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Atl.Madrid-Lazio 2-0, la squadra di Sarri chiude al 2° posto

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – L’Atletico Madrid batte la Lazio con un netto 2-0 e certifica la vittoria nel gruppo E nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League. I biancocelesti, pur sconfitti nella sfida per la vetta al Civitas Metropolitano, avevano già conquistato nel turno precedente la qualificazione agli ottavi di finale. I colchoneros di Simeone sono metodici, firmano il successo dopo sei minuti di primo tempo con Griezmann e dopo altrettanti nella ripresa con Lino. Erano partiti subito aggressivi e gli uomini di Sarri ne hanno pagato ben presto le conseguenze. Al 6′ Marusic sbaglia in uscita, ne approfitta Lino che va a servire Griezmann. L’attaccante francese non fallisce il pallone dell’1-0 immediato. La situazione sembra in discesa per gli spagnoli, che potrebbero dilagare. Invece vivacchiano per tutto il primo tempo, finchè al 38′ non trovano il raddoppio con Hermoso. La gioia dura poco, l’arbitro olandese Gòzùbùyùk viene richiamato al Var e annulla la rete per fuorigioco. La Lazio tira un sospiro di sollievo e va a schiarirsi le idee negli spogliatoi. Aveva reagito bene dopo lo svantaggio, ma le occasioni di Zaccagni, Guendouzi e Immobile non hanno impensierito più di troppo. Gli spagnoli replicano il copione del primo tempo e dopo 6 minuti nella ripresa trovano il gol del raddoppio. Il subentrato Depay serve Lino, che infila un gran destro sotto la traversa per il 2-0. Sarri prova a smuovere le acque con gli ingressi di Felipe Anderson e Castellanos ma i biancocelesti non riescono a trovare la via del gol. Anzi, è l’Atletico Madrid ad andare vicino al tris con Morata: il primo posto nel girone E a quota 14 è comunque assicurato. La Lazio può comunque festeggiare il passaggio del turno come seconda, con 10 punti, e dovrà incrociare le dita per il sorteggio degli ottavi. Feyenoord in Europa League, Celtic fuori dalle coppe.
– foto LivePhotoSport –
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Covid, Schifani “Bisogna vaccinarsi per prevenire complicazioni”

PALERMO (ITALPRESS) – “Vaccinarsi per prevenire complicazioni e mantenere nel tempo un adeguato livello di risposta immunitaria”.
E’ l’appello lanciato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che oggi pomeriggio al Policlinico di Palermo ha ricevuto la dose di richiamo contro il Covid.
“La Regione Siciliana – evidenzia il presidente, che anche in passato ha ribadito l’importanza della campagna vaccinale – ha messo a disposizione già da tempo i vaccini per combattere le nuove varianti del Covid. Raccomando in particolare agli anziani, alle persone fragili e a chi è affetto da altre patologie di tornare a vaccinarsi per tutelare se stessi e gli altri”.
– foto: screenshot da video xd6 Italpress –
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Pandemie, le scienze comportamentali cruciali per le decisioni politiche

