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Un vademecum per la corretta convivenza con i gabbiani reali

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VENEZIA (ITALPRESS) – Un vademecum con le buone pratiche per una corretta convivenza con i gabbiani, la specie selvatica che da anni si è insediata a Venezia. Il progetto, frutto della collaborazione tra Comune di Venezia, Veritas e Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia (Corila), è stato illustrato questa mattina a Ca’ Farsetti. Uno studio iniziato oltre dieci anni fa, che ha permesso di individuare alcune linee guida e le potenziali strategie da mettere in campo nel centro storico di Venezia e isole per la prevenzione e la gestione del fenomeno dei gabbiani reali urbani. A illustrarle sono stati l’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin, Riccardo Seccarello e Fabio Penzo per il Gruppo Veritas, Pierpaolo Campostrini e Francesca Coccon del Corila.
“Oggi presentiamo un progetto per affrontare il tema della presenza dei gabbiani, che fanno parte dell’ecosistema della città. Sono una specie selvatica e bisogna preservare la biodiversità – ha spiegato De Martin – E’ necessario verificare in che modo la loro presenza si inserisce nei parametri della vita quotidiana della città e di chi la abita. Negli anni, grazie al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, Venezia è una città pulita. I rifiuti non rappresentano più la fonte di sostentamento per questa specie selvatica, che quindi ha modificato le sue abitudini nel procacciarsi il cibo”. Dallo scorso mese di settembre, sui cestini portarifiuti del centro sono stati apposti adesivi che riportano alcune utili indicazioni (in italiano e inglese) relative ai gabbiani che suggeriscono a cittadini e turisti di non avvicinarsi a questi animali e non dare loro da mangiare. Gli adesivi sono stati affissi nei luoghi di maggior transito e dove è stata riscontrata la più alta presenza di gabbiani: l’area compresa tra piazzale Roma, il ponte della Costituzione e la stazione ferroviaria, Lista di Spagna, San Leonardo e Strada nuova, l’area marciana, Riva degli Schiavoni, Zattere e Giudecca.

Adesivi simili sono da tempo collocati anche all’interno del cimitero di San Michele, dove alcuni gabbiani nidificano tra le tombe più isolate. Il primo passo di una campagna informativa che adesso si arrichisce del censimento sulla presenza dei volatili – circa 2000 quelli stanziali – e dei loro nidi: negli ultimi anni le coppie che nidificano sono salite da 200 a circa 550.
“Sono i dati che emergono dall’ultima ricerca svolta nel 2021, è in corso un aggiornamento che sarà disponibile il prossimo anno – ha affermato Campostini – Non è un problema che riguarda solo Venezia, negli ultimi 30 anni ha coinvolto la maggior parte delle città del mondo affacciate sulle coste. La diffusione della specie si deve all’inurbamento delle zone costiere e alle maggiori opportunità per la specie di riprodursi e procacciarsi cibo nell’ambito urbano”. Da qui la decisione di Comune, Veritas e Corila di attivare una strategia integrata: conoscere il fenomeno, apportare misure mirate e strutturate che hanno un’efficacia maggiore rispetto a interventi estemporanei.
“E’ utopistico pensare all’allontanamento definitivo dei gabbiani dall’ambiente urbano – ha aggiunto Coccon – La loro presenza non è infatti riconducibile alla presenza dell’uomo, lo dimostra il fatto che nel periodo Covid, dove ci si sarebbe potuti aspettare un calo della loro presenza in città, c’è stato invece un incremento della specie. E’ scientificamente provato dalla nostra ricerca, invece, il calo del numero dei gabbiani a seguito della nuova gestione e raccolta dei rifiuti nella città antica”.
“Un lavoro che portiamo avanti da dieci anni – ha detto Seccarello – Nei cimiteri, in particolare, è stata rilevata la presenza di molti nidi di gabbiani, anche sulle tombe, da qui la decisione di installare dissuasori acustici per disturbare la presenza della specie. Una modalità di dissuasione che portiamo avanti con il supporto di un falconiere, attività volta esclusivamente ad allontanare e spaventare i gabbiani”.

Fin dai prossimi giorni prenderà il via una campagna informativa con la distribuzione di volantini, anche in lingua inglese, che riportano alcune buone pratiche da adottare nelle zone più frequentate. Tra queste l’invito a non abbandonare rifiuti in strada, non dare da mangiare e non avvicinarsi ai gabbiani. Ed è proprio la ricerca del cibo il punto di contatto principale tra i gabbiani e le persone. Nel vademecum ci saranno inoltre suggerimenti per i residenti su alcune attenzioni da usare per evitare l’insediameto della specie sui palazzi, creando barriere strutturali e ricreando ambienti ostili alla nidificazione.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

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EY Italia, fatturato record a 1,1 miliardi di euro

