Senza categoria

Europei Cadetti e Giovani Napoli 2024, gli azzurrini convocati

ROMA (ITALPRESS) – La scherma italiana è pronta a “giocare in casa” per affrontare i Campionati Europei Cadetti e Giovani “Napoli 2024”. Dal 22 al 29 febbraio, sulle pedane del PalaVesuvio, andrà in scena l’attesissima kermesse continentale per Under 17 e Under 20 che torna in Italia a cinque anni di distanza dall’ultima volta (fu Foggia 2019). I Commissari tecnici Stefano Cerioni per il fioretto, Dario Chiadò per la spada e Nicola Zanotti per la sciabola hanno ufficializzato le proprie convocazioni: sono 49 gli azzurrini prescelti per affrontare le competizioni sia individuali che a squadre delle due categorie (solo tra le spadiste cadette ci sarà un cambio nel quartetto per il Team Event) per un totale di 24 titoli europei in palio. Una riserva è in “preallarme” per ciascuna specialità.
Nel dettaglio, per il fioretto categoria Cadetti risponderanno alla convocazione Mariavittoria Elvira Berretta (Frascati Scherma), Maria Elisa Fattori (Club Scherma Jesi), Ludovica Franzoni (Club Scherma Roma) e Vittoria Riva (Scherma Mogliano) per le gare femminili, con Greta Saioni (Club Scherma Roma) riserva; mentre Mattia Conticini (US Pisascherma), Emanuele Iaquinta (Frascati Scherma), Marco Panazzolo (Comini Padova) ed Elia Pasin (Scherma Treviso M° Geslao) comporranno il gruppo maschile con Djibril Mbaye (Scherma Mogliano) riserva.
Per la spada femminile Under 17 prescelte Mariacarolina Chiarolanza (Club Scherma Formia), Silvia Liberati (Circolo Scherma Terni), Maria Chiara Testa (Circolo Schermistico Forlivese), Maria Roberta Casale (CUS Catania) che disputerà solo la prova individuale e Ludovica Costantini (Club Scherma Foligno) indicata invece per la gara a squadre. Al maschile, saliranno in pedana gli spadisti Ettore Leporati (Pro Vercelli), Michele Queiroli (Mangiarotti Milano), Niccolò Sonnessa (Circolo Schermistico Forlivese) e Federico Varone (Pentamodena), la riserva sarà Niccolò Intartaglia (Giannone Caserta).
Nella sciabola le cadette convocate sono Diletta Fusetti (Petrarca Padova), Francesca Romana Lentini (Club Scherma Roma), Vittoria Mocci (Accademia Musumeci Greco Roma) e Benedetta Stangoni (Accademia Musumeci Greco Roma), con riserva Flavia Astolfi (Circolo Scherma Terni). Tra i ragazzi, rappresenteranno l’Italia gli sciabolatori under 17 Christian Murtas (Club Scherma Roma), Massimo Sibillo (Milleculure Napoli) e i fratelli Leonardo Reale (Frascati Scherma) e Valerio Reale (Frascati Scherma), con Matteo Ottaviani (Frascati Scherma) nel ruolo di riserva.

Sono in continuità con l’ottima stagione di Coppa del Mondo fin qui disputata le convocazioni per la categoria Giovani, con squadre totalmente o in gran parte rinnovate rispetto allo scorso anno nel continuo sviluppo del “ricambio generazionale” della scherma italiana. Nel fioretto femminile prescelte Irene Bertini (CS Carabinieri), Greta Collini (Comini Padova), Matilde Molinari (Fiamme Gialle) e Vittoria Pinna (CS Pisa Antonio Di Ciolo), mentre sarà riserva Letizia Gabola (CH4 Sporting Torino). Nelle prove maschili, invece, toccherà ai fiorettisti Mattia De Cristofaro (Schermabrescia), Federico Greganti (Club Scherma Jesi), Matteo Iacomoni (Fiamme Oro) e Gregorio Isolani (Fides Livorno), con riserva Gian Maria Antonini (CS Pisa Antonio Di Ciolo).
Nella spada femminile le under 20 sono convocate Anita Corradino (Cesare Pompilio Genova), Benedetta Madrignani (Circolo Scherma La Spezia), Eleonora Orso (Pro Vercelli) e Vittoria Siletti (Fiamme Azzurre), sarà riserva Elisa Treglia (Club Scherma Formia); tra gli spadisti invece ci saranno Nicolò Del Contrasto (Società del Giardino Milano), Matteo Galassi (CS Carabinieri), Fabio Mastromarino (Scherma Pistoia 1894) e Jacopo Rizzi (Scherma Bergamo), ruolo di riserva per Edoardo Manzo (Scherma Treviso M° Geslao).
Infine la sciabola. Per le competizioni femminili convocate Alessandra Nicolai (CS Carabinieri), Maria Clementina Polli (CS Carabinieri), Manuela Spica (Fiamme Gialle) e Mariella Viale (Fiamme Oro), riserva Gaia Carafa (CS Carabinieri); mentre per le gare maschili gli sciabolatori azzurrini saranno Edoardo Cantini (CS Carabinieri), Francesco Pagano (Fiamme Gialle), Edoardo Reale (Frascati Scherma) e Marco Stigliano (Fiamme Gialle), riserva Davide Cicchetti (Dauno Foggia).