MILANO (ITALPRESS) – Un nuovo studio globale guidato da Kai Ruggeri, PhD, della Columbia Mailman School of Public Health, che ha coinvolto oltre 80 collaboratori provenienti da più di 30 Paesi, sottolinea il ruolo cruciale delle scienze comportamentali nella formulazione di decisioni politiche, sviluppando al contempo un nuovo metodo per valutare l’evidenza sperimentale su politiche pubbliche in maniera sistematica. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.
Nell’aprile 2020, un gruppo di ricercatori ha pubblicato un articolo di notevole impatto con 19 raccomandazioni politiche sul COVID-19 basate sulle scienze comportamentali. Il documento era frutto di un’ampia collaborazione di oltre 40 esperti, guidati da Jay Van Bavel della New York University e Robb Willer di Stanford, ed è stato citato migliaia di volte da governi, ricercatori e personaggi pubblici. Le sue raccomandazioni riguardavano argomenti come la comunicazione ufficiale sul distanziamento sociale, come ottenere un vaccino una volta disponibile e la necessità di lavorare all’interno delle comunità per produrre un impatto reale.
Ora, il nuovo lavoro di Ruggeri et al. su Nature valuta le prove scientifiche che, dopo la pubblicazione del primo lavoro, hanno supportato le sue affermazioni e la loro applicabilità alla politica.
‘I governi di tutto il mondo hanno formulato strategie politiche per quanto riguarda la pandemia esplicitamente sulla base dei suggerimenti comportamentali evidenziati nel documento del 2020 di Jay J. Van Bavel et al – afferma Ruggeri, professore di politica e gestione sanitaria presso la Mailman School of Public Health della Columbia University -. Date le preoccupazioni per la mancanza di fiducia del pubblico nella scienza, in particolare nel contesto del COVID-19, abbiamo ritenuto importante valutare le evidenze sperimentali intorno alle raccomandazioni delle politiche pubbliche, in modo da promuovere trasparenza e creare fiducià.
Due team indipendenti di 72 esperti – inclusi sia gli autori del documento del 2020, sia un team indipendente di valutatori – hanno esaminato 747 articoli di ricerca relativi alla pandemia per valutare in che misura le affermazioni del documento originale hanno fornito una valida guida politica.
‘Abbiamo assegnato un rating a ciascuna ricerca in maniera sistematica. Rating più alti corrispondevano a ricerche con conclusioni più forti dal punto di vista del potenziale impatto reale, come gli studi sul campo. I rating di ciascun articolo sono stati assegnati da più ricercatori in maniera indipendente e anonimà, afferma Valerio Capraro, professore associato di psicologia presso l’Università di Milano-Bicocca e primo autore italiano dello studio.
Alex Haslam, PhD, professore di psicologia presso l’Università del Queensland in Australia e coautore dello studio, afferma: ‘Negli ultimi anni si è discusso molto dei limiti delle scienze psicologiche e comportamentali, soprattutto di fronte alla cosiddetta “crisi della replicabilità”. In contrapposizione a ciò, questa ricerca ha dimostrato che esiste un nucleo di buona teoria in questi campi, che fornisce una solida base sia per la previsione scientifica che per le politiche pubbliche. Questa teoria potrebbe non essere sempre appariscente, ma è il fondamento di una buona scienza sociale, e questo studio conferma che è qualcosa su cui possiamo fare affidamento per avere una guida quando ne abbiamo bisogno”.
Lo studio trova evidenze scientifiche per 18 delle 19 affermazioni contenute nel documento del 2020, comprese quelle relative al senso di identità e alla connessione con la comunità, leadership e fiducia, comunicazione su salute pubblica, coesione sociale e disinformazione. Tra queste 18 il documento del 2020 ha identificato correttamente 16 concetti comportamentali rilevanti durante la pandemia, inclusi alcuni probabili ostacoli alla riduzione della diffusione della malattia e le sfide sociali che i politici si sarebbero trovati ad affrontare. I ricercatori non hanno riscontrato alcun effetto per due delle politiche proposte, entrambe relative ad una comunicazione pubblica efficace (che i messaggi dovrebbero enfatizzare i benefici per il destinatario e che dovrebbero concentrarsi sulla protezione degli altri). Inoltre, il team non ha trovato prove da esaminare per una raccomandazione molto dibattuta pubblicamente ma che non ha ricevuto attenzione dalla comunità scientifica, che suggeriva che l’espressione “distanziamento fisico” fosse preferibile a “distanziamento sociale”.
