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Sui tram di Palermo il volto sorridente del beato Giuseppe Puglisi

PALERMO (ITALPRESS) – Sino al 30 ottobre 2023 sui tram di Palermo campeggerà il volto sorridente del beato Giuseppe Puglisi, parroco di Brancaccio e fondatore del Centro di Accoglienza Padre Nostro. Nel logo, accanto al volto del beato, la scritta “Lasciamoci ‘trasportarè da ‘luì”.
“Ci farà compagnia nella vita quotidiana ricordandoci del suo grande esempio e del suo sacrificio per la comunita di Brancaccio e per la chiesa palermitana – dichiara il Presidente dell’Amat Giuseppe Mistretta – Grazie alla partecipazione attiva dell Amat,
il Centro di Accoglienza Padre Nostro, per il trentesimo anniversario del martirio, ha potuto fare questo dono a tutti i palermitani e a tutti i turisti che visitano e visiteranno la Citta di Palermo. Abbiamo voluto utilizzare un ‘mezzo in movimentò perchè identifica perfettamente il beato Puglisi, un Cristiano sempre in movimento che non si è sentito mai arrivato al capolinea”.

– foto: Amat –
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Eccedenze 118, da assessorato Salute le linee guida per il decreto

ROMA (ITALPRESS) – Via libera dall’Assessorato regionale della Salute alle linee di indirizzo per l’applicazione del decreto sulle “eccedenze” del 118 siciliano, emanato per disciplinare gli interventi effettuati da consorzi e associazioni e quindi al di fuori del circuito istituzionale del SUES. Il dirigente generale della Pianificazione Strategica, Salvatore Iacolino, le ha inviate alle parti in causa- Seus compresa- dopo il vertice con le organizzazioni di volontariato e i relativi consorzi. Anzitutto è ribadito che “il medico di turno della Centrale operativa del 118 dovrà garantire, in ogni caso e in relazione ai presupposti richiamati al comma 3, il ricorso alle “Eccedenze” allo scopo di assicurare prontezza e tempestività all’intervento richiesto”.
Inoltre, Iacolino sottolinea che “la rendicontazione delle prestazioni rese può avvenire con cadenza mensile o trimestrale, al fine di consentire le operazioni di liquidazione e pagamento in capo alla Seus”. E’ pure precisato che “il rimborso di cui all’art. 12, comma 1, non è riconosciuto, così come previsto al comma 2 del medesimo articolo, nel caso in cui la Centrale operativa del 118 comunichi, entro 10 minuti dall’ingaggio, il venir meno dell’esigenza sottesa all’intervento; nel caso in cui l’anzidetta comunicazione intervenga dopo i 10 minuti dalla chiamata di ingaggio e non risulti più necessario raggiungere il luogo dell’intervento, il rimborso riconosciuto sarà pari al 50% di quello previsto all’art. 12, comma 1”. Inoltre il limite massimo di 60 mila euro annui dei rimborsi per ciascuna Associazione “può essere oltrepassato per un importo non superiore al 15% esclusivamente per il 2023, tenuto conto della circostanza relativa alla pubblicazione del DDG n. 649/2023 intervenuta ad anno in corso e, specificatamente, il 7 luglio 2023”.
Salvatore Iacolino sottolinea: «Il dipartimento Salute intende rafforzare la protezione delle comunità territoriali, specialmente di quelle non assistite da realtà organizzate nella emergenza-urgenza, anche attraverso la collaborazione di consorzi ed associazioni di volontariato che operano a supporto ed a completamento della dotazione di risorse umane e mezzi a disposizione delle Centrali operative del 118». Il presidente della Seus, Riccardo Castro, afferma: «Come sempre faremo la nostra parte all’insegna della massima trasparenza amministrativa, in perfetta sinergia con l’Assessorato regionale della Salute e con tutti coloro che nel sistema sanitario regionale sono coinvolti nella procedura del ricorso alle eccedenze nel 118».

