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Ponte Stretto, Salvini “Da Sicilia e Calabria contributo 15%”

MILANO (ITALPRESS) – Per realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina “ci sarà una marginale collaborazione delle regioni” Calabria e Sicilia, “a oggi siamo a non più del 15%, che mi sembra ragionevole”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine dell’evento ‘L’Italia dei Sì 2023-2032’ al Mind, Milan Innovation District, nell’ex area Expo di Rho. Secondo il ministro, “non ci sarà nessun problema. Verranno rispettati i territori e le scadenze per un’opera che avrà l’importanza che ebbe l’autostrada del sole fatta dai nostri genitori nel secondo dopoguerra. Porterà, secondo le stime al ribasso, 20 miliardi di ricchezza aggiunta in più, decine di migliaia di posti di lavoro e restituirà il diritto alla continuità territoriale a milioni di cittadini in Sicilia che oggi non hanno questo diritto. Tutta Italia se ne avvantaggerà. Sono convinto che verrà superato qualsiasi problema a livello locale”.

Foto: Agenzia Fotogramma

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Mes, Donzelli “Il Governo pensa all’interesse degli italiani”

ROMA (ITALPRESS) – Dalla festa di Atreju agli obiettivi di governo, dal Pnrr al patto di stabilità. Ne ha parlato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale Organizzazione di Fratelli d’Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, da Castel Sant’Angelo, dove si svolge la manifestazione del partito. “Siamo cresciuti – ha detto Donzelli – sia noi che la festa. E’ passato qualche inverno dalla prima edizione del 1998 ad Atreju, ma lo spirito dei ragazzi e dei parlamentari è rimasto lo stesso: cioè quello di voler cambiare il mondo. Ora, però, oltre a volerlo cambiare, dobbiamo anche farlo: ne abbiamo il peso e la responsabilità. Abbiamo la consapevolezza della sfida che stiamo vivendo e cerchiamo di portarla avanti nel migliore dei modi, senza abbandonare la volontà del confronto, che è quello che caratterizza Atreju”.
Donzelli sottolinea quanto siano importanti, per il partito, la comunicazione e il dialogo: soprattutto con chi la pensa diversamente. “Da sempre abbiamo ospitato qualunque personaggio politico che avesse opinioni opposte, perchè solo chi non è forte delle proprie idee teme il confronto. Anzi, ci confrontiamo soprattutto con chi la pensa diversamente perchè ci serve anche per verificare i nostri progetti”.
E arriva così a lanciare una ‘frecciatà, alla leader del Partito democratico Elly Schlein, che ha rifiutato l’invito alla festa di Atreju, dicendo che il “confronto si fa in Parlamento”. “Siamo dispiaciuti che si sia persa questa occasione – ha commentato Donzelli – ma la festa sta andando avanti anche senza la Schlein. Altri leader dell’opposizione, comunque, hanno deciso di venire: ci saranno Carlo Calenda e Matteo Renzi, ma anche molti esponenti del Pd stesso”.
Agganciandosi a questo discorso, Donzelli ha criticato chi tende più a ‘battibeccarè in politica: “Litigare su tutto vuol dire, per me, che non si riesce a trovare una propria identità. Noi, ad esempio, che eravamo all’opposizione col governo Draghi, non eravamo in disaccordo su tutto. Se si cerca lo scontro per forza, significa che non si ha nulla da dire. La sinistra cerca continuamente la delegittimazione dell’avversario, perchè serve per legittimarsi davanti ai proprio elettori”.
Ci sono poi alcune curiosità legate alla manifestazione di Atreju. Innanzitutto, il motto ‘bentornato orgoglio italianò, che “negli ultimi anni si era perso”, secondo Donzelli. “Mentre ora l’Italia sta tornando al centro dell’attenzione geo-politica internazionale, che si confronta con i leader degli altri Paesi con orgoglio e consapevolezza”. E poi c’è la questione Elon Musk, l’ospite a sorpresa della festa, che ha fatto nascere diverse critiche e perplessità: “Ma banalmente vogliamo soltanto confrontarci con un uomo che è capace di immaginarsi il futuro: lo ascolteremo con la stessa attenzione degli altri. E’ un personaggio discusso, con idee forti e lo sappiamo, ma sarà interessante il confronto”.
