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Camorra, blitz nella piazza di spaccio di Brusciano. 35 in carcere

NAPOLI (ITALPRESS) – Duro colpo al clan “Rega Piacente”. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza cautelare – emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea – nei confronti di 41 persone (35 in custodia cautelare in carcere e 6 in divieto di dimora nella regione Campania), gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini, condotte dal nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna e coordinate dalla DDA di Napoli, hanno consentito di documentare l’operatività di un’associazione facente capo al clan “Rega Piacente”, dedita al traffico di sostanze stupefacenti e operativa nel rione popolare della “219” di Brusciano.
Ricostruita l’organizzazione delle piazze di spaccio distribuite in varie scale del rione, ognuna con una struttura gerarchica piramidale composta da capo-piazza, spacciatori e vedette, per ciascun tipo di stupefacente venduto (marijuana, hashish, crack e cocaina). Attività fiorente, seconda solo all’area di Caivano, sottolineano gli inquirenti.
Elevato il livello organizzativo delle “piazze”, attive anche 24 ore al giorno, con pusher che venivano impiegati su turni di lavoro di 8/10 ore al giorno. “Rigidissimo – spiegano i militari – il sistema di cambio turno. Durante le indagini, i carabinieri hanno rilevato che presentarsi in ritardo al cambio turno poteva comportare anche il “licenziamento”. Circostanza documentata per uno dei pusher, allontanato per un ritardo di 30 minuti. Ogni “shop” era dotato di un preciso quantitativo di droga, fornito dal capo-piazza di volta in volta al pusher ad ogni inizio turno, insieme ad una ricetrasmittente. Uno strumento fondamentale per essere immediatamente informati in caso di eventuali controlli delle forze dell’ordine. Come per altre realtà criminali, i sodali lanciavano l’allarme gridando “Marco! Marco!”, permettendo una rapida fuga all’arrivo dei militari”.
Le indagini hanno dimostrato come l’attività di spaccio fosse “pressante, al punto da modificare le abitudini dei residenti, estranei al clan. Nessuno dei condomini delle palazzine della 219 poteva disporre delle chiavi dei portoni d’ingresso. Anche i citofoni erano stati rimossi per evitare l’apertura da remoto dei portoni senza autorizzazione”. La vendita di droga avveniva anche in presenza di bambini, con “con devastanti effetti sulla formazione culturale e delle coscienze”.
L’indagine, tra le altre cose, ha consentito di effettuare numerosi sequestri di droga, di ingenti somme di denaro provento dell’attività illecita, nonchè l’arresto in flagranza di reato di circa 30 persone.

– foto: screenshot video carabinieri Comando provinciale Napoli –
(ITALPRESS).

L’Under 21 si salva al 96°, è 2-2 in Irlanda

CORK (IRLANDA) (ITALPRESS) – L’Italia Under 21 acciuffa al 96′ il 2-2 nel match contro l’Irlanda valevole per la quinta giornata delle qualificazioni agli Europei di categoria 2025: alle reti di Killian Phillips e Sincalair Armstrong risponde la doppietta di Wilfried Gnonto. I ragazzi guidati da Carmine Nunziata hanno un buon approccio alla partita e al 15′ creano la loro prima occasione da rete con una deviazione in spaccata di Gnonto che, tutto solo davanti alla porta, sfiora il palo. Gli azzurrini continuano a spingere con le incursioni di Calafiori e le iniziative di Fabbian, ma non riescono più ad arrivare alla conclusione verso la porta difesa da Keeley. Al 31′ sono gli irlandesi a passare in vantaggio grazie alla rete messa a referto da Killian Phillips, che sfrutta un errore di Pirola ed infila la sfera alle spalle di Desplanches su assist di Armstrong. L’Irlanda prova a cavalcare l’onda per raddoppiare, ma al 45′ concede un calcio di rigore all’Italia per un fallo di mano di Lawal: dagli undici metri si presenta Wilfried Gnonto, che spiazza il portiere avversario e pareggia i conti. Le due squadre vanno al riposo sul parziale di 1-1. In apertura di ripresa la squadra di casa torna immediatamente in vantaggio con Sinclair Armstrong, che aggira la difesa azzurra e firma il tap-in vincente. Carmine Nunziata prova ad affidarsi ai cambi per ribaltare le sorti della sfida, ma gli azzurrini non riescono a rendersi pericolosi sotto porta. Al 66′ Fabbian, su suggerimento del neo-entrato Koleosho, calcia di prima ma viene murato dalla retroguardia avversaria. Gli azzurrini si espongono al contropiede dei rivali, che vanno vicini al tris con Emakhu, il cui tiro viene disinnescato da Desplanches. Nel finale l’Italia si affida a Gnonto che, prima colpisce un palo, e poi firma il gol del definitivo 2-2 allo scadere, con un colpo di testa deviato da un difensore avversario. L’Italia resta così al comando del gruppo A con 11 punti, mentre l’Irlanda è seconda a 10. Nell’altra partita la Turchia stende 2-0 la Norvegia con le marcature di Canak e Yardimci e sale a 6 punti in classifica alle spalle della Lettonia (7), mentre gli scandinavi restano a quota 9. San Marino fanalino di coda a zero.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Univerde, Anbi e AQP “Certificati blu contro lo spreco dell’acqua”