– foto: ufficio stampa Seus –

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Aeroporto Palermo, nuova sala imbarchi e crescita di 600 mila passeggeri

PALERMO (ITALPRESS) – Aperta oggi la nuova sala al terzo livello dell’avancorpo air side. Circa 400 metri quadrati con vista pista. Nel nuovo spazio sono state installate sedute bianche, molte delle quali dotate di porta usb per la ricarica di telefoni e tablet. L’area è dotata di un nuovo impianto di climatizzazione ed ha anche una postazione di ricarica per dispositivi elettronici.
Continuano i lavori di ammodernamento del Terminal passeggeri. Il primo lotto di lavori si concluderà entro la fine dell’anno.
“Sono contento per l’avanzamento dei lavori – dice Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo – I progressi si vedono, ed entro l’anno chiuderemo il primo lotto dell’appalto. Dal prossimo anno, continueremo ad investire sull’infrastruttura, per renderla più accogliente e moderna”.
L’aeroporto di Palermo, intanto, continua a macinare numeri positivi. Rispetto ai primi sette mesi del 2022, la crescita nel periodo gennaio-luglio 2023 è di 600mila passeggeri, metà dei quali, circa 300 mila, sono da voli internazionali. Quest’anno, infatti, il traffico internazionale è aumentato del 25%.
Fra le prime dieci compagnie che volano dal Falcone Borsellino, almeno otto hanno registrato tassi di riempimento medi superiori all’80% dei posti disponibili. Una compagnia ha superato il 90%.
Nei primi sette mesi del 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022, le destinazione nazionale dell’area milanese (Linate, Malpensa, Bergamo), con un milione di passeggeri, ha sopravanzato su quella romana, 750 mila passeggeri, invertendo così il trend di qualche anno fa. In grande recupero lo scalo di Linate (hub di ITA) che cresce del 50%. Per ciò che riguarda le destinazioni internazionali, in testa troviamo Parigi Orly con oltre 92mila passeggeri e una crescita del 27%; segue Barcellona, che in un anno è balzata in seconda posizione, con una crescita del 42% e un riempimento, insieme a Parigi, vicino al 90%; Zurigo (che vede molti transiti intercontinentali verso gli USA) cresce dell’8,8%. Altre sorprese: Vienna che cresce del 152%, con 41.600 passeggeri, e Parigi CDG +190% con 37mila pax; Valencia cresce del 96% con 33mila passeggeri. la rotta nazionale più trafficata rimane Roma Fiumicino: 750 mila passeggeri.
“Le rotte spagnole sono ormai portatrici di turismo iberico incoming, insieme al tradizionale flusso sempre marcato da Francia, Germania e UK – dice Natale Chierppa, direttore generale di Gesap – Alcune rotte con questi risultati dimostrano che c’è ancora una domanda molto forte dalle stesse destinazioni, e per questo chiederemo ai vettori ulteriore potenziamento di queste direttrici di traffico”, conclude.

– foto: ufficio stampa Gesap –

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A Palermo il ricordo di Paolo Giaccone, medico ucciso dalla mafia

