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Musei civici di Venezia, aperture straordinarie per le festività

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VENEZIA (ITALPRESS) – Il Natale a Venezia è all’insegna della cultura: musei e mostre aperte, a Venezia e Mestre, anche il 25 e 26 dicembre e il 1°gennaio, con orari prolungati venerdì e sabato nell’area Marciana. Un’occasione per vivere i luoghi dell’arte, della storia, per festeggiare insieme, per scoprire e riscoprire il ricco patrimonio culturale della città, le collezioni e le mostre temporanee ogni giorno e negli orari serali.
Aperture serali: dall’8 dicembre fino al 6 gennaio, ogni venerdì e sabato Palazzo Ducale e Museo Correr saranno aperti fino alle ore 21 (ultimo ingresso ore 20.30).
Aperture straordinarie: lunedì 25 dicembre e 1° gennaio saranno quindi visitabili le mostre “Chagall. Il colore dei sogni” al Centro Culturale Candiani di Mestre (fino al 13 febbraio 2024), “Il ritratto veneziano dell’Ottocento” e “Maurizio Pellegrin. Me stesso e io” (fino al 1° aprile 2024) al secondo piano di Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, oltre al Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue, Palazzo Mocenigo e Museo del Merletto a Burano. Aperti anche martedì 26 dicembre Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano con la preziosa mostra dedicata a “Rosalba Carriera, miniature su avorio” e Museo Fortuny con il progetto di European Month of photography e OFF – oculus Foto Festival “Ripensare il paesaggio vs Ripensare l’identità” (fino al 15 gennaio).
Aperti tutti i giorni il Museo Correr con la mostra “East-West Calligraphy” (fino al 7 gennaio) e il Museo del Vetro di Murano con “Cento anni di vetro. Nason Moretti: storia di una famiglia muranese, e Murano: Upcycling Glass” (fino al 6 gennaio).
In programma domenica 17 dicembre l’ultimo appuntamento dell’anno di Musei in Festa, con ingresso gratuito nei Musei Civici di Venezia per i residenti dei 44 Comuni della Città Metropolitana e di Mogliano Veneto.

– foto: ufficio stampa Comune di Venezia –

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Italia e Malta per le Aree Marine Protette, si conclude progetto AMPPA

