ROMA (ITALPRESS) – “Mi sono dimesso, come annunciato, nelle mani della presidente del Consiglio e la ringrazio dell’attenzione che mi ha riservato”. Così, sui social, Vittorio Sgarbi, che a Palazzo Chigi ha incontrato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Sgarbi a Palazzo Chigi da Meloni “Mi sono dimesso”
Schlein “Meloni non difende agricoltori e nega colpe del governo”
ALGHERO (ITALPRESS) – “Alessandra Todde è competente ed è innamorata della Sardegna”. Così la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, in visita ad Alghero per sostenere il Campo largo di Alessandra Todde in vista delle elezioni Regionali del 25 febbraio. Schlein ha anche attaccato il governo nazionale sulle scelte per il settore dell’agricoltura: “Meloni dice di aver sempre difeso gli agricoltori dalle scelte dell’Unione Europea, ma andrebbero difesi anche dalle sue scelte. Al governo ha perso tempo senza affrontare il tema del giusto prezzo. Gli agricoltori si trovano a vendere a meno del costo di produzione e si sono visti togliere dal governo l’esenzione Irpef. Nega le colpe del suo governo così come quelli del suo governo negano l’emergenza climatica, mentre servono strumenti e risorse per affrontarla”.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Al Festival di Sanremo spazio anche alla salute
SANREMO (ITALPRESS) – CASASANREMO ha alzato il sipario su LIFECHECK: un dibattito sull’importanza cruciale dello screening per identificare il sommerso di Epatiti e HIV.
Nella cornice più importante della musica italiana e a un giorno dalla finale che catalizza l’attenzione del Paese intero, Sanremo si dimostra anche luogo di cultura e informazione, dando spazio a momenti di sensibilizzazione su temi di salute. A CASASANREMO si è tenuta la tavola rotonda – organizzata da Cencora-Pharmalex – “LIFECHECK. L’importanza dello screening per la presa in carico del paziente con Epatiti e HIV”, realizzata grazie al contributo non condizionato di Gilead Sciences e che ha voluto stimolare il confronto sulle patologie virali, approfondire le opportunità fornite dallo screening, per scovare il “sommerso” ed avviare i pazienti alla cura. In Italia, le dimensioni e le conseguenze delle patologie virali, come AIDS ed epatiti, sono ancora sottostimate e necessitano una diagnosi precoce e una tempestiva presa in carico. Per i pazienti affetti da queste patologie risulta fondamentale la prevenzione che può portare al trattamento farmacologico corretto.
Matteo Osso – conduttore di Ovunque6 Morning Show Rai Radio2 ha moderato il talk show a cui hanno preso parte: Giovanni Berrino, 10° Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale, Senato della Repubblica; Mauro D’Attis, V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, Camera dei Deputati; Angelo Gratarola, Assessore alla Sanità, Regione Liguria; Francesco Alberti, Presidente Ordine dei Medici Imperia; Matteo Bassetti, Direttore SOC “Clinica Malattie Infettive”, Ospedale Policlinico San Martino – IRCCS Genova; Giovanni Cenderello, Presidente Sezione Regionale SIMIT Liguria, Direttore SC Malattie Infettive ASL-1 Imperiese Sanremo; Gabriele Forcina, Sr. Director Medical Affairs di Gilead Sciences.
Dalla discussione è emerso che debellare l’infezione da HCV oggi è possibile. Purtroppo, però, l’Italia è ancora distante dall’obiettivo OMS di eliminare il virus entro il 2030. Si stima che, ad oggi, circa 200.000 persone ne siano portatrici inconsapevoli. A livello istituzionale, un importante supporto viene fornito dall’impegno dell’Intergruppo parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato e dal Ministero, che ha contribuito a ottenere la proroga al 31 dicembre 2024 del Fondo nazionale per lo screening gratuito. La regione Liguria è stata apripista nell’avvio della campagna di screening per individuare i pazienti affetti da HCV.
