PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno individuato 74 cittadini che avrebbero beneficiato illecitamente del reddito di cittadinanza. Partendo dalle informazioni contenute nelle banche dati messe a disposizione dall’Inps, le Fiamme gialle hanno effettuato un’articolata analisi focalizzata all’individuazione di quei nuclei familiari “a rischio” costituiti anche da soggetti gravati da condanne divenute definitive per reati ostativi e che risultavano comunque beneficiare della misura assistenziale garantita dallo
Stato. I finanzieri, pertanto, hanno avviato un capillare screening esaminando molteplici Dichiarazioni sostitutive
uniche compilate non solo dai soggetti “condannati” ma anche dai loro familiari. La complessa attività ha consentito di individuare 74 soggetti che avrebbero omesso di indicare la presenza di familiari destinatari di condanna definitiva per i reati costituenti causa d’esclusione alla percezione del reddito di cittadinanza. Tutti sono stati denunciati.
– foto ufficio stampa Guardia di finanza –
(ITALPRESS).
Scoperti e denunciati nel Palermitano 74 furbetti del Reddito di cittadinanza
Cuffaro “Il centro rinascerà attorno a Forza Italia e al Ppe”
Il centro “è uno spazio politico, non geometrico. Con questa parola penso a quell’area dove si è più propensi a essere popolari piuttosto che populisti, democratici piuttosto che sovranisti. Il centro ha il compito di custodire i valori moderati, come quelli espressi dalla dottrina sociale della Chiesa”. Così, in un’intervista a L’Identità, il leader nazionale della nuova Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro. Alla domanda se sia possibile una nuova Dc, risponde: “Ci candidiamo a rappresentare determinati principi, dalla famiglia alla solidarietà”. “I giovani – spiega – ragionano e comprendono che la politica vera è tra la gente, lontana dai talkshow. Oltre il 50 per cento delle persone non va a votare, non solo perchè sfiduciata da una classe dirigente inadeguata o per una legge che dovrebbe essere rivista, ma soprattutto perchè non trova un simbolo che possa rappresentare le proprie idee. Le nuove generazioni, quindi, non possono che guardere di buon occhio a una cultura che ha scritto la storia e si è distinta per fatti, non chiacchiere”.
“Il centro – sottolinea Cuffaro – va oltre i miei interessi, di Rotondi, Mastella, Cesa, Lupi e via dicendo. Il Ppe è il punto di incontro. Forza Italia, nel Paese, ne è l’attore principale. E’, dunque, la guida naturale”. “Berlusconi – aggiunge – ha incarnato i desideri di tantissimi italiani. In un momento difficile è stato in grado di mettere insieme i moderati. La sua assenza è un vuoto difficile da colmare. La maggior parte degli elettori votavano quel movimento per il suo leader”. Chi sarà l’erede “è una scelta di Forza Italia. Sia Tajani che Schifani, con cui ho un rapporto di amicizia e stima, sono profili di altissimo livello”.
“Renzi – prosegue Cuffaro -, sposando Renew e la politica di Macron, è lontano dal Ppe. Pur ritrovandoci su molte questioni, non possiamo dunque stare insieme”. “Con Lombardo siamo stati insieme prima nella Dc e poi nell’Udc. Alle regionali poi, abbiamo intrapreso percorsi differenti. Adesso, invece, ha manifestato la volontà di federarsi con Salvini. Rispetto la sua scelta, ma non la condivido. Probabilmente vuole valorizzare la sua battaglia per l’Autonomia. Quella della Lega, però, a mio parere, va presa con le pinze: divide il Paese e penalizza il Sud”.
“La Sicilia – ricorda Cuffaro – è un popolo che accoglie da oltre 2500 anni. Non dimentichiamo, poi, che quando andavamo in giro per il pianeta a trovare lavoro venivamo chiamati immigrati, proprio come i migranti che sbarcano sulle nostre coste. Capiamo, quindi, le sofferenze. Accogliere non significa chiudere la gente dentro i recinti, ma integrare, dare quella possibilità che è stata data a noi siciliani in America”. “Mi ritrovo con la premier quando dice che non possono arrivare in Italia tante persone senza controllo – aggiunge -, così come quando chiede all’Europa di fare la sua parte”.
“Il Partito Popolare Italiano – sottolinea Cuffaro – è nato in Sicilia nel 1919 con Sturzo, stessa sorte poi è toccata alla Dc. Ecco perchè ho pensato che da questa terra si possa ripartire. L’errore dei partitini democristiani è stato pensare che bastasse una conferenza a riprendere una tradizione. Bisognava, al contrario, ripartire dal basso, dalle comunità. Ho pensato, pertanto, di girare e incontrare tutti i 370 Comuni siciliani, aprendo una sezione in ognuno di essi, proprio come faceva lo scudocrociato”. “La Democrazia Cristiana, senza Cuffaro candidato, correrà col suo simbolo. Il mio auspicio, comunque, è che si possa presentare una lista tutti insieme, sotto il vessillo del Ppe. Se ciò non accadrà, saremo della partita. Siamo solo all’inizio di un percorso”, conclude il leader nazionale della nuova Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro.
– Foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
A Palermo la mostra “Nicola Scafidi, artista reporter”
PALERMO (ITALPRESS) – Dal 29 ottobre al 12 dicembre sarà possibile visitare a Palermo, al Loggiato San Bartolomeo, l’antologica di Nicola Scafidi “Artista Reporter”.
Si tratta di una rassegna fotografica composta da novanta fotografie, in bianco e nero, che raccontano la storia della Sicilia per immagini dal 1944 agli anni ottanta, dallo sbarco degli alleati in Sicilia a Salvatore Giuliano con il movimento separatista, da Sciascia e Guttuso a Alain Delon e Claudia Cardinale sul set del Gattopardo.
In occasione della mostra sarà presentata la pubblicazione (composta da 240 pagine nel formato 24×30) edita da Serradifalco Editore, curata da Pucci Scafidi e Lorenzo Matassa dal titolo “Nicola Scafidi, artista reporter”.
La mostra aprirà al pubblico domenica 29 ottobre alle ore 17 e sarà visitabile fino al 12 dicembre.
Parteciperà all’inaugurazione anche il sindaco Roberto Lagalla. (ITALPRESS).
foto pucciscafidi.com
A Palermo simposio Fimmg-Simg su prospettive della medicina generale
PALERMO (ITALPRESS) – L’universalità e la sostenibilità delle cure nell’era della rivoluzione digitale: ruota intorno a questo tema ‘Specificità, stato dell’arte e prospettive della medicina generalè, il VII Simposio Fimmg-Simg in corso a Palermo, negli spazi di Villa Magnisi. Alla presenza di autorità mediche e istituzionali, specialisti e medici si confrontano sul diritto alla salute, lo attualizzano sulla base dei modelli organizzativi e operativi dell’oggi, da cambiare in relazione al fabbisogno e alle richieste delle aree territoriali, da riorganizzare quindi su misura del domani. “La medicina generale e la cosiddetta rete dei Medici di Famiglia costituisce un asset portante fondamentale della sanità, che a mio avviso va più potenziata anche in termini di integrazione con la medicina territoriale pubblica. E’ chiaro che il focus sulla formazione è di particolare strategica rilevanza, tenendo conto di due fattori: da un lato la necessità di rendere tempestiva e prossimale la funzione del medico, dall’altro la conseguente necessità dell’utilizzazione delle nuove tecnologie digitali degli strumenti informatici. Tecnologie che consentono di fare rete, che azzerano le distanze e che portano quindi a un monitoraggio sanitario che sempre di più deve essere sviluppato e che ha trovato nell’epoca della pandemia un primo importante banco di prova”, ha spiegato il primo cittadino Roberto Lagalla. Secondo i dati forniti dalla Global Market Insight, l’incremento di popolarità dell’informatica sanitaria ha inevitabilmente portato molte istituzioni private e pubbliche ad accelerare i processi di digitalizzazione. In questo scenario si inserisce la grande sfida professionale, dal momento che anche il ruolo del medico è in fase di transizione. I medici dovranno infatti svolgere compiti sempre più complessl basati sull’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici, supportando anche i pazienti nell’orientamento al digitale per instaurare nuove e sempre più efficienti modalità di interazione con loro. L’alfabetizzazione e le competenze digitali devono diventare competenze prerequisite per gli operatori sanitari, al fine di facilitare l’implementazione delle tecnologie digitali nella pratica clinica e sfruttarne appieno il potenziale a beneficio dell’intero sistema sanitario. Come sottolineato in apertura da Luigi Galvano, segretario regionale generale FIMMG Sicilia, si tratta dunque di una riorganizzazione inevitabile, anche alla luce dei fondi PNRR; lo stesso Galvano ha riflettuto su come ci siano più risorse destinate alla digitalizzazione, e non alle struttture. Il digitale è ormai il New Normal, l’obiettivo è fornire un’offerta di contenuti e servizi dinamica e in continuo aggiornamento, che abbatta ogni possibile gap. “Sotto il profilo della capacità informatica, Palermo è tra le città più cablate di Italia e lo è anche con una potenzialità importante sul piano della trasmissione e della connettività. Di contro, vedo e assisto a un progresso tecnologico e a un impiego del digitale in qualche modo a macchia di leopardo, cioè ottime realizzazioni ma su ambiti non sempre sistemici, il che fa perdere organicità alla risposta utile per l’utenza. Dobbiamo agire, e quello che va fatto, va fatto insieme, soprattutto in quei luoghi dove i ritardi assistenziali sono notevoli. Il concetto organizzativo è dunque fondamentale, e va ripensato attraverso l’esplosione delle tecnologie e la collaborazione”, ha concluso Lagalla.(ITALPRESS).
