DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Splende due volte d’argento la spada azzurra nel Grand Prix di Doha: svettano sul secondo gradino del podio Giulia Rizzi nella gara femminile e Federico Vismara nella competizione maschile. Una doppia medaglia di grandissimo valore, seppur con quel filo di rimpianto per trionfi sfiorati solo alle stoccate decisive delle rispettive finali, per i due portacolori dell’Italia del ct Dario Chiadò in Qatar dove, come in tutti i GP, sono andate in scena solo le prove individuali a punteggio maggiorato. Ottima prova, tra le ragazze, anche per Federica Isola che ha chiuso al 6° posto. Quarto podio in Coppa del Mondo (e primo in un Grand Prix) per Giulia Rizzi. Reduce dalle qualificazioni di lunedì, la friulana delle Fiamme Oro ha iniziato il suo percorso nel tabellone principale vincendo contro la francese Louis Marie 15-7. Nel tabellone da 32 l’azzurra si è imposta sull’estone Beljajeva per 15-14 mentre negli ottavi di finale ha avuto la meglio su Differt, altra portacolori dell’Estonia, con il risultato di 12-11 entrando così tra le “top 8”. In fiducia, nel pieno di una prestazione sontuosa, Rizzi ha vinto d’autorità anche nei quarti di finale per 15-5 contro la coreana Lee, conquistando la certezza della “zona medaglie”. In semifinale la poliziotta classe ’89 ha continuato la sua scalata, battendo 14-12 l’ucraina Varfolomyeyeva. Amarezza per la finale, in cui Rizzi è stata artefice di una grande rimonta contro Kong, spadista di Hong Kong, arrendendosi soltanto per una stoccata, al minuto supplementare, con il punteggio di 14-13. Un argento di grande spessore comunque per lei, che torna sul podio a poco più di un anno di distanza dalla vittoria di Vancouver del dicembre 2022. Sempre tra le ragazze, piazzamento tra le migliori otto anche per Federica Isola (6^). La vercellese dell’Aeronautica Militare ha iniziato la sua giornata con il successo sull’ungherese Gnam per 15-13, poi si è imposta sull’ucraina Bezhura 15-8. Negli ottavi di finale l’azzurra classe ’99 ha superato la numero 3 del mondo, la magiara Kun, con il punteggio di 15-8. Lo stop per Isola è arrivato nel match per il podio contro la statunitense Husisian che ha avuto la meglio per 15-12. Così le altre italiane in pedana oggi: 18^ Alberta Santuccio, 34^ Mara Navarria, 36^ Rossella Fiamingo e 63^ Sara Maria Kowalczyk. Ruggito dell’Italia anche nella prova maschile con il quarto podio in Coppa del Mondo di Federico Vismara che si conferma “specialista” dei GP (già tre volte medagliato in questo circuito d’èlite). Il milanese delle Fiamme Azzurre in avvio di percorso ha superato il marocchino Elkord con il risultato di 15-6, prima di avere la meglio nel turno dei 32 sullo spagnolo Gonell 15-13. Negli ottavi di finale il campione del mondo a squadre si è imposto su Ng, spadista di Hong Kong, per 15-9. Una grande rimonta nei quarti di finale, in un assalto spettacolare, ha poi permesso a Vismara di superare 15-14 (dopo essere stato sotto per 1-7) l’ungherese Koch, campione mondiale individuale a Milano 2023. In semifinale ancora un successo per “Vis” che si è imposto sullo statunitense Imrek per 15-12. Solo in finale la corsa dell’azzurro è stata fermata dall’israeliano Freilich che ha vinto con il punteggio di 15-9 dopo due-terzi di match nel segno dell’equilibrio. Per Vismara, in ogni casa, Doha è ancora meta felice (fu bronzo due anni fa sempre in Qatar). Si ferma nel tabellone da 32, infine, la gara di Davide Di Veroli e Marco Paganelli rispettivamente 17° e 30° classificati, chiude invece 35° Valerio Cuomo. Per la spada italiana del CT Dario Chiadò, in questo inedito “Grand Prix infrasettimanale”, un doppio secondo posto ricco di significato, in competizioni di altissimo livello e sempre più “globali”, con una geografia vastissima, basti pensare che nel tabellone principale della prova maschile (da 64 atleti) erano ben 35 i Paesi rappresentati.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Rizzi e Vismara d’argento nel Gp Doha di spada
Meloni “Sullo Statuto delle Autonomie stiamo andando avanti”
AOSTA (ITALPRESS) – “Sul tema dello Statuto delle autonomie, un’istanza consegnata in un’iniziativa durante il Festival delle regioni a Torino da tutte le Regioni a statuto speciale, stiamo andando avanti cercando di mettere insieme interessi che sono tutti importanti se riescono a essere governati in un’unica ottica”. Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in occasione della firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo e la Regione Valle d’Aosta.
