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Arrivano le regate e le corse dei Babbi Natale

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VENEZIA (ITALPRESS) – Concerti, regate di Babbi Natale, mercatini e spettacoli. Venezia, le isole, Mestre e la terraferma saranno protagoniste di tanti appuntamenti che promettono di assaporare appieno la magia del Natale. Entra nel vivo “Venezia accende il Natale”, promosso da Comune di Venezia e Vela Spa. A Venezia torna l’attesa Corsa dei Babbi Natale, giunta quest’anno alla sua ottava edizione. Appuntamento domenica 17 dicembre alle ore 9.30 in campo Santa Margherita, per un percorso di 7 km, adatto sia per runners che per le famiglie. Nella stessa giornata, alle ore 11.00 in Canal Grande, i Babbi Natale saranno vita a un corteo acqueo natalizio con partenza da San Zaccaria e arrivo davanti a Ca’ Foscari. L’11esima regata alla valesana dei Babbi Natale sarà aperta alle categorie Champion Uomini, Champion Donne e Amatori Uomini. Giunte al traguardo, le imbarcazioni raggiungeranno campo dell’Erbaria dove si svolgeranno le premiazioni.

A San Francesco della Vigna, da giovedì 14 a sabato 16 dicembre dalle ore 10.00, mercatini natalizi con creazioni artigianali originali, laboratori e spettacoli di magia per bambini. Inoltre, sabato 16 alle ore 16.00 laboratorio di teatro per bambini, alle 17.15 spettacolo di magia con il mago Thomas e alle 18.30 concerto jazz. La magia del Natale arriva anche a Burano con la prima edizione dei mercatini, in zona Pescheria dalle ore 12.00 alle 19.30. Sabato 16 alle 15.30, inoltre, Babbo Natale arriverà in barca carico di dolcetti e cioccolata calda per tutti, mentre domenica 17 gran chiusura con musica. A Murano il Gruppo Remiero presenta “Babbo Natale in Slitta”. Domenica 17 dicembre alle ore 11.00 lungo il rio dei Vetrai, il Canal Grande dell’isola e il rio di San Donato andrà in scena un magnifico corteo in barca di Babbi Natale. Sul palco di Piazza Ferretto a Mestre salirà la grande musica.

Giovedì 14 alle ore 18.00 si esibirà la Knox Grammar School Sydney, 52 studenti di età compresa tra i 13 e 18 anni daranno vita ad un entusiasmante repertorio sinfonico. Venerdì 15 dicembre alle ore 16.30 sarà la volta del Concerto natalizio degli Zampognari Veneti. Sabato 16 e domenica 17, alle ore 17.00, doppio appuntamento con il Concerto corale di Carole natalizie con la partecipazione degli artisti del Coro della Fenice. Nel cuore di Mestre continuano gli spettacoli di intrattenimento per bambini e famiglie. Sabato 16 dicembre dalle 16.00 alle 19.30 appuntamento con un’abile manipolatrice di hoop in veste di Natalina che proporrà numeri itineranti con effetti di luce e di fuoco, mentre domenica dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 arriva l’elfo a motore: una macchinina elettrica, spinta con il suo pallone aerostatico di freddi venti del nord, arriverà in città per raccogliere stupore e letterine, guidata da un folletto patentato.

Al Parco Albanese di Mestre è tornato il luna park Bissuola Winter Village, un vero e proprio luna park che ospita attrazioni dedicate a bambini e famiglie, oltre ad alcune bancarelle. Il luna park sarà aperto fino al 7 gennaio nei giorni feriali dalle 14.30 alle 20.00, mentre durante i giorni festivi dalle 10.30 alle 20. Mercoledì 27 e mercoledì 3 gennaio saranno due giornate dedicate alle persone con disabilità che avranno la possibilità di accedere gratuitamente alle giostre e alle attrazioni. Il Teatro Toniolo continua la programmazione all’interno del cartellone Teatro per le Feste: da venerdì 15 a domenica 17 dicembre il palco ospiterà il formidabile Les Ballets Trockadero de Monte Carlo con il loro Trocks are back!, la compagnia di danza maschile più irriverente e dissacrante al mondo che sa coniugare tecnica impeccabile e incontenibile comicità.

