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Lotta alla mafia, De Lucia torna al Gonzaga per dialogare con gli studenti

PALERMO (ITALPRESS) – Il primo incontro era avvenuto il 3 febbraio, 18 giorni dopo la cattura di Matteo Messina Denaro (alle 9:12 del 16 gennaio), per condividere con gli studenti un momento di gioia da estendere a tutti i siciliani, ma anche di riflessione su cosa sarebbe avvenuto più avanti. A dieci mesi di distanza il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, torna all’Auditorium del Gonzaga Campus per dialogare con i ragazzi, stavolta mettendo al centro il libro ‘La cattura. I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambià, scritto insieme al giornalista Salvo Palazzolo: anche quest’ultimo è presente all’evento, così da creare uno spazio di ricostruzione e dibattito in cui gli studenti non sono meri interlocutori, ma intervengono direttamente con domande e spunti. All’appuntamento ha partecipato anche il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini.
L’incontro, tenutosi in una sala gremita, più che come una presentazione vera e propria del libro è l’occasione per ribadire l’impegno comune contro una mafia che è tutt’altro che finita, ma che si può isolare attraverso l’istruzione e la cooperazione. Per De Lucia è fondamentale raccontare “dall’interno una storia in cui le informazioni sono circolate a velocità incontrollata: ho pensato fosse giusto dare la mia versione, lasciando però al lettore la possibilità di farsi una sua idea. C’era il pericolo che la latitanza di Messina Denaro diventasse una sorta di leggenda”.
Tanti i temi su cui viene interpellato l’uomo che ha coordinato l’arresto del capo di Cosa nostra (poi deceduto il 25 settembre): connivenze, gestione delle finanze e perfino una riflessione sul significato di ‘uomini d’onorè: “Alla mafia un prete che opera sul territorio fa più paura di un arresto – sottolinea De Lucia, – La cattura, anche dopo trent’anni, è comunque una vittoria dello Stato: una latitanza così lunga si spiega con un numero alto di fiancheggiatori, provenienti da ogni estrazione sociale. La colpa è anche di chi ha girato la testa dall’altra parte, per paura e per convenienza: adesso il nostro focus è capire che fine hanno fatto i soldi di Messina Denaro. Non è ammissibile che i mafiosi si siano appropriati della parola onore, facendone quasi una contrapposizione con diritto: quegli uomini con l’onore non c’entrano nulla, perchè gli unici a cui appartiene sono i cittadini perbene”.
Palazzolo, partendo dalla propria esperienza da studente, evidenzia quanto sia importante per i giovani farsi primi ambasciatori nel dire seccamente no a Cosa nostra: “Quand’ero giovane i cittadini anzichè incoraggiare i giudici li criticavano, mentre gli unici che li sostenevano convintamente erano proprio gli studenti: ora come allora sono loro la colonna portante dell’antimafia. L’arresto di Messina Denaro non ha segnato la fine di Cosa nostra, dobbiamo tutti tenere la guardia alta: le indagini della magistratura ci dicono che purtroppo molti ragazzi in questa città hanno continuato la missione dei padri boss, cercando di sostituirsi allo Stato nei quartieri in cui operano. Tuttavia, dire di voler aiutare la povera gente non rende la mafia buona”.
Per Morosini l’impegno contro la criminalità organizzata è estremamente ricco di insidie: “Forze dell’Ordine e magistratura non bastano da sole a sconfiggere Cosa nostra, perchè attecchisce quei luoghi in cui il bisogno economico è maggiore e l’ignoranza è più diffusa: la scuola è il primo antidoto al fenomeno mafioso e questo i capi delle organizzazioni criminali l’hanno capito. La latitanza così lunga di gente come Messina Denaro e Provenzano è stata agevolata dalla fragilità sociale di alcuni territori in cui non c’era lavoro e la mafia glielo ha dato: solo con una rete di fiancheggiatori importante si può avere una latitanza così lunga”.
Il presidente del Tribunale chiude con una riflessione che suona quasi come un appello ai ragazzi: “Non c’è una data da fissare sulla fine di Cosa nostra: se vogliamo cancellarla, ognuno di noi deve fare la sua parte. Ogni tanto sono gli stessi genitori a chiedere che i figli vengano allontanati dal quartiere per impedirgli di finire sotto l’influenza mafiosa: purtroppo capita spesso che i ragazzi vengano costretti a entrare formalmente nell’organizzazione, senza avere possibilità di scelta. Il controllo dei quartieri dipende dall’atteggiamento prevaricatore dei mafiosi e dall’indifferenza di chi dovrebbe parlare ma non lo fa: la formazione delle coscienze individuali si costruisce con studio e cultura”.
