Home Sicilia Pagina 208

Sicilia

Archeologia, l’Award Rotta dei Fenici 2023 ad Alberto Samonà

CABRAS (ORISTANO) (ITALPRESS) – Conferito ad Alberto Samonà, l’Award 2023 Rotta dei Fenici, “Premio speciale alla personalità che si è distinta per la sua attività nei campi archeologico, culturale e di valorizzazione”. Samonà, giornalista e scrittore siciliano, è componente del Consiglio di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo. Il Premio è stato consegnato a Samonà nel corso di una cerimonia che si è tenuta al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras (Oristano), nell’ambito del XVI Dialogo Euro-mediterraneo sulla Rotta dei Fenici, nel ventennale del riconoscimento della Rotta quale Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. All’incontro che si è svolto nella località sarda hanno preso parte università italiane e straniere, delegazioni internazionali e rappresentanti di 15 nazioni, del Consiglio d’Europa e dei Ministeri di quattro Paesi: si è discusso, in particolare, sulle strategie da adottare per una migliore fruizione, conoscenza e comunicazione del patrimonio culturale mediterraneo. “Questo premio di valenza internazionale – ha detto Alberto Samonà intervenendo alla manifestazione – ha per me un significato molto importante, perchè mi è stato consegnato nel corso di queste giornate dedicate ai beni culturali e al Mediterraneo, culla di popoli e di civiltà, come Romani, Greci e Fenici, che oggi più che mai, in un mondo sempre più diviso e cieco, può e deve tornare a essere quel “Mare nostrum” che unisce nel nome di una koinè culturale dalle profonde e antiche radici”. Il XVI Dialogo euro mediterraneo, è stato organizzato da “La Rotta dei Fenici”, in collaborazione con la “Fondazione Mont’e Prama”.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Rotta dei Fenici

Lotta alla povertà energetica, in Sicilia una campagna di comunicazione

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Lotta alla povertà energetica e rilancio delle fonti alternative: ha preso il via “Le Energie della Sicilia”, la campagna di comunicazione cross-mediale ideata dal Dipartimento dell’Energia della Regione siciliana e presentata nel corso di un convegno alla Camera di Commercio di Agrigento. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini all’uso consapevole delle energie e delle fonti energetiche rinnovabili. Il nome stesso della campagna e il suo logotipo, che contiene le icone di tre fra le principali fonti di energia rinnovabile (solare, eolica, idroelettrica), racchiuse nella rappresentazione grafica dei confini dell’Isola che si incontrano in una presa elettrica, diventano il simbolo dell’energia della Sicilia.
“Uno degli scopi principali di questa campagna è quello di sensibilizzare i cittadini all’uso razionale dell’energia elettrica per evitare ogni tipo di spreco – spiega Roberto Sannasardo, Energy Manager della Regione Siciliana – per evitare di dare un contributo al riscaldamento globale senza averne un ritorno”.
“C’è l’esigenza di superare “la sindrome del Nimby” – continua Sannasardo – secondo cui vanno bene le fonti di energia alternativa ma gli impianti devono essere costruiti lontano dai nostri territori, perchè è proprio su questo che ci giochiamo il futuro, e i cambiamenti climatici estremi, che stiamo vivendo anche in Sicilia, ci insegnano che dobbiamo guardare con più attenzione a questi temi e a fare dei passi in avanti”.
Per contrastare la povertà energetica la Regione punta intanto sulle Comunità energetiche rinnovabili, che vanno ad affiancare le comunità energetiche dei cittadini, come spiega Calogero Burgio, Dirigente Generale del Dipartimento dell’Energia della Regione Siciliana: “La Regione ha già finanziato con 5 milioni di euro la creazione di questi strumenti – dice – e, a partire dal 2024 lancerà un nuovo bando del valore di 100 milioni di euro, destinato alla creazione di almeno cento nuove comunità energetiche rinnovabili sul territorio siciliano, per fare della nostra regione la prima in Italia sia per potenza installata che per capillarità delle comunità”.
La campagna prevede nove incontri nei capoluoghi di provincia, più tre roadshow nelle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, dedicati alle scuole e ai cittadini.

– foto col/Italpress –
(ITALPRESS).