Le affermazioni più fortemente supportate riguardavano l’importanza degli interventi per combattere la disinformazione e la polarizzazione, che si sono rivelati vitali per garantire l’aderenza alle linee guida sulla salute pubblica.
La ricerca ha inoltre sottolineato che, per essere efficace, la comunicazione deve provenire da leader fidati e rinforzare norme sociali positive.
Gli interventi di sanità pubblica che hanno ricevuto maggiore attenzione non sono stati necessariamente quelli con l’evidenza migliore. Ad esempio, la pulizia delle mani è stata ampiamente promossa come strategia per fermare la diffusione del COVID, ma gli effetti trovati nei vari studi sono stati minimi o nulli, in particolare se confrontati all’uso di mascherine, all’isolamento, al distanziamento e ai vaccini.
Per quanto riguarda le mascherine, le prime linee guida in alcuni paesi suggerivano che la pratica non avrebbe ridotto il COVID-19, ma prove successive hanno sottolineato la loro efficacia. Allo stesso modo, la ricerca ha anche ridimensionato le linee guida sull’impatto della chiusura delle scuole e della disinfezione delle superfici.
‘Sebbene esistano comprensibili pressioni per emanare rapidamente linee guida durante una crisi, prendere decisioni politiche senza prove adeguate può avere un costo in molti modi – afferma la coautrice dello studio Katherine Baicker, PhD, Direttore generale dell’Università di Chicago -. Con l’arrivo nel tempo di nuove evidenze scientifiche, alcune persone potrebbero considerare l’evoluzione delle linee guida politiche come un segno di impreparazione – o addirittura di cospirazione – il che indebolisce la fiducia nella competenza. I politici devono bilanciare la necessità di rapidità con la necessità di prove solide e credibilità’.
Il nuovo studio identifica anche diversi ambiti mancanti nel documento del 2020. Questi includono la percezione della minaccia e del rischio, il ruolo della disuguaglianza e del razzismo, lo scetticismo nei confronti della scienza, l’incentivazione di comportamenti al di là della semplice descrizione dei benefici (ad esempio, fornendo ricompense finanziarie per la vaccinazione) e l’assenza di una chiara leadership.
Infine, il gruppo di ricerca fornisce raccomandazioni per aiutare ricercatori e responsabili politici a reagire a future pandemie e disastri. Queste ultime includono la necessità di studiare le popolazioni globali, di fare più test sul campo e di essere più specifici nella formulazione di domande verificabili.
‘Non si può sottovalutare il valore di testare sul campo ciò che funziona davvero per cambiare i comportamenti sanitari, e le conclusioni più forti che siamo riusciti a trarre in questo articolo sono arrivate spesso grazie alle partnership che i ricercatori hanno stretto con i governi locali e gli operatori sanitari per valutare attentamente ciò che effettivamente aggiunge valore nel mezzo di una crisi”, afferma la coautrice dello studio Katy Milkman, PhD, professoressa alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania. I ricercatori incoraggiano inoltre gli scienziati a stringere più alleanze con politici e decisori – nel governo locale, negli ospedali, nelle scuole, nei media e oltre.
“Questo lavoro ha il potenziale per aumentare la trasparenza e creare fiducia nella scienza e nella salute pubblica, nonchè per predisporre direttamente lo sviluppo di strumenti e conoscenze per pandemie o crisi future. I ricercatori possono essere una valida fonte di consulenza politica nel contesto di una crisi, e le nostre raccomandazioni indicano modi per migliorare ulteriormente questo ruolo delle scienze sociali e comportamentali”, afferma il co-autore senior dello studio Robb Willer, PhD, professore di sociologia all’Università di Stanford.
“Questo nuovo articolo ha valutato rigorosamente le raccomandazioni politiche del nostro team originale per vedere se fossero accurate, utilizzando grandi quantità di dati e un nuovo team di revisori indipendenti provenienti da tutto il mondo. Oltre a confermare la stragrande maggioranza delle nostre affermazioni originali, stabilisce un nuovo standard di riferimento per la valutazione delle evidenze quando devono essere prese decisioni politiche, in particolare quelle urgentì, afferma Jay Van Bavel, PhD, professore di psicologia alla New York University, autore principale dell’articolo decisivo del 2020 e co-autore senior del nuovo articolo.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Sanità, Emilia Romagna e Repubblica di San Marino fanno di nuovo rete