– foto xd8 Italpress –
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Cibus et Vinum, un progetto siciliano sulla tracciabilità dei prodotti

PALERMO (ITALPRESS) – FoodWineAndCo lancia il progetto innovativo Cibus et Vinum. L’idea nasce dalla volontà di affiancare la tecnologia e il patrimonio enogastronomico italiano partendo dalla Sicilia, il suo territorio e le sue eccellenze agro-alimentari. La peculiarità della piattaforma, all’interno della quale è già possibile trovare le eccellenze delle aziende partner, è la possibilità, grazie alla blockchain, di tracciare i prodotti.
Qualità, trasparenza, gusto, rispetto della natura e dell’ambiente, assenza di additivi e sostanze nocive sono le parole d’ordine di Cibus et Vinum, un ambizioso progetto e uno shop online con i migliori prodotti della tradizione culinaria del Bel paese. Un’iniziativa innovativa, ideata per celebrare il gusto del made in Italy, ma anche per raccontare le testimonianze delle valorose piccole e medie aziende agricole italiane, i segreti degli chef e gli itinerari del gusto presenti sul territorio, per vere esperienze immersive e multisensoriali, adesso anche sul metaverso.
“Il progetto – spiega l’amministratore unico, Francesco Messina – è nato da una semplice chiacchierata tra due imprenditori e dalla voglia di creare una piattaforma per dare la possibilità a delle piccolo aziende dell’agroalimentare, a livello nazionale, ma partendo dalla Sicilia, di poter essere messe in evidenza online. Selezioniamo delle eccellenze andando nelle aziende agricole, andando a selezionare dei prodotti che non hanno la possibilità di andare nella grande distribuzione. Abbiamo già dieci aziende partner del territorio siciliano. Obiettivo finale? La piattaforma è il punto di partenza, quello di arrivo è quello di realizzare dei punti fisici in giro per il mondo toccando le città più importanti, in maniera tale da mettere in evidenza le nostre eccellenze”.
I QR code brevettati da Cibus et Vinum, infatti, sono in grado di certificare il percorso produttivo e le materie prime di cui è composto ogni prodotto affinchè tutti possano consumare esclusivamente e consapevolmente cibi freschi e stagionali. “Siamo partiti da un brevetto di QR code dinamico – ha spiegato Fabio Ciciotti, ideatore e inventore del progetto Cibus et Vinum -. Da lì viene stabilita la blockchain, che è data da tutti i fornitori che ci mettono a disposizione alcuni dettagli della filiera. Qualità, eccellenza e tradizione sono la nostra vera blockchain”.
– foto xd6 Italpress –
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A Favignana i carabinieri festeggiano i 102 anni di zia Rosina

FAVIGNANA (TRAPANI) (ITALPRESS) – I Carabinieri della Stazione di Favignana hanno festeggiato il 102esimo compleanno di Rosa Giangrasso, la più anziana tra gli abitanti delle Egadi. L’ultracentenaria Zia Rosina vive da sola e spesso riceve la visita dei Carabinieri che vanno a trovarla per assicurarsi che stia bene chiedendo sempre se le serve assistenza.
Questa volta i Carabinieri della locale Stazione, unico presidio delle Forze di polizia presente sull’isola, hanno deciso di festeggiare il suo compleanno, portandole una bella torta e dello spumante.
Inutile sottolineare la felicità della Zia Rosina che ha potuto così soffiare le sue 102 candeline con coloro che sono ormai il suo punto di riferimento per qualsiasi esigenza.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Ars boccia bilancio consolidato della Regione, 9 i deputati assenti

PALERMO (ITALPRESS) – Con 28 voti a favore, 28 contrari e zero astenuti, l’Assemblea Regionale Siciliana ha bocciato il bilancio consolidato della Regione. A parità di votazione, infatti, il regolamento di Sala d’Ercole prevede che prevalga il voto contrario. Su 61 presenti (9 gli assenti tra cui alcuni assessori) hanno votato in 56, secondo quanto emerge dal resoconto d’Aula. Tra i contrari, l’ex forzista Gianfranco Miccichè, ora al gruppo misto.
Tra gli assenti gli assessori Elvira Amata, Alessandro Aricò, Luca Sammartino, Mimmo Turano ed Edy Tamajo, oltre a Ludovico Balsamo, Nicolò Catania, Valentina Chinnici, e al presidente della Regione Renato Schifani che di norma non partecipa ai lavori d’Aula. Tra gli assenti risultano in congedo Balsamo, Catania e Chinnici.