PALERMO (ITALPRESS) – Conservazione della biodiversità del mare e valorizzazione della pesca artigianale sono al centro del lavoro strategico e di coinvolgimento della popolazione locale realizzato dall’Interreg VA Italia – Malta AMPPA (Aree marine protette e pesca artigianale).
Il Progetto, nato nel 2019 e condotto in compartecipazione tra alcune realtà siciliane (AMP di Egadi e Ustica e Dipartimento regionale della Pesca) e maltesi (le città di Gharb e Ghajnsielem nell’isola di Gozo), è giunto alle sue fasi finali e i risultati sono stati presentati ai Giardini del Massimo a Palermo, alla presenza degli attori che hanno partecipato al progetto e delle autorità dei due paesi.
Alla necessità di preservare la biodiversità marina AMPPA affianca altri due obiettivi: il mantenimento della produttività degli ecosistemi e un contributo al benessere economico e sociale di chi abita nei territori coinvolti. Rispetto delle norme e campagne informative passano rispettivamente dal regolamento comune AMP, al fine di gestire le attività di pesca e salvaguardare il patrimonio ambientale, e dall’istituzione di quattro centri di informazione ambientale (tre fisici, a Favignana, Ustica e Ghajnsielem, e uno virtuale).
Diversi gli step attraverso cui sono state coinvolte le popolazioni locali: in testa ci sono le campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale, che mirano a favorire da un lato lo sviluppo di una coscienza ambientale nei fruitori (siano essi cittadini o turisti) e negli operatori (pescatori e imprese turistiche) delle aree marine protette, dall’altro la tutela degli ecosistemi. Due gli strumenti in direzione della sensibilizzazione: il primo è l’istituzione di giornate di informazione (ne sono state organizzate 30 nel corso del progetto) con spazi di dibattito, il secondo la diffusione di campagne comunicative sui social network per ampliare ulteriormente la platea conoscitiva di AMPPA. Fondamentali anche i diversi laboratori e percorsi didattici, rivolti a più di un migliaio di studenti di diversi territori (Favignana, Ustica, Marsala, Palermo, Ghajnsielem) nelle scuole sia primarie che secondarie: oltre ai ragazzi, il progetto ha coinvolto anche le famiglie e disposto una serie di percorsi di formazione per gli insegnanti.
“Gli obiettivi che ci siamo posti erano ambiziosi – sottolinea Salvatore Livreri Console, direttore dell’AMP Isole Egadi e capofila del progetto -. Il mondo della pesca ha accelerato la sua trasformazione negli ultimi decenni e anche la conservazione del mare è stata affrontata con più urgenza: la nostra missione era sviluppare una serie di buone pratiche formative e sperimentali per contemperare le esigenze di conservazione e pesca artigianale. Coinvolgere due paesi, ovvero Italia e Malta, era l’ideale per elaborare strategie gestionali comuni”.
A coordinare AMPPA è stato l’ingegnere Giovanni Borsellino, il quale ne racconta sviluppo e prospettive future: “L’iter del progetto è stato molto travagliato tra Covid e altre difficoltà, ma siamo riusciti a portarlo a compimento: è stato fondamentale il coinvolgimento del ministero dell’Agricoltura e della Pesca sia italiano che maltese, oltre che dell’ente che gestisce le AMP a Malta. Già stiamo avviando i contatti con altre aree marine protette a livello europeo, per sviluppare insieme programmi di cooperazione che puntino a valorizzare questi siti naturalistici e ambientali”.
Tra i partner del progetto c’è anche la Regione, intervenuta a sostegno con il dipartimento della Pesca mediterranea: il funzionario Angelo La Pillo sottolinea come “aver sollevato l’importanza di questa missione ci fa accendere un focus sul futuro: le aree sotto tutela saranno ampliate e in questo senso evolveremo la legislatura vigente. Inoltre, aiutare con fondi europei questo sviluppo sarà importante, ma non bisogna lasciare indietro nessuno: serve un maggiore coinvolgimento delle imprese di pesca”.
Davide Bruno, direttore AMP Isola di Ustica, evidenzia l’impatto che la diffusione di tali pratiche ha avuto sul territorio e il ruolo che avrà il nuovo centro di informazione ambientale: “Per la prima volta a Ustica si sta sviluppando un rapporto di collaborazione con i lavoratori della pesca: c’è una consapevolezza che il mare non è dello Stato o dell’Unione europea, ma appartiene a loro. Il centro di informazione ambientale è il luogo deputato a fare divulgazione scientifica attraverso strumenti tecnologici all’avanguardia: la formazione deve partire dalle nuove generazioni, per instillare in loro rispetto per l’ambiente e sviluppo sostenibile”.
Kevin Cauchi, sindaco di Ghajnsielem, esprime soddisfazione per i risultati conseguiti e per il lavoro di sensibilizzazione che nella cittadina maltese ha coinvolto persone di tutte le età: “Molte persone non sapevano nemmeno dell’esistenza dell’area marina protetta nel nostro territorio, siamo riusciti a far nascere in giovani, adulti e anziani la consapevolezza e l’importanza della tutela ambientale e delle tradizioni legate al settore della pesca”.

– Foto AMPPA –

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Webuild, record di ordini nei primi 9 mesi del 2023

