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“Look Down”, l’arte di Jago al Palazzo Reale di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Un bambino di marmo bianco, rannicchiato in posizione fetale, è posizionato da oggi al centro del Cortile Maqueda del Palazzo Reale di Palermo, rivolto verso uno dei luoghi spirituali più importanti al mondo, la Cappella Palatina, simbolo della convivenza tra culture e religioni diverse. Si tratta della celebre opera “Look Down”, chiaro invito a “guardare in basso”, realizzata da Jago e voluta a Palermo dalla Fondazione Federico II. Il “feto” rappresenta lo sguardo dell’arte rivolto ai più fragili, in antitesi all’indifferenza.
Lo scultore italiano, considerato uno dei più grandi artisti del panorama nazionale e internazionale, era presente questa mattina all’anteprima per la stampa, a cui ha partecipato il Direttore generale, Patrizia Monterosso. L’opera rimarrà esposta fino al 3 giugno prossimo.
Jago riesce ad imprimere straordinaria umanità alle sue opere. Palazzo Reale, Patrimonio mondiale dell’Umanità, è certamente un luogo adatto per l’allestimento. Si crea un rapporto quasi naturale tra l’opera e il contesto, un dialogo non solo concettuale ma anche visivo tra l’opera e l’antica bellezza architettonica del luogo. L’opera fornisce uno specchio contemporaneo attraverso il quale i visitatori possono elaborare le sfide dei giorni nostri. La presenza dell’opera nel Palazzo Reale diventa un’occasione per esplorare i temi sociali proposti dall’artista.
Jago ama la scultura classica tipicamente figurativa, ma è un artista contemporaneo a tutti gli effetti per la capacità di esprimere un grande simbolismo concettuale tra ragione e sentimento.
“Produco un’immagine che ha una forma fisica, un titolo e dice, inevitabilmente, delle cose – ha detto Jago – ma sto imparando nel tempo a sbilanciarmi sempre meno su quelli che sono i miei significati. Perchè la ricchezza è quella di poter dare all’altro, attraverso la propria opera, uno spazio di intervento. Mi piace pensare che un’opera di valore sia capace di ospitare i contenuti degli altri”.
“L’opera – ha proseguito Jago, a proposito del rapporto tra la sua opera e Palazzo Reale – può avere la capacità di sottolineare le caratteristiche dello spazio che la circonda ma è sicuramente assoggettata al valore, alla storia e al racconto che quel luogo, inevitabilmente, impone sull’opera stessa. E’ un pò come quando noi esseri umani ci troviamo a frequentare dei luoghi e ci sentiamo condizionati dagli stessi. La relazione della mia opera con Palazzo Reale è esattamente come quello che ogni visitatore può provare all’interno di questi spazi. E’ il rapporto di chi ha la possibilità di farsi opera d’arte. Viaggiare, muoversi, frequentare quegli ambienti, infatti, vuol dire diventare opera d’arte. Questo è il grande privilegio che questi spazi, regalati dal tempo e magnificamente custoditi, hanno la forza di concederci”.
“Palazzo Reale, Patrimonio dell’Umanità, – afferma Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e della Fondazione Federico II – nei secoli si è contraddistinto per una visione culturale innovatrice. Il mio impegno e della Fondazione Federico II è quello di proporre una continua vivificazione dei contenuti artistici e culturali che affermano ancora oggi la loro contemporaneità attraverso arte, contenuti e bellezza.
L’opera di Jago, allestita nel cortile Maqueda, va proprio in questa direzione. Le scelte curatoriali della Fondazione offrono ai visitatori, oltre alle bellezze degli artisti italiani e internazionali ospitati qui, spazi di riflessione e di impegno sociale”.
“L’allestimento dell’opera Look Down a Palazzo Reale – ha detto il direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso – non altera la fruizione del luogo, ma la esalta e crea l’opportunità di nuovi approfondimenti e nuova rigenerazione. L’arte di Jago è anche comunicazione e contribuisce a determinare ulteriori consapevolezze. L’allestimento presso il Cortile Maqueda seicentesco è stimolo per ricercare maggiore bellezza dell’arte, difenderla e curarla. L’opera imprime ulteriore umanità a questo luogo. Le opere di Jago, inoltre, hanno il merito di ricordare come ascoltare l’anima: per ascoltare occorre porre attenzione all’altro.
