vantare 1,5 milioni di contatori elettronici installati su gas, acqua, energia elettrica e a 200 milioni di euro di investimenti nell’efficienza energetica. “In questo scenario, il Green New Deal lanciato dall’Unione Europea rappresenta la direzione da seguire: investire in sostenibilità oggi è la chiave per accelerare la ripresa economica del Paese”, aggiunge Boero. I numeri del gruppo, confermano questo impegno. La raccolta differenziata è cresciuta nel 2019 al 67,3% nei territori serviti dal Gruppo, per quanto riguarda le risorse idriche, il 50% delle reti idriche gestite dal Gruppo è stata distrettualizzata, incrementando pertanto l’efficacia e l’efficienza gestionale delle stesse. Sul fronte dell’economia circolare, grazie a operazioni di consolidamento, Iren ha quasi raddoppiato la capacità di trattamento di rifiuti nei propri impianti in linea con quanto annunciato nel piano industriale.
Inoltre, l’estensione del sistema di raccolta porta a porta ha consentito un ulteriore incremento del livello di raccolta differenziata nel bacino servito dal Gruppo che si attesta a 67,3%, con grandi aree territoriali di eccellenza che superano l’80%.
Il gruppo ha confermato l’impegno anche nella decarbonizzazione: al 31 dicembre 2019, Iren ha infatti conseguito una riduzione dell’1,7% dell’intensità carbonica e un incremento dell’energia risparmiata del 7% grazie a un mix produttivo basato su impianti ad alta efficienza. Inoltre, il termovalorizzatore di Torino ha prodotto oltre 427 GWh di energia dai rifiuti, pari al fabbisogno di circa 158.000 famiglie. Circa 6.500 GWh di energia prodotta a Torino proviene da fonti rinnovabili o assimilabili, pari al fabbisogno di circa 2,4 milioni di famiglie e gli accumulatori di calore presenti in città hanno consentito di evitare quasi 13.000 tonnellate di CO2 nel 2019. Sono oltre 640mila gli abitanti serviti dal teleriscaldamento a Torino. Nel 2019 la raccolta differenziata nella città di Torino è cresciuta al 47,6%, due punti percentuali in più rispetto al 2018 (45,6%). In città sono quasi 880.000 gli abitanti serviti nella raccolta rifiuti, di cui circa il 55% con servizio porta a porta. Raccolta differenziata in crescita del 4% al 78,7% anche a Reggio Emilia, dove i cittadini serviti dal teleriscaldamento sono il 73%.
E’ proseguito l’impegno di Iren verso la realizzazione di città sempre più resilienti con l’incremento del numero dei veicoli ecologici utilizzati per espletare le attività aziendali a oggi pari a 890 (16% della totale flotta aziendale) e nel sempre più ricco panorama di offerte legate all’e-mobility a disposizione dei clienti. Nel corso del 2019 sono proseguiti gli investimenti volti a incrementare la volumetria teleriscaldata che si attesta a 95 mmc, consentendo un miglioramento della qualità dell’aria nei territori di riferimento e una riduzione del consumo di gas ed elettricità.
“L’approccio integrato e strategico alla responsabilità sociale di impresa – sottolinea il vice presidente, Moris Ferretti, titolare delle deleghe di Corporate Social Responsibility – è alla base del nostro Piano Industriale al 2024 che impegna il Gruppo a giocare un ruolo proattivo verso le comunità e l’ambiente con un’attenzione crescente all’efficienza energetica e alla realizzazione di città sempre più resilienti”. (ITALPRESS).