ROMA (ITALPRESS) – Il bilancio è provvisorio ma più che incoraggiante per Webuild, il gruppo italiano leader internazionale nella progettazione e realizzazione di grandi infrastrutture complesse. I dati dei primi nove mesi dell’anno attestano il record di ordini acquisiti per 22 miliardi di euro, il raggiungimento del 60% degli ordini target previsti per il piano 2023-25, e 9 mila assunzioni (dopo le 15 mila del 2022) che lasciano prevedere il superamento della guidance per il 2023. Il raggio d’azione del gruppo, che può vantare 85 mila occupati diretti e indiretti di 117 nazionalità, si estende dalla mobilità sostenibile all’energia idroelettrica, dall’acqua agli edifici green, e si spinge ben oltre i confini nazionali ed europei.
Sull’ammontare dei nuovi ordini acquisiti quest’anno, 12,6 miliardi provengono da Australia, Stati Uniti e Medio Oriente: due riguardano grandi opere in Arabia Saudita, tre in Florida, uno in Carolina del Sud, uno in Papua Nuova Guinea, sei in Australia. Dall’Italia sono invece arrivati 9,4 miliardi di euro di nuovi ordini, che non includono ancora i lavori relativi alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, per il quale Webuild ha di recente consegnato la documentazione aggiornata del progetto definitivo.
Del portafoglio ordini italiani fanno invece parte la linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Palermo-Catania-Messina commissionata da Rfi (tre tratte per complessivi 104 chilometri e 4,17 miliardi di euro), la linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria commissionata da Rfi (oltre due miliardi di euro per la tratta Battipaglia-Romagnano), la circonvallazione ferroviaria di Trento (13 chilometri di nuova linea sviluppati quasi interamente in sotterraneo, per 934 milioni di euro), la Pedemontana Piemontese commissionata da Anas (15 chilometri di autostrada per circa 284 milioni di euro). L’Italia, con Europa, Nord America e Australia, è considerata tra i Paesi chiave che hanno avviato importanti piani di sviluppo nel settore delle infrastrutture (nel caso italiano, anche grazie alle notevoli risorse messe a disposizione dal Pnrr per il settore entro il 2026). E’ quindi in queste aree geografiche che Webuild ha deciso di puntare, attraverso una strategia di de-risking che, nel suo complesso, ha fruttato nel mese di settembre la promozione del rating sul debito da “BB-” a “BB” con outlook stabile da parte di S&P Global Rating.
Nello stesso mese il gruppo è riuscito a collocare con successo nuove obbligazioni con scadenza 2028 per un importo complessivo di 450 milioni di euro. E ancora. Nel terzo trimestre 2023 un altro riconoscimento significativo è arrivato da Msci Esg Research, che ha assegnato a Webuild il rating di sostenibilità “AA” rispetto al precedente “A”.

– Foto ufficio stampa Webuild –

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Con truffa bonus facciate compravano Ferrari e Lamborghini, 2 denunce

