PALERMO (ITALPRESS) – “Quando dicevo è ‘pieno di nevè a cosa mi riferivo se non alla neve di Piano Battaglia? Da cosa si deduce che parlavo d’altro? Peraltro ho pure casa lì, volevo capire se lì c’era effettivamente la neve”, e ugualmente quando dicevo “devo partire per cinque giorni. Posso dimostrare dal biglietto dell’aereo che sono stato fuori per cinque giorni. Mi sono sempre assunto le responsabilità di quello che faccio, però sostenere che io sia andato 30 volte a prendere cocaina in un mese… a parte che non avrei neanche il tempo per farlo, ma già mi avrebbero seppellito”. Lo dice all’Italpress l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, in merito alle indagine che ha portato all’arresto di Mario Di Ferro, lo chef palermitano accusato di aver ceduto cocaina, tra gli altri, proprio all’ex coordinatore di Forza Italia in Sicilia che non risulta indagato. “Io andavo ogni giorno lì per mangiare – ha aggiunto -, e quando dicevo manco cinque giorni, siccome mi tenevano sempre un tavolo, stavo semplicemente comunicando che per cinque giorni non ci sarei stato. Una cosa di una normalità assoluta. Potevo mai andare ogni giorno a comprare la droga? Ho 70 anni… Sono tutte esagerazioni che mi fanno pensare a una voglia di sputtanamento su una cosa che non è neanche un reato”, ha concluso.
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Arrestato a Palermo il pusher dei vip. Miccichè “30 volte in un mese sarei morto”
Arrestato a Palermo il pusher dei vip. Miccichè e il linguaggio in codice tra viaggi e neve
PALERMO (ITALPRESS) – Nasce da una intercettazione disposta nell’ambito di un’altra indagine il procedimento che ha portato a svelare un fiorente giro di droga nella “Palermo bene”. Punto nevralgico dello spaccio, in particolare di cocaina, un noto ristorante frequentato da big, esponenti politici, uomini dello spettacolo. Tra i clienti che si rivolgevano ai pusher ci sarebbe stato anche l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché, che non risulta comunque indagato. Il nome dell’esponente politico, leader di Forza Italia, compare nell’ordinanza di circa 300 pagine della Procura. Le indagini hanno portato agli arresti domiciliari Mario Di Ferro, lo chef di Villa Zito, già fermato dalle forze dell’ordine a inizio aprile in flagranza di reato mentre cedeva sostanze stupefacenti sotto casa a un dipendente dell’Ars. Il ristoratore sarebbe stato protagonista di una intensa attività di vendita di cocaina a una selezionata clientela, attività che avrebbe svolto nel suo locale divenuto un luogo di spaccio.
Gli investigatori hanno accertato diversi episodi di cessione di droga che l’indagato avrebbe realizzato con l’apporto di altre persone come Gioacchino e Salvatore Salamone, già condannati per spaccio in un processo sui traffici dei clan mafiosi palermitani. Di Ferro si sarebbe rivolto a loro per rifornirsi dello stupefacente e avrebbe anche usato tre suoi dipendenti come pusher. I Salamone sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre ai tre dipendenti di Villa Zito è stato imposto l’obbligo di firma. I provvedimenti sono stati disposti dal gip Antonella Consiglio, che ha convalidato le richieste della Procura di Palermo. A coordinare l’inchiesta il
procuratore Maurizio de Lucia e il pm aggiunto Paolo Guido.
Già nell’aprile scorso Mario Di Ferro venne sorpreso a cedere cocaina all’ex funzionario dell’Ars Giancarlo Migliorisi, all’epoca nella segreteria tecnica del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno.
