REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Due gol nel giro di 4′ in avvio di partita valgono l’1-1 al Mapei Stadium di Reggio Emilia nel match tra Sassuolo e Torino. Al gol di Pinamonti risponde Zapata per i granata che centrano il secondo pareggio consecutivo. Dopo tre ko di fila torna a muoversi la classifica dei neroverdi, ora a +2 sul terzultimo posto occupato da Verona e Cagliari.
Bajrami e Laurientè larghi, Pinamonti centrale le scelte offensive di Dionisi, ancora costretto a fare i conti con l’assenza di Berardi. Conferma ancora il tridente pesante Juric che schiera insieme Zapata e Sanabria e lancia Vlasic sull’out di sinistra. Il match si stappa subito e in meno di 10′ già arriva un gol per parte: passa al 5′ il Sassuolo con lo spunto sulla destra di Pedersen che disegna il cross per l’incornata a centro area di Pinamonti, Milinkovic Savic si tuffa e tocca ma non riesce ad evitare l’1-0. Reazione perentoria del Torino che impiega quattro minuti per trovare il pari: discesa prepotente di Bellanova e traversone teso sul secondo palo dove Zapata, di sinistro, insacca a porta spalancata. Ristabilito l’equilibrio si assestano i valori, ma sono gli ospiti a fare qualcosina in più dopo il problema muscolare di Rodriguez che lascia il posto in campo a Masina. Zapata calcia dal limite dell’area e manda di poco a lato, poi ci prova Vlasic con un diagonale insidioso, anche questo fuori bersaglio. Prima dell’intervallo chance per il Sassuolo su una punizione di Bajrami respinta dal portiere.
Tanta vivacità ma poche vere occasioni a inizio ripresa. Per due volte Milinkovic-Savic è attento sul primo palo e sventa i tentativi di Laurientè. Dall’altro lato un tiro di Vlasic viene deviato e rischia di finire nello specchio. I due allenatori provano a pescare dalla panchina: nel Sassuolo dentro Defrel, nel Torino spazio per Okereke. Tra i due è il primo a rendersi pericoloso con una conclusione a giro da fuori che fa la barba al palo. L’ultima chance però è per gli ospiti che all’ultimo minuto di recupero sfiorano il colpaccio con un colpo di testa di Zapata: Consigli vola a deviare sul palo e salva il risultato.
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Zapata risponde a Pinamonti, fra Sassuolo e Torino è 1-1
CdM sciabola, Rossella Gregorio chiude decima a Lima
LIMA (PERU’) (ITALPRESS) – Nella prova di Coppa del Mondo di sciabola femminile a Lima la migliore delle azzurre è Rossella Gregorio che si è classificata in decima posizione. La prova di Rossella Gregorio è iniziata con il successo nel derby tricolore contro Michela Battiston nel tabellone delle 64 con il punteggio di 15-11. L’atleta del Centro Sportivo Carabinieri si è poi imposta nel turno delle 32 contro la bulgara Hramova grazie al 15-9 finale. Lo stop per la salernitana classe ’90 è arrivato negli ottavi di finale contro la numero 1 del mondo, la greca Gkountoura per 15-4. Stop nel turno delle 32 per Chiara Mormile, Rebecca Gargano e Claudia Rotili che hanno chiuso la loro prova rispettivamente in 19^, 23^ e 25^ posizione in classifica. Così le altre azzurre oggi: 35^ Martina Criscio, 49^ Eloisa Passsaro e 52^ Michela Battiston.
Domani la terza ed ultima giornata di gare. A Lima si disputerà la prova a squadre che darà punti fondamentali per la qualifica olimpica per Parigi 2024. L’Italia del ct Nicola Zanotti salirà in pedana con il quartetto composto da Michela Battiston, Martina Criscio, Chiara Mormile ed Irene Vecchi. L’esordio per le azzurre negli ottavi di finale contro la Cina alle ore 17.15 italiane.
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L’Inter non si ferma, ribalta la Roma e vince 4-2
ROMA (ITALPRESS) – L’Inter supera 4-2 in rimonta la Roma e allunga a +7 sulla Juventus: apre Acerbi, i giallorossi la ribaltano con Mancini ed El Shaarawy, ma nella ripresa arriva il pari di Thuram e il controsorpasso con l’autogol di Angelino prima del definitivo poker siglato da Bastoni.
