BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta vince una gara incredibile, contro il Milan finisce 3-2 col gol di Muriel in pieno recupero: i nerazzurri tornano alla vittoria dopo quattro giornate d’astinenza e ora sono ad un passo dalla zona Champions League. Nulla da fare per la squadra di Pioli, i rossoneri hanno incassato la quarta sconfitta in campionato. Ci si aspettava una reazione dopo la trasferta di Torino e l’Atalanta ha risposto presente. Gasperini ha recuperato Djimsiti nell’ultimo allenamento utile schierando dunque il solito 3-4-1-2 (con Scalvini e De Roon a completare la difesa), i rossoneri di Pioli hanno risposto con il classico 4-3-3: Theo Hernandez è stato confermato al centro insieme a Tomori, con Giroud tornato titolare dopo due giornate di squalifica. Le due squadre hanno cercato sin dai primi minuti la rete, ma la prima grande occasione è capitata a De Ketelaere, l’uomo più atteso: il belga, da due passi, ha spedito in curva il pallone del possibile vantaggio. Gli ospiti hanno risposto con Tomori, la deviazione del centrale è stata intercettata da Ederson sulla linea. La squadra di Gasperini ha impiegato 38 minuti per sbloccare il match quando Lookman, servito da Koopmeiners, è riuscito a superare la difesa avversaria con un’azione personale: la conclusione, deviata dallo stesso Tomori, ha beffato Maignan. In pieno recupero Giroud, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è riuscito a trovare la rete del pareggio. Nella ripresa l’Atalanta ha iniziato con una marcia diversa, al 10′ De Ketelaere ha superato Calabria per poi servire Lookman: l’anglo-nigeriano, solo al centro dell’area, ha siglato la doppietta personale. La squadra di Gasperini ha cercato di chiudere il match, ma gli orobici non sono riusciti a trovare il terzo gol: miracoloso l’intervento di Maignan prima su Scalvini, poi su Lookman. Al 35′ del secondo tempo Jovic, servito da Pulisic, è riuscito a ribadire in rete un pallone lasciato lì dalla difesa atalantina. Nel finale Calabria è stato espulso per doppia ammonizione e in pieno recupero è stato Muriel ad inventarsi il gol decisivo: il colombiano, di tacco, ha regalato tre punti pesanti alla Dea.
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Muriel fa piangere il Milan, l’Atalanta vince 3-2
Henry risponde a Zaccagni, Verona-Lazio 1-1
VERONA (ITALPRESS) – Un punto per uno, che serve a poco ad entrambe. Tra Verona e Lazio finisce 1-1, con Henry che risponde all’iniziale vantaggio firmato Zaccagni. Un risultato che rischia di allontanare la Lazio dal trenino Champions e fa rimanere i gialloblù invischiati nella lotta salvezza. Il primo tempo non regala guizzi per 23 minuti, poi però è l’uomo più atteso, Zaccagni, a stappare il match facendosi trovare pronto sul cross di Felipe Anderson con il tacco volante che si infila alle spalle di Montipò interrompendo il digiuno dell’esterno biancoceleste che durava dallo scorso 27 settembre. Una volta in vantaggio la Lazio cerca di amministrare, il Verona non crea pericoli tanto che l’unica cosa da annotare è l’infortunio a Marusic, che deve lasciare il campo alla mezz’ora di gioco per un problema all’occhio. La ripresa ripercorre il copione del primo tempo: la Lazio fa possesso palla, la squadra di Baroni prova ad attaccare, ma senza troppa convinzione. E anzi è la Lazio ad andare vicina al raddoppio con Immobile ma trovando Montipò pronto all’intervento. Quasi all’improvviso, però, ecco la rete del Verona con il cross di Ngonge che Provedel smanaccia, la sfera arriva sui piedi di Suslov che tira male servendo però l’assist per Henry a ribadire in rete. Il vantaggio durerebbe poco perchè è l’altro ex, Casale, a punire la squadra di Baroni con un colpo di testa, ma l’arbitro Ayroldi, dopo aver rivisto l’azione al VAR, nota la spinta del difensore su Duda annullando il nuovo vantaggio biancoceleste. L’ultimo quarto d’ora, per i gialloblu, è di passione perchè Duda, già ammonito, rimedia il secondo giallo ingenuamente, la Lazio alza i giri del motore cercando il gol del sorpasso, ma gli uomini di Baroni riescono a tenere portando a casa un punto che allunga la serie utile mentre per la Lazio è l’ennesima occasione mancata per rientrare di prepotenza nella lotta per il quarto posto.
