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Urso “Puntiamo a offerta per portare turisti in Sicilia tutto l’anno”

ACIREALE (CATANIA) (ITALPRESS) – “Pensiamo ad un progetto più ampio che arrivi al mare. Stiamo pensando alle terme per mettere tutto a sistema con una logica di ampio respiro. Puntiamo ad un’offerta che permetta ai turisti di giungere in Sicilia in ogni parte dell’anno”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la presentazione del decreto di finanziamento del Patto delle Aci. “Per la Perla Jonica pensiamo ad un rilancio come struttura congressuale. Ma ci sono anche investimenti, che bisogna portare a sistema, per le strutture ricettive. Guardiamo anche al turismo enogastronomia. Ci sono tutte le condizioni per avere un’attrattività lunga l’intero anno” continua Urso. “Accanto al polo dell’Etna Valley c’è quello di Termini Imerese che stiamo rilanciando dopo anni di attesa. Ci può essere un modello di sviluppo siciliano che accanto al modello industriale pone quello turistico”.

– Foto: xn5/Italpress –
(ITALPRESS).

A New York una giornata con gli studenti per commemorare Falcone e Borsellino

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NEW YORK (USA) (ITALPRESS/ILNEWYORKESE) – Una giornata speciale per i ragazzi delle medie e delle superiori per commemorare due simboli della lotta alla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel triste anniversario della Strage di Capaci. L’appuntamento si è svolto presso la Scuola d’Italia di New York Guglielmo Marconi, guidata da Michael Cascianelli.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non sono solamente nomi nella storia italiana, ma incarnano valori di coraggio, integrità e impegno civico. Per far comprendere appieno il significato di queste figure agli studenti della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi, è stato organizzato un incontro con due esperti del campo: il Professore Antonio Nicaso e il Professore Rosario G. Scalia.
Il Professore Nicaso, storico delle mafie e autore di varie opere sull’argomento, ha condiviso con gli studenti la sua vasta esperienza e aneddoti privati, invitandoli a guardare al futuro con ambizioni elevate e a non scendere mai a compromessi di fronte alle mafie. L’incontro è stato condotto dal Professore Scalia, professore del dipartimento di Italiano alla Rutgers – State University of New Jersey, che ha moderato l’evento e ha portato anche una testimonianza personale, ricordando la sua infanzia a Catania e l’ombra costante della mafia che aleggiava sulla città. Ha evidenziato come frasi dette dai genitori come “stai tranquillo che i mafiosi si uccidono solo tra loro” per tranquillizzare i propri figli, o “ci si uccide solo al sud” o “solo in Italia” abbiano contribuito a creare una distanza emotiva e fisica dalle persone nei confronti della mafia. Ha invitato gli studenti a non voltare le spalle alla realtà, ma ad affrontarla con coraggio e determinazione, senza mai fare un passo indietro.
L’incontro, coordinato dalla Professoressa Cristiana Grassi, ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte degli studenti, dimostrando l’importanza di educare le giovani menti alla consapevolezza civica e alla lotta contro ogni forma di criminalità.
La morte di Falcone e Borsellino ha avuto un impatto profondo non solo in Italia, ma anche oltre confine. Negli Stati Uniti, Giovanni Falcone è ricordato come un eroe, anche dall’FBI. Una statua eretta a Quantico, sede dell’FBI, testimonia il rispetto e l’ammirazione che gli americani nutrono per il giudice italiano.
La relazione tra Stati Uniti e Falcone si consolidò durante il celebre caso “Pizza Connection” durante gli anni del Maxiprocesso di Palermo.
Oggi, la collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel campo della lotta alla criminalità organizzata prosegue su queste solide basi, dimostrando che l’eredità di Falcone e Borsellino continua a essere una fonte di ispirazione nel cammino verso una giustizia globale e una cooperazione internazionale più stretta.

– Foto: ilneworkese

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Anm, dal 10 al 12 maggio a Palermo il 36° congresso nazionale