Motomondiale, doppio appuntamento a Misano il 13 e 20 settembre

ROMA (ITALPRESS) – Ufficializzato il nuovo calendario della stagione 2020 del Motomondiale. Dopo lo stop e le modifiche imposte per la pandemia Covid-19, la Dorna ha diramato un nuovo programma nel quale trova spazio per due tappe il circuito di Misano. Il 13 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli si correrà il Gp di San Marino e della Riviera di Rimini, la settimana dopo il Gran Premio Emilia Romagna e della Riviera di Rimini. “Una straordinaria opportunità che non solo non vede la rinuncia a quello che da anni è un appuntamento mondiale, ma lo raddoppia. Oggi è una giornata importante anche per il messaggio che voglio dare non solo ai cittadini della mia regione, ma a tutto il mondo del motociclismo, dello sport”. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, presenta così il doppio appuntamento che Misano ospiterà. Nonostante le complicazioni derivanti dall’emergenza epidemiologica, la MotoGP tornerà a Misano con due gare programmate il 13 e il 20 settembre: “Dopo quello che abbiamo patito in uno dei territori più colpiti del Paese noi vogliamo rilanciare scommettendo su quello che questa terra ci ha insegnato: la voglia di reagire, di spaccarsi la schiena e di rimboccarsi le maniche – ha spiegato Bonaccini -. L’Emilia-Romagna non è che è orgogliosa di raddoppiare la MotoGP per mettersi un fiore nella giacca, ci sarà la ripartenza del turismo e di un territorio che nei decenni si è costruito una reputazione che lo porta a essere riconosciuto in tutto il mondo”. Tornando al calendario, la Dorna sottolinea: “La possibilità di organizzare eventi al di fuori dell’Europa sarà valutata e confermata entro il 31 luglio. Tuttavia, la stagione 2020 non finirà dopo il 13 dicembre e comprenderà un massimo di 17 eventi (incluso il Gp del Qatar). Tutte le date e gli eventi, nonchè l’eventuale presenza di spettatori, sono soggetti all’evoluzione della pandemia e all’approvazione dei rispettivi governi e autorità”. Il primo appuntamento sarà il Gran Premio di Spagna in programma il 19 luglio, sette giorni dopo, sempre sulla stessa pista, si svolgerà il Gran Premio Red Bull de Andalucia.
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Università, Schillaci “Tor Vergata già pronta per la fase 3”

ROMA (ITALPRESS) – Circa 1.600 classi virtuali attivate, oltre 18mila studenti coinvolti nelle lezioni e 7mila esami organizzati tra scritti e orali: l’Università di Roma Tor Vergata ha risposto con rapidità alle criticità emerse in questo inedito periodo di lockdown causato dalla pandemia e ora può guardare con fiducia alla fase 3. “Questa esperienza particolare ci ha trovati pronti”, osserva all’Italpress Orazio Schillaci, rettore dell’ateneo romano. “In poco tempo, grazie al lavoro della comunità universitaria, siamo riusciti ad assicurare una continuità didattica con lezioni online e numeri importanti”. Nel frattempo l’Università ha organizzato test d’ingresso gratuiti a distanza e orientamento sui social per il prossimo anno accademico sperando, spiega Schillaci, che “le misure e i fondi messi a disposizione dal ministero possano far superare la possibile diminuzione delle immatricolazioni”. “Per il prossimo anno accademico – prosegue il rettore – ci stiamo organizzando per erogare la didattica in presenza, ma anche le lezioni online. Quanto fatto in questi mesi può arricchire la nostra offerta: laddove dovesse presentarsi una nuova emergenza, che speriamo davvero non avvenga, saremmo in grado di erogare online la didattica, fare gli esami e proseguire come in questo periodo. Seguiremo i dati epidemiologici con attenzione: abbiamo la speranza che la parte online rappresenti solo un’aggiunta alla didattica tradizionale”.
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Unipol, 2 milioni di pasti offerti a persone in forte difficoltà

BOLOGNA (ITALPRESS) – L’altra faccia del Coronavirus è l’aumento dello stato di bisogno di famiglie e persone che già versavano in grave difficoltà economica. Per questo i dipendenti del Gruppo Unipol, gli agenti e i loro collaboratori hanno voluto contribuire ad aiutare concretamente chi ha bisogno di beni essenziali per sopravvivere.
Il progetto è stato accompagnato dall’iniziativa “Noi persone Unipol orgogliosamente italiani perchè…” in cui ogni collega ha inviato una fotografia scattata nel periodo di lockdown, accompagnandola con un pensiero di identificazione nella missione nazionale di resilienza e superamento dell’emergenza.
“Grazie alla grande partecipazione delle persone di Unipol – si legge in una nota -, è stato possibile raggiungere l’obiettivo di donare 2 milioni di pasti che verranno distribuiti, sotto forma di generi alimentari, dalla Rete Banco Alimentare attraverso 7.500 associazioni e strutture caritative che offrono in tutta Italia aiuto a persone in difficoltà.
“Un gesto rivolto a tutti coloro che oggi, anche a causa degli effetti economici della pandemia, non hanno la possibilità di sostenere la spesa minima per la loro alimentazione – prosegue la nota -. E’ anche un segnale di attenzione da parte dell’intero mondo Unipol che conferma il suo impegno per la collettività, coerentemente con i principi di responsabilità sociale che il Gruppo persegue da sempre. Dal 1989 la Rete Banco Alimentare recupera eccedenze dalla filiera-agroalimentare ed effettua raccolte nazionali – tra cui la Colletta Alimentare, un’altra iniziativa sostenuta dal Gruppo Unipol per distribuire generi alimentari a persone bisognose”.
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Milano-Bicocca, l’84% dei laureati trova lavoro entro un anno