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Gli Stati Uniti d’Europa per tutelare sovranità e identità
ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi 3 anni si sono accavallati tanti eventi sconvolgenti che hanno messo alla prova la nostra resilienza, abituati come siamo stati a dare per scontato che ad ogni conquista positiva se ne sarebbero aggiunte altre ed altre ancora in uno svolgersi sempre più vantaggioso e migliorativo della nostra vita al di là del nostro impegno e vigilanza. Ed in effetti dal dopoguerra non abbiamo conosciuto epidemie e carestie, nè guerre e nè privazioni. La nostra idea prevalente che le libertà collettive ed individuali potevano essere condizionate solo dal desiderio di possederle, senza alimentarle con il rigore che esse richiedono. Ed invece ecco che siamo stati costretti ad una pandemia che inizialmente non sapevamo come fronteggiarla al pari di altre subite secoli fa, con tanto di untori e ciarlatani alla Dulcamara; guerre scoppiate in Europa ed in Medio Oriente; addensamento sempre più di stati canaglia o di altri in cerca di spazi vantaggiosi, nell’alleanza con le 2 autocrazie più influenti nel mondo.
Credo che sia inquietante che non sempre riusciamo a percepire questi accadimenti legati ad un filo rosso di continuità ad altri che hanno procurato alle nostre generazioni del passato prossimo ferite morali e fisiche profondissime. Ed infatti nella sanità abbiamo già dimenticato la necessità di cambiare l’assetto delle nostre strutture da orientare alla prevenzione ed alla ricerca. E poi la illegale aggressione di Putin ai danni degli ucraini. L’occupazione Ucraina non ci ha ricordato la stessa logica illegale e brutale delle aggressioni Hitleriane. Ecco, si può dire che ritroviamo le stesse dinamiche passate ed anche le stesse parole d’ordine. Gli autocrati di oggi dichiarano le democrazie degenerate “plutocrazie”, da sostituire con un nuovo ordine mondiale (i russi e cinesi usano gli stessi termini nel presentare i loro obiettivi). Le democrazie dal loro canto sembrano immobilizzate sul da farsi, frastornate da una parte della loro pubblica opinione manovrata internamente dagli stessi autocrati attraverso reti mediatiche e di ambienti vari assoldati per fiaccare internamente le eventuali reazioni come accadde piu di 80 anni fa.
Alcune associazioni sociali e politiche arrivano persino a manifestare per la democrazia e per i diritti della donna, ma poi li ritroviamo a sostenere Hamas ispirata al patriarcato più esasperato ed a modelli politici che negano lo stato di diritto e le libertà individuali e collettive. Se le cose stanno così, dovremmo aprire una profonda discussione, se non vogliamo perdere la nostra sovranità, la nostra identità di democratici, le stesse nostre libertà collettive ed individuali. La riflessione dovrà riguardare la necessità immediata di costituirci in Stati Uniti d’Europa per tutelare sovranità ed identità e la necessità di una difesa europea come secondo pilastro della Nato. Da queste necessarie decisioni dipenderà pace e progresso. Troppe infatti sono le ambiguità nel nostro paese, e dobbiamo svelarle e combatterle se vogliamo davvero vivere ancora nella prosperità e nella libertà.