La squadra giallorossa è protagonista di una buona partenza, rendendosi subito pericolosa prima con El Shaarawy e poi con Pellegrini. Al 15′ Barella ci prova dalla distanza, ma il suo tiro viene deviato in corner. Due minuti più tardi i nerazzurri passano in vantaggio grazie ad Acerbi che, sugli sviluppi di corner, sfrutta la spizzata di Lukaku per infilare alle spalle di Rui Patricio. Il Var richiama Guida per la posizione di Thuram, in fuorigioco, ma per l’arbitro non disturba il portiere portoghese. I ragazzi di De Rossi reagiscono immediatamente e al 28′ agguantano il pareggio con un colpo di testa di Mancini, bravo a trovare la deviazione vincente sulla punizione di Pellegrini. Negli ultimi minuti del primo tempo la Roma riesce a completare la rimonta: ancora Pellegrini imbuca per El Shaarawy, che in contropiede fulmina Sommer con il mancino. Si va all’intervallo sul punteggio di 2-1 in favore dei capitolini. In apertura di ripresa l’Inter ristabilisce subito la parità con la rete di Thuram che, su assist di Darmian, deposita in fondo al sacco anticipando Mancini. Neanche il tempo di riorganizzare le idee per i giallorossi, che la compagine nerazzurra torna avanti al 56′ con un autogol di Angelino che, nel tentativo di anticipare lo scatenato Thuram, mette la palla nella propria porta. La squadra di De Rossi non demorde e va alla ricerca del pareggio, costruendo due grandi occasioni con Lukaku, che però si fa ipnotizzare da Sommer. Nel finale i capitolini tentano il tutto per tutto, ma i nerazzurri chiudono i giochi nel recupero con Bastoni, che in contropiede fissa il punteggio sul definitivo 4-2. Inter sempre più prima, rallenta la rincorsa giallorossa a un posto in Champions.
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Gp Fie Fioretto, a Torino 14 azzurri nel tabellone principale
TORINO (ITALPRESS) – Sono 14 gli atleti azzurri qualificati per il tabellone principale della prova del Grand Prix Fie di fioretto maschile di domani a Torino. Diventano così 32 gli italiani, tra uomini e donne, in pedana nella giornata clou all’Arena Inalpi. Già ammessi, per diritto di ranking, Tommaso Marini, Filippo Macchi, Daniele Garozzo ed Alessio Foconi. Grazie ad un girone perfetto, si sono subito aggiunti Giorgio Avola, Davide Filippi, Damiano Di Veroli e Guillaume Bianchi. Hanno staccato il pass grazie ai successi nei tabelloni preliminari Giuseppe Franzoni, Giulio Lombardi, Tommaso Martini, Edoardo Luperi, Francesco Ingargiola e Alessio Di Tommaso. Si è fermata all’ultimo match la corsa di Mattia De Cristofaro, Damiano Rosatelli e Raian Adoul. Stop nel turno da 128 per Francesco Pio Iandolo e Federico Pistorio mentre si è fermata la gara nei 256 di Lorenzo Nista.
Domani la giornata clou del Grand Prix Fie di Torino con in palio le medaglie delle competizioni maschili e femminili. In pedana ci saranno ben 32 atleti italiani.
Per le fasi decisive dell’ultima giornata, dalle ore 17.30, prevista un’attenzione mediatica senza precedenti in Italia per una gara GP. Semifinali e finali, infatti, saranno trasmesse in diretta sia da Rai Sport che da Sky Sport Max, e ci sarà – come per tutti i Grand Prix – anche la copertura di Eurosport che proporrà invece gli assalti in differita.