MILANO (ITALPRESS) – EY Italia registra una crescita del valore della produzione consolidato netto del 20% rispetto all’anno fiscale precedente, toccando il record di 1,1 miliardi di euro nell’anno fiscale con termine al 30 giugno 2023. “In un contesto di permacrisi, impattato da fattori geopolitici e macroeconomici, EY Italia ha risposto alla non linearità di questi anni con risultati straordinari e chiude il piano triennale con una crescita netta del 50% nei 3 anni di gestione di Massimo Antonelli, con un contributo equilibrato da parte di tutte le linee di business al fatturato dell’organizzazione. Una crescita equilibrata legata al processo di integrazione di competenze quale driver distintivo del posizionamento sul mercato e della creazione di valore per i clienti”, si legge in una nota.
“Siamo davvero orgogliosi dei risultati raggiunti negli ultimi anni: nonostante il contesto complesso, EY in Italia è cresciuta del 20% nell’ultimo anno, a una velocità maggiore rispetto a quella di altri Paesi europei e ha superato anche il ritmo di crescita del network mondiale, che nell’anno fiscale 2023 ha registrato ricavi per 49,4 miliardi di dollari, segnando un +14,2% rispetto all’anno precedente. Quella italiana è una crescita legata in maniera imprescindibile a tre elementi: apertura internazionale, trasformazione tecnologica e investimenti in competenze. Al centro di tutto l’evoluzione della nostra cultura aziendale, basata su leadership, wellbeing e performance per garantire un futuro di crescita sostenibile”, commenta Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West.
Nell’ultimo anno fiscale, EY in Italia ha inserito in organico 3 mila persone (il 60% delle quali appartenenti alla GEN Z, cioè nati tra il 1997 e il 2012) e il trend positivo sui nuovi ingressi proseguirà anche nel prossimo anno fiscale, durante il quale EY prevede di assumere circa 2500 persone. Nell’anno appena concluso, inoltre, ha promosso 43 nuovi partner con una grande attenzione alla diversity: il 30% sono donne.
“Siamo una azienda fatta di professionisti, ma soprattutto di persone. Al netto dei numeri, per noi non può esistere crescita senza persone al centro. Nell’attuale contesto socioeconomico, crediamo fermamente che anche le aziende debbano avere più cura delle proprie persone. EY ha attualmente il tasso di permanenza in azienda ampiamente superiore all’80%: un dato importante specialmente in un settore che storicamente e strutturalmente è caratterizzato da tassi di ricambio molto elevati. Ma ciò che più conta è la costante crescita del senso di orgoglio di appartenere alla nostra firm che misuriamo costantemente per continuare a migliorarci”, prosegue Antonelli.
Numeri che confermano il forte investimento sulle proprie persone da parte di EY. Nell’ultimo anno fiscale sono state erogate oltre 450 mila ore di formazione, sia tecnica sia manageriale, a persone in stage, dipendenti e liberi professionisti; è stato azzerato il gender pay gap, anche nel settore tech, tradizionalmente ostico per le donne e sono stati riconosciuti ai neopapà con figli (naturali, adottivi, sociali o affidatari) ulteriori 10 giorni (in aggiunta ai 10 giorni di congedo di paternità previsti per legge), con l’obiettivo di promuovere una cultura di genitorialità e di compartecipazione di entrambi i genitori nella cura della propria famiglia.
Un’attenzione che non si ferma soltanto alle proprie persone, ma si estende anche alla comunità in cui l’organizzazione opera. Attraverso il programma di volontariato “EY Ripples”, che permette alle persone di EY di “donare le proprie competenze” per far fronte alle sfide sociali e ambientali più impegnative, EY in Italia nell’ultimo anno fiscale ha avuto un impatto positivo sulla vita di più di 800 mila persone, grazie a oltre 1840 volontari. Tra le iniziative promosse attraverso la EY Foundation, la formazione erogata a più di 15 mila studenti per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di fasce vulnerabili della popolazione, come adulti rifugiati o studenti in condizioni di povertà educativa.
Creazione di valore sociale, dunque, ma anche sostenibilità ambientale: EY lavora da diversi anni per ridurre e compensare a livello globale le proprie emissioni di gas serra, con l’obiettivo di diventare net zero entro il 2025. Grazie al piano e all’impegno di tutti i Paesi tra cui l’Italia, EY è già carbon negative.

– Foto ufficio stampa EY –

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Pnrr, dalla Commissione Ue via libera alla quarta rata da 16,5 mld