Presenti, ma non votanti, infine, Carlo Auteri, Vincenzo Figuccia, Marco Intravaia, Andrea Messina e Carmelo Pace.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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La Valle dei Templi festeggia il suo milionesimo visitatore del 2023

AGRIGENTO (ITALPRESS) – E’ un turista basco il milionesimo visitatore del 2023 del Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Si tratta di Jorge Pascual Ibanez, arrivato da Bilbao insieme con la moglie, Ziortza Fernandez, e con il loro bambino, per festeggiare, proprio oggi, il suo quarantesimo compleanno in Sicilia. Ad accoglierlo l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato e il direttore del Parco, Roberto Sciarratta che hanno consegnato alla famiglia spagnola un biglietto celebrativo formato gigante, l’ingresso gratuito alla Valle e un coupon per la nuova video-guida 3D realizzata da CoopCulture, oltre ad una degustazione dei prodotti tipici.
“I numeri da record registrati dalla Valle dei Templi confermano che Agrigento rientra a pieno titolo tra le mete più prestigiose e attrattive del Paese. L’ennesima dimostrazione che la scelta di farne la capitale italiana della cultura per il 2025 è stata quanto mai appropriata. Il governo regionale si impegnerà per far si che la città colga a pieno tutte le opportunità. Abbiamo previsto lo stanziamento di 10 milioni di euro nella prossima finanziaria e faremo tutto quello che è necessario per sostenere il territorio”, commenta il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani.
“Il grande lavoro di promozione e destagionalizzazione ha dato i suoi frutti – aggiunge l’assessore ai beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato – Da giugno a fine settembre la Valle dei Templi di fatto non ha mai chiuso. Un sito vivo e aperto alla città attraverso numerosi collegamenti, che ha messo a profitto il suo ruolo di grande attrattore, riversando la mole di presenze sul territorio”.
“Il traguardo raggiunto quest’anno fa entrare di diritto la Valle dei Templi nella top ten dei siti culturali più visitati in Italia – sottolinea una nota della Regione siciliana -. Guardando la classifica stilata dal ministero della Cultura nel 2022, il sito agrigentino, ai vertici dei luoghi del Sud Italia, dovrebbe collocarsi a metà classifica, dopo Colosseo, Galleria degli Uffizi e Pompei, dinanzi al Museo Egizio di Torino, che lo scorso anno si è piazzato in sesta posizione sfiorando i 900 mila ingressi. L’obiettivo era stato sfiorato nel 2019, anno dei grandi numeri del turismo italiano, con 954.980 mila visitatori, poi azzerato dalla pandemia nel 2020 che ha fatto registrare appena 334.381 mila visitatori e infine un lieve rialzo nel 2021 con 445.925mila accessi”.
“Abbiamo lavorato in stretta sinergia con la città – dice il direttore del Parco Roberto Sciarratta -. Ha premiato la grande professionalità e disponibilità dell’intero staff, l’attenzione per il pubblico, le grandi mostre come quella dedicata al genio di Leonardo da Vinci. Non dimentichiamo che la Valle è stato il primo sito italiano completamente accessibile anche per i portatori di handicap”.
– foto ufficio stampa Regione siciliana –
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Taormina Food Expo, si celebrano i piatti che incarnano la Sicilia

TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Il cibo può nobilitare la genuinità e la bellezza di un territorio ed è così che nove piatti di nove capoluoghi di provincia della Sicilia possono essere manifesto e memoria di una cultura fino ad essere un portabandiera ed un’attrattiva in tutto il mondo. La Cna Sicilia decide di movimentare la cultura enogastronomica partendo da un sito vocato al turismo come Taormina, allacciandosi a tutta la Trinacria in rete e chiedendo un riconoscimento alla Comunità Europea per le prelibatezze che hanno una tradizione ben documentata, oltre che una complessità di preparazione: così, Messina può esprimere la ricetta emblematica del Pesce stocco alla ghiotta, Catania avanza con il primo piatto La Norma, Palermo può vantare la Pasta con le sarde, Agrigento sottolinea il suo Macco con le Fave, Trapani incalza con il Cuscusu trapanese, Caltanissetta non rinuncia al Maccheroncello con il pesto nisseno, Enna ci fa conoscere la Frascatula di Enna, Ragusa delizia con la Costatina di Maiale alla chiaramontana, Siracusa sponsorizza lo Sgombro in foglia di fico. ‘Taormina Food Expò ha incarnato un periodo edificante per le sorti della cucina regionale, facendo tappa al Porta Catania Parking di Taormina per quattro intense giornate e mettendo in luce nove province siciliane che hanno estratto dalla storia della loro popolazione, attraverso le varie dominazioni straniere, la ricetta originaria del territorio e hanno illustrato come si giunge a questi tracciati del gusto. Ciascun piatto selezionato accuratamente per ogni città da Cna Sicilia e il suo Comparto Agroalimentare, con la collaborazione di l’Unione Regionale Cuochi e Pasticceri Siciliani, acquisirà, secondo questo progetto, il marchio STG o Specialità Tradizionale Garantita mentre la propria squisitezza e la propria storicità sono state dimostrate dal vivo durante i Cooking Show, previsti nella Kermesse e compiuti dagli chef dell’associazione. L’Agroalimentare d’eccellenza con una sessantina di stand in esposizione da mattina a sera ha accompagnato come in una danza latino – americana, sinuosa e infiammante, il ritmo delle degustazioni serali che sono state gradite dal pubblico degli intenditori. Gli stessi titolari e referenti di aziende hanno dimostrato soddisfazione per questa chance di progresso e divulgazione delle proprie creazioni attraverso l’incontro (sia per gli assaggi sia per un contatto effettivo) con i buyers di varia provenienza: dagli States alla Cina, dall’Ungheria al Giappone, dall’Inghilterra alla Polonia e Slovenia e infine una rappresentanza maltese della ‘Marta food agency’.