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Cdm sciabola, a Tbilisi brilla il bronzo di Luigi Samele
TBILISI (GEORGIA) (ITALPRESS) – Grande prestazione per Luigi Samele che conquista la medaglia di bronzo nella prova individuale della Coppa del Mondo di sciabola maschile a Tbilisi. Il foggiano classe ’87 torna sul podio a poco meno da un anno di distanza dal bronzo nella prova di Varsavia. La corsa di Luigi Samele è partita con il successo per 15-10 sul polacco Hryciuk nel suo primo match di Tbilisi. Nel tabellone dei 32 il pugliese ha avuto la meglio sul francese Seitz con il punteggio di 15-8 prima di superare negli ottavi di finale il tedesco Bonah 15-7. Il portacolori delle Fiamme Gialle ha poi battuto nei quarti di finale l’egiziano Elsissy 15-11. Lo stop in semifinale, per la medaglia d’argento di Tokyo 2020, contro colui che lo aveva già sconfitto proprio nella finale olimpica, l’ungherese Szilagyi, per 15-6.
E’ il podio che fa diventare “maggiorenne” il palmares individuale di Gigi Samele: quella di Tbilisi, infatti, è la 18^ medaglia tra Coppa del Mondo e Grand Prix per il finanziere foggiano in una carriera da super-campione, dal terzo posto di 15 anni fa esatti ad Atene fino al bronzo di oggi in Georgia, passando per tre medaglie olimpiche.
Stop nel tabellone da 32 per Giovanni Repetti (19°) e Dario Cavaliere (24°) battuti rispettivamente dall’iraniano Pakdaman e dal francese Patrice. Così gli altri azzurri in pedana oggi: 33° Michele Gallo, 36° Luca Curatoli, 51° Leonardo Dreossi, 58° Lorenzo Ottaviani, 63° Mattia Rea.
Domani la prova a squadre. L’Italia, che farà il suo esordio in pedana negli ottavi di finale contro la vincente di Ucraina-Arabia Saudita, sarà rappresentata dal quartetto con il bronzo individuale Luigi Samele, Luca Curatoli, Michele Gallo e Pietro Torre.
Si è fermata sulla soglia delle “top 8” la corsa di tre spadiste italiane a Barcellona. Nella gara individuale della Coppa del Mondo di spada femminile, sulle pedane catalane, Mara Navarria ha chiuso al 9° posto, 10^ Alberta Santuccio e 12^ Giulia Rizzi. Per il trittico di azzurre il rimpianto di ottavi di finali decisi sui titoli di coda. Hanno infatti ceduto solo all’ultima stoccata sia Alberta Santuccio, battuta 15-14 dalla portacolori del Brasile, Nathalie Moellhausen, che Giulia Rizzi, superata 12-11 dall’ungherese Eszter Muhari, mentre dopo un match altrettanto combattuto Mara Navarria si è arresa 15-13 all’ucraina Kryvytska.
Rammarico, perchè ognuna di loro era stata protagonista di un’ottima prova. Santuccio aveva superato due statunitensi, Liu (15-11) e Washington (15-9), Navarria si era imposta sulla francese Coquin (15-12) e sulla cinese Yu (14-11), e Rizzi, reduce dal secondo posto nel GP di Doha, aveva eliminato la tedesca Heinz (15-7) e l’americana Holmes (15-13).
Tra le altre azzurre in gara hanno concluso 21^ Rossella Fiamingo e 26^ Roberta Marzani, fermate nel turno dei 16esimi di finale, mentre allo step precedente erano uscite di scena Federica Isola (42^), Alessandra Bozza (43^) e Lucrezia Paulis (53^).
Il clou della tappa di Coppa del Mondo di spada femminile a Barcellona, però, va in scena domani: c’è la prova a squadre, dove l’Italia del CT Dario Chiadò va a caccia di punti importantissimi per la Qualifica Olimpica con il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alberta Santuccio e Giulia Rizzi.
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Salari, la politica dallo “sguardo corto” non funziona
ROMA (ITALPRESS) – Cresce l’occupazione, aumentano un pochino di peso le buste paga, anche se l’area dei salari cosiddetti poveri si allarga progressivamente. Si dirà che allora le cose vanno bene, al di là della incresciosa situazione di un milione di lavoratori che vivono con un salario al di sotto della sussistenza. Ma non è così. Fino a che nel nostro Paese non si conclude la stagione in cui ci si occupa dei temi di importanza vitale con lo sguardo corto e lo scopo furbetto di passare la giornata nel solo intento di rifornire i media con i dati svantaggiosi o vantaggiosi a seconda dei propri interessi di bandiera, la situazione continuerà a peggiorare. E infatti l’economia si riesce a dominare, ponderandola ragionevolmente e predisponendo il suo governo con tempi medio lunghi. Prendiamo ad esempio il fenomeno inaspettato della crescita dell’occupazione che ancora continua a darci segnali positivi. Esso è la risultanza non della crescita del benessere economico, bensì della interruzione di operazioni errate come il reddito di cittadinanza che ha distolto per anni dalla attività lavorativa circa 3 milioni di persone. Alla fine di questa e di altre storie le persone sono state spinte al lavoro dall’indebolimento della condizione economica delle famiglie a causa di nuovi pesi provocati dalla pandemia.