Si passa poi al futuro, in particolare alle trattative europee del governo. “Finirà tutto nel miglior modo possibile – ha detto sicuro Donzelli – perchè se c’è una possibilità di far finire bene una trattativa quella è Giorgia Meloni. L’Europa ha già valutato che adesso il Pnrr è meglio di come era stato fatto precedentemente: porteremo a casa dei fondi che sennò avremmo perso, dato che erano incanalati in percorsi ‘mortì. Stesso discorso per il patto di stabilità e con eventuali altri casi. Tutto questo perchè finora in Italia non ci abbiamo mai provato, con i governi precedenti che non avevano una legittimazione interna forte, a differenza di quello di oggi”.
Un discorso un pò diverso per il Mes, che il Governo “difficilmente firmerà entro il 31 dicembre. Ma noi – ha aggiunto Donzelli – ci chiediamo a cosa serva uno strumento che tutti dicono di non volere utilizzare. Possiamo provare a fare delle modifiche affinchè esso abbia un senso per utilizzarlo. Se dobbiamo creare uno strumento inutile, perdiamo tempo ed energie. E bisogna anche andare oltre la convinzione che il Mes sia di destra o sinistra. Sono soldi di tutti gli italiani, sacrifici che fanno i cittadini”.
Infine, c’è un caso in particolare su cui si è soffermato Donzelli: quello di Andrea Delmastro, rinviato a giudizio per il caso Cospito. “In quel momento è stato messo in discussione il 41bis, che è ciò che la mafia teme più di tutto. E’ lo strumento che interrompe il legame fra carcere e territorio, serve ad isolare il mafioso ed è ciò che li porta a pentirsi. E’ stato messo in discussione con le pressioni di Cospito che, se fosse stato tolto dal 41bis, si sarebbe arrivati alla stessa soluzione per Messina Denaro: sarebbe un messaggio devastante per la lotta alla mafia. Noi siamo quindi orgogliosi di aver difeso il 41bis e la lotta alla mafia”.

– foto Italpress –
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Aumentano i soggetti fragili over 65, fondamentali i vaccini HZ e RSV

FIRENZE (ITALPRESS) – I vaccini restano il principale strumento di prevenzione in tutte quelle popolazioni fragili che sono maggiormente esposte alle infezioni e a una maggiore gravità delle manifestazioni delle relative patologie. Per questo è fondamentale una protezione preventiva con il periodico vaccino contro l’influenza, con i vaccini aggiornati contro il Covid, che hanno proprio in questa popolazione il target specifico, con il vaccino contro lo Pneumococco, con i nuovi vaccini contro Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale. Il problema da affrontare, infatti, non è solo quello di una singola patologia o di una coda pandemica, bensì sottolineare i bisogni dei pazienti che hanno fragilità importanti e le cui condizioni generali di salute o il controllo della malattia possono essere notevolmente peggiorati da malattie facilmente prevenibili o trattabili con vaccini, anticorpi monoclonali e antivirali a seconda dei casi e delle necessità, come nell’esempio delle terapie precoci con antivirali e anticorpi monoclonali contro il Covid. Questi temi sono stati al centro del XXII Congresso nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT che si è tenuto a Firenze.
Nella sessione ‘Bisogni clinici del paziente fragile e immunocompromesso nel contesto attuale: dalla prevenzione alla curà, che è stata organizzata da Collage con il contributo non condizionante di GSK, hanno partecipato Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, Claudio Mastroianni, Past President SIMIT, il nuovo Presidente SIMIT Roberto Parrella. Un’approfondita analisi su questo tema si è tenuta dopo il Simposio istituzionale ‘Attualità e futuro sulle malattie infettive nel nuovo mutato scenario globale: le priorità emerse tra prevenzione e nuove politiche sanitariè, dove sono intervenuti Mauro D’Attis, Parlamentare V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione; Gian Antonio Girelli, Parlamentare XII Commissione Affari Sociali; Anna Caraglia, Sorveglianza Malattie Infettive e Profilassi Ministero della Salute; Paola Stefanelli, Dirigente di ricerca Dipartimento Malattie Infettive, ISS; Barbara Suligoi, Direttore centro operativo AIDS ISS; Claudio Mastroianni, Past President SIMIT; Roberto Parrella, Presidente SIMIT; Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT; Cristina Mussini, Vicepresidente SIMIT. Entrambe le sessioni sono state moderate dal giornalista scientifico Daniel Della Seta.