MILANO (ITALPRESS) – Dati positivi sull’occupazione dopo la laurea per gli studenti dell’Università di Milano-Bicocca: a un anno dal conseguimento della laurea triennale, il tasso di occupazione è dell’83,9 per cento, superando di quasi 10 punti percentuali la media nazionale (74,1 per cento). E tra i laureati di secondo livello (corsi magistrali e a ciclo unico) a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’81,1 per cento, confermando il distacco di quasi 10 punti dal dato nazionale attestatosi al 71,7 per cento. Dopo cinque anni dal conseguimento della laurea di secondo livello, la percentuale di occupati sale al 93,3 per cento, quasi 7 punti in più rispetto alla media degli altri atenei italiani (86,8 per cento).
L’Università di Milano-Bicocca conferma il suo trend positivo relativamente al placement e alla soddisfazione da parte dei propri studenti. I risultati positivi si registrano sia in relazione al panorama nazionale sia nei confronti della rilevazione precedente. Ad attestarli sono le nuove indagini del Consorzio interuniversitario Almalaurea contenute nel XXII Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati, presentato presso il Ministero dell’Università e della Ricerca. L’analisi restituisce una puntuale fotografia del panorama universitario italiano, coinvolgendo le 76 università che ad oggi aderiscono al Consorzio.
“Questi risultati positivi derivano certamente dalla preparazione dei nostri laureati, dalla qualità della didattica e dei servizi di placement del nostro ateneo che trovano nel mercato sia nazionale (in particolare lombardo), sia internazionale un terreno fertile per l’inserimento lavorativo dei nostri laureati”, spiega l’Ateneo in una nota.
Il Rapporto sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 11.856 laureati dell’Università di Milano Bicocca, concentrandosi sull’analisi delle performance dei laureati 2018 di primo e di secondo livello (rispettivamente 4.343 e 2.667 in tutto) e intervistati a un anno dal titolo, e delle performance dei laureati 2014 di secondo livello (2.419) intervistati dopo cinque anni.
I laureati di primo livello che iniziano una attività lavorativa e che non proseguono gli studi ( 42,2% del totale), ricevono una retribuzione mensile netta di 1.233 euro in linea con il valore medio nazionale e di poco superiore a quello di un anno prima(1.218 euro) . Per quanto concerne le principali tipologie contrattuali, il 30 per cento degli occupati può contare su un lavoro a tempo indeterminato, mentre il 40,6 su un lavoro non standard, il 10,2 svolge un’attività autonoma. Il lavoro part-time coinvolge il 24,8 per cento degli occupati.
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Gravina “Sono ottimista, ripartenza calcio grande soddisfazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono ottimista e mi sembra che i numeri ci diano ragione. Oggi la curva epidemiologica ci lascia ben sperare e non lo dico solo per il calcio: è evidente che, se dovesse continuare questo trend, chiederemo al Comitato Tecnico Scientifico di allentare alcune restrizioni eliminando una quarantena che mi sembra particolarmente eccessiva, soprattutto se c’è l’idea di aprire agli sport amatoriali come il calcetto”. Queste le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervenuto all’evento “Maratona Sport, idee per il post Covid-19” sul sito di elevensports.it. “Godiamoci la ripartenza sapendo quindi che dobbiamo ancora limare qualche piccola restrizione imposta dal Comitato tecnico scientifico. E dico piccola per usare un eufemismo”, ha aggiunto Gravina riferendosi alla misura della quarantena di 14 giorni per tutto il gruppo squadra. “Mi auguro che il mondo del calcio non sia così sfigato da beccare un nuovo caso di coronavirus. Noi ripartiamo sapendo in modo responsabile che ci sono ancora dei rischi: dobbiamo governarli in maniera corretta perchè un blocco ulteriore sarebbe una grande beffa. Domani – prosegue – il calcio in Italia riparte, in linea con quello che è avvenuto a livello europeo: questo è motivo di grande soddisfazione. Conseguire questo obiettivo non è stato facile, le condizioni oggettive non hanno dato massima serenità, al contrario abbiamo vissuto momenti complicati, difficili, di grande tensione”. Al di là della ripartenza del campionato, Gravina ci tiene a sottolineare un elemento importante: “Il nostro Fondo Salva Calcio è un’operazione unica in Europa. Qualcuno sminuisce o cerca di demolire ciò che facciamo, ma la Federazione ha messo a disposizione le sue risorse accantonate in tanti anni di sacrifici”.
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