Look Down pone il visitatore in una condizione di ascolto con l’elemento immateriale dell’opera. Non a caso le sue opere affrontano spesso temi sociali che pongono il fruitore dinanzi ad un interrogativo a cui non può sottrarsi”.
“Look Down” era stata inizialmente posizionata in Piazza del Plebiscito a Napoli, durante il lockdown. Successivamente, l’opera è stata esposta nel deserto di Al Haniyah a Fujairah (Emirati Arabi Uniti) prendendo il nome di “Look Here”. Durante questa permanenza l’opera è stata vandalizzata. A settembre 2023, è stata poi riportata in Italia e collocata di fronte al Colosseo a Roma. La presenza dell’opera a Palazzo Reale è anche uno stimolo per ricercare sempre maggiore bellezza, difenderla e curarla”.
Infine Jago commenta il suo rapporto con Palermo: “Sono spaventato – afferma – dai luoghi di cui credo di potermi innamorare, Palermo è uno di questi. Sarò in grado di poter condividere le sensazioni che mi trasmette al termine di questa esperienza di installazione perchè avrò modo di approfondire, ma temo che la mia frequentazione sarà accompagnata da un sentimento di sofferenza perchè ciò accade quando ti innamori di un luogo e devi lasciarlo. E sono sicuro che di Palermo mi innamorerò facilmente”.

– foto ufficio stampa Fondazione Federico II –
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Associazioni Artigiani “La Regione avvii una concertazione sui fondi Fsc”

PALERMO (ITALPRESS) – “Chiediamo al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di avviare una concertazione con le associazioni di categoria del mondo produttivo sull’utilizzo dei 6,8 miliardi di euro del Fondo di sviluppo e coesione”. Lo chiedono con una nota congiunta le associazioni di categoria del settore dell’artigianato Cna, Confartigianato, Casartigiani, Claai.
“Riteniamo utile – aggiungono – un confronto con chi rappresenta le istanze degli imprenditori. Le risorse del Fondo di sviluppo e coesione rappresentano una grande occasione per dotare la nostra Regione delle infrastrutture e dei servizi di cui abbiamo bisogno”.
– foto ufficio stampa Regione siciliana –
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Al processo Open Arms sentito Piantedosi, prossima udienza il 22 marzo

PALERMO (ITALPRESS) – Si è conclusa l’udienza odierna del processo Open Arms, incentrata esclusivamente sulla testimonianza di Matteo Piantedosi, attuale ministro dell’Interno ed ex capo di gabinetto quando il titolare del Viminale era Matteo Salvini.
“Le comunicazioni sugli arrivi delle navi arrivavano dalla capitaneria di porto alla direzione centrale dell’Ufficio di gabinetto ed erano condivisi su una chat di cui fanno parte i funzionari dell’amministrazione centrale: la prima segnalazione riguardò tre piccole imbarcazioni soccorse da Open Arms, poi nei giorni successivi ci furono altri eventi che coinvolsero la stessa Ong in acque maltesi e libiche” ha detto nel corso dell’udienza Piantedosi. “Il coordinamento delle prime operazioni era della guardia costiera libica – aggiunge Piantedosi, – Il fenomeno è stato classificato dalle capitanerie di porto come immigrazione clandestina: seguendo un orientamento già sperimentato ci siamo attivati per valutare i comportamenti assunti dalla nave ed eventualmente vietare l’ingresso nelle nostre acque territoriali. Già negli eventi precedenti avevamo avuto la sensazione che puntassero dritti all’Italia, trascurando di chiedere assistenza a Tunisia o Malta che avrebbero sicuramente potuto mettere a disposizione un porto per lo sbarco: questo comportamento è stato preavvisato non come un’operazione di salvataggio, ma un tentativo di portare migranti in Italia. La linea di vietare l’ingresso era condivisa dai ministri dell’Interno, della Difesa e dei Trasporti, oltre che dal presidente del consiglio”. Piantedosi ha spiegato che “Malta si offrì di recuperare 39 migranti perchè si trovavano nelle loro acque territoriali, ma Open Arms rifiutò quest’opzione: più avanti venimmo a sapere che alcuni sulla nave si erano un pò agitati con il comandante per non essere sbarcati quando avevano avuto l’occasione” e inoltre che “nessuno ha certificato tentativi di suicidio a bordo della nave: non ho visto le immagini di persone che si gettavano in acqua ma le autorità competenti, che in questo caso non era il ministero dell’Interno, hanno deciso che non c’erano i presupposti per intervenire”.