“Sul tema dell’autonomia differenziata – ha continuato – crediamo che da una parte ci debba essere uno Stato efficiente ed efficace e che dall’altra debba essere compensato anche con territori che, soprattutto dove governano bene le risorse, hanno la possibilità di essere rafforzati nella loro capacità di dare risposte ai cittadini. Ho sempre creduto nel principio della sussidiarietà”, ha aggiunto Meloni.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Friuli, Fedriga “Carta Lorenzo bandiera cultura sicurezza”
SAN VITO AL TAGLIAMENTO (ITALPRESS) – “Fortemente voluta e redatta dal Friuli Venezia Giulia, la Carta di Lorenzo è già stata sottoscritta, tra gli altri, dalle Regioni Veneto e Marche, dalle commissioni istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni e dal ministro dell’Istruzione Valditara ma c’è ancora molto da fare. Siamo certi però che la condivisione degli obiettivi sanciti da questo documento e le tante iniziative messe in campo favoriranno la diffusione della cultura della sicurezza, fondamentale affinché non si ripetano più eventi drammatici che finiscono per devastare famiglie e comunità”. L’ha dichiarato oggi a San Vito al Tagliamento il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga durante l’evento “Carta di Lorenzo: una piattaforma nazionale per la sicurezza sul lavoro”, organizzato dalla Regione in collaborazione con Formindustria Fvg e Lef, il centro di formazione esperienziale che ha sede nella zona industriale Ponte rosso. Oltre a ringraziare i genitori di Lorenzo per la forza dimostrata nella capacità di dare un senso collettivo a un immenso dolore privato, il governatore Fedriga ha rimarcato che il percorso iniziato è pieno di ostacoli.
“Servono certamente buone leggi e l’impegno di ciascuno di noi, ma è decisivo – ha ribadito – che istituzioni, imprese, enti di formazione e famiglie facciano squadra per invertire la rotta. Il salto di qualità sarà fatto quando nella quotidianità tutti avranno costantemente presente che la sicurezza deve essere alla base di ogni nostra attività”. Presente all’iniziativa anche l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen. “Il livello di sicurezza nelle scuole e sui luoghi di lavoro misura sempre la civiltà di una comunità. A maggior ragione – ha sostenuto – quando si parla di giovani e di persone che stanno svolgendo un tirocinio o uno stage aziendale”. “La Carta di Lorenzo elenca principi e doveri che studenti, istituti scolastici e aziende devono osservare per contrastare questo fenomeno drammatico, ma le enunciazioni non sono sufficienti. Questo documento – ha spiegato Rosolen – vuole essere invece la bandiera nazionale di tutte azioni che vogliamo, possiamo, dobbiamo attuare nella quotidianità. Un percorso fatto di tante iniziative concrete che stiamo realizzando insieme alle famiglie coinvolte e ai tanti enti presenti sul territorio”.