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea ha approvato la valutazione preliminare positiva della richiesta di pagamento dell’Italia per 16,5 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), lo strumento chiave al centro di NextGenerationEU.
Il 22 settembre 2023 l’Italia aveva presentato alla Commissione una quarta richiesta di pagamento sulla base del conseguimento di 21 traguardi e sette obiettivi stabiliti nella decisione di esecuzione del Consiglio.
“Si tratta di una serie di riforme trasformative in settori strategici fondamentali quali la giustizia penale e civile, il pubblico impiego, gli appalti pubblici, l’assistenza per le persone anziane e l’assistenza a lungo termine – si legge in una nota della Commissione -. Ad esempio, sono stati compiuti ulteriori passi nell’attuazione delle riforme della pubblica amministrazione e della magistratura in ambito civile e penale, che contribuiranno a una pubblica amministrazione più semplice ed efficace e a un sistema giudiziario più efficiente, cui si aggiungono le ricadute positive che un sistema di appalti pubblici semplificato e più efficiente potrà avere sul contesto imprenditoriale. Sono incluse anche riforme volte a semplificare le procedure amministrative per gli investimenti verdi. Vi è infine una riforma volta a migliorare le condizioni di vita delle persone anziane non autosufficienti attraverso un accesso più agevole ai servizi sanitari e sociali”.
Gli investimenti compresi in questa richiesta di pagamento riguardano anch’essi un’ampia gamma di settori, quali l’efficienza energetica degli edifici, le infrastrutture per l’idrogeno, l’assistenza all’infanzia, la transizione digitale, la mobilità sostenibile e l’inclusione sociale. Tra questi figurano, ad esempio, l’installazione di infrastrutture di ricarica e il potenziamento del parco ferroviario del trasporto pubblico regionale con treni a emissioni zero. Sono inclusi anche investimenti nell’idrogeno verde, come la sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale e la mobilità ferroviaria e la produzione di idrogeno nei siti dismessi. Un investimento riguarda la digitalizzazione della pubblica amministrazione, attraverso la migrazione delle serie di dati e delle applicazioni di gran parte della pubblica amministrazione locale verso un’infrastruttura cloud sicura. Vi sono investimenti per combattere la povertà educativa nel Sud e per aumentare l’offerta di asili nido e scuole materne e di servizi di educazione e cura della prima infanzia. In questa richiesta figura anche l’investimento volto ad aumentare la disponibilità di alloggi economicamente accessibili per gli studenti universitari.
Le autorità italiane hanno corredato la richiesta di elementi dettagliati ed esaurienti a dimostrazione del conseguimento dei 28 traguardi e obiettivi. La Commissione ha valutato attentamente queste informazioni prima di presentare la sua valutazione preliminare positiva della richiesta di pagamento.
Il piano italiano per la ripresa e la resilienza contempla una vasta gamma di investimenti e riforme articolati in sei aree tematiche (chiamate “Missioni”). Il piano sarà finanziato con 191,6 miliardi di euro, di cui 69 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti. Finora l’Italia ha ricevuto 85,4 miliardi di euro, che includono i 9 miliardi di sovvenzioni e i 15,9 miliardi di prestiti erogati come prefinanziamento il 13 agosto 2021. Il primo pagamento del valore di 21 miliardi di euro è stato erogato il 13 aprile 2022, un secondo pagamento per 21 miliardi di euro il 9 novembre 2022 e il terzo pagamento, che ammonta a 18,5 miliardi di euro, il 9 ottobre 2023.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Gli italiani e i disturbi gastrointestinali, ne soffrono 9 su 10