“Il nostro Centro di coordinamento marittimo – ha continuato – venne informato dall’omologo libico che avrebbero preso loro in carico la prima imbarcazione, ma non mi risulta ci fosse pervenuto un atto scritto. Una volta attuato il divieto qualsiasi richiesta successiva di un porto per sbarcare non è stata presa in considerazione: il 14 agosto mi venne chiesto che la nave venisse avvicinata al porto per il sopraggiungere di condizioni meteo insidiose, ma l’autorizzazione non riguardò Lampedusa bensì altre due destinazioni”. Infine Piantedosi ha riferito: “Ho chiesto all’ammiraglio Martello che l’eventuale sbarco per Open Arms avvenisse in località diversa da Lampedusa: per noi era preferibile anche per preservare e alleggerire un’isola meta privilegiata di sbarchi spontanei, ma fu l’ammiraglio Martello ad autorizzare il ridosso di Open Arms a Lampedusa”. La prossima udienza è prevista per il 22 marzo, con l’audizione dell’ex ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e di un’altra teste: ad annunciarlo è Roberto Murgia, presidente del collegio giudicante dell’Aula bunker.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Alla Sicilia 6,8 miliardi del Fsc, Fitto-Schifani “Al lavoro insieme”

PALERMO (ITALPRESS) – Lungo e intenso confronto, ieri sera a Roma, tra il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, e il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, sull’impostazione del prossimo accordo che assegnerà all’Isola risorse per 6,8 miliardi di euro del Fondo di sviluppo e coesione.
Al netto di 1,3 miliardi di euro già previsti dalla legge per il ponte sullo Stretto di Messina, e degli altri 800 milioni per la realizzazione dei termovalorizzatori, le risorse saranno destinate a investimenti infrastrutturali significativi e strategici nei settori dei trasporti, dell’ambiente e a valorizzare la quota di finanziamenti europei.
La Regione, nei prossimi giorni, definirà compiutamente la propria proposta, e la sottoporrà nel più breve tempo possibile ai previsti pareri parlamentari e, successivamente, al confronto con le amministrazioni centrali. Un percorso che consente di disegnare la programmazione delle risorse Fsc destinate alla Sicilia in coerenza con il nuovo assetto ordinamentale introdotto con il decreto “Sud e Coesione”, che prevede un processo di condivisione tra governo regionale e quello centrale.
“Stiamo lavorando insieme – hanno dichiarato il ministro Fitto e il presidente Schifani – per assicurare la rapida conclusione della fase di programmazione delle risorse e avviare così la realizzazione di interventi strategici per il territorio siciliano”.

– Foto: ufficio stampa Regione Siciliana –

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L’Aeroporto di Palermo aderisce a 20^ edizione di “M’illumino di meno”

PALERMO (ITALPRESS) – L’aeroporto internazionale “Falcone Borsellino” di Palermo aderisce alla ventesima edizione di “M’illumino di meno”, la giornata nazionale dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili, promossa da Rai Radio2. Nello scalo aereo palermitano, impegnato nel programma internazionale per la riduzione delle emissioni di CO2 in ambito aeroportuale, si terranno una serie di iniziative per sensibilizzare passeggeri e operatori aeroportuali sul tema del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili. In particolare, oltre allo svolgimento di una sessione formativa per il personale aeroportuale in materia di mobilità sostenibile, a cura dei professori Giovanna Marchionni e Paolo Gandini del Laboratorio Mobilità e Trasporti del Politecnico di Milano, all’interno del terminal presso le scale mobili e gli ascensori sono stati apposti appositi adesivi per disincentivarne l’utilizzo, mentre sui ledwall delle varie sale del terminal verrà proiettato il video istituzionale dell’evento nazionale, con il coinvolgimento degli stakeholders aeroportuali che spegneranno le luci in alcuni momenti della giornata.