ROMA (ITALPRESS) – Le transizioni energetica ed ecologica sono incomplete senza una transizione sostenibile anche nella gestione delle risorse idriche. Occorre prevedere norme, misure ed eventuali incentivi per favorire l’adozione di sistemi di efficientamento idrico innovativi e di precisione da parte di imprese agricole e industrie. E’ questa la proposta lanciata al convegno “Risparmio idrico è efficientamento energetico?! Dai certificati bianchi ai certificati blu per imprese agricole e industria sostenibili”, promosso da Fondazione UniVerde e ANBI con la main partnership di Acquedotto Pugliese, che si è svolto questa mattina al Palazzo Santa Chiara a Roma. Dalle drammatiche alluvioni alle prolungate siccità passando per l’inquinamento delle acque dolci: gli effetti del cambiamento climatico in atto e delle attività antropiche si ripercuotono sulla disponibilità delle risorse idriche, in quantità e qualità, e si prevede che tali impatti si intensificheranno nei prossimi anni. L’Italia non è immune a questi fenomeni e la loro maggior frequenza e intensità deve sollecitare iniziative per un uso più intelligente e sostenibile della risorsa acqua: un percorso che interessa Istituzioni, imprese, organizzazioni di categoria e tutti i settori produttivi. In particolare, la proposta lanciata al convegno è quella di istituire meccanismi di incentivi al risparmio idrico, simili a quelli già impiegati per il contenimento delle emissioni inquinanti (ETS) o per l’efficienza energetica (certificati bianchi) al fine di promuovere innovazione e applicazione delle migliori soluzioni tecniche di efficientamento idrico per approvvigionamenti e usi agricoli e industriali. L’evento, trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale, è stato organizzato in collaborazione con gli event partners: AVR federata Anima Confindustria, GMT, Almaviva; e con Italpress, Askanews, La Notizia, TeleAmbiente e TVA in qualità di media partners. “Introdurre forme di incentivazione come i certificati blu, sull’esempio dei certificati bianchi adottati già con successo per l’efficienza energetica, permetterebbe di mettere in campo quelle indispensabili azioni per l’efficientamento idrico dei settori maggiormente water intensive – ha detto Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde) -. E’ questo il senso della nostra iniziativa di oggi, riportare al centro del dibattito la necessità di una policy virtuosa oltre a incoraggiare una reale e concreta presa di coscienza collettiva sull’importanza delle azioni di risparmio, riuso e riutilizzo dell’acqua a tutti i livelli. Senza dimenticare che va affrontato anche l’annoso tema delle infrastrutture idriche che vanno aggiornate e manutenute. Occorre quindi una convergenza di intenti e di azioni tra Istituzioni, politica, attori del settore idrico e produttivo del Paese per garantire un approvvigionamento sostenibile della risorsa nel lungo periodo e rafforzare la resilienza degli ecosistemi connessi”. “La sostenibilità ambientale non può prescindere da quelle economiche e sociali e, in questa direzione, va la proposta dei certificati blu – ha sottolineato Francesco Vincenzi (Presidente di ANBI) -. analogamente ANBI ha lanciato la certificazione Goccia Verde, a garanzia d’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica nel sistema agroalimentare, così come da anni è attivo il servizio Irriframe per il miglior consiglio irriguo agli agricoltori. Non solo: la transizione verso modelli idrici più sostenibili può essere anche occasione di nuova occupazione. La crisi climatica evidenzia con forza la necessità di efficientare la reta idraulica del Paese per ottimizzare la gestione dell’acqua sui territori; nel nostro piano, a fronte di un investimento di circa 4 miliardi per 858 interventi lungo la Penisola, prevediamo l’attivazione di oltre 21.000 posti di lavoro”.
“Acquedotto Pugliese è nato sostenibile poco più di un secolo fa grazie a un’opera ingegneristica, il Canale Principale, unica nel suo genere, e continua ad esserlo oggi con investimenti mirati -ha evidenziato Francesca Portincasa (Direttrice Generale di Acquedotto Pugliese) -. Sostenere l’iniziativa dei certificati blu è pienamente coerente con il Piano Strategico 2022-2026 di AQP che ha fra le sue priorità la tutela della risorsa idrica, l’economia circolare e la transizione energetica. Tra l’altro recentemente, a Ecomondo nella Fiera di Rimini, abbiamo presentato i primi dati di uno studio sul climate change realizzato con il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. Gestire il clima che verrà sarà determinante per garantire acqua potabile ai territori”. “Ridurre il consumo di acqua è uno degli obblighi ai quali siamo chiamati nell’ambito della transizione ecologica delle nostre attività – ha spiegato Gian Marco Centinaio (Vicepresidente del Senato della Repubblica) -. Una migliore gestione della risorsa idrica è una priorità per il Governo, che è già intervenuto per accelerare la realizzazione delle infrastrutture necessarie. Ma occorre un’azione sinergica, che veda impegnati tutti, dai singoli cittadini, alle imprese, fino alle Istituzioni. Queste ultime devono accompagnare e favorire le azioni che comportano una riduzione del consumo di acqua e, in questo quadro, la soluzione dei certificati blu prospettata dal position paper presentato oggi merita di essere presa in seria considerazione”. Valentino Valentini (Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy), in un videomessaggio, ha sottolineato che l’introduzione di certificati blu stimolerebbe la promozione della sostenibilità e l’innovazione tecnologica per il trattamento e l’uso dell’acqua, oltre a una maggiore coscienza condivisa, ma bisogna fare attenzione a non lasciare indietro le piccole e medie imprese.