‘I pazienti fragili appartengono a diverse popolazioni – sottolinea Andrea Antinori, Direttore Divisione Immunodeficienze Virali, INMI Spallanzani – Si tratta delle persone più anziane; vi sono poi coloro che sono affetti da comorbidità concomitanti, come patologie cardiovascolari, malattie polmonari croniche, insufficienza renale, epatopatia cronica, diabete, obesità. A queste categorie, negli ultimi anni si è aggiunto un crescente numero di persone con deficit del sistema immunitario, pazienti oncologici o oncoematologici, pazienti trapiantati o in attesa di trapianto d’organo, persone sottoposte a terapie immunosoppressive o con immunodeficienze di varia natura; persone con infezione da HIV, in particolare quelle che per effetto di una diagnosi avanzata e un’insufficiente risposta alla terapia hanno anche un deficit immunitario; altri pazienti con malattie croniche. Questo ampio gruppo di persone trae beneficio dalle vaccinazioni contro Herpes Zoster, Pneumococco, influenza, Virus Respiratorio Sinciziale, SARS-CoV-2. I vaccini sono sicuri ed efficaci: consentono di evitare le manifestazioni più severe della patologia e in alcuni casi proteggono dalla stessa infezione. Contestualmente al vaccino per l’influenza, la cui campagna è in corso in queste settimane, si può procedere anche alla co-somministrazione di queste altre vaccinazionì.
Il Virus Respiratorio Sinciziale – RSV è un virus contagioso comune che colpisce i polmoni e le vie respiratorie. Può dare complicazioni nei bambini sotto i due anni e nella popolazione anziana e immunocompromessa. Nei Paesi industrializzati,negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi. Finora non sono state disponibili terapie e vaccinazioni, ma è da poco disponibile in Italia il primo vaccino per gli adulti, con straordinaria efficacia nei soggetti con patologie concomitanti: nello studio cardine ha mostrato una riduzione del 94,1% della malattia grave da RSV e un’efficacia complessiva del vaccino dell’82,6%.
‘I soggetti fragili che contraggono il Virus Respiratorio Sinciziale sono ad alto rischio di malattie gravi a causa del declino dell’immunità correlato all’età e delle condizioni sottostanti – spiega Roberto Parrella, Presidente SIMIT – Il virus può assumere una forma grave nelle persone vulnerabili, come gli anziani e coloro che hanno malattie polmonari o cardiache e diabete. L’RSV può esacerbare condizioni come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’asma e l’insufficienza cardiaca cronica e può portare a esiti gravi, come polmonite, ospedalizzazione e morte. In generale, chi ha patologie pregresse rischia un aggravamento delle proprie condizioni e va incontro a tassi di ospedalizzazione più elevati. Recenti studi americani rilevano come ogni anno ci siano da 60mila a 120mila ricoveri dovuti all’RSV, di cui circa 6-8mila decessi. Da questi dati si evince l’importanza che può rivestire uno strumento preventivo come il vaccinò.
Tra le patologie infettive, l’Herpes Zoster rappresenta una delle principali minacce per il soggetto adulto, vista la sua ampia diffusione e i rischi che comporta. L’incidenza è di circa 8 casi per mille abitanti per anno, ma aumenta con l’età, tanto che a 80 anni si ha il 50% di possibilità in più di incorrere in questa patologia. L’Herpes Zoster è molto pericoloso per i pazienti fragili perchè peggiora spesso il controllo della malattia ed ancora di più per quelli immunocompromessi, in particolare coloro che sono affetti da patologie oncologiche o oncoematologiche.