Con il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, si alterneranno a Napoli due Consiglieri federali come Capi Delegazione: Guido Di Guida al fianco dei Cadetti, con i Giovani ci sarà Sebastiano Manzoni.
Gli staff tecnici indicati dai tre CT saranno così composti: per il fioretto Stefano Barrera, Francesca Bortolozzi e Fabrizio Villa; per la spada Paolo Zanobini, Adalberto Tassinari (Cadetti) e Maurizio Mencarelli (Giovani); per la sciabola Ilaria Bianco (Cadetti), Fabio Di Lauro (Cadetti), Luigi Angelo Miracco (Giovani) e Sorin Radoi (Giovani).
I Campionati Europei Cadetti e Giovani “Napoli 2024” saranno presentati ufficialmente in conferenza stampa domani (13 febbraio) alle ore 11.30 presso il Centro Congressi dell’Università Federico II (ex facoltà di Economia e Commercio in Via Partenope, 36). Annunciati, tra gli altri, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il Presidente della Confederazione Europea di Scherma, Giorgio Scarso, il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, e il Coordinatore del Comitato Organizzatore, Sandro Cuomo.
– foto ufficio stampa Fis –
(ITALPRESS).

Durigon “La maggioranza in Sicilia tornerà coesa”

PALERMO (ITALPRESS) – “In Sicilia un pò di turbolenza c’è stata, non possiamo dire di no, però sono tanti i progetti in campo e la maggioranza tornerà a essere ancora più coesa”. Lo dice in un’intervista all’Italpress il neo commissario della Lega in Sicilia e sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, parlando dell’attuale situazione della maggioranza nell’Isola.
“Faremo delle riunioni specifiche su questo, daremo massimo supporto al presidente (Schifani, ndr) e credo che alla fine troveremo tutte le soluzioni per ripartire ancora con più forza”, ha aggiunto.
Tra gli ultimi motivi di tensione nella maggioranza, la bocciatura da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana della riforma delle Province. “Noi siamo a favore del ritorno all’elezione diretta delle Province. Crediamo fortemente che sia un ente che può dare risposte ai cittadini – sottolinea Durigon -. A livello nazionale ci stiamo lavorando. E’ decaduta questa legge in Sicilia, ma siamo pronti ad affrontarla nel miglior modo possibile per dare delle risposte. So che Schifani ha in mente di tornare per il momento alla legge Delrio, ma la volontà politica del governo, lo ricordo, è quella di andare a votare per le Province il prima possibile”.
Rispondendo a una domanda sul suo nuovo ruolo di commissario della Lega in Sicilia, il sottosegretario spiega: “Sostituisco Annalisa Tardino, che è la capolista alle Europee e quindi deve impegnarsi in prima persona in una campagna elettorale molto dispendiosa, quindi c’è tanto da fare. Il mio supporto sarà quello di organizzare e dare ancora più forza al territorio, trovare altre candidature eccellenti e costruire un risultato che secondo me potrebbe essere anche in doppia cifra qui in Sicilia. Vedo una grande volontà di scendere in campo con la Lega, sia persone nuove, sia persone che sono già nel nostro partito. Sono convinto che la doppia cifra sia alla nostra portata”.
Durigon parla anche del Ponte sullo Stretto, che per la Lega “è un’opera vitale, il Sud può ripartire con grandi infrastrutture. Oggettivamente sarà un’occasione fondamentale. Abbiamo visto che non serve soltanto un sostentamento economico per le aziende, ma servono le infrastrutture – spiega -. Perchè se noi vogliamo che il Sud torni a essere una locomotiva importante per tutta l’Italia, abbiamo bisogno di queste opere”.
“Il Ponte è una grande infrastruttura che darà spazio e forza a tutto il resto. Siamo convinti che ad agosto possa iniziare questa avventura, ci abbiamo messo la faccia dal primo momento, ringrazio anche i presidenti Schifani e Occhiuto per il lavoro che hanno fatto – conclude il sottosegretario -. Questa sinergia e questo filo di unione tra Governo e Regioni può dare sicuramente vita a un Ponte che sono troppi anni che la gente aspetta”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

