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Musica da Camera al Politeama di Palermo, al via stagione di concerti

PALERMO (ITALPRESS) – Inizia la stagione dei concerti di Musica da Camera al Politeama Garibaldi di Palermo. Otto appuntamenti da domenica 5 maggio, poi a giugno e si riprende a settembre con concerti fino al 26 settembre.
Si parte domenica (5 maggio) con il concerto del Quartetto Montalbano (il cui nome nasconde forse un omaggio al Camilleri giallista): un ensemble di costituzione assolutamente classica (due violini, viola e violoncello) che ha scelto di articolare i suoi concerti come un viaggio attraverso la grande musica da film del XX secolo, con particolare riferimento agli autori italiani e americani, E dunque, innanzi tutto, i Premi oscar Luis
Bacalov, Ennio Morricone e Nicola Piovani, sia pure alternando pagine assai note come Il postino, C’era una volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Gabriel’s oboe da Mission, Baaria, Playing love da La leggenda del pianista sull’Oceano e La vita è bella ad altre come Il Padrino di Nino Rota. Sul fronte del cinema americano svettano invece Moon River di Henry Mancini e molte fra le soundtrack più importanti di John Williams, Hans Zimmer, Adele, Lalo Schrifin e Dmitrij Šostakovic. Costo del biglietto 5 euro.
– foto locandina ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana –
(ITALPRESS).

Due miliardi fermi nei cassetti della Regione, Schifani ai dirigenti “Sbloccate fondi”

PALERMO (ITALPRESS) – Nelle casse della Regione Siciliana restano bloccati circa 2 miliardi. Si tratta di fondi che gli Assessorati avrebbero dovuto utilizzare per pagare imprese, dipendenti e altre categorie entro il 31 dicembre scorso e che adesso sono impigliati in procedure contabili complesse. La circostanza, secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia, avrebbe fatto infuriare il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha inviato ieri un ultimatum ai dirigenti generali minacciando di revocare loro l’incarico nel caso in cui non riescano a recuperare i ritardi in tempo brevi.
Schifani, secondo il quotidiano, ha dato una settimana di tempo, in particolare ai vertici dei dipartimenti Energia, Territorio e Ambiente e Infrastrutture. Se entro il 3 maggio non verrà completato il cosiddetto riaccertamento dei residui attivi “tale grave inadempienza potrà avere come conseguenza la decadenza dell’incarico dirigenziale”.
L’ira del Governatore nasce da una protesta che una imprenditrice gli ha rivolto nei giorni scorsi per il mancato pagamento di un credito vecchio di parecchi mesi. La situazione di questa imprenditrice, che ha scritto formalmente a Palazzo d’Orleans, è simile a quella di tante aziende che attendono il pagamento di lavori e forniture almeno dalla fine dell’anno scorso.
Ciò che è successo, spiegano dall’assessorato dell’Economia, è frutto di regole contabili molto complesse. In pratica, le obbligazioni assunte ogni anno dalla Regione vanno saldate entro il 31 dicembre. Quando ciò non avviene, per potere pagare, bisogna fare nei primi mesi dell’anno successivo il cosiddetto riaccertamento. E questo è quello che non è avvenuto tempestivamente: in particolare nei tre dipartimenti citati nella nota di Schifani ma più in generale in quasi tutti gli assessorati. Al punto che la nota inviata dal Presidente ai dirigenti precisa che Palazzo d’Orleans aveva dettato già il 23 novembre le linee guida per chiudere questa certificazione rapidamente. Una seconda direttiva, il 26 marzo, indicava il termine del 3 aprile per provvedere. Ma Schifani scrive nella nota che “permangono rilevanti irregolarità nelle risultanze contabili gestionali”. E aggiunge che “ciò arreca nocumento all’amministrazione in termini di blocco della spesa”.
A Schifani non sfugge che ciò che resta nei cassetti sono per lo più i pagamenti alle imprese. Nel pieno di una difficile campagna elettorale Palazzo d’Orleans ha quindi giocato d’anticipo dando un ultimatum agli assessorati per chiudere la partita dei pagamenti entro maggio. Prima che aprano le urne.
Nei cassetti restano però anche pagamenti ad altre categorie: in primis i premi di rendimento ai regionali e poi finanziamenti di molteplici finalità. Per un totale, stimato, di almeno un miliardo e ottocento milioni, se non qualcosa di più.
L’irritazione di Schifani nasce anche dal fatto che i ritardi degli anni scorsi nel riaccertamento e dunque nel pagamento delle imprese erano dovuti per lo più al prolungato esercizio provvisorio. Ma quest’anno – è l’obiezione del Governatore – la Finanziaria è stata approvata a metà gennaio, dunque si poteva e doveva chiudere in fretta anche i conti del 2023.
Bocche cucite nei dipartimenti, fa sapere il quotidiano. Anche se filtra che buona parte delle pratiche potrebbe essere completata davvero entro il 3 maggio in modo da liberare i primi pagamenti nei giorni successivi. Almeno 900 milioni potrebbero essere sbloccati quindi entro la prima settimana di maggio ed il resto, è sempre il calcolo fatto dagli uffici, entro la fine del mese.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
(ITALPRESS).