VARESE (ITALPRESS) – Finanzieri del Comando Provinciale di Varese e Milano hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal gip del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della locale Procura, al termine di un’indagine che ha interessato il sistema delle frodi nell’ambito del cosiddetto “bonus facciate 90%”. In particolare, l’operazione ha riguardato gli esiti di distinte attività svolte dalla Compagnia di Gallarate e dal Gruppo di Legnano nei confronti di società riconducibili a un unico amministratore.
L’indagine della Compagnia di Gallarate ha riguardato l’analisi dei crediti previsti nell’ambito del cosiddetto “bonus facciate 90%” indebitamente generati da una società edile e dal suo rappresentante legale, attraverso il sistema della sovrafatturazione, la cui quota non spettante è stata calcolata, per quanto attiene al decreto di sequestro, in oltre 2 milioni di euro. Per esempio, nonostante il condominio avesse corrisposto alla società incaricata 40 mila euro, corrispondente alla somma del 10% del costo dei lavori e del 18%, sempre calcolato sul costo dei lavori, a titolo di oneri finanziari, la società edile avrebbe emesso e trasmesso all’Agenzia delle Entrate una fattura per 400 mila euro.
Ai fini della loro illecita determinazione, i finanzieri hanno proceduto all’analisi della documentazione attinente ai cantieri interessati, collocati in Gallarate, Cardano al Campo, Cassano Magnago, Busto Arsizio e Parabiago, riscontrando la documentazione acquisita presso la sede della società con le dichiarazioni rese dai proprietari degli immobili e tramite le risultanze dei conti correnti ottenuti tramite i poteri di polizia valutaria approfondendo le segnalazioni per operazioni sospette in capo alla società e al suo rappresentante legale.
All’esito, è stato disvelato un meccanismo illecito tale per cui il condominio o il singolo proprietario, ignaro, riceveva la fattura da pagare e scarna documentazione in relazione ai lavori da eseguirsi. Tuttavia, la stessa società edile avrebbe proceduto poi a generare in capo al cliente un credito fiscale enormemente più alto, fino a circa il 300% rispetto a quello spettante.
Per la quota dei restanti crediti non sequestrati, durante l’attività d’indagine è stata attivata la procedura, con segnalazione all’Agenzia delle Entrate, al fine di rendere inutilizzabili in compensazione i crediti.
Di tali crediti generati, sono stati sequestrati quelli relativi a due cantieri ancora nella disponibilità della società, per un importo pari a 812 mila euro. Dei restanti, considerato che gli stessi sono stati monetizzati attraverso la cessione a istituti di credito, si è proceduto al sequestro del denaro in capo alla società e a tutti i beni nella disponibilità del rappresentante legale così individuati: 640 mila euro giacenti sui conti correnti della società e del suo rappresentante legale, 153 mila euro pari al valore di un appartamento con relativo box sito in Legnano (MI) nella disponibilità dell’indagato, 127 mila euro quale stima del valore di 15 motoveicoli d’epoca e di lusso (tra cui Ducati, Honda, Vyrus), 10 mila euro in relazione al valore delle quote della società interessata e orologio Rolex modello Yachtmaster in oro 18K rinvenuto in fase di perquisizione dal valore di mercato di circa 30 mila euro.
Con l’ingente disponibilità finanziaria illecitamente monetizzata, la società ha attualmente in uso diverse auto di lusso tra cui: Lamborghini Huracan STO, Ferrari 812 Superfast, Ferrari 488, Ferrari FF, Ferrari F8 e una da pista denominata Radical, utilizzate sia dal rappresentante legale per fini personali sia per un nascente business in materia di noleggio a breve termine.
L’attività svolta dai militari del Gruppo Legnano è, invece, scaturita dall’esito di un controllo fiscale nei confronti dell’amministratore titolare anche di un’altra attività operante nel settore della costruzione e della ristrutturazione degli edifici, finalizzato al contrasto delle frodi in materia di cessione dei crediti. Pertanto, sono stati complessivamente sequestrati 812 mila euro di crediti, 815 mila euro di disponibilità liquide, 3 immobili e relativi box auto, un’autovettura, 16 motoveicoli e 20 mila euro in quote societarie relative alle due società.
La capillare attività ispettiva, finalizzata a verificare la sussistenza dei presupposti normativi che danno diritto a “generare e commercializzare” crediti di imposta derivanti da interventi agevolati, ha permesso di riscontrare, anche attraverso interventi nei cantieri siti in Parabiago, palesi anomalie, criticità ed elementi di fraudolenza in relazione agli interventi edili controllati. In ragione di ciò, anche questi crediti d’imposta ceduti, pari ad oltre 1 milione di euro, sono stati considerati “inesistenti” ed è stata pertanto interessata la competente Procura per le ipotesi di reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in capo ad uno degli amministratori, nonchè all’emissione di fatture per operazioni inesistenti in capo al secondo denunciato, anche lui amministratore di una delle imprese.
– foto ufficio stampa Guardia di finanza –
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Missione Urso in Arabia Saudita “Partnership nel settore minerario”

ROMA (ITALPRESS) – Al via la seconda giornata della missione ufficiale nella penisola Arabica del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che stamattina a Riad (Arabia Saudita) ha avuto un incontro con il Presidente della Commissione Reale
per Jubail e Yanbou, Khalid Al Saalem. Al centro del colloquio, le strategie dei due Paesi nel settore minerario e nella filiera dell’ approvvigionamento e della lavorazione delle materie prime critiche.
“Italia e Arabia Saudita sono impegnate nello sviluppo di un contesto, normativo e industriale, che favorisca e acceleri l’autonomia strategica nel settore delle materie prime critiche. A questo scopo, oltre a condividere le rispettive best practice, con il presidente al Saalem abbiamo approfondito la possibilità di partnership e investimenti congiunti soprattutto nel comparto estrattivo, sia nei rispettivi Paesi, sia in aree terze, come il continente africano, in coerenza con il Piano Mattei che il nostro governo sta sviluppando” ha dichiarato il ministro Urso.
Altro argomento affrontato nel corso della riunione è stato la realizzazione di investimenti nei reciproci settori industriali di interesse, come l’automotive, l’oil & gas, la difesa, la nautica, l’agroalimentare e i progetti ad alto tasso di innovazione tecnologica, come le tecnologie green, l’idrogeno e lo Spazio. A questo scopo, hanno partecipato al meeting anche i rappresentanti apicali di alcune aziende italiane presenti in Arabia Saudita, tra cui Pirelli, che ha recentemente sottoscritto un accordo per uno sviluppo produttivo nel Paese, EuroPort, Maire Tecnimont, Prysmian, Roboze, Deloitte, Poseidon LNG Hub e Gruppo San Donato.
Nel corso del colloquio, Urso ha inoltre illustrato le principali caratteristiche del Fondo Sovrano per il Made in Italy, che è in fase di adozione in Parlamento con il ddl Made in Italy. Il Fondo italiano ha l’obiettivo di integrare risorse pubbliche con quelle private, aprendo il capitale dei fondi a sottoscrizioni di investitori globali che possono essere istituzionali o altri fondi sovrani. A supporto del ministro, è intervenuta Giovanna Della Posta, AD di Invimit SGR, strumento che il governo ha a disposizione per attrarre e concretizzare investimenti in settori strategici.

