PALERMO (ITALPRESS) – AMG Energia, dietro autorizzazione del sindaco Roberto Lagalla, ha installato e accenderà domani, alle ore 18, due nuovi proiettori che illuminano il murale “Sangu e Latti”, opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri, realizzata nel 2019, su impulso dell’associazione “L’Arte di crescere” in collaborazione con la scuola “Sperone-Pertini”, per ricordare l’importanza della pratica dell’allattamento al seno e lanciare un messaggio di speranza all’intero quartiere da uno dei suoi luoghi fragili, a lungo simbolo di degrado.
La richiesta di illuminare il murale e di installare una panchina nell’area antistante è partita dalle mamme dell’Associazione “L’Arte di crescere”, dalla dirigente dell’istituto comprensivo “Sperone-Pertini” Antonella Di Bartolo e dalla giornalista Lilia Ricca: hanno scritto agli assessori Pennino e Orlando che hanno sposato l’iniziativa assieme al sindaco. Il primo cittadino ha autorizzato AMG Energia a collocare ed accendere due nuovi punti luce dedicati al murale (due proiettori da 250 watt agli ioduri metallici, che ricreano un effetto di luce naturale) utilizzando somme della stessa società partecipata, derivanti dall’utile di gestione e accantonate in un fondo a disposizione dell’amministrazione comunale per eventuali attività urgenti.
“Sono passi che confermano un percorso di riqualificazione che prosegue – afferma il sindaco Lagalla -. In quest’area sorgeva un asilo, vandalizzato e abbattuto, che era diventato per troppo tempo luogo e simbolo di degrado. Questo spazio deve tornare ad essere centro di aggregazione e di rinascita. L’illuminazione rafforza i significati di cura e attenzione che il murale rappresenta e che sono un messaggio di speranza per questa zona e per tutta la città. Ringrazio AMG e sono convinto che questa iniziativa rappresenti anche una traduzione simbolica nei fatti della comunicazione che, in questo caso, si è instaurata fra l’amministrazione, l’associazione e la scuola ‘Sperone-Pertinì che operano nel territorio”.
“Siamo felici di aver dato un contributo alla riqualificazione di quest’area – dice il presidente di AMG Energia Francesco Scoma – Siamo una partecipata del Comune che offre servizi alla città e che lavora ogni giorno per la sua crescita. Il fatto che il risultato del nostro lavoro possa trasformarsi in realizzazioni a beneficio del territorio e della comunità è per l’azienda e i suoi dipendenti motivo di orgoglio”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Amg illumina murale “Sangu e latti” a Palermo, Lagalla “Un messaggio di speranza”
Panificio di Catania trasformato in centrale per spaccio cocaina, 9 arresti
CATANIA (ITALPRESS) – Nell’ambito dell’operazione “Non solo pane”, oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, in collaborazione con i Reparti specializzati, nelle Province di Catania e Reggio Calabria, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 9 persone (8 in carcere ed una agli arresti domiciliari), accusate a vario titolo di detenzione e spaccio di cocaina, in maniera reiterata ed in concorso tra loro. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale del Capoluogo etneo.
L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, ha consentito di individuare una fiorente attività di smercio al dettaglio di cocaina, realizzata dagli indagati, sia autonomamente che in concorso tra loro, nella città di Catania e in diversi Comuni della cintura metropolitana.
In particolare, sarebbero state ricostruite le diverse modalità di cessione della droga, che avveniva sia in maniera “itinerante”, con gli “ordini” stabiliti telefonicamente e consegnati, o addirittura lasciati, in luoghi concordati, un vero e proprio “take away”, sia presso le abitazioni dei pusher, dove si realizzava la compravendita e la consumazione dello stupefacente, tutte cautele ritenute fondamentali per garantirsi l’impunità dalle forze dell’ordine.
Emblematica al riguardo la condotta di uno degli spacciatori, che essendo un panettiere, avrebbe utilizzato il suo forno quale “copertura” e “base logistica” per l’attività illecita, soddisfacendo le esigenze degli acquirenti, che avrebbero chiesto di ritirare di volta in volta “mezzo chilo di pane” o “mezza pagnotta”, tutte forme criptiche per celare il reale riferimento alla cocaina.