In merito all’infezione da HIV, secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulle nuove diagnosi di infezione, in Italia nel 2022 sono state segnalate 1.888 nuove diagnosi, con un’incidenza di 3,2 ogni 100.000 residenti. La regione Liguria, pioniere in materia, nel 2021 ha reso gratuito il test per l’HIV rendendolo accessibile presso i centri Asl e quelli specializzati in Malattie Infettive e Igiene. Inoltre, a dicembre è stata introdotta la gratuità della profilassi pre-esposizione (PREP).
– Foto ufficio stampa Cencora – Pharmalex –
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18 fiorettiste azzurre a Torino, 8 sciabolatori a Tbilisi
ROMA (ITALPRESS) – Sarà molto azzurro, con ben 18 atlete italiane, il tabellone principale femminile che andrà in scena domenica nel Grand Prix FIE “Trofeo Inalpi” di Torino. Sfruttando il “fattore casa”, che dà diritto al Paese ospitante d’avere un numero superiore di partecipanti alle fasi preliminare, l’Italia del ct Stefano Cerioni ha fatto quasi “en plein” con le fiorettiste impegnate nel venerdì delle qualificazioni. Erano già ammesse alla giornata clou di domenica, per diritto di ranking, le campionesse del Mondo e d’Europa, Alice Volpi e Martina Batini, così come Martina Favaretto e Francesca Palumbo. E’ bastata la fase a gironi per far volare al tabellone principale, già al primo step, la vicecampionessa del mondo Arianna Errigo, come seconda atleta di giornata grazie a sei vittorie in altrettanti assalti e alle spalle soltanto di un’altra azzurra, Aurora Grandis. Ottimo avvio e qualificazione ipotecata al primo scoglio del venerdì anche per Camilla Mancini, l’under 20 Matilde Molinari e Benedetta Pantanetti. Superando i tabelloni preliminari, poi, hanno conquistato il pass per domenica anche Vittoria Ciampalini, Anna Cristino, Erica Cipressa, Olga Rachele Calissi, Marina Sinigalia, Matilde Calvanese, Carlotta Ferrari, Beatrice Monaco e Marta Ricci. Non ce l’hanno fatta, invece, soltanto Elisabetta Bianchin, Elena Tangherlini, Serena Rossini e Giulia Amore. Domani il Grand Prix FIE “Trofeo Inalpi” di fioretto a Torino, che come tutte le prove GP prevede solo le competizioni individuali a punteggio maggiorato, proseguirà con le fasi preliminari della gara maschile. Già qualificati per domenica, in virtù del loro ranking internazionale, Tommaso Marini, Daniele Garozzo, Alessio Foconi e Filippo Macchi. Proveranno a raggiungerli al tabellone principale anche Guillaume Bianchi, Raian Adoul, Giorgio Avola, Mattia De Cristofaro, Alessio Di Tommaso, Damiano Di Veroli, Davide Filippi, Giuseppe Franzoni, Francesco Pio Iandolo, Francesco Ingargiola, Giulio Lombardi, Edoardo Luperi, Tommaso Martini, Lorenzo Nista, Federico Pistorio e Damiano Rosatelli. Domenica il gran finale di entrambe le gare con diretta dalle 17.30 degli assalti decisivi su Rai Sport e Sky Sport Max. Sono invece otto gli atleti azzurri qualificati per il tabellone principale della prova di Coppa del Mondo di sciabola maschile individuale a Tbilisi. Già ammessi, per diritto di ranking, Michele Gallo, Luigi Samele e Luca Curatoli. Grazie ad una perfetta fase a gironi, si è aggiunto ai tre azzurri Giovanni Repetti. Dopo la fase preliminare ad eliminazione diretta, hanno staccato il “pass” anche Lorenzo Ottaviani, Leonardo Dreossi, Mattia Rea e Dario Cavaliere. Out nel match decisivo Pietro Torre, stop nel turno dei 128 per Riccardo Nuccio ed Enrico Berrè. Eliminato dopo la fase a gironi Giorgio Marciano. Domani il tabellone principale con inizio alle ore 8.30 (orario italiano). Domenica si chiude la tre giorni nella capitale georgiana con la prova a squadre che darà punti fondamentali per la qualifica olimpica a Parigi 2024.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Per Federacma necessario svecchiare il parco macchine italiano
ROMA (ITALPRESS) – “In questi giorni siamo tutti in ascolto di quello che sta succedendo. Una mobilitazione di agricoltori la si auspicava da tempo, proprio per la lontananza e la divergenza tra le decisioni comunitarie in genere e le esigenze degli agricoltori. Faccio un caso semplice: il Pnrr agricolo prevede soltanto l’acquisto di trattori elettrici o a biometano. Dato che questi trattori sostanzialmente non ce ne sono in circolazione, non c’è la possibilità reale di poterli comprare e soddisfare tutto il monte dotazioni che è stato dato dal ministero. Noi avevamo parlato anche prima con il ministro Lollobrigida che ci risulta sia andato a discutere questa cosa a Bruxelles senza ottenere risposte dalla Comunità europea. Alla fine per poter garantire l’utilizzo dei 400 milioni e non rimandarli in Europa, si è deciso di aggiungere tutte le attrezzature moderne. Se in questi anni se ne riusciranno a vendere 100-150 sarebbe tanto, ma ci sarebbe bisogno di svecchiare tutto il parco macchine”.