Tra la facoltosa clientela dello chef, ci sarebbe anche Miccichè: secondo la Procura, infatti, sarebbero una trentine le cessioni di sostanza stupefacente tra l’esponente di Forza Italia, che al momento non risulta indagato e Di Ferro, quest’ultimo intercettato dagli investigatori. A insospettire gli investigatori, le conversazioni tra i due, “una sorta di ‘linguaggio in codice’ per ordinare gli stupefacenti facendo banalmente riferimento al numero di ‘giorni’ in cui il politico si sarebbe dovuto recare fuori sede”, si legge nell’ordinanza. Ad esempio Di Ferro domandava “ma quanto, quanti giorni sono?”, e Miccichè “che c… ne so io”. “L’inverosimiglianza di alcune conversazioni riferite a presunti viaggi, nel corso delle quali è stato lo stesso Micciché a mostrarsi all’oscuro della sua partenza: Di Ferro ‘quanti giorni ti fermi fuori?’, e Micciché ‘dove?'”. In altri casi, secondo gli inquirenti, il linguaggio faceva riferimento al cibo, come quando Miccichè domandava “che mi mandi da mangiare”, e Di Ferro replicava, “ci penso io”.
Tra queste, ne spicca un’altra dove Di Ferro, che in quel momento si trovava in montagna ha fatto riferimento, “ironicamente ma anche eloquentemente, all’abbondanza di ‘neve’, e Micciché ha
replicato chiedendo al proprio interlocutore ‘anche a casa mia? Hai notizie anche a casa mia? No?’, evidentemente alludendo alla possibilità di ricevere alcune dosi di ‘neve'”, si legge ancora nell’ordinanza. Numerosi scambi telefonici che, secondo quando ipotizzato dalle indagini, erano finalizzati all’acquisto degli stupefacenti da parte dello stesso Miccichè. Le intercettazioni fra Di Ferro e Miccichè sono iniziate per caso il 17 novembre 2022: i poliziotti ascoltavano lo chef.
Più volte l’esponente avrebbe così raggiunto, anche a bordo di una “Audi dotata di dipositivo lampeggiante sul tettuccio e guidata da un altro soggetto”, l’abitazione privata dello chef e anche Villa Zito per rifornirsi, immortalato dal sistema di videosorveglianza.
L’esponente di Forza Italia, raggiunto dall’Italpress, si è detto “sereno e con la coscienza a posto”. “Escludo in maniera categorica che io mi muova in macchina con lampeggiante acceso – ha poi fatto sapere in una nota -. È un errore che ho fatto nella vita di cui sono pentito. Considero molto più importante nella mia vita di essere stato onesto, non avere mai fatto male a nessuno, non avere mai rubato un centesimo. Poi ognuno di noi qualche errore nella vita lo ha fatto. L’importante è essere a posto con la propria coscienza, ed io lo sono”.
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E.ON lancia il progetto Energy4blue per la salvaguardia del mare
PALERMO (ITALPRESS) – Per rendere l’Italia più verde E.ON continua a prendersi cura anche del blu. Il movimento #MakeItalyGreen di E.ON coinvolge sempre più persone anche grazie all’organizzazione di 3 Summer School dedicate al mare.
Il progetto di E.ON sulla salvaguardia dell’ambiente marino si arricchisce di nuove attività insieme a IOC/UNESCO, l’Università degli Studi di Bari e Filicudi Wildlife Conservation. Il mare gioca un ruolo fondamentale per la regolazione del clima, grazie alla sua capacità di assorbire il calore generato dai gas serra, e rappresenta l’habitat vitale per un ecosistema animale e vegetale che ci protegge da eventi climatici e elementi inquinanti. Per questo è più che mai importante agire per garantirne la tutela e la salvaguardia. Dal 2019, E.ON si impegna in questa direzione attraverso Energy4Blue, progetto che prevede azioni concrete volte a contribuire alla tutela dell’ecosistema marino coinvolgendo direttamente i cittadini e le imprese nella riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività.
Il progetto rientra nella missione Make Italy Green di E.ON per rendere l’Italia più verde creando un movimento che includa clienti, partner, dipendenti, stakeholder e cittadini nella creazione di un futuro migliore e realmente più sostenibile, diffondendo consapevolezza e buone pratiche in tutto il Paese. In questa cornice, E.ON ha dato vita alle Summer School di Energy4Blue per coinvolgere anche le giovani generazioni nel movimento green più grande d’Italia. “La nostra mission è creare il movimento #MakeItalyGreen per un’Italia più verde e un futuro migliore. Questo per noi non riguarda solo il business ma è uno scopo che guarda oltre: per questo siamo convinti che la collaborazione e l’azione congiunta con le associazioni, le istituzioni e il mondo accademico siano essenziali. Siamo davvero contenti di poter coinvolgere i giovani in queste opportunità di formazione, insieme a partner ed esperti d’eccellenza, per generare cultura intorno ai temi del mare e della sostenibilità e fare il prossimo passo per la crescita del movimento green” ha commentato Frank Meyer, CEO di E.ON Italia.