“Abbiamo aderito a questa iniziativa perchè sappiamo bene che i comportamenti virtuosi in materia di risparmio energetico sono un imperativo categorico per il futuro del pianeta e quello dei nostri figli, i viaggiatori di domani – dice Salvatore Burrafato, presidente di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo – Soltanto attraverso comportamenti sostenibili, piccoli gesti contro lo spreco energetico, riusciremo a garantirci standard di vita equi, solidali e improntati al rispetto dell’ecosistema. Al Falcone Borsellino stiamo lavorando per migliorare le nostre performance di contenimento energetico – conclude Burrafato – Iniziative come ‘M’illumino di menò servono a creare sensibilità e attenzione verso un tema fondamentale e irrinunciabile”.

– Foto: ufficio stampa Gesap –

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Ok Società al progetto aggiornato del Ponte sullo Stretto, Ciucci “Un grande risultato”

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione della società Stretto di Messina, presieduto dall’ingegnere Giuseppe Recchi, ha approvato, su presentazione dell’Amministratore Delegato Pietro Ciucci, la Relazione del Progettista di aggiornamento al Progetto Definitivo del 2011 relativo al Ponte sullo stretto di Messina, e l’ulteriore documentazione progettuale finalizzata al riavvio della realizzazione dell’Opera, come previsto dalla Legge.
La Relazione del Progettista, si legge in una nota, è stata predisposta ai sensi del Decreto-legge 31 marzo 2023, numero 35 dal Contraente generale Eurolink, guidato dal Gruppo Webuild. L’approvazione della Relazione, sottolinea la nota, è il risultato di un articolato sistema di verifiche posto in essere dalla Stretto di Messina che, oltre alla Direzione Tecnica della Società, ha coinvolto la Parsons Transportation Group in qualità di Project Management Consultant e un Expert Panel quale Organo a supporto per le attività tecnico-specialistiche di Alta Sorveglianza, composto da quattro massimi rappresentanti nelle discipline di aerodinamica-aeroelastica, sismica, geotecnica e ambiente. La Società, come previsto dal Decreto-legge, ha inoltre acquisito dal Comitato Scientifico il parere favorevole con raccomandazioni sulla Relazione. Il Comitato Scientifico è un Organo autonomo e indipendente istituito dalla Legge 1158/1971, composto da nove esperti nominati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con la Regione Calabria e la Regione Siciliana.
“E’ un grande risultato – ha commentato l’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci – ottenuto in pochi mesi grazie all’impegno del governo, in particolare del Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e al lavoro del Contraente generale Eurolink, della Società Stretto di Messina e dei nostri altri contraenti ed esperti nelle diverse discipline ingegneristiche legate al ponte. Si conferma un progetto straordinario, tecnicamente all’avanguardia e di riferimento a livello internazionale. Dopo i molti ponti ‘Messina Stylè costruiti nel mondo, è il momento di realizzarlo nello Stretto di Messina”.
In particolare, prosegue la nota, la Relazione ha attestato la rispondenza del Progetto Definitivo al Progetto Preliminare e alle prescrizioni dettate in sede di approvazione dello stesso, con particolare riferimento alla compatibilità ambientale e alla localizzazione dell’Opera; inoltre, ha indicato ulteriori aggiornamenti da sviluppare nel Progetto Esecutivo al fine di adeguarlo ai seguenti aspetti, in ottemperanza al Decreto-legge 31 marzo 2023, numero 35: norme tecniche per le costruzioni (NTC2018) e alle conseguenti modifiche alla modellazione geologica e alla caratterizzazione geotecnica; normativa vigente in materia di sicurezza; regole di progettazione specifiche di cui ai manuali di progettazione attualmente in uso; compatibilità ambientale; evoluzione tecnologica e utilizzo di nuovi materiali di costruzione; prove sperimentali richieste dal parere espresso dal Comitato Scientifico sul Progetto Definitivo del 2011.