Così Gianni Di Nardo, segretario generale di Federacma, la federazione operante in Confcommercio Mobilità, in un’intervista alla Italpress. E proprio di innovazione c’è bisogno nell’agricoltura italiana. “Le macchine agricole italiane sono le più obsolete in Europa. Abbiamo trattori di 50 anni che girano per le campagne. Su 2 milioni di trattori esistenti oggi in Italia, circa 1,3 milioni non hanno le dotazioni di sicurezza previste da una legge di 15 anni fa. Siamo il primo settore in Italia per morti bianche, superando l’edilizia. E’ vero che l’Inail conteggia circa 120 morti l’anno, ma vengono segnalati soltanto quelli che sono registrati, quindi quelli relativi ad aziende che hanno dipendenti. Invece il privato 70-80enne che si ribalta sul trattore perchè non ha le dotazioni di sicurezza, muore e nessuno lo mette nelle statistiche. Ci sarebbe bisogno, come successo in altre Nazioni, di una legge seria sulla revisione che prevede anche la messa a norma. In Italia oggi c’è questa esigenza di non mandare in mezzo ai campi e per le strade circa il 70% delle macchine agricole che circolano e non hanno le dotazioni di sicurezza. Un numero mostruoso”.
Sull’obbligo di una polizza Rc per veicoli e macchinari anche nelle aree private, Di Nardo osserva che questo “comporta che nel mondo delle macchine agricole, tutti i mezzi che hanno motore e ruote per una legge del 23 dicembre 2023 devono avere un’assicurazione come la Rc auto. Ma primo, le assicurazioni non sono pronte: continuano a dire che possono assicurare solo le macchine targate che possono andare su strada. Secondo, significa costi inenarrabili se non si trovano soluzioni per fare polizze cumulative in maniera che il contoterzista che ha 100 trattori che operano solo in campagna, non vanno per strada e non hanno obbligo di RC, deve in qualche modo organizzarsi. Le compagnie devono riflettere ancora su cosa proporre al mercato. Noi non diciamo no. L’Europa ce lo impone, va benissimo e siamo tutti d’accordo. Ma dobbiamo trovare soluzioni: non è possibile fare una legge il 23 dicembre dicendo che per la fine di gennaio tutti quanti devono essere assicurati. Il ministero deve trovare una soluzione per dire di rimandare di un anno. Noi abbiamo chiesto un emendamento, siamo fiduciosi perchè è impossibile portare avanti la cosa”.
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– Foto: Italpress –
Webuild, a Cossi contratto da 131 mln per la manutenzione di 4 viadotti
MILANO (ITALPRESS) – Nuova aggiudicazione per il Gruppo Webuild, che cresce nel settore della manutenzione di strade e viadotti con una commessa nel Centro Italia. Il contratto da 131 milioni di euro complessivi ottenuto in consorzio da Cossi Costruzioni, controllata del Gruppo, per la progettazione e l’adeguamento strutturale di 4 viadotti dell’autostrada A25 Torano-Pescara serve a garantire la sicurezza della rete stradale nazionale.