La CNA Sicilia, che ha forgiato un assetto multiforme e di urgenti e solidi contenuti con la Cna nazionale e l’Unione Regionale Cuochi Siciliani, ha attivato un sistema che è già insito nella natura statutaria della Confederazione che offre non solo servizi ma un valore alle piccole – medie imprese caratterizzanti anche marchi certificati di qualità (Igp, Dop e Pat). A prendere le redini è stato il segretario regionale della Cna Agroalimentare Tindaro Germanelli con il Segretario regionale della CNA Sicilia Piero Giglione.
La rassegna ha raccolto il benestare del Governo regionale ricevendo il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura e il patrocinio degli assessorati alle Attività Produttive e al Turismo, della Città Metropolitana di Messina, del Comune di Taormina, della Camera di Commercio di Messina, dell’Associazione ‘Agriforum’ con presidente Antonio Pivetti (nonchè fondatore insieme a Manuela Marullo e Dario Genovese) e dell’URCS con la presidenza di Rosario Seidita.
A spalancare la quattro giorni il sindaco della Città Metropolitana di Messina Federico Basile e il vicesindaco del Comune di Taormina Giuseppe Sterrantino, l’assessore al Turismo Jonathan Sferra e l’assessore allo Sport Mario Quattrocchi, in sostituzione del primo cittadino Cateno De Luca. A partecipare per la Cna nazionale e regionale il segretario generale della Cna Otello Gregorini, il vicepresidente nazionale Giuseppe Cascone, il Responsabile Ufficio Promozione e Mercato Internazionale Cna Antonio Franceschini, i dirigenti nazionali della Cna Agroalimentare Gabriele Rotini e Valeria Baranello e il segretario regionale Cna Agroalimentare Germanelli, il Presidente e il Segretario di Cna Sicilia rispettivamente Nello Battiato e Giglione, tutta la dirigenza territoriale e regionale della Confederazione. Il segretario e il presidente della Cna siciliana accendono i riflettori sulle prospettive: ‘Ci sono ottime potenzialità ma vanno guidate, accompagnate ed indirizzate con un coordinamentò. Giglione, con l’intera Organizzazione, mira in alto per assicurare una pianificazione organica e strutturale del percorso: e la proposta di certificazione arriva da ‘Taormina Food Expò. ‘Una visione nuova, calibrata insieme a tutti i dirigenti del territorio, che sta riscuotendo apprezzamenti – ha aggiunto -. L’agroalimentare è una filiera che abbraccia diversi mestieri, competenze e professionalità. Noi stiamo investendo sull’attrattività delle nostre eccellenze e le imprese ci seguono. Siamo reduci da un’altra grande iniziativa che ha visto appena un mese fa la presenza nell’isola di 60 buyers internazionali nell’ambito del Post Ttg di Rimini. Vogliamo essere punto di riferimento anche per il binomio agroalimentare-turismò.
Il presidente Battiato ha parlato soddisfatto di ‘un modello positivo da seguire che potrebbe essere inserito nel circuito nazionale di CNA’. Dunque, carica di ulteriore significato l’evento di Taormina. Il segretario regionale Cna Agroalimentare Germanelli, che è l’artefice del progetto comunitario per trasmettere un’impronta identitaria dei piatti scelti al mondo, ha affermato: ‘Siamo consapevoli che il lavoro più ragguardevole ci impegnerà da adesso in poi per fare valere la nostra progettualità nei tavoli che contano. Le manifestazioni sono fondamentali e necessarie ma noi vogliamo donare al turista una ragione per tornare in questi luoghi che indichiamo con i piatti tradizionali. Consegniamo un ricordo di un piatto che sarà certificato da riproporre altrove solamente attenendosi ad un disciplinare che costituirà il prestigio stesso del piattò.
