PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il vice presidente del Consiglio Antonio Tajani, nel corso dell’incontro bilaterale a Palermo per l’emergenza incendi, hanno sentito al telefono l’amministratore delegato della Sac, la società di gestione dello scalo di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini”, Nico Torrisi.
“La chiamata – si legge in una nota – è stata l’occasione per dare un segnale di vicinanza da parte delle Istituzioni e per apprezzare il lavoro svolto sin qui per la gestione dell’emergenza, seguita al rogo che ha distrutto parte dello scalo, e nel rispetto del cronoprogramma che porterà alla riapertura del terminal danneggiato già nei prossimi giorni”.
Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in una telefonata con l’amministratore di Sac Nico Torrisi ha ribadito “disponibilità e vicinanza istituzionale, oltre ad esprimere apprezzamento sulla gestione dell’emergenza di Fontanarossa”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).
Aeroporto Catania, Schifani e Tajani a Sac “Apprezzamento per gestione emergenza”
Palermo ricorda Rocco Chinnici, il padre del pool antimafia
PALERMO (ITALPRESS) – Quaranta anni fa una città già martoriata da guerre di mafia e omicidi eccellenti si risvegliò con il boato dell’ennesima esplosione, quella che in via Pipitone Federico tolse la vita al presidente dell’Ufficio istruzione del Tribunale Rocco Chinnici, al maresciallo dei Carabinieri Mario Trabassi, all’appuntato Salvatore Bartolotta e a Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile in cui Chinnici risiedeva. Il ricordo del magistrato e di coloro che insieme a lui morirono è stato celebrato, a Palermo, dinanzi all’abitazione in cui la Fiat 126 imbottita di tritolo saltò in aria quel drammatico 29 luglio 1983, attraverso la deposizione di una corona di fiori da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani, delle autorità regionali e locali e dei figli di Chinnici, Caterina e Giovanni. Presenti anche il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri, il presidente della Regione Renato Schifani e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. E, tra gli altri, anche l’unico superstite della strage, Giovanni Paparcuri, il procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia, la procuratrice generale Lia Sava, il presidente della Corte di appello Matteo Frasca, gli ex giudici Giuseppe Ayala e Pietro Grasso, ed il presidente della commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici.
Rocco Chinnici nasce a Misilmeri, nel Palermitano, il 19 gennaio del 1925. Entra in magistratura nel 1952. Dopo un lungo periodo di permanenza a Partanna come pretore, nell’aprile del 1966 si trasferisce a Palermo, giudice dell’ottava sezione dell’Ufficio Istruzione del Tribunale. Dai primi anni Settanta inizia ad occuparsi di delicati processi di mafia. Nel 1975 diviene Consigliere Istruttore Aggiunto. Quattro anni dopo, nel 1979, è nominato Consigliere Istruttore, proprio negli anni in cui la mafia sferrava un terribile attacco allo Stato.
Chinnici ha allora una intuizione che fa di lui un magistrato particolarmente moderno: progetta e crea, nel suo ufficio, un gruppo di lavoro, una scelta per allora rivoluzionaria e non ancora supportata da un apposito sostegno legislativo, dando forma a quello che sarà poi definito “pool antimafia”.
Accanto a sè, Chinnici chiama due giovani magistrati: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ed è proprio con loro che mette in cantiere i primi atti d’indagine di quelli che si caratterizzeranno come i più importanti processi di mafia degli anni Ottanta. L’attività del Giudice Chinnici non si esaurisce, però, all’interno delle aule giudiziarie: è un magistrato impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, rivolgendosi, particolarmente, alle giovani generazioni. Rocco Chinnici viene ucciso il 29 luglio del 1983 all’età di cinquantotto anni, con il primo attentato che utilizza la tecnica dell’esplosivo comandato a distanza.
Oltre a Chinnici vengono uccisi il maresciallo dei carabinieri
Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta e Stefano Li
Sacchi, portiere dello stabile in cui abitava il magistrato.
