EMPOLI (ITALPRESS) – Nel lunch match della domenica della diciannovesima giornata di Serie A, il Milan torna a vincere in trasferta, battendo per 3-0 l’Empoli di Andreazzoli. Il match del Castellani viene deciso dalle reti di Loftus Cheek e Giroud nel primo tempo e dal gol nel finale del giovane Traorè. Nonostante una buona reazione dell’Empoli nel secondo tempo, il Milan riesce a resistere, per poi chiudere la partita nel finale. Oltre alle numerose assenze in difesa, per questa trasferta Pioli è costretto a rinunciare pure a Bennacer e Chukwueze, partiti per la Coppa d’Africa. Anche l’Empoli non se la passa troppo bene in termini di infortuni: al 28′ Andreazzoli perde anche Ebuehi per un problema muscolare, rimanendo di fatto senza terzini di ruolo e adattando Gyasi. Il Milan gioca un ottimo primo tempo, mostrando grande attenzione e una discreta intensità. La rete del vantaggio rossonera arriva al 18′, grazie a una poderosa accelerazione di Leao sulla corsia mancina: il portoghese serve poi Loftus Cheek che apre il destro, da dentro l’area di rigore, e batte Caprile. L’Empoli prova a reagire, sfruttando soprattutto la rapidità di Cambiaghi e Baldanzi. Gli uomini di Pioli, però, concedono molto poco e trovano anche la rete del 2-0 al 31′ su calcio di rigore. Il Var richiama La Penna che si accorge del tocco di mano di Maleh sulla rovesciata di Loftus Cheek. Dal dischetto si presenta Giroud che segna e interrompe un digiuno da gol di circa un mese. Non può gioire completamente Pioli al termine della prima frazione, visto che anche Florenzi chiede il cambio per un problema all’adduttore. Nella ripresa cresce l’Empoli, mentre il Milan paga il conto della stanchezza. I rossoneri commettono anche qualche errore di troppo, soprattutto in fase di uscita dalla propria metà campo. L’Empoli prova diverse volte a punire la superficialità del Milan. L’occasione migliore capita a Cancellieri al 71′, ma Maignan cala una grandissimo intervento e neutralizza il potente sinistro dell’ex Lazio. Nei dieci minuti finali l’Empoli alza bandiera bianca e il Milan cala il tris. L’Empoli subisce un rapido contropiede da calcio d’angolo e Pulisic serve Traorè, freddo nel bucare Caprile e segnare il gol del 3-0. Vittoria fondamentale per il Milan di Pioli, che chiude il girone d’andata al terzo posto, a quota 39 punti. Tanto lavoro ancora da fare per l’Empoli fermo al diciannovesimo posto: Andreazzoli può quanto meno consolarsi con il convincente subentro di Cancellieri e con la discreta prova di Cambiaghi.
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Il Milan ritrova i 3 punti in trasferta, Empoli ko 3-0
Meloni “Onorare il Tricolore vuol dire custodire la nostra storia”
ROMA (ITALPRESS) – “Nella Giornata Nazionale della Bandiera celebriamo il nostro Tricolore, che da 227 anni ci accompagna. Con orgoglio ne omaggiamo i più alti valori, perchè onorare la Bandiera italiana vuol dire anche conservare e custodire la nostra storia e le nostre radici. Viva la Bandiera italiana
Viva l’Italia”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
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Europee, Tajani “Un errore candidare i leader, no accordi con Le Pen”
ROMA (ITALPRESS) – “Meloni è leader dei Conservatori, Forza Italia invece è nel Partito popolare europeo e per noi è impossibile fare accordi con chi ha uno statuto di forte impronta anti-Ue e anti-Nato”. Così, in un’intervista a La Stampa, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando l’ipotesi di un’alleanza in Europa con Marine Le Pen, dopo le aperture di Meloni. Sulla possibilità che il premier si candidi alle Europee, commenta: “Se deve esserci un accordo tra i leader del centrodestra, come chiede Meloni, questo vuol dire che o ci candidiamo tutti o non si candida nessuno. Se si candidano nello stesso momento la premier e i due vicepremier, credo ci sia il rischio che si perdano di vista le priorità del governo. E inoltre: io mi sono candidato cinque volte in Europa, non mi spaventa questo appuntamento elettorale, ma c’è prima il Congresso di Forza Italia da affrontare, e devo farlo con responsabilità”. Per Forza Italia “la prima vera riforma da fare è quella che preveda una Difesa europea” per una Ue “pronta al peacekeeping, al monitoraggio, alla deterrenza. Capace di fare sintesi di ragionamenti e interessi anche divergenti, ma impegnata a unire le forze rapidamente e in maniera concreta”. Inoltre, per Tajani, nell’Unione europea “non possiamo avere due presidenti, della Commissione e del Consiglio, Immagino quali sarebbero le resistenze, ma questa struttura attuale, bicefala, ha fatto il suo tempo. Molti sono d’accordo”.