Sorprese natalizie anche a Forte Marghera, dove sbarca la Biennale di Venezia. Da venerdì 15 a domenica 7 gennaio sarà possibile visitare l’albero-installazione panoramica X-Tree, rivisitazione artistica del classico albero di Natale, percorribile con scala interna fino alla terrazza belvedere a 25 metri di altezza. L’accesso è libero, ogni giorno dalle 14.00 alle 16.00 (inaugurazione venerdì 15 dicembre ore 18.00 con dj-set dalle 19.00 alle 22.00). L’installazione sarà arricchita dalla passeggiata romantica Starfield con due percorsi acustici e luminosi che, dall’ingresso di Forte Marghera, condurranno all’installazione X-Tree e alla laguna. A Marghera sabato 16 alle ore 16.00 tutti in pista di pattinaggio per assistere a spettacoli e animazioni, mentre domenica si potranno visitare tutto il giorno, dalle ore 10.00, i mercatini natalizi.Chirignago entra nel vivo dei festeggiamenti con il concerto gospel di Natale, giovedì 14 alle ore 20.45 nella chiesa di San Giorgio Maggiore. Domenica 17, invece, dalle ore 8.30 mercatini della solidarietà e dalle 10.00 alle 12.30 i bimbi potranno scattarsi una foto con Babbo Natale.

All’interno del calendario degli eventi natalizi rientra anche il percorso sulla natività: 14 opere in 8 musei della Fondazione MUVE, una 70ina di presepi realizzati dalle parrocchie e dalle associazioni del territorio oltre a un ciclo di 8 conferenze e letture ospitate dalla Rete Biblioteche Venezia. Nei giorni scorsi è stato svelato, all’interno della biblioteca Vez di Mestre, il presepe Admirabile Signum, fedele riproduzione in scala – unica in Italia – della Natività che la Città del Vaticano ha esposto il 9 dicembre 2023, in Piazza San Pietro. Il presepe in scala è stato realizzato dai maestri napoletani Cantone & Costabile, gli stessi che hanno dato vita all’opera originale a grandezza naturale. Il presepe sarà visitabile alla Vez a Mestre fino al 22 dicembre, dalle 9.00 alle 20.00, per poi spostarsi alla Basilica della Salute a Venezia (dal 23 dicembre all’1 gennaio), al Centro Don Orione di Chirignago (dal 2 al 5 gennaio) e, infine, il 6 e 7 gennaio sarà esposto nel nuovo patronato di Zelarino.

Inoltre, l’Amministrazione comunale e i Musei Civici di Venezia hanno programmato aperture straordinarie che porteranno una variegata offerta culturale in laguna e in terraferma. Tutti i Musei Civici di Venezia resteranno straordinariamente aperti al pubblico lunedì 25 dicembre, martedì 26 dicembre e lunedì 1 gennaio, compresi i Musei con chiusura settimanale prevista il lunedì e martedì. Dall’8 dicembre al 6 gennaio, ogni venerdì e sabato Palazzo Ducale e Museo Correr saranno aperti fino alle ore 21 (ultimo ingresso ore 20.30). Domenica 17 dicembre ultimo appuntamento dell’anno con Musei in Festa, con ingresso gratuito nei Musei Civici di Venezia per i residenti dei 44 Comuni della Città Metropolitana e di Mogliano Veneto.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

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A Natale un italiano su tre regalerà prodotti enogastronomici