Dal 5 al 9 giugno alle Isole Tremiti si è tenuta la Summer School dal titolo “Bionomia marina delle Isole Tremiti” dedicata a studenti universitari e organizzata dall’Università degli Studi Aldo Moro di Bari con il supporto di IOC/UNESCO ed E.ON nell’ambito del progetto Save The Wave, con l’obiettivo di tutelare e ripristinare gli ecosistemi marini del Mediterraneo.
Obiettivo della Summer School: conoscere e monitorare la biodiversità e gli habitat marini locali, con particolare attenzione alla formazione sulle tecniche di ripristino e reimpianto di Posidonia oceanica e alla salvaguardia della prateria impiantata al largo delle Isole Tremiti lo scorso anno, proprio nell’ambito del progetto. Docenti e studenti hanno potuto, quindi, partecipare ad attività in barca per l’osservazione delle principali biocenosi costiere, delle grotte semi-sommerse; a lezioni sulle tecniche di reimpianto di Posidonia oceanica condotte in collaborazione con i ricercatori e gli esperti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e CoNiSMa; all’osservazione dei principali aspetti geomorfologici dell’arcipelago tremitese ad attività di snorkeling da riva per il monitoraggio della fauna marina notturna.
“Per noi è fondamentale promuovere progetti come Save The Wave che facciano comprendere l’importanza della collaborazione fra diversi settori e attori sociali – ha commentato Francesca Santoro, Senior Programme Officer della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO -. Ci sta particolarmente a cuore, inoltre, promuovere progetti di rafforzamento della capacità dei giovani ricercatori, perchè saranno loro i professionisti del futuro che ci aiuteranno a raggiungere tutti gli obiettivi del Decennio delle Scienze del Mare”. “Ringrazio E.ON per il supporto alla Summer School in cui 15 ragazzi provenienti da 5 diverse università si sono messi in gioco, in lezioni in classe ed esperienze formative in mare, uniti dall’intento di studiare e prendersi cura dell’ambiente – ha detto Francesco Mastrototaro, professore di Biologia presso l’Università di Bari -. Abbiamo percepito una grande coesione e partecipazione e per questo ringrazio anche i miei colleghi dell’Università di Bari, come la Professoressa Antonella Bottalico e il Professor Giovanni Scicchitano, per la passione e la professionalità e soprattutto Giovanni Chimienti con cui abbiamo creato questa Summer School”.
Gli fa eco Giovanni Chimienti, biologo marino: “Da scienziato ho imparato che fare sinergia tra persone con background differenti è una risorsa importante per la ricerca. Allo stesso modo, è essenziale contribuire a esperienze di questo tipo, che prevedono la collaborazione tra università, istituzioni e aziende. E’ fondamentale, infatti, unirsi per creare conoscenza e consapevolezza sull’urgenza di intervenire per la salvaguardia dell’ambiente”, ha concluso.
– foto ufficio stampa E.ON –
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Campagna per incentivare la raccolta differenziata nelle Borgate marinare di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Si è tenuta questa mattina a piazza Mondello, d’intesa con l’assessorato alle politiche ambientali guidato da Andrea Mineo e la settima circoscrizione, una iniziativa congiunta RAP ed SRR Palermo Area Metropolitana che ha come obiettivo di incentivare alla Raccolta Differenziata i cittadini e le attività commerciali partendo da luoghi, come questo, dove l’affluenza turistica e la maggiore presenza di villeggianti richiedono maggiore attenzione in termini di decoro urbano, e maggiori sforzi da parte della RAP che muovendosi su questa direzione ha previsto, fino a settembre, doppi itinerari di raccolta giornalieri. Una decina i comunicatori, tra RAP e SRR, presenti sui luoghi.