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Il Sassuolo torna al successo, Fiorentina battuta 1-0
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Sassuolo torna al successo e ferma la corsa della Fiorentina, battuta per 1-0 grazie al gol di Pinamonti e alle parate di Consigli, che ha anche ipnotizzato Bonaventura dagli undici metri. Seguiranno di certo tante polemiche. Nel corso della ripresa, infatti, sono state annullate una rete per parte ed è arrivato il discusso e discutibile penalty, poi fallito dai viola.
Il neroverdi hanno trovato il gol al primo affondo. Henrique sbeffeggia Kayode tagliando ottimamente per Pedersen il cui tocco, sulla fascia mancina, per Pinamonti è obbligato: il bomber, con il piatto, non sbaglia. La Fiorentina stenta a ripartire. Ancora Pinamonti beffa la difesa viola (12′) e spara alto. Al quarto d’ora è la volta di Laurientè provare la conclusione: palla ad un metro da Terracciano. Un gol annullato a Berardi per fuorigioco netto (19′) quindi i neroverdi si ritraggono per ripartire in velocità. La Fiorentina prende il possesso del centrocampo ma non trova sbocchi e s’innervosisce.
Nella ripresa i neroverdi segnano subito con Thorstvedt ma il gol viene annullato per un fuorigioco di Enrique. Per stabilirlo Abisso impiega quasi 5 minuti. Qualcosa di meno l’arbitro palermitano impiega per dirimere due matasse, quella che porta al rigore per la Viola, sbagliato da Bonaventura (il mani di Ferrari sembrava involontario e da osizione ravvicinata) e, soprattutto, il post rigore, quando un check identificava un piede di Consigli sulla linea. Altro tempo perso sul gol annullato a Martinez Quarta per un fuorigioco successivo a una traversa di Duncan. Ferrari salva su Beltran dopo un’uscita avventata di Consigli. Sul corner colpo di testa di Milenkovic e grande respinta di Consigli, poi, sulla ribattuta, Nzola liscia il pallone. La Fiorentina ci prova sino alla fine ma il Sassuolo tiene.
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Lecce-Cagliari 1-1, Oristanio risponde a Gendrey
ROMA (ITALPRESS) – Il Lecce scatta, il Cagliari lo riprende. Verdetto giusto, 1-1, al Via del Mare con i sardi che, ancora una volta, hanno messo a nudo i difetti dei pugliesi sui calci piazzati. Di Gendrey il momentaneo vantaggio dei salentini (nel primo tempo), di Oristanio il definitivo pareggio (nella ripresa). Gara viva e ben giocata da entrambe le squadre. Nandez non trova la porta (14′) poi, sul capovolgimento, doppia occasione per i pugliesi: prima Dossena salva su Strefezza poi Oudin centra il palo. Cresce il Lecce. Oudin sciupa (20′) poi, alla mezz’ora, arriva il gol di Gendrey con un bel colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto proprio dal francese. Il Cagliari schiuma rabbia. Petagna (32′) e Oristanio (34′) non inquadrano lo specchio, i sardi salgono con il baricentro mentre Krstovic, in sospetto fuorigioco, spedisce fuori da ottima posizione (38′). Augello salva, con il mento, un tap-in di Pongracic. Lecce vicino al raddoppio in chiusura di tempo.
Nella ripresa Strefezza lancia Gallo (3′) che si presenta davanti a Scuffet ma il suo esterno mancino finisce sul fondo con Krstovic che, in ottima posizione, non aspettava altro che toccare in porta il pallone. La pioggia si interrompe, resta il vento a soffiare sul Via del Mare. Krstovic, di testa, non inquadra lo specchio allo scoccare dell’ora poi Oristanio scalda il motore (20′) prima di pareggiare i conti al 23′. Punizione di Viola per Oristanio, che insacca in spaccata (23′). Il Lecce trema quando Falcone salva su Prati quindi Viola, al 27′, direttamente su angolo, colpisce il palo ma la palla era già uscita. I pugliesi continuano ad attaccare mentre la pioggia riscende copiosa, Makoumbou rischia di regalare un’autostrada a Blin; poi, nel recupero, le emozioni scarseggiano e arriva il giusto pareggio finale.