ROMA (ITALPRESS) – Siamo entrati nel vivo del periodo natalizio. Un momento con un’atmosfera magica fatta di luci, colori e anche shopping e regali. In generale, considerando tutte le spese previste per questo periodo, la maggioranza degli italiani si è fissato un budget di spesa inferiore ai 500 euro, con una concentrazione maggiore nella fascia tra 100 euro e 300 euro. Nello specifico dei regali da donare ad amici e parenti, circa 1 italiano su 3, il 31,7%, acquisterà (o è solito acquistare) beni alimentari e prodotti enogastronomici come vini e cesti natalizi con assortimenti vari. Un regalo “utile” e che valorizza e premia le eccellenze dei nostri territori. A seguire sul podio troviamo i capi di abbigliamento e i giocattoli per i più piccoli che, più di tutti, vivono questo periodo con particolare gioia. Nonostante la frenesia dei tempi moderni e le giornate piene di impegni, lo shopping nei negozi fisici durante il periodo natalizio riesce ancora a vincere la concorrenza dell’e- commerce, soprattutto tra i più giovani e i più anziani.
Un’occasione per godersi il proprio tempo libero tra le luci e gli addobbi della propria città e vivere a pieno la magia del Natale.

Dati Euromedia Research – Realizzato il 23/11/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne

– foto ufficio stampa Euromedia Research –
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Fondazione Cariparma, 27 milioni di euro per la filantropia nel 2024