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Incendio all’ospedale di Tivoli, tre vittime. La Procura apre un’inchiesta
TIVOLI (ROMA) (ITALPRESS) – Le fiamme si sarebbero propagate attorno alle 22,30 di ieri da un’area destinata ai rifiuti dell’ospedale Giovanni Evangelista di Tivoli, provocando un incendio e soprattutto un fumo, che in pochi minuti ha invaso tutta la struttura e portato alla morte di tre pazienti e all’evacuazione di circa 200 persone. Le vittime, due donne e un uomo, sono tutte ultraottantenni. La Procura di Tivoli ha immediatamente disposto il sequestro di una parte del nosocomio (piazzale adiacente alla struttura e di parte del pronto soccorso. Il resto dell’ospedale non è sotto sequestro ma al momento non è agibile) e aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e incendio colposo, disponendo l’autopsia sui corpi delle vittime. “Abbiamo aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Durante il sopralluogo, abbiamo acquisito dei video delle telecamere di videosorveglianza interne alla struttura ospedaliera. Alcune parti dell’ospedale sono state sequestrate e le altre dichiarate inagibili. Escludiamo la matrice dolosa. Le indagini sono delegate alla polizia di Stato e al comando provinciale dei vigili del fuoco”. Così il procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto. “Ci vorranno giorni per avere risposte, polizia scientifica e vigili del fuoco stanno facendo i rilievi – ha detto il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, subito dopo un sopralluogo -. L’area è sotto sequestro e il pm vuole capire la natura, come è stato possibile l’incendio. La sicurezza negli ospedali per noi è una priorità, non a caso abbiamo messo risorse, centinaia di milioni, per l’antincendio e l’antisismica. Continuiamo a lavorare, tanti ospedali nel Lazio hanno problemi antincendio”. Subito dopo il governatore è arrivato a Tivoli anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha detto: “Lo spaventoso incendio divampato all’ospedale di Tivoli è una tragedia terribile. Ai familiari dei quattro anziani che hanno perso la vita rivolgo il mio sincero cordoglio e la mia vicinanza. Sono in costante contatto con il presidente Rocca, il quale mi ha assicurato che tutti i pazienti sono stati messi in sicurezza e siamo pronti a dare il supporto necessario. Ringrazio tutti gli operatori coinvolti nelle attività di soccorso, i medici e gli infermieri che stanno garantendo assistenza e le strutture sanitarie che si sono attivate per accogliere i pazienti trasferiti da Tivoli. Auspichiamo che le indagini chiariscano al più presto le cause che hanno portato al rogo”. I pazienti evacuati sono stati dapprima trasportati in una palestra attigua all’ospedale e poi distribuiti nei presidi ospedalieri di Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco. Cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime è giunto via social dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha scritto: “Il più sentito cordoglio ai famigliari delle vittime dell’incendio che si è sviluppato nell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli e la vicinanza a tutte le persone colpite”.
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Mourinho “Mi aspetto giustizia. Berardi? Devo difendere il calcio”
ROMA (ITALPRESS) – “Dalla giustizia sportiva mi aspetto giustizia, non è stato un problema per me. Mi sono presentato spontaneamente e felice, perchè il procuratore federale mi ha dato l’opportunità di dirgli tutta la verità: non ho mai offeso l’arbitro, non ho mai messo in dubbio la sua qualità”. Così Josè Mourinho, alla vigilia della sfida contro la Fiorentina, facendo il punto sul colloquio avuto con il procuratore federale, Giuseppe Chinè, in merito alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso tecnico della Roma in merito alla designazione di Marcenaro prima del match della scorsa settimana contro il Sassuolo. “L’aver utilizzato quell’espressione, che mi sembra normale, perchè la uso anche quando parlo di me stesso, è stato frainteso. Durante la partita – ha proseguito il tecnico portoghese – l’arbitro ha dimostrato di avere le capacità di gestire quel tipo di gare”. Mourinho ha poi incalzato, rispondendo a chi chiedeva la sua opinione in merito a quanto ribattuto dal Sassuolo dopo le parole rivolte a Berardi: “Se sono arrabbiati è un problema loro. Quello che ho detto è un mio diritto e un mio dovere, perchè devo difendere il calcio e spesso sul terreno di gioco succedono cose che non devono succedere”. Sul suo eventuale rinnovo, lo Special One ha ammesso che “non è un segreto il fatto che abbia parlato con la società e che il rapporto sia positivo. Per quanto riguarda il futuro e il rinnovo, però, non ci sono novità”. L’ex mister di Porto, Inter, Real Madrid e Chelsea ha però sottolineato quanto abbia apprezzato la vicinanza del club dopo i fatti di Sassuolo: “Io non mi aspetto sostegno dalla società quando sbaglio. Però quando non sbaglio e le mie parole sono normali, mi fa piacere sentire vicina la società”. “Per me Tiago Pinto è la Roma, quando lui parla lo fa a nome di tutta la società. Le sue parole mi hanno dato stabilità emozionale. La vicinanza della società mi ha fatto piacere perchè io faccio tutto per la Roma”, ha concluso Mourinho commentando le affermazioni del ds giallorosso, che era sceso in campo per difendere proprio lo Special One.