Cossi Costruzioni guida il consorzio con una quota del 60%, affiancata da MGA (Reway Group, con il 25%), e SPIC (15%). Per l’esecuzione dei lavori, si stima la creazione di 200 posti di lavoro, tra personale diretto e di terzi.
Il contratto, commissionato dal Commissario Straordinario per la sicurezza antisismica e il ripristino della funzionalità delle autostrade A24 e A25, è parte integrante del programma “Strade Sicure”, finanziato dal PNC, piano di investimenti complementare al PNRR.
Il nuovo contratto rientra nella strategia industriale del Gruppo volta ad espandere il business in settori che consentono una maggiore diversificazione del portafoglio ordini, come ad esempio la manutenzione straordinaria della rete infrastrutturale stradale in Italia, tra i sistemi viari più articolati e complessi al mondo, con ponti e viadotti che per la gran parte sono stati realizzati tra gli anni ’50 e ’70. Investimenti quindi prioritari per la manutenzione delle infrastrutture esistenti che hanno superato la loro vita di progetto, per accrescere la sicurezza dei cittadini e ridurre i costi futuri. Le sole due autostrade, A24 e A25, presentano oltre 170 strutture, tra ponti e viadotti, con più di 50 anni di vita, in un territorio ad alta sismicità.
In questo contesto, Cossi Costruzioni, specializzata in tunnelling e manutenzioni stradali, mette al servizio del progetto competenze specifiche nella realizzazione di viadotti e un track record di progetti realizzati, che include il ripristino del Traforo del Monte Bianco e la partecipazione alla costruzione del Ponte di Genova San Giorgio. Una realtà industriale con competenze complementari rispetto a quelle già consolidate di Webuild in ambito strade e ponti, su cui il Gruppo intende continuare a fare leva per garantire ulteriore crescita.
Con il partner MGA, società controllata da Reway Group, operatore di riferimento in Italia nel settore del risanamento di infrastrutture stradali e autostradali, Cossi Costruzioni sta realizzando anche i lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione di tratte della rete autostradale italiana, nell’ambito di ampie aree regionali, a Genova, Milano e nei tratti tra Bologna-Firenze e Fiano Romano, per conto di ASPI Autostrade per l’Italia.
Webuild, che su scala globale vanta un track record di oltre 82.500 chilometri di strade e autostrade realizzate, in Italia sta lavorando anche al Terzo Megalotto della Strada Statale Jonica in Calabria, progetto strategico per lo sviluppo della mobilità del Sud Italia, che contribuirà a collegare i litorali di Calabria, Basilicata e Puglia. Il Gruppo vanta un notevole know-how anche nel settore ponti, con oltre 1.000 chilometri di ponti e viadotti realizzati in tutto il mondo, tra cui il Ponte di Genova San Giorgio in Italia, sfida ingegneristica completata in poco più di un anno, il Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia e il Ponte sul Danubio a Braila, in Romania, secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa Continentale.
– foto: screenshot da video Webuild –
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Una ricerca, più informazione per ridurre i rischi dei danni da fumo
ROMA (ITALPRESS) – Oltre il 90% dei medici considera il fumo un’emergenza sanitaria e approfondisce l’abitudine tabagica del paziente, avvalendosi in oltre due casi su tre del supporto di una cartella clinica, e circa il 60% riferisce che i propri pazienti dicono di sentirsi meglio (meno tosse e più fiato) dopo il passaggio dalla sigaretta tradizionale ai prodotti a tabacco riscaldato; fermo restando che la cessazione rimane il principale obiettivo, quasi la metà dei medici intervistati ritiene che i prodotti senza combustione potrebbero rappresentare una valida alternativa per i fumatori che altrimenti continuerebbero a fumare. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli su consumatori, medici italiani e prodotti innovativi senza combustione, commissionata da Philip Morris Italia e realizzata in collaborazione con l’Associazione dei consumatori Adiconsum, presentata oggi a Roma.