PARMA (ITALPRESS) – E’ stato presentato, presso il Ridotto del Teatro Regio di Parma, il nuovo Piano Strategico pluriennale di Fondazione Cariparma. Alla presenza di Franco Magnani, presidente di Fondazione Cariparma, Giovanni Azzone, Vice Presidente Acri, Francesca Sofia, Direttrice Generale di CDP, Nicola Ferrigni, sociologo e professore associato di Campus Link University di Roma, Francesco Pagano, Contributor e Editor de Il Sole 24 Ore, Elisa Ricciuti, docente e ricercatrice di sostenibilità integrale e Andrea Rotolo di Cergas SDA Bocconi, è stato presentato il progetto di filantropia innovativa che guiderà le azioni dei prossimi quattro anni della Fondazione.
‘Abbiamo lavorato oltre un anno insieme al Consiglio Generale per comprendere come stava cambiando lo scenario intorno a noi e come la nostra Fondazione avrebbe dovuto immaginarsi nel futuro e per il futuro. E’ stato un anno complesso, il lavoro è stato impegnativo. Possiamo però contare sull’appoggio ed il coinvolgimento di grandi professionisti esperti, che hanno lavorato insieme a noi e continueranno a farlo e siamo pronti per accompagnare il nostro territorio sulle sfide in attò, ha affermato Franco Magnani, Presidente di Fondazione Cariparma.
Da una filantropia riparativa a quella innovativa: questo il grande cambio di passo, esito di un percorso durato oltre un anno, che il Consiglio Generale e la struttura di Fondazione Cariparma hanno portato avanti insieme a Cergas SDA Bocconi. Lettura del contesto, analisi del dato, laboratori tematici partecipati dal territorio e da esperti di settore, hanno permesso a Fondazione Cariparma di mettere a fuoco la grande necessità di superare la logica ‘settorialè delle macro aree. Un’evoluzione che arriva dai mutamenti dei contesti, che impone di leggere i problemi in modo nuovo e trasversale. Le fondazioni di origine bancaria oggi, infatti, non devono garantite la tenuta del sistema ma produrre cambiamenti. E proprio in merito alle linee di azione delle fondazioni di origine bancaria è intervenuto il Vice Presidente Acri Giovanni Azzone
‘Conoscere per decidere: per poter impostare una strategia ed un piano di intervento è fondamentale attuare un processo di analisi. E’ quello che ha fatto la fondazione Cariparma; ha svolto un’indagine di percezione e notorietà per comprendere come è considerata dalle comunità, per le quali opera, e ha sviluppato un profondo percorso interno coinvolgendo gli organi e la struttura operativa. Ho apprezzato questo metodo: per una fondazione di origine bancaria oggi è importantissimo comprendere il contesto per definire gli ambiti e le priorità di intervento – ha detto -. E condivido molto il focus sulla filantropia innovativa e la visione ‘intersettorialè, necessaria per affrontare i problemi che ci troviamo di fronte: invecchiamento, povertà, attenzione alle fragilità, per citare solo alcune delle sfide che Cariparma ha individuato e che dovranno essere al centro dell’azione di tutta ACRI’.
Capitale umano, demografia e futuro per il welfare, innovazione, disuguaglianze e trasformazioni urbane sono stati i capi saldi dell’analisi di scenario e dei laboratori tematici accompagnati dal centro di ricerca Cergas di SDA Bocconi. Gli esiti di questo percorso hanno permesso a Fondazione di individuare le nuove priorità strategiche per il quadriennio 2024-2027: la riduzione delle disuguaglianze, il rafforzamento delle persone e delle Istituzioni, e l’accompagnamento delle trasformazioni del territorio.
Sulla direzione che Fondazione Cariparma sta prendendo Nicola Ferrigni, sociologo e professore associato Università Link Campus di Roma, ha dichiarato: ‘Il Piano strategico 2024-2027 di Fondazione Cariparma è vincente perchè mette davvero l’uomo al centro, cogliendo l’importanza dei grandi cambiamenti culturali che stiamo vivendo in questa fase storica e sociale in cui la nostra società ha una sua lettura e interpretazione in chiave orizzontale delle relazioni. Oggi andiamo verso rapporti di condivisione, compartecipazione e responsabilità e questi elementi vengono messi in evidenza con grande slancio dal Piano strategico pluriennale della Fondazione, che lo ha redatto con libertà di pensiero, scendendo nella realtà territoriale per coglierne i bisogni primari. L’auspicio è che anche altre realtà decidano di seguire questa stradà.
Francesca Sofia, Direttrice Generale Fondazione CDP ha aggiunto: ‘Sono molto colpita dallo spirito innovativo e coraggioso con cui Fondazione Cariparma ha iniziato questo nuovo percorso, rischiando di andare a destrutturare quelli che sono principi strutturali della filantropia, che purtroppo in Italia è spesso intesa molto erroneamente come beneficienza. La beneficenza però è qualcosa che non serve a nessuno, forse fa sentire un poco meglio chi la fa per un breve lasso di tempo, ma è molto effimera, non lascia segni. La filantropia invece è un investimento, è frutto di visione e conoscenza del contesto e porta con sè un grande ottimismo perchè investe su chi crede in un mondo migliore, su chi pensa che si possa realizzare un cambiamento avendo gli strumenti e le risorse adeguate. Questa visione è alla base del nuovo piano strategico di Fondazione Cariparma, che sfida alcuni principi un pò stantii del Terzo Settore, invita alla collaborazione ed ha un approccio strasversale tra linee strategiche e settori d’intervento. Credo fortemente che l’innovazione nasca nell’intersezione tra settori, competenze, visioni e prospettive diverse e che attraverso co-progettazione e capacity building si possa così corrispondere i bisogni disattesi delle personè.
Valorizzare il capitale umano e sociale, generare consapevolezza, partecipazione e protagonismo e valorizzare l’innovazione, sono i tre ambiti di intervento che permetteranno a Fondazione Cariparma di agire in modo incisivo all’interno delle priorità strategiche individuate.
Frank Pagano, autore e contributor de Il Sole24Ore ha osservato: ‘ci sono tre suggerimenti che possiamo fare nostri facendo riferimento ad uno studio eseguito da Il Sole24 Ore. Numero uno: quello che chiamiamo il Moon shot, ovvero un’ambizione elevatissima, che vada anche al di là delle quattro mura di ciascuna organizzazione. Numero due: i dati, l’efficienza, la messa a terra e il monitoraggio di metriche specifiche, precise, accurate e il numero tre: l’eccellenza, che non è talento, non è genio, ma è semplicemente pratica, capacità dire di no, concentrarsi sul core e valorizzare continuamente quelli che sono i fattori distintivi di ciascuna organizzazionè.
Infine, sono state presentate le nuove quattro linee di azione che concretizzeranno la strategia attraverso gli strumenti erogativi.
Società e sfide per il welfare, per ricomporre la frammentazione informativa e di conoscenze sul welfare locale, favorire la collaborazione e l’integrazione tra soggetti diversi del welfare, sviluppare e rafforzare risorse e reti a supporto dei caregiver.
Trasformazioni Urbane e del territorio, per creare opportunità di coinvolgimento degli attori del territorio, superare visioni parziali e limitate delle trasformazioni in atto, riconoscere e valorizzare le competenze e conoscenze presenti nella comunità, valorizzare il patrimonio del territorio.
Sviluppo del capitale umano e innovazione, per supportare lo sviluppo di nuove conoscenze e nuove competenze, promuovere la capacità di programmare e progettare dei beneficiari, realizzare azioni di accompagnamento e capacity building.
Sostegno (r) Esistente, per sostenere le attività ad alto valore sociale e radicate nel territorio, con un ampio coinvolgimento di stakeholder, supportare le attività tradizionali della comunità locale e legate all’identità della comunità stessa.
Le linee d’azione saranno attuate principalmente attraverso nuove tipologie di bandi, innovati nella forma e nel percorso, e grazie al ruolo di Fondazione Cariparma, che farà da connettore del territorio e favorirà un percorso di accompagnamento strategico per i beneficiari nell’applicazione ai bandi stessi sui vari progetti. Proprio sulla necessitò di innovare lo strumento del bando è intervenuta la Direttrice Generale di Fondazione CDP, Francesca Sofia.
Un piano strategico pluriennale, 3 nuove priorità, 4 linee di azione e 27 milioni di euro per il 2024, che saranno erogati tramite assegnazioni dirette, azioni di sistema e bandi, sono i numeri che accompagneranno i prossimi mesi di Fondazione Cariparma nel suo percorso di innovazione per Parma e per la sua provincia.
La serata si è poi conclusa in teatro con il tutto esaurito per il ‘Natale Insieme 2023’ di Fondazione Cariparma, il concerto di Natale che tradizionalmente Fondazione offre alla città. Quest’anno protagonista è stata la musica del Maestro Stefano Bollani, che ha dato vita ad una show unico ed imprevedibile, terminato con i lunghi applausi del pubblico entusiasta.