PALERMO (ITALPRESS) – Ucciso semplicemente per aver fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l’incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava 41 anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico che oggi porta il suo nome. Lo hanno ricordato con una cerimonia sul luogo dell’eccidio gli ex colleghi e gli attuali dirigenti del dipartimento di Medicina legale, il direttore amministrativo del Policlinico, Arturo Caranna, il sindaco Roberto Lagalla, l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo, il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri e il preside della scuola di Medicina Marcello Ciaccio.
Oltre che come docente ordinario di Medicina legale, Giaccone esercitava la professione svolgendo consulenze per il Tribunale, in un periodo profondamente segnato dalla pervasività di Cosa nostra nel tessuto sociale ed economico della città. Nel 1981, dopo una sparatoria a Bagheria in cui persero la vita quattro persone, gli fu assegnato l’incarico di esaminare un’impronta digitale lasciata da uno dei killer: questi venne poi identificato in Giuseppe Marchese, esponente di spicco della cosca di corso dei Mille. Diverse furono le intimidazioni nei confronti di Giaccone affinchè modificasse la perizia e scagionasse Marchese, ma il medico fu irremovibile e il killer venne condannato all’ergastolo. L’11 agosto 1982 il drammatico epilogo, in una Palermo ancora scossa dall’omicidio di Pio La Torre e che tre settimane dopo sarebbe rimasta impietrita dalla strage di via Carini.
Lagalla lo ricorda come “un docente di straordinaria comprensione e signorilità, un professionista, un maestro e un testimone di valori. Fu con lui che nel luglio 1979 feci il mio ultimo esame a Medicina: l’esigenza di laurearmi tempestivamente non mi aveva fatto preparare la sua materia con i fiocchi, ma il professor Giaccone se ne rese conto e vedendo il libretto universitario fu molto comprensivo, dandomi un 27 più per la carriera che per l’esame. Mi laureai subito dopo, nello stesso giorno in cui Palermo dovette confrontarsi con l’omicidio di Boris Giuliano”.
Anche Volo ne celebra la memoria, sottolineando come “chi non ha vissuto quei tempi imparerà che l’esempio di Giaccone può migliorare questa terra. Ci ha insegnato che gli obiettivi dei cittadini devono sempre essere in linea con le regole: da parte mia, quand’ero direttore sanitario al Policlinico, mi sono sempre impegnata a far rispettare i principi di giustizia”.
Il coraggio di Giaccone è un monito al rispetto delle regole per tutti i cittadini ma in particolare, secondo Midiri, agli studenti di Medicina: “Il messaggio fondamentale che ci ha lasciato Paolo Giaccone è quello del senso del dovere – sottolinea – E’ morto perchè ha scelto di essere coerente con la sua personalità. In una città che sta cambiando, e che è molto diversa rispetto al 1982, il suo insegnamento è uno strumento fondamentale per formare le coscienze; ai giovani medici ha lasciato un approccio di rispetto e serietà per tutto ciò che faceva”. Gli fa eco Ciaccio, il quale evidenzia come “la professione medica ha delle regole da seguire ed è ricca di responsabilità: ricordare Giaccone significa diffondere la cultura della legalità e dell’impegno civile, ci ha insegnato che bisogna agire seguendo le regole e non con soluzioni più comode”.
Anche per Caranna l’insegnamento di Giaccone “ci ispira quotidianamente e ci porta a ragionare sui principi di correttezza e di non voler essere mai condizionato da fattori esterni”.
Per Paolo Procaccianti, collega del docente assassinato dalla mafia a Medicina legale, “il suo sacrificio costituisce ancora un esempio di elevata moralità ed esercizio esemplare della professione sanitaria. Giaccone aveva un animo buono e gentile, che gli ha permesso di portare avanti esempi di giustizia e libertà”.

– foto ufficio stampa Policlinico Palermo –
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Caro voli, Schifani “Si tuteli il diritto alla mobilità”

PALERMO (ITALPRESS) – “Vale più un principio costituzionale o le regole dell’Ue? Pongo questo tema. La Commissione europea potrebbe intervenire per modificare la norma del governo nazionale, che peraltro ho molto apprezzato, sugli algoritmi utilizzati dalle compagnie aeree e quindi sui limiti ai prezzi dei biglietti aerei. Ma se lo facesse, sarebbe messo a rischio il diritto alla mobilità sancito dall’articolo 16 della nostra Costituzione che prevede che ad ogni cittadino debba essere garantita ogni forma di libertà di movimento, salvo i casi previsti dalla legge. In questo caso, ritengo che il governo italiano dovrebbe adoperarsi per garantire questo principio costituzionale e impedire che si crei una ‘mobilità per censò, per cui i ricchi possono viaggiare e i poveri no”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenendo stamattina alla trasmissione Agorà, su Rai3, in merito alla polemica sul caro voli.
Il governatore ha poi aggiunto: “Avevo segnalato già a dicembre dell’anno scorso il cartello tra Ita e Ryanair, nel senso che di fatto hanno stipulato un accordo tra loro per non farsi concorrenza, applicando prezzi al rialzo. E avevo già denunciato questo scandalo all’Antitrust sia durante il periodo natalizio che, poi, a Pasqua. Attendiamo risposta da quella autorità. Adesso il caso è esploso a livello nazionale ed è giusto risolverlo complessivamente. C’è da aggiungere che, Ryanair, da un lato esalta la libertà del mercato, dall’altro però intasca i contributi: dall’aeroporto di Palermo ha ottenuto 15 milioni di euro nel 2022”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
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A Lampedusa sbarchi senza sosta, hotspot al collasso