Dai risultati emerge che meno di un intervistato su dieci chiede ai propri pazienti se utilizza prodotti senza combustione: le ragioni di ciò potrebbero anche essere individuate nella difficoltà nel reperire informazioni sui prodotti innovativi senza combustione riscontrata da quasi la metà degli intervistati, con due medici su tre che dichiarano di essere venuti a conoscenza di tali prodotti tramite passaparola (amici, parenti, colleghi). Solo un residuale 15% ha appreso dell’esistenza di tali dispositivi in occasione di eventi congressuali.
“Per un’efficace protezione della salute dei cittadini rispetto ai rischi legati al fumo, sono necessarie due cose: la prima è la prevenzione, attraverso l’educazione nelle scuole e il controllo sull’accesso dei minori a tutti i prodotti; la seconda è l’informazione al pubblico generale dei consumatori, che deve consentire a ciascuno di conoscere i rischi e le differenze tra le varie tipologie di prodotti, valutando eventuali vantaggi delle alternative che oggi sono disponibili”, ha detto Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum. “L’obiettivo comune deve essere orientare le persone a non fumare” ma, se proprio devono, informarle sul fatto che “il fumo da combustione è sicuramente meglio di quello tradizionale. Partendo da questi due concetti, la mia proposta è costituire, anche con le istituzioni e la società scientifica, un osservatorio permanente per contribuire all’orientamento alla formazione e all’educazione sociale su questa tematica”, ha spiegato De Masi.
“Per affrontare quella che 9 medici su 10 considerano una vera emergenza sanitaria, la maggioranza dei medici italiani coinvolti nell’indagine conferma l’importanza di una maggiore informazione sui prodotti innovativi senza combustione, da ottenere attraverso un ruolo attivo delle istituzioni e una continua ricerca scientifica. La maggioranza dei medici conferma anche quanto già affermato dai consumatori coinvolti nella prima fase dell’indagine, che avevano riferito di aver ottenuto benefici personali nel passaggio da prodotti tradizionali a prodotti innovativi senza combustione”, ha aggiunto Livio Gigliuto, Presidente Esecutivo dell’Istituto Piepoli.
“La ricerca fa emergere una certa confusione e una non perfetta conoscenza della problematica. Il fumo rappresenta uno dei rischi maggiori e causa di malattie. L’informazione deve essere precisa anche nel medico di medicina generale, perchè ha un approccio più diretto con il paziente e può spiegare in maniera più evidente il danno da fumo. Spesso, come abbiamo visto dalla ricerca, non si va oltre la domanda ‘quante sigarette fumà, senza approfondire. Proprio perchè l’Italia ha percentuali molto elevate di fumatori in Europa, il Sistema sanitario nazionale non può sottovalutare la questione del fumo, insieme a ictus e ipertensione per la salute delle persone. Anche le società scientifiche possono fare di più e aprire spazio sulla riduzione del danno e lo stanno facendo con iniziative congressuali”.
Per il vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Luciano Ciocchetti, “finora in Italia abbiamo avuto un approccio ideologico e l’Italia non ha voluto affrontare il tema della riduzione del danno. Questo approccio ci porta a proibire tutto, senza avere il coraggio di affrontarlo in termini di informazione, formazione, studi scientifici. Quello che siamo riusciti a fare è stato mettere immagini truci sui pacchetti di sigarette anzichè dare informazioni sulle alternative alle sigarette tradizionali”, ha ricordato.
“Il nostro obiettivo deve essere quello di portare più persone possibile a non fumare o a smettere, ma a chi non riesce a smettere dobbiamo dare una corretta informazione con linee guida emanate dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità sulle possibilità alternative che possano portare a una riduzione del danno”, ha aggiunto. “E’ il momento di uscire da questa logica ideologica, dando informazione sui rischi, formando i medici e in particolare quelli di medicina generale e offrire opportune alternative a chi vuole smettere. Nella XII Commissione si sono svolte le audizioni sul Piano europeo per la lotta al cancro: come Commissione, possiamo inserire un documento riferito a questo ragionamento, a un rapporto migliore con le autorità e le società scientifiche perchè chi non vuole smettere venga a conoscenza della riduzione del danno. Questo è un percorso su cui lavorare impegnando governo e associazioni scientifiche, per elaborare delle strategie alternative di informazione e formazione di medici e dei consumatori sulla riduzione del danno. Non c’è unità d’intenti tra partiti, ma spero ci possa essere un impegno verso il governo, perchè il proibizionismo non è la soluzione al problema”, ha concluso.
