ROMA (ITALPRESS) – “La nostra sfida è mobilitarci per fermare l’onda nera del nazionalismo”. Lo ha detto la segretaria del PD, Elly Schlein, nel corso del convegno “Un viaggio verso una nuova Europa”, organizzato in Campidoglio dal gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, in ricordo di David Sassoli. “I saluti romani, le adunate fasciste, i deputati pistoleri, ci portano a dire che il fascismo non è un’opinione, ma è un reato”.
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Europee, Schlein “La nostra sfida è fermare l’onda nera”
Influenza, l’incidenza torna a calare. Superato il picco
ROMA (ITALPRESS) – In netto calo, ma sempre nella fascia di intensità alta, il numero di casi di sindromi simil-influenzali (ILI) in Italia. L’ultimo bollettino RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, relativo alla prima settimana del 2024,
segnala che nella prima settimana del 2024 l’incidenza è scesa a 16,5 casi per mille assistiti, mentre nella settimana precedente si era raggiunto il picco con 18,3 (dato aggiornato rispetto a quello diffuso la scorsa settimana a seguito dei ritardi di notifica). Scende anche la proporzione dei campioni positivi ad influenza sul totale dei campioni analizzati (34% vs 46%). Lo affermano i bollettini della sorveglianza RespiVirNet pubblicati oggi. “Sia i dati epidemiologici che microbiologici sembrano indicare che stiamo superando il picco, anche se è fortemente probabile una circolazione sostenuta anche nelle prossime settimane, facilitata dalla riapertura delle scuole – commenta Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento Malattie Infettive dell’Iss -. Continuiamo a raccomandare pertanto le vaccinazioni per le persone più a rischio, ancora utili in vista della ‘codà della stagione che durerà ancora diverse settimane, e una sana prudenza nei comportamenti. Resta valida la raccomandazione di non assumere antibiotici, inutili in caso di infezioni virali, se non su indicazione del proprio medico, e di recarsi al pronto soccorso solo se strettamente necessario”.
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Grand Prix Fie Sciabola: 7 azzurre qualificate al tabellone principale
TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – Sono sette le atlete azzurre del Ct Nicola Zanotti che hanno conquistato il “pass” per il tabellone principale da 64 del Grand Prix di sciabola femminile di Tunisi. Domenica ci sarà la giornata clou della competizione tunisina che apre il 2024 mondiale per sciabolatrici e sciabolatori (attesi domani dai preliminari). Erano già qualificate, per diritto di ranking, Martina Criscio e Rossella Gregorio. Chiara Mormile e Irene Vecchi hanno raggiunto subito le loro compagne dopo una fase a gironi da cinque vittorie e una sola sconfitta. Grazie ai successi nel tabellone preliminare ad eliminazione diretta si sono conquistate l’accesso alla giornata clou anche Giulia Arpino, Manuela Spica (la più giovane delle italiane qualificate, ancora Under 20) e Michela Battiston. Stop nell’ultimo turno per Eloisa Passaro, Michela Landi e Mariella Viale. Nel turno da 128 si è fermata la prova di Alessia Di Carlo. Claudia Rotili out dopo la fase a gironi. Domani la seconda giornata di gare in Tunisia. Spazio per la fase a gironi e al tabellone preliminare di eliminazione diretta della sciabola maschile. Già qualificati per il tabellone principale da 64 Luigi Samele, Michele Gallo e Luca Curatoli (tutti “top 16” del ranking mondiale). Proveranno a raggiungerli gli altri nove azzurri: Enrico Berrè, Francesco Bonsanto, Dario Cavaliere, Marco Mastrullo, Riccardo Nuccio, Lorenzo Ottaviani, Mattia Rea, Giovanni Repetti e Pietro Torre.
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L’Inter riparte da Monza, Inzaghi “Siamo ambiziosi”
APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “Chiaramente sappiamo che abbiamo avuto un ottimo percorso: la squadra è ambiziosa e sappiamo che non sarà semplice, ma vogliamo confermarci con un altrettanto ottimo girone di ritorno”. Così il tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, ai microfoni della tv nerazzurra, alla vigilia del match di domani in casa del Monza, primo impegno del girone d’andata che i nerazzurri affrontano da campioni d’inverno. Di fronte un avversario insidioso con diversi ex in organico. “Sarà una partita difficile contro una squadra di valore, che ha un ottimo tecnico e dei giocatori che sono stati importanti con l’Inter: rivedremo con piacere D’Ambrosio, Gagliardini e Valentin Carboni. Dovremo fare una partita molto importante: il Monza è un avversario di qualità”, ha spiegato il tecnico dell’Inter che poi torna sul successo all’ultimo respiro contro l’Hellas dove ha cambiato qualcosa nel finale. “Con il Verona ho cambiato nell’ultimo quarto d’ora, con tre attaccanti in campo. L’ho utilizzata come opzione in quel momento, ma un domani potrà anche essere una soluzione”.