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Sono oltre mille i migranti arrivati a Lampedusa nella giornata di oggi. Il porto di partenza sembrerebbe ancora una volta quello di Sfax, in Tunisia, e la loro provenienza è prevalentemente subsahariana: Costa d’Avorio, Burkina Faso, Gambia, Camerun, Niger. Trentadue tra le operazioni di recupero e salvataggio e di sbarchi autonomi dalla mezzanotte di ieri. E sono 1.767 i migranti presenti attualmente all’hotspot di contrada Imbriacola, gestito dalla Croce Rossa Italiana.
Stamattina, 150 persone sono state trasferite con il traghetto di linea Galaxy e altri 200 migranti stasera lasceranno Lampedusa a bordo della nave Cossyra con destinazione Porto Empedocle.
Intanto procedono le operazioni di identificazione da parte degli uomini della Questura di Agrigento e della Polizia di Stato, circa un centinaio sarebbero i minori non accompagnati. Sono ancora in corso diversi recuperi in mare da parte delle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, che rientreranno in porto nelle prossime ore.
foto xn3 Italpress
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Docufilm su Mario Biondo, la madre “Infangata la memoria di mio figlio”

ROMA (ITALPRESS) – “Tutto non quadra in questa serie. Tu non puoi chiamarlo documentario se parti e vai in una sola direzione. Un documentario deve raccontare i fatti, anche le investigazioni avvenute in Italia. Non puoi intervistare gente, fare leggere soltanto la perizia del medico legale spagnolo. Dovresti fare leggere tutte le relazioni. Non viene intervistata la polizia, nè il medico legale arrivato sul posto”. Così Santina D’Alessandro, la mamma di Mario Biondo, il cameraman siciliano morto a Madrid il 30 maggio 2013, in una lunga intervista a DonnaClick.it, dopo l’uscita su Netflix del documentario ‘Le Ultime Ore di Mario Biondò, stabile in top ten.
“Siamo ai primi di novembre – ha raccontato la donna – L’ordinanza è uscita ad agosto. Mi contatta tramite whatsapp una certa Marìa Pulido, proponendomi di fare un documentario su Netflix, che sarebbe stato visto da 200 paesi. Io pensavo che sarebbe stata una cosa, non dico a favore, ma che avrebbero raccontato almeno i fatti, sia la versione spagnola, che quella italiana”. E ancora: “Parlo con gli avvocati e mi mandano un contratto intestato a ‘The Voice Villagè. Successivamente scopriamo che dietro ‘The Voice Villagè c’è ‘Marguera Film’, una società che appartiene a Guillermo Gomez Sancha, il manager di Raquel Sanchez. Lo abbiamo scoperto dopo che ho rilasciato l’intervista a dicembre a Roma, dopo che ho inviato documenti sensibili, perizie di parte, che nel documentario non vengono assolutamente menzionate”.
“A fare la scoperta – ha continuato Santina D’Alessandro – è stato il criminalista Oscar Tarruella, che facendo una verifica sul suo biglietto da Barcellona a Madrid, ha notato che questo era stato pagato proprio da ‘Marguera Film’. Non avrei mai dato il mio consenso sapendo che dietro c’era Guillermo Gomez Sancha”.
“Io sono stata intervistata per 6 ore e con me hanno fatto taglio e cucito – ha spiegato la donna – così come con gli altri intervistati che sostenevano la tesi omicidiaria come Tarruella, Pasca ed Ercoletti. Per esempio, nella parte del documentario in cui si dice che ho trovato un foglio con un link sotto la tastiera del computer di Mario. Lei me lo ha strappato dalle mani dicendo: ‘Questo link l’ho spento cinque anni fa, come ha fatto Mario a scoprirlo. Io no puta. Io no putà. Questa parte l’hanno tolta”. “Il documentario – ha concluso la donna – è servito soltanto a infangare la memoria di mio figlio, senza prove. Nella terza autopsia sono stati analizzati i capelli di Mario, 28 cm di capelli, ed è emerso che mio figlio non era un consumatore abituale di cocaina, alcol o di altre sostanze. Mario viene dipinto come un depravato e noi come dei pazzi. Noi con una sentenza del giudice che dice che è stato omicidio, noi siamo pazzi e Raquel è la povera vittima, nelle mani di questa famiglia”.
foto fornita dalla famiglia di Mario Biondo
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Incendi, Lagalla “Diossina a Palermo al di sotto rischio popolazione”