‘Il vaccino contro l’Herpes Zoster è prioritario perchè questa infezione è presente in oltre il 90% della popolazione – sottolinea il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT – La riattivazione del virus è legata proprio all’immunodeficienza legata all’età o alla malattia di base. L’Herpes Zoster comporta una fastidiosa fase acuta e delle sequele, tra cui la più nota è la nevralgia post-erpetica, un dolore che colpisce la zona dove si è manifestata l’infezione e che può persistere anche per mesi. La letteratura scientifica più recente ha evidenziato anche complicanze cardio e cerebro-vascolari. La varietà e la gravità di queste conseguenze ci inducono a raccomandare fortemente la vaccinazione. Il vaccino ricombinante adiuvato, da poco disponibile, ha dimostrato un rapporto rischio/beneficio nettamente favorevole, oltre che una persistenza d’effetto di 10 anni. Tale vaccino, inoltre, può essere somministrato anche nei pazienti immunocompromessi, che sono i più esposti all’infezione e rappresentano pertanto i destinatari più indicati per la somministrazione della vaccinazionè.
I pazienti fragili immunocompromessi, oltre alla vaccinazione, possono necessitare di un trattamento precoce per ridurre ospedalizzazioni e decessi dovuti al SARS-CoV-2. Il dato di mortalità settimanale di pazienti con Covid, infatti, è ancora alto. Se l’efficacia neutralizzante in vitro della maggior parte degli anticorpi monoclonali di fronte al proliferare delle nuove sottovarianti Omicron è diminuita riducendone drasticamente l’efficacia, resta l’eccezione del Sotrovimab, che grazie al suo profilo è in grado di prevenire gli effetti più gravi della malattia. Sotrovimab, infatti, ha solo una modesta riduzione di efficacia neutralizzante verso le nuove sottovarianti di Omicron EG.5.1 (Eris) e XBB (Kraken). In secondo luogo, ha anche un’azione immunomodulante, per cui potenzia la risposta immunitaria anche nei pazienti immunocompromessi, a differenza degli altri monoclonali che hanno solo un effetto neutralizzante. Oltre ai dati virologici e al meccanismo d’azione, ci sono anche aspetti farmacocinetici che compensano la modesta riduzione di efficacia in vitro, in virtù dei quali recenti studi di real world evidence internazionali hanno dimostrato l’efficacia del farmaco anche nelle più recenti varianti Omicron, tanto che alcune linee guida europee come quelle inglesi lo raccomandano come alternativa all’antivirale orale laddove questo non possa essere utilizzato.
– foto Studio Comunicazione Diessecom –
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Intesa Sanpaolo, 95% famiglie indipendente finanziariamente

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2023. La ricerca analizza l’impatto dell’inflazione subita e attesa sui comportamenti dei risparmiatori e i suoi effetti su redditi, consumi, liquidità, obiettivi, scelte concrete di investimento e di indebitamento. Verifica, inoltre, l’adeguatezza dei comportamenti degli investitori dal punto di vista della protezione del reddito e del patrimonio, mettendo in rilievo l’importanza dell’educazione finanziaria. Alla presentazione hanno preso parte Gregorio De Felice (Chief Economist della Banca), Beppe Facchetti e Giuseppe Russo (rispettivamente, Presidente e Direttore del Centro Einaudi) e Umberto Filotto (Docente di Economia presso l’Università di Tor Vergata; Presidente e Coordinatore del Comitato Scientifico della FEduF).
Il 95 per cento delle famiglie dichiara di essere finanziariamente indipendente, in aumento rispetto al 93 per cento dell’Indagine 2022, a conferma che (malgrado le difficoltà dello scenario) l’autonomia reddituale resiste.
La quota delle famiglie che riescono a risparmiare si porta sui valori massimi del pre-pandemia (54,7 per cento vs. 53,5 per cento nel 2022). Sale anche la percentuale media di reddito risparmiata (12,6 per cento, dall’11,5 per cento del 2022).
Tra le motivazioni del risparmio, risaltano la casa (30 per cento) e i figli (16 per cento); solo il 5 per cento degli intervistati dichiara di aver accantonato risorse per far fronte all’aumento dei prezzi. Per un terzo del campione, il risparmio è genericamente precauzionale, cioè senza un’intenzione precisa.