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Il Monza espugna lo Stirpe, Frosinone al 4° ko di fila
FROSINONE (ITALPRESS) – Il Monza di Palladino, oggi squalificato, batte in trasferta 3-2 il Frosinone, e torna alla vittoria in Serie A dopo tre giornate. Al Benito Stirpe, il team brianzolo è bravo a portarsi sul 3-0, grazie alle reti di Dany Mota e Valentin Carboni e all’autorete di Soulè; per il Frosinone, invece, seguono le marcature a firma di Harroui e Soulè (su rigore). Gli uomini del Monza giocano un’ottima gara per sessanta minuti ma poi subiscono l’orgoglio del Frosinone che per poco non completa la rimonta. Sin dai primi minuti il Frosinone si dimostra voglioso di prendere in mano le redini della partita: la manovra ciociara si rivela, però, lenta e inconcludente. Il Monza, invece, tiene meno palla, ma si rende decisamente più pericoloso, grazie a rapide verticalizzazioni alla ricerca di Dany Mota e Carboni. I brianzoli si rivelano più cinici dei padroni di casa e vanno negli spogliatoi addirittura sul doppio vantaggio. La prima rete arriva al 18′ e porta la firma di Dany Mota, lesto a correggere in rete il tentativo di tiro di Carboni. Ruoli invertiti, invece, al 45′ sulla rete del 2-0: questa volta è Dany Mota a servire in area di rigore l’argentino che non ha problemi a bucare Turati. L’unica nota stonata del primo tempo del Monza è l’infortunio di Di Gregorio, dolorante alla caviglia, in seguito ad un duro contrasto di gioco con Harroui: al posto del portiere ex primavera dell’Inter entra così Sorrentino. Nella ripresa Di Francesco inserisce Caso e Mazzitelli e il Frosinone passa ad un 4-2-4 in fase di possesso. Non è, però, giornata per Soulè, colpevole al 55′ di un goffo autogol che porta il Monza sul 3-0. La partita sembra ormai indirizzata, ma Harroui non ci sta e, dopo appena un minuto, sigla il 3-1, grazie ad una splendida iniziativa personale sulla corsia di destra. La rete di Harroui e i cambi di Di Francesco scuotono il Frosinone, ormai costantemente nella metà campo degli ospiti. Al 74′ D’Ambrosio stende Caso all’interno dell’area di rigore: Ferrieri Caputi non ha dubbi ed indica il dischetto. Soulè dagli undici si riscatta, spiazzando Sorrentino e firma il 3-2. Finale di totale all-in per il Frosinone, visti gli ingressi anche di Cuni e Ibrahimovic. Il Monza, nonostante il calo fisico e tecnico, resiste sino alla fine e infligge al Frosinone la quarta sconfitta consecutiva in campionato.
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C’è un gran parlare di Mes, ma gli italiani vengono informati?
ROMA (ITALPRESS) – C’è un gran parlare di Mes, ma raramente ci si impegna come servirebbe a spiegare agli italiani come stanno le cose. Sarà che sono questioni che hanno bisogno di un minimo di riflessione, sarà perchè si è più interessati a seguire il facile solco delle polemiche tra schieramenti politici, ma intanto in tale dimensione si ingenera quella confusione che non permette ai cittadini di comprendere decisivi dossier per il proprio avvenire. Non correggendo questo andamento delle cose, si favorisce l’affermarsi di tesi sbagliate che attecchiscono nel clima di sfiducia e diffidenza, che vede in ogni cosa che non si conosce la radice del complotto: imbrogli orditi da altri popoli, dimenticando che viviamo in un mondo villaggio. Dunque un mondo che dovremo comunque vivere e condividere attraverso convenzioni e trattati, se non vogliamo pagare i costi altissimi dell’isolamento autolesionista.