Unpli Sicilia, La Spina riconfermato alla guida del comitato delle Pro Loco

CATANIA (ITALPRESS) – Antonino La Spina è stato riconfermato alla guida del comitato siciliano dell’Unpli – Unione Nazionale delle Pro Loco. La Spina è anche presidente nazionale in carica dal 2016.
L’assemblea si è tenuta al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania, con oltre 800 partecipanti e alla presenza di autorità e istituzioni locali e regionali tra cui Gaetano Galvagno, presidente Assemblea regionale Siciliana, il senatore Salvo Pogliese, l’Assessore regionale al Turismo Elvira Amata, Andrea Messina, assessore agli Enti Locali e il segretario di Anci Sicilia Mario Alvano, oltre ad esponenti ed esperti del mondo del terzo settore e volontari del Servizio Civile.
Nato a Sant’Alfio in provincia di Catania, Antonino La Spina presiederà il comitato siciliano dell’Unpli insieme ai consiglieri regionali neoletti: Sciascia Noemi e Vitello Filippo (AG), Miccichè Luca e Scarlata Salvatore (CL), Barbagallo Antonino, Carciotto Antonino, Pulvirenti Samantha (CT), Speciale Maria Rita (Enna), Corona Pietro, Mola Vincenza e Puglisi Angela (ME), Bonfiglio Rosario, Cangiamila Davide e Trupiano Giuseppe (PA), Molè Lucio (RG), Campisi Antonino (SR), Pavia Maria Anna Teresa e Pecorella Giuseppe (TP).
Nel corso dei lavori sono state passate in rassegna anche le iniziative di maggior successo delle Pro Loco siciliane e i risultati centrati in occasione degli eventi promossi dall’Unpli come le Sagre di Qualità, sono stati conferiti i premi Salvatore Palato alle Pro Loco che meglio si sono distinte nel corso del 2023, mentre il premio Salvatore Rovello è stato assegnato ai volontari delle Pro Loco per la gestione del Servizio Civile.
Durante la manifestazione non sono mancate anche degustazioni e rassegne di prodotti tipici locali organizzate dai comitati provinciali delle Pro Loco.
-foto Unpli-
(ITALPRESS).