Su 19 partite giocate, Inter in vantaggio 18 volte, segnando, inoltre, 12 gol nell’ultimo quarto d’ora di gioco. “Significa che la squadra ha lavorato bene in queste 19 partite e che ha impattato le gare sempre nel migliore dei modi, credendoci fino alla fine. I dati e i buoni approcci lo testimoniano, così come i finali di partita”. Quella nerazzurra è la migliore difesa del campionato con soli 9 gol subiti. “La squadra lavora bene e lavora di gruppo, tutti insieme. Soprattutto abbiamo cambiato diversi assetti difensivi perchè abbiamo avuto qualche infortunio, ma i principi non sono cambiati al di là degli uomini: abbiamo difeso bene in questo girone d’andata”. Per quanton riguarda i singoli, domani saranno a disposizione Dimarco e Buchanan. “Federico sta molto meglio. Ha recuperato e ha dato il suo apporto nel finale contro il Verona. TJ è arrivato nel migliore dei modi: è un giocatore giovane con ottime qualità, ma ha già una discreta esperienza alle spalle. Ci vorrà un pò di tempo per il suo inserimento, ma questa settimana ha svolto tre allenamenti molto importanti”.
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Open Arms, Salvini “Ogni scelta presa collegialmente con il governo”
PALERMO (ITALPRESS) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, si è sottoposto a una nuova udienza, all’Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in una tappa estremamente importante del processo Open Arms, perché incentrata per intero sulle dichiarazioni del leader della Lega, accompagnato dalla legale Giulia Bongiorno. Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso della nave della Ong spagnola che nell’agosto 2019, dopo aver salvato 147 migranti, rimase 19 giorni in mare in seguito al divieto del Viminale di sbarcare a Lampedusa.
L’udienza si è articolata in più fasi: il leader della Lega ha iniziato rendendo dichiarazioni spontanee per poi rispondere ai quesiti del pubblico ministero, degli avvocati di parte civile e del collegio giudicante, presieduto da Roberto Murgia. Tre i temi centrali degli interventi di Salvini: collegialità delle scelte con gli altri soggetti competenti in materia di immigrazione del governo Conte 1 (lo stesso presidente del Consiglio e l’allora ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli), contrasto al traffico di esseri umani e alle morti in mare e confronto costante con l’allora capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi. Quest’ultimo, oggi titolare proprio del ministero dell’Interno, dovrebbe essere l’attore principale della prossima udienza, prevista per il 16 febbraio.
“Quello che viene chiamato sequestro altro non è che un modo di lavorare che garantisce sempre la salvaguardia della vita umana, adottato nello stesso modo dal governo Conte 2 – spiega Salvini, – Le evacuazioni per motivi di salute erano di competenza dei ministeri dei Trasporti e della Salute, ma da ministro dell’Interno non mi sono mai opposto a una simile operazione: mi faccio carico di ogni responsabilità, rivendicando risultati mai raggiunti in termini di contrasto al traffico di esseri umani e di riduzione di morti e dispersi in mare“. Il segretario leghista evidenzia poi come in tredici episodi successivi al governo Conte 1, verificatisi tra il 14 settembre 2019 e l’11 novembre 2022, non sia stato riscontrato alcun reato ministeriale nonostante lo sbarco dei migranti sia stato autorizzato in tempistiche più lunghe di quelle per cui è finito a processo.
Nel ripercorrere le varie decisioni prese tra la partenza della Open Arms e l’approdo a Lampedusa delle ultime persone a bordo, Salvini evidenzia come “fu il capo di gabinetto Piantedosi a dirmi della presenza della Ong in mare: la storia precedente ci diceva che avrebbero provato a dirigersi in Italia, ebbi un sospetto che si trattasse di un caso di immigrazione clandestina perché l’allora comandante era stato rinviato a giudizio per il suddetto reato, cosa che mi fu comunicata prima di emanare il divieto d’ingresso. Il passaggio della nave nonostante il divieto è stato valutato come un’offesa verso l’Italia”.