Vannia Gava (Vice Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), in una nota ha dichiarato “accolgo con curiosità l’idea di istituire un meccanismo di certificati blu come strumento per promuovere la riduzione dei consumi idrici e incentivare le opere di efficientamento”.
Samir Traini (Partner di REF Ricerche) ha presentato il position paper di Ref Ricerche su “Risparmio e tutela della risorsa idrica: verso i certificati blu per gli usi industriali” secondo cui un’opzione percorribile è quella di creare un mercato specifico per il risparmio idrico: “Un certificato blu – si legge nel documento – andrebbe a riconoscere il risparmio nell’uso finale di acqua, premiando le imprese con un certificato per ogni litro di acqua risparmiata. Questo risparmio potrà essere correlato ad interventi quali innovazioni di prodotto o di processo che permettano di ridurre il consumo di acqua come input produttivo”. La proposta di un meccanismo regolamentato di mercato si concentra sulla previsione di una remunerazione ai soggetti che, attraverso interventi di “efficienza idrica”, siano in grado di raggiungere obiettivi prestabiliti di risparmio dell’acqua utilizzata nel processo produttivo: “Gli obiettivi assegnati – si pone in risalto nel position paper – dovranno incentivare al risparmio senza pregiudicare la continuità aziendale”. Tale meccanismo potrebbe portare alla nascita di nuovi operatori di mercato, le cosiddette “società per l’efficientamento idrico” in grado, al pari delle ESCo nel settore energetico, di assistere tecnicamente aziende e realtà produttive negli interventi di risparmio idrico, e di porsi come agevolatori anche del meccanismo finanziario legato alle certificazioni di efficienza. La varietà degli interventi possibili è molto eterogenea, così come viene rilevato nel position paper: “Si tratta, infatti, di un meccanismo ampliamente in uso per le industrie con elevato fabbisogno di acqua, ma disponibile anche per le pubbliche amministrazioni, i complessi residenziali e i progetti di efficientamento dell’irrigazione nel settore agricolo”. Il position paper presentato da REF Ricerche afferma, inoltre, che per implementare l’efficacia di eventuali strumenti di incentivazione è essenziale l’individuazione di interventi tecnici e azioni efficaci per il risparmio idrico. Questa tipologia di “servizio integrato” nel campo dell’efficienza idrica può essere offerta da soggetti capaci di individuare i migliori interventi realizzabili dal punto di vista tecnico, commerciale e finanziario: “Dal punto di vista operativo – si sottolinea nel documento – garantiscono al cliente l’integrazione nell’assetto produttivo di tecnologie avanzate di efficienza idrica, così come l’implementazione di buone pratiche per ridurre l’uso di acqua come input produttivo”. Tre le realtà, intervenute al convegno, che operano nel campo del miglioramento dell’efficienza energetica e idrica; proposte e best practice per la corretta gestione delle risorse idriche. Per Alessandro Durante (Segretario Generale di AVR – Anima Confindustria) “di fronte alle molte sfide legate alle risorse idriche a cui stiamo assistendo, risulta evidente che l’uso intelligente dell’acqua sia non solo una necessità, ma una responsabilità a cui ciascuno deve rispondere. Anche l’industria può dare un grande contributo, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie sempre più improntate all’efficienza e al risparmio idrico. L’associazione AVR, che rappresenta l’industria manifatturiera delle valvole e della rubinetteria in Italia, si impegna a valorizzare le eccellenze tecnologiche del comparto e auspica che vengano riproposte sul territorio nazionale misure come il bonus idrico così come tutti gli incentivi in grado di stimolare lo sviluppo di buone pratiche e soluzioni impiantistiche ad alta efficienza, sostenendo le imprese e i consumatori. In questo senso va letto il supporto di AVR nell’adozione di un’etichetta energetica, già sviluppata e proposta dall’industria europea del settore, a partire dalle specifiche tecniche dei prodotti anche per i rubinetti così come già realizzato per gli elettrodomestici. Altro aspetto di primaria importanza di cui l’associazione è portavoce è la necessità di ammodernare la rete di distribuzione che è ormai obsoleta e perde gran parte della risorsa idrica fra la raccolta e la distribuzione”. Massimiliano Evangelista (Account Manager e Sales Strategic Lead Ambiente e Territorio di Almaviva) ha sottolineato come “siccità e alluvioni, due facce della stessa medaglia. Il digitale è leva strategica fondamentale per l’uso efficiente della risorsa idrica, l’adattamento e mitigazione al cambiamento climatico e l’efficientamento per gli usi agricoli e industriali. I certificati blu una opportunità per generare consapevolezza nell’utilizzo responsabile di una risorsa essenziale alla vita”. “La nostra esperienza è radicata nel risparmio energetico – ha detto Emanuele Giglio (Responsabile reparto R&D di GMT) -. Questo focus ci ha portato a riflettere su come potremmo estendere la nostra expertise al settore idrico, un bene tanto prezioso quanto l’energia. La nostra proposta è di evolvere il sistema esistente dei certificati bianchi, trasformandoli in un meccanismo più ampio di Certificati ambientali di diversa tipologia. Questo approccio potrebbe incorporare progetti non solo di risparmio energetico, ma anche per la gestione efficiente dell’acqua, la riduzione delle emissioni di CO2, e persino la gestione e il riciclo dei rifiuti urbani e industriali. Questa visione offrirebbe un respiro vitale a un mercato in cerca di innovazione e nuovi sbocchi, senza dover ricorrere alla creazione di certificati virtuali non derivanti da progetti di risparmio. Ampliando il numero di soggetti coinvolti e permettendo alle ESCo di utilizzare i propri strumenti finanziari in modo più efficace”.