Torna “Sicilia en Primeur”, l’Isola strategica nel settore del vino

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia è il secondo “vigneto” d’Italia per estensione, con 95.760 ettari coltivati, ed è la prima Regione per superfice vitata bio. E’ uno dei dati che emergono dall’Osservatorio sulla competitività delle Regioni del Vino – Sicilia, realizzato da Nomisma Wine Monitor in collaborazione con UniCredit, presentato oggi a Palermo.
Il 2023 è stato un anno complesso per il settore del vino, con un calo nelle importazioni a livello mondiale legato a ragioni sia di carattere congiunturale che strutturale. Ad un overstock di acquisti da parte degli importatori, generato da timori nelle rotture delle catene di approvvigionamento e di rialzi dei prezzi, si sono aggiunti gli effetti del rallentamento economico e del calo nella capacità di spesa dei consumatori, messa sotto pressione da fenomeni inflattivi. Accanto a questi impatti di natura congiunturale, si sono resi più evidenti gli effetti dei cambiamenti strutturali che da tempo affliggono i consumi di vino: riduzione degli acquisti di vino rosso, minor propensione al consumo da parte delle giovani generazioni, maggior attenzione al contenuto di alcol e orientamento delle preferenze verso vini più leggeri e a minor gradazione alcolica.
I vini bianchi e le colture biologiche trainano la Sicilia che resiste alla contrazione dei raccolti di uve dell’ultima vendemmia dovuta agli eventi climatici estremi e all’attacco della peronospora. Sul fronte delle esportazioni in Sicilia nel 2023, flettono le esportazioni di vini rossi DOP (-4%) mentre cresce l’export di vini fermi bianchi DOP (+7%). L’export di vini bianchi DOP siciliani cresce negli Stati Uniti (+29%), seguito dal Canada (+13,9%) e dalla Germania (+6,8%). Per i rossi DOP siciliani la maggiore crescita dell’export si ha con la Francia (+7,5%), seguito dal Regno Unito (+6,8%).
E’ comunque da precisare, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, che i dati Istat di export tengono conto del luogo di spedizione all’estero, per cui sfuggono i quantitativi di vino siciliano che non partono direttamente dalla Sicilia per l’estero, ma partono da porti ubicati in altre regioni alle quali questi volumi di prodotto vengono computati come export vinicolo. Per cui si stima che in realtà il commercio estero di vini e mosti siciliani sia superiore rispetto ai dati ufficiali Istat.
I dati positivi arrivano anche dalla grande distribuzione organizzata dove le vendite di vini Dop regionali sono cresciute del 5,3% a valore (contro una media nazionale del +3,4%) e del +0,3% a volume (contro un calo del -1,9%).
L’edizione 2024 dell’Osservatorio si è arricchita dei risultati di una survey che ha coinvolto 1.000 consumatori italiani di vino, rappresentativi della popolazione italiana per genere, età e residenza territoriale. Gli obiettivi dell’indagine sono stati, tra gli altri, quelli di valutare la notorietà dei principali vini a denominazione presso il consumatore, identificare le regioni maggiormente apprezzate nella produzione di vini per tipologia e mostrare i comportamenti di consumo a livello territoriale (frequenza, canali di acquisto) percezione del brand Sicilia. Le etichette siciliane si sono piazzate al quinto posto dietro i vini di Piemonte, Toscana, Veneto, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Fra i vini rossi l’Isola scende al sesto posto ma risale al terzo per i vini bianchi. A guidare questa crescita “bianca” è il Grillo.
“Lo studio UniCredit-Nomisma mette in luce un mercato globale e domestico del vino in continua evoluzione, sia per ragioni interne al settore che per dinamiche più ampie afferenti alla sfera economica e geopolitica. Proprio per questo UniCredit si è impegnata a rinnovare la gamma di strumenti di sostegno per il settore, da affiancare al tradizionale supporto creditizio. Penso per esempio al plafond da 1 miliardo di euro nell’ambito dell’iniziativa ‘UniCredit per l’Italià a supporto degli investimenti delle imprese agricole e agroalimentari, alle emissioni obbligazionarie di minibond e al rinnovato assetto della nostra rete con la presenza di gestori e specialisti agribusiness, che sono in grado di supportare in modo ancora più mirato le realtà del settore”, ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit.
In occasione dell’incontro odierno è stata presentata l’edizione 2024 di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia, in programma a Cefalù dal 9 all’11 maggio. Cultivating the future, il tema di Sicilia en Primeur 2024, ripercorre le tappe più significative di Assovini Sicilia – dalla nascita ad oggi – proiettandosi verso il futuro.
“Sicilia en Primeur 2024 sarà un’edizione speciale con un doppio compleanno: venticinque anni dalla fondazione di Assovini Sicilia e vent’anni anni dalla prima edizione di Sicilia en Primeur. L’associazione, che oggi riunisce cento aziende vitivinicole, è protagonista della storia della vitivinicoltura siciliana e della sua rivoluzione, grazie alla straordinaria visione dei suoi fondatori e all’impegno dei successori e delle aziende che in questi anni hanno lavorato per promuovere il vino siciliano come ambasciatore culturale nel mondo, valorizzando la diversità del continente vinicolo siciliano” ha commentato Mariangela Cambria, Presidente di Assovini Sicilia.
Saranno oltre cento i giornalisti, tra stampa italiana ed estera, che parteciperanno alla kermesse; a questi si aggiungono cinquantanove aziende associate e la presenza di Pietro Russo, neo Master of Wine, insieme a professionisti del settore che guideranno i seminari tecnici in programma.
L’evento, ideato ed organizzato da Assovini Sicilia sin dal 2004, si conferma l’appuntamento più importante per il vino siciliano.
– foto xd6 Italpress –
(ITALPRESS).