ROMA (ITALPRESS) – Temi antichi ma fondamentali per la giurisdizione quali la soggezione alla legge, l’interpretazione della norma e l’imparzialità nel e per il giudizio, saranno al centro del 36° Congresso nazionale dell’Associazione nazionale magistrati che si terrà dal 10 al 12 maggio a Palermo presso il Teatro Massimo e il Marina Convention Center. “Si tratta di temi che ritornano di grande attualità anche nel dibattito pubblico sulla giustizia. Sarà un congresso partecipato con dei numeri importanti, questo è il segno che c’è della preoccupazione ma c’è anche voglia di confrontarsi all’interno ma anche all’esterno della magistratura”, afferma il presidente dell’ANM, Giuseppe Santalucia, nel corso della conferenza stampa di presentazione a Roma della tre giorni di Palermo, sottolinenando come non sarà un congresso “autoreferenziale, infatti, sono stati invitati tutti i segretari dei partiti e le istituzioni, oltre ad interventi di accademici e dell’avvocatura. Sarà un Congresso dal sapore tecnico ma di forte valenza politica, quella delle relazioni istituzionali. Vogliamo fare il punto su questi temi complessi per rilanciare l’immagine della magistratura che dipende da noi, ma anche da come viene raccontata, noi vogliamo essere raccontati per quelli che siamo ed è per questo che il congresso di Palermo è molto importante. Avremo anche una finestra sulle riforme, siamo in attesa di un provvedimento”, prosegue Santalucia, osservando: “Non siano stati chiamati ad un confronto prima della riforma. Per noi il confronto è sempre utile, ovviamente prima che diventi legge ma proprio per far si che sia una migliore legge”.
Il segretario generale dell’ANM, Salvatore Casciaro, evidenzia come il Congresso sarà un appuntamento “molto importante perchè viene con un percorso lungo alle spalle. Il tema è quello dell’imparzialità e dell’interpretazione della legge, ma anche dell’indipendenza perchè se non ci fosse indipendenza non esisterebbe imparzialità e interpretazione valida. Il dibattito su questi temi non è solo il nostro, abbiamo la convinzione e l’ambizione che sia il dibattito della società”. Anche la vicepresidente dell’ANM, Alessandra Maddalena, parla di indipendenza come l’unica vera garanzia della tutela dei diritti dei cittadini. Noi la diamo per scontata ma non è sempre stato così, ci sono voluti decenni ed è stato un cammino lungo e faticoso, la dobbiamo difendere ogni giorno e dobbiamo farlo anche discutendo tra noi, la magistratura associata ha avuto un ruolo fondamentale e continua ad averlo anche adesso. E’ un momento di grande fermento della magistratura che non vedevamo da molto tempo”, conclude.

– Foto xb1/Italpress –

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Schifani “Si sbloccano pagamenti per due miliardi”

PALERMO (ITALPRESS) – “Tutti i dipartimenti della Regione hanno concluso il riaccertamento dei residui passivi, per cui si sbloccano pagamenti per circa due miliardi di euro a favore di imprese e, in generale, dei soggetti beneficiari”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Renato Schifani, al termine della seduta della giunta nella quale sono stati ascoltati il ragioniere generale e i dirigenti dei dipartimenti in ritardo con il completamento delle procedure. Nei giorni scorsi, il presidente Schifani aveva stigmatizzato proprio il “ritardo intollerabile, nonostante il Governo e il Parlamento avessero fatto la loro parte approvando nei termini di legge la manovra Finanziaria, come non accadeva da moltissimi anni”. Stamattina, l’aggiornamento che tutte le verifiche si sono finalmente concluse e che gli uffici possono iniziare a emettere i mandati di pagamento: 900 milioni di risorse regionali e un miliardo e cento milioni di fondi extraregionali.
“L’ottimale utilizzo delle risorse finanziarie, nei modi e nei tempi previsti – sottolinea il presidente – è una priorità del governo regionale. Al di là della notizia positiva di oggi, riteniamo fondamentale che, per il futuro, i dirigenti generali riscontrino celermente e nei tempi previsti tutte le richieste della ragioneria generale, con particolare attenzione a quelle finalizzate alla produzione degli elementi informativi necessari per l’elaborazione dei documenti contabili come il bilancio di previsione, il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi e il rendiconto generale. Il mancato adempimento – conclude Schifani – sarà considerato grave inadempienza dirigenziale e sarà oggetto di un’apposita valutazione da parte della giunta regionale per l’applicazione di eventuali sanzioni, compresa la revoca dell’incarico”.

foto: ufficio stampa Regione Siciliana
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Università Palermo, Midiri “Studenti credano nel nostro ateneo”

