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Coronavirus, per la Gdo vendite +4,2% e forte crescita per e-commerce

BOLOGNA (ITALPRESS) – Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, la Gdo è stata la protagonista del mercato e la prima alleata dei consumatori obbligati a confrontarsi con limitazioni e nuove abitudini: nel periodo 17 febbraio 3 maggio le vendite, a parità di negozi, hanno registrato un +4,2%. Un incremento che, su base geografica, ha rilevato per il Nord Est +7,4%, per il Sud +5,2%, seguiti dal Nord Ovest con +3,5% e Centro con +1,8%.
La Gdo ha dimostrato in questi mesi una forte capacità di reazione, rispondendo in maniera puntuale alle nuove esigenze dei consumatori: dalla composizione del “carrello”, ora caratterizzato prevalentemente da prodotti da dispensa con ingredienti basici e prodotti igienico sanitari, al crescente utilizzo delle modalità online per fare gli acquisti, con consegna a domicilio o in punto vendita. Emblematica la performance del canale e-commerce nello stesso periodo, per i prodotti di largo consumo che ha registrato una crescita a tre cifre: +144,6%, con un picco nella quarta settimana di aprile superiore al 300%. A spingere l’e-commerce la digitalizzazione degli acquisti da parte di una larga parte di consumatori alle prese con le limitazioni nella mobilità.
L’edizione 2021 di MARCAbyBolognaFiere, in programma il 13 e 14 gennaio organizzata da BolognaFiere con il patrocinio dell’Associazione Distribuzione Moderna, sarà la prima occasione in cui gli attori del mercato potranno confrontarsi per analizzare la capacità di reazione e le strategie messe in atto per far fronte all’imprevedibile scenario che la pandemia Covid-19 ha imposto.
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Da Unicredit, Sace e Microsoft percorso formativo digitale per imprese

ROMA (ITALPRESS) – Un percorso formativo interamente digitale dedicato alle imprese che partirà il 9 giugno con 8 talk con cadenza settimanale pensati per creare un confronto tra esperti e imprenditori e riflettere insieme su come affrontare i nuovi scenari economici disegnati dalla pandemia. E da ottobre la seconda parte del progetto: un giro virtuale tra le regioni italiane attraverso 20 sessioni di live coaching che approfondiranno tematiche tecniche rilevanti per le imprese di quello specifico territorio. E’ questa la nuova Digital&Export Business School che UniCredit presenta quest’anno grazie a una nuova partnership con Sace e Microsoft: informazione e formazione per cercare nel cambiamento nuove opportunità. Durante tutto il progetto, le imprese potranno consultare gratuitamente la formazione on-demand sulla piattaforma di Education to Export di Sace. La Digital&Export Business School si articolerà in due fasi: una prima, da giugno a luglio, con 8 digital talk, appuntamenti settimanali fissi di 55 minuti in cui le imprese potranno confrontarsi con docenti universitari, ricercatori, professionisti, imprenditori, giornalisti su argomenti strategici per le imprese; una seconda fase, da ottobre a dicembre, con 20 sessioni di live coaching dedicate ad approfondimenti su tematiche tecniche con esperti di UniCredit, Sace e Microsoft.
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Editoria, Riffeser “Bene interventi ma servono altre misure”

ROMA (ITALPRESS) – “Convinto apprezzamento al Governo, al Parlamento e alle forze politiche per l’attenzione dedicata al settore e alle misure introdotte per la gestione della crisi, sia con la Legge di Bilancio, sia quelle introdotte con le recenti misure urgenti”. E’ quanto ha affermato il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, nel corso di un’audizione in commissione Industria al Senato, sulle iniziative di sostegno pubblico per l’emergenza Covid-19. Le aziende dovranno ora sostenere un importante impegno sia per la riorganizzazione delle attività, sia per fare fronte alla necessaria liquidità: per la Fieg si stima siano necessari nei prossimi anni 119 milioni per favorire l’uscita di circa 1.400 persone con il prepensionamento. Occorrono interventi urgenti anche sulla liquidità delle imprese. Nel primo semestre si stima che le imprese editrici subiranno una perdita di ricavi di 403 milioni per il crollo degli investimenti pubblicitari e per la contrazione dei ricavi da vendita. Riffeser ha poi rilevato che “gli interventi varati consentono di attenuare i pesanti effetti della crisi in atto: tuttavia sono necessarie ulteriori misure per evitare la chiusura di molte imprese e il rischio concreto di una desertificazione del panorama dell’informazione giornalistica”. In particolare, secondo il presidente della Fieg, “favorire la remunerazione del prodotto sul web. Il potenziamento del credito investimenti pubblicitari, con aumento delle risorse; un contributo a fondo perduto in cambio di un impegno nell’offerta di spazi per il rilancio del Sistema Italia); la fiscalizzazione dei contributi previdenziali del costo del lavoro giornalistico fino al 31 dicembre 2020; la reintroduzione dell’obbligo di pubblicazione degli avvisi d’asta sui quotidiani; il sostegno alla rete di vendita con buoni fiscali per la fedeltà all’acquisto di giornali in edicola”.
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Terna, Paolucci nuovo direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità

ROMA (ITALPRESS) – Massimiliano Paolucci, 56 anni, giornalista professionista e già direttore della Comunicazione di Telecom Italia, Aiscat e Aeroporti di Roma, direttore Relazioni Media, Opinion Maker e Mondo Accademico del Gruppo Pirelli, direttore delle Relazioni Esterne e Affari Istituzionali del Gruppo Condotte e Direttore delle Relazioni Esterne e Comunicazione del Gruppo Acea, è il nuovo direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità del Gruppo Terna, a diretto riporto dell’amministratore delegato, Stefano Donnarumma.
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Renzi “Serve l’elezione diretta del premier”

ROMA (ITALPRESS) – “Ritengo necessario e del tutto probabile, che molto presto si parlerà di nuovo della Grande Riforma, ma non per fornire specchietti per le allodole come in passato la riduzione del numero dei parlamentari, il cui unico effetto è stato quello di accrescere il tasso di sfiducia verso la politica. Non è più tempo di bluff. L’obiettivo primario deve essere quello di allargare l’orizzonte: torneremo a chiederci se abbia un senso che l’Italia rimanga un paese in cui ogni decisione viene sottoposta ad almeno un duplice passaggio parlamentare, in cui si danno due voti di fiducia, mentre rimane preclusa la possibilità di un nesso fra la tornata elettorale e l’espressione del capo del Governo…”. Lo scrive Matteo Renzi nel capitolo ‘La grande riformà estratto dal suo nuovo libro “La mossa del cavallo” edito da Marsilio, da domani in libreria.
“La Grande Riforma – scrive il leader di Italia Viva – sarà di nuovo tra i primi punti in agenda, nel momento in cui tornerà finalmente la politica, quella vera e la demagogica esigenza di contare i like sui social lascerà il campo alla reale necessità di un funzionamento delle istituzioni degno di questo nome. Ciò che ci aspetta, a livello istituzionale, non può che essere il ritorno a un grande patto tra cittadini e forze politiche. Ma le regole vanno scritte insieme. Ognuno potrà poi contestare l’altro dentro la cabina elettorale, ma le basi vanno condivise, perchè l’Italia non può continuare a cambiare un governo all’anno, nè possiamo permetterci di mandare a votare gli italiani senza che questo voto produca degli effetti concreti…”.
Renzi propone “una Grande Riforma delle istituzioni che porti all’elezione diretta del capo del Governo in modo tale da avere alla guida del Paese – si legge ancora nel libro – una figura legittimata dal voto popolare e non più da un passaggio parlamentare: se accettiamo che il premier parli ai cittadini con una frequenza costante, che si assuma la responsabilità di derogare a principi costituzionali, il minimo sindacale che dobbiamo alla nostra credibilità è che quel premier sia eletto esattamente come lo è il sindaco. Certo i costituenti non immaginavano un presidente del Consiglio dei ministri che con un atto a sua firma potesse indicare restrizioni alla libertà di movimento, di culto, alla libertà associativa ed economica. Vogliamo questo modello? Bene, ma inseriamo l’elemento del consenso e del voto democratico”.
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Solinas “La Sardegna pronta ad accogliere i turisti in sicurezza”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “La Sardegna riapre. E’ pronta ad accogliere i turisti e ad offrire, oltre alle tradizionali bellezze ambientali e paesaggistiche, anche una Regione che garantisce la sicurezza sanitaria”. Così il presidente Christian Solinas saluta la riapertura di porti e aeroporti in un video messaggio pubblicato sul sito istituzionale della Regione. “Abbiamo voluto qualche cautela in più – aggiunge- abbiamo tenuto una trattativa fino all’ultimo e abbiamo apparecchiato un sistema che, con la registrazione e con la possibilità volontaria di accettare un’app che si occupa del tracciamento, ci darà l’opportunità di passare una vacanza garantiti anche dal punto di vista sanitario”. Il governatore poi rilancia: “Tutto questo lo incentiveremo con un sistema di bonus e voucher spendibili in Regione, per chi vorrà, per senso etico e solidale, effettuare un test prima di arrivare in Sardegna”. Per Solinas questa “dovrà essere una stagione di transizione e programmazione” perchè “abbiamo davanti alcuni mesi importanti per l’economia turistica e per il suo indotto, cercheremo di proseguire con misure che diano una mano alle imprese e ai lavoratori danneggiati dal lockdown”. Infine, il presidente sottolinea l’importanza della “promozione all’estero di questa immagine di una Sardegna bella e sicura dal punto di vista sanitario”.
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Un sondaggio, 52,6% insoddisfatto dei provvedimenti per le imprese