BOLOGNA (ITALPRESS) – Collaborazione tecnico-scientifica e amministrativa, scambio e fornitura di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali. La Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino rinnovano l’accordo in ambito sanitario con il Protocollo operativo, firmato oggi a San Marino a Palazzo Begni dall’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini e dal segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale Mariella Mularoni, valido fino al 31 gennaio 2025. L’intesa si inserisce nella consolidata collaborazione tra la Regione e la Repubblica di San Marino grazie ad accordi stipulati in diversi ambiti, tra cui quelli sanitario, socio-sanitario e di collaborazione scientifica e didattica, come previsto e richiamato dall’Accordo di Cooperazione Economica del 2013. “Emilia-Romagna e Repubblica di San Marino- commenta l’assessore Donini- condividono il valore di una sanità universalistica e la collaborazione che oggi rinnoviamo intende offrire maggiori possibilità di cura per i cittadini dei due territori in un sistema di reciprocità mettendo a disposizione strutture d’eccellenza dei rispettivi sistemi sanitari”.
“Un onore ed un privilegio per la Repubblica di San Marino- dichiara il segretario di Stato Mularoni-continuare ad avvalersi della proficua e sinergica collaborazione con la Regione Emilia-Romagna in ambito sanitario e non solo, che consente di potenziare la qualità e l’efficacia dell’assistenza sanitaria, la centralità del servizio sanitario pubblico per rispondere ai bisogni dei cittadini e alle loro necessità”. Il cittadino al centro, il diritto alla salute, la garanzia della maggiore prossimità di erogazione dei servizi compatibile con quella dei migliori livelli di qualità e competenza clinica. Sono alcuni dei principi previsti dall’intesa. Il protocollo, che può contare sulla contiguità geografica dei territori, sulla sovrapponibilità epidemiologica delle patologie e l’omogeneità del modello professionale, definisce una serie di scambi di servizi, come ad esempio ricoveri, visite e prestazioni ambulatoriali, anche quelle di seconda opinione per una conferma su una diagnosi o un trattamento.
Previsti inoltre scambi nel settore di sangue, emoderivati e medicina trasfusionale e supporto in campo amministrativo, in particolare per il servizio farmaceutico. E ancora, saranno attivati percorsi condivisi di politica sanitaria, socio-sanitaria e sociale. Oltre ai servizi e alle prestazioni, un ruolo rilevante verrà riservato alle forme di collaborazione tra professionisti. L’obiettivo è creare sinergie che possano far crescere la qualità dei servizi e dell’offerta sia per i cittadini emiliano-romagnoli che per quelli della Repubblica di San Marino. Nelle prossime settimane il Protocollo sarà ratificato dall’Assemblea legislativa per poi entrare in vigore.