L’indagine mostra che la quasi totalità del campione (il 92%) ritiene che la medicina basata sulle evidenze possa applicarsi al settore della riduzione dei rischi da fumo di sigaretta; il 97%, inoltre, afferma che le autorità regolatorie dovrebbero valutare le strategie di riduzione dei rischi determinati dal fumo di sigarette senza pregiudizi ideologici. Secondo il 92% dei medici intervistati le Istituzioni sanitare dovrebbero investire maggiormente in programmi dedicati ad aiutare i fumatori a smettere di fumare. Tra questi, oltre il 70% degli intervistati ritiene che questo dovrebbe avvenire integrando le strategie già esistenti (quali numero verde e centri antifumo) con strategie tecnologicamente innovative. Quasi l’80% dei medici intervistati, infine, ritiene che, a fronte di numerose evidenze scientifiche che indicherebbero che i prodotti a tabacco riscaldato possono rappresentare una valida alternativa per i fumatori adulti in una logica di potenziale riduzione del rischio, lo Stato dovrebbe promuovere un riconoscimento dell’importanza di un approccio di riduzione del rischio, incoraggiando i fumatori che non smettono a passare ad alternative senza combustione.
– foto xi2/Italpress –
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Il 14 febbraio “Amore cuore e non solo, incontro per volersi bene”
MESTRE (ITALPRESS) – Mercoledì 14 febbraio: giornata dei cuori, e non solo di quelli innamorati. E’ in programma infatti, al Municipio di Mestre, l’iniziativa “Amore cuore e non solo… incontro per volersi bene a tutte le età”, promossa dall’associazione “Amici del Cuore della Terraferma veneziana e dalla Lilt di Venezia, con il supporto della Presidenza del Consiglio comunale. L’evento è stato presentato questa mattina, al Municipio di Mestre, con una conferenza stampa a cui hanno preso parte, con la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, i rappresentanti della Lilt, Carlo Pianon, e degli Amici del cuore, Marilena Maffei, nonché l’urologo Daniele D’Agostino.
“Sono davvero lieta – ha spiegato la presidente Damiano – che il Municipio di Mestre ospiti questa iniziativa, che ha lo scopo da un lato di far meglio conoscere una serie di patologie cardiovascolari, che interessano purtroppo sempre un numero maggiore di persone, sia tra gli uomini che tra le donne, e dall’altro di offrire strumenti di prevenzione, come esami, visite, controlli”. In programma infatti, per quanto riguarda il cuore, dalle 9.30 alle 14, controlli gratuiti di colesterolo, trigliceridi, glicemia, che potranno essere associati anche a un elettrocardiogramma. Chi è interessato verrà registrato nell’androne del Municipio, e poi fatto salire al primo piano, dove saranno in funzione due ambulatori.
Sarà inoltre possibile prendere appuntamenti per visite gratuite cardiologiche, andrologiche e di psicosessuologia. Nel contempo, tra le 10.30 e le 12, sempre al primo piano del Municipio, si terrà un incontro in cui saranno spiegate cause e rimedi di queste patologie, che spesso sono connesse. La disfunzione erettile, ad esempio, come ha sottolineato questa mattina l’urologo D’Agostino, è uno dei possibili primi sintomi di problemi cardiovascolari.
“L’obiettivo – hanno ricordato sia Carlo Pianon che Marilena Maffei – è sempre quello di creare una rete di prevenzione, attraverso anche la collaborazione delle varie associazioni che si occupano di queste malattie: prevenire vuol dire infatti offrire ai pazienti una maggiore qualità della vita, ed insieme, per la nostra Sanità pubblica, risparmiare e ottimizzare risorse umane e finanziarie”.
foto: ufficio stampa comune di Venezia
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