In via principale gli aggiornamenti introdotti dalla Relazione del Progettista riguardano i seguenti aspetti: Redazione del progetto esecutivo e di tutte le fasi successive del ciclo di vita dell’Opera con metodologie BIM, secondo gli standard tecnici e normativi oggi in uso in ambito nazionale ed internazionale per la progettazione, realizzazione e gestione delle grandi opere. Integrazione e potenziamento dei sistemi di monitoraggio strutturale (SHMS – Structural Health Monitoring System), di gestione della manutenzione (BMS – Bridge Management System) e di controllo e gestione (MACS – Management and Control System). Affiancamento del sistema di monitoraggio in continuo di ponti/viadotti e dell’Opera di attraversamento al “Digital Twin” strutturale al fine di interpretare e predire le prestazioni strutturali e simulare scenari d’interesse, oltre a fornire importanti informazioni per la pianificazione della manutenzione. Miglioramento della durabilità delle strutture dell’Opera di attraversamento mediante l’adozione di calcestruzzi e vernici protettive maggiormente performanti e mediante il potenziamento del sistema di deumidificazione interna delle strutture in acciaio. Miglioramento dei sistemi di protezione attiva e passiva contro il fuoco delle parti metalliche dell’Opera di attraversamento potenzialmente esposte all’incendio dei veicoli e dei treni. Realizzazione di una struttura Smart Road coerentemente con il quadro comunitario e nazionale di digitalizzazione delle infrastrutture stradali con più avanzati livelli di assistenza avanzata alla guida. Definizione, in sede di progettazione esecutiva, di un sistema di esazione coerente con le tecnologie già esistenti in alcune autostrade italiane, come il Free Flow, nell’ottica di ridurre l’impatto sul territorio e di velocizzare la circolazione stradale.
La Stretto di Messina, si legge sempre nella nota, ha inoltre richiesto al Progettista alcuni adeguamenti del progetto da svolgere in sede di progettazione esecutiva finalizzati anche alla valorizzazione turistica del ponte.
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato: l’aggiornamento della documentazione ambientale e, in particolare, dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), dello Studio di Incidenza Ambientale (SInCA), della Relazione di Ottemperanza e della Relazione Paesaggistica, al fine di adeguare le valutazioni al contesto programmatico, ambientale e territoriale attuali nonchè al quadro progettuale complessivo aggiornato dalle suddette prescrizioni della Relazione del progettista; l’Analisi Costi-Benefici che ha evidenziato come il progetto sia in grado di generare un Valore Attuale Netto Economico (VANE) ampiamente positivo con un Saggio di Rendimento Interno del 4,5% superiore al livello minimo previsto dalla normativa vigente (3%).; l’aggiornamento del Piano degli espropri. Nei prossimi giorni sarà pubblicato sui quotidiani l’avviso di avvio del procedimento finalizzato all’approvazione del progetto dal parte del CIPESS prevedibilmente per la metà dell’anno in corso, da cui deriverà la Dichiarazione di Pubblica Utilità, che darà avvio agli espropri. Questa fase intermedia consentirà a tutti gli interessati di prendere visione della documentazione progettuale e formulare eventuali osservazioni. In tale contesto la società Stretto di Messina, con spazi dedicati sia a Messina che a Villa San Giovanni, fornirà il supporto necessario per una chiara ed esaustiva analisi della documentazione progettuale. Ciò in forza della necessaria attenzione nei confronti del Territorio per un aspetto così importante e delicato come gli espropri e con l’obiettivo di avviare il confronto fra le parti, per raggiungere soluzioni condivise con ciascun espropriando finalizzate a una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui; il programma di opere anticipate da avviare dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte del CIPESS. Tali opere riguardano in via principale le operazioni propedeutiche alla cantierizzazione con particolare attenzione alla viabilità, con la risoluzione delle interferenze, la bonifica degli ordigni bellici, indagini archeologiche, geognostiche e geotecniche, predisposizione dei campi base.
Prossime tappe: La documentazione approvata, come previsto dal Decreto-legge numero 35, sarà inviata dalla Società al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che indirà la Conferenza di Servizi alla quale partecipano le amministrazioni statali e gli enti territoriali interessati dalla realizzazione dell’opera.