Contestualmente, i Carabinieri stanno eseguendo anche diverse perquisizioni domiciliari con il supporto delle unità cinofile antidroga, al fine di sequestrare eventuale ulteriore sostanza stupefacente.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Nuovo regolamento sulla Movida varato dal Consiglio comunale di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Il Consiglio comunale di Palermo, riunito a Palazzo Comitini, ha approvato il regolamento sulla Movida. Tra le misure adottate è prevista l’introduzione di ticket d’ingresso nominativi per le discoteche, ma anche l’obbligo per i titolari dei pubblici esercizi di dotarsi di videosorveglianza.
“Il regolamento della movida, approvato dal Consiglio comunale, dota la città di uno strumento che può guidare verso una migliore convivenza tra chi vuole vivere un sano divertimento, gli imprenditori e i residenti che hanno diritto alla quiete”, commentano il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e l’assessore alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti, che aggiungono: “Si aspettava da tempo questo documento, al quale si è arrivati dopo un lungo percorso. Ma ogni supplemento di analisi, in Consiglio comunale, nei vertici con le istituzioni come la Prefettura o le forze dell’ordine, nei momenti di confronto con le categorie e con i comitati cittadini, non è stato vano. Anzi, è servito per correggere e andare il più possibile incontro alle esigenze di tutti. Proprio questo lavoro ha coinvolto sia l’amministrazione, sia le commissioni e i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione che ringraziamo. Un ringraziamento che va doverosamente esteso anche agli uffici per il lavoro svolto. Il regolamento contiene punti importanti e coraggiosi, a cominciare da una maggiore regolazione e un orario ridotto per slot machine e sale giochi autorizzate fino ai limiti di orario per tutelare le aree della città, in particolare il centro storico e le prescrizioni per i locali di pubblico spettacolo. Il testo contiene, inoltre, il recepimento della Legge Franceschini che permetterà di pianificare le licenze e le nuove aperture di esercizi. L’auspicio è che il contributo corale che ha portato all’elaborazione del regolamento possa trovare forma nel rispetto delle regole da parte di tutti i soggetti coinvolti”.
“Adesso la palla passa al sindaco Lagalla, spetta a lui garantire il rispetto del regolamento movida, che abbiamo contribuito a migliorare, per garantire il diritto al riposo dei cittadini, l’attività dei locali di ristorazione e intrattenimento e per migliorare le condizioni di sicurezza della città”, dichiarano i consiglieri comunali di Palermo del PD Rosario Arcoleo, Fabio Giambrone, Giuseppe Lupo, Teresa Piccione.
“Il nuovo regolamento movida – sottolineano i consiglieri del PD – non basterà a garantire la sicurezza delle strade della città se il governo Meloni non deciderà di potenziare gli organici delle forze dell’ordine ed in particolare della polizia municipale”.
“L’approvazione del regolamento sulla movida, fortemente voluto e sostenuto dal gruppo di Fratelli d’Italia, costituisce un momento importante dell’attività amministrativa del comune su vari fronti. Intanto perchè fornisce una risposta concreta e celere ai fatti incresciosi successi poche settimane fa, dove la cittadinanza di Palermo è stata messa a dura prova cosi come la reputazione della nostra città. Ed inoltre perchè costituisce un punto di partenza per tutti, i cittadini, gli esercenti, i più giovani, i visitatori, che da questo momento potranno contare su regole certe e condurre le proprie attività in sicurezza e potendo fornire a clienti ed avventori servizi programmati ed efficienti”, dichiara Germana Canzoneri Consigliere di FdI, che aggiunge: “Non è stato facile arrivare a questa sintesi, su regolamento del genere ci vuole sempre il rispetto di tutte le sensibilità che sono chiamate a decidere, in primis il consiglio comunale, che nel corso del dibattito a volte aspro, ma sempre franco, ha avuto l’onere di ascoltare le categorie, le parti sociali, le associazioni, per interpretare l’anima della città su un tema che per molti anni è stato molto controverso, in un dualismo a volte esasperato tra le sensibilità dei residenti e le esigenze degli esercenti che devono mandare avanti tra tante difficoltà la propria attività economica. Il nostro gruppo politico di Fratelli d’Italia si è battuto in maniera incisiva per arrivare oggi a cogliere questo risultato, agendo in collaborazione con gli altri gruppi, con gli uffici, e ponendosi sempre in posizione d’ascolto con tutti coloro i quali hanno avuto la possibilità di esprimere una idea, un pensiero, una opinione. Ed è ai cittadini palermitani che va oggi il mio pensiero, soprattutto ai giovani di questa città a cui chiediamo uno sforzo, e cioè quello di porre una maggiore attenzione ma di continuare a divertirsi e ad essere liberi, e oggi con questo regolamento abbiamo finalmente uno strumento amministrativo per farlo. Ringranzio tutti i colleghi sia di maggioranza e opposizione e l ‘Assessore per il grande lavoro svolto”.