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Valditara “Progetto contro la violenza sulle donne avanti senza garanti”
ROMA (ITALPRESS) – “Dal momento che la scuola italiana ha bisogno di serenità e non di polemiche, ho deciso di non attivare l’incarico di garanti del progetto ‘Educazione alle relazionì a suor Monia Alfieri, Paola Concia e Paola Zerman. Rinnovo loro i ringraziamenti per la disponibilità e la generosità dimostrate. Il progetto ‘Educare alle relazionì andrà avanti senza alcun garante. Nel suo svolgimento concreto si continuerà il dialogo con le associazioni rappresentative dei genitori, dei docenti e degli studenti”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Il maschilismo e la violenza contro le donne sono temi seri e importanti che stanno a cuore a questo governo – afferma -. Non casualmente è stato approvato dal Parlamento un disegno di legge a prima firma Roccella che si intitola “Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”. E non casualmente si è siglato il 22 novembre fra i Ministri delle Pari opportunità e della Famiglia, della Cultura, dell’Istruzione e del Merito un protocollo d’intesa per promuovere nelle scuole il contrasto alla violenza contro le donne. Il mio progetto ‘Educare alle relazionì dà una risposta che attua questo indirizzo e che tiene conto delle tante sensibilità di cui è composto il Paese e il Parlamento. Non parla dunque in alcun modo di educazione sessuale, di educazione all’affettività, o di cultura gender”.
“Costituisce, su base volontaria, fuori dal curriculum scolastico, gruppi di discussione fra i giovani, moderati da un docente appositamente formato da Indire, per contrastare mentalità e atteggiamenti che generano discriminazione, sopraffazione e violenza verso le donne – evidenzia Valditara -. Insomma serve a far riflettere i giovani su un tema decisivo per il grado di civiltà della nostra società. Si prevede anche il coinvolgimento delle associazioni rappresentative dei genitori.
Fa parte più in generale di una scuola che educhi al rispetto verso ogni persona. Sono gli studenti stessi ad essere protagonisti, non sono lezioni dalla cattedra”. Secondo il ministro “la presenza dei garanti aveva semplicemente lo scopo di sostenere questa iniziativa. La loro diversità culturale era proprio un messaggio forte per significare che nel contrasto alla violenza contro le donne dobbiamo essere tutti uniti, partendo da iniziative concrete, di buon senso, non estremiste, nè tanto meno ideologiche. Era un tentativo di unire mondi molto distanti fra loro per un fine socialmente importante”.
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Cop28, ricostruzione post sisma 2016 modello di sostenibilità e sviluppo
ROMA (ITALPRESS) – Tutelare la qualità dell’ambiente, migliorare le condizioni di vita economica e sociale dei cittadini, contrastare la crisi energetica grazie ai risparmi sulla bolletta elettrica, e favorire con la transizione ecologica il rientro delle famiglie nelle loro case e la ripresa dell’attività economica delle imprese nei territori interessati dalla ricostruzione post sisma 2016-2017. Saranno questi i temi al centro del convegno “Appennino centrale: ricostruire e riparare adattando ai cambiamenti climatici” che si svolgerà al padiglione Italia alla Cop28 di Dubai e che vedrà la partecipazione tra gli altri del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Commissario Straordinario del Governo per Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, l’inviato Speciale per i cambiamenti climatici per il Governo italiano, Francesco Corvaro.
Il modello di ricostruzione dei territori dell’Appennino centrale colpiti dalla sequenza sismica avvenuta nel 2016-17 tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria viene riconosciuto come una best practice che risponde alla sfida dello sviluppo sostenibile, mentre sono già evidenti i segni dei cambiamenti climatici in atto, e dei nuovi rischi idrogeologici che minacciano tutte le aree interne del Paese, e quindi anche l’area colpita dalla sequenza sismica di Amatrice- Visso-Norcia.