– foto: ufficio stampa Ministero Imprese e Made in Italy –
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Barazzutti “Davis è un premio per tutto il tennis italiano”

ROMA (ITALPRESS) – “Ero sicuro che avremmo vinto contro l’Australia, i valori sul campo mi facevano stare abbastanza tranquillo. La vera finale è stata contro la Serbia. Sono felicissimo per i ragazzi perchè se lo meritano e poi è un grande premio a tutto il tennis italiano e a tutto il movimento”. Così Corrado Barazzutti, ex capitano di Coppa Davis ed eroe della nazionale del 1976 che vinse la prima insalatiera, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, sul trionfo dei ragazzi guidati da Filippo Volandri. In quale giocatore si riconosce di più l’ex ct azzurro è presto detto: “Ero un giocatore con delle caratteristiche abbastanza atipiche, ma che combatteva e lottava fino all’ultimo. In questa squadra di Coppa Davis sono tutti così. Abbiamo caratteri molto simili”. “Sui tre match point per Djokovic, considerando la storia di Nole e che parliamo del miglior giocatore di tutti i tempi, ho pensato che la partita potesse essere quasi finita – ha poi svelato Barazzutti, tornando sul match tra Djokovic e Sinner a Malaga – Quasi, perchè nel tennis non è mai finita fino all’ultimo. Sul primo match point, sullo 0-40, Djokovic ha sbagliato una palla comoda: quella leggerezza mi ha fatto venire il dubbio. Lì ho pensato che qualcosa potesse cambiare. Poi Sinner ha giocato due punti eccezionali e ha ripreso in mano la partita”. Per quanto riguarda la corsa di Sinner al numero 1 del ranking Atp, “non lo è al livello di classifica, ma in questo momento è già il numero 1 del mondo per come sta giocando. Lo diventerà abbastanza in fretta,valla fine dell’anno prossimo potrebbe già esserlo. Ci sono tutti i presupposti perchè diventi numero uno del mondo tra un anno, massimo due. Mi sembra inevitabile, si contenderà questo posto con Alcaraz. C’è anche Rune che si sta facendo avanti. Ma sicuramente diventerà numero 1 del mondo molto in fretta”. Sulla crescita di Arnaldi: “Ha fatto grandissimi progressi negli ultimi mesi, è un ragazzo con grande potenziale, è stato bravissimo in questa Coppa Davis, ha giocato una partita difficilissima ieri, tutti sapevano che se avesse vinto contro Popyrin, la Coppa Davis sarebbe stata dell’Italia. Non era facile giocare in queste condizioni – ha concluso Barazzutti – Farà molto bene in futuro”.
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Tajani “L’obiettivo è accelerare con tutte le nostre riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Io credo che le tre riforme debbano andare di pari passo. La riforma della giustizia, che non è solo la separazione delle carriere ma anche la riforma della giustizia civile, è veramente urgente, non solo per garantismo ma perchè i processi lumaca ci costano il 2-3 per cento del Pil. Una giustizia giusta e rapida è efficace nell’attirare investimenti. Certo, ci vuole una accelerazione e abbiamo posto il problema. Le parole di Crosetto spingono a questo. Con una riforma fatta bene si cancellano tutti i dubbi, tutti i sospetti di invasione di campo, e questo dovrebbe essere anche nell’interesse dei magistrati. Va fatta, facciamola”. Così, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, il vice premier nonchè ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo alla domanda se la riforma della giustizia sarebbe più urgente del premierato e dell’autonomia differenziata. Ed in merito alla situazione in Europa, “noi guardiamo ad un centrodestra europeista, con una coalizione tra liberali, conservatori e popolari che è poi quella che mi ha permesso di diventare presidente del Parlamento Europeo. Le alleanze europee non fanno parte del programma di governo e del resto i partiti che fanno parte del governo Meloni appartengono a famiglie diverse. C’è una differenza sostanziale tra quello che dicono la Lega e in Europa partiti come Alternative fur Deutshland. In Italia lavoriamo bene insieme, ma non possiamo pensare di fare lo stesso in Europa con partiti come quello di Wilders o la Le Pen perchè le distanze sono troppo grandi. Per contare in Europa l’Italia ha bisogno del Ppe e quindi di una Forza Italia forte. Guardiamo quel che è successo sul packaging: si è vinto perchè Forza Italia ha lavorato di sponda con il Ppe”.