Restaurato il casolare “Peppino Impastato” a Cinisi

CINISI (PALERMO) (ITALPRESS) – Restaurato e restituito alla collettività il casolare “Peppino Impastato” a Cinisi, nel Palermitano, dove il 9 maggio del 1978 l’attivista politico e giornalista venne assassinato dalla mafia. Stamattina la cerimonia di inaugurazione con il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha annunciato l’affidamento in comodato d’uso gratuito del sito, simbolo della lotta alla criminalità, alle associazioni del territorio impegnate nella salvaguardia della memoria.
Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore regionale ai Beni culturali e la soprintendente di Palermo, il prefetto e il questore di Palermo, il commissario straordinario del Comune di Cinisi, il presidente della commissione regionale Antimafia, numerose autorità civili e militari, oltre ai familiari di Impastato e alle delegazione dell’istituto comprensivo di Cinisi e del plesso di Terrasini del liceo statale di Partinico recentemente intitolato a Peppino e Felicia Impastato.
Il presidente della Regione si è intrattenuto con gli studenti, affrontando il tema della legalità praticata nel quotidiano, e ha rivolto loro un invito a visitare Palazzo d’Orlèans.
Il progetto di recupero dell’immobile e del terreno circostante – espropriati ed entrati in possesso della Regione nel 2020 – è stato redatto dalla Soprintendenza dei beni culturali di Palermo. I lavori erano stati avviati nel gennaio 2023 e finanziati con risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2020-2024 per un importo pari a centocinquantamila euro. Ad eseguirli l’impresa palermitana Scancarello.
Con questo intervento, è stato sottolineato, il governo siciliano ha voluto salvare dal degrado un luogo già dichiarato di interesse culturale, che ha una forte valenza evocativa, di testimonianza di civiltà e di lotta alla criminalità, rendendolo uno spazio aperto ai cittadini e tappa di quel “percorso della memoria” in ricordo delle vittime di mafia che tanti visitatori compiono nel nome della legalità.
Nello specifico, i lavori hanno riguardato il consolidamento della muratura e del fondale con la realizzazione di un vespaio areato perimetrale oltre che degli intonaci esistenti. Si è proceduto alla pulitura e all’integrazione delle pavimentazioni esistenti con basole in pietra di Billiemi bocciardate, alla collocazione di infissi in legno, porte d’ingresso e vani finestra e alla realizzazione dell’impianto elettrico. Per quanto riguarda la revisione delle coperture, si è provveduto al rifacimento del massetto, all’impermeabilizzazione con malta e al ripristino del soffitto incannucciato a vista.
All’interno della stalla, al posto della seduta in pietra sulla quale erano rimaste impresse tracce di sangue, si è scelto di realizzare un parallelepipedo in policarbonato trasparente. Sulla superficie di uno dei lati, una porzione è stata resa manualmente rugosa per fissare simbolicamente quelle macchie, con l’ intento di “cristallizzare l’assenza”.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
(ITALPRESS).