Uno dei temi centrali del processo riguarda la gestione dei minori a bordo: in tal senso, ricorda il segretario della Lega, lo sbarco venne autorizzato solo per loro “non appena sono stati nominati i tutori: in 631 episodi fronteggiati da ministro dell’Interno non ho mai impedito lo sbarco di un minore. Se ci fossero stati motivi medici per concedere lo sbarco sarebbe stata prerogativa di un altro ministero e io avrei dovuto cedere il passo: il quadro che avevo era di una situazione sotto controllo e in effetti non si sono verificati episodi gravi. Non ricordo se mi sia stato detto di persone che si erano gettate in acqua, ma io mi occupavo di ordine pubblico a terra, non in mare”.
Altra tematica spigolosa è il dialogo con l’Europa, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra le decisioni prese a Palazzo Chigi e quanto fatto in seguito dagli altri paesi: “Non erano infrequenti i casi in cui un paese europeo si impegnasse a dare ospitalità ai migranti per poi non farlo: alcuni si opponevano alle nostre richieste di redistribuzione perché le ritenevano vigenti solo su base volontaria – spiega Salvini -. La linea del governo era autorizzare lo sbarco solo dopo aver trovato con gli altri paesi europei un accordo sulla redistribuzione: è chiaro che i territori mediterranei abbiano diverse sensibilità in tema di gestione dei migranti rispetto a paesi più a nord come Polonia e Ungheria. Tutto ciò che abbiamo fatto, inclusi i Decreti sicurezza, ha sempre rispettato le convenzioni internazionali vigenti”.
A chi gli chiede di presunte connessioni tra la vicenda Open Arms e la crisi di governo che si sarebbe consumata di lì a poco, il ministro dei Trasporti sottolinea: “Non ritengo che le vicissitudini politiche abbiano inciso su quanto successo con Open Arms, ma è chiaro che il successivo atteggiamento del M5s sull’autorizzazione a procedere fosse condizionato da tale scenario”.
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Terzo Valico, inaugurati i primi 8,5 km della linea ferroviaria
GENOVA (ITALPRESS) – Inaugurati oggi i primi 8,5 chilometri della nuova linea ferroviaria del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi/Nodo di Genova tra Rivalta Scrivia e Tortona consentendo così il ritorno dei treni regionali tra Tortona e Novi Ligure. I nuovi binari costituiscono il tratto finale, in direzione Nord, della futura linea AV/AC in fase realizzativa dal General Contractor guidato dal Gruppo Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane e Committente dell’intera opera e con il coordinamento del Commissario di Governo Calogero Mauceri.
Sul primo treno partito da Tortona questa mattina sono saliti a bordo Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Calogero Mauceri, Commissario Terzo Valico, Nodo di Genova e Campasso, Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte, Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria, Franco Lucente, Assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Regione Lombardia, Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti Regione Piemonte, Enrico Bussalino, Presidente Provincia di Alessandria Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale Rete Ferroviaria Italiana, Marco Rettighieri, Presidente del General contractor guidato da Webuild insieme ai rappresentanti di Trenord, i Sindaci e le Istituzioni dei territori interessati.
“Il Governo ha assicurato tutti i fondi necessari per completare l’opera nei tempi stabiliti dal PNRR – ha detto Rixi -. Una scadenza che impegna tutti i soggetti convolti, dal Commissario alle aziende, per rispettare il cronoprogramma nella realizzazione della più grande opera ferroviaria d’Europa. Gli scavi sono a buon punto e le soluzioni tecniche sono state delineate. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione”. Per Mauceri “con oggi abbiamo raggiunto un primo obiettivo, quello di mettere al servizio dei cittadini un primo tratto del futuro Terzo Valico dei Giovi. In treno abbiamo percorso 8,5 chilometri in direzione Nord, realizzati grazie all’impegno continuo di tecnici e maestranze e nonostante le difficoltà oggettive riscontrate. L’impegno di tutti i soggetti coinvolti è di proseguire nella realizzazione di un’opera così complessa ma altrettanto importante per il territorio”.
“L’inaugurazione di oggi segna l’avvio di un’opera che ha rilevanza strategica per il futuro del Paese – ha detto Strisciuglio -. Oggi entriamo nel vivo della fase di realizzazione di un progetto che sta finalmente diventando realtà con benefici tangibili per il traffico di passeggeri e merci. A dimostrazione che gli investimenti che il PNRR ha assegnato al Gruppo FS offrono ai territori modernità, innovazione e servizi sostenibili”.