“Ho qui con me un sondaggio che oggi ci stima al 10% – aggiunge -. Ma tutti ci danno in crescita. Sono convinto che riusciremo a raggiungere e superare questo obiettivo. I risultati del tesseramento sono sorprendenti, stiamo facendo i congressi in tutta Italia e stanno andando benissimo. Tante persone si sono avvicinate a noi, penso a Letizia Moratti, al regista Pupi Avati, all’oncologo Francesco Cognetti, che saranno parte della nuova consulta della segreteria di Forza Italia, che, guidata da Letizia Moratti, avvicinerà e coinvolgerà nell’impegno pubblico semplici cittadini, esponenti delle professioni, delle realtà economico-produttive, della finanza, della cultura, del sociale e del volontariato, restie all’impegno politico più diretto, ma disposte a dare un contributo civico, da indipendenti, all’elaborazione di proposte, progetti, programmi. Dandoci delle idee, stimolando il nostro dibattito e aiutandoci a programmare il futuro dell’Italia. La sfida non è di andare a cercare i voti degli altri partiti di centrodestra, ma recuperare l’astensionismo e allargare al centro l’area del centrodestra”.
“Per la manovra per noi – sottolinea Tajani – è importante la tutela della casa e quindi bisognerà escludere la prima casa dall’aumento della cedolare secca per gli affitti brevi, poi dovrà essere introdotto il codice identificativo nazionale che farà emergere il sommerso e porterà anche più soldi nelle casse, 1 miliardo e oltre, che andranno nel fondo per ridurre la pressione fiscale. E poi bisogna lavorare sulla questione delle pensioni dei medici, degli infermieri e di alcune categorie del pubblico impiego. Pure in un contesto macroeconomico complesso stiamo poi lavorando per introdurre nella manovra di bilancio risorse aggiuntive a sostegno delle edicole, del sistema editoriale e dell’innovazione del settore, recuperando gli stanziamenti non utilizzati negli anni precedenti, senza gravare sugli equilibri raggiunti”. In merito al Patto di stabilità “ne abbiano parlato anche in occasione del vertice italo-tedesco – dichiara -. Noi diciamo che bisogna trovare una soluzione complessiva, dal patto di stabilità al Mes, all’unione bancaria, all’armonizzazione fiscale. Per quanto riguarda il patto di stabilità riteniamo che alcune spese frutto di decisioni europee, come quelle per guerra in Ucraina o per la transizione ecologica, decisioni condivisibili, andrebbero escluse dal computo del patto di stabilità. Di questo discuteremo, e con noi ci sono paesi come la Francia, perchè il patto deve essere non solo di stabilità ma anche di crescita”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Roma, undici ordinanze per 68 episodi di truffe ad anziani

ROMA (ITALPRESS) – Al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, la Polizia di Stato e la Polizia Locale di Roma Capitale stanno eseguendo un’ordinanza cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, nei confronti di 11 persone. Sono accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di estorsione, truffa aggravata ai danni di persone anziane, furto aggravato, utilizzo fraudolento di carte di credito, sostituzione di persona, nonchè di porto illegale di più armi da fuoco. Accertati 68 episodi delittuosi.

– foto: da video Polizia

(ITALPRESS).