E78 Grosseto-Fano, al via lavori per l’apertura della Galleria “Guinza”

ANCONA (ITALPRESS) – “Oggi celebriamo la ripartenza dell’Italia Centrale, degli Appennini e delle aree interne, grazie a questa infrastruttura che porterà ricchezza, opportunità e un futuro a questi territori”: è quanto ha affermato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, alla cerimonia di consegna dei lavori per l’apertura al traffico della Galleria Guinza, tra Umbria e Marche. Anas (Gruppo FS Italiane) ha affidato oggi all’appaltatore il cantiere tra i comuni di Mercatello sul Metauro (PU) e San Giustino (PG), nell’ambito delle opere previste per il completamento dell’itinerario E78 Fano-Grosseto. L’intervento, del valore complessivo di 130 milioni di euro, consentirà, in particolare, di rendere percorribile, in direzione Umbria, un tratto stradale di circa 10 km già precedentemente realizzato e comprensivo della galleria lunga 6 km, collegandolo alla viabilità locale esistente. Alla cerimonia sono intervenuti i presidenti delle Regioni Umbria, Donatella Tesei e Toscana, Eugenio Giani, insieme agli assessori regionali alle Infrastrutture delle Marche Francesco Baldelli, dell’Umbria Enrico Melasecche e del commissario straordinario dell’opera Massimo Simonini. Il Governo nazionale era rappresentato dal sottosegretario di Stato al MEF Lucia Albano. Presenti anche il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati Mirco Carloni e l’onorevole Antonio Baldelli della Commissione Trasporti della Camera.
“Questa infrastruttura rischiava di restare un’incompiuta e invece riusciamo a dare una strategia al Centro Italia, recuperando non solo la galleria, ma la prospettiva di completamento della Fano-Grosseto, grazie al Governo Meloni e al ministro Salvini che, con fatti concreti, stanziando le somme necessarie, hanno permesso l’inizio dei lavori di completamento di questa infrastruttura – ha detto il presidente Acquaroli – Questa è la parte più complessa perchè siamo davanti a 6 km di galleria, dai costi molto elevati. Quando sarà ultimata, sarà più facile poi completare gli altri stralci che servono, sia in Umbria che in Toscana che nelle Marche, per collegare i due mari. La E78 – un’arteria fondamentale per il centro Italia, per l’Appennino, per l’Adriatico e per il Tirreno e, soprattutto congiunge tante realtà, apre mondi diversi e li mette in stretta connessione – è fondamentale per lo sviluppo economico, sociale e turistico di questi territori. Lo abbiamo visto con la Quadrilatero nelle Marche, che ha impresso uno slancio economico e un risvolto sociale di enorme valore ai territori interessati. Non da ultimo voglio ringraziare i presidenti Tesei e Giani per il lavoro sinergico che abbiamo portato avanti, in questi anni, insieme”.
“La giornata di oggi rappresenta un nuovo inizio, di portata storica, per la progressiva uscita dall’isolamento infrastrutturale della nostra regione – ha affermato il sottosegretario Albano – Con il Governo Meloni la questione dell’Italia centrale torna al centro dell’agenda politica, a partire dalle infrastrutture, volano di sviluppo economico e sociale. Un plauso al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che, insieme ai governatori di Umbria e Toscana, ha voluto, con determinazione, la ripartenza dei lavori di quest’opera incompiuta anche per il rilancio delle aree interne appenniniche”.