MILANO (ITALPRESS) – Nove italiani su 10 soffrono di disturbi gastrointestinali: tra i sintomi più frequenti il reflusso gastroesofageo, che accomuna oltre il 44% dei connazionali, seguito dal bruciore di stomaco (36,8%), dolore addominale (32,4%), gonfiore e meteorismo (28,1%), diarrea (27,1%), difficoltà digestive (25,7%) e stitichezza (25,4%).
A riportare gli ultimi dati dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO), il Professor Attilio Giacosa, già Direttore della Struttura complessa di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul cancro di Genova e Gastroenterologo presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano, nel suo intervento all’evento stampa di ASSOSALUTE, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, intitolato: “Dalla tavola al sistema immunitario: il ruolo del microbiota intestinale”.
I disturbi gastrointestinali non solo compromettono la salute dell’apparato digerente, ma possono avere ripercussioni anche su quello immunitario. Questo perchè, spiega il professore, “a causa della presenza di batteri, l’80% del nostro sistema immunitario è localizzato nell’apparato digerente”.
“L’insieme degli oltre mille miliardi di batteri, virus, funghi e miceti che, comunicando tra loro, agiscono come se fossero un unico organismo, si chiama microbiota intestinale, da non confondere con il ‘microbiomà, il quale indica, invece, il patrimonio genetico del microbiota”. “La differenza tra questi due termini”, prosegue il Professore, “è la stessa che c’è tra uomo e genoma umano: l’uomo nasce con circa 60.000 geni, e quello che ci viene trasmesso dai nostri genitori è il genoma, che però da solo è insufficiente per la nostra sopravvivenza, sebbene svolga un ruolo importantissimo per la salute e per la difesa da moltissime malattie. Il microbiota coinvolge circa 400.000 geni che costituiscono il genoma ‘variabilè, che interagisce con noi e partecipa alla gestione della nostra salute o malattia”.
Lo sviluppo del microbiota avviene nei primi anni di vita ed è profondamente influenzato dal contatto con la madre e con tutto ciò che ci circonda. “Durante il parto, il passaggio attraverso il canale vaginale pone il neonato a contatto con i batteri presenti nell’ambiente e, successivamente, con quelli della pelle della madre e di tutto ciò che tocca. A seguire, l’allattamento al seno contribuisce a fornire ulteriori batteri benefici al neonato. Molti sono, oltre a questi, i fattori che intervengono nella creazione del microbiota, tra cui, innanzitutto, l’alimentazione, e poi, fra gli altri, i farmaci (soprattutto gli antibiotici), le ore di sonno e l’attività fisica”.
“Il microbiota di un bambino”, ad esempio, continua il Professore, “subisce adattamenti significativi in risposta alle situazioni fisiche ed emozionali che si creano dopo la sua nascita e, con lo sviluppo iniziale, questa modulazione del microbiota, chiamato, appunto, ‘adattomà, si sviluppa in modo critico ‘pro-infiammatoriò se il bambino incontra difficoltà alimentari, fisiche o psicologiche mentre si attenua, invece, quando il bambino cresce e sembra stare bene. Tuttavia, se il bambino o l’adulto si troverà successivamente di fronte a difficoltà, questo ‘adattomà può riattivarsi in modo esplosivo, stimolando eccessivamente la risposta immune e contribuendo allo sviluppo di stati di malattia di vario tipo con coinvolgimento di patologie digestive o extra-digestive, come l’obesità o stati neuropatologici quali la depressione o malattie autoimmuni o, verosimilmente, cancro. Questo fenomeno è riconducibile al ruolo chiave del microbiota nelle interazioni mente-corpo, evidenziando l’importanza dei primi anni di vita e delle esperienze iniziali nella formazione del microbiota e nel suo impatto sulla salute a lungo termine”.
I “batteri buoni” e i “batteri cattivi” non sono sempre facili da definire, “se non in casi particolari come i cosiddetti fermenti lattici (lattobacilli e bifidobatteri) che appaiono molto ‘salutistì e, ad esempio, il Clostridium Difficile che è, al contrario, estremamente patogeno”, afferma il Professor Giacosa. “Definire un ‘microbiota ottimalè o ‘microbiota salutarè è ancora un compito difficile e in fase di decodifica, ma fondamentale è acquisire il concetto di eubiosi intestinale, ovvero di equilibrio fra le varie componenti del microbiota. Studi recenti identificano batteri con effetti pro-infiammatori e antinfiammatori, entrambi presenti nel nostro organismo. L’infiammazione è un elemento sempre più rilevante, collegato a patologie cardiache, degenerazione vascolare, cancro e processi di invecchiamento, rendendo, quindi, il microbiota un fattore di estrema importanza”.
La dieta mediterranea gioca un ruolo decisivo nel plasmare favorevolmente o meno il microbiota. “Un elemento chiave in questo contesto è rappresentato dalla ricchezza in fibre”, segnala il Professore: “soprattutto quelle solubili, molto fermentabili, come l’inulina presente in cicoria, aglio e cipolla. Questi prodotti sono tipici della dieta mediterranea e apportano grandi benefici al microbiota. Anche la pectina, abbondante in vari frutti come la mela, svolge un ruolo significativo. Queste fibre interagiscono con il microbiota attraverso processi fermentativi, generando sostanze di grande importanza. Infatti, un aspetto cruciale è rappresentato dai mediatori, ovvero da sostanze prodotte dal metabolismo di batteri del microbiota. Tra questi spicca il ruolo degli acidi grassi a catena corta (SCFA), che fungono da combustibile per vari batteri benefici del microbiota e sono essenziali per il nutrimento delle cellule dell’epitelio intestinale e, quindi, per l’integrità della barriera intestinale”.
Con il periodo natalizio, caratterizzato da pranzi e cene abbondanti nonchè da indulgenze gastronomiche, il Professor Giacosa mette in guardia dagli effetti avversi di grandi quantità di alimenti, “specie se superiori alla norma e se accompagnati da qualche bicchiere di vino e spumante” su stomaco e intestino, e ricorda l’importanza di compiere scelte alimentari consapevoli e compensatorie, per preservare la salute del microbiota e di riflesso della nostra salute.
In vista delle feste, il professore suggerisce alcuni accorgimenti che influenzano direttamente la salute del microbiota intestinale, come “non eccedere in cibi complessi e trasformati, limitando l’assunzione di sughi e alcolici, zuccheri e dolci. Mantenere, poi, un’attenzione costante verso i vegetali, assicurandosi di includerli costantemente nei pasti principali o come spuntino fra i pasti per la frutta. E’ bene evitare il fumo, soprattutto dopo i pasti, poichè la nicotina può influenzare negativamente i processi digestivi.”
“Consumare pasti in porzioni eccessive”, continua Giacosa, “può contribuire a un sovraccarico dell’apparato digerente. Mantenere un senso di moderazione durante i pasti è fondamentale per una corretta digestione e per la salute intestinale. Da ultimo, anche se le giornate più corte e il clima freddo possono imporre una riduzione dell’attività fisica, influenzando negativamente la salute dell’apparato digerente, è importante trovare il tempo per una passeggiata anche nei giorni festivi e dopo pasti più ricchi del solito”.
In caso di disturbi gastrointestinali, il corretto uso di automedicazione è fondamentale per preservare l’equilibrio del microbiota e gestire i piccoli disturbi associati, da soli o con l’aiuto del farmacista, evitando di intasare inutilmente nei giorni di Festa i Pronto Soccorso.
Tra i farmaci di automedicazione più utili contro i disturbi gastrointestinali, il Professore ricorda “gli antiacidi, in grado di bloccare l’acidità di stomaco; gli antisecretivi, con sostanze che bloccano la produzione di acido e permettono di ridurre la quota di succhi gastrici al di fuori dello stomaco; i pro-cinetici, che, stimolando la mobilità dello stomaco, aiutano a svuotarlo del contenuto e a ridurre la sensazione di nausea”.
Come alternativa all’acqua calda e al limone, vi sono “gli antigas – c.d. adsorbenti intestinali -, che tolgono il senso di gonfiore e i gas in eccesso”. Tra i farmaci di automedicazione che agiscono sulla parte intestinale, ricordiamo infine i probiotici (fermenti lattici) contro un’anomala turbolenza in sede intestinale; le fibre in caso di stipsi e, viceversa, prodotti che possano bloccare la mobilità intestinale se eccessiva; disinfettanti intestinali specifici per la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, che si manifesta quando si producono tossine a seguito dell’ingestione di cibi contaminati e gli antispastici in caso di mal di pancia e contrazioni addominali. Sono utili, infatti, per ridurre coliche, spasmi, crampi, in particolare sul colon.?
“Va tuttavia monitorata”, sottolinea il professore, “la presenza di condizioni di rischio, cioè di sintomi che richiedono un consulto medico più approfonditò.
-foto ufficio stampa Apco Worldwide-
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Bosch Italia e PizzAut ancora insieme per un nuovo progetto di Natale