– foto ufficio stampa Fondazione Cariparma –
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Cop28, decisa transizione energetica fuori dai combustibili fossili

DUBAI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Una transizione energetica fuori dai combustibili fossili. E’ quanto ha annunciato a sopresa, in apertura della sessione plenaria della Cop28 l’emiro Al Jaber. Si tratta di un accordo storico che prevede un’accelerazione al fine del raggiungimento delle emissioni zero entro il 2050. “E’ la prima volta che i combustibili fossili entrano nell’accordo finale” ha detto il presidente degli Emirati.

“L’intesa raggiunta a Dubai tiene conto di tutti gli aspetti più rilevanti dell’accordo di Parigi e delle istanze, profondamente diverse tra loro, dei vari Stati, che tuttavia riconoscono un terreno e un obiettivo comune, con la guida della scienza. Per questo, riteniamo il compromesso raggiunto come bilanciato e accettabile per questa fase storica, caratterizzata da forti tensioni internazionali che pesano sul processo di transizione. L’Italia, nella cornice dell’impegno europeo, è stata impegnata e determinata fino all’ultimo per il miglior risultato possibile”. Così il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, commenta l’accordo sul Global Stocktake alla Cop28. “Sulle fonti fossili – spiega Pichetto – abbiamo cercato un punto di caduta più ambizioso, ma nell’intesa c’è un chiaro messaggio di accelerazione verso il loro progressivo abbandono, riconoscendone il ruolo transitorio: abbiamo per la prima volta un linguaggio comune sulla fuoruscita dai combustibili fossili, per le emissioni zero nette al 2050″.

“L’accordo – prosegue Pichetto – sancisce la necessità di profonde e rapide riduzioni delle emissioni di gas serra, in un quadro di contestuale forte affermazione delle rinnovabili”. “Tra i tanti risultati apprezzabili – spiega – vi è il riconoscimento di un ruolo chiave per il nucleare e l’idrogeno”. “Di particolare importanza – aggiunge il Ministro – anche l’evidenza che si è data alla necessità di ridurre le emissioni nei trasporti, con veicoli a zero e basse emissioni, nei quali rientrano anche i biocarburanti, grazie alla riconosciuta mediazione italiana nel coordinamento europeo”. “Voglio anche ricordare – aggiunge Pichetto – la preziosa eredità di questa Cop nell’aiuto ai Paesi in via di sviluppo e a quelli colpiti da catastrofi climatiche: l’Italia in Europa è stata tra i maggiori contributori del fondo ‘Loss&Damage’ con cento milioni, mentre con una serie di intese bilaterali ha voluto rinsaldare lo sviluppo di progetti rivolti all’adattamento e all’efficienza energetica in aree come il Medioriente, l’Africa, l’America, oltre all’Ucraina”.