L’integrazione dei principi ESG nei criteri gestionali e nei modelli di investimento rappresenta un ulteriore fattore chiave per la creazione di valore economico-finanziario e, al contempo, sostenibile in termini sociali ed ambientali. Su questo tema è intervenuto Adriano Maroni (Consigliere d’Amministrazione su ESG, Banca di Credito Cooperativo di Ripatransone e Fermano): “Ritengo che lo sviluppo dei certificati blu sia lo strumento per crescere in un mondo dove la tecnologia stenta a decollare e soprattutto dove si attiva lentamente la collaborazione PPP (partenariato, pubblico, privato). Oggi più che mai l’acqua vive un momento interessante e può attivare un percorso virtuoso anche guardando a esperienze già vissute. Vivendo io stesso il mondo dell’impresa e della finanza sono convinto che il legislatore debba procedere in maniera attenta e giudiziosa, ma so che ha davanti prospettive straordinarie”. Con il coordinamento di Leonardo Merlini (Caposervizio Askanews), dopo il saluto di Massimo Gargano (Direttore generale ANBI), sono inoltre intervenuti al primo panel “Pitch di ESCo, mondo agricolo, industria e terzo settore” Vittorio Cossarini (Presidente di AssoESCo): “I TEE, o certificati bianchi, sono stati uno strumento di mercato molto utile per incentivare l’efficienza industriale con un aggravio limitato per le finanze pubbliche, quantomeno fino al 2017. Da allora tuttavia, per ragioni di complessità del sistema, e in parte anche a causa di abusi del sistema da parte di aziende improvvisate, il meccanismo ha rallentato ed è venuta a mancare la liquidità sul mercato necessaria a mantenerne l’efficacia a livello generale. Peraltro, questo aspetto collima con la minore attenzione istituzionale agli obiettivi di efficienza nell’industria rispetto agli obiettivi assegnati ai settori della mobility e dell’edilizia”.
Secondo Enrico Giovannini (Direttore scientifico ASviS) “Gli investimenti sul settore idrico dovrebbero avere la massima priorità per rafforzare e proseguire quelli previsti con il PNRR. Purtroppo, non vedo la stessa attenzione nelle scelte attuali, il che pone il nostro Paese in una situazione estremamente rischiosa, vista l’accelerazione della crisi climatica”. Favorevole anche la posizione di Coldiretti. Stefano Masini (Capo area Ambiente e Territorio) ha ribadito quanto affermato da Ettore Prandini (Presidente di Coldiretti): “La previsione di certificati blu può rappresentare uno strumento di misurazione dell’uso efficiente delle risorse idriche anche in agricoltura”, sottolineando che “alla dotazione di appositi certificati che definiscano l’impegno dell’agricoltore si può dare un premio. Dalla logica del vincolo a quella dell’incentivo, significa coinvolgere investimenti e progettare tecnologie di riuso”, evidenziando inoltre “l’importanza di realizzare nuovi bacini che trattengano le acque che altrimenti defluiscono provocando danni come hanno dimostrato le recenti calamità”. Nel panel “Agenda 2030 e governance delle risorse idriche” sono inoltre intervenuti Patty L’Abbate (Vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, Camera dei Deputati): “In questo momento storico, a causa dei cambiamenti climatici – ha esordito -, molte regioni del mondo vedono diminuire drasticamente le proprie risorse idriche, anche in Italia lottiamo con inondazioni e siccità persistente, la carenza della risorsa acqua ci toccherà purtroppo nell’immediato futuro, dunque la salvaguardia e il riutilizzo di questa risorsa è cruciale. Il metodo di circolarità utilizzato per il passaggio a un modello economico circolare, indispensabile per la protezione del Pianeta, può essere applicato anche alla risorsa acqua; stando alle stime diffuse dal World Economic, in Italia il 21% del territorio è a rischio desertificazione. Ad oggi il recupero dell’acqua piovana e il riciclaggio dell’acqua reflua sono ancora un traguardo lontano, per questo ho presentato una serie di proposte di legge e interrogazioni parlamentari sul tema, e poi l’utilizzo dell’acqua nei vari processi antropici sicuramente sarebbero regolati con dei certificati blu, sulla falsariga dei certificati bianchi per l’efficientamento energetico, per addebitare costi ambientali a chi utilizza in modo inefficiente l’acqua, assicurando obiettivi di risparmio della risorsa. L’efficientamento idrico per gli usi industriali è un obiettivo imprescindibile che potrebbe essere regolamentato con permessi negoziabili”. Per Nicola Dell’Acqua (Commissario straordinario per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica) “i certificati blu possono diventare non solo un ottimo strumento per sensibilizzare al risparmio idrico ma anche per reintegrare le riserva d’acqua che utilizziamo ad esempio quelle delle falde”. Secondo Andrea Guerrini (Componente del Collegio di ARERA e Presidente di WAREG European Water Regulators) “il mondo delle aziende del servizio idrico, regolate da ARERA, è già soggetto a strumenti incentivanti, volti al risparmio idrico, come il sistema di premi e penalità legato alle perdite idriche. Come noto, grazie a tale meccanismo, le perdite del nostro Paese hanno iniziato a diminuire, se pur lentamente, passando da circa il 44% al 40%. Istituendo i certificati blu potrebbe essere creato un efficace meccanismo incentivante orientato a tutte le altre aziende idroesigenti, operanti nei settori non regolati, nei comparti industriale ed agricolo”.