La stessa documentazione sarà contestualmente trasmessa al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministero della Cultura e alle altre Autorità competenti per le autorizzazioni di carattere ambientale e paesaggistiche.
In linea con il dettato del Decreto-legge numero 35, il MIT quindi sottoporrà all’approvazione del CIPESS il progetto definitivo e la relazione del progettista, unitamente alle osservazioni, richieste e prescrizioni acquisite nella Conferenza di Servizi, le eventuali prescrizioni formulate all’esito del procedimento di valutazione di impatto ambientale nonchè il piano economico-finanziario.
La Stretto di Messina predisporrà il piano economico-finanziario dal quale risulterà l’intera copertura del fabbisogno finanziario dell’Opera attraverso i fondi già stanziati dalla legge di Bilancio 2024, unitamente alle risorse derivanti dall’aumento di capitale della Società già realizzato e dalla redditività complessiva attesa dal progetto.
L’approvazione da parte del CIPESS, allo stato attuale è prevedibile per la metà dell’anno in corso. Conseguentemente la fase realizzativa sarà avviata nell’estate del 2024. Nel 2032 è prevista l’apertura del Ponte al traffico stradale e ferroviario, sottolinea la nota.

Scheda tecnica del progetto definitivo
Campata sospesa centrale: 3.300 metri; lunghezza complessiva 3.666 metri (comprese le due campate laterali di 183 m ciascuna); altezza delle torri sulle due sponde: 399 metri; cavi di sospensione: 4 del diametro di 1,26 metri (ciascuno formato da 44.323 fili di acciaio); larghezza dell’impalcato: 60,4 metri (3 corsie stradali per senso di marcia, 2 corsie di servizio e 2 binari ferroviari); franco navigabile: 65 metri per una larghezza di 600 metri, in presenza di gravose condizioni di traffico stradale e ferroviario. Il franco si innalza a 72 metri in assenza di traffico ferroviario; aperto al traffico 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno; vita utile: 200 anni. Sono le caratteristiche tecniche, tutte confermate, del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina e dei suoi collegamenti a terra, secondo quanto si legge in una nota.
Le opere stradali e ferroviarie di collegamento del Ponte al territorio comprendono 40 km di raccordi viari e ferroviari (circa l’80% sviluppati in galleria) che collegheranno, dal lato Calabria, l’autostrada del Mediterraneo (A2) e la stazione FS di Villa San Giovanni e, dal lato Sicilia, le autostrade Messina-Catania (A18) e Messina-Palermo (A20) nonchè la nuova stazione FS di Messina: 20,3 km raccordi stradali complessivi; 20,2 km raccordi ferroviari complessivi.
Confermata, inoltre, prosegue la nota, la realizzazione, sul lato siciliano, di tre fermate ferroviarie in sotterraneo (Papardo, Annunziata, Europa) che, unite alle stazioni di Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Messina daranno concretezza al sistema metropolitano interregionale dell’area dello Stretto.
Il progetto prevede anche la realizzazione del Centro Direzionale (lato Calabria) progettato dallo “Studio Daniel Libeskind”, i cui aspetti architettonici saranno approfonditi in sede di Progettazione Esecutiva di concerto con gli Enti preposti alla tutela paesaggistica.
Con un sisma di magnitudo 7,1 Richter, sottolinea la nota, il ponte e i collegamenti a terra non subiscono danni, mantenendo ulteriori margini di sicurezza oltre la soglia prevista. Resiste a venti con velocità superiore a 300 km/h, anche se in oltre venti anni di monitoraggi eolici effettuati a livello locale non è mai stata raggiunta una velocità di vento superiore ai 150 km/h.
La percorribilità ferroviaria prevede l’incrocio in velocità in qualsiasi posizione di due convogli pesanti da 750 metri. L’analisi statica è stata calcolata con la presenza di quattro treni di 750 metri, due treni su ciascun binario.
Il Ponte, si legge sempre nella nota, sarà in grado di garantire tempi medi di attraversamento di circa 15 minuti per i servizi ferroviari diretti tra Villa San Giovanni e Messina Centrale, rispetto agli attuali 120 minuti per i treni passeggeri e almeno 180 minuti per i treni merci, e di circa 10/13 minuti su gomma (tra lo svincolo di Santa Trada e lo svincolo di Giostra), rispetto agli attuali 70 minuti per le auto (terminal San Francesco) e 100 minuti per i mezzi merci (terminal Tremestieri).