L’allestimento dei Cooking Show a Taormina in una ‘bizzarra stagionè ha conferito clamore verso tutta la gestione della Cna che vuole rendere merito a tutti i partecipanti e alle ricette delle specialità censite per questo iter. Le esibizioni di gastronomia sono state curate e narrate dalla giornalista Marcella Ruggeri che ha intervistato alcuni protagonisti delle aziende nei talk show e moderato dei convegni.
A materializzare il Pesce Stocco alla Ghiotta il presidente e vicepresidente Associazione Provinciale Cuochi Messina, chef Paolo Romeo e Carlotta Andreacchio. Il piatto che prevede l’impiego dello stocca fisso alias merluzzo del Mar del Nord è stato affiancato al Nero d’Avola delle Cantine Amato Linea Vibrazioni e al dolce peloritano in degustazione che è la pignolata, portato sempre per motivi di storicità. Catania ha premiato la pasta La Norma preparata dalla vicepresidente dell’Associazione Regionale Cuochi Catania Alessandra Ragusa con il sous chef Gianluca Ragusa e da Patrizia Citta, Barbara Furnari e Rita Celano. L’espressione del dessert è stata: le minne di Sant’Agata che rievocano le mini cassate. L’Etna rosso della Cantina Cantoneri di Rosa Ciancitto ha esaltato il piatto salato. Nel corso del secondo giorno, lo chef Mario Puccio – presidente Associazione Provinciale Cuochi Palermo ha messo in scena la Pasta con le Sarde, coadiuvato dal vicepresidente Fabio Armanno e dal segretario dell’Associazione Maria Carmela Catalano. La descrizione dei fasti pasticceri è caduta sul Cannolo, curato da Chef Armanno che ha individuato la cialda più scura e più piccola di quello più comune. Anche in questo caso si è scelto un vino – il Grillo di Siquelia (giovane cantina di Marzia Lo Vecchio del comprensorio palermitano). Agrigento si è concentrato sul Macco con le fave su esecuzione dello chef territoriale Giovanni Russo Fiorino dell’Associazione Provinciale Cuochi Agrigento con il presidente Giovanni Chianetta, del pastry chef Salvatore Argento, Alessandro Lauretta, Bernardo Pupello e Antonino Segreto. Ad accompagnarlo il Catarratto delle Cantine Virone. Per arricchire lo spettacolo lo Chef Argento si è dedicato alla procedura dell’Agnello Pasquale di Favara. L’assessore alle Politiche Sociali Marco Vullo e il segretario territoriale Cna Claudio Spoto hanno evidenziato di volere agire sempre in team per omaggiare e sviluppare l’importanza dei loro prodotti autoctoni. Il vicepresidente dell’Associazione Cuochi di Trapani Giovanni Giammanco ha continuato a delineare i requisiti di tradizione del noto Cuscusu trapanese con il pesce povero), sostenuto dal suo staff Davide Catalano, Ignazio Savona, Pietro Mineo, Dario Di Pasquale e SaIvatore Adragna. La pietanza è stata valorizzata dal Catarratto di Cantine Ferreri&Bianco, che narra l’area della Valle del Belice ed è stato insignito da molti riconoscimenti. Questa zona ha portato la cassatella a base di ricotta con gocce di cioccolato. Lo chef Samuele Palumbo dell’Associazione Cuochi di Caltanissetta ha presentato il Maccheroncello con il pesto nisseno, insieme al presidente Salvatore Agnello e a Gabriele Leprini. Il Grillo di Terre Sikane di Francesco Sciacchitano della provincia nissena ha formato una gradevole accoppiata. Il dessert in abbinamento: il Torrone nisseno. A livello istituzionale il comune è stato rappresentato dal segretario territoriale Cna Trapani Francesco Cicala e di Caltanissetta Pasquale Gallina.
Il presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Enna Giuseppe Rinallo ha diffuso la ricetta della sua collettività che è la Frascatula di Enna, una polenta con i broccoli, molto profumata e avvolgente che si può mangiare anche indurita dopo qualche giorno e ha avuto in assaggio un Cabernet delle Cantine Mustazza. Il dolce di questa sede è ‘Il Bersagliere di Centuripè – un biscotto ricoperto di cioccolato (vedi il Totò), creato dal pastry chef Mauro Ciadamidaro ed un ‘fuori menù’ ‘Afuca Parrinò che ricorda il cappello del prete, fatto dal panificatore Riccardo Messina. In rappresentanza Cna, il segretario di Enna Stefano Rizzo.