“Voglio ringraziare quanti hanno lavorato in queste ore senza sosta per raggiungere l’accordo, contribuendo in maniera decisiva alla sua definizione: partendo dal viceministro Vannia Gava, dal capo negoziatore Federica Fricano e il team di altissimo livello giunto dal ministero a Dubai, dall’inviato per il Clima Francesco Corvaro. Un particolare ringraziamento all’importante lavoro di mediazione della presidenza emiratina. Nel Padiglione italiano, con oltre cento eventi – conclude Pichetto – l’Italia ha saputo dare voce in questa Cop ai giovani, alle imprese, alle istituzioni, alle tante energie di questo Paese”.
Foto: Agenzia Fotogramma

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Meloni “Sul Pnrr racconto distorto e distruttivo, fiera del risultato”

ROMA (ITALPRESS) – “Penso che si debba essere fieri del lavoro fatto sul Pnrr, lo abbiamo fatto nonostante il tema di una possibile revisione per risolvere alcune criticità, veniva considerata una ipotesi impossibile o derubricata a una scelta folle che ci avrebbe fatto perdere le risorse e quasi portato l’Italia fuori dall’Europa. E’ un racconto distorto e distruttivo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche in Senato in vista del Consiglio europeo. Per poi aggiungere: “Noi abbiamo dimostrato che se le cose se sono fatte bene si possono ottenere, nonostante si è tifato più perchè all’Italia non venisse pagata la terza rata del Pnrr che alla coppa Davis, entro la fine di quest’anno consegneremo tutti gli obiettivi della quinta rata e al contempo abbiamo revisionato il Piano”.

Foto: Agenzia Fotogramma

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“A lezione da Aldo Moro”, in un libro i ricordi dalle aule universitarie

ROMA (ITALPRESS) – “L’Università può e deve tornare a essere, oltre che il luogo di formazione delle nuove generazioni, lo spazio di costruzione di un dialogo fruttuoso tra società e politica: e potrà farlo solo se riuscirà a liberarsi dalla morsa di un processo di burocratizzazione apparentemente inarrestabile e da una logica interna troppo spesso autoreferenziale. Come ci chiedono le pagine che il lettore tiene tra le mani, cultura e politica possono e devono ritrovare oggi un modo per incontrarsi di nuovo”. Così lo storico Giorgio Caravale conclude l’introduzione a un nuovo libro su Aldo Moro, che ha curato e che non ritorna solo sulla sua tragica fine, ma vuole essere uno sguardo originale sulla passione e l’energia dedicate da uno tra i politici più autorevoli della Prima Repubblica al suo ruolo di docente e di educatore.
Come sottolinea Caravale ciò che interessava al Moro docente universitario era creare intorno alle aule universitarie una vera e propria comunità di giovani donne e uomini all’interno della quale ciascuno potesse sentirsi compreso e accolto. Una didattica umanitaria, si potrebbe dire per utilizzare un’espressione familiare al futuro presidente del consiglio, una didattica che era anche e soprattutto un progetto educativo.
I contributi raccolti nel volume “A lezione da Aldo Moro, ricordi e memorie dalle aule universitarie” edito da “Foglio Edizioni” e distribuito con “Il Foglio quotidiano” il 16 dicembre, costituiscono anche un ulteriore tassello della crescente attenzione che la storiografia ha mostrato negli ultimi anni nei confronti della vicenda biografica del leader democristiano.
Giorgio Balzoni, Giovanni Castelvecchio, Francesco Saverio Fortuna, Fortunato Nino Lazzaro, Valter Mainetti e Franco Tritto, hanno sentito il bisogno di “ricordare” gli anni trascorsi nelle aule e nei corridoi della facoltà di Scienze Politiche dell’Università romana “La Sapienza” al fianco del “Professore”, restituendoci soprattutto la dimensione intima dell’uomo, ancor prima che quella professionale del docente.
Agli studenti che manifestavano interesse per la carriera politica, Moro indicava come condizione essenziale la conquista di una posizione professionale. Ciò non significava naturalmente che la politica non fosse un mestiere degno di un suo statuto autonomo, dotato di un linguaggio e di regole ben riconoscibili, un mestiere dunque che occorreva apprendere con fatica e perseveranza per poter essere esercitato con sapienza e dignità.
“Significava piuttosto, nella lingua di Aldo Moro – rileva Caravale – avere un solido ancoraggio alla realtà del paese, un punto di vista privilegiato attraverso cui guardare ai problemi della società, oltre che un lavoro cui tornare senza dipendere dalla politica come forma di sostentamento”. “A lezione da Aldo Moro” è un libro di straordinaria attualità, perchè l’esempio dello statista dice molto su come la politica e l’università, insieme, siano indispensabili strumenti di conoscenza e governo della società contemporanea.
– foto copertina libro –
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Infrastrutture, Salini “Webuild pronta a cogliere opportunità mondiali”