“L’approvazione del regolamento sulla movida, a cui il Consiglio comunale di Palermo è giunto dopo ore di dibattito e confronto, consentirà finalmente alla città di avere regole chiare a tutela dei residenti e delle attività economiche. Il Consiglio comunale ha recepito le proposte della Prefettura, prevedendo l’obbligo della videosorveglianza nelle discoteche, dei biglietti nominativi e lasciando alla discrezionalità del potere di ordinanza del sindaco la facoltà di imporre l’uso di tornelli o metal detector. Previsti paletti ben precisi per il rilascio di nuove licenze per i locali notturni e per gli orari della diffusione sonora. Inoltre, l’uso delle slot machine sarà consentito solo fino alle 20, scelta che va nella direzione del contrasto alla ludopatia”, dichiarano i consiglieri del gruppo “Lavoriamo per Palermo” Ninni Abbate, Leonardo Canto, Dario Chinnici, Fabrizio Ferrandelli e Pino Mancuso.
“La finalità del regolamento, così come presentato originariamente, era banalmente l’apertura alla musica dal vivo. Non era certo la sicurezza, tema uscito in corso d’opera e che si è tentato di inserire, maldestramente, nel testo per rispondere alle crescenti preoccupazioni in città, senza sostanzialmente riuscirci. Infatti, quattro mesi di blocco del consiglio sul tema, hanno partorito due punti di modestissimo o nullo effetto sul problema sicurezza, quali l’obbligo di biglietti nominali (a rischio ricorso) e videocamere nei locali (che molti già hanno). Lo dimostrano anche le dichiarazioni contrastanti da parte della maggioranza”, dichiara, a nome del M5s, il consigliere comunale di Palermo, Giuseppe Miceli, che aggiunge: “Il nostro apporto (sia come gruppo che come opposizione) – aggiunge – ha permesso di dare più senso a diverse parti del testo, armonizzando gli orari, tutelando il diritto al riposo dei cittadini senza eliminare la proposta musicale, e al contempo abbiamo impegnato l’amministrazione, tramite ordine del giorno, ad acquistare nuovi strumenti di misura delle emissioni e a contrastare efficacemente la ludopatia, per andare oltre il primo segnale, contenuto nel regolamento, di limitazione oraria delle slot machine, e dedicandosi anche alle problematiche sociali connesse al fenomeno. Infine va detto che un regolamento per la coesistenza tra attività di impresa e cittadini esisteva già, quasi identico nei contenuti, e non veniva efficacemente fatto rispettare: ci auguriamo che da oggi l’amministrazione si dedichi a dare piena attuazione a questo testo”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Appello dell’Assemblea Balneari Cna Sicilia “Dare stabilità al settore”
SIRACUSA (ITALPRESS) – “In Sicilia si armonizzi la norma lavorando per dare finalmente stabilità al settore”. E’ l’appello lanciato dall’Assemblea Regionale dei Balneari CNA, che si è riunita a Siracusa. Un evento che ha visto la partecipazione di delegati da tutta l’isola, insieme a figure di spicco del settore e rappresentanti istituzionali. Tra i presenti, Giuseppe Carta, presidente della IV commissione all’Ars, Guglielmo Pacchione, presidente regionale dei Balneari CNA, Cristiano Tomei, coordinatore nazionale, Sabina Cardinali, presidente nazionale, Rosanna Magnano, presidente territoriale CNA Siracusa, e Gianpaolo Miceli coordinatore CNA Balneari Sicilia. Gli interventi hanno sottolineato l’importanza di un percorso condiviso per la stabilità e la valorizzazione del comparto balneare. Assente giustificato l’assessore regionale Elena Pagana.