PALERMO (ITALPRESS) – “Stiamo investendo ormai da diversi mesi in ambito di edilizi e servizi strutturali per gli studenti, ora stiamo lavorando su qualcosa di più delicato che è la componente umana, la componente docente. Stiamo realizzando davvero l’idea di università della Sicilia occidentale, diffusa, in cui cominciamo a creare corsi di laurea territoriali, specifici, espressione del territorio. Quindi non è una offerta formativa generica, nè tantomeno doppione o duplicato di quella che avviene a Palermo, è un’offerta formativa che nasce dell’esigenza del territorio e quindi danno un messaggio chiaro ai ragazzi iscrivetevi nei vostri corsi, il lavoro ve lo troviamo noi perchè alcune di queste discipline faccio un esempio di scienze gastronomiche o biodiversità vengono collocate in territori che esprimono una enorme quantità di prodotti fondamentali per il food o la biodiversità”. Così il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, nel corso della presentazione le attività progettuali dell’Ateneo nell’ambito della Programmazione per il 2024. “Stiamo facendo un’operazione che vuole dare un messaggio chiaro ai ragazzi già nella scuola, con il nostro orientamento, di credere all’Università di Palermo perchè l’università di Palermo sta lavorando per il loro lavoro del futuro”. Midiri si è anche soffermato sul superamento del numero chiuso in medicina: “Vedrà un impatto gigantesco probabilmente già dall’anno prossimo sulle discipline di base. Noi la vediamo con positività perchè eravamo contro il numero chiuso che era comunque un limite legato al fatto che si creava un meccanismo di differenza sociale per chi poteva sostenere i corsi di formazione pre-test. Ci auguriamo che il governo ci dia le risorse adeguate perchè avremo un sovraccarico di lavoro per il primo anno e che in questo momento vede pochi docenti e quindi poche aule, quindi dobbiamo lavorare sia sotto l’aspetto infrastrutturale che sotto l’aspetto della componente umana”.
Poi sugli obiettivi futuri, Midiri ha concluso: “Dobbiamo creare una rete sempre più strutturata di imprese che devono lavorare a stretto fianco dell’Università di Palermo. Cioè l’obiettivo è di avere un gruppo di stakeholder interniall’Ateneo di Palermo che fanno un pò da metronomo, che segnali le esigenze che in questo momento il territorio richiede. Diciamo che sempre di più si crea questo nesso tra la scuola e il mondo del lavoro e l’università quindi non ha soltanto la responsabilità dicreare un diploma. Questo lo fanno purtroppo, ahimè, altrettanto bene le lauree telematiche, che rappresentano un grave problema per la formazione a tuttotondo di completamento dello studente. Stiamo lavorando per evitare la migrazione che lo stesso Svimez ha quantizzato in qualcosa come la perdita in vent’anni di una città come Siracusa, noi questo dobbiamo evitare. E’ un circuito vizioso che va interrotto e l’università, non da sola perchè non possiamo farlo da soli ma insieme agli altri enti territoriali, secondo me può svolgere un ruolo assolutamente di primo piano”. Presente alla conferenza stampa anche Stefana Milioto, Prorettrice alla Qualità, Sviluppo e Rapporti con i Dipartimenti.

foto: xd6/Italpress

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Tenta il sequestro di un bambino davanti scuola a Trapani, arrestato

TRAPANI (ITALPRESS) – I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Trapani hanno arrestato un 26enne straniero per i reati di tentato sequestro di persona, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. I militari sono stati allertati da testimoni che davanti la scuola dell’infanzia Don Bosco, nei pressi della stazione ferroviaria, stavano assistendo all’aggressione di una donna che stava accompagnando il figlio all’asilo. Il tempestivo intervento dei militari, che in poco tempo hanno raggiunto l’istituto comprensivo a sirene spiegate, ha permesso di bloccare il soggetto di nazionalità nigeriana ancora intento nell’aggressione di una connazionale, in stato di gravidanza, che si stava opponendo all’uomo che nel frangente avrebbe provato a sottrarle il figlio minore. Assicurate alla donna le cure sanitarie del caso, i militari dell’Arma hanno proceduto alla perquisizione e al successivo arresto del 26enne che all’interno dello zaino nascondeva un’ascia spaccalegna e un coltello di genere vietato di quasi 30 cm. Sottoposto a rito direttissimo è stata disposta la custodia cautelare in carcere motivo per il quale è stato subito tradotto presso la locale casa circondariale.

Foto: ufficio stampa Carabinieri

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Graduatoria Irfis sul caro mutui, Schifani “Procedura senza intoppi”

PALERMO (ITALPRESS) – Approvata la graduatoria definitiva degli aventi diritto ai contributi per l’abbattimento dei tassi di interesse relativi al 2022/2023 per i mutui a tasso variabile per l’acquisto della prima casa che sarà pubblicata domani sul sito ufficiale dell’Irfis, la Finanziaria regionale che ha gestito la misura. Una misura da 50 milioni voluta dal Governo regionale con fondi dell’Assessorato all’economia e votata da una legge dell’Assemblea regionale – si legge nella nota – Sono oltre 30 mila mila le domande ritenute valide che adesso saranno liquidate in quattro tranche nel mese di maggio.
“Era un impegno che avevamo preso nei confronti di trentamila famiglie siciliane e che stiamo rispettando – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – Entro maggio l’Irfis erogherà ben 50 milioni di euro quale contributo per l’abbattimento dei tassi di interesse per l’acquisto della prima casa. Una misura fortemente voluta dal mio governo per andare incontro, con un aiuto economico concreto, alle esigenze di decine di migliaia di siciliani, soprattutto a basso reddito, duramente colpiti dall’aumento delle rate dei mutui a tasso variabile. La procedura messa in campo dalla nostra finanziaria, che ha gestito la misura, ha funzionato senza intoppi e con l’approvazione della graduatoria possiamo iniziare a pagare”.