“L’Amministrazione regionale dentro ogni atto normativo, a partire dalla legge regionale sull’istruzione, e all’interno di ogni progetto sta inserendo misure puntuali per garantire la massima sicurezza degli studenti e di chi segue progetti volti all’inserimento lavorativo. Per noi è essenziale – ha aggiunto l’assessore – trasmettere la conoscenza sulle regole da osservare e i comportamenti da rispettare per prevenire incidenti e infortuni”.
“Per questi studenti impegnati in attività formative in azienda e per le imprese che li ospitano il Friuli Venezia Giulia ha già approvato un programma di iniziative per il periodo 2022-2025, redatto con in collaborazione con il Comitato di pilotaggio del Protocollo sicurezza e il contributo di tutti i soggetti che sul territorio regionale si occupano a vario titolo di queste tematiche: Inail, sindacati, organizzazioni datoriali, Uffici scolastici regionali, Casse e scuole edili e Anmil”.
Nel corso dell’evento sono stati ricordati gli interventi di informazione, formazione e sensibilizzazione per studenti e tutor nati grazie alla Carta di Lorenzo. Nel 2023 è stato siglato un accordo tra Regione, Inail, Confindustria Alto Adriatico e Confindustria Udine per la realizzazione di specifiche attività formative e informative nelle scuole secondarie di secondo grado.
È nato così il progetto “A scuola in sicurezza” di Formindustria che ha a disposizione un budget complessivo di 200mila euro.
Inoltre, grazie alle risorse del Fondo sociale europeo, per la formazione sulla responsabilità sociale d’impresa, sul welfare aziendale e la diffusione della cultura della sicurezza sono già stati stanziati 1 milione e 250mila euro.
foto: ufficio stampa regione Friuli Venezia Giulia
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Dibattito tra maggioranza e opposizione con il presidente Rocca
ROMA (ITALPRESS) – La seduta del Consiglio regionale di oggi, presieduto da Antonello Aurigemma e che aveva all’ordine del giorno la discussione degli ordini del giorno presentati a margine dei lavori per la manovra di bilancio del dicembre scorso, è stata in realtà interamente occupata da un dibattito scaturito dall’intervento del presidente della Regione Francesco Rocca, presente in Aula. La discussione degli ordini del giorno è stata rinviata alla prossima seduta del 7 febbraio.
Primo a prendere la parola in Aula, il presidente del gruppo del Partito democratico, Mario Ciarla, anzitutto ha rivolto un appello all’Aula e alla Giunta affinchè si faccia tutto il possibile per intervenire in favore della cittadina italiana Ilaria Salis, detenuta in Ungheria con modalità che hanno fatto scalpore nei giorni scorsi. Poi Ciarla è tornato sulle polemiche seguite alla approvazione del bilancio, con l’intervento conclusivo del presidente Rocca in quella occasione che non era stato gradito alle opposizioni.
Il presidente Francesco Rocca ha aperto il suo intervento ammettendo di avere probabilmente alzato un pò i toni in quella occasione, ma ha rivendicato la correttezza del suo operato e il diritto a non essere attaccato in modo improprio, specie con attribuzione di fatti gravi, come la presunta “copertura” politica della manifestazione neofascista avvenuta a Roma a margine della celebrazione ufficiale della ricorrenza degli avvenimenti di via Acca Larentia. Maggioranza e opposizione devono recitare i rispettivi ruoli, a suo avviso, senza che si possa creare alcuna situazione di “consociativismo” nell’Aula.
A questo intervento hanno fatto seguito numerosi interventi dei consiglieri presenti: per prima, Marietta Tidei di Italia viva si è detta d’accordo con l’appello di Ciarla in favore della Salis e ha anche fatto un richiamo a una maggiore operatività dell’Aula e a dare seguito a quanto viene fatto nelle commissioni.