Tra gli investimenti finanziari salgono le obbligazioni, che raggiungono il 28 per cento dei portafogli di chi le detiene e assorbono in parte la flessione del risparmio gestito. La Borsa resta un «terreno da dissodare»: vi ha operato negli ultimi 12 mesi solo il 4,2 per cento del campione. Nell’ambito degli investimenti alternativi, dominano l’oro (che interessa il 23 per cento degli intervistati) e i fondi etici ESG (13 per cento).
Malgrado una crescente sensibilità ai rischi, l’86 per cento degli intervistati dichiara di non aver sottoscritto un’assicurazione per coprire le spese mediche; il 68 per cento non ha un’assicurazione vita.
Solo il 38 per cento del campione è in grado di dare una definizione corretta dell’inflazione: oltre un quarto la confonde con il livello dei prezzi; qualcuno con il deprezzamento della valuta; altri con lo scostamento dal target della Banca Centrale Europea.
A conferma di questa difficoltà di orientamento, oltre un terzo circa degli intervistati indica la detenzione di liquidità e obbligazioni a tasso fisso tra i 2 comportamenti più idonei da tenere nel caso di inflazione. Il 30 per cento cita invece il «mattone»; poco più del 10 per cento l’oro e i «beni rifugio».
A fronte del ritorno dell’inflazione, le famiglie italiane hanno avuto il buon senso di non vendere tutto per panico e di continuare a risparmiare. Emerge tuttavia chiara dall’Indagine l’esigenza di maggiore competenza e alfabetizzazione finanziaria, sia per i giovani che per gli adulti, per poter affrontare con consapevolezza il nuovo contesto.
“Le banche centrali hanno vinto la loro battaglia nella lotta all’inflazione – afferma Gregorio De Felice Chief Economist di Intesa Sanpaolo – Hanno influenzato la componente domestica dell’inflazione. Hanno evitato second round effect sulla diffusione dell’inflazione e il contenimento della domanda ha calmierato i prezzi delle materie prime energetiche.
Il picco della restrizione monetaria è chiaramente terminato.
Con riferimento all’area dell’euro, le stime di Intesa Sanpaolo indicano un rallentamento dell’inflazione al consumo dal 5,4 per cento di fine 2023 al 2,3 per cento nel dicembre del prossimo anno, seguito da una stabilizzazione intorno alla soglia del 2 per cento dall’inizio del 2025. Per quanto riguarda l’Italia, il dato è visto in calo all’1,8 per cento nel 2024, dal 5,9 per cento dell’anno in corso”.
“I recuperi salariali in programma nell’anno in corso e nel 2024 – aggiunge – uniti alla decelerazione attesa della dinamica dei prezzi, dovrebbero consentire nel breve termine una ripresa del reddito disponibile reale delle famiglie. Recentemente, il rapporto INAPP ha sottolineato come l’Italia abbia perso 13 posizioni nella graduatoria dei salari reali tra i Paesi OECD. Dal 1992 al 2022, l’incremento salariale in Italia è stato pari ad appena l’1% a fronte del +32,5% della media dei Paesi OCSE. Nel periodo 2019-22 i salari reali hanno continuato a scendere nonostante l’incremento di produttività del lavoro. La profittabilità delle imprese si è peraltro mantenuta buona e in molti casi è cresciuta. Vi sono le condizioni per un aumento dei salari, che costituirebbe un volano importante per sostenere i consumi delle famiglie, il cui potere d’acquisto è compromesso dalla crescita dei prezzi, e per trattenere in Italia le risorse più qualificate”.
-foto f01-
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Ue, Meloni “Sul Patto di Stabilità accordo possibile”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Non siamo riusciti a trovare una soluzione sulla revisione del bilancio pluriennale, anche se non sono pessimista sul fatto che si possa raggiungere nel prossimo Consiglio Europeo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo. “Siamo in ogni caso soddisfatti del testo del draft di negoziazione dove ci sono tutte le priorità che l’Italia aveva posto, dalla flessibilità dei fondi esistenti” al “tema delle migrazioni: c’è stato un punto di questa trattativa in cui per le migrazioni non era previsto niente e adesso siamo arrivati quasi a 10 miliardi di euro, da spendere particolarmente sulla dimensione esterna. Quindi un grande risultato”.