MILANO (ITALPRESS) – Gli investimenti in infrastrutture “continueranno nei prossimi anni ad essere motore di sviluppo a livello globale, e il Gruppo Webuild con le sue 85mila persone è pronto a cogliere tutte le opportunità, a beneficio dell’intero sistema imprenditoriale italiano, in un settore dove sono necessarie competenze sempre più specialistiche sia a livello tecnico che di innovazione e sostenibilità. Competenze per cui il fattore dimensionale delle aziende è cruciale”. E’ quanto ha dichiarato Pietro Salini, AD di Webuild, intervenendo a GeoEconomy Talk, nuovi equilibri economici globali organizzato da RCS Academy. “Nel mondo – ha spiegato Salini – ci sono circa 2 miliardi di persone che non hanno accesso all’energia e oltre 1 miliardo all’acqua potabile. E’ evidente che la crescita demografica porti ad un aumento del bisogno di infrastrutture, perchè queste sono il sistema con cui un paese costruisce il futuro, investendo per le prossime generazioni. La metropolitana M4 di Milano realizzata dal Gruppo, che porta dall’aeroporto di Linate al centro in Piazza San Babila in 12 minuti, è un esempio di infrastruttura fatta bene, all’insegna della trasparenza e della legalità, così come lo è il Ponte Genova San Giorgio costruito in tempi record. Le infrastrutture rappresentano una risorsa fondamentale in cui le persone iniziano a credere”.
“Webuild – ha commentato Salini – ha realizzato 270 progetti negli ultimi 10 anni. In Italia, la nostra quota di mercato si attesta oggi a meno del 2%, quando i nostri concorrenti francesi detengono quote comprese fra il 3 e il 10% nel loro mercato domestico. A differenza di quanto accade in Europa, realizziamo il 70% del fatturato all’estero, che significa spingere l’export delle imprese italiane, e soltanto il 30% nel mercato domestico. Nel Paese stiamo facendo investimenti in stabilimenti automatizzati all’avanguardia, come la fabbrica per la produzione di conci Roboplant attivata in Sicilia, e accordi con i principali produttori mondiali per costruire in Italia quello che serve al settore. Per applicare strumenti e processi innovativi abbiamo deciso prima di tutto un piano importante di investimenti in formazione e impiego. Con Cantiere Lavoro Italia nel prossimo triennio Webuild assumerà in Italia 10.000 persone, l’88% al Sud. Oltre alla richiesta di figure ‘tradizionalì tipiche del mercato delle costruzioni, vengono sempre di più richieste professionalità qualificate. Risorse che possano sostenere la crescita del settore e dare futuro al Paese”.
“Il trend complessivo di sviluppo del settore delle infrastrutture è promettente – ha proseguito Salini – con un tasso di crescita del 7% negli ultimi 15 anni a livello globale e una focalizzazione sempre maggiore verso investimenti ad alto valore aggiunto in termini di sostenibilità. In questo scenario la classe dimensionale delle imprese rappresenta un elemento fondamentale per far fronte a shock improvvisi come l’aumento dei costi delle materie prime, alla crescita del contenuto tecnologico delle opere, per effettuare investimenti necessari in vari ambiti tra cui la sicurezza e l’innovazione e per interagire con un ecosistema sempre più complesso anche dal punto di vista regolamentare. Solo aziende solide con un ruolo di capofila di settore possono contribuire alla realizzazione di opere che rappresentano una risposta concreta alla transizione energetica e alla conversione verso economie più sostenibili in generale”.
Un nuovo impulso nello sviluppo infrastrutturale è atteso nei prossimi anni anche in Italia. “Nel prossimo decennio – ha sottolineato Salini – la spesa in infrastrutture nel Paese è prevista in crescita in media dell’1,7% l’anno, un tasso superiore alla media dell’eurozona (+1,5%) ma soprattutto al di sopra delle previsioni pre-pandemia (+0,9%). La crescita sarà più accentuata nel periodo 2021-2026 (+2,6%). Questo incremento segna un cambio di passo rispetto al passato e permetterà al Paese di sanare alcune criticità e ritardi infrastrutturali. Gli investimenti ci permettono di innescare un circolo virtuoso a beneficio della competitività delle nostre imprese e dell’economia nel suo complesso e già ora le risorse allocate per lo sviluppo infrastrutturale stanno generando ricadute positive in diversi settori dell’economia italiana sia in fase di costruzione sia successivamente attraverso l’utilizzo di infrastrutture più moderne, più efficienti e sostenibili”.