Il presidente Aurigemma, a questo punto, ha detto di condividere anche lui l’appello in favore della Salis, ma anche quello proveniente dal presidente Rocca al buon senso e al rispetto dei ruoli istituzionali. Ha quindi dato la parola a Sara Battisti del Pd, che ha ricordato come ci siano proposte di legge da discutere, anche importanti, che attendono ancora e si è chiesta se dietro tutto questo non ci sia per caso una strategia tesa a non dare la possibilità all’opposizione di dare il suo contributo; il punto non è quanto accaduto a margine della commemorazione di Acca Larentia, a suo avviso, ma l’atteggiamento del presidente della Regione nei confronti di un consigliere regionale.
Secondo Daniele Leodori del Pd è necessario “darsi un metodo” a questo punto, nei rapporti tra maggioranza e opposizione; a suo avviso, la gestione della fase successiva all’approvazione del bilancio da parte di presidente del Consiglio regionale e presidente della Regione non ha corrisposto alla prassi istituzionale consolidata del Consiglio. Il primo, in particolare, perchè mai era accaduto prima che il presidente del Consiglio regionale facesse dichiarazioni di voto. “Più preoccupato di quando sono entrato in Aula” si è quindi detto il consigliere Pd.
Valerio Novelli del Movimento cinque stelle si è associato ai toni dell’intervento di Ciarla, che ha detto di condividere del tutto. In seguito, ha anche rivendicato all’opposizione “costruttiva” fatta in Consiglio il merito di alcuni correttivi apportati alla manovra, specie sulla questione dei fondi per la cultura. Cercare una convergenza tra maggioranza e opposizione non è “consociativismo”, ha detto Novelli riprendendo un passaggio del presidente Rocca.
Massimiliano Valeriani del Partito democratico ha detto di ritenere che il presidente Rocca dovrebbe prendere atto della necessità di procedere a un dibattito franco tra maggioranza e opposizione. Un errore, secondo Valeriani, l’atteggiamento di Rocca dopo l’approvazione del bilancio ma anche un errore del presidente Aurigemma non farglielo notare. L’augurio è che dalle prossime settimane possa iniziare un confronto di tipo diverso in Consiglio, ha concluso Valeriani.
Ancora per il Pd, Emanuela Droghei ha detto di essere rimasta molto colpita dalla definizione di “consociativismo” venuta dal presidente Rocca e che non ritiene corrisponda alla situazione politica in essere in questa Regione. Eleonora Mattia del Pd, con un richiamo al regolamento, ha poi fatto osservare come l’Aula e le commissioni siano in una condizione di inoperosità forzata. Tornando sulla questione della manifestazione seguita alla commemorazione di Acca Larentia, Mattia ha richiamato tutti a “non alimentare un clima di odio e tensione”. “Un vuoto politico”, secondo Michela Califano del Pd, è quello che contraddistingue questa fase della politica regionale. “Fateci lavorare” è stato l’appello di Marta Bonafoni, sempre del Pd, a proposito dell’iter delle proposte di legge e dell’attività delle commissioni consiliari. Un immobilismo della maggioranza, quello individuato dalla consigliera, che dipende dal modo di porsi istituzionalmente dei due presidenti, dell’Aula e della Regione.
Per la maggioranza, ha preso la parola Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d’Italia: il buon lavoro fatto in occasione del bilancio è ciò da cui si deve ripartire, a suo avviso. Per quanto riguarda il dibattito odierno, insieme a interventi perfettamente legittimi nei toni e nelle richieste, ci sono state per Sabatini anche punte di propaganda, in altri casi. Non ha avuto difficoltà a riconoscere qualche errore di gestione in conclusione dei lavori sul bilancio da parte della maggioranza, Sabatini, errori che in parte hanno anche contribuito a svalutare quello che era stato comunque un buon lavoro. Ma il fatto che questa Giunta stia lavorando non può essere messo in dubbio da nessuno, a suo avviso.