PALERMO (ITALPRESS) – Sono sotto i livelli di pericolosità la diossina e le diverse sostante emesse dall’incendio divampato il 24 luglio a Palermo che ha interessato anche la discarica di Bellolampo. Lo rende noto l’ARPA Sicilia nell’aggiornamento sui campioni prelevati dal 31 luglio al 2 agosto. “La determinazione di diossine sull’aria campionata nei pressi della località Inserra, all’ingresso del residence sito in via Costantino dalle ore 10.15 del 31 luglio alle ore 22.15 del 2 agosto ha restituito una concentrazione pari a 100 TE fg/m3. La determinazione di diossine sull’aria campionata nel P.O. Villa delle Ginestre dalle ore 10.40 del 31 luglio alle ore 22.40 del 2 luglio ha restituito una concentrazione pari a 74 TE fg/m3. Nei prossimi giorni saranno completate le analisi in corso sui campioni di aria ambiente prelevati fino al 6 agosto. “Nel corso della giornata di oggi firmerò la proroga fino al 31 agosto dell’ordinanza firmata lo scorso 29 luglio sulle azioni a tutela della salute dei cittadini a seguito degli incendi del 24 e 25 luglio. La decisione è stata presa nel corso della Conferenza di servizi che si è tenuta stamattina a Palazzo delle Aquile con Arpa regionale, Asp di Palermo, Dipartimento regionale della Protezione civile, Università di Palermo, Servizio ambiente del Comune e Polizia municipale. Gli ultimi dati dell’Arpa sulla presenza di diossina nell’aria sono stati forniti oggi e si riferiscono ai rilevamenti su via Costantino e Villa delle Ginestre dal 31 luglio al 2 agosto e confermano una concentrazione di molecole nell’aria ben al di sotto dei livelli di rischio per la popolazione”. Lo dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
“I dati sono, dunque, rassicuranti e i tecnici dell’Arpa confidano in un ulteriore trend in diminuzione e lo stesso andamento è registrato anche per quanto riguarda i livelli di benzene e polveri. L’Arpa, inoltre, nel corso della riunione ha fornito informalmente i primi risultati dei campionamenti a terra del 3 agosto in 3 punti su 12 che registrano la presenza di diossina sul suolo e in tutte e tre le rilevazioni le concentrazioni, anche in questo caso, sono inferiori alla soglia stabilita dalla legge sui siti ad uso di verde pubblico, privato e residenziale. Dunque, nonostante i primi riscontri sulla presenza di diossina sul suolo siano confortanti, si è deciso di procedere, in modo prudenziale e cautelativo, con una proroga dell’ordinanza, in attesa di un quadro completo delle analisi che si avrà nei prossimi giorni” ha aggiunto il primo cittadino.
“Inoltre, proseguono costantemente i monitoraggi e le analisi dell’Asp sugli allevamenti all’interno dell’area di 4 chilometri e ringrazio gli imprenditori e i produttori che, secondo quanto riferito dai tecnici dell’Azienda sanitaria, stanno seguendo responsabilmente le indicazioni previste dal provvedimento. Proprio la data del 31 agosto è indicativa in quanto entro questo termine sono attesi i risultati dei campionamenti dell’Asp su foraggi, carni e latticini” conclude Lagalla.

foto: Agenzia Fotogramma

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