Palermo, sviluppo sostenibile e cultura al centro di una missione del Comune nella città cinese di Chengdu

PALERMO (ITALPRESS) – Sviluppo sostenibile, università e cultura al centro della missione nella città cinese di Chengdu della Città di Palermo. Su invito del governo della città dei panda gigante, una metropoli di oltre 21 milioni di abitanti nel sudovest della Cina, il vicesindaco e assessore alla Cultura Giampiero Cannella, su delega del sindaco Roberto Lagalla, ha rappresentato Palermo in una tre giorni densa di appuntamenti. Obiettivo della missione palermitana, il rafforzamento dei rapporti tra due centri molto lontani, ma anche tanto simili. Chengdu, infatti, gemellata con il capoluogo siciliano fin dal 1999, ha avuto negli anni uno sviluppo urbanistico orientato alla cura degli spazi verdi, improntato alla salvaguardia dell’ambiente e del suo ricco patrimonio culturale.
Il vicesindaco Giampiero Cannella ha incontrato, giovedì scorso, il suo omologo cinese Wang Qian. Dopo il tradizionale scambio di doni, al rappresentante di Chengdu è stata donata una ceramica tipica siciliana, i due hanno scambiato le loro opinioni sullo sviluppo ecosostenibile delle città e la valorizzazione delle tradizioni e dei beni culturali. A seguire si è svolta la cerimonia nella quale è stato firmato l’accordo di mobilità studentesca tra il corso di laurea magistrale in International Relations dell’Università di Palermo e l’università di Chengdu. A siglare il documento è stato il professore Salvatore Casabona, docente della Facoltà palermitana di Scienze politiche e coordinatore del Corso di laurea e la prorettrice dell’università cinese, Peng Xiaolin, alla presenza dei vicesindaci delle due città gemellate e del Foreign Affairs Office della municipalità cinese, Huang Tao.

Venerdì la mattinata è stata dedicata all’inaugurazione dell’Esposizione internazionale di Ortocultura, evento noto in tutto il mondo che si svolge ogni anno nella metropoli. Nel corso della cerimonia è stato piantato nel parco che ospita l’Expo, “L’albero dell’amicizia” tra Palermo e Chengdu, nel pomeriggio, invece, si è tenuto il meeting internazionale tra 23 delle 111 città di tutto il mondo gemellate con la città dei panda. Nel corso del summit internazionale il vicesindaco Giampiero Cannella è intervenuto illustrando i progetti di sviluppo sostenibile di Palermo, le ipotesi di riqualificazione degli spazi e la valorizzazione dei parchi e delle ville storiche. Durante la sua relazione, Cannella, ha intrattenuto i padroni di casa cinesi e le delegazioni straniere elencando le peculiarità culturali del capoluogo siciliano e raccontando il senso delle tradizioni palermitane e il programma del prossimo 400esimo festino di Santa Rosalia.
“E’ stata una missione molto interessante ed emozionante al tempo stesso. All’estero, persino nella lontana e così diversa Cina, Palermo è un luogo che evoca suggestioni, suscita sentimenti di simpatia e curiosità intellettuale. Mi è stato chiesto di condividere con Chengdu la nostra cura per il patrimonio artistico e culturale e di promuovere le nostre iniziative. Ovviamente ho iniziato subito valorizzando la tradizione del Festino e spiegando cosa accadrà in questo 400esimo anniversario di Santa Rosalia. La storia della nostra patrona ha suscitato molto interesse e sono certo che avremo dei riscontri molto positivi in futuro”.
Foto uff stampa Comune di Chengdu
(ITALPRESS).