In un videomessaggio il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante ha dichiarato: “Il tema del risparmio idrico in chiave di efficientamento energetico è oggi ormai indifferibile e rappresenta una priorità. Il Governo è consapevole che il futuro si costruisce dal basso, giorno per giorno, infrastruttura dopo infrastruttura. Per tale motivo il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, coerentemente con le proprie competenze e funzioni in materia di dighe e infrastrutture idriche, è impegnato ad esercitare il delicato ruolo di coordinamento strategico nella programmazione di interventi infrastrutturali relativi all’approvvigionamento idrico primario per la messa in sicurezza delle opere esistenti e la realizzazione di nuove”. Sul tema “Global water scarcity” è intervenuta Cristina Franchini (Relazioni esterne di UNHCR, Rappresentanza per l’Italia, la Santa Sede e San Marino): “L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale, eppure milioni di rifugiati e sfollati interni faticano ad averne accesso. La scarsità di risorse idriche può, inoltre, provocare conflitti, costringendo le persone alla fuga. E’ pertanto fondamentale garantire l’accesso sicuro e sostenibile all’acqua potabile per le persone costrette alla fuga e per le comunità che le ospitano”. Secondo quanto afferma il position paper di REF Ricerche, il soggetto chiamato a gestire il meccanismo degli incentivi nel settore idrico, “sarebbe per definizione il Gestore dei servizi energetici (GSE), che dunque si porrebbe nella prospettiva allargata di gestore dei servizi ambientali. In questo senso, il medesimo framework di mercato elettronico di scambio dei certificati bianchi potrebbe essere adattato creando un segmento dedicato alla trattazione dei certificati blu”. A tal proposito, al convegno, è intervenuto Paolo Arrigoni (Presidente del GSE): “Raccordare le progettualità di intervento del sistema idrico con il meccanismo dei certificati bianchi e creare un modello che renda efficiente il settore attraverso la riduzione delle perdite e dei consumi e il miglioramento dei servizi rivolti ai cittadini. Questi gli obiettivi che hanno portato il GSE ad avviare una collaborazione con IRIS Acqua, Gestore del Servizio Idrico Integrato di 25 Comuni della Provincia di Gorizia e con Water Alliance, la rete dei 13 gestori lombardi del servizio idrico integrato. I certificati bianchi possono essere uno strumento importante per l’efficientamento energetico del servizio idrico integrato particolarmente energivoro, contribuendo al contempo a sviluppare una cultura della sostenibilità diffusa”.
– foto ufficio stampa Fondazione Univerde –
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Morta l’attrice e ex modella Anna Kanakis, aveva 61 anni

ROMA (ITALPRESS) – Morta l’attrice ed ex modella Anna Kanakis, aveva 61 anni. Nel 1977, a soli 15 anni, venne eletta Miss Italia. Poi, la carriera da attrice e anche la scrittura, con una breve parentesi nell’attività politica. Infatti, diventò responsabile nazionale Cultura e Spettacolo dell’Udr – Unione Democratica per la Repubblica, il partito fondato da Francesco Cossiga. I funerali si terranno a Roma il 23 novembre alle 15 nella chiesa di San Salvatore in Lauro.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Federdistribuzione tra caro prezzi e investimenti per innovare

PALERMO (ITALPRESS) – “La Distribuzione Moderna sta vivendo ormai da quasi due anni, da quando c’è stata l’esplosione inflattiva, la criticità che indubbiamente hanno attraversato i consumi”. Così Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, in un’intervista all’Italpress.
“La Distribuzione ha operato con grande responsabilità, sicuramente la grande pressione che abbiamo avuto sull’aumento dei costi di acquisto, legati naturalmente alle materie prime, prima per il post Covid e poi per la guerra in Ucraina, l’abbiamo trasferita al consumo in modo molto graduale, tant’è che la pressione anche sui risultati economici della nostra impresa nel 2022 è stata particolarmente rilevante, complice anche l’aumento dei costi energetici. Proprio su questo aspetto il nostro settore, nonostante abbia grandi consumi energetici, immaginate per esempio le catene del freddo e quant’altro, non è riconosciuto come energivoro, quindi anche dal punto di vista dei sostegni che sono stati dati in quella fase alle imprese, per il nostro settore sono stati inferiori rispetto al mondo industriale. Questo per dire quanto effettivamente la situazione nel 2022 sia stata significativamente pesante anche dal punto di vista economico”.