Nella replica, Rocca ha respinto ancora le accuse mosse a suo carico, dalla questione del dimensionamento scolastico a quella del suo atteggiamento nei confronti della manifestazione neofascista seguita alla commemorazione dei fatti di Acca Larentia, che in alcun modo, a suo avviso, può essere tacciato di ambiguità sul fondamentale tema dell’adesione ai valori della Costituzione repubblicana, tra cui il ripudio del fascismo. Mantenersi su un piano di realtà deve essere per Rocca la regola, perchè la propaganda non è mai produttiva di risultati concreti. Tra pochi giorni sarà presentato il lavoro del primo anno di questa Giunta e su questo, sui dati concreti, si dovrà aprire il dibattito, ha concluso il presidente.
– Foto: xl5/Italpress –
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Esami di maturità, greco al Classico e matematica allo Scientifico
ROMA (ITALPRESS) – Greco al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Economia Aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”; Topografia per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della Maturità 2024, secondo quanto prevede il decreto firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. L’esame conclusivo del secondo ciclo d’istruzione, si svolge secondo la struttura definita dal decreto legislativo 62/2017: una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle ore 8.30 di mercoledì 19 giugno 2024; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio; il colloquio, che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente. Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto) e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica. E’ prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio. Queste le materie per i licei: Greco per il Liceo classico; Matematica per il Liceo scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la Sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 3 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica all’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.
Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (Economia aziendale e Geo-politica nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo Turismo; Topografia per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; Sistemi e reti per entrambe le articolazioni dell’indirizzo “Informatica e Telecomunicazioni”; Progettazione multimediale nell’indirizzo “Grafica e comunicazione”; Trasformazione dei prodotti per l’articolazione “Produzioni e trasformazioni” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).
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Piantedosi “Governo vuole disciplinare il voto dei fuori sede”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ ferma intenzione del governo definire, dopo tanti anni e il susseguirsi di diversi esecutivi, la disciplina che renda il prima possibile concretamente più agevole l’esercizio di un diritto fondamentale per la democrazia in grado di incidere sul fenomeno del cosiddetto ‘astensionismo involontariò che coinvolge soprattutto le giovani generazioni”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al question time in Aula alla Camera, rispondendo a un’interrogazione di +Europa sul voto ai fuori sede. “Lo scorso dicembre è stata realizzata una prima simulazione del voto elettronico che ha coinvolto cittadini italiani temporaneamente presenti in alcune circoscrizioni estere per motivi di lavoro, studio o cure mediche: gli esiti di tale test al momento sono in fase di analisi da parte delle strutture ministeriali” e “potranno rappresentare sicuramente la base per lo sviluppo di ulteriori approfondimenti tecnici, nonchè per l’adozione di eventuali interventi normativi volti ad agevolare l’esercizio del voto anche per gli elettori fuori sede”.
Per quanto riguarda le elezioni europee che si svolgeranno l’8 e il 9 giugno prossimi, “il 20 aprile è il termine ultimo per l’emanazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali: i tempi per gli adempimenti tecnici e organizzativi appaiono oggettivamente ristretti anche in ragione del fatto che, in materia elettorale, è indispensabile intervenire con estrema precisione sotto il profilo tecnico, al fine di garantire la trasparenza e la sicurezza del voto, che sono principi importanti tanto quanto quello di favorire la maggiore partecipazione alle consultazioni elettorali”.
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Poste, Giorgetti “Nessuna svendita, controllo dello Stato garantito”
ROMA (ITALPRESS) – “Questo governo ha ben presente le potenzialità di sviluppo” di Poste Italiane, “per questo motivo, l’operazione che sta facendo è di valorizzazione di questo asset. Nessuna svendita, controllo pubblico, visione moderna e aperta al mercato: questo è il modello che potrà garantire il successo di Poste Italiane, l’interesse degli azionisti e anche dei dipendenti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del Question Time in Aula alla Camera.
“La cessione di una quota del capitale di Poste Italiane sarà comunque volta ad accrescere il valore del gruppo, garantendo nel contempo la qualità dei servizi e il mantenimento dei livelli occupazionali” e “l’operazione sarà fatta quando le condizioni di mercato ci convinceranno che è un affare per il pubblico e per l’interesse generale”, ha sottolineato.