Foto: xm3
Ad Agrigento un convegno su rinnovabili ed efficienza energetica
AGRIGENTO (ITALPRESS) – Si svolgerà lunedì 23 ottobre alla Camera di Commercio di Agrigento di via Atenea, il convegno “Le energie della Sicilia – L’efficienza energetica e le fonti rinnovabili”, in cui verrà presentata la campagna di comunicazione del Dipartimento dell’Energia della Regione Siciliana, per sensibilizzare i cittadini a un uso consapevole dell’energia e all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Il simposio, che prenderà il via alle ore 15, oltre all’introduzione di Calogero Giuseppe Burgio, dirigente generale del Dipartimento dell’Energia della Regione Siciliana, vedrà la presenza, tra gli altri, di Giovanni Di Mauro, assessore regionale all’Energia, Achille Furioso, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento, Salvatore La Mendola, presidente dell’ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento, Silvio Santangelo, presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Agrigento, Alessandro Marchese, presidente del Collegio dei Periti industriali agrigentini, Carmelo Salamone, presidente provinciale Ance, Mimmo Randisi, presidente Cna Agrigento, Antonio Siracusa, presidente Confindustria provinciale e Vincenzo Insalaco, segretario di Confartigianato della Provincia di Agrigento. Atteso l’intervento di Roberto Sannasardo, Energy manager della Regione Siciliana. Previsti gli interventi di Marco Ferruccio, del Masei, Ilaria Bertini (Enea), Luca Barberis (Gse), Antonio Mancini (Cdp), Cesare Negro (Fire), Mario Alvano (Anci Sicilia), Benedetta Brighenti (Renael), Agostino Re Rebaudengo (Elettricità Futura), Mirco Alvano (Sicilesco), Paolo Rocco Vicontini (Italia Solare), Simone Togni (Anev) e Stefano Ciafani di Legambiente. (ITALPRESS).
Foto: ufficio stampa “Le energie della Sicilia”
Palermo, ex giudice Silvana Saguto finisce in carcere al Pagliarelli
PALERMO (ITALPRESS) – L’ex giudice Silvana Saguto è stata arrestata dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo mentre si trovava nella clinica “La Margherita”, dove era ricoverata per problemi di salute. Con lei nella struttura sanitaria, al momento dell’arresto, c’era uno dei due figli. La donna è stata condotta in caserma per le procedure di identificazione, poi nel carcere Pagliarelli di Palermo, dove già si trovava anche il marito ingegnere. In carcere anche l’avvocato Cappellano Seminara, che si sarebbe consegnato al carcere milanese di Bollate, e il ricercatore universitario Carmelo Provenzano. La Procura generale di Caltanissetta ha dato esecuzione alla sentenza di condanna dell’ex magistrato per corruzione e induzione indebita. Una decisione che ha sorpreso gli imputati alla luce del fatto che la sentenza, pur diventando definitiva per le ipotesi più gravi, era stata annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione per rideterminare la pena. Secondo i giudici di Caltanissetta, però, il fatto che alcune imputazioni siano diventate definitive e abbiano una durata più lunga di 4 anni, può dare il via libera all’arresto anche in attesa della celebrazione del nuovo processo di appello.(ITALPRESS).
Foto: Agenzia Fotogramma
Palermo, laurea honoris causa a Lo Monaco per impegno contro la mafia
PALERMO (ITALPRESS) – Un impegno contro la mafia che lo ha accompagnato per tutta l’esistenza, cercando di fornire alle generazioni più giovani gli strumenti per combatterla: il lavoro tenace e ininterrotto di Vito Lo Monaco, presidente onorario del Centro di studi e iniziative culturali Pio La Torre (che lui stesso ha guidato dal 2004 al 2022), gli è valso il conferimento della laurea honoris causa in Scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità. La cerimonia si è tenuta a Palazzo Steri alla presenza del rettore Massimo Midiri, il quale ha evidenziato come “Lo Monaco si è sempre rivolto a una popolazione di giovani: il vero messaggio dell’antimafia sociale, di cui è stato il fondatore attraverso il centro Pio La Torre, è quello di cominciare da piccoli a creare una cultura che vada contro Cosa nostra. Il nostro ateneo si basa su parametri legati ad antimafia e legalità: Lo Monaco in questi anni è stato un nostro alfiere indiretto, ora è arrivato il momento di riconoscerne il valore storico e dire alla comunità accademica che lui fa parte di noi”.