Il cratere si estende per circa 8 mila chilometri quadrati, comprende 138 Comuni e 575.000 abitanti. La ricostruzione post sisma mira alla salvaguardia del capitale umano, sociale e naturale, attraverso un approccio inedito rispetto al passato: ricostruire innovando. Non viene dunque più perseguito il principio del “com’era, dov’era” che spesso si è rivelato inadeguato rispetto alle reali esigenze della ricostruzione. Oggi vi è la possibilità di rinnovare profondamente il patrimonio edilizio in modo che risponda prioritariamente a due principi che guardano già al domani: sicurezza e sostenibilità. L’obiettivo è trasformare la montagna dell’Appennino centrale in un hub di innovazione e di capacità di adattamento rispetto ai mutamenti in atto per gli anni a venire, dotato di quei servizi e di quelle infrastrutture (materiali e digitali) che inducano le persone a restare, tornare o ripopolare quei territori.
Una strategia, quella promossa dal Commissario Castelli, che muove da una premessa: l’antropizzazione è amica dell’ambiente. La presenza dell’uomo, in forme e modalità che siano in equilibrio con l’ambiente circostante, si rivela fondamentale – da millenni in queste aree del Paese – per contrastare la fragilità dei territori e per preservare la ricca biodiversità che si è sviluppata.
C’è un nemico silenzioso della resistenza di fronte alle criticità provocate dal cambiamento climatico: lo spopolamento. La crisi demografica – con i tassi di denatalità sempre più consistenti – si incrocia aggravandola, con la crisi climatica e ambientale.
La resilienza delle comunità di questi territori passa attraverso politiche che favoriscano la vita sociale ed economica: dobbiamo ricreare un posto dove vivere.
“Un posto dove vivere” è infatti il titolo dell’instant book digitale (download gratuito) che il commissario Guido Castelli ha scritto per fornire un contributo che possa raccontare e condividere il percorso condotto in quest’ultimo anno della ricostruzione; un percorso che ha consentito di trasformare il cantiere dell’Italia Centrale in un laboratorio involontario di buone prassi di sostenibilità di fronte ai mutamenti climatici in atto.
“Il contrasto allo spopolamento è la prima azione di opposizione alla crisi climatica. Combattere la crisi demografica vuol dire assicurare sui territori fragili una presenza vigile, attiva e responsabile dell’uomo – aggiunge Castelli – e questo vuol dire, nel caso della ricostruzione post-sisma, non limitarsi a riedificare gli immobili, ma vuol dire stimolare l’impresa, farsi carico dei più fragili, promuovere e sostenere le realtà sociali che danno vita alle comunità. La ricostruzione, così come il contrasto agli effetti della crisi climatica non può nascere da una visione ideologica, bensì pragmatica, come ha ribadito la premier Giorgia Meloni nel suo intervento a Dubai – un approccio operoso e operativo per rendere questi territori un posto dove vivere”.
Al convegno organizzato a Dubai, nel corso degli eventi di Cop28, prenderanno parte amministratori locali, esperti in materia ambientale, energetica e di promozione turistica: tutti concorrenti alla costruzione di un modello virtuoso di mitigazione e adattamento che possa essere trasferito ad aree omogenee del Mediterraneo.
Nell’Appennino centrale le comunità di cittadini, imprese e amministratori si stanno misurando concretamente con le azioni di mitigazione e adattamento attraverso un impegnativo e complesso processo che prevede uno straordinario sforzo della Struttura Commissariale di gestione della governance, di supporto tecnico e di crescita culturale. La valenza di questo lavoro è accresciuta dalle caratteristiche del territorio interessato, montano e mediterraneo, che rappresentano un hot spot climatico tra i più importanti dell’area la cui vocazione economica e sociale è strettamente intrecciata con le risorse naturali. Raccontare questa esperienza e confrontarsi con le indicazioni che emergeranno dalla COP 28 sarà estremamente importante per la struttura Commissariale Sisma 2016.