Catania, operazione Catena Spezzata. Rapine, droga ed estorsioni

CATANIA (ITALPRESS) – L’operazione condotta oggi dalla Squadra Mobile di Catania su disposizione della Procura della Repubblica di Catania e denominata Catena Spezzata, data la base criminale insistente ad Aci Catena, ha visto l’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura custodia le coercitiva nei confronti di nove persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, tra cui quelli di rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e detenzione di armi. Durante la conferenza stampa di questa mattina alla presenza del questore di Catania Alberto Bellassai e del capo della Squadra Mobile del capoluogo etneo Antonio Sfameni ha mostrato un quadro criminale nel quale Antonino Patanè ricopriva il ruolo di capo anche per via della sua elevata caratura criminale con l’affiliazione al clan Laudani. L’operazione ha avuto luogo tra ottobre e dicembre dello scorso anno e ha visto la commissione di quattro rapine: la prima il 12 ottobre all’interno dell’ufficio postale di via Sebastiano Catania nel capoluogo etneo; la seconda a un autotrasportatore a Campobello di Licata il 23 novembre; la terza a un distributore di carburanti ad Acireale il 26 novembre; la quarta il 5 dicembre sempre a un distributore di carburanti ad Aci Catena. A esse si aggiunge una sventata rapina il 22 dicembre in una ditta di autotrasporti di Belpasso. Il comune denominatore delle rapine perpetrate è l’uso di una pistola semiautomatica, ma all’interno dell’organizzazione criminale trovava spazio anche lo spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico di marijuana da parte di alcuni componenti, che ha portato al sequestro di circa 400 grammi. Gli agenti durante la conferenza hanno sottolineato come oltre i 9 raggiunti oggi (di cui 7 in carcere e 2 ai domiciliari) dall’ordinanza ce ne siano altri due beccati in flagranza di reato. Completano il quadro le estorsioni comminate dopo un furto di un furgone Fiat Ducato a due persone ad Aci S.Antonio, nel Catanese, e la mancanza di addentellati riguardanti agevolazioni all’organizzazione criminale da parte di Patanè. (ITALPRESS).

Foto: xo1

Mafia, perquisizioni e arresti nei confronti del mandamento di Trapani

TRAPANI (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia, la Polizia di Stato di Trapani ed il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani hanno dato esecuzione a Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palermo, su richiesta della corrispondente Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale sono state disposte 21 misure restrittive, di cui 17 in carcere e 4 ai domiciliari, nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti alle famiglie mafiose di Custonaci, Valderice e Trapani, che fanno capo al mandamento di “cosa nostra” del capoluogo trapanese. Contestualmente sono scattate numerose perquisizioni anche nei confronti di ulteriori soggetti indagati a piede libero ed è stata altresì acquisita documentazione tecnico-amministrativa e contabile presso il Comune di Custonaci: tra gli arrestati figura un esponente di spicco della precedente giunta municipale custonacese, mentre un ex sindaco, un ex assessore e un consigliere comunale di maggioranza in carica, tutti indagati a piede libero, sono stati perquisiti. L’operazione congiunta denominata “Scialandro”, durata due anni, cui hanno lavorato la D.I.A. di Palermo e Trapani, la Squadra Mobile della Questura di Trapani ed il Nucleo Investigativo di Trapani dell’Arma dei Carabinieri, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza per reati di natura associativa di stampo mafioso o comunque per delitti connotati dall’aggravante mafiosa. Nello specifico, le indagini hanno portato alla luce sinergie e rapporti opachi tra esponenti della vecchia amministrazione comunale di Custonaci e le citate consorterie mafiose grazie ai quali queste ultime riuscivano ad imporre all’ente locale i nominativi dei beneficiari di contributi solidaristici per far fronte alle condizioni di disagio economico post-pandemico, nonchè a pilotare l’affidamento di appalti pubblici in favore di ditte colluse o a loro riconducibili, anche per interposta persona, una delle quali aveva proceduto all’assunzione fittizia di un ergastolano allo scopo di consentirgli di beneficiare della semilibertà. Il controllo socio-economico del territorio veniva attuato pure attraverso estorsioni e intimidazioni nei confronti dei titolari di aziende agricole per dissuaderli dall’acquisto di terreni finiti nel mirino dei sodalizi mafiosi. (ITALPRESS).