– Foto: ufficio stampa Regione Siciliana –

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Istruzione dei detenuti, Schifani “Fondamentale per reinserimento nella società”

PALERMO (ITALPRESS) – Si rafforza l’impegno istituzionale per garantire e promuovere la formazione universitaria dei detenuti in Sicilia. E’ stato firmato, infatti, a Palazzo d’Orleans, a Palermo, il rinnovo dell’accordo quadro per la realizzazione dei poli universitari penitenziari nell’Isola per il triennio 2024-2027. Istituiti negli Atenei regionali già nel 2021, questi centri hanno l’obiettivo di garantire un percorso di istruzione e formazione ai detenuti e agli internati che vogliono conseguire un titolo universitario, favorendone la riabilitazione psico-sociale, con ricadute positive nell’affrontare il percorso di recupero.
A sottoscrivere l’intesa, il presidente della Regione, l’assessore all’Istruzione e alla formazione professionale, il Garante regionale dei diritti dei detenuti, il Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria in Sicilia, i rettori delle Università di Palermo, Catania, Messina. Sarà perfezionata successivamente l’adesione all’accordo anche da parte della Kore di Enna.
“Una conferma da parte degli enti coinvolti dell’importanza delle attività svolte dai poli che, come documentato dalle relazioni prodotte dalle Università a conclusione del primo triennio, ha permesso a numerosi detenuti in espiazione di pena in Sicilia di intraprendere un percorso di studi universitari: per l’anno accademico 2023-2024 risultano 118 gli iscritti ai corsi di laurea”, si legge in una nota.
“I sottoscrittori dell’intesa – prosegue la nota – si impegnano a favorire accordi con altri enti e istituzioni presenti sul territorio, comprese le associazioni di volontariato e del terzo settore che già operano negli istituti penitenziari, ma anche a favorire l’adesione all’accordo di altri enti universitari per gli studi superiori che operano nel territorio regionale”.
I destinatari delle attività formative sono i detenuti, gli internati e i soggetti in esecuzione penale in Sicilia che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, intendano immatricolarsi o siano iscritti a corsi universitari.
Le attività avranno prioritariamente luogo nelle sedi individuate dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, d’intesa con gli atenei, con il fine di coordinare le attività didattiche e di dare riconoscimento all’impegno profuso dai singoli operatori, ossia docenti, tecnici, personale amministrativo, tutor e studenti.
Le Università garantiranno la didattica nei singoli istituti penitenziari. Si impegnano anche a prevedere: la messa a disposizione di strumentazioni tecnologiche, materiale librario e didattico o banche dati ai detenuti iscritti; un sevizio di sostegno allo studio attraverso attività di tutorato e mediante tecniche di insegnamento a distanza; misure economiche che favoriscano l’iscrizione e la frequenza dei corsi da parte dei detenuti indigenti; convenzioni che stabiliscano “tirocini curriculari” degli studenti universitari nelle strutture penitenziarie, soprattutto negli ultimi anni del corso di studi, anche per la stesura della propria tesi di laurea. Le università trasmetteranno alla Regione una relazione annuale sulle attività e sull’andamento dei poli.
Il Garante regionale dei diritti dei detenuti, anche in rappresentanza della Regione, potrà sottoscrivere gli specifici atti di collaborazione tra le singole università e il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria.
La Regione Siciliana si impegna a contribuire alle spese necessarie al perseguimento delle finalità dell’accordo.
“Abbiamo fortemente voluto il rinnovo dell’accordo per i poli universitari penitenziari in Sicilia. Riteniamo doveroso che anche la Regione contribuisca in modo tangibile alle attività di formazione culturale e professionale all’interno delle carceri”, dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che aggiunge: “Si tratta di passi fondamentali in quel percorso di reinserimento previsto dalla nostra Costituzione che deve consentire alle persone detenute, una volta scontata la pena, di trovare le porte aperte nella nostra società. Un obiettivo può essere raggiunto solo attraverso la solidarietà e la collaborazione istituzionali”.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
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