“Poi – ha proseguito Buttarelli – gradualmente le nostre imprese hanno trasferito a valle questi aumenti, e quindi si è registrata questa situazione inflattiva che ha toccato i suoi picchi ovviamente negli ultimi mesi. Con una preoccupazione importante, perchè da ottobre del 2022 abbiamo registrato una contrazione dei volumi sul mondo alimentare. E questo è indubbiamente un segnale di grande preoccupazione, derivato in parte dal minore spreco delle famiglie, dalla maggiore attenzione, ma indubbiamente anche proprio legata alla necessità che molte famiglie hanno avuto in questo senso”.
Buttarelli nei giorni scorsi ha preso parte all’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Legge di Bilancio 2024: “Abbiamo portato alcuni elementi legati alla necessità di intervenire su una serie di situazioni, in particolare la plastic e la sugar tax – ha spiegato il presidente di Federdistribuzione -, sono due tasse per le quali è stata rimandata l’applicazione. Noi chiediamo da tempo insieme al mondo industriale che possano essere abrogate, anche perchè l’applicazione di queste tasse porterebbe a un ulteriore impatto inflattivo, quindi questo è un primo punto che abbiamo messo all’attenzione del governo”.
Su altri fronti “abbiamo apprezzato lo sforzo che il governo ha fatto nei confronti delle famiglie e anche nei confronti delle fasce di redditi più bassi, abbiamo però sottolineato quanto sia importante che nel cuneo fiscale si tenga conto anche di quello che è l’impatto sulle imprese. Naturalmente sappiamo bene che le risorse in questo momento sono scarse, ma ci vuole uno sforzo maggiore in questa direzione – ha proseguito Buttarelli -. Abbiamo sottolineato poi che è inopportuno a nostro avviso riportare, per esempio in un momento in cui la natalità è un problema centrale, riportare l’IVA su alcuni beni per l’infanzia dal 5 al 10%”.
Grande attenzione anche agli impegni di Transizione 5.0, che vedono “negli investimenti digitali e nell’evoluzione tecnologica un elemento importante – ha sottolineato Buttarelli -. C’è stata una recente indagine di McKinsey a livello europeo che ha stimato da qui al 2030 per il retail europeo un investimento necessario di 600 miliardi. Abbiamo stimato che in Italia le esigenze di investimento delle imprese saranno tra i 60 e i 70 miliardi. Noi siamo al centro tra le famiglie e le filiere produttive. Quindi è chiaro che l’evoluzione del nostro settore è fondamentale per l’economia del paese”.
Infine, il punto su come può dare una spinta agli investimenti la ZES Unica per il Sud Italia: “E’ una grandissima opportunità per le imprese in generale – ha affermato il presidente di Federdistribuzione -. Noi abbiamo sottolineato da questo punto di vista la necessità di una correzione, perchè i sostegni che la ZES Unica prevede si fermano alla dimensione che il terreno o la struttura immobiliare costruita non possa superare il 50% dell’investimento complessivo. Abbiamo chiesto ovviamente di rivedere per il nostro settore questi limiti, anche tenendo in considerazione che in molte iniziative di sviluppo il nostro settore interviene su aree di rigenerazione urbana, cioè di aree degradate che vengono riportate alla vitalità. E’ necessario rivedere questi limiti per consentire di non mettere il nostro settore in condizione di non essere in grado di essere sostenuto”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

La transizione urbana al centro della nuova edizione di BiUniCrowd

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MILANO (ITALPRESS) – Sei progetti che potranno essere selezionati anziché cinque come nelle precedenti edizioni. Sei partner industriali che li sosterranno per farli diventare reali attraverso il match-funding: A2A, Fondazione Cariplo, Corepla, Eni, Edison-Fondazione Eos e Thales Alenia Space. Si inaugura, inoltre, una nuova piattaforma per le campagne di raccolta: Ginger Crowdfunding, che porta in dote al progetto nuovo impulso alla formazione dedicata a tutti gli aspiranti progettisti. Sono queste le principali novità della VI edizione di BiUniCrowd, il crowdfunding targato Bicocca presentato oggi presso l’Auditorium dell’Università Milano-Bicocca. Iniziativa che permette di concretizzare idee innovative attraverso il contatto con importanti imprese finanziatrici e il reward based crowdfunding, modello che prevede una forma di ricompensa per chi investe nel progetto.
Nel corso della mattinata, le aziende che sostengono l’iniziativa e alcuni tra i progettisti che hanno già realizzato campagne di successo hanno fatto comprendere quanto sia importante mescolare la ricerca con la società e le imprese. “Il coinvolgimento di cittadini e aziende è l’elemento chiave di BiUniCrowd. Abbiamo potuto sperimentare il crowdfunding come veicolo di impatto sociale o terza missione dell’università”, ha spiegato Salvatore Torrisi, prorettore alla Valorizzazione della Ricerca in Bicocca, che ha introdotto l’evento.
I numeri delle cinque edizioni già realizzate confermano gli importanti risultati: 21 progetti conclusi con successo e oltre 195.000 euro erogati grazie al supporto di più di 2.000 donatori, la maggior parte dei quali “esterni” all’ambiente universitario. “L’Università ha una grande responsabilità che è quella di avere un impatto anche sociale sul territorio – afferma Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’ateneo -. Ecco perché è importante trovare la strada per trasformare in progetti idee che parlino di sostenibilità, di efficienza energetica, di mobilità intelligente, in generale di progresso nella società in cui viviamo. Con questa nuova edizione di BiUniCrowd si offre ancora una volta la possibilità che questa trasformazione avvenga con il sostegno del finanziamento diffuso”.