Da lunedì 15 gennaio 6 treni regionali di Trenord circoleranno tra Tortona e Novi Ligure e viceversa lungo la linea Milano-Novi Ligure/Arquata Scrivia con fermata a Pozzolo Formigaro, stazione che riapre dopo la chiusura necessaria per consentire gli interventi di potenziamento infrastrutturale e i lavori di restyling che l’hanno interessata. Fra Novi ed Arquata le corse prevedranno la fermata di Serravalle Scrivia.
Si tratta di tre coppie di treni al mattino e la sera in fasce orarie pendolari che consentiranno di poter tornare a viaggiare comodamente in treno dopo sei anni in cui il servizio era stato sospeso.
Benefici anche per il traffico merci grazie al nuovo scalo di Rivalta Scrivia, al nuovo Piano Regolatore della stazione di Rivalta Scrivia e l’innesto del Terzo Valico a Tortona e sulla tratta Alessandria-Piacenza permettendo ai convogli merci di raggiungere il nuovo scalo di Rivalta Scrivia e favorendo maggiormente lo sviluppo dell’Interporto, fondamentale snodo logistico per il territorio. Gli interventi realizzati a Rivalta Scrivia con 4 nuovi binari di lunghezza 750 metri e il doppio accesso ai Raccordi (RTE e Interporto) presenti in stazione consentono il potenziamento della capacità dello scalo esistente e la sosta di treni più lunghi.
Gli interventi, eseguiti in più fasi per garantire sempre la funzionalità dello scalo merci e la sua accessibilità, proseguiranno dotando lo scalo ferroviario di un moderno impianto antincendio per gestire il trasporto di merci pericolose, ampliandone ulteriormente la potenzialità di mercato. Contestualmente nella stazione di Rivalta Scrivia saranno realizzate nuove pensiline, sottopassi e marciapiedi aprendo nel 2024 maggiormente fruibile e accessibile con particolare attenzione alle persone con disabilità o a ridotta mobilità.
Il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova permetterà ai treni di viaggiare ad una velocità massima di 250 chilometri orari, attraversando le province di Genova ed Alessandria, fino a raggiungere la città di Milano. Una vera rivoluzione per il trasporto ferroviario del Nord Italia, di valore strategico anche per l’Europa. Il primo beneficiario della nuova linea sarà l’intero sistema portuale di Genova, ma il collegamento andrà anche a potenziare il Corridoio Reno-Alpi della rete di trasporto transeuropea TEN-T. Offrirà alle merci un percorso preferenziale, efficientando il trasporto delle merci fino al porto di Rotterdam con notevoli benefici anche in termini ambientali.
– foto ufficio stampa Webuild –
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Rocchi “Basta attacchi agli arbitri, serve rispetto”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Non accettiamo più tutto, lavoriamo e ci facciamo un mazzo così. Se il problema sono io, ditemelo e farò qualcosa di diverso. Ma i nostri ragazzi non si toccano”. Alza la voce Gianluca Rocchi nella conferenza stampa di metà campionato a Coverciano. Il designatore degli arbitri di A e B parte al contrattacco dopo le tante polemiche delle ultime settimane, con i fischietti italiani finiti sotto accusa. “Abbiamo dovuto parlare con il nostro ufficio legale perchè qualcuno ha detto cose non vere sulla sostituzione di un arbitro – il riferimento all’avvicendamento di Piccinini con Fabbri per Inter-Verona – Stiamo facendo un grande lavoro, anche con il Var. Nell’ultima giornata potevamo fare decisamente meglio ma nel girone d’andata abbiamo fatto decisamente bene. Nelle ultime due giornate siamo scivolati su un paio di bucce di banana, ieri mi sono arrabbiato con gli arbitri e lo stesso farò oggi, ma sono soddisfatto. Abbiamo fatto degli errori ma continuo a leggere di tesserati che parlano di rispetto mentre noi abbiamo sempre rispettato tutti. Gli errori sui rigori non li ho commessi io o Nasca o Fabbri, e c’è da mettersi le mani nei capelli per le minacce di morte ad un giocatore che ha sbagliato un calcio di rigore”, dice ancora Rocchi ricordando le parole dell’attaccante del Verona Henry. “Avete visto il derby di Roma? Il nostro miglior arbitro Orsato è stato minacciato da un tesserato e c’è stato il tentativo di aggressione