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MILANO (ITALPRESS) – Bosch anche questo Natale sostiene con una nuova iniziativa PizzAut, con l’obiettivo di ampliare la flotta di food truck itineranti (PizzAutObus) e creare così nuove opportunità di lavoro per tanti ragazzi autistici nelle province di tutta Italia. Tutti possono contribuire a realizzare questo progetto ordinando la Pizza #LikeABosch GourmAut, dal 1° dicembre al 31 gennaio 2024, in uno dei due ristoranti di PizzAut a Cassina De’ Pecchi (MI) e a Monza. Per ogni Pizza #LikeABosch GourmAut ordinata, la multinazionale tedesca raddoppierà il ricavato con una donazione a PizzAut Onlus per sostenere il nuovo progetto. Per la pizza in edizione limitata sono stati scelti ingredienti d’eccellenza della tradizione italiana per simboleggiare il viaggio fra le diverse province dove arriveranno i food truck di PizzAut. Dal prosciutto di Parma alla burrata pugliese, dai pomodorini siciliani alle olive taggiasche del ponente ligure sopra un letto di rucola.
“PizzAutObus è il food truck più inclusivo che esista nella Galassia Conosciuta!” – ha affermato Nico Acampora, fondatore di PizzAut. “Nati per portare PizzAut e i nostri ragazzi in giro per le piazze, i food truck sono diventati il simbolo della nostra resilienza durante la pandemia ma, soprattutto, quello che ci ha permesso di portare pizze farcite con dignità, inclusione e amore a casa delle persone. Il mio sogno è ampliare la flotta di PizzAutObus, uno per ogni provincia italiana, per formare e dare lavoro a 500 giovani ragazzi autistici in tutta Italia, attraverso il coinvolgimento delle Onlus sul territorio. Per nutrire l’inclusione, ovunque” – ha concluso Acampora. Il primo ristorante PizzAut è stato inaugurato a Cassina De’ Pecchi, in provincia di Milano, nel maggio 2021, con l’obiettivo di dare autonomia e lavoro a tempo indeterminato a 10 ragazzi autistici. Visto il successo del ristorante, Acampora ha voluto realizzare un altro desiderio, quello di aprire un secondo locale per dare lavoro ad altri 25 ragazzi. Per questo Bosch, spinta dalla comunanza di valori con PizzAut, ha scelto di contribuire alla realizzazione di questo sogno, grazie anche a un progetto dedicato.

Nel 2022, infatti, insieme ai ragazzi di PizzAut è stata creata la prima Pizza #LikeABosch e inserita nel menù per tutto il periodo natalizio. Bosch ha raddoppiato il ricavato della pizza destinandolo alla realizzazione del secondo locale PizzAut a Monza, inaugurato lo scorso 2 aprile, in occasione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Quest’anno proseguiamo il percorso già avviato con PizzAut in linea con le attività di responsabilità sociale dedicate ad abbattere i pregiudizi e a promuovere l’inclusione. Fedeli al nostro motto ‘Tecnologia per la vita’, ci impegniamo a migliorare la qualità della vita delle persone ogni giorno, non solo con i nostri prodotti e servizi, ma anche attraverso le cause che decidiamo di sostenere, proprio come quella di PizzAut” – ha affermato Giuditta Piedilato, Direttore Comunicazione e Relazioni Pubbliche Bosch Italia.

Per Bosch il concetto di responsabilità sociale si evolve e si espande nel tempo, e oggi più che mai si intreccia con il concetto di diversità e inclusione. Da sempre, infatti, la multinazionale tedesca, leader globale di tecnologie e servizi, che fa capo ad una Fondazione di pubblica utilità, agisce nella convinzione che solo operando in modo responsabile a livello economico, ambientale e sociale si possa migliorare la qualità della vita delle persone e salvaguardare il benessere delle generazioni presenti e future.

foto: ufficio stampa Bosch Italia

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Terna e Steg celebrano firma finanziamento Ue connessione Italia-Tunisia