– foto Agenzia Fotogramma –
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Bayer in Italia certificata EDGE per la parità di genere

MILANO (ITALPRESS) – Bayer è la prima azienda in Italia che opera nel settore delle Life Science ad aver ottenuto il secondo livello della certificazione EDGE (livello II MOVE dei 3 previsti) per la Parità di Genere. Bayer, spiega una nota, è stata sottoposta ad un’attenta e rigida valutazione – seguita da un audit di verifica – su diversi aspetti che comprendono: la distribuzione tra uomini e donne in tutti i business/funzioni e a tutti i livelli aziendali, l’equità salariale, l’efficacia delle politiche e delle azioni sviluppate per promuovere una crescita professionale equa. Tutti i dipendenti sono stati invitati a rispondere ad un sondaggio per valutare la loro percezione ed esperienza sulla tematica dell’inclusione della parità di genere in azienda.
Il riconoscimento è una conferma dell’impegno nella Diversity, Equity & Inclusion radicato nella storia dell’azienda e sostiene ambiziosi obiettivi che si è dato il Gruppo a livello globale: raggiungere il 33% di donne nel top management e il 50% in posizioni manageriali entro il 2025 puntando ad avere il 50% in posizioni di top management entro il 2030.
Bayer in Italia contribuisce al raggiungimento di questi obiettivi. Attualmente, nel nostro Paese le donne sono il 46% della popolazione aziendale, il 47% dei quadri, il 45% dei dirigenti e il 50% all’interno del top management.
“Ottenere la certificazione EDGE è un traguardo frutto di un impegno costante volto a creare un contesto organizzativo in cui parità di genere, inclusione, diversità e integrazione sono valori condivisi da tutti – commenta Monica Poggio, amministratrice delegata di Bayer S.p.A. -. La chiave di questo percorso, che continuerà in futuro, è di non pensare al genere del lavoratore ma mettere al centro la persona esaltando il suo talento, le sue caratteristiche e le sue competenze. Il processo di certificazione conferma elementi positivi che ci caratterizzano, a partire dalle politiche per garantire l’equità retributiva, e ci permette di acquisire una maggiore consapevolezza delle aree di miglioramento su cui focalizzare le nostre energie per garantire un ambiente di lavoro sempre più inclusivo”.

– foto ufficio stampa Bayer –
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