a un arbitro a Salerno nell’ultimo turno. Non accetteremo più certe cose”, mette in chiaro Rocchi. Che poi ricorda: “Stiamo investendo sui giovani arbitri che saranno il nostro futuro, chiedo rispetto per il nostro ruolo, chiedo alla giustizia sportiva di essere veramente dura. La Uefa è dura in certi casi e dobbiamo esserlo anche noi. Se un arbitro farà male, lo fermeremo, se un Var farà male, lo fermeremo, se io sbaglierò, andrò via, ma mettere pressione su un arbitro è sbagliato. Dobbiamo avere arbitri sereni, tranquilli, puliti e ho chiesto loro di essere severi e rigorosi”. Il designatore ha anche preso di petto il tema del rapporto fra gli ufficiali di gara e la Roma. “Non sono preoccupato nello scegliere gli arbitri per le gare casalinghe della Roma, ma vorrei poter designare anche un giovane arbitro per il derby di Roma. La panchina della Roma per noi non è un problema e se lo diventasse abbiamo gli strumenti per correggerlo”. Rocchi ha ammesso di fare fatica a pensare a Di Bello come una persona maleducata, nonostante le accuse mosse da Gasperini dopo Milan-Atalanta di Coppa Italia e ha poi sottolineato come nelle ultime due giornate si sia abbassato il minutaggio effettivo delle gare. “Il Var lo stiamo sciupando noi – ha detto ancora Rocchi – Il sistema chiede l’invasione della tv ma non vogliamo fare la moviola in campo. Il Var deve essere una cosa evidentissima, che se io mostro un’immagine dopo tre secondi voi sobbalzate sulla sedia. Siamo uno sport dove non c’è soggettività, sta molto alla sensibilità dell’arbitro e del Var la valutazione di certi episodi come le spinte. Non possiamo rendere oggettivo qualcosa che è soggettivo ma dobbiamo lavorare sull’uniformità. Ad esempio sui falli di mano stiamo facendo molto bene ed è una materia molto difficile e complicata”. Rocchi nel mostrare alcune slide ha messo in mostra come siano stati otto gli errori arbitrali evidenti nel girone di andata di serie A, di cui tre nelle ultime due giornate, fra cui il mancato intervento del Var nel 2-1 dell’Inter al Verona, e l’annullamento del possibile 2-0 del Sassuolo sulla Fiorentina sabato scorso, e nessuno invece fra la 6^ e la 16^ giornata. “Ho detto agli arbitri di tornare a quel periodo perchè meno si parla di noi, meglio è” ha chiosato il designatore, facendo sapere che chiederà un altro incontro con i tecnici di serie A e B da qui a fine campionato.
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Iraq, al Policlinico San Donato la gestione di un ospedale pubblico
MILANO (ITALPRESS) – Il Policlinico San Donato, ospedale del Gruppo San Donato, si è aggiudicato la gestione pluriennale di un ospedale pubblico in Iraq. Si tratta dell’ospedale universitario ad alta specialità nella città di Najaf, dotato di 492 posti letto e di proprietà del Ministero della Salute iracheno.
A firmare l’accordo il ministro della Salute, Saleh Al-Hasnawi e Kamel Ghribi, vice presidente del Gruppo San Donato e presidente di GKSD Investment Holding.
Il ministro della Salute ha affermato che la firma dell’accordo rientra nel quadro dei rapporti di cooperazione tra Iraq e Italia, nell’ottica di un lavoro congiunto tra i due Paesi. La partnership con Gruppo San Donato rafforza questa cooperazione e, per la prima volta, porta l’eccellenza sanitaria italiana al servizio del Paese e della popolazione irachena.
Kamel Ghribi ha così commentato la sigla dell’accordo: «Siamo onorati di questo incarico che abbiamo ricevuto dal governo iracheno. La nostra iniziativa in Iraq ha carattere pionieristico e ci auguriamo che essa possa rappresentare solo l’inizio di una sempre più stretta collaborazione tra i nostri Paesi, poichè questo accordo apre le porte a nuove opportunità di sviluppo e cooperazione anche per altre aziende italiane».
L’intesa rientra nel nuovo indirizzo di politica sanitaria, che punta allo strumento del partenariato pubblico-privato con operatori internazionali per innalzare la qualità, l’accessibilità e la sostenibilità finanziaria delle cure della popolazione irachena.
– Foto ufficio stampa Gruppo San Donato –
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