Sul Patto di Stabilità “le posizioni sono ancora abbastanza distanti” ma “non penso che sia impossibile trovare un accordo”, ha spiegato Meloni. “Penso che un accordo alla fine si possa e si debba trovare ma non potrei dire che lo abbiamo già trovato”, ha sottolineato il premier. “L’unica cosa che non posso fare è dare il mio ok a un patto che non io, ma nessun governo italiano potrebbe rispettare, perchè sarebbe ingiusto e non sarebbe utile”, ha aggiunto Meloni.
“Non chiediamo una modifica del Patto per gettare i soldi dalla finestra però chiediamo una modifica che ci consenta di fare quello che riteniamo giusto fare e che l’Europa si è data come strategia – parlo degli investimenti – senza essere per questo colpiti, perchè sarebbe una strategia miope non per l’Italia, ma per l’Europa. Su questo cerchiamo di coinvolgere più Paesi possibile”, ha sottolineato Meloni.
“Una cosa così importante come la riforma del Patto non la possiamo decidere in videoconferenza, quello che ho imparato delle trattative da queste parti è che le interlocuzioni a margine sono molto più utili di quello che poi si dice formalmente”, ha proseguito.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Educazione finanziaria, premiati 43 Fuoriclasse della Scuola

TORINO (ITALPRESS) – Quarantatrè giovani eccellenze della scuola italiana sono state premiate nella sede dell’Unione Industriali Torino con una Borsa di Studio del valore di 1.500 euro, conferita per il progetto “I Fuoriclasse della Scuola”.
Il riconoscimento economico è però solo una parte del premio, poichè la caratteristica del progetto, realizzato da Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (Feduf) in collaborazione con Confindustria, Associazione Bancaria Italiana e Museo del Risparmio nato dalla volontà di Intesa Sanpaolo, è quella di offrire agli studenti la possibilità di potenziare le loro competenze economiche di base con la partecipazione al “Campus dei Fuoriclasse”, che si è svolto il 13 e 14 dicembre, in due sessioni parallele, al Museo del Risparmio e all’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza.
La partecipazione al Campus ha aiutato i Fuoriclasse a familiarizzare con l’ambiente economico e ad acquisire strumenti di comprensione del mondo del lavoro al quale dovranno presto affacciarsi. Ma è stato anche un prezioso momento di networking e relazione tra giovani studenti e studentesse accomunati dalla passione per lo studio. Al centro della due giorni di lavoro il tema dell’educare al rischio con l’obiettivo di dare ai Fuoriclasse gli strumenti per saperlo affrontare e gestire, pianificando il proprio percorso di vita e il proprio benessere sociale ed economico. La cerimonia finale di consegna delle borse di studio si è svolta presso l’Unione Industriali Torino, con la partecipazione attiva di numerosi imprenditori e di fronte a un pubblico composto da alcune centinaia di studenti delle scuole torinesi.
Ma chi sono “I Fuoriclasse della Scuola”? Il progetto valorizza i giovani talenti grazie a donazioni da parte di fondazioni, associazioni, società, imprese e singoli cittadini: i destinatari sono le studentesse e gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado vincitori delle seguenti competizioni individuali a livello nazionale comprese nel Programma annuale per la Valorizzazione delle eccellenze: Campionati di Italiano, Matematica, Fisica, Informatica, Scienze naturali, Economia e Finanza, Lingue e civiltà classiche, Astronomia, Filosofia, Statistica; Giochi della Chimica; Concorso New Design; Concorso Economia; Gara Nazionale per gli studenti degli Istituti professionali e degli istituti tecnici.
Nato nell’ambito del Protocollo di intesa tra la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e il Ministero dell’Istruzione e del Merito e realizzato in collaborazione con il Museo del Risparmio, Confindustria e Associazione Bancaria Italiana, “I Fuoriclasse della Scuola” ha celebrato oggi la conclusione della settima edizione che ha raccolto 86 mila euro, che si vanno ad aggiungere ai 724mila euro 362 Borse raccolte nelle precedenti edizioni, portando il totale raccolto nelle sette edizioni a 405 Borse di Studio e 810 mila Euro.