foto: ufficio stampa regione Emilia Romagna

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Sanità, rinnovato il protocollo tra Emilia-Romagna e San Marino

SAN MARINO (ITALPRESS) – Collaborazione tecnico-scientifica e amministrativa, scambio e fornitura di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali. La Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino rinnovano l’accordo in ambito sanitario con il Protocollo operativo, firmato oggi a San Marino a Palazzo Begni dall’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini e dal Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale Mariella Mularoni.
L’intesa si inserisce nella consolidata collaborazione tra la Regione e la Repubblica di San Marino grazie ad accordi stipulati in diversi ambiti, tra cui quelli sanitario, socio-sanitario e di collaborazione scientifica e didattica, come previsto e richiamato dall’Accordo di Cooperazione Economica del 2013.
“Emilia-Romagna e Repubblica di San Marino – commenta Donini – condividono il valore di una sanità universalistica e la collaborazione che oggi rinnoviamo intende offrire maggiori possibilità di cura per i cittadini dei due territori in un sistema di reciprocità mettendo a disposizione strutture d’eccellenza dei rispettivi sistemi sanitari”.
“Un onore ed un privilegio per la Repubblica di San Marino continuare ad avvalersi della proficua e sinergica collaborazione con la Regione Emilia Romagna in ambito sanitario e non solo, che consente di potenziare la qualità e l’efficacia dell’assistenza sanitaria, la centralità del servizio sanitario pubblico per rispondere ai bisogni dei cittadini e alle loro necessità” – dichiara il Segretario di Stato Mularoni.
“Questo accordo, molto atteso, aggiunge un altro tassello alle cooperazioni internazionali dell’ISS in ambito sanitario e socio-sanitario – afferma il Direttore Generale ISS Bevere -. Questo protocollo operativo abbraccia molteplici attività cliniche a beneficio degli assistiti sammarinesi e dei territori limitrofi. Tra gli aspetti inseriti in questo accordo anche la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico. La rilevanza del protocollo di intesa è suggellata dalla presenza a San Marino dell’assessore regionale e dalle altre autorità sanitarie emiliano romagnole che ringrazio per l’impegno profuso e anche per questa occasione d’incontro”.
La firma è avvenuta nell’ambito di un cordiale incontro con l’assessore Donini in Repubblica, che ha visto, per la parte italiana, la presenza anche del Direttore Generale dell’Ausl di Bologna, Paolo Bordon, del Direttore Generale dell’Ausl della Romagna Tiziano Carradori e del Direttore dell’assistenza ospedaliera Regione Emilia Romagna Mattia Altini, mentre per San Marino, ad affiancare il Segretario di Stato per la Sanità, anche il Direttore Generale dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, Francesco Bevere.
Dopo la firma dell’intesa, gli ospiti sono stati ricevuti in Udienza Pubblica dai Capitani Reggenti Filippo Tamagnini e Gaetano Troina.
Il cittadino al centro, il diritto alla salute, la garanzia della maggiore prossimità di erogazione dei servizi compatibile con quella dei migliori livelli di qualità e competenza clinica. Sono alcuni dei principi previsti dall’intesa.
Il protocollo, che può contare sulla contiguità geografica dei territori, sulla sovrapponibilità epidemiologica delle patologie e l’omogeneità del modello professionale, definisce una serie di scambi di servizi, come ad esempio ricoveri, visite e prestazioni ambulatoriali, anche quelle di seconda opinione per una conferma su una diagnosi o un trattamento. Previsti inoltre scambi nel settore di sangue, emoderivati e medicina trasfusionale e supporto in campo amministrativo, in particolare per il servizio farmaceutico. E ancora, saranno attivati percorsi condivisi di politica sanitaria, socio-sanitaria e sociale. Oltre ai servizi e alle prestazioni, un ruolo rilevante verrà riservato alle forme di collaborazione tra professionisti.
L’obiettivo è creare sinergie che possano far crescere la qualità dei servizi e dell’offerta sia per i cittadini emiliano-romagnoli che per quelli della Repubblica di San Marino.
Nelle prossime settimane il Protocollo sarà ratificato dall’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna per poi entrare in vigore.
-foto ufficio stampa Repubblica San Marino –
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Più funzioni e maggiore potenza con i nuovi caricabatterie

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ROMA (ITALPRESS) – Il crescente numero di apparecchiature alimentate ad energia elettrica fa sì che negli ultimi anni la domanda di energia delle moderne reti di bordo delle auto sia costantemente aumentata. Le batterie dei veicoli hanno dovuto tenere il passo e, di conseguenza, la richiesta di caricabatterie è cresciuta. La nuova generazione di caricabatterie Bosch per il mercato charge-it-yourself sarà lanciata in autunno, succedendo ai già collaudati modelli C1, C3 e C7. Con il loro design moderno e la qualità premium Bosch, i nuovi caricabatterie C-line offrono maggiore potenza, più funzioni, tempi di ricarica più rapidi e un funzionamento semplice con un pulsante. I cinque diversi modelli della linea C – tra cui due caricabatterie per batterie agli ioni di litio – coprono una vasta gamma di diverse esigenze dei consumatori. Anche il modello base C10 è dotato di controllo automatico della ricarica, protezione contro le scintille e protezione contro il surriscaldamento, ha un grado di protezione IP65 per la tenuta alla polvere e all’acqua e può essere utilizzato per la ricarica a filo. I caricabatterie C30 e C40-Li sono inoltre dotati di protezione dall’inversione di polarità, funzione di memoria e funzione rigenerativa.