Nell’auto di servizio, l’autista Giovanni Paparcuri, parzialmente
protetto dalla blindatura, è gravemente ferito e privo di sensi.
Sopravviverà, ma senza mai superare del tutto i problemi fisici
procuratigli dalla parziale esposizione all’onda d’urto. Ci sono
decine di feriti, anche all’interno delle abitazioni. E tra i
feriti due bambini. Era la preoccupazione più grande, per Rocco
Chinnici, negli ultimi tempi, quella di poter coinvolgere in un
possibile attentato un familiare, un passante, un uomo della
scorta. Se avesse potuto, avrebbe chiesto che altri uomini non
morissero con lui.
foto xd8 Italpress
(ITALPRESS).
Ciucci “Per il Ponte sullo Stretto è la volta buona, inizieremo nel 2024”
PALERMO (ITALPRESS) – “Sono convinto che sia la volta buona, ci sono tutti i presupposti per realizzare la più grande infrastruttura strategica che cambierà profondamente lo scenario trasportistico non solo per la Sicilia e la Calabria, ma per l’intero Paese. L’obiettivo, come previsto dalla norma, è di arrivare all’approvazione del progetto esecutivo entro il mese di luglio del 2024, con immediato avvio dei lavori. E’ certamente sfidante, ma ritengo che questo obiettivo sia raggiungibile grazie al grande lavoro svolto dalla Società negli anni, insieme alla sua squadra di contraenti, dal Comitato Tecnico Scientifico, dal Territorio e dalle Istituzioni, nel redigere e approvare il progetto definitivo dell’Opera. Senza questa solida base di partenza non sarebbe possibile procedere nei tempi indicati”. Così, in un’intervista a LiveSicilia, Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, che in merito ad alcune osservazioni mosse da Carlo Doglioni, presidente INGV, commenta: “Ritengo che il Presidente Doglioni faccia riferimento all’adeguamento del progetto del Ponte alle nuove norme tecniche in materia di sicurezza, compatibilità ambientale e agli approfondimenti tecnici (vento e sisma) identificati a suo tempo al momento dell’approvazione del progetto definitivo. Sono tutti aggiornamenti in corso da parte del Contraente generale previsti, tra l’altro, anche dalla Legge 58/2023 per il riavvio dell’Opera”.
In merito al business plan “l’importo di 13,5 miliardi di euro – sottolinea Ciucci – è da considerare come tetto massimo previsto per la realizzazione dell’opera”. “Il Ponte non rientra nell’ambito del PNRR – aggiunge -. Le tariffe applicate verranno definite nell’ambito del Piano Economico Finanziario, tenuto conto della quota di copertura tramite fondi pubblici. Rimangono in ogni caso importanti vantaggi per gli utenti e per i residenti in termini di miglior livello di servizio e di minor tempo di attraversamento consentiti dalla realizzazione dell’Opera”.
“Recentemente abbiamo tenuto il primo di una serie di incontri con i vertici regionali” di Sicilia e Calabria, ricorda Ciucci, aggiungendo: “Ritengo che il rapporto sia molto positivo, fattivo e concreto perchè il Ponte è del territorio e realizzato per il Territorio. Non è un’Opera ‘importatà, calata da altrove, ma accoglie le indicazioni strategiche progettuali ricevute da Sicilia e Calabria. Il dialogo e la necessaria collaborazione saranno continui e costanti”.
“Anzitutto – prosegue – mi preme sottolineare il rilevante contributo del Territorio all’ottimale inserimento dell’Opera nel contesto dell’area dello Stretto. Basti pensare alla realizzazione delle tre fermate ferroviarie in sotterraneo (Papardo, Annunziata, Europa) che unite alle stazioni di Reggio, Villa San Giovanni e Messina mirano a dare concretezza ad un sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria. Una metropolitana a servizio degli oltre 400.000 abitanti dell’area dello Stretto. E poi ci sono le opere di collegamento del Ponte finalizzate a una migliore integrazione dell’infrastruttura con il territorio attraverso circa 40 km di raccordi connessi alla rete stradale e ferroviaria siciliana e calabrese”.