Lo chef Claudio Ruta dell’Associazione Provinciale Cuochi Iblei ha descritto un secondo di carne di preparazione complessa ed assoluto pregio, la Costatina di maiale ripiena alla Chiaramontana. E’ stata abbinata ad un altro vino rosso delle Cantine Amato e come dessert la ‘Mpanatigghià modicana (mezza luna al cioccolato di Modica Igp). Presenti anche il sindaco di Chiaramonte Gulfi Mario Cutolo e il vice presidente nazionale Cascone e il Coordinatore Progetti Speciali Cna Ragusa Laura Lissandrello. Per concludere, il presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Aretusei Seby Zimmitti. Siracusa ha realizzato un secondo di pesce molto aromatizzato e cotto sotto le ceneri – lo Sgombro in foglia di fico. A tenere alta la sua delicatezza l’accostamento di un vino bianco Grillo della Tenuta Terre del Vento. La Granita al limone servita al piatto è stata il gran finale. La partnership dell’evento è stata assicurata da Cna Sicilia Servizi, i Consorzi Caec e Cipae, Electrolux ed i quattro Consorzi di Tutela del Cioccolato di Modica Igp, dell’Arancia di Ribera Dop, del Pistacchio di Raffadali Dop e del Salame Sant’Angelo.
Per le tavole rotonde a Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, gli argomenti hanno coinvolto istituzioni, Cna Nazionale e Sicilia, politici ed esperti. Ne ‘La filiera agroalimentare Sicilia: potenzialità e sviluppo delle produzioni a marchio IG’, ad intervenire sono stati tra gli altri pure il sindaco della Città metropolitana Basile che ha colto la palla al balzo per lanciare magari una ‘Messina Food Expò con la Cna e il vicesindaco di Taormina che ha sottolineato la necessità di destagionalizzare gli eventi. ‘Evitiamo di fare scappare ancora i giovani dalle nostre città e offriamo di più partendo dall’integrazione delle politiche agroalimentarì, ha tuonato il presidente della Camera di Commercio di Messina Ivo Blandina. ‘Creiamo una impalcatura strutturata per fare sistema tra le nostre risorse umanè, ha chiosato il segretario generale Cna Gregorini.
L’associazione ‘Agriforum’ ha garantito una fonte di spunti con il tema ‘La comunicazione di sostenibilità ed il mercato: prospettive ed opportunità per le aziende di trasformazione del comparto agroalimentarè con tanti contributi: dal presidente dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Messina Salvatore Messina che ha esposto sul sostegno delle aziende agricole e del territorio al Direttore Area Agribusiness Sicilia Intesa Sanpaolo Francesco Davide Brandara che ha chiarito quali siano gli strumenti finanziari tra sostenibilità e innovazione.
Stimolanti tutti i focus: da ‘Le professioni dell’Accoglienza turistica e la valorizzazione del territorio e dei prodotti a marchio UE: i cuochi e le guide turistichè con l’intervento, tra gli altri, della Coordinatrice nazionale Cna Professioni Cristiana Alderighi e del presidente della III Commissione Ars Attività Produttive Gaspare Vitrano fino al doppio dibattito di domenica uno di carattere politico (invitati alcuni parlamentari Ars) ‘Cibo, società e politicà, a cura di MED MEZ e moderato dal giornalista Mario Barresi ed un altro ‘CIBO E TURISMO: binomio vincente…’, moderato dal Coordinatore regionale Cna Turismo e Commercio Rizzo e con il contributo, tra gli altri, del Coordinatore Nazionale Cna di settore Cristiano Tomei.
– foto ufficio stampa Taormina Food Expo –
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Premio Innovazione Sicilia, i vincitori

PALERMO (ITALPRESS) – “L’Isola che unisce chi vuole cambiare” si è data appuntamento all’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva di Palermo, per la giornata conclusiva della prima edizione del Premio Innovazione Sicilia. Il progetto, organizzato da Digitrend e supportato dall’assessorato alle Attività Produttive della Regione Siciliana, ha raccolto oltre 200 candidature con altrettante idee imprenditoriali, valutate da un Comitato Tecnico Scientifico e un Board di esperti, con personalità provenienti dal mondo dell’imprenditoria, delle istituzioni e delle università.
Il programma della giornata è stato suddiviso in diversi momenti, tra talk e interviste e numerosi momenti per fare networking, che hanno condotto all’annuncio dei vincitori. Focus anche sulla presentazione del giornale “InnovationIsland.it” e la nuova community degli innovatori siciliani. Nel pomeriggio, la premiazione, con il conferimento di riconoscimenti e menzioni speciali.