I caricabatterie C70 e C80-Li possono essere utilizzati anche per la carica di supporto – per esempio, quando si cambia la batteria. Inoltre, la potenza in uscita dei due caricabatterie di fascia alta è significativamente superiore rispetto al modello C7 precedente. Il suffisso “Li” collegato ai modelli C40-Li e C80-Li indica che questi dispositivi possono caricare non solo tutti i tipi di batterie convenzionali, ma anche le batterie agli ioni di litio. Tutti i caricabatterie Bosch di nuova generazione sono disponibili con un imballaggio privo di plastica, con un cavo di alimentazione e una spina, cavi del caricabatterie con morsetti rimovibili per alcuni caricabatterie, una custodia e un gancio di montaggio. I potenti caricabatterie Bosch C-line sono particolarmente utili per i guidatori che generalmente percorrono solo brevi distanze e che quindi mettono a dura prova la batteria di avviamento. Ma sono anche pratici per i proprietari di auto d’epoca, moto e camper i cui veicoli non vengono utilizzati durante l’inverno perché possono utilizzare la funzione di carica di mantenimento per mantenere le batterie dei loro veicoli in forma anche quando sono lasciati fermi per un periodo di tempo prolungato. E se il livello di carica della batteria è sceso vertiginosamente, i nuovi caricabatterie Bosch assicurano la ricarica in modo sicuro e senza intoppi, proteggendo e preservando la batteria.

foto: ufficio stampa Bosch Italia

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Mourinho “Contro lo Sheriff conta solo vincere”

ROMA (ITALPRESS) – “Domani dobbiamo vincere, per noi, per i tifosi e per il calcio, che per me va sempre rispettato. Dobbiamo pensare che sia possibile il fatto che lo Slavia Praga non vinca la partita. Farò sicuramente dei cambi, che saranno però obbligatori. Dietro Ndika è squalificato, Mancini è infortunato e conoscete la stuazione di Smalling, però dobbiamo vincere”. Così Josè Mourinho, tecnico della Roma, alla vigilia della sfida contro lo Sheriff Triaspol. Poi, sulla Roma di quest’anno il portoghese sottolinea: “E’ meno forte su palla inattiva e nei duelli difensivi individuali. Una squadra con Smalling e Ibanez vince più duelli difensivi ed è sicuramente più pericolosa sulle palle inattive. Però senza di loro ha più costruzione e meno errori nel primo possesso palla. Siamo una squadra diversa, fare dei gol dopo 21-23 passaggi è una qualità che per alcune squadre è fantastico, ma noi non siamo questo”, sottolinea per poi parlare di un altro forfait importante. “L’assenza di Dybala si è fatta sentire subito anche contro la Fiorentina. Con lui in campo i viola non avevano riferimenti e non riuscivamo sempre a trovare la via della porta. Quando è uscito è cambiata la partita, perchè non c’è un altro come lui. Sappiamo che senza di lui non sarà più lo stesso. Alla prossima non ci sarà neanche Lukaku e sarà difficilissimo, perchè anche lui come Paulo è insostituibile, per questo dovremo giocare diversamente”. Detto questo poca voglia di parlare di quel che sarà e di possibili rinforzi: “Io non devo pensare ad un futuro insieme, nella mia testa è tutto chiaro. Il nostro mercato sarà sempre adatto a quello che noi possiamo fare. Io e la società andiamo di pari passo anche sul mercato, vogliamo tutti la stessa cosa. Però anche noi abbiamo le nostre difficoltà – ha spiegato Mourinho -. Sarei già felice se arrivasse un difensore nel mercato di gennaio, e so che la società sta lavorando per questo. Mi piacerebbe anche che la gente fosse onesta quando parla di obiettivi però va bene così, l’importante è che noi sappiamo quello che possiamo fare: niente di più di un difensore centrale che è il reparto in cui siamo maggiormente in difficoltà”, conclude il portoghese.
– foto LivePhotoSport –
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