“Credo che la valutazione oggettiva e onesta di questa operazione possa portare anche maggiore democrazia economica, non semplicemente maggiore efficienza e redditività in capo alla società. Sono legittime le critiche”, ma “non credo che si possa accusare nessuno di svendere una partecipazione pubblica”, ha ribadito Giorgetti. “Credo che qualcun altro abbia svenduto in passato importanti asset del Paese: certamente non lo farà questo governo”, ha sottolineato. “Qui nessuno svende niente a nessuno. Il controllo dello Stato continuerà a essere garantito”, ha aggiunto Giorgetti.
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Mar Rosso, missione europea prova di maturità e di crescita
di Raffaele Bonanni
ROMA (ITALPRESS) – Ecco che l’Ue si prepara a predisporre l’operazione Aspis, che in greco significa scudo. Da questa denominazione scelta, si comprende la volontà di usare la costituenda poderosa flotta costituita da navi militari italiane, francesi e tedesche che in nome della UE si apprestano a difendere le proprie navi mercantili dalla minaccia degli Houthi: il movimento islamico armato che controlla parte dello Yemen, armato e controllato dall’Iran, come daltronde succede con Hamas ed Hezbollah. Gli Houthi attraverso assalti di pirateria, hanno determinato una riduzione di due terzi i passaggi delle navi mercantili a Suez, costretti a prendere in alternativa la rotta molto più lunga della circumnavigazione dell’Africa per raggiungere i porti europei e non solo. Nel Mar Rosso, nella normalità, transita il 20% mondiale delle merci e gran parte delle esportazioni ed importazioni italiane. Dunque lo snodo di trasporto più importante per noi e per il mondo.
Una strozzatura che provoca un danno enorme all’intera Europa e a tutti i paesi mediterranei. Una pericolosa condizione che allunga i tempi consegna dei beni, che fa aumentare il costo dei noli e dei prezzi e di conseguenza l’inflazione. Gli stessi flussi deviati e ritardati del gas liquido trasportato dalle navi metaniere, scombineranno in qualche modo la delicata ragnatela tessuta recentemente dai paesi europei per affrancarsi dal ricatto di Putin. Probabilmente anche dall’irrompere degli Houthi, possiamo intravedere le mosse minacciose degli autocrati, che sostanzialmente confederati tra loro accendono fuochi qui e li per il mondo, per fiaccare l’economia e alimentare malumori nei paesi liberi, per sondarne il grado di coesione e forza mirando a ottenere quello che loro chiamano “un nuovo ordine mondiale”. In questo drammatico scenario di attacco soprattutto agli interessi europei, ci è più chiaro che è un bene allestire la nostra difesa autonoma.
Difenderci dagli eventuali attacchi alle nostre navi, sarà finalmente un segno della volontà di saper provvedere, da vera e grande entità politica, ai propri doveri di sicurezza e interessi. Infatti dall’andamento di questa necessaria missione e dalla consapevolezza che ne hanno i Paesi aderenti all’Ue, si capirà altresì la volontà del Vecchio Continente di dotarsi presto di unica difesa e diplomazia. Questi capisaldi per un vero Stato, si sa, precedono la costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Una grande potenza che potrà contribuire alla pace nel mondo e alla propria autodeterminazione in un mondo in subbuglio. Infatti si contribuisce alla pace certamente con propositi di cooperazione e dialogo, con il rispetto dei trattati internazionali nel rispetto della sovranità altrui. Ma la pace si ottiene anche con forze di deterrenza, appunto di difesa, qualora stati canaglia non rispettassero i trattati e le sovranità altrui, coltivando disegni aggressivi; come sta avvenendo sempre più frequentemente. In questi casi dovranno fare i conti con l’Europa, se non vogliamo dipendere dalle strategie di dittatori sempre ansiosi di portare alle loro nazioni trofei nuovi ai danni di altre nazioni confinanti con loro.
(ITALPRESS).