Foto: Dia

Migranti, Avvocatura dello Stato ricorre contro il Tribunale di Catania

ROMA (ITALPRESS) – L’Avvocatura Generale dello Stato ha proposto distinti ricorsi per Cassazione contro i provvedimenti con i quali il Tribunale di Catania ha negato la convalida del trattenimento di migranti irregolarmente arrivati sul territorio nazionale.
“I ricorsi – spiega Palazzo Chigi in una nota – sottopongono alla Suprema Corte l’opportunità di decidere a Sezioni Unite, per la novità e il rilievo della materia, e affrontano i punti critici della motivazione delle ordinanze impugnate, con particolare riferimento alla violazione della direttiva 2013/33/UE, perchè:
a differenza di quanto sostenuto nelle ordinanze, la direttiva prevede procedure specifiche alla frontiera o in zone di transito, per decidere sulla ammissibilità della domanda di protezione internazionale, se il richiedente non ha documenti e proviene da un Paese sicuro; la stessa stabilisce alternativamente il trattenimento o il pagamento di una cauzione, e quindi non vi è ragione per disapplicare i decreti del questore che fissano l’uno o l’altro; la direttiva contempla, ancora, la possibilità che il richiedente sia spostato in zona differente da quella di ingresso, se gli arrivi coinvolgono una quantità significativa di migranti che presentano la richiesta; in caso di provenienza del migrante da un Paese qualificato “sicuro” deve essere il richiedente a dimostrare che, nella specifica situazione, il Paese invece non sia sicuro, senza improprie presunzioni da parte del giudice”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Assistenza a rifugiati e migranti, intesa Policlinico Palermo e Medici senza frontiere

PALERMO (ITALPRESS) – La presa in carico di rifugiati e migranti richiedenti protezione internazionale sopravvissuti a tortura e altre forme di violenza: è quanto prevede il protocollo d’intesa siglato tra il Policlinico “Paolo Giaccone”, il Dipartimento “Promise”, Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro” dell’Università degli Studi di Palermo, e Medici senza frontiere.
L’attività, che prevede un intervento multidisciplinare e integrato di tipo clinico-assistenziale, vede protagonisti l’ambulatorio di Medicina delle migrazioni dell’Azienda ospedaliera universitaria e l’unità operativa di Medicina legale dove è stato istituito, sulla base di un precedente protocollo tra MSF e Promise, un Centro di riferimento per la certificazione medico-legale nell’ambito della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale.
Il Commissario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, Maurizio Montalbano, commenta: “L’iniziativa è nel solco della tradizione del Policlinico che vanta una lunga esperienza nell’assistenza ai migranti attraverso l’ambulatorio di Medicina delle migrazioni. In un momento in cui l’insofferenza e l’intolleranza creano guerre e distruzioni, rafforzare le iniziative di solidarietà è un dovere irrinunciabile delle Istituzioni. Siamo stati dunque lieti di ampliare la nostra attività con la convenzione firmata con Medici senza frontiere. Attraverso un modello di intervento sociosanitario multidisciplinare, i rifugiati e migranti sopravvissuti a tortura e altre forme di violenza saranno inseriti in percorsi terapeutici adeguati alle loro necessità in cui troveranno assistenza medica e psicologica”.
Referenti del progetto sono la professoressa Stefania Zerbo, associato di medicina legale, e la dottoressa Giuseppina Rizzo, responsabile dell’ambulatorio di Medicina delle migrazioni del Dipartimento Medico diretto dal professore Mario Barbagallo.
“Per la prima volta in Italia abbiamo avviato un progetto con un’Istituzione pubblica e in particolare un Policlinico universitario – afferma Giuseppe De Mola capo del progetto vittime di tortura di MSF – Questa iniziativa è importante per diversi aspetti, per l’assistenza medica, per la parte di ricerca e didattica che ci consentirà di coinvolgere nell’attività anche gli specializzandi e perchè Palermo è strategicamente importante per la sua posizione geografica. L’obiettivo – illustra De Mola – è quello di creare un polo di rilevanza nazionale e internazionale sui temi legati alla tortura e ai sopravvissuti a tortura che offra un servizio specializzato che coniughi presa in carico clinico-assistenziale rigore scientifico ed alta formazione e in cui saranno coinvolte altre organizzazioni internazionali. La prima tappa di questo percorso sarà il workshop che si terrà il 12 e 13 dicembre “Sopravvivere alla tortura – Sfide, buone pratiche e prospettive di lavoro”, organizzato in collaborazione con docenti dell’AOUP e dell’Università degli Studi di Palermo”.
Per lo svolgimento dell’attività MSF fornirà un medico, due psicologi, un assistente sociale, un esperto di promozione della salute, mediatori interculturali e volontari addetti, in particolare, al servizio di informazione e orientamento sociosanitario. Tutte figure professionali, queste, che si coordineranno con il personale dell’Azienda ospedaliera universitaria.
Il modello clinico-assistenziale prevede una prima valutazione e l’eventuale presa in carico di primo livello dei potenziali beneficiari del servizio presso l’Ambulatorio di Medicina delle Migrazioni e – in caso di necessità – l’invio alle varie unità operative specialistiche del Policlinico per la diagnostica e l’assistenza di secondo livello, attraverso canali dedicati.
Per attività di raccolta e analisi dei dati e di divulgazione e ricerca scientifica relative alla presa in carico di migranti, richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti a tortura e altre forme di violenza intenzionale sarà coinvolto il Centro Interdipartimentale di Ricerca (CIR) “Migrare” (macroarea tematica “Salute globale e vulnerabilità”), il cui coordinamento ricade nell’ambito del Dipartimento PROMISE diretto dal professore Antonio Carroccio.
L’Ambulatorio delle migrazioni, dalla sua riapertura nel 2022, dopo lo stop per l’Emergenza Covid, ha in cura circa 800 pazienti. “Adesso la nostra attività di routine – afferma la dottoressa Rizzo -, svolta anche in favore dei migranti senza permesso di soggiorno, viene ulteriormente sviluppata con la presa in carico di vittime di tortura che avranno un percorso dedicato. In questo percorso Medici senza frontiere svolgerà un grande lavoro al nostro fianco”.
– foto ufficio stampa Policlinico Palermo –
(ITALPRESS).