“Oggi celebriamo il G-Day: una buona pratica di buona politica al servizio delle comunità locali – ha affermato l’assessore Baldelli – Tre Regioni, al di là delle proprie appartenenze di partito, hanno posto al centro delle infrastrutture la Questione del Centro Italia, riequilibrando un dibattito nazionale troppo polarizzato tra nord e sud. Tutto questo grazie al lavoro, la collaborazione e la visione degli assessori alle Infrastrutture e dei tre presidenti di Regioni che hanno in comune molte affinità e che hanno intrapreso un cammino insieme per affrontare temi strategici come le infrastrutture e i collegamenti est-ovest. Siamo al centro di un Corridoio europeo che collega l’Oriente e la Turchia con i Balcani, passa nei nostri Porti, da Ancona a Livorno, e approda nella Penisola Iberica. Dobbiamo cogliere questa grande opportunità. La Guinza unisce territori e intenti”. Baldelli ha quindi ringraziato il comitato Aprite la Guinza, “imperterriti e indefessi visionari che hanno tenuto viva la battaglia per la riapertura di questa opera fondamentale per il nostro territorio. Sappiamo bene che chi non ha visione non può avere futuro”.
La presidente dell’Umbria Tesei ha parlato di “un’opera ormai in cantiere da troppi anni e che ora riprende vigore. Questo ci consentirà collegamenti più veloci tra regioni dell’Italia centrale che sono molto importanti per il sistema paese. Io sono un’assertrice convinta dell’importanza dell’Italia centrale, dell’Italia di mezzo. Con i colleghi stiamo portando avanti un percorso importante e le infrastrutture significano collegamenti più veloci e sviluppo economico”.
Il presidente della Toscana Giani ha evidenziato come “i collegamenti fra il Tirreno e l’Adriatico, tra est e ovest, non sono pari a quelli che invece sono le infrastrutture da nord a sud. Ciò penalizza proprio le regioni del centro che sono regioni vitali, meno assistite di altre ma che hanno un sistema economico e sociale molto omogeneo e che quindi vanno collegate. Il messaggio di questa apertura della Guinza è quello di un’Italia che, dal Tirreno all’Adriatico, vuol vedere collegamenti e infrastrutture all’altezza della modernità”.
Il commissario Simonini ha spiegato che i lavori della Guinza, affidati oggi, “sono i primi di una serie di interventi che rimangono da realizzare sulla E78. Gli altri sono già a un livello di progettazione definitiva avanzata e i relativi progetti esecutivi saranno pronti fra il 2024 e il 2025. Questo significa che entro la fine del prossimo anni avremo tutto quello che rimane per realizzare e completare l’itinerario della Fano-Grosseto”.
Nel dettaglio, il tratto oggetto dell’intervento consegnato comprende diverse opere già realizzate, in tutto o in parte, e precisamente quattro gallerie (Guinza, Valpiana, Sant’Antonio e la galleria artificiale Santa Veronica) e quattro viadotti (Valpiana di valle, Sorgente di valle, Pieruccia e Ponte Guinza), intervallati da tratti all’aperto. I lavori riguardano principalmente l’intervento sulla galleria Guinza, che consiste nel rifacimento del rivestimento interno e nella realizzazione degli impianti di illuminazione, ventilazione e di sicurezza (idrico, segnaletica luminosa, SOS). E’ inoltre prevista la realizzazione di un by-pass pedonale tra le due canne esistenti della galleria Sant’Antonio, quale via di esodo in caso di incendio, e la sistemazione dei viadotti. Per rendere funzionale l’opera saranno realizzate due rotatorie di innesto con le viabilità locali esistenti, rappresentate dalla strada provinciale 200 (lato Umbria) e dalla via Cà Lillina (lato Marche) che sarà adeguata per un tratto di circa 1 km. I lavori sono stati aggiudicati all’Impresa “CEC Consorzio Stabile Europeo Costruttori”, con sede a Perugia. Nei prossimi giorni saranno avviate le attività preliminari (cantierizzazione e viabilità di cantiere, completamento bonifica da ordigni bellici e completamento del monitoraggio ambientale ante operam) per poter iniziare le lavorazioni all’interno delle gallerie entro luglio. Il completamento è previsto per la fine del 2026.
-foto ufficio stampa Regione Marche-
(ITALPRESS).