“Ampliando l’orizzonte dell’area metropolitana dello Stretto, con il Ponte si avrà la possibilità di realizzare una macroarea economico logistica tra Sicilia e Calabria – spiega Ciucci -. Questo grazie allo sviluppo del sistema portuale attraverso la creazione di un grande sistema territoriale da Augusta a Gioia Tauro che stimolerà lo sviluppo e la capacità competitiva nei confronti dei grandi sistemi internazionali. Il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria offre infatti la possibilità di dar vita ad un unico sistema che scambia container, sistemi retroportuali, uomini e manager, macchine di lavoro e servizi, con certezza dei costi, dei tempi di percorrenza, di accettabilità dei trasferimenti e della qualità del servizio”.
“Ancor più che rispetto al passato – tiene a puntualizzare Ciucci – il Ponte si inserisce in un contesto di sviluppo infrastrutturale più ampio che mira a potenziare la rete dei trasporti a beneficio dell’Italia. Richiamo al riguardo i significativi investimenti del governo sulla rete stradale e ferroviaria in Sicilia e Calabria. Un impegno, quello del Ministero delle Infrastrutture, senza precedenti che al 2030 prevede opere per circa 70 miliardi tra Sicilia e Calabria che daranno vita ad un sistema di trasporti sostenibile, sia in termini di rilancio economico che sociale delle due regioni”.
“Come previsto dal progetto e dal contratto stipulato con il Contrante generale, per la costruzione dell’opera sono previsti 8 anni a partire dall’avvio dei lavori, previsto nel 2024”, conclude l’amministratore delegato della società Stretto di Messina.
foto Agenzia Fotogramma
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Schifani “Solo il 2% dei roghi ha cause naturali”
PALERMO (ITALPRESS) – “Soltanto il 2% dei roghi ha una causa naturale. Dietro una parte consistente di roghi si celano motivi di ritorsione o vendetta, il rinnovo delle aree destinate ai pascoli oppure interessi illegali, ma non mi avventuro in ipotesi investigative che non mi competono”. Così, in un’intervista a il Giornale, il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che dalle colonne del quotidiano porge “un pensiero sincero alle vittime di questi giorni infernali e a tutti gli operatori che hanno combattuto fino al limite estremo delle forze. E’ stata una battaglia contro il tempo per salvare quello che mani assassine hanno tentato di distruggere. Hanno dimostrato un’abnegazione e un coraggio fuori dal comune. Oggi la situazione è in netto miglioramento con incendi, domati per il 98%. I pochi focolai sono sotto stretto presidio dei vigili del fuoco”. Una situazione davvero eccezionale, sottolinea il Governatore, “sia nell’intensità sia nella persistenza dell’ondata di calore con temperature superiori ai 47 gradi con punte fino ai 51, superiori a ogni precedente record a cui va aggiunto un forte vento di scirocco. Una coincidenza di elementi che ha reso la situazione complessa e fuori dall’ordinario”.
Il parco archeologico di Segesta ha riaperto i battenti: “Grazie alle opere di pulitura e potatura, programmate per tempo, abbiamo evitato il peggio, salvando il tempio, il teatro e la casa del Navarca – spiega Schifani -. Abbiamo lavorato giorno e notte per garantire la riapertura del parco e abbiamo dato il via al Segesta Teatro Festival. Uno sforzo reso possibile grazie ai dipendenti del Parco, al Corpo Forestale e ai tanti volontari”.
In merito ai danni, la stima secondo il Presidente della Regione siciliana è di “oltre 60 milioni di euro a cui bisogna aggiungere gli oltre 200 per la distruzione di produzioni e strutture agricole. Non abbiamo paura per la stagione turistica, la Sicilia è un ‘paradiso in terrà e siamo già pronti ad accogliere i milioni di turisti che ci hanno scelto. Tuttavia voglio stigmatizzare una campagna denigratoria messa in piedi da certa stampa estera che racconta una Sicilia come una zona di guerra. E’ uno sciacallaggio che non meritiamo e anzi voglio ringraziare il ministro Santanchè e il governo per aver stanziato un fondo di 10 milioni”.