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Si è tenuta a Bruxelles, in occasione della quarta edizione dei PCI Energy Days, la cerimonia dedicata alla firma del Grant Agreement per il progetto di interconnessione elettrica Elmed, il ponte energetico invisibile che collegherà l’Europa e il Nord Africa e sarà realizzato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione italiana, e Steg, la società tunisina dell’elettricità e del gas.
Kadri Simson, Commissaria europea per l’Energia, Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, e Fayçel Tarifa, Presidente e Direttore Generale di Steg, hanno celebrato la firma dell’accordo, ratificato ad agosto, che ha dato il via al finanziamento di 307 milioni di euro stanziato dalla Commissione e destinato al collegamento sottomarino tra Italia e Tunisia.
I fondi del programma di finanziamento UE “Connecting Europe Facility”, destinato allo sviluppo di progetti chiave per il potenziamento delle infrastrutture energetiche comunitarie, sono stati assegnati per la prima volta nella storia a un progetto tra uno Stato Membro e uno Stato Terzo.
“Elmed, il collegamento elettrico che unirà Italia e Tunisia, è eccezionale sotto molti aspetti. E’ la prima infrastruttura elettrica nell’ambito del fondo Connecting Europe Facility a ricevere finanziamenti per progetti sviluppati da uno Stato membro e da un Paese terzo. Voglio congratularmi con le parti coinvolte per aver dimostrato una fattiva collaborazione e auguro al progetto il miglior successo”, ha dichiarato Kadri Simson.
“L’appuntamento di oggi conferma il ruolo sempre più centrale di Terna nel contributo alla realizzazione di una rete elettrica europea sicura, affidabile e resiliente. Continueremo anche in futuro a collaborare con le istituzioni comunitarie, mettendo a disposizione sia le nostre competenze uniche e distintive sia soluzioni innovative e digitalizzate”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia.
“Elmed è una infrastruttura strategica per l’Italia e per l’Europa, uno dei principali interventi del Piano di Sviluppo di Terna, e contribuirà all’incremento e all’integrazione delle energie rinnovabili nei due continenti, consentendo al Paese e all’UE di aumentare il livello d’indipendenza energetica”.
“Il finanziamento di 307 milioni di euro, destinato a un progetto strategico come Elmed, conferma la partnership di lunga data tra il Governo tunisino e l’Unione Europea nel settore energetico, nonchè l’importanza che tale progetto assume per un futuro energetico sicuro, sostenibile e rinnovabile.
Siamo convinti che Elmed contribuirà a raggiungere l’obiettivo della transizione energetica in Tunisia entro il 2030 e a incrementare l’indipendenza energetica del Paese. L’interconnessione, che collegherà la rete elettrica tunisina a quella italiana attraverso un cavo sottomarino da 600 MW, simboleggia anche l’eccezionale livello di cooperazione tra i due continenti e, in particolare, nel Mediterraneo, fra Tunisia e Italia, aprendo l’orizzonte a numerosi altri progetti nella regione, grazie al sostegno delle istituzioni dell’Unione Europea”, ha dichiarato Fayçel Tarifa.
Il collegamento elettrico di circa 220 km di lunghezza (di cui circa 200 km in cavo sottomarino a una profondità massima di circa 800 metri), 600 MW di potenza e 850 milioni di euro complessivi di investimento contribuirà, inoltre, all’integrazione dei mercati dell’energia elettrica e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico tramite la diversificazione delle fonti.
Elmed consentirà di ridurre le emissioni climalteranti, abilitando il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo in materia di energia e clima dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima e dal Green New Deal.
I PCI Energy Days riuniscono Paesi membri, regolatori, operatori di rete e promotori di Progetti di Interesse Comune – come Elmed – per condividere le esperienze di successo e le prossime sfide per la modernizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture energetiche comunitarie.

– Foto ufficio stampa Terna –

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A Roncade ‘Agronetwork per i Territori: l’oro in bocca!’