Mattarella incontra il presidente argentino Milei

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il presidente argentino Javier Milei. Secondo quanto si apprende, si è trattato di un incontro informale, di cortesia, di conoscenza. Ribaditi i legami fra le comunità di Italia e Argentina e il proposito di intensificarli. Sollecitato il rapporto Ue-Mercosur.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Transizione ecologica, dalle utilities 1,8 mld annui di investimenti

ROMA (ITALPRESS) – Rinnovabili, molecole verdi, reti di distribuzione, efficienza energetica ed economia circolare. Queste le cinque linee strategiche di sviluppo che consentono alle utilities di offrire un contributo significativo agli obiettivi della transizione; si tratta, al contempo, del principale punto di forza delle imprese di pubblica utilità, costituito dalla matrice territoriale dello sviluppo energetico. I temi emergono dallo studio “Il ruolo delle utilities tra sicurezza energetica, sostenibilità e competitività”, presentato oggi a Roma da Utilitalia nel corso di un convegno. Gli investimenti del comparto delle utilities relative alle cinque linee strategiche di sviluppo ammontano a 1,8 miliardi annui e riguardano la decarbonizzazione (830 milioni), l’economia circolare (oltre 500 milioni) e la digitalizzazione (420 milioni). Al contempo, analizzando tutti i settori di competenza il valore aggiunto distribuito ai diversi stakeholder (lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, finanziatori, comunità locali, oltre a quanto viene reinvestito in azienda) è pari a 12,7 miliardi, ai quali si sommano ulteriori 33,7 miliardi di spesa verso i fornitori, il 65% dei quali verso realtà locali. Nel 2021 le 100 maggiori utilities hanno investito 11 miliardi di euro sui territori, con grande attenzione all’innovazione e alla qualità del servizio.
Per quanto riguarda la prima linea strategica di sviluppo, le utilities possono contribuire in modo significativo al conseguimento degli obiettivi nazionali sulle rinnovabili, in particolare nel settore fotovoltaico ed eolico, ma anche in quello idroelettrico e del teleriscaldamento: ciò a patto di attivare misure abilitanti che supportino gli investimenti per il rifacimento o potenziamento degli impianti esistenti e per le progettualità che valorizzano le sinergie intersettoriali.
Il contributo allo sviluppo delle molecole verdi capitalizza invece la circolarità degli investimenti intersettoriali di cui queste imprese sono capaci: basti pensare alla produzione di biogas e biometano dai rifiuti organici o dai fanghi di depurazione. Risulterà essenziale sfruttare gli asset esistenti e massimizzare le sinergie tra i diversi settori in ottica circolare per la produzione di gas rinnovabili.
Le infrastrutture energetiche di distribuzione rappresentano l’asse portante e abilitante per l’attuazione della transizione e il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e sostenibilità; in quest’ottica, dalle utilities può arrivare un importante contributo per quanto riguarda la flessibilità e la sicurezza delle reti elettriche, la riconversione tecnologica delle reti gas volta alla gestione dei nuovi green gas e l’integrazione tra i settori gas e power.
Anche l’efficienza energetica gioca un ruolo rilevante nel percorso di transizione così come nelle strategie delle utilities, impegnate nel duplice ruolo di soggetti obbligati del meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica e di promotori di offerte commerciali presso i clienti finali; da questo punto di vista sono auspicabili celeri misure di efficientamento del meccanismo dei TEE e l’allargamento del mercato dell’efficienza energetica a progetti di economia circolare.
Dal potenziale di circolarità alle nuove possibilità di business, le utilities valorizzano infine l’economia circolare: si va dalla riconversione delle infrastrutture esistenti come hub per la carbon capture and storage al recupero delle materie prime critiche, in particolare attraverso la raccolta e il trattamento dei RAEE, dalla mobilità elettrica fino alla produzione di biocarburanti e biocombustibili.
“Per le utilities – spiega il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – la transizione energetica è una sfida di sistema che non si limita a valutare singole tecnologie o vettori, ma che amplia la propria visione alla convergenza fra tecnologie, produzione e utilizzo delle fonti, potenzialità di economia circolare ed infrastrutture. Il contributo più rilevante che le imprese dei servizi pubblici possono fornire alla transizione energetica passa dalla valorizzazione della loro peculiarità di attori e promotori dello sviluppo energetico territoriale: ciò vuol dire rendere incisivo un approccio integrato, l’unico in grado di coniugare investimenti industriali e innovazione con il valore circolare e sociale del servizio reso. Un approccio che accresce l’efficienza e la sostenibilità della transizione energetica e amplia i benefici energetici, ambientali e sociali resi disponibili sui territori”.