Sarà possibile seguire l’evento al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=4-c- Rds4yeI
– foto ufficio stampa Commissario per Ricostruzione sisma 2016 –
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Coppa del mondo di fioretto, Luperi è bronzo in Giappone
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il bronzo di Edoardo Luperi, ma anche l’ottimo rientro di Tommaso Marini che chiude al quinto posto, ai piedi del podio come Guillaume Bianchi (settimo). Ben tre azzurri tra i “top 8” e anche il rimpianto di qualche derby di troppo – Luperi ne ha affrontato e vinti addirittura quattro – nella prova individuale della tappa di Coppa del Mondo di Tokoname, in Giappone, archiviata come l’ennesima conferma della forza del fioretto maschile italiano guidato dal ct Stefano Cerioni.
A brillare più di tutti, sulle pedane nipponiche, è stato “Edo” Luperi, salito sul terzo gradino del podio dopo una prestazione di grandissimo carattere, valsa la sua quarta medaglia della carriera nel circuito iridato, a quasi due anni di distanza dall’ultima (fu argento nel gennaio 2022 a Parigi). Il 30enne livornese delle Fiamme Oro, che proveniva dalle qualificazioni, ha affrontato per un beffardo scherzo del destino (e del tabellone) quattro compagni di Nazionale, uno dopo l’altro. Nel primo turno ha superato Tommaso Martini per 15-8, poi, negli altri tre derby, uno più combattuto dell’altro, si è imposto sempre con lo stesso punteggio, 15-13, prima su Alessio Foconi, poi su Filippo Macchi negli ottavi di finale, infine su Guillaume Bianchi nel quarto che valeva un posto sul podio. Verdetto di 15-13, ma stavolta a suo sfavore, pure nella semifinale contro l’egiziano Mohamed Hamza, che ha dirottato così Edoardo Luperi al terzo posto, come gli accadde sempre in Giappone (ma a Tokyo) nel 2017. Successo finale nella gara, il decimo in carriera tra Coppa del Mondo e Grand Prix, per lo statunitense Alexander Massialas.
Eccellente ritorno in pedana per il campione mondiale Tommaso Marini. Ad appena 129 giorni di distanza dall’intervento alla spalla, l’anconetano della Fiamme Oro s’è ripresentato in gara con determinazione e voglia di capire a che punto fosse il suo percorso di ripresa. Risposte più che positive, sia per Tommy che per il ct Cerioni, cominciate già con il successo sull’americano Chen (15-12) e continuate con un doppio 15-7 prima sul coreano Youn e poi sul giapponese Ito. Un pizzico di rimpianto per il quarto di finale contro Choi, portacolori di Hong Kong, sempre condotto dall’azzurro prima del sorpasso finale dell’avversario che l’ha spuntata 15-13 sui titoli di coda. “Resta un pò di amaro in bocca per il podio sfiorato, ma tre settimane fa ancora non avevo iniziato a tirare con i ragazzi e per questo provo solo sensazioni positive. Non credevo in una ripresa così rapida e di qualità. Certo, c’è ancora molto da perfezionare, però come inizio posso solo essere felice”, il commento di Tommaso Marini. Con lui tra i “top 8” anche Guillaume Bianchi che, dopo aver dominato il tedesco Kahl (15-9) e l’ungherese Dosa (15-4), ha eliminato all’ultima decisiva stoccata, per 15-14, lo statunitense e numero 2 del mondo Gerek Meinhardt prima dello stop nel derby con Luperi, il quale a sua volta aveva battuto nella precedente sfida tutta italiana Filippo Macchi. Il campione europeo in carica aveva superato il belga Van Campenhout e il francese Roger con un doppio 15-8, prima di cedere nel derby azzurro, chiudendo all’11esimo posto che rappresenta per Macchi un punto di ripartenza. Oltre ad Alessio Foconi (17^), si è fermato nel tabellone da 32 anche l’olimpionico Daniele Garozzo, classificatosi 18^ dopo l’assalto perso con Choi, lo stesso avversario che ha poi battuto pure Marini. Domani (il via nella notte italiana) la tappa di Coppa del Mondo di fioretto maschile a Tokoname si chiuderà con la prova a squadre, nella quale l’Italia di Stefano Cerioni si schiererà con un quartetto composto da Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Filippo Macchi e Guillaume Bianchi.
– foto ufficio stampa Federscherma –
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