Incendi, Schifani “Addestramento e prevenzione fondamentali”

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel pomeriggio si è recato a Pioppo, vicino a Monreale, nel Palermitano, per assistere all’esercitazione interforze di Protezione civile dedicata all’antincendio boschivo e di interfaccia, che si è svolta nel bosco di Casaboli. E’ la terza attività di addestramento in Sicilia, dopo quelle dei giorni scorsi nelle province di Catania e Messina, per testare sul campo il grado di formazione e operatività raggiunto dai volontari specializzati nell’antincendio boschivo. L’obiettivo è anche quello di favorire una linea di condotta comune tra tutti gli enti operativi coinvolti nelle diverse attività di previsione, contrasto e gestione delle emergenze connesse al rischio incendi: Corpo forestale della Regione siciliana, Vigili del fuoco, dipartimento regionale della Protezione civile.
“La prevenzione – ha detto il governatore – è strategica per affrontare i roghi boschivi che, spesso anche per mano criminale, attentano ai nostri boschi. E l’addestramento del personale, compresi i volontari che affiancano vigili del fuoco e forestali, è fondamentale per rafforzare le loro competenze e accrescere i livelli di preparazione e della loro stessa sicurezza. Con la mia presenza, oggi, ho voluto verificare personalmente il livello di operatività, ma anche ringraziare e fare sentire la vicinanza delle istituzioni, a partire dal governo della Regione, a quanti si sono impegnati oggi in questa esercitazione: Protezione civile, forestali, vigili del fuoco e volontari per farsi trovare pronti di fronte a ogni emergenza”. Sono circa 200 i volontari, provenienti dalle province di Palermo, Agrigento e Trapani, che sotto la guida di vigili del fuoco e operatori del Corpo forestale regionale hanno svolto per tutta la giornata attività formative sulle tecniche di contrasto agli incendi boschivi, ma anche per gli incendi di interfaccia, data la presenza di fabbricati, nei pressi dei quali è possibile simulare tali scenari.
Al termine dell’esercitazione, Schifani, insieme al dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, ha fatto un briefing con alcuni sindaci del territorio per discutere del coordinamento delle attività, in vista dell’avvio della campagna antincendio che la Regione quest’anno ha anticipato al quindici maggio.

foto: ufficio stampa Regione Siciliana

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Forza Italia presenta i candidati siciliani alle Europee, Chinnici capolista