– foto ufficio stampa Utilitalia –
(ITALPRESS).

Carnevale, in piazza San Marco hanno sfilato le tradizioni

0

VENEZIA (ITALPRESS) – Sul palco di Piazza San Marco, ad aprire la giornata del Carnevale 2024 dedicata alla lunga storia popolare delle maschere della tradizione, questa mattina è stata la delegazione di Avellino, accompagnata dal vicesindaco Laura Nargi, che sul palco ha portato “La Canzone di Zeza ed il ballo della Quadriglia”. La Zeza rappresenta il matrimonio di Porzia, figlia di Pulcinella e di Zeza, con don Zenobio, giovane medico calabrese e pretendente della ragazza. Geloso della figlia, Pulcinella non vuole concederla al pretendente, mentre la mamma Zeza, donna smaliziata e ruffiana, ha già chiaro il progetto matrimoniale per sistemare la figlia e cerca di convincere il marito.
Dopo uno scontro fisico tra il padre della ragazza e il pretendente, Pulcinella viene ferito da Don Zenobio, ma viene soccorso e guarito dallo stesso dietro la promessa di concedergli la figlia, permettendo alla coppia di celebrare il matrimonio. Matrimonio che si conclude con il ballo di un’esplosiva e coreografica quadriglia ballata dai diversi personaggi. Dopo di loro, in occasione del 140esimo anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Corea, è tornato Talchum, l’arte popolare nella cultura tradizionale coreana, inserita nell’elenco dei Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità Unesco nel 2022 – che combina danza, musica e teatro, eseguita da personaggi che indossano maschere in legno o in cartapesta come allegoria dei conflitti sociali.
La delegazione è arrivata accompagnata dal Console e Viceconsole di Corea a Milano. I personaggi animati del Talchum si infilano in situazioni imbarazzanti, divertenti, a volte perfino scabrose al termine delle quali comunque emergono sempre i valori di “riconciliazione” e di “pace”.
Presente sul paco l’assesore alla Promozione del Territorio, Paola Mar: “Sono molto felice di essere qui in piazza con la vicesindaco Nargi , ma ciò che mi rende ancora più felice è vedere tanti giovani oggi, perché solo grazie a loro le tradizioni e la cultura del nostro meraviglioso paese possono continuare a vivere nel tempo. Ringrazio il sindaco di Andong, il Console generale di Corea e il viceconsole per essere qui oggi con noi. Questo è un momento importante di crescita per tutti noi, perchè oggi possiamo scoprire e capire un carnevale diverso, nel segno del nostro concittadino Marco Polo”.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

(ITALPRESS).