“Da inizio anno al 27 luglio 2023, nella provincia di Palermo sono bruciati 17.957 ettari di vegetazione (il 35% del totale nazionale), in quella di Agrigento 6.592 ettari, di Messina 3.963 e di Siracusa 3.957. Una piaga che va assolutamente fermata con azioni di prevenzione e politiche mirate. Serve personale e il ricorso alle nuove tecnologie per controllare il territorio, individuare precocemente i roghi e magari cogliere sul fatto i piromani”, dice Schifani, che in merito alla situazione dell’aeroporto di Catania, dichiara: “Enac e Sac, società di gestione dell’aeroporto sono al lavoro per migliorare progressivamente l’operatività dello scalo attualmente limitata a causa dell’incendio che ha coinvolto una parte dell’aerostazione. Sono state quasi completate le operazioni di pulizia e bonifica del Terminal A con più di 200 uomini impegnati giorno e notte. Lo scalo non ha mai chiuso i battenti. Dal 26 luglio i voli, sono passati da 8 a 10 all’ora. Dal primo agosto, quando entrerà in funzione la tensostruttura allestita dall’Aeronautica, si potrà arrivare fino a 14. Il ritorno alla piena normalità dovrebbe esserci tra il 3 e il 5 agosto. Mentre alcuni esponenti politici si cimentano in pretestuose polemiche, monitoro giornalmente il rispetto del cronoprogramma, affinchè lo scalo possa essere restituito a tutti i Siciliani”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
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Riggio “Aeroporto Palermo strategico per il turismo in Sicilia”
PALERMO (ITALPRESS) – Giornata intensa all’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo. La programmazione di oggi prevede 225 voli, compresi una ventina ex Catania, di cui 90 internazionali e circa 35 mila transiti di passeggeri, di cui il 32% sono viaggiatori di voli internazionali, anche con diverse novità sulle destinazioni.
In grande evidenza il traffico extra Schengen con i collegamenti da e per gli aeroporti di Londra Stansted e Gatwick, Luton, Edimburgo, Tel Aviv, Istanbul.
L’aeroporto è pronto a nuove sfide. Nei prossimi giorni, tra il 4 e il 7 agosto, apriranno due nuove aree commerciali (La Braciera pizzeria e Terrazza Palermo – Martini), mentre entro il 15 agosto sarà protagonista la nuova sala partenze di una parte dell’avancorpo airside: 400 metri di superficie al terzo livello. L’area è dotata di un nuovo impianto di aria condizionata che si integrerà con quello esistente e migliorerà il sistema di climatizzazione. Già posizionate 150 nuove sedute bianche (altre 50 arriveranno tra dieci giorni), mentre da un paio di settimane sono in funzione due nuovi ascensori in sale partenze con una portata di 22 persone. Questo fine settimana, infine, saranno installate 5 nuove unità di ricarica per telefonini e tablet (40 punti dove collegare i dispositivi).
Ha già aperto invece una batteria di nuovi bagni nel piano check-in, mentre la scorsa notte il servizio manutenzione e ingegneria ha installato il terzo nuovo pontile (stand 209) dei sette in programma.
“L’aeroporto di Palermo sta svolgendo un ruolo strategico nei collegamenti con la Sicilia, assicurando l’arrivo e la partenza di un grande numero di viaggiatori, soprattutto dall’estero, che altrimenti avrebbero dovuto rinunciare al viaggio per visitare l’Isola – dice Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano – Un gran lavoro che sta mettendo in risalto la professionalità del personale di Gesap e delle società private che svolgono il servizio a terra”.