L’assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, Edy Tamajo, ha consegnato a Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale, il premio “Innovatore dell’anno”: “Se fare innovazione significa essere un sovversivo, allora lo sono – ha detto Monti -. Bisogna crederci. Avere fiducia e non abbandonarsi alla rassegnazione”.
Alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel pomeriggio sono stati premiati tre vincitori, ognuno dei quali si è aggiudicato un progetto di comunicazione. Al primo posto si è classificato “Guardian – Safely Around” della startup catanese Letss; seconda posizione per “Kymia” di Arianna Campione; terzo posto per “Easy-G” di Giuseppe Genova.
Assegnate anche diverse menzioni e un premio della “sala stampa”, a un progetto selezionato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia:
Menzione del Board di Valutazione: “Teccà” di Valentina Giorgio; Menzione Speciale Digitrend: “Park Friend”; Premio Ordine dei Giornalisti di Sicilia: “EcosMed – Polo Olivettiano di Roccavaldina” di Marco Giunta.
Menzioni del Comitato Tecnico Scientifico: Menzione Nuove Tecnologie: “Stanza del Mare” di Riccardo Cingillo. Menzione Angoli del Futuro: “SoundsOfThings” di Germano Marano. Menzione Imprenditorialità Femminile: “Mamaseeds” di Alessia Montani. Menzione sostenibilità: “ESG MES – Sustainability Score” di Alberto Baesso. Menzione Innovatività artigianale: “BoxGelina” di Pietro Di Noto.
Primo premio per Guardian-Safely Around, una app progettata per migliorare la sicurezza personale nelle aree urbane, realizzata da Letss, giovane Startup catanese, rappresentata alla cerimonia di premiazione da Antonino Leonardi. Il sistema integrato dell’app fornisce servizi di navigazione sicura, tenendo in considerazione fattori come l’illuminazione stradale, il traffico e l’apertura delle attività commerciali. L’applicazione permette agli utenti di contribuire alla sicurezza degli altri fornendo feedback sulle condizioni delle strade. Le caratteristiche distintive del progetto includono la creazione di una rete di sicurezza tra gli utenti, dove possono aggiungere “guardiani” che ricevono notifiche sui loro spostamenti, allarmi in caso di pericolo, e la possibilità di comunicazione diretta tramite la chat integrata nell’app.
Secondo classificato il progetto “Kymia” di Arianna Campione, incentrato sull’utilizzo innovativo degli scarti del pistacchio, in particolare il mallo, proveniente dalla varietà “Pistacia Vera” che cresce esclusivamente in Sicilia. Il terreno vulcanico ricco di minerali della regione di Bronte genera un frutto unico dalle caratteristiche organolettiche distintive. Kymia mira a trasformare questo scarto, spesso considerato un rifiuto, in estratti naturali per il benessere, aprendo nuove possibilità nell’ambito della sostenibilità e del recupero delle risorse.
Terzo classificato “Easy-G” di Giuseppe Genova, un dispositivo biomedico indossabile innovativo, sviluppato da quattro ingegneri elettronici specializzati nel settore biomedico. Il progetto si concentra sulla registrazione continua del segnale elettrocardiografico (ECG) attraverso una maglietta in cotone con elettrodi in tessuto, ricamati utilizzando filato conduttivo. Questa soluzione permette di monitorare in tempo reale le funzionalità del muscolo cardiaco, offrendo un’alternativa comoda e accessibile ai tradizionali dispositivi per la registrazione dell’ECG. Easy-G è progettato per monitorare la salute sia di individui in salute sia di soggetti fragili, contribuendo a ridurre il carico di lavoro del sistema sanitario nazionale.
E’ online il nuovo giornale InnovationIsland.it
In occasione dell’evento è stato ufficialmente presentato “InnovationIsland.it”, il giornale dell’innovazione siciliana. Diretto da Antonio Giordano ed edito da Digitrend, il nuovo portale trova un importante punto di forza nella community degli innovatori siciliani: “Siamo come una barca che naviga nel mare chiamato innovazione che finora, però, ha avuto pochi collegamenti – ha detto Giordano -. La nostra meta è collegare le isole di questo arcipelago, rappresentate non solo dalle scoperte che cambiano le nostre vite, ma anche da modi nuovi di fare un lavoro, di svolgere un compito o di assumere un incarico. Invitiamo tutti a bordo”.