RONCADE (TREVISO) (ITALPRESS) – Agronetwork, l’Associazione di promozione dell’agroindustria costituita da Confagricoltura, Nomisma e Università Luiss ha programmato per il 2023 ed il 2024 un tour di incontri finalizzato alla valorizzazione dei prodotti e dei territori che vedono protagonista il dialogo tra agricoltura e industria alimentare.
La quinta tappa di “AGRONETWORK per i Territori: l’oro in bocca!” – focalizzata sui processi innovativi nella filiera del tabacco – si è svolta oggi, martedì 28 novembre, presso l’H-Farm Campus di Roncade (Treviso), un luogo unico di condivisione e collaborazione per studenti, professionisti, imprenditori e appassionati di innovazione.
Al centro dell’evento i progetti pilota di iFarming e XFARM, start up finaliste della call for ideas Terraventura, iniziativa di Open Innovation realizzata da BAT Italia e Maize per accelerare il processo di digitalizzazione della filiera tabacchicola.
Nell’ambito di questo progetto, iFarming – startup innovativa che opera nel campo dell’agricoltura di precisione con soluzioni per l’ottimizzazione di processi di business nell’agroindustria – ha installato, presso la cooperativa Protab di Caserta, sensori in campo per raccogliere dati relativi alle condizioni del suolo. L’azienda sviluppa infatti sistemi di monitoraggio basati su tecnologie come l’Internet of Things e i Big Data, che consentono agli agricoltori di raccogliere dati sulle condizioni delle loro colture per ottimizzare le pratiche agricole, ridurre gli sprechi e migliorare le rese.
I sensori installati in campo durante il progetto hanno raccolto dati relativi alle condizioni del suolo, come la temperatura, l’umidità, la composizione chimica e la struttura. I dati raccolti sono stati poi analizzati in tempo reale, anche con il supporto di indici rilevati da satellite, per ottimizzare l’apporto di acqua e fertilizzanti. L’esito del test ha evidenziato un risparmio significativo, di quasi il 20% di risorse idriche e nutrizionali.
Contestualmente, XFARM – tech company che punta alla digitalizzazione del settore agroalimentare per affiancare gli imprenditori agricoli nella gestione delle loro aziende – ha implemento due differenti strategie di irrigazione sperimentali con il monitoraggio attraverso l’uso della sensoristica in campo, affiancate alla gestione tradizionale. Presso la cooperativa NewTab di Oppeano (VR) ha installato un setup sperimentale costituito da una stazione meteo e sensori volumetrici di umidità del suolo e sensori di potenziale idrico, per costruire un DSS (Decision Support System) di irrigazione calibrato sulla coltura del tabacco, per ottimizzare la risorsa idrica dell’intera filiera.
I test e le valutazioni hanno mostrato che nella strategia irrigua più deficitaria, è stato possibile incrementare l’efficienza del 30%, rapportando le rese per ettaro all’apporto idrico.
I risultati raggiunti da iFarming e XFARM dimostrano i benefici e il potenziale dell’utilizzo di tecnologie innovative per migliorare la coltivazione del tabacco in termini di sostenibilità, efficienza e redditività.
“Affinchè l’innovazione si radichi e si diffonda abbiamo bisogno sempre più dell’adesione dei territori. Agronetwork, attraverso il tour L’oro in bocca, intende ascoltare la loro voce affinchè questi possano raccontare le loro eccellenze ed invitarci a rinnovare i percorsi che consentono a un Paese di crescere e diventare nutrizionalmente, socialmente ed economicamente sano” ha dichiarato Sara Farnetti, Presidente Agronetwork.
“BAT Italia pone da sempre innovazione, tecnologica e sostenibilità ambientale al centro della propria agenda, con investimenti a favore della filiera tabacchicola italiana, sostenendo oltre 400 imprese e più di 6 mila operatori del settore. Abbiamo inoltre investito 300 milioni di euro in 10 anni per l’agricoltura italiana, siglando, nel 2023, un accordo pluriennale per l’acquisto di tabacco italiano con un investimento pari a 60 milioni di euro. Il futuro della filiera del tabacco passa, infatti, attraverso la transizione ecologica e la digitalizzazione, che vedono la loro espressione nel nostro progetto Terraventura, sviluppato in collaborazione con H-FARM Innovation e pensato per accelerare il processo di digitalizzazione della filiera tabacchicola verso una maggiore efficienza, resilienza e sostenibilità. Con l’investimento in un’agricoltura sempre più sostenibile, intendiamo guidare i nostri stakeholder verso un ‘A Better Tomorrow’, un futuro migliore, più equo, più verde, più innovativo, per i consumatori e le comunità in cui operiamo” dichiara Fabio de Petris, Amministratore Delegato di BAT Italia.
“L’innovazione è un asset strategico per l’agroalimentare, garantendo competitività e sostenibilità economica, e consentendo di rispondere con efficienza agli effetti del cambiamento climatico. In Agronetwork, Confagricoltura trova una progettualità efficace per consolidare la filiera e implementare un approccio sistemico ai processi innovativi. A beneficio di tutti gli operatori, infatti, è necessario collaborare e condividere buone pratiche, incentivando la tracciabilità e la misurabilità, per la soddisfazione sia delle imprese sia dei consumatori” dichiara Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura.
-foto ufficio stampa BAT-
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Global Health e salute per il futuro, la via della prevenzione 2.0