– foto: ufficio stampa Gesap –
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Vogue Italia sostiene una raccolta fondi per gli incendi a Palermo
MILANO (ITALPRESS) – In Sicilia la situazione continua a richiedere la massima allerta a causa degli incendi che hanno colpito diverse province, in particolare Palermo, avvicinandosi pericolosamente ai centri abitati. Vogue Italia, in edicola con il numero di agosto interamente dedicato al capoluogo siciliano, di cui celebra eccellenze e specificità, d’intesa con il Comune di Palermo, sostiene una raccolta fondi insieme a “Fondazione Sicilia” – risorsa finalizzata allo sviluppo sociale, culturale ed economico della Regione – impegnata a sostenere le istituzioni civili e sociali nella valorizzazione dell’Isola.
“La mattina del 25 luglio il nostro numero di agosto dedicato a Palermo è arrivato in edicola. Contemporaneamente la notizia dei terribili incendi nella città siciliana rimbalzava su tutti i giornali. Parlandone in redazione, ci è subito sembrato doveroso bloccare il lancio digitale del progetto fino a che non fossimo riusciti a trovare il modo migliore per rendere significativo il nostro supporto. Oggi, 28 luglio, d’intesa con il Comune di Palermo abbiamo deciso di attivare una call to action per portare il nostro aiuto al territorio e lo facciamo insieme a “Fondazione Sicilia”, che si occuperà non solo di piantare nuovi alberi ma anche di ripristinare i beni artistici e culturali danneggiati nell’area di Palermo” commenta Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content Vogue Italia.
“Il Comune di Palermo non ha esitato un solo istante ad aderire ed a promuovere questa iniziativa di Vogue Italia che, dopo aver dedicato a Palermo l’ultimo numero in edicola, ha avuto la sensibilità di organizzare una raccolta fondi per fronteggiare i danni subiti dalla città a causa degli incendi. Oltre che a Vogue Italia, il mio sentito ringraziamento e quello dell’amministrazione va alla Fondazione Sicilia e al suo presidente Raffaele Bonsignore per il sostegno a questo progetto. Palermo, nei momenti di difficoltà, ha sempre dimostrato grande orgoglio e spirito di solidarietà e sono certo che un’iniziativa come questa potrà aiutare la città a rialzarsi, dopo questi giorni drammatici” così Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo.
“Questa iniziativa nasce per dare un aiuto concreto alla Sicilia dopo la devastazione del fuoco. Non è la prima del genere. Siamo stati in prima linea – afferma il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – nella lotta contro il Covid attraverso campagne mirate all’acquisto di presidi sanitari e di buoni pasto. Oggi, insieme a Vogue Italia e al Comune di Palermo, siamo di nuovo in campo con questa raccolta fondi, per dare nuova vita ai nostri tesori più preziosi: i beni culturali e la natura”.
Vogue Italia invita quindi i suoi lettori e la sua community a sostenere il territorio con una donazione a “Fondazione Sicilia” tramite l’iban IT 84 V030 6904 6301 00000010618 Causale: Vogue Italia per Palermo.
Palermo è una città che con il suo groviglio di popoli, rumori e contraddizioni ha sempre attratto anche la moda e oggi più che mai Vogue Italia vuole dare voce ai palermitani che la rendono così unica dedicandogli 9 cover digitali. Su ognuna di esse, i siciliani raccontano la città e ne regalano una fotografia sincera: si va dal meccanico all’ex postino, dai giovani attori emergenti agli studenti dell’Accademia, dalle modelle alla squadra di calcio femminile, dallo street artist di via Maqueda alla signora che vende il pesce al mercato di Ballarò.
Nel numero in edicola Vogue Italia descrive una città in continua evoluzione dove arte, musica, tradizione, innovazione, cibo e luoghi segreti diventano i contenuti del numero insieme a una guida per scoprire al meglio il capoluogo siciliano.
Città degli eterni contrasti, Palermo vive un rinascimento culturale e sociale grazie all’impulso creativo di artisti, designer e imprenditori illuminati che a Vogue Italia hanno spiegato il loro legame con questa terra. Tra loro Salvo Rizza, founder e direttore creativo di Des Phemmes, di origini siciliane; Alessandro Enriquez, che in Palermo trova la sua fonte di ispirazione e il motore della sua fantasia; Fausto Puglisi, direttore creativo di Roberto Cavalli, rievoca la sua Messina, mentre il siciliano Marco De Vincenzo, direttore creativo di Etro, tratteggia la sua Palermo, scoperta da turista e vissuta da innamorato; se Mattia Piazza, direttore creativo di Casa Preti, descrive l’anima del suo brand e il suo legame con il capoluogo, dove mantiene fieramente tutta la sua produzione, il fotografo Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, riprende in mano un capitolo della moda italiana e ripercorre le sue foto che, nel 1987, celebrarono la Sicilia. La stilista milanese Luisa Beccaria parla invece dell’Isola che ha nel cuore e del feudo che ha restaurato con amore e pazienza; infine, l’intervista alla scrittrice Stefania Auci e al regista Paolo Genovese, inedita coppia reduce dalle riprese della serie I leoni di Sicilia (tratta dall’omonimo successo editoriale dell’autrice e diretta proprio dal regista di Perfetti sconosciuti), in cui emerge una triangolazione magica con la città, basata sul desiderio.
Nel numero si mettono in evidenza anche i luoghi e gli appuntamenti di una Palermo multiculturale, composta da gente di tutto il mondo che qui ha trovato un proprio spazio. A fare da cicerone il giovane scrittore italo-tunisino Mohamed Maalel, e la celebrata regista Emma Dante, che accompagna i lettori in un viaggio sentimentale tra le vie e le persone della sua città.
Un capitolo importante della città lo racconta per immagini la fotografa palermitana Roselena Ramistella, che è riuscita a entrare negli antichi palazzi nobiliari accolta dalle nuove generazioni dei proprietari. Le storie che si susseguono in questo numero parlano anche di eccellenze e imprenditorialità locali, come quella della next generation delle donne del vino siciliano: colte e raffinate, imprenditrici globetrotter alla conquista dei mercati esteri, appassionate di arte, sensibili ai temi della sostenibilità e capaci di fare squadra, tanto che per la prima volta nella storia Assovini Sicilia ha un vertice tutto femminile.
Tra le pagine di Vogue Italia viene dato spazio anche all’apertura del “Museo del presente e della memoria della lotta alle mafie / Dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” che celebra la lotta al crimine organizzato attraverso l’arte, il dialogo intergenerazionale e la cultura. L’obiettivo è formare una conoscenza attiva sempre più ampia e inter-generazionale, sensibile e connettiva perchè la legalità è il presupposto per una sana vita comunitaria.
foto: ufficio stampa Vogue Italia
(ITALPRESS).
Mattarella a Palermo per ricordare il giudice Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia
PALERMO (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Palermo per il 40^ anniversario della strage in cui il 29 luglio del 1983 morirono il giudice Rocco Chinnici, due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile di via Pipitone Federico in cui il giudice abitava.
Nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Palermo si è svolto il seminario dal titolo “Memoria è continuità: il lavoro di Rocco Chinnici, dall’Ufficio istruzione di Palermo alla legislazione antimafia italiana ed europea”.
Dopo i saluti di Giovanni Chinnici, Presidente della Fondazione Rocco Chinnici, di Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della giustizia, di Fabio Pinelli, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e di Clelia Maltese, Presidente sezione distrettuale di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati, sono intervenuti Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo (con un videomessaggio), Matteo Frasca, Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Lia Sava, Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Palermo e Giovanni Melillo, Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
foto ufficio stampa Quirinale, da sinistra Caterina Chinnici, Giovanni Chinnici e Sergio Mattarella
(ITALPRESS).
Mattarella visita chiesa di Palermo danneggiata dalle fiamme
PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato per un sopralluogo nella chiesa di Santa Maria di Gesù, a Palermo, danneggiata nei giorni scorsi dagli incendi che hanno colpito il capoluogo siciliano.
Il Capo dello Stato era accompagnato dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, dal sindaco Roberto Lagalla, dal prefetto Maria Teresa Cucinotta e dal presidente della Regione siciliana Renato Schifani.
foto ufficio stampa Quirinale
(ITALPRESS).