I donatori della settima edizione de “I Fuoriclasse della Scuola” sono: Alessandra Losito, Arca Fondi SGR S.p.A., Banca di Credito Popolare, Banca Generali, Banca IFIS, Chiomenti, Comparato Nello S.r.l., DoValue, EKAF SPA, Equita, Fondazione Gruppo Pittini, Fondazione Sia, Fondazione Rocca, Fondazione Venesio Ente Filantropico – Banca del Piemonte, Habitare, Italiafintech, LabAnalysis, STS, SCF – Sistemi Costruzione Futura, TibaTricot e White Bridge.
I quarantatrè Fuoriclasse della Scuola sono Pietro Andreose, Samuele Artico, Luigi Pio Arsieni, Luca Baglietto, Edoardo Balistri, James Bamber, Luca Mark Barontini, Riccardo Battini, Pietro Carissimi, Gianpietro Cittolin, Matilde Colletto, Dimitri Colombo, Biagio Consiglio, Leda Rossi, Angela Sara Migliorini, Giovanna Mariapia D’Onofrio, Chiara Luppino, Caterina Pierozzi, Luca De Masi, Elia Della Valle, Zefiro Ferraro Fano, Gabriele Fognini, Pietro Frasson, Marco Frigo, Mattia Giusto, Alessandro Lombardo, Francesco Lubrano Lavadera, Giosuè Nodale, Francesco Pieracciani, Luca Sartori, Enrico Zonta, Desirèe Fassina, Viviana Fraccaroli, Stefania Lazarenco, Anna Manfrin, Elisa Mantovani, Cristina Righetti, Guglielmo Di Grazia, Simone Foti, Matteo Musumeci, Matteo Niccoli, Daniel Palamarciuc, Francesco Spezzati.

– Foto ufficio stampa Feduf –

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Abodi “Var aiuti arbitri, Euro2032 non risolve problema stadi”

ROMA (ITALPRESS) – Il futuro dello sport è adesso. Ne è convinto Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, che affronta le questioni sul tavolo partendo da Euro 2032, manifestazione che sarà organizzata dall’Italia insieme alla Turchia: “Noi abbiamo bisogno dell’appuntamento. Nel 2026 verranno scelti i 5 stadi che parteciperanno alla manifestazione, ma non è che risolviamo il problema degli stadi italiani con questi Europei”, le sue parole rilasciate in una intervista a Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “Anche quelli che non saranno scelti dovranno andare avanti, mi auguro si trovi una mediazione perchè il privato deve essere messo in condizione di intraprendere la propria azione”, sottolinea. E se sul tema della giustizia sportiva il ministro è convinto che la possibile riforma debba renderla “comprensibile, trasparente ed efficace nella tempistica” cercando di “rafforzare l’equa competizione” perchè “non possiamo accettare che qualcuno regoli le sue partite con l’erario e compri un giocatore e che un’altra società che rispetta le regole debba fare delle scelte tecniche”, sul VAR Abodi sottolinea: “E’ del tutto evidente che si prefigurano scenari di intelligenza artificiale che possano sostituire l’arbitro. Io sono per la tecnologia che affianca l’arbitro, un copilota che aiuta il pilota a sbagliare meno”. Chiusura finale, infine, per il tennis con il trionfo dell’Italia in Coppa Davis, una squadra “che può fare tanto anche fuori dall’ambito sportivo”, mentre su Sinner, Abodi ha ricordato come era stato criticato “perchè aveva preso atto delle sue difficoltà fisiche capendo che tirando troppo la corda avrebbe pregiudicato la sua presenza alle Finali Atp e alla Coppa Davis. Quella scelta gli ha dato ragione”, conclude.
– foto Italpress –
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“Cavallo Amico”, progetto pilota per pazienti cardiochirurgici depressi

ROMA (ITALPRESS) – Studiare l’impatto dell’interazione con i cavalli nei pazienti anziani cardiochirurgici affetti da depressione post-operatoria. E’ l’obiettivo del progetto “Cavallo Amico”, frutto della collaborazione tra il Roma Polo Club e la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presentato al Roma Polo Club.