ROMA (ITALPRESS) – Prevenzione, ricerca, innovazione sono tre asset fondamentali per poter vincere la sfida della global health, sfida su cui nel nostro Paese devono convergere tutti gli attori per garantire la sostenibilità del sistema. Per dare le risposte necessarie alla salute globale, generare benessere e ridurre le disparità è necessario un cambiamento, che ha bisogno della collaborazione di tutti gli attori coinvolti. Questo è il messaggio attorno al quale si sono confrontati oggi a Roma esponenti istituzionali, di Governo, Parlamento, Regioni, associazioni, accademia, società scientifiche e industria, nel corso della seconda edizione di “InnovaCtion” organizzata da Gsk, che vede come focus la Global Health, l’innovazione sanitaria per le comunità e gli investimenti necessari a generare maggiore competitività e indipendenza per il Paese, e così ripensare la salute quale motore per il benessere globale. Entro il 2030, si prevede che il numero di persone di età pari o superiore a 60 anni aumenterà di oltre un terzo raggiungendo 1,4 miliardi di persone. L’Italia è uno dei Paesi più longevi: si conferma al secondo posto tra i 27 Stati Membri dell’Unione Europea, con 83,6 anni, dopo la Spagna. In particolare, gli over 65 italiani rappresentano il 23% (oltre 4 punti percentuali in più rispetto alla media UE) della popolazione totale, e nel 2050 si prevede che ne costituiranno fino al 35%. E’ necessario perciò ripensare l’attuale sistema di welfare e sanitario, considerando che 4,8 milioni di persone sono a rischio di esclusione sociale. Non parliamo solo di un costo, però, per servizi assistenziali e sociosanitari, poichè questa fascia costituisce una vera e propria economia che vale il 19,4% del Pil in termini di reddito, pari a 321,3 miliardi di euro (37,2% di quelli rilevati a livello nazionale) e di consumi, 176, 1 miliardi di euro, pari al 25% dei consumi delle famiglie italiane. Se si pensa poi ai cinquantenni, in dieci anni sono cresciuti più del 50% tra gli occupati, ossia 8,9 milioni nel 2020 rispetto ai 5,9 del 2010. Mantenere in buona salute la popolazione adulta significa quindi favorire la ricchezza, incrementare i consumi e ridurre i costi socio-assistenziali nel tempo. In tal senso è essenziale prevedere un percorso di salute che ruoti attorno a un nuovo concetto di prevenzione, una “Prevenzione 2.0”, una presa in carico della persona, che possa contribuire a garantire un futuro di salute alla popolazione. In tal senso, la proposta del Direttore Generale del Ministero della Salute, Francesco Vaia, di un “Calendario della salute”, che segni idealmente tutte le tappe più importanti della salute della persona, rappresenta un approccio vincente. Disegnare un percorso che dall’allattamento al seno alle vaccinazioni dell’infanzia e dell’adolescenza, fino ad arrivare alle vaccinazioni dell’età adulta, ancora troppo sottovalutate, quando invece costituiscono tappe fondamentali, insieme agli screening, per un invecchiamento in salute. Infatti, per parlare di invecchiamento attivo oltre a seguire un buono stile di vita, le strategie nazionali, europee e internazionali dovrebbero dare priorità alla protezione e alla prevenzione. In questo senso, i programmi di immunizzazione “durante il corso della vita” sono una delle misure più efficaci per tutelare la salute pubblica, l’economia e ridurre le disparità sociali. Tuttavia, se si esclude quanto fatto per il Covid-19, quasi l’80% dei Paesi europei investe meno dello 0,5% della propria spesa sanitaria per i programmi di vaccinazione. E l’Italia investe lo 0,7% della spesa farmaceutica totale (20,5 miliardi nel 2022 secondo AIFA) nei vaccini per adulti, ovvero circa 144 milioni di euro. Eppure, grazie all’innovazione farmaceutica, in 20 anni in Italia la mortalità per le patologie croniche è diminuita del 40% e nel 2022 il settore si è confermato fra quelli a più alto tasso di innovazione, con investimenti pari a 3,3 miliardi di euro, di cui 1,4 destinati agli impianti di produzione e 1,9 alla ricerca e sviluppo. Sempre nel 2022, l’Italia ha raggiunto un valore di produzione farmaceutica di oltre 49 miliardi di euro, in cui le aziende a capitale estero costituiscono un motore trainante per l’innovazione, con un’incidenza in termini di valore della produzione maggiore del 60%. Un comparto che già oggi rappresenta il 2% del PIL e che potrebbe generare ulteriore benessere in termini di salute per una popolazione in progressivo invecchiamento, per l’export, il lavoro e la crescita economica. GSK ha scelto l’Italia dagli inizi del 900 per insediare poli strategici di ricerca e produzione e per investire nel paese, dove oggi può contare su oltre 3.600 dipendenti di 47 nazionalità diverse, di cui il 65% di laureati e il 51% di donne di cui, a sua volta, il 44% occupa posizioni manageriali. Nel 2022 l’azienda ha impiegato 355 milioni in lavoro e retribuzioni, sviluppando un fatturato di 1,2 miliardi di euro di cui il 40% per l’export di prodotti e servizi. Ancora più rilevante l’impegno quinquennale di Gsk negli investimenti che vede, nel periodo 2020-2025 un totale previsto di 800 milioni di euro, di cui il 59% destinato ai vaccini ed il 41% ai farmaci mentre alla sola ricerca va il 14% del totale. “GSK ha scelto da tempo l’Italia per insediare poli strategici di ricerca e produzione e ha continuato a farli crescere negli anni, ottenendo notevoli risultati in termini di farmaci e vaccini innovativi messi a disposizione di tutto il mondo. Noi crediamo nel Sistema Paese e vogliamo continuare a contribuirvi, ma come tutto il settore siamo soggetti alla pressione competitiva di altri paesi che sanno attrarre gli investimenti con migliori condizioni di accesso all’innovazione, di tutela della proprietà intellettuale e con sistemi decisionali e regolamentari più rapidi”, ha dichiarato Fabio Landazabal, Presidente e AD di GSK Italia. “Con i cambiamenti dell’economia e il progressivo invecchiamento della popolazione non basta però aumentare le risorse a disposizione per migliorare la salute della popolazione, salvaguardare l’economica ed incoraggiare il settore. Serve un nuovo piano nazionale per le scienze della vita, pensato insieme da politica, istituzioni nazionali e regionali, accademia, associazioni e settore privato che integri le nuove tecnologie e consenta una presa in carico della persona a 360 gradi, nella prevenzione e nel trattamento e che faciliti l’accesso all’innovazione, generando attrattività all’investimento e sviluppo per il Paese”, ha aggiunto.
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