L’assemblea ha messo in luce “l’essenziale attività di mappatura condotta dal governo nazionale, dimostrando la non scarsità delle risorse, fondamentale per nuove iniziative imprenditoriali e per sostenere l’argomentazione contro l’applicazione indiscriminata della direttiva Bolkestein in Sicilia”. “Questa posizione, condivisa a livello nazionale – è stato sottolineato -, evidenzia la determinazione della Sicilia nel tutelare il settore balneare, anche alla luce del Decreto Milleproroghe del 2023 che posticipa la scadenza delle concessioni al 2025, non per incapacità degli enti nella realizzazione delle fantomatiche aste ma per avviare un dialogo costruttivo con la Commissione Europea a tutela della Risorsa Balneare in primis siciliana”.
L’assemblea ha inoltre affrontato tematiche cruciali per il territorio siciliano, come “la necessità di preservare e valorizzare la costa dell’isola, sempre più minacciata da fenomeni erosivi e dissesto idrogeologico”. E’ stato sottolineato il ruolo dei balneari “come custodi primari della conservazione costiera, attraverso un rapporto di collaborazione tra privato e pubblico, e l’importanza di spingere le amministrazioni comunali all’adozione dei piani di utilizzo del demanio marittimo”.
Un focus particolare è stato dedicato alla situazione di Lampedusa e delle isole minori siciliane, “simbolo di una insularità nell’insularità, dove la direttiva Bolkestein appare inadeguata rispetto alle specificità territoriali”. La missiva inviata dal sindaco di Lampedusa alla CNA Sicilia in occasione dell’evento ha sollecitato un’attenzione particolare per queste realtà, evidenziando l’urgenza di un approccio che consideri le peculiarità delle isole minori.
L’Assemblea dei Balneari CNA Sicilia si è impegnata “a sostenere attivamente le iniziative legislative connesse al Decreto Milleproroghe nazionale e a mantenere un dialogo costante con le istituzioni locali per affrontare le sfide specifiche del territorio, dalla tutela della costa alla risoluzione di problemi burocratici, con l’obiettivo di inaugurare una nuova stagione per il comparto balneare, basata, come sempre, sulla valorizzazione di un sistema economico sostenibile e familiare. CNA Sicilia Balneari si conferma in prima linea nella difesa degli interessi del settore, promuovendo un futuro di crescita e stabilità per le imprese balneari dell’isola”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Banca Generali, duecento studenti di Palermo a lezioni di sostenibilità
PALERMO (ITALPRESS) – Duecento ragazzi delle scuole di Palermo a lezione di sostenibilità. E’ successo giovedì 16 e venerdì 17 febbraio all’Iti Vittorio Emanuele III e all’Iss Einaudi Pareto grazie a Banca Generali che, con Enzo Ruini, Sales Manager strategico per la sostenibilità della private bank, ha iniziato un vero e proprio tour nelle scuole italiane all’insegna della sensibilizzazione verso l’ambiente, il sociale e la nuova governance.
Il progetto riguarda complessivamente circa 3.500 studenti di 15 istituti superiori di tutta Italia. Il percorso didattico, tenuto dagli esperti della private bank grazie all’accordo col Centro Elis, si snoda lungo lo Stivale nelle classi terze, quarte e quinte delle scuole del Piemonte, del Veneto, della Toscana e di altre regioni italiane per chiudere in Calabria, a Cosenza.
Il viaggio della banca nei temi Esg si inserisce nel contesto più ampio del progetto BG4SDG’S realizzato in tandem con il noto fotografo Stefano Guindani (un reportage fotografico, un docufilm di Emanuele Imbucci, mostre itineranti, un libro. Tutti a sfondo green) che si è posto l’obiettivo di sensibilizzare sui Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite e di evidenziare le criticità di determinati target ambientali, così come le opportunità grazie all’innovazione e alle capacità dell’uomo di superarne gli ostacoli.