PALERMO (ITALPRESS) – Caterina Chinnici, Margherita La Rocca Ruvolo, Bernadette Grasso, Marco Falcone, Edy Tamajo e Massimo Dell’Utri: questa la squadra con cui la componente siciliana di Forza Italia scende in campo alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno. Tre uomini e altrettante donne, con Chinnici capolista, e l’ambizione di vedere ancora il Partito popolare europeo al vertice delle istituzioni continentali: a coordinare la presentazione dei candidati, tenutasi all’Hotel Cavalieri a Palermo, è il coordinatore regionale di Forza Italia Marcello Caruso.
Quest’ultimo racconta come da parte della lista vi siano “ambizioni importanti, perchè la valenza dei candidati esprime la nostra volontà di dare agli elettori la facoltà di scegliere rappresentanti in grado di far valere in Europa le istanze della Sicilia. Questa regione ha sempre dato un gran contributo ai risultati di Forza Italia, grazie a un’importante tradizione moderata: per scaramanzia non voglio dire prima a che numero vogliamo arrivare, ma sicuramente avremo la possibilità di superare la doppia cifra e faremo il massimo per dare un risultato di livello al nostro partito”. Obiettivo di Forza Italia, aggiunge Caruso, è presentarsi come “la casa dei moderati, dei liberali, degli europeisti, dei garantisti e degli atlantisti: tutti loro oggi possono presentare le loro istanze in una forza politica che storicamente ha sposato i valori del Partito popolare europeo”.
Chinnici sottolinea la volontà di proseguire il lavoro già svolto al parlamento europeo per oltre dieci anni: “Chi si candida è mosso dallo spirito di portare un contributo autentico al nostro territorio. La lotta alla criminalità organizzata va affrontata non a livello regionale, ma europeo: in questo senso l’Italia ha dato un grande contributo. Ho lavorato anche sulla tutela dei finanziamenti europei rispetto alle finalità per cui vengono erogati: ci sono grandi ricchezze cui abbiamo il compito di attingere per valorizzare i nostri territori, a volte le procedure sono complesse e i bandi difficili da interpretare ma finora sono quasi mancate le risorse necessarie ad affrontare queste situazioni. Fortunatamente la Commissione sta lavorando in direzione della semplificazione”. Altrettanto importante per Chinnici sarà portare in Europa “impegno, competenza e opportunità per cittadini e imprese del nostro territorio, mentre sul fronte dell’insularità vogliamo colmare il gap infrastrutturale con il resto d’Italia”.
La Rocca Ruvolo, sindaca di Montevago, sottolinea la necessità di un cambio di passo da parte delle istituzioni continentali: “La politica deve essere il Front office dei cittadini e l’Europa deve essere più vicina al Mezzogiorno, dopo aver fatto danni non indifferenti in passato in particolare per quanto riguarda l’agricoltura. La mia esperienza da primo cittadino mi guida a portare in giro le istanze del territorio e le esigenze della Sicilia”.
Anche Grasso, coordinatrice di Forza Italia a Messina e sindaca di Rocca di Caprileone, evidenzia l’urgenza di un cambio di passo in una fase estremamente delicata a livello globale: “Questo per l’Europa è un momento cruciale, c’è bisogno di una forza moderata che incarni i valori di libertà lanciati da Berlusconi: dobbiamo remare tutti in direzione della pace e della responsabilità”.
Per Falcone, uno dei due assessori regionali schierati dal partito per l’appuntamento elettorale, è fondamentale che la creazione di un polo moderato guardi oltre le elezioni europee: “A Sicilia e Sardegna serviva una lista non improvvisata ma ragionata, che inglobasse le forze moderate e avesse un progetto politico proiettato nel futuro: non dobbiamo aver paura di condividere un progetto di lungo corso con altre forze che sposano valori e concetti che per noi sono capisaldi”. Il riferimento è alle forze politiche in squadra con Forza Italia, ovvero Noi Moderati e il Movimento per le autonomie.
Tamajo, l’altro assessore chiamato a scendere in campo, pone l’attenzione sulla capacità attrattiva di Forza Italia e su ciò che la distingue dalle altre forze politiche: “Dopo la morte di Berlusconi qualcuno aveva previsto una fuga di massa da Forza Italia, invece adesso c’è un partito che di volta in volta si rafforza e diventa competitivo: il nostro obiettivo è rilanciare la Sicilia con esempi di buon governo. I cattolici non avevano più una casa, adesso grazie a Forza Italia ce l’hanno: il Pd è troppo appiattito sui 5 Stelle, la Lega in Sicilia non riesce più ad avere presa e Fratelli d’Italia si sta spostando sempre più a destra”.
Con Dell’Utri assente perchè impegnato in Sardegna, a rappresentarne le istanze è il coordinatore di Noi Moderati Saverio Romano, il quale sottolinea come “Berlusconi ha collocato Forza Italia in funzione evolutiva rispetto alla Democrazia cristiana nel Partito popolare europeo: questo percorso comune segue quello di chi ha fondato l’attuale centrodestra del nostro paese. La strada giusta è far ripartire un momento di aggregazione contro quelle forze estreme, populiste e radicali”.
– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).