I vincitori del bando otterranno un supporto formativo all’utilizzo del crowdfunding per raggiungere l’obiettivo del 50% di fondi previsti, mentre il restante 50% sarà cofinanziato dai partner, per un budget massimo di 10.000 euro.
È possibile candidare il proprio progetto fino al 15 gennaio 2024. All’interno della piattaforma Ideaginger.it è attiva l’area partner dedicata a BiUniCrowd, che raccoglie tutte le informazioni utili per partecipare al bando nonché i progetti di raccolta fondi selezionati nelle precedenti edizioni.
“BiUniCrowd – è stato spiegato – ha come primo obiettivo quello di condividere il più possibile nuove competenze, rivolgendosi non solo ai vincitori del bando, ma rendendole accessibili a chiunque all’interno della comunità universitaria sia interessato al mondo del crowdfunding. Da questa edizione BiUniCrowd si avvale della collaborazione di Ginger Crowdfunding, che gestisce Ideaginger.it: la piattaforma di raccolta fondi online con un tasso di successo del 95%, attualmente il più alto a livello nazionale. Fra le novità di questa collaborazione, un programma formativo tutto nuovo che potenzia la ‘palestra’ del crowdfunding: uno sportello informativo online e, da dicembre, un programma di webinar didattici aperto a tutti gli interessati per consolidare gli strumenti di fundraising, comunicazione e marketing della comunità dell’Università di Milano-Bicocca e agevolare la partecipazione al bando attivato”.
“È possibile candidare al bando – è stato sottolineato – i progetti ideati da docenti, ex studenti, ricercatori, studenti, dottorandi e personale tecnico amministrativo dell’Università di Milano-Bicocca. I requisiti di partecipazione prevedono che le idee proposte siano connesse ai temi di mobilità sostenibile ed economia circolare (A2A), piani di innovazione sociale nell’area metropolitana di Milano che favoriscano l’inclusione delle persone anziane grazie all’uso di tecnologie e del digitale (Fondazione Cariplo); oppure, idee innovative dedicate alla valorizzazione dei materiali plastici recuperati dagli imballaggi (Corepla). Sono ammessi anche progetti che rendano più efficiente il fotovoltaico negli impianti di tipo residenziale e il monitoraggio delle sue performance, oltre a sistemi dedicati all’analisi delle abitudini ecosostenibili della comunità universitaria (Eni). È possibile candidare anche piani volti a identificare soluzioni inclusive e accessibili per rispondere alle esigenze di mobilità di famiglie e ragazzi (Edison-Fondazione Eos) e iniziative connesse alla ricerca avanzata in sviluppo di sensori di analisi innovativi, con un’attenzione specifica al monitoraggio delle risorse idriche (Thales Alenia Space)”.
“Promuovere una campagna – è stato evidenziato – non significa solo raccogliere finanziamenti; infatti è una vera e propria ‘messa alla prova’, un’opportunità per testare la validità di un’idea, entrare in contatto con nuovi potenziali partner pubblici e privati, sensibilizzare la comunità e migliorare in corso d’opera dettagli del progetto, oltre che svilupparne una comunicazione digitale di successo. BiUniCrowd nasce dalla consapevolezza di questi elementi, che fanno del crowdfunding un mezzo particolarmente utile e interessante da applicare alla ricerca universitaria”.
I progettisti delle case history presentate durante l’evento hanno affrontato questi aspetti della loro esperienza di crowdfunding. In particolare, hanno messo in luce il vantaggio ottenuto dalla creazione di una rete collaborativa e di comunicazione a sostegno di ogni progetto. Sul palco hanno portato la propria testimonianza Eleonora Beccaluva, progettista di Moovy, uno strumento innovativo per i disturbi del linguaggio infantile ed Elia Arturo Vallicelli progettista di PaMela- Photoacoustic Melanoma Detector, iniziativa dedicata a sviluppare una sonda a basso costo per lo studio e l’individuazione precoce dei melanomi cutanei. Infine è intervenuta Jessica Zampolli, progettista di MicroVal, studio di microrganismi in grado di effettuare un processo biologico di eliminazione della plastica residua, a base di polietilene, che contamina i rifiuti organici.

– foto ufficio stampa Università di Milano-Bicocca –
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Tpl, Faisa Cisal “Rendere più moderno il contratto collettivo”

ROMA (ITALPRESS) – Il trasporto pubblico locale “muove il Paese” ed è fondamentale “riconoscerne l’importanza”. Così Mauro Mongelli, segretario generale della Faisa Cisal, la Federazione autonoma italiana sindacale degli Autoferrotranvieri, internavigatori ed ausiliari del traffico, in un’intervista all’Italpress presenta temi e gli obiettivi al centro del congresso nazionale del sindacato che si svolgerà a Roma il 22 e il 23 novembre.
Si tratta di “un settore fondamentale per il Paese, che serve a decongestionare i centri urbani per allontanare le auto private e riconsegnare ai cittadini un servizio integrato ed ecologicamente sostenibile”, prosegue.