Schifani riceve il generale Spina, neo Comandante dei Carabinieri Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricevuto in visita di cortesia, stamane a Palazzo d’Orleans, a Palermo, il generale di divisione Giuseppe Spina, neo comandante della Legione Carabinieri Sicilia.
Nel corso del “cordiale incontro”, si legge in una nota, “il governatore, augurando buon lavoro all’ufficiale, ha ribadito la più ampia collaborazione istituzionale da parte della Regione, così come avvenuto finora con l’Arma. E, nel contempo, ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto quotidianamente sul territorio a fianco della comunità”.
Il presidente Schifani ha donato al comandante un crest della Regione Siciliana.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
(ITALPRESS).

Ersu Palermo, affidato servizio di verifica qualità della mensa universitaria

PALERMO (ITALPRESS) – Con Determina del Direttore è stato affidato alla ditta Fosan Servizi di Roma, per un periodo di 24 mesi il compito di verificare e monitorare il rispetto degli standard di sicurezza alimentare e qualitativi del servizio di ristorazione erogato dall’Ente attraverso la società COT Ristorazione.
“Monitorare sempre la qualità della ristorazione per garantire il livello dei 400 mila pasti annui erogati: con questa aggiudicazione – dichiara il presidente dell’Ersu, Michele D’Amico – il Consiglio di amministrazione potenzia ulteriormente il servizio, aggiungendo la misura ai protocolli HCCP già utilizzati dall’azienda COT Ristorazione e al numero whatsapp (ndr numero telefonico 3398765382) dove gli studenti possono inviare in tempo reale suggerimenti, richieste o segnalazioni attraverso foto, testi oppure video. Solleciterò adesso i rappresentanti degli studenti nel Cda a designare i propri rappresentanti nella prevista ‘Commissione paritetica Mensà per, dinamicamente, fare evolvere sempre più il servizio e garantire lo standard positivo di gradimento”, aggiunge il presidente Ersu Palermo, Michele D’Amico.
Dal 28 aprile 2023 è operativo il numero Whatsapp Ersu anche per il monitoraggio del servizio di ristorazione (ai fini del miglioramento del servizio, è possibile inviare proposte, segnalazioni o feedback attraverso foto, testi oppure video).
Per misurare la “Customer satisfation”, l’Ente utilizza anche dei questionari online, in forma anonima, raggiungibili da NOTIFY (https://notify.ersupalermo.it/), il portale dedicato alla comunicazione istituzionale dell’Ente.
– ufficio stampa Ersu Palermo –
(ITALPRESS).