La stessa attività di info-sensibilizzazione avviata a Mondello alla presenza del Presidente della RAP Giuseppe Todaro e del suo vice Edoardo Scarlata, del Presidente della SRR Area metropolitana Natale Tubiolo e del Presidente della circoscrizione Giuseppe Fiore è stata ripetuta nel pomeriggio a Sferracavallo, con l’obiettivo di raggiungere più attività commerciali ricadenti nelle due borgate marinare (Piazza Marina e via Torretta) dando massima diffusione “porta a porta” ai calendari RD vigenti, stilati dalla RAP, e sulle corrette modalità di conferimento della raccolta differenziata compreso la frazione del vetro.
Su tale frazione in atto la RAP d’intesa con il Comune di Palermo, il Consorzio CoReVe ed ANCI ha avviato una campagna di comunicazione, ancora in corso, denominata: “Stasera mi butti… ma nel contenitore giusto”, con la finalità di aumentare la percentuale di RD in città incentivando al corretto utilizzo delle campane verdi del vetro. A tal fine sono state acquistate 300 campane di nuova generazione munite di chip con tecnologia RFID posizionate in tutte le otto circoscrizioni e di antenne GPS in dotazione a tutti gli automezzi RAP preposti alla raccolta del vetro stradale.
foto ufficio stampa Rap
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Progetto “Sicilia diffusa”, accordo tra Ersu e Confederazione siciliani Nord America
PALERMO (ITALPRESS) – Il concetto di scambio culturale diventa veicolo per opportunità lavorative ma anche per consentire ai residenti all’estero di recuperare le proprie origini siciliane: uno scenario possibile grazie all’accordo siglato, nella Sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, tra Ersu siciliani (Palermo, Catania, Messina ed Enna) e Confederazione siciliani Nord America (Csna), nell’ambito del progetto ‘Sicilia diffusà.
Tale protocollo ha la finalità di attivare tra Sicilia e Nord America iniziative in favore dei giovani di età universitaria e neolaureati sia residenti in Sicilia sia oriundi siciliani nell’area Stati Uniti – Canada con incentivi allo studio, assistenza per chi voglia fare esperienza da laureato, interscambi universitari in attività formative (per studenti, dottorandi, docenti e personale); gli Ersu siciliani prevedono anche l’assegnazione di borse di studio straordinarie per studiare in Sicilia, incarichi di attività universitaria a tempo parziale, supporto reciproco per percorsi di studio, tirocini e stages.
Un primo accordo con Csna era stato siglato dal solo Ersu Palermo nel 2011 e aveva avuto durata triennale: al suo interno era prevista l’istituzione di un dottorato di ricerca tra l’Università di Palermo e quella del Texas Medical Branch, a Galveston. Stavolta il protocollo è esteso a tutti e quattro gli Ersu siciliani e l’intenzione manifestata dai firmatari è di espandere l’accordo ad altri territori, dal Sud America all’Africa fino all’Australia; l’evento ha dato anche modo di presentare un tirocinio retribuito negli Stati Uniti, offerto da Monzesi Spa (Pmi innovativa lombarda operante in Italia, Egitto e appunto Stati Uniti), attivato a Orlando e destinato a un giovane ingegnere neolaureato a Palermo che abbia i requisiti di reddito e di merito Ersu.
“Lo scambio culturale è uno strumento formidabile per mettere in contatto diverse culture e ampliare le conoscenze durante il percorso universitario – sottolinea il presidente di Ersu Palermo, Michele D’Amico, – allo stesso modo può consentire a chi ha lasciato la nostra regione di ricostruire un rapporto con il territorio, senza dimenticare le opportunità di lavoro di cui potranno usufruire sia questi ragazzi sia i siciliani che andranno a studiare in quell’area”. Per Vincenzo Arcobelli, presidente emerito di Csna, “i siciliani all’estero possono dare un contributo notevole allo sviluppo della nostra identità culturale, che con la globalizzazione rischia sempre di più di evaporare. Il mio obiettivo è dare continuità a questo percorso non solo sul piano universitario, ma anche coinvolgendo altri settori per creare flussi di turismo ed economia: vogliamo, in altre parole, dare alla Sicilia le stesse opportunità che ci sono negli Stati Uniti”.