E invece la gelata demografica determinata dalla scarsissima prolificità degli italiani e dall’esodo costante dei giovani che si recano a lavorare in altri paesi europei ed extra europei per ottenere più remunerazione e più stabilità, ha provocato la disponibilità delle imprese ad aumentare l’offerta di lavoro, per ottenere più collaboratori nelle aziende dopo la rarefazione della domanda. A testimonianza di questa dinamica per accaparrarsi con certezza la manodopera, le imprese hanno offerto contratti a tempo indeterminato, come risulta dai dati Istat, sconvolgendo ogni pronostico a fronte dei presupposti valutativi precedenti. Dunque si può dire che la lieve crescita salariale è dovuta alla riduzione del cuneo fiscale momentanea, che perciò ci riporterà ai dati negativi precedenti ancor più se non cambiano le cose, per il fatto che i miliardi che ha richiesto sono stati finanziati con il debito pubblico. Mentre l’occupazione accresciuta, certamente non proviene da una maggiore espansione dei nostri prodotti industriali e servizi nei mercati internazionali e nazionali o da particolari investimenti pubblici.
Anzi riguardo alle esigenze delle imprese mancano più di mezzo milione di qualificazioni alte a causa del mal funzionamento dei sistemi formativi, di orientamento, di culture devianti che influenzano le famiglie rispetto al tipo di preparazione da scegliere per i propri ragazzi. Ma c’è da credere che se vogliamo occupazione e salario in più, cioè elementi essenziali che testimoniano la stabile e duratura salute di un paese, bisognerà che molto presto si cambi verso. Passare dalle cose da far sembrare all’essere concreto. Cioè abbandonare definitivamente i paradigmi del passato sui salari e su come si generano i posti di lavoro. La questione produttività allora dovrà diventare il perno delle relazioni industriali e dei contratti collettivi se vogliamo che crescano davvero. Gli obiettivi di maggiore produttività, definiti insieme da imprenditori e lavoratori, riducono i margini della inefficenza e migliora la redistribuzione della ricchezza prodotta.
La buona e più copiosa occupazione dipende dalla aderenza delle buone qualificazioni dei lavoratori con le esigenze accresciute di professionalità in grado di far fronte al ritmo e qualità che la rivoluzione digitale richiede. Se è così tutto l’apparato della istruzione e della formazione dovrà essere riconvertito radicalmente per raggiungere standard culturali avanzati almeno pari alla dotazione di tecnologie che già possediamo per l’industria ed i servizi privati e pubblici. Benedetta allora sarà la riconquista della lungimiranza e dal senso della realtà che ci farà avanzare verso la prosperità.
Raffaele Bonanni
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La Lazio vince a Cagliari e si rilancia nella corsa Champions
CAGLIARI (ITALPRESS) – La Lazio cercava la vittoria per non vedere allontanarsi troppo l’obiettivo Champions e la trova in casa del Cagliari, battuto 3-1 dopo una partita spettacolare. I biancocelesti trionfano nel segno di Immobile, che festeggia i 200 gol in Serie A in una gara tenuta viva fino all’ultimo dagli uomini di Ranieri.