La fase di sperimentazione del progetto, realizzato presso le strutture del Circolo del Polo, vedrà la partecipazione di 10 pazienti di età superiore ai 70 anni che, una volta a settimana per due mesi, coadiuvati da personale esperto, svolgeranno una serie di attività finalizzate all’accudimento del cavallo.
Il legame con il cavallo si configura, infatti, come un potente mezzo di ristabilimento della capacità relazionale ed emozionale, liberando da giudizi tipici delle interazioni umane. Questa connessione unica non solo favorisce un miglioramento nella percezione corporea, ma contribuisce anche all’incremento della fiducia nelle proprie abilità e dell’autostima. Un’esperienza finalizzata anche a promuovere un maggiore coinvolgimento sociale, evidenziando il ruolo significativo che il progetto “Cavallo Amico” svolge nel contesto del benessere psico-fisico dei pazienti anziani cardiochirurgici affetti da depressione post-operatoria.
La conferenza è stata aperta dagli interventi del Presidente del Roma Polo Club e capitano della nazionale italiana di Polo, Stefano Giansanti e dal Prof. Emmanuele F. M. Emanuele, da sempre promotore di importanti iniziative filantropiche, già Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che è attualmente guidata dalla Prof.ssa Alessandra Taccone, la quale ha inviato un messaggio di saluto. Sono stati inoltre approfonditi gli aspetti del progetto pilota, che riguardano le sue implicazioni scientifiche e sociali, con interventi di esperti del settore, tra cui: il Dott. Bruno Morabito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, l’Avv. Marco Di Paola Presidente della FISE e Paolo Grillini istruttore federale.
Ha commentato il Prof. Emmanuele F. M. Emanuele: “La comunanza di vedute tra me e Stefano Giansanti, Presidente del Roma Polo Club, sull’opportunità di dar vita ad un progetto che esaltasse i benefici dell’ippoterapia – disciplina che, sulla scia di mio padre medico che ne era un convinto fautore, ho sempre reputato salvifica – è stata immediata. Grazie a questa iniziativa, il rapporto affettivo con l’animale diviene un mezzo efficace per restituire vigore e voglia di vivere a coloro che hanno subito un intervento invasivo, delicato e importante, qual è quello al cuore. Mi fa piacere ricordare, tra l’altro, che la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale non è nuova ad iniziative di questo tenore: lo scorso anno, su mio impulso, abbiamo dato vita, in collaborazione con l’associazione ECOS e la Fondazione Real Sito di Carditello, beneficiando ancora una volta dell’ospitalità del Polo Club Roma, al “Viaggio del Persano per la salute mentale”, in virtù del quale un esemplare di razza persana, condotto da un cavaliere che ha vissuto con lui per mesi, ha compiuto 50 tappe in altrettante comunità terapeutiche riabilitative e socio-educative sparse su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di sensibilizzare il settore pubblico, privato e la cittadinanza attiva rispetto al problema della tutela della salute mentale, nonchè al valore del supporto della comunità sociale alle terapie tradizionali”.
E’ seguito il messaggio della Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale: “Tengo particolarmente a questo progetto, che nasce dalla sinergia tra il Professore Emmanuele F. M. Emanuele e Stefano Giansanti, Presidente del Roma Polo Club. Si tratta di un’iniziativa di grande rilevanza socio-sanitaria, per realizzare il quale è prevista altresì, sempre con il contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che mi onoro di presiedere, la sistemazione del maneggio coperto presente all’interno del compendio del Polo Club Roma. Un progetto che auspichiamo possa diventare strutturale nel tempo e si propone di essere replicato, su basi scientifiche, in maniera più ampia, realizzando corsi gratuiti, svolti da istruttori federali che verranno coadiuvati costantemente da un’equipe medica, in modo da affiancare lo svolgimento delle attività ad una vera e propria ricerca scientifica”.
L’iniziativa si avvarrà della collaborazione con esperti del settore, tra cui la Professoressa Alessia Rabini e la Dottoressa Cristina Di Gregorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
-foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro-
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