Un plauso al protocollo arriva anche dal vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, il quale sottolinea come “la competitività di una regione si vede nel modo in cui attira talenti: farne tornare alcuni in Sicilia per la loro formazione è una sfida che siamo pronti ad accogliere”. L’accordo tra Ersu e Csna si integra inoltre con un progetto di legge sul tema delle migrazioni, curato dall’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano: “E’ un argomento su cui serve un ammodernamento legislativo: le comunità siciliane all’estero rappresentano una realtà importante non solo nelle comunità in cui vivono, ma anche per la nostra regione. Ecco perchè ritengo opportuno rinnovare la consulta dei siciliani all’estero, che negli ultimi quarant’anni ha avuto diversi problemi organizzativi, e adeguarla con l’aggiunta di una piattaforma digitale”.
foto xd8 Italpress
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A2A in Sicilia ha distribuito 45 milioni di euro di valore economico nel 2022
MILAZZO (MESSINA) (ITALPRESS) – Oltre il 40% in più rispetto all’anno precedente per un totale di 45 milioni di euro come valore economico, 15 milioni investiti in infrastrutture e impianti per la transizione ecologica del territorio, 47 GWh di energia prodotta da fotovoltaico ed eolico, 3655 studenti e docenti coinvolti in percorsi di educazione ambientale e 19 mila tonnellate di CO2 evitata grazie alle rinnovabili: sono alcuni dei numeri illustrati da A2A nel Castello di Milazzo, nel Messinese, in occasione della II edizione della presentazione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale della Sicilia. All’incontro, utile per rendicontare le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio siciliano nel 2022 e i piani di attività previsti per i prossimi anni, hanno preso parte il Chief Strategy&Growth di A2A Stefano Granella, i sindaci di Milazzo, Pippo Midili, e di San Filippo del Mela, Giovanni Pino, l’assessore alle Politiche Energetiche e Ambientali del Comune di Messina Francesco Caminiti.
“Forti dei risultati ottenuti – ha spiegato Granella – anche grazie al dialogo e alla fattiva collaborazione con gli stakeholder locali, continueremo a promuovere l’innovazione e a sostenere iniziative che favoriscano il percorso verso la transizione ecologica dell’isola”.
In continuità con l’impegno portato avanti nell’ultimo triennio per l’ascolto e il dialogo con le comunità in cui il Gruppo opera, nel 2023 il percorso dei Forum Multistakeholder di A2A prevede il coinvolgimento di 11 territori in tutta Italia, attraverso momenti di confronto per contribuire sinergicamente allo sviluppo sostenibile del Paese.
Nell’ambito delle “Alleanze per la transizione ecologica”, in collaborazione con The European House Ambrosetti, la presentazione del Bilancio è stata infatti preceduta da una discussione con gli stakeholder locali per identificare, sulla base dei risultati del primo ciclo di incontri del 2022, progettualità concrete e “su misura” per accelerare la transizione ecologica, anche alla luce degli obiettivi del Piano Industriale di A2A. Le iniziative di ascolto degli stakeholder hanno già coinvolto diverse città italiane. Sono tre le parole chiave che girano attorno al lodevole operato di A2A: pianeta, persone e prosperità. Ambiti identificati dal World Economic Forum con il documento “Measuring Stakeholder Capitalism: towards common metrics and consistent reporting of Sustainable value creation”. La centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, che rientra nel programma eccezionale di massimizzazione previsto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per contenere i consumi di gas naturale, nel 2022 ha prodotto 2.137 GWh di energia, contribuendo all’autonomia energetica del Paese.