La sconfitta non rispecchia l’atteggiamento dei sardi, che avevano accusato il colpo del vantaggio laziale quasi alla mezzora. Al 26′ sugli sviluppi di una punizione, il cross in mezzo di Isaksen viene lisciato da Azzi e poi sfortunatamente spedito in rete da Deiola. Sotto a causa di un autogol, il Cagliari cerca di reagire nel finale di primo tempo con Lapadula e torna agguerrito in campo nella ripresa. Eppure la Lazio colpisce al primo affondo utile e celebra un nuovo record di Immobile, che al 49′ sigla lo 0-2 e torna al gol su azione. L’attacante non fa in tempo a festeggiare il 200° in Serie A, perchè due minuti dopo i sardi ricordano che in casa hanno sette vite. Al 51′ la meraviglia dalla distanza di Gaetano riapre il match alla Domus Arena. La partita si fa scoppiettante, Luis Alberto chiama e Gaetano risponde, in un turbinio di occasioni. Quella decisiva capita sui piedi di Felipe Anderson al 65′ per mettere il punto esclamativo sul successo biancoceleste. La Lazio, infatti, è cinica e colpisce l’avversario nel suo momento migliore. L’1-3 porta la firma dell’esterno brasiliano, che ringrazia la deviazione sfortunata stavolta di Zappa. Il Cagliari, comunque, non si dà per vinto e gioca all’attacco fino alla fine: nonostante la sconfitta casalinga, conferma che venderà cara la pelle nella lotta per la salvezza. Gli uomini di Sarri, invece, scacciano le polemiche e la contestazione delle ultime settimane, ritrovando una vittoria che li rilancia in chiave Champions.
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Panetta “Sui tassi si avvicina l’inversione di rotta”
GENOVA (ITALPRESS) – “L’esame delle condizioni macroeconomiche indica che la disinflazione è in una fase avanzata e che il cammino verso l’obiettivo del 2% prosegue con speditezza. Si sta rapidamente avvicinando il momento di un’inversione di rotta nell’orientamento della politica monetaria”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel suo intervento al 30esimo congresso Assiom Forex a Genova.
“L’esercizio di previsione che la Bce effettuerà in marzo offrirà utili elementi per valutare le prossime azioni di politica monetaria. Sarà opportuno vagliare non solo la prima mossa, ma anche le diverse opzioni per l’intero sentiero di normalizzazione monetaria – ha proseguito -. Andranno soppesati benefici e controindicazioni di un taglio dei tassi tempestivo e graduale rispetto a un allentamento tardivo e aggressivo, che potrebbe accrescere la volatilità dei mercati finanziari e dell’attività economica”.
“Oggi la probabilità che un ipotetico rafforzamento della dinamica salariale dia il via a una tardiva rincorsa salari-prezzi è esigua – ha spiegato il governatore -. Per di più con pressioni inflazionistiche che volgono al ribasso e profitti delle imprese elevati, un qualche recupero del potere d’acquisto dei salari, dopo le perdite subite, è fisiologico e potrà sostenere i consumi e la ripresa dell’economia”. “Il lavoro – ha osservato ancora Panetta – è solo uno dei fattori di produzione e la sua incidenza sui costi totali delle imprese è ben inferiore a quella dei beni intermedi e dell’energia. La crescita attuale dei salari, pur superiore a quella del biennio 2021-22, è compensata dalla riduzione degli altri costi in atto da mesi. L’aumento dei costi complessivi delle imprese, che rappresenta la determinante primaria dell’inflazione, si è pertanto via via affievolito fino ad annullarsi, attenuando le pressioni inflazionistiche. Le aspettative delle imprese non prefigurano un’accelerazione dei costi totali nei prossimi mesi”.
“Le condizioni” per l’avvio della normalizzazione monetaria “sono tre: la prima è che il processo di disinflazione sia in fase avanzata”, “la seconda è che il calo dell’inflazione stia continuando”, “la terza è che il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione non sia compromesso da un eventuale taglio dei tassi”, ha detto ancora Panetta.
“I dati recenti – ha spiegato nel dettaglio – indicano che i progressi verso la stabilità dei prezzi sono superiori a quanto molti si aspettavano solo pochi mesi fa”. Per quanto riguarda il calo dell’inflazione, “gli indicatori congiunturali e la dinamica di fondi dei prezzi al consumo segnalano con chiarezza la prosecuzione della disinflazione”. Sotto il profilo dei tassi, “gli effetti della restrizione si stanno rivelando più forti rispetto sia all’esperienza storica sia a quanto stimato in passato dalla Bce”.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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