Per quanto riguarda l’ompatto occupazionale, si stima che in cantiere saranno occupati mediamente 4.300 addetti all’anno che raggiungeranno un picco di 7.000 addetti nel periodo di maggiore produzione. Per tutta la durata del cantiere (7 anni) si avrà dunque un impatto occupazionale diretto di circa 30.000 Unità Lavorative per Anno cui aggiungere l’impatto occupazionale indiretto e indotto, stimato in 90.000 Unità, per un totale di 120.000 ULA generate dell’Opera.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Nuovi corsi di laurea a Palermo, superata la quota di 11550 matricole

PALERMO (ITALPRESS) – Numeri da record nelle iscrizioni, undici nuovi corsi di laurea fra triennale e magistrale, cinque ulteriori corsi di studio interamente in lingua inglese ma anche investimenti mirati su internazionalizzazione, innovazione, sicurezza ed edilizia: tante le novità dell’Università di Palermo per l’anno accademico 2024-25, finalizzate a proseguire su un percorso di crescita già consolidato.
Secondo un report dell’ufficio statistico del Ministero dell’Università, l’Ateneo palermitano risulta quello con un miglioramento più netto in termini di immatricolati: gli 11.562 iscritti registrati a metà febbraio (+5,7% rispetto a 12 mesi fa) costituiscono un dato migliore di quello prepandemico, un risultato che per il rettore Massimo Midiri “è segno di un cambio di reputazione per il nostro ateneo. Le offerte formative del 2023 e del 2024 sono state apprezzate dalla popolazione studentesca palermitana ma non solo: stiamo recuperando posizioni nel ranking nazionale e internazionale”.
In tutte le sedi della Sicilia occidentale sono previsti cinque nuovi corsi di laurea triennale, tre di magistrale a ciclo unico e altri tre di magistrale biennale. A Palermo si attiveranno i corsi triennali di Ingegneria aerospaziale (accesso libero) e di Medicina veterinaria (che finora aveva come unica sede in regione quella di Messina e che nel capoluogo metterà a disposizione 50 posti), i magistrali biennali di Statistica e data science (accesso libero) e di Scienze pedagogiche per assistenti alla comunicazione (114 posti); altra novità è costituita dall’eliminazione del numero programmato nel corso triennale in Ingegneria biomedica. Per quanto riguarda gli altri poli della Sicilia occidentale, Caltanissetta ospiterà le lauree magistrali in Medicina e chirurgia a indirizzo tecnologico (60 posti) e Farmacia (66 posti), a Trapani i corsi di Scienze gastronomiche, Scienze e tecniche psicologiche (80 posti) e Scienze della formazione primaria (100 posti) e ad Agrigento la magistrale in Educazione al patrimonio archeologico e artistico. Inoltre procede spedito il dialogo tra l’Università di Palermo e i Comuni di Marsala e San Cataldo per l’attivazione di nuovi plessi: in particolare Marsala aveva già ospitato un corso di laurea in Viticoltura, ma nel 2023 aveva dovuto rinunciare per la mancata disponibilità della sede.
Per quanto riguarda i nuovi corsi in lingua inglese, questi coinvolgeranno gli studi in ambito migrazioni, data science, analisi e gestione ambientale e ingegneria chimica: il numero di iniziative al di fuori dei confini italiani sale così a 21, in linea con un numero di immatricolati con titolo estero che nell’anno corrente è cresciuto del 31%. La nuova offerta formativa, spiega Midiri, punta “a intercettare popolazioni studentesche provenienti dal Nord Africa e dalla Grecia”: ciò è possibile soprattutto per l’intensificazione dei rapporti con le Università dei paesi del Mediterraneo, in particolare per quanto riguarda la sponda sud.