– foto ufficio stampa digitrend e Premio Innovazione Sicilia –
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Ponte sullo Stretto, per i favorevoli all’opera da Report “disinformazione”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non esiste altra isola da addirittura 5 milioni di abitanti che sia separata dal proprio continente da soli 3 km di mare: è una situazione anomala a livello mondiale. Non collegare stabilmente la Sicilia al continente, lasciandola in una condizione di insularità che – secondo le stime – crea danni economici non inferiori a 6 miliardi di euro ogni 12 mesi, è una pessima idea”. Così sulla pagina Facebook ponte sullo Stretto, pagina indipendente di divulgazione, i favorevoli alla realizzazione dell’opera contestano il servizio di “Report” andato in onda su Raie che, a loro dire, “è stato confezionato ad hoc per remare nella direzione scelta” producendo “danni importanti”. Nel servizio – si legge ancora – “sono state condivise molte informazioni sbagliate, che hanno creato disinformazione antiscientifica e dubbi immotivati negli spettatori” sul ponte sullo Stretto di Messina, il cui progetto definitivo – viene ricordato – è stato firmato da centinaia di “professionisti da primato mondiale”, tra cui il professore di tecnica delle costruzioni, Giulio Ballio, il professore di Costruzioni in zona sismica, Alberto Castellani, e il professore di ingegneria sismica Ezio Faccioli, tutti del Politecnico di Milano, a cui si aggiungono l’ingegnere danese Klaus H. Ostenfeld, esperto di ponti, l’ingegnere giapponese Yasutsugu Yamasaki, progettista di ponti sospesi, e l’ingegnere William Brown, progettista di quasi tutti i più grossi e complessi ponti sospesi del mondo.
Secondo la trasmissione di Rai3, la Stretto di Messina non ha fatto nulla: al contrario, si legge sulla pagina Facebook, “la SdM, coinvolgendo i più grandi esperti mondiali in ponti sospesi di grande luce (tra cui lo stesso Brown, il più importante ingegnere di ponti sospesi mai esistito) ha permesso di arrivare al progetto definitivo dell’opera” per cui “sono stati necessari vent’anni di lavoro e lo sviluppo di nuove tecnologie che oggi rappresentano il gold standard a livello mondiale e che vengono sfruttate dalle altre nazioni per le proprie opere”. In risposta all’affermazione che il progetto è obsoleto, la replica è che “non esistono tecnologie e soluzioni, al momento, che possano permettere la realizzazione di un progetto differente che sia migliore di quello di cui disponiamo: anche se stracciassimo tutto e ripartissimo da zero, tra 10-20 anni arriveremmo a un progetto simile a quello che c’è”.
Per quanto riguarda il vento o possibili terremoti, “proprio il vento è stato uno dei più grandi focus in fase di progettazione: l’impalcato del ponte di Messina è stato progettato per essere stabile anche in caso di eventi estremi inverosimili per non dire impossibili, come tempeste da primato che soffiano a 300 km/h”, ma “nello Stretto di Messina, non si è mai raggiunta nemmeno la metà di questa velocità”.
Sui terremoti, invece, nella pagina Facebook si sottolinea che “come ben sa qualsiasi ingegnere strutturista specializzato, i ponti sospesi di grande luce sono le strutture umane più sicure in caso di sisma, anche devastante: sono quelle che assorbono meno input sismico e che reagiscono in modo più disconnesso”. Inoltre “la progettazione ha tenuto conto di tutte le 144 faglie presenti nell’area” che “sono ininfluenti per il manufatto per sua natura strutturale”. Secondo Report la mafia è un problema per l’opera, un’affermazione, a detta dei “sì” al ponte, “pericolosissima” perché “non creare le opere per paura della criminalità organizzata è il metodo migliore per portare allo scatafascio il territorio e annientare il futuro della popolazione”. Sulla progressione dei lavori, poi, la progettazione dell’opera “è già in stato avanzatissimo. Basta poco per arrivare alla fine dell’iter, disponendo già ora di un progetto così dettagliato”. Inoltre non è vero che si tratta dell’opera più costosa della storia d’Italia: “persino in questo momento sono in costruzione opere più costose, come l’alta velocità SA-RC da 13 miliardi di euro”.
Dal punto di vista ambientale, secondo Report, i traghetti potrebbero forse inquinare meno di un collegamento stabile: al contrario – replica la pagina indipendente – “un collegamento stabile è sempre meno inquinante di un collegamento non stabile (in questo caso marittimo, il più inquinante che ci sia sulle brevi distanze)”. Non solo il ponte sarà adatto a ospitare il transito ferroviario, ma – si legge ancora – sarà attraversato dalla “nuova ferrovia Messina Catania Palermo da 11 miliardi di euro” in realizzazione. “Con il ponte, Frecciarossa non sarà costretto a tornare indietro una volta arrivato in Calabria, come succede oggi: potrà proseguire ed essere in Sicilia in pochi minuti, collegando ad esempio Roma e Catania in 4 ore (se diretto)” conclude la lunga nota.
-foto ufficio stampa Webuild-
(ITALPRESS).