Tale attività di alfiere, prosegue Midiri, si basa sulla testimonianza diretta di un passato superato attraverso dolore e sacrifici: “I ragazzi oggi hanno un problema di ideali: non conoscono quello che è successo trent’anni fa, ma ne hanno solo vaghi ricordi o racconti indiretti. Sentire qualcuno che racconta da dove siamo partiti e cosa siamo oggi è fondamentale: in questo senso Lo Monaco è testimone di racconti, di coscienza e di guida per non ricadere nei soliti meccanismi. Quando non c’è cultura inevitabilmente prevalgono l’illegalità e il non riconoscimento dei diritti altrui”. Nella laudatio, pronunciata dalla docente Alessandra Dino, si legge come Lo Monaco venga considerato “autentico militante della difesa dei più deboli, alla perenne ricerca dell’equità sociale, politica ed economica, unica garanzia per la costruzione di una democrazia partecipata, ispirata ai valori dell’inclusione e del rispetto dell’ecosistema del nostro pianeta. Desidero ricordare la costante collaborazione con il nostro Ateneo realizzatasi in molteplici attività, tra le quali i tanti momenti di riflessione comune e i convegni sul tema delle mafie”.
La cerimonia si è chiusa con la lectio magistralis di Lo Monaco, intitolata ‘La coscienza civile è necessaria per sconfiggere le mafie: la scuola ha il dovere di formare cittadini onesti e solidalì. Il fenomeno mafioso, spiega il presidente onorario del centro Pio La Torre, è “complesso e articolato: non è rappresentato solo da chi spara, ma è il braccio armato di una parte di classe dirigente. Senza protezione politica la mafia non esisterebbe, ma sarebbe un’organizzazione criminale qualunque: è importante spiegare ai ragazzi, siano essi bambini o universitari, che la si sconfigge con le misure di prevenzione culturale”. Lo Monaco torna poi su una sua recente dichiarazione, in cui criticava l’antimafia ‘fatta con esibizioni e anniversari retoricì: “La coscienza contro Cosa nostra nel paese è cresciuta perchè è cresciuto il lavoro delle associazioni antimafia vere, che non si fanno vive solo per gli anniversari nè usano le etichette di antimafia per fare carriera”. Infine una riflessione più generale sul disagio giovanile, reso ancor più evidente dall’aumento di episodi di criminalità che vedono come protagonisti i ragazzi: “C’è una trasformazione sociale che la crisi pandemica ha messo in evidenza: noi siamo cresciuti in una fase storica di boom economico, mentre questi ragazzi crescono in un momento storico di violenze e guerre. L’individualismo predicato e praticato porta solo isolamento e crisi, il lavoro della scuola è fondamentale contro tutto questo”, commenta Lo Monaco.
foto: ufficio stampa Università di Palermo
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Donati turbanti a pazienti oncologici dell’Ospedale Giglio di Cefalù
CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – La solidarietà può superare i confini della disabilità donando agli altri ciò che la vita talvolta ha negato. Bambini con disabilità del liceo Scaduto di Bagheria hanno decorato, con l’aiuto dei loro insegnanti: Elena Zaffaroni e Francesca Buzzetta Claudia, borsette e turbanti, donati ai pazienti oncologi che durante la terapia, perdono i capelli, e talvolta sono costretti a portare, con sè, le sacche per i drenaggi. L’occasione è stato il Braday, giornata per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria, che si è tenuto alla Fondazione Giglio di Cefalù, in provincia di Palermo. A organizzare il convegno di studio con laboratori di musica e teatro è stato il chirurgo senologo Naida Faldetta che fa parte della breast unit del Giglio, guidata da Ildebrando D’Angelo.
I turbanti sono stati realizzati dalla professoressa Nunziatina La Rosa che durante i lavori del Braday ha ricevuto una targa per “la sua sensibilità e il suo impegno”. “Ho iniziato a fare i turbanti – ha detto La Rosa – quattro anni fa quando ho incrociato due alunne in chemioterapia di 16 e 17 anni. Per loro ho cucito i primi due turbanti. La risposta è stata “ci ha regalato un momento di gioia”. Da quel giorno La Rosa con le insegnanti Zaffaroni e Buzzetta ogni mese realizzano i turbanti e le borsette a tracolla donandole a diverse strutture sanitarie.
“Sono grato – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano- alle insegnanti per la sensibilità verso chi affronta la malattia che piccoli gesti posso lenire”.
– foto ufficio stampa Fondazione Giglio di Cefalù, in piedi da sinistra Erina Tripi, Nadia Faldetta, Giovanni Albano. Sedute Francesca Buzzetta, Elena Zaffaroni e Nunziatina La Rosa -.
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