Innovazione ed edilizia sono tra i settori su cui l’ateneo ha investito maggiormente. 1.3 milioni di euro sono stati destinati a tredici aule didattiche allestite con tecnologie innovative, altre tre per la didattica immersiva, una per la didattica ibrida e una sala regia mobile; prevista inoltre l’attivazione di quattro control room di ateneo, nelle quali saranno però disabilitati numeri di targa e riconoscimento facciale per tutelare la privacy degli studenti, mentre l’incremento dei sistemi di videosorveglianza coinvolge in primis l’area del Policlinico.
Sul rifacimento di via Archirafi è Midiri a spiegare il programma: “Per noi è un progetto bandiera, stiamo lavorando insieme al Comune per riqualificarla: si tratta di un punto strategico della cultura e della didattica palermitana, ma è una realtà ancora molto degradata. Lavoriamo per un miglioramento della viabilità e per la creazione di un mini campus: l’abbattimento dei diaframmi tra un edificio e un altro consentirà di trasformare via Archirafi in un modello di assoluta competitività e vivibilità”.
La messa in sicurezza dell’area passa inoltre dalla progressiva pedonalizzazione dell’asse, con la realizzazione di un percorso tattile per ipovedenti. Tra gli altri interventi in programma ci sono il restauro dell’ex convento della Martorana (19 milioni) e il rinnovo per trent’anni del comodato d’uso dei locali del collegio San Rocco.
Novità anche nel settore delle pari opportunità con il potenziamento dell’offerta formativa sui temi di inclusione e gender studies (attraverso un dottorato di ricerca in Studi di genere), in ambito sport e benessere con l’attuazione di un servizio navetta in grado di collegare direttamente il Cus e viale delle Scienze e la progettazione di nuovi campetti di padel e basket e nella collaborazione con le scuole attraverso una serie di percorsi verticali tra ateneo e istituti; sospese invece le iniziative in sinergia con le caserme, dal momento che lo stato prebellico in cui è entrata l’Italia non consentono l’uso delle strutture per scopi non militari. Infine si registra un’inversione di tendenza per quanto riguarda le assunzioni di personale tecnico-amministrativo: negli ultimi sei mesi si è registrato un incremento di 57 unità (da 1.294 a 1.351), ma l’obiettivo è superare quota 1.500 entro fine 2024.
– foto xd8 Italpress –
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Seus, Castro “Puntiamo a un aiuto psicologico per autisti-soccorritori”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il bilancio ad un anno dal mio insediamento è molto positivo perchè abbiamo riconosciuto delle questioni pendenti da anni per il settore. Tra queste i ‘buoni pastò e il ‘tempo tutè, che sono stati riconosciuti”. Così all’Italpress Riccardo Castro, presidente della Seus, società consortile che cogestisce il servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia. Il numero uno della Seus ha anche parlato delle numerose attività di formazione messe in campo: “E’ un aspetto per il quale ho pressato molto. I percorsi di formazione e aggiornamento sono partiti a maggio 2023, sul BLSD (il Basic Life Support Defibrillation, ovvero le manovre di primo soccorso con l’impiego di defibrillatore, ndr) e sulla sicurezza sul lavoro”. “Abbiamo avviato anche iniziative nelle scuole, una campagna di informazione relativa al 118 e al numero unico emergenze 112 – ha aggiunto Castro -. Chiunque può fare la differenza e iniziare un soccorso sanitario”.
Tema spinoso quello delle aggressioni, per Castro bisogna sensibilizzare tutta la popolazione: “Sono sempre stato vicino a tutti i nostri ragazzi. Abbiamo avviato una campagna mediatica contro queste aggressioni. Inoltre, ho sollecitato con una nota l’assessorato regionale alla Salute per inserire le aggressioni nelle linee guida emanate dalla Regione per gli operatori sanitari. Ritengo sia un atto importante, perchè questi sono ragazzi che spesso si trovano in situazioni non facili”.
Infine, Castro ha parlato degli obiettivi da raggiungere nel 2024: “Noi siamo abbastanza ambiziosi, abbiamo tanti traguardi da raggiungere. Ad esempio quello che è il ruolo di ‘protezionè della gran parte degli autisti-soccorritori, garantendo loro un supporto anche psicologico. Spesso si trovano davanti a eventi traumatici importanti. Quindi anche questo è un aspetto che vorrei attivare perchè il lavoro degli autisti-soccorritori è molto importante”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).