“I temi del congresso – spiega Mongelli – sono contenuti all’interno del suo titolo: Lavorare per il Paese con dignità e sicurezza. Saranno dettagliati e snocciolati prendendo a riferimento le tipicità del trasporto pubblico locale, che muove ancora il Paese e continuerà a farlo”, aggiunge.
Si parte, quindi, dalla questione salariale, per poi affrontare “la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il contratto collettivo nazionale e la sicurezza sui luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto. Le aggressioni – continua il leader della Faisa Cisal – rappresentano un problema purtroppo molto rilevante e che mette in cattiva luce questa modalità di trasporto. Poi c’è il tema dello sciopero che, soprattutto in questo momento, viene bombardato: è un diritto costituzionale che viene messo sempre più in discussione”.
Per quanto riguarda il contratto di settore, Mongelli ha spiegato che il suo rinnovo è “anticipato dalla presentazione di una piattaforma, presentata nei tempi dovuti – ha affermato – alle associazioni datoriali e che ha l’ambizione di recuperare il potere d’acquisto. Sotto l’aspetto economico, è stato chiesto il recupero del 18%. E’ chiaro che rispetto a un settore che non ha risorse sufficienti, perchè il governo non presta attenzione rispetto a questo tema – aggiunge -, le associazioni datoriali non fanno altro che continuare a chiedere maggiore flessibilità e produttività in un settore dove si è ormai raschiato il barile”.
Qual è il giudizio sulla manovra varata dal governo? “Limitandoci a commentare il segmento di nostra rappresentanza – evidenzia il segretario generale Faisa Cisal -, ancorchè siano state riservate risorse pari a 500 milioni ad incrementare il fondo nazionale dei trasporti, riteniamo che sia purtroppo una misura ancora insufficiente perchè è una tantum, in quanto limitata al 2023, ma soprattutto perchè non è indicizzata. Le aziende che si trovano nelle condizioni di gestire il trasporto con un fondo nazionale così risicato non hanno grandi cose da fare se non tagliare il servizio, che spero non facciano, aumentare le tariffe, cosa che non possono fare, o incidere sul costo del lavoro”.
Per Mongelli, infine, occorre rendere “più moderno” il contratto collettivo nazionale: è “l’unica soluzione” per “il recupero del potere d’acquisto”.

– Foto Italpress –

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Migranti, Tajani “L’accordo con l’Albania non viola il diritto Ue”

ROMA (ITALPRESS) – L’accordo firmato due settimane fa dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal premier albanese Edi Rama “è un tassello significativo nella strategia complessiva dell’Esecutivo, in un contesto internazionale di crescente instabilità che rischia di incrementare i flussi migratori e l’odioso mercato dei trafficanti, un mercato che continua a lucrare sulla disperazione e a mietere vittime, come dimostra quanto verificatosi ieri, al largo di Lampedusa”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un’informativa nell’Aula della Camera.
“I migranti – ricorda Tajani – avranno esattamente lo stesso trattamento previsto dalle norme italiane ed europee. I casi di trattamento sono gli stessi previsti in Italia dall’Unione europea e le garanzie giurisdizionali sono quelle assicurate in Italia. Il diritto alla salute e il diritto alla difesa sono pienamente tutelati e gli avvocati e le organizzazioni internazionali potranno entrare nel centro. C’è chi, all’opposizione, ha paventato una violazione del diritto internazionale ed europeo, che ha descritto il progetto con una Guantanamo all’italiana, che ha parlato di deportazioni ed evocato il precedente dell’accordo tra Regno Unito e Ruanda. Di fronte a questi foschi scenari, basterebbe menzionare la semplice constatazione della commissaria europea agli affari interni, Ylva Johansson, importante esponente della socialdemocrazia svedese, che citerò: “Il diritto UE non è applicabile fuori dal territorio dell’Unione europea, ma sappiamo che il diritto italiano segue il diritto UE e che, secondo l’Accordo, si applicherà in Albania il diritto italiano”. Il Protocollo tra Italia e Albania dunque – ha concluso la Johansson – non viola il diritto dell’Unione. Il Cancelliere tedesco si è spinto anche oltre: “L’Albania sarà presto membro dell’Unione europea e stiamo quindi parlando di come risolvere insieme sfide e problemi nella famiglia europea”, ha commentato Scholz al congresso dei socialisti europei di Malaga. E ha aggiunto, testuale: “La migrazione irregolare deve essere ridotta e ci sarà una stretta collaborazione con i Paesi al di fuori dell’Unione europea, come avviene ora ad esempio con la Turchia, e potrebbero essercene altre. Il Protocollo tra Italia e Albania? Lo seguiremo con attenzione”, ha dichiarato il Cancelliere”. Per Tajani “in questo senso, è utile osservare che questo Protocollo non è paragonabile all’Accordo tra Regno Unito e Ruanda. Non c’è esternalizzazione a un terzo Paese nella gestione delle domande di asilo e non si deroga ai diritti internazionalmente garantiti, che sono, anzi, più volte espressamente riaffermati nel Protocollo. Presto l’Albania entrerà a far parte dell’Unione europea ed è parte del Consiglio d’Europa. Le deroghe sarebbero state impossibili”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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