Il MES (European Stability Mechanism) e’ una sorta di “assicurazione”, per paesi nelle condizioni dell’Italia, schiacciati da grandissimi debiti, con il rischio di incappare nel gioco predatorio che può scatenarsi nel mercato finanziario, soprattutto quando si chiedono nuovi crediti in condizione di debolezza. Infatti in tali congiunture si pratica il rincaro dei tassi di interesse a compenso del maggior rischio che il prestatore potrebbe correre. Si sa, gli interessi calano o si alzano a secondo della affidabilità del debitore. Il debitore incallito, è stupido negarlo, rischia di trovarsi nella drammatica condizione di in un gioco senza fine, vittima di impennate di tassi, al punto da rimanere incastrato tra le esigenze di pagare comunque i suoi creditori, e la necessita irrinviabile di far fronte alle proprie esigenze di vita giornaliera.
Ad esempio, un privato ad un certo punto può rischiare di vedere i suoi averi sequestrati all’asta e perderli del tutto a favore dei creditori che chiedono di essere pagati, consegnando la propria famiglia ad una vita futura grama. Uno Stato che e’ nella medesima condizione, rischia nello stesso modo per il futuro dei propri cittadini. D’altronde gli italiani hanno un debito mai ridotto nell’ultimo quarto di secolo, giungendo a 2.000 miliardi di Euro, che ci costano ormai più di 80 miliardi all’anno di interessi. A questi pesi se ne aggiungono altri che ci fanno percepire molto deboli: la demografia in netta discesa; tasse alte che ostacolano i redditi e gli investimenti; produttività in sensibile discesa da molti anni; inefficienza dei sistemi di servizi. I risparmi, qualora si fossero fatti in tempo, avremmo potuti ben investirli per avere più occupati o più sanità ed istruzione, anzichè dissiparli in bonus di ogni tipo, fino a giungere in nome della povertà ad esporsi agli interessi dei costosissimi furbi.
Il Mes dunque è nato dalla libera associazione dei paesi europei, accomunati dalla comune esigenza di premunirsi dall’eventuale default degli Stati più deboli. Una mutua assistenza che interessa naturalmente gli indebitati, ma anche chi non lo è. Se un solo paese europeo viene interessato da default finanziario, in qualche modo trascina in basso anche gli altri. Ma va detto che se in un paese si radica l’idea che i debiti non si pagano mai, come si può dire del nostro, e che anzi si possono aumentare senza sosta e senza darne conto a nessuno, è certo che le soluzioni sottolineate non si comprenderanno mai. Dunque chi è a favore del MES lo sia davvero e non a parole, mettendo al primo punto la riduzione del debito con le soluzioni conseguenti. Chi è contro e vuol liberamente far da solo, responsabilmente dovrà emulare la filosofia di un grande statista della Destra Storica che superò i rischi di default finanziario della nascente italia risorgimentale con la politica economica che in Parlamento passò come “economia sino all’osso” per risollevare l’Italia e prepararla a destini nuovi di grande Nazione.
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Pioli “La parola d’ordine per il Milan è vincere”
MILANO (ITALPRESS) – La parola d’ordine “è vittoria. Solo quello. Se vinci lo fai non per fortuna ma per merito. Conta solo vincere. Perchè siamo stati bene in questi giorni? Perchè abbiamo vinto partite e vogliamo continuare a star bene perchè magari vinciamo domani. Solo quello è l’obiettivo”. Così il tecnico del Milan Stefano Pioli alla vigilia della trasferta di Empoli.
“Vogliamo fare bene in campionato, far punti e vincere le partite. Ora conta fare bene, finalizzare di più, difendere bene e vincere. Se riusciremo a mettere in campo prestazioni vincenti per un lungo periodo significherà aver passato il momento delicato”. Sul rendimento dei rossoneri in trasferta, spesso altalenante, Pioli dice: “Abbiamo commesso gravi errori pagati a caro prezzo e non abbiamo portato a casa partite dove vittoria era alla portata. Cerchiamo di risolvere gli errori ed eliminarli”.
Sul ritono di Zlatan Ibrahimovic, come nuovo Senior advisor della proprietà: “Ibra ha trasferito tanto da nostro calciatore, può fare ancora tanto. E’ il re di come ha saputo affrontare tutte le sfide della sua carriera, in campo e fuori. Sicuramente è un aiuto in più”.
Non ci sono, invece, parole dolci per Krunic: “La realtà in questo momento è che per lui e per noi credo sia meglio che stia cercando un’altra squadra. Ma non è assolutamente vero che Krunic si è fatto fuori da solo, sono io che ho fatto delle scelte perchè vedevo che il suo rendimento non era più quello di prima”.
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