POETICO E GRINTOSO, GEOLIER MEGLIO DI KVARATSKHELIA

Non sono un calciodisfattista ma confesso che Geolier mi ha divertito più di Kvaratskhelia. Lui è Napoli davvero, tratto poetico e grintoso; la squadra scesa a San Siro (che Sala lo conservi) è l’unica che fa divertire il Milan, Pioli e i rossoneri non eccelsi. Da quella sera in cui Giroud cacciò Spalletti dalla Champions. E ha fatto bene a ricordarlo, De Laurentiis. Altro che fole psicologiche. A lui raccomando – en passant – di pensarci bene prima di riacquistare un crack africano che sul più bello ti molla e ciao Osimhen, ciao Zona Champions. Poi dicono che Kvaratskhelia non è più lui.
Non sono severo con Mazzarri perchè ne sono stato complice e sarebbe vile abbandonarlo, ma dovrebbe almeno spiegarmi perchè è arrivato convinto che Raspadori sia appena una pezza – come pensava anche Garcia – mentre prima dell’iniqua fustigazione era il tocco vitale a una squadra che andava in abbiocco. Il ragazzo adesso è scarico. E infatti era la batteria azzurra.
Il Napoli ha concretamente il diritto di non essere il fulmine di guerra della scorsa stagione – capita dopo le grandi vittorie, l’altro giorno l’ho paragonato alla Nazionale bearzottiana di Mexico 86 – ma ha il dovere di sottrarsi a un malinconico tramonto, di battersi anche – come in parte ha fatto iersera, sfortunato con…Maignan – con la rabbia dei poveri. Il che m’induce a pensare al danno che produce la ricchezza quando piove improvvisa anche in testa ai gregari. Credo che don Aurelio debba impartire ancora qualche piccante benedizione.
Non nascondo – perchè non sono chic, nè caviar o champagne, solo un pò cashmere pasta e fagioli – che guardo, ascolto e assimilo canticchiando il Festival di Sanremo. Stavolta ho adottato Annalisa (ma l’avete vista – incensurata – in concerto con Elodie, il più bel rosso-nero dopo Gianni Rivera!?) e i Negramaro, miglior squadra del Salento trionfante a Sanremo mentre il Lecce crollava a Bologna. Mi dispiace per l’amico Pantaleo Corvino ma credo che con i rossoblù di Motta di ‘sti tempi sia dura per tutti.
Dovrei essere ovviamente soddisfatto – dico da tifoso rossoblù confesso – ma m’inquieta l’idea che qualche vip possa sbolognarlo. E neanche potrei sconsigliarlo visto quant’è bravo.
Un pensiero all’Inter, tanto brava e convincente da indurre al silenzio le sirene juventine. E tutti coloro che, con malcelato e sciocco stupore, continuano a dirla favorita dalla VAR. Mavalà! La VAR non è cattiva. E’ solo terribilmente stupida.
[email protected]
(ITALPRESS).

Webuild, confermato il rating “A-” nel programma Climate Change 2023

MILANO (ITALPRESS) – Leader mondiale nelle azioni di contrasto del cambiamento climatico, con un rating superiore alla media europea e di settore. E’ la valutazione con rating ad “A-” confermata per Webuild dal Programma Climate Change 2023 di CDP (ex Carbon Disclosure Project), che punta a misurare impatto ambientale e trasparenza aziendale per costruire un’economia sempre più sostenibile a livello mondiale. Il posizionamento di Webuild, spiega una nota, emerge rispetto a quello di oltre 21.000 imprese che hanno partecipato al Programma Climate Change 2023 di CDP e conferma l’investimento e l’impegno di Webuild in programmi e obiettivi ambientali, che si traduce già da anni in piani strategici di lungo periodo integrati nelle strategie di crescita del Gruppo. Questo approccio va di pari passo con il significativo contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei territori in cui opera.
Il rating, attribuito al termine di un processo di valutazione delle politiche e delle performance ambientali, costituisce infatti uno strumento di analisi per gli stakeholder del Gruppo, offrendo informazioni sintetiche, indipendenti e comparabili delle performance e del livello raggiunto da Webuild negli ambiti non finanziari legati all’ambiente.
CDP (ex Carbon Disclosure Project) è una organizzazione internazionale non-profit che annualmente valuta le aziende coinvolte nell’indagine, per conto di oltre 740 investitori che rappresentano asset per più di 136 trilioni di dollari. La valutazione formulata tiene conto dell’impegno delle aziende nell’identificare e gestire i rischi connessi al cambiamento climatico, nell’affrontare le sfide che questo cambiamento impone e nel fissare obiettivi ambiziosi e sfidanti.
Il Gruppo Webuild ha già ottenuto nel tempo numerosi riconoscimenti internazionali per il suo impegno in ambito ESG. Il Gruppo fa parte del MIB ESG Index di Borsa Italiana ed è tra i top player di settore nelle valutazioni dei rating ESG emesse da organizzazioni indipendenti, come ISS-ESG (B- livello Prime), Moody’s ESG – ex Vigeo Eiris (livello Advanced), MSCI ESG Ratings (AA leader).

– foto: screenshot da video Webuild –
(ITALPRESS).