ROMA (ITALPRESS) – L’emergenza Covid-19, oltre che dal punto di vista sanitario, ha creato notevoli disagi economici a numerose attività che si sono trovate costrette ad affrontare un periodo di chiusura prolungata o, comunque, di rallentamenti sul lavoro. Per consentire a queste aziende di ripartire in questa nuova fase, il Governo ha emanato una serie di provvedimenti a favore di queste ultime. Provvedimenti, però, che soddisfano poco più di un terzo degli italiani, mentre oltre la metà si dichiara insoddisfatto (52,6%). Lo rivela un sondaggio di Euromedia Research.
Da un punto di vista geografico, i residenti al Sud sono, al contrario, quelli che ripongono maggior fiducia in questi provvedimenti.
Una soluzione che, invece, soddisfa quasi 2 italiani su 3, è quella di ridurre i controlli sulle imprese – senza trascurare le opportune garanzie – per poter accedere alle opere (come nel caso del Ponte Morandi), al fine di agevolare e velocizzare tutto il sistema. Un’ipotesi, questa, apprezzata trasversalmente da Nord e Sud del Paese e, in particolare, nelle aree del Nord Est e del Centro.
Dati Euromedia Research per Porta a Porta – Realizzato il 20/05/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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Fiere, settore strategico pronto per la ripartenza

VERONA (ITALPRESS) – “Oggi si celebra la Giornata mondiale delle fiere a padiglioni ancora chiusi. All’emergenza fa seguito un’incertezza sulla ripartenza che è in forte contrasto con la nostra consapevolezza di poter essere decisivi per l’export delle Pmi italiane. Contiamo che i tempi della riapertura delle attività fieristiche siano definiti al più presto”. Lo ha detto, in occasione della Giornata mondiale delle Fiere indetta da Ufi, il presidente di Veronafiere e vicepresidente di Aefi Maurizio Danese. “Verona, il Veneto e l’intero Paese – ha proseguito il presidente – hanno il diritto di sapere se i comparti produttivi espressi da Veronafiere, ma anche dagli altri poli espositivi, possano da subito continuare a essere rappresentati sul mercato nazionale e su quelli internazionali”. Per il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, “le fiere sono un asset strategico per la promozione del made in Italy sui mercati internazionali e una leva fondamentale per la competitività delle Pmi italiane. Non sarà una passeggiata, ma le nostre fiere possono tornare a essere forti e competitive come prima”. Secondo le stime, il lockdown fieristico ha determinato la cancellazione o rinvio degli eventi programmati nel primo semestre del 2020, con un danno per le sole realtà fieristiche delle tre regioni di circa 700 milioni più l’indotto. Veronafiere è stata costretta a cancellare o riprogrammare oltre 20 eventi, con un danno che impatterà nell’ordine del 50% sul fatturato 2020. Per il direttore generale Giovanni Mantovani, “Veronafiere è pronta a ripartire; in questi mesi abbiamo ridisegnato strategie e strumenti per assicurare il business ai nostri comparti produttivi. Ora servono risposte dal Governo. Sarà necessaria una visione nuova e una tempestiva capacità di elaborare percorsi di internazionalizzazione a trazione fieristica, con una presenza diretta on e off line nei mercati esteri condivisa e pianificata assieme alle istituzioni”.
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