L’obiettivo del Gruppo è trasformare il sito di San Filippo del Mela in un nuovo polo energetico integrato: una soluzione reale e concreta per la transizione energetica e l’economia circolare. L’impianto avrà una capacità di trattamento di 75 mila tonnellate all’anno e avrà l’obiettivo di recuperare risorse ed energia dai rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata dell’umido e del verde, producendo biometano e compost di qualità certificato per l’utilizzo come fertilizzante in agricoltura.
foto xd9 Italpress
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Terna, due interventi per ammodernare la linea ferroviaria tra Palermo e Catania
ROMA (ITALPRESS) – In seguito all’avvio del procedimento autorizzativo da parte della Regione Siciliana degli interventi sulla Rete di Trasmissione Nazionale necessari a velocizzare la linea ferroviaria tra Palermo e Catania, Terna pubblica l’avviso con l’elenco delle particelle catastali relative alle aree potenzialmente interessate dall’opera.
In particolare, si legge in una nota, gli interventi, per cui la società guidata da Giuseppina Di Foggia investirà complessivamente circa 28 milioni di euro, prevedono la realizzazione di una nuova sottostazione elettrica a Villarosa (EN) e del relativo raccordo in cavo di collegamento alla stazione elettrica di Enna. Le opere, per cui Terna ha elaborato e rilasciato la soluzione tecnica minima generale (STMG) di connessione, accettata da RFI, contribuiranno a rendere più moderna la linea ferroviaria “Palermo – Catania” e a supportare la mobilità sostenibile e lo sviluppo del territorio.
Sarà possibile, sottolinea la nota, prendere visione della documentazione progettuale presso gli uffici della Regione Siciliana, Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità e presso i Comuni di Enna (EN) e Calascibetta (EN) e presentare, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, eventuali osservazioni scritte alla stessa Regione Siciliana e, per conoscenza, a Terna.
Terna, che a livello regionale gestisce oltre 4.500 chilometri di linee di alta e altissima tensione e 78 stazioni elettriche, nel Piano di Sviluppo 2023 ha previsto in Sicilia un impegno di 3,2 miliardi di euro per i prossimi 10 anni, attestando la regione al primo posto per investimenti in Italia, conclude la nota.
foto ufficio stampa Terna
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Controlli nei cantieri edili del Palermitano, scoperti 4 operai in nero
PALERMO (ITALPRESS) – Quattro lavoratori in nero, 38 imprese controllate e 278.333 euro di sanzioni. E’ il resoconto di un’intensa attività del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Palermo che, in collaborazione con l’Arma Territoriale, nell’ultimo mese ha svolto il controllo di cantieri edili, sia pubblici che privati, nel territorio della provincia.
Durante gli accertamenti sono state sottoposte a controllo 38 imprese, identificati 137 lavoratori, di cui 93 irregolari e 4 ‘in nerò, cioè impiegati senza contratto e senza le previste comunicazioni telematiche al centro per l’impiego, di cui uno percettore del reddito di cittadinanza, per il quale è stata effettuata comunicazione all’Inps per la decadenza del beneficio.
Sono state accertate, inoltre, diverse violazioni relative alla normativa sulla sicurezza, l’igiene e la salute sui luoghi di lavoro, tra le più ricorrenti: non aver protetto le pareti del fronte di attacco degli scavi; ponteggio metallico non conforme; la mancanza di parapetti; il pericolo della viabilità in cantiere da parte dei lavoratori, le inesatte procedure di lavoro con quanto stabilito dal coordinatore della sicurezza, la mancata formazione dei lavoratori, la mancata messa a terra di grosse masse metalliche.
Nel complesso gli investigatori hanno proceduto a 9 sospensioni delle attività imprenditoriali, relativamente alla sede dei lavori, per gravi violazioni in materia di sicurezza, che nella quasi totalità riguardava il rischio di caduta dall’alto e la mancata formazione sui rischi da far erogare ai propri lavoratori.
Sono emerse inoltre responsabilità anche da parte di alcuni committenti dei lavori, che avevano omesso di verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie, omesso di nominare i coordinatori della Sicurezza e la relativa redazione dei piani di sicurezza o il mancato inoltro della notifica preliminare agli organi competenti. Queste ultime ipotesi comportano la comunicazione all’organo competente per la sospensione del titolo edilizio autorizzativo.
L’attività ispettiva ha, poi, consentito di accertare oltre il mancato rispetto della normativa relativa alla sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, anche l’illecita procedura di somministrazione ed il relativo utilizzo di lavoratori in regime di distacco non genuino.
foto ufficio stampa Carabinieri
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