Un mattoncino via l’altro ora i temi della sostenibilità arriveranno anche sui banchi degli studenti grazie all’ accordo siglato con Elis, realtà dedita alla formazione dei ragazzi al lavoro, che promuove lo sviluppo e l’innovazione in collaborazione con enti di formazione, aziende, università, centri di ricerca e istituzioni.
L’iniziativa ha avuto l’imprimatur del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim) con il riconoscimento agli studenti delle ore dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).
Fonte foto: Banca Generali
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Schifani “La mafia si colpisce al cuore con il sequestro dei patrimoni”
PALERMO (ITALPRESS) – “Sono molto fiero di essere qui oggi perchè la rinascita di questo luogo, grazie al lavoro di aziende confiscate alla criminalità organizzata, rappresenta un nuovo punto messo a segno dallo Stato contro la mafia”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che, assieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al prefetto Bruno Corda, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha visitato nel pomeriggio il cantiere del mattatoio intercomunale di contrada Sant’Anna a Partinico, nel Palermitano, alla presenza anche di altre autorità civili e militari.
“Siamo di fronte a un esempio virtuoso di amministrazione giudiziaria – ha aggiunto il governatore – grazie al buon lavoro dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati, guidata dal prefetto Bruno Corda. La Regione è molto sensibile al tema dei beni confiscati ed è concretamente impegnata per promuovere il loro riutilizzo a fini sociali, come dimostra anche l’esempio di Verbumcaudo, masseria di Polizzi Generosa confiscata alla mafia, per cui la Regione ha recentemente aggiudicato i lavori di riqualificazione stanziando 5,3 milioni di euro di fondi del Pnrr”.
Prima di raggiungere Partinico, Schifani ha partecipato in Prefettura a Palermo alla cerimonia di consegna di un bene confiscato che si trova in via Sampolo alla Procura della Repubblica del capoluogo siciliano. Sarà destinato alla sezione di polizia giudiziaria.
“La mafia si colpisce al cuore con il sequestro dei patrimoni. Ed è un principio non negoziabile – ha sottolineato il presidente della Regione – quello di restituire alla comunità i beni confiscati, affinchè i cittadini trovino un ristoro ai danni subiti dalla criminalità organizzata”.
– foto ufficio stampa Regione siciliana, visita ex mattatoio di Partinico con Schifani e Piantedosi –
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Strage nel Palermitano, arrestata anche la figlia 17enne del muratore
PALERMO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato presso la Procura per i Minorenni di Palermo hanno eseguito il fermo della 17enne sopravvissuta alla strage di Altavilla Milicia, nel palermitano. La ragazza deve rispondere di omicidio pluriaggravato in concorso della madre e dei due fratelli di 16 e 5 anni, nonchè di occultamento del cadavere della donna. Il provvedimento è stato disposto in seguito alle indagini dopo i gravissimi fatti dell’11 febbraio. Lo scorso 14 febbraio la minorenne si è presentata presso la Procura di Termini Imerese ed ha raccontato spontaneamente i fatti rivelando il suo pieno coinvolgimento nella strage che ha visto coinvolta la sua famiglia. La ragazzina è stata subito interrogata ed alla presenza del difensore ha riferito quanto accaduto nei giorni precedenti l’11 febbraio all’interno della sua abitazione, fornendo un resoconto agghiacciante, anche in relazione al contributo personale dalla stessa fornito in relazione alle torture subite dalla madre e dai fratelli, alle loro atroci sofferenze, ed all’agonia fino alla morte. La 17enne ha riferito quanto accaduto dopo il decesso della madre e quindi le circostanze relative alle modalità con cui hanno dato fuoco al cadavere e successivamente hanno seppellito i resti. La minore ha raccontato che presso la sua abitazione c’erano, già da anni, dei “demoni” ritenuti responsabili di alcuni accadimenti relativi a componenti della sua famiglia e della necessità di scacciarli, sia dalla madre che dal piccolo fratellino, particolarmente legato alla mamma, e quindi “abitato” dalle figure demoniache.
Oggi davanti al gip presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo è stata celebrata l’udienza di convalida del fermo. I provvedimento è stato convalidato ed il giudice ha disposto la detenzione in carcere della giovane indagata.
“Erano tutti preda di un delirio mistico”, ha detto il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, nel corso di una conferenza stampa convocata presso la compagnia carabinieri di Bagheria per fare il punto sulla strage di Altavilla Milicia, commessa dal muratore che ha confessato di avere ucciso la moglie e i due figli di 16 e 5 anni. Presenti anche i sostituti procuratori Chiara Salerno e Manfredi Lanza, il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, generale di brigata Luciano Magrini, il comandante dei carabinieri di Monreale tenente colonnello Giulio Modesti e il comandante della Compagnia di Bagheria maggiore Francesco Battaglia.
“Il rito collettivo era iniziato da un mese – ha spiegato il magistrato – e coinvolgeva tutta la famiglia e la coppia di amici che avrebbe partecipato al massacro”. “Le torture fisiche sono iniziate l’ultima settimana da quando i ragazzini non sono più andati a scuola. La madre è stata uccisa prima, forse, perché si sarebbe opposta alle torture ai propri figli”, ha aggiunto il procuratore, sottolineando che “la superstite, la figlia primogenita ha partecipato alle torture dei riti di purificazione”.
Il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, non ha escluso che nella vicenda possano essere coinvolte altre persone: “Cercheremo di capirlo e speriamo di avere l’appoggio delle altre sedi giudiziarie e delle altre istituzioni per accertarlo”. E poi ha rivolto un appello ai giovani: “Ci sentiamo di dovere dire che quanto è accaduto deriva da un modo di concepire la religione in maniera distorta, con soggetti che approfittano della debolezza e della vulnerabilità di altri. Facciamo quindi un appello, soprattutto ai giovani, affinché si muovano per fare emergere queste situazioni. Ai ragazzi dico, so che è difficile e complicato fare emergere certe cose ma questa terribile tragedia dimostra che il silenzio alle volte può essere la propria condanna a morte. La magistratura, le forze ordine e le altre istituzioni sono in grado di aiutare efficacemente le vittime di questi reati”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Piantedosi in Prefettura a Palermo, consegnato bene confiscato alla mafia
PALERMO (ITALPRESS) – Doppio appuntamento alla prefettura di Palermo per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: dopo avere trascorso la mattinata all’aula bunker del carcere Ucciardone in qualità di testimone per il processo Open Arms (all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di capo di gabinetto), il titolare del Viminale ha prima partecipato a una riunione del Comitato provinciale sulla sicurezza pubblica e in seguito alla cerimonia di consegna alla Procura della Repubblica di Palermo di un bene confiscato ad un esponente di spicco delle famiglie di San Lorenzo e Partanna Mondello; prima di lasciare la Sicilia per Piantedosi è prevista un’ultima tappa a Partinico, dove visiterà il Mattatoio intercomunale, i cui lavori di ristrutturazione sono stati realizzati da aziende confiscate alla criminalità.
Alla consegna del bene confiscato, suggellata dalla firma comune di un protocollo, hanno preso parte insieme al ministro il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il procuratore capo Maurizio De Lucia il presidente della Corte d’appello Matteo Frasca, il procuratore generale Lia Sava e il direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati Bruno Corda; presenti in platea anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente della Regione Renato Schifani e i rappresentanti delle forze dell’Ordine.
Per Piantedosi “la consegna di questo bene è un segno tangibile che con i patrimoni della criminalità organizzata partecipiamo al lavoro delle forze di polizia e dell’autorità giudiziaria: fa ulteriore piacere che ciò avvenga in una città come Palermo e in sinergia con tutte le istituzioni”. Gli fa eco Mariani, il quale evidenzia come un appuntamento del genere “è simbolo della ferma volontà dello Stato di continuare a operare confische nei confronti della criminalità organizzata e affidare beni alla polizia giudiziaria”.
Palpabile la soddisfazione per De Lucia, primo destinatario del bene sottratto a Caravello: “I processi penali costano, ma rendono – sottolinea, – Non c’è dubbio che la resa del processo realizzi un credito per lo Stato: quello che prima pagavamo a un privato adesso appartiene al pubblico e garantisce un ulteriore presidio di sicurezza nel territorio. E’ raro che in Italia un problema tendenzialmente così annoso si risolva in tempi così brevi: quando la macchina dello Stato si muove con efficienza si raggiungono